Gran Bretagna in cerca della Coppa Davis su tre superfici

Murray & Co. in caso di vittoria, oltre riportare l'insalatiera in Gran Bretagna dopo 79 anni, riuscirebbero a conquistarla avendo giocato su erba, cemento (indoor) e terra battuta, impresa che manca dalla vittoria dell'Australia nel 2003

Di Ciro Battifarano
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Andy Murray
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Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

C’è grande attesa in tutto il Regno Unito per la finale di Davis che manca ai sudditi della regina dal 1936, non importa che sia prevalentemente (o quasi esclusivamente) opera scozzese se non addirittura del principato di Dunblane.

Per gli amanti di record e statistiche, l’eventuale vittoria di Murray e compagni avrebbe un fregio in più, essere stata conquistata giocando su tre superfici diverse. Primo turno, contro gli Stati Uniti, e semifinali, contro l’Australia, sono infatti state giocate sul cemento di Indoor della Emirates Arena di Glasgow, i quarti, contro la Francia, sull’erba del Queen’s e adesso la finale, unica partita in terra straniera, sulla terra battuta di Gand. Gli ultimi a riuscirvi sono stati gli australiani, con Hewitt e Philippoussis, nel 2003.

Per Andy sarebbe un’ulteriore conferma della sua completezza dopo che quest’anno ha ottenuto i primi successi in carriera sulla terra (superficie più avara di risultati per lui) a Madrid e Monaco più le semifinali al Roland Garros e ha conquistato gli altri due titoli di stagione sull’erba del Queen’s e sul cemento di Montreal.

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