Verso la finale di Coppa Davis: Belgio, Goffin e Darcis per la storia

Coppa Davis

Verso la finale di Coppa Davis: Belgio, Goffin e Darcis per la storia

A Gand i padroni di casa del Belgio giocano l’atto conclusivo della Coppa Davis dopo più di un secolo. Facilitati da un tabellone accomodante (e dai forfait degli avversari più titolati) Goffin e Darcis possono entrare nella storia dello sport del loro paese, quasi al pari di Clijsters ed Henin

Pubblicato

il

 
 

La stagione tennistica volge al termine e come da tradizione l’atto conclusivo della stessa è la finale della Coppa Davis. Finale che si giocherà a Gand, cittadina belga nota agli appassionati sportivi per una delle classiche del nord del ciclismo, la Gand-Wevelgem e che quest’anno ha anche la propria squadra calcistica nei gironi della Champions League. Purtroppo i noti fatti terroristici dell’ultimo periodo stanno condizionando non poco tutto il Belgio e proprio a Gand le misure di sicurezza (come del resto abbiamo riportato) sono naturalmente state organizzate in maniera più che mai dettagliata.

La finale sarà tra i padroni di casa del Belgio e la Gran Bretagna, una finale quanto mai storica.
Innanzitutto perché i padroni di casa ci tornano dopo 111 anni e se la giocano in casa. Ma storica anche per la Gran Bretagna, una delle due nazioni fondatrici praticamente della manifestazione (nel 1900 la prima finale Usa-Gran Bretagna, con in campo Dwight Davis a cui è intitolata la mitica insalatiera), che però non vince la Coppa dal 1936, quando in campo c’era Fred Perry, uno dei due tennisti nella storia del tennis ad aver realizzato il Grande Slam.

Vediamo allora come da prassi come le due nazionali si avvicinano alla finale, partendo dai padroni di casa del Belgio.

 

BELGIO

Johan Van Herck ha convocato per l’atto conclusivo di Gand lo stesso quartetto impegnato sia contro il Canada nei quarti di finale che contro l’Argentina in semifinale e cioè la punta di diamante David Goffin, nr. 16 del ranking, l’esperto Steve Darcis, Ruben Bemelmans (quasi sicuramente impiegato in doppio) ed il giovane Kimmer Coppejans.

I padroni di casa hanno optato come giusto che fosse per la terra rossa, superficie sicuramente più indigesta per i loro avversari. Le speranze locali sono riposte tutte su David Goffin, giocatore tenace e versatile, capace di giocare bene su tutte le superfici e soprattutto molto tignoso. Il tennista belga esploso nel 2012 con un fantastico Roland Garros (ottavi di finale dalle qualificazioni, battuto poi da Roger Federer), ha disputato una buona stagione chiusa con 37 vittorie e 24 sconfitte. Ricordiamo tra le altre le due finali raggiunte e perse, quella di ‘s-Hertogenbosch (erba) contro Nicolas Mahut, e quella di Gstaad (terra) contro Dominic Thiem. Ma anche il quarto turno a Wimbledon, la semifinale di Chennai, i quarti a Roma, Monaco e Basilea non sono da dimenticare. Il nr.1 belga arriva alla finale nelle migliori condizioni possibili, darà sicuramente l’anima per il suo paese.

Steve Darcis ha accompagnato Goffin nel cammino verso la finale del prossimo week-end. Normale prosecuzione da un punto di vista tennistico (ma anche fisico) dei fratelli Rochus, che per anni hanno mantenuto in piedi il tennis belga, Darcis ha regalato la finale alla sua nazione nel quinto match della sfida con l’Argentina giocato a settembre. Attuale nr. 84 del ranking ATP, è stato al massimo nr. 44 nel 2012 ed ha vinto in carriera due titoli nel circuito, nel 2007 ad Amersfoort e nel 2008 a Memphis (il primo sulla terra, il secondo sul veloce). Sul nr.2 belga c’è qualche incognita dal punto di vista fisico, visto che nell’ultimo torneo disputato nella stagione (chiusa poi con un bilancio alquanto insufficiente, 12 vittorie e 13 sconfitte) a Stoccolma, il piccolo tennista è stato costretto al ritiro contro Gasquet per una distorsione alla caviglia dalla quale non sappiamo se si sia pienamente ripreso. Sarebbe davvero un piccolo peccato, perché a 31 anni crediamo Darcis abbia tutto il diritto di giocarsi a pieno la sua chance di vincere la Coppa Davis. Ricordiamo che Darcis si è rivelato in più occasioni uomo Davis, ha vinto ben 4 singolari sul 2-2, ultimo dei quali proprio quello contro l’Argentina di cui abbiamo già scritto.

Ruben Bemelmans, nr. 108 in singolare e al massimo nr. 84 in carriera, sarà con ogni probabilità impiegato nel doppio. Professionista dal 2006 non ha quasi mai lasciato il segno nel circuito. Lo ricordiamo in una finale di Hopman Cup al fianco di Justine Henin, affossata dai suoi errori nel doppio decisivo. Il mancino belga ha un’occasione più unica che rara per entrare nella storia del tennis belga, servirà una super prestazione in doppio, a meno che le condizioni di Darcis non ne richiedano l’impiego anche in singolare.

Ultimo dei convocati il giovane Kimmer Coppejans, schierato già da Van Herck nel match dei quarti contro il Canada in doppio al fianco di Bemelmans, dovrebbe recitare il ruolo del quarto uomo, ha appena 21 anni ed è nr.128 del ranking.

L’UNICA FINALE DISPUTATA DAL BELGIO

2-5 luglio 1904, Wimbledon, grass, outdoor
Isole Britanniche-Belgio 5-0

Riseley-Le Maire de Warzee 6-1 6-4 6-2
L.Doherty-De Borman 6-4 6-1 6-1
L.Doherty/R.Doherty-De Borman/Le Maire de Warzee 6-0 6-1 6-3
L.Doherty-Le Maire de Warzee walkover
Riseley-De Borman 4-6 6-2 8-6 7-5

Il Belgio ha giocato una sola finale nella storia della Coppa Davis e guarda caso proprio contro la Gran Bretagna (allora Isole Britanniche) nel 1904, conclusasi con una netta sconfitta. Dopo 111 anni l’occasione ghiotta di giocare una nuova finale di Davis, per di più in casa.

IL CAMMINO DEL BELGIO NEL 2015

6-8 marzo 2015, Liegi, hard, indoor, ottavi di finale
Belgio-Svizzera 3-2

Laaksonen-Bemelmans 1-6 6-7(6) 6-4 6-0 6-2
Darcis-Lammer 6-3 6-1 6-3
Bemelmans/Desein-Bossel/Lammer 1-6 6-3 6-2 6-2
Laaksonen-Darcis 6-3 3-6 3-6 7-6(5) 6-1
Goffin-Bossel 6-4 6-0 6-4

17-19 luglio 2015, Ostenda, clay, outdoor, quarti di finale
Belgio-Canada 5-0

Darcis-Dancevic 3-6 6-1 7-5 6-3
Goffin-Peliwo 6-4 6-4 6-2
Bemelmans/Coppejans-Nestor/Shamasdin 7-5 3-6 6-4 6-3
Coppejans-Dancevic 2-6 6-2 6-3
Darcis-Peliwo 6-4 6-3

18-20 settembre 2015, Bruxelles, hard, indoor. semifinale
Belgio-Argentina 3-2

Goffin-Delbonis 7-5 7-6(5) 6-3
Mayer-Darcis 7-6(5) 7-6(1) 4-6 6-3
Berlocq/Mayer-Bemelmans/Darcis 6-2 7-6(2) 5-7 7-6(5)
Goffin-Schwartzman 6-3 6-2 6-1
Darcis-Delbonis 6-4 2-6 7-5 7-6(3)

Il Belgio approda alla seconda finale della sua storia in Coppa Davis grazie ad un tabellone alquanto accomodante, che gli ha permesso nei primi due turni di affrontare avversari privi dei loro giocatori più rappresentativi. Il Belgio infatti (che ha giocato tutti gli incontri in casa, altro fattore da non dimenticare) ha affrontato al 1° turno i campioni in carica della Svizzera, orfani di Federer e Wawrinka e contro i quali ha addirittura rischiato l’eliminazione. Ci ha dovuto pensare David Goffin a togliere le castagne dal fuoco nel quinto incontro della sfida contro l’elvetico Bossel. Da rimarcare che Goffin non era sceso in campo nelle prime due giornate per problemi fisici. Ancora meglio è andata ai belgi nella sfida dei quarti di finale contro il Canada, costretto alla trasferta in terra belga senza Raonic e Pospisil, entrambi fuori per infortuni e puntualmente travolto 5-0. Meritata invece e sofferta la vittoria contro l’Argentina in semifinale, lì bravissimi Goffin e Darcis ha ribaltare l’1-2 sudamericano dopo il doppio.

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

Pubblicato

il

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

Continua a leggere

Coppa Davis

Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

Pubblicato

il

Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement