Venti senatori chiedono conto alla FIT, la battaglia UISP approda in Parlamento

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Venti senatori chiedono conto alla FIT, la battaglia UISP approda in Parlamento

Secondo i senatori di quattro partiti, tra cui l’ex ministro Josefa Idem, la FIT tenderebbe a monopolizzare impropriamente le attività inerenti al tennis, violando la carta europea dello sport. Prezzi di affiliazione raddoppiati a circoli e maestri che non garantiscono l’esclusività FIT

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È approdata addirittura al Senato della Repubblica, con un’interrogazione parlamentare che porta la firma del Senatore modenese Stefano Vaccari (Pd) e di altri diciannove suoi colleghi (non solo del Partito democratico ma anche di Lega, Ncd e Movimento 5 stelle) tra cui Josefa Idem, lo scontro tra UISP (Unione Italiana Sport per tutti)  e FIT, di cui vi avevamo già raccontato in aprile. Proprio nella scorsa primavera UISP, che è l’ente di promozione sportiva con più tesserati in Italia, aveva presentato un esposto al Garante della Concorrenza (AGCM) per le (presunte) scorrettezze perpetrate dalla Federazione Italiana Tennis ai danni di circoli e maestri che portassero avanti il doppio canale di attività, federale e UISP.

“Ingerenze nell’attività di un altro Ente di promozione sportiva, ma anche sanzioni ai propri tesserati che eventualmente partecipavano alle sue attività, così come alle società sportive e polisportive che mettevano a disposizione i propri impianti – così si legge nel comunicato stampa diramato dai Senatori Pd – Questi alcuni dei comportamenti che la Federazione Italiana Tennis starebbe mettendo in atto per ottenere di fatto l’esclusività del tesseramento, applicando in malo modo norme esistenti”. Si parla infatti di un tentativo di gestione “esclusiva” dello sport tennis da parte della FIT, con tariffe d’affiliazione talvolta raddoppiate per circoli e maestri che svolgano anche attività UISP e con controlli a campione presso quei soci e quelle società che svolgano campionati con l’ente di promozione sportiva. Una denuncia partita anche e soprattutto dai circoli del territorio modenese, nel quale UISP è storicamente molto radicata e che anche per questo ha raccolto da subito l’interesse e l’impegno del Senatore Vaccari. “Un comportamento che rischia di mettere in crisi non solo l’Ente di promozione sportiva, che si è visto costretto a ricorrere al Garante della concorrenza per tutelare la propria posizione – continua il comunicato stampa – ma decine di associazioni sportive che, anche sul territorio modenese, sono il vero motore dello sport di base. Per questo, insieme a una ventina di colleghi di diverse forze politiche a testimonianza della trasversalità dell’importanza che si attribuisce allo sport, abbiamo presentato un’interrogazione al Governo per chiedere se il Coni sia a conoscenza di questa situazione, e come eventualmente abbia intenzione di intervenire”.

Successivamente le precise e incalzanti richieste presentate al Governo da questa interrogazione: “Consideriamo la situazione grave a tal punto da domandare all’Esecutivo – fermo l’accertamento della legittimità delle accuse mosse alla Fit o meno nelle opportune sedi – se non ritenga opportuno in ogni caso invitare il Coni a riferire in Parlamento e se non ci siano comunque gli estremi per la nomina di una Commissione ministeriale di verifica. Quanto denunciato infatti, se accertato, non può non avere rilevanza parlamentare considerando innanzitutto le finalità pubblicistiche della FIT e i relativi contributi pubblici che riceve, ma anche le possibili gravi conseguenze economiche di un eventuale contenzioso risarcitorio, così come la possibile rilevanza ai fini di un commissariamento per accertate gravi irregolarità della gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi federali”.

 

Ora la palla è in mano sia all’AGCM, in possesso di tutte le carte di denuncia raccolte dalla UISP, che al Governo. Vedremo chi farà la prima mossa.

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ATP Montecarlo: Sonego non supera l’esame Zverev

Il numero 6 del mondo ritrova la costanza che gli era mancata a Miami e in due set regola un buon Sonego

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[5] A. Zverev b. L. Sonego 6-3 6-3

Troppo solido alla distanza Alexander Zverev per un buon Lorenzo Sonego, che come suo solito lotta parecchio e mostra un bel tennis ma deve cedere in due set ad uno Zverev apparso molto concentrato soprattutto al servizio. La prima sfida tra i due arrivava in momenti completamente opposti di forma. Sonego era reduce dal brillante torneo vinto a Cagliari, oltre che dal buon primo turno vinto contro un tennista ostico come Fucsovics. Meno positivo il periodo di Zverev, che non aveva giocato finora su terra battuta e la sua ultima partita risaliva a Miami, il secondo turno perso contro Emil Ruusuvori.

Il tennista italiano parte giocando un buon tennis, ma il primo a passare davanti è il tedesco, che sfrutta due indecisioni di dritto di Sonego per prendere il primo vantaggio della partita. La prima per Zverev però continua a mancare e Sonego si riporta sotto con due palle break. Entrambe vengono annullate da Zverev che ritrova la prima e non dà la possibilità al suo avversario di poterlo attaccare. Una nuova possibilità si para davanti a Sonego nel settimo game, uno splendido dritto diagonale gli porta due palle break.

 

La prima di servizio torna in aiuto del numero 6 del mondo, anche se la seconda palla break annullata arriva con un servizio che il replay mostra essere di poco largo. Sonego non si perde d’animo e dopo aver annullato due palle game si guadagna e converte la terza palla break con un pesante dritto lungolinea, meritata per il livello espresso finora dal tennista torinese.

Zverev non resta a guardare e reagisce subito al break diventando un muro da fondo. Gli errori di Sonego si accumulano e il finalista degli US Open si riporta avanti di un break. Uno dei meriti della buona partita del tedesco oggi è la costanza di rendimento al servizio, ed è di nuovo la battuta a cavarlo d’impaccio quando si fa rimontare due set point da Sonego. Il primo punto ai vantaggi è un ace, con il secondo si crea lo spazio con il servizio per chiudere con uno schiaffo al volo di dritto un set giocato molto bene da entrambi i giocatori. Da notare il dato dei doppi falli del tennista di Amburgo, zero per tutto il primo set, una rarità visti i suoi problemi recenti.

Il numero 6 del mondo capisce che è il momento di affondare il colpo e tramortisce Sonego ad inizio secondo set sfruttando la forza della sua diagonale di rovescio. A dire la verità il tennista italiano sta facendo un’ottima partita anche da quel punto di vista, mostrando tutti i suoi miglioramenti con quel fondamentale. Confrontato però con un colpo come quello di Zverev è normale vada in difficoltà. Come successo nel primo set Sonego risponde subito al fuoco con due palle break, ma ancora la prima di Zverev torna dominante e gli toglie le castagne dal fuoco. Sonego non molla la battaglia e con due splendidi pallonetti si mantiene dentro il game, e l’occasione arriva di nuovo con un dritto steccato dal tedesco. Questa volta il servizio tradisce Zverev e con un doppio fallo rimette Sonego nel set.

Ora il livello del tedesco è calato vistosamente ed anche gli errori da fondo cominciano ad arrivare. Un rovescio scagliato male rischia di costargli il secondo break consecutivo, ma con l’aiuto del servizio si salva. Piano piano, nonostante un dritto molto meno affidabile del primo set, Zverev si ritira su e torna a farsi prepotente durante i turni di Sonego. La prima chance nel settimo game è ben controllata dall’italiano, ma sulla seconda il “solito” rovescio devastante vale game e break per il tennista tedesco.

La partita si mette ancora più in salita quando Sonego sotto 15-30 e 3-5 commette il primo doppio fallo della partita. Non poteva esserci momento peggiore, il colpo in uscita dal servizio è lungo e Zverev chiude la partita dopo un’ora e mezza di battaglia. Un peccato per Lorenzo, che oggi ha giocato bene e reso la partita più equilibrata di quanto dica il punteggio. Il tedesco sfiderà David Goffin per un posto nei quarti di finale di Montecarlo. Sonego invece perderà almeno quattro posizioni del ranking, a causa dei punti persi dei quarti dell’anno scorso. Ma vista la posizione attuale, numero 32, se continua con questo stato di forma può mantenersi tra le teste di serie del Roland Garros. Con la sconfitta di Sonego Fabio Fognini resta l’unico italiano ancora presente in tabellone.

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ATP Montecarlo: Djokovic, lezione e investitura a Sinner: “È il presente e il futuro del tennis”

Nel match del giorno Jannik parte bene e va in vantaggio di un break, ma via via soffre la pressione di Nole, che domina alla distanza

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[1] N. Djokovic b. J. Sinner 6-4 6-2

Era stata presentata come la partita del giorno, e le attese non sono andate deluse, almeno per una buona oretta. Dopo il battesimo del fuoco ricevuto da Rafa Nadal sul Philippe Chatrier in autunno, il sacerdote Novak Djokovic ha somministrato il secondo segno sensibile al fenomeno nascente Jannik Sinner sotto la terrazza di Montecarlo. Sei quattro sei due per il primo favorito, un’ora e mezza abbondante molto lottata, giocata a ritmi esagerati e trapunta di scambi ad alta intensità. Poi Nole ha preso il sopravvento, e non sarebbe stato difficile prevederlo, ma chi voleva una partita – e un’altra conferma sulla crescita di Jannik – l’ha avuta.

Aveva iniziato molto bene il kid di Sesto Pusteria: secondo game in battuta molto sudato, offerto da un Djokovic intento a far intendere al ragazzo su quale pianeta fosse capitato, poi Sinner ha strappato il servizio al serbo nel terzo, complici un paio di vincenti da urlo, tra i quali ha particolarmente brillato un gran rovescio incrociato sulla linea, utile a provocare la sorpresa del numero uno. Jannik non ha però saputo consolidare, come si suol dire, e qui Djokovic non ha messo troppo di suo: un doppio fallo, un dritto tirato fuori con lo scambio in mano e un rovescio addosso alla star con il campo aperto sono valsi il pareggio: tanta ingenuità direbbero quelli che non hanno mai avuto a che fare con la pressione. Certo è che l’età verdissima in qualche modo può rappresentare un mismatch di non poco conto contro un avversario persino più famelico dei canoni quando deve inseguire. Si è un po’ disunito Jannik, ci mancherebbe: Djokovic gioca profondo come nessuno, si sa, e sulla seconda ha la bava alla bocca. Il combinato disposto, direbbe il giurista, ha costretto Sinner a forzare molte prime, con conseguenze problematiche sulle sue percentuali. Anche a questo è addebitabile il secondo break consecutivo Serbia, viatico al cinque due che pareva una precoce pietra tombale sulla frazione.

 

Detto questo, anche Nole di tanto in tanto pare umano, e Sinner certamente non vende la pelle a buon prezzo: gravato da un paio di errori di misura, dal trenta a zero a due punti dal set Djokovic ha subìto quattro punti consecutivi, consentendo al giovane collega di servire per il pareggio. Ma ribattitore migliore della storia del gioco non si diventa per caso: una manciata di palle a un palmo dal fondocampo hanno costretto Sinner a diversi fuori giri e a salvare un primo set point, prima che un nastro malandrino sul suo lungolinea, beffardo nell’apparecchiare il vincente al serbo, ne forzasse un secondo, stavolta raccolto da Nole con un forcing da dietro reiterato fino all’errore con il rovescio dell’italiano.

Jannik Sinner – ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

Cinquantasei minuti, ritmi alti, lunghi scambi e una lotta tutt’altro che disprezzabile. Non male l’offerta di Jannik, forse un po’ troppo legata mani e piedi al vincente, con tutti i rischi del caso. Nole in giornata, lo è quasi sempre, quando impone la proverbiale pressione da fondo al momento è ancora un po’ troppo. E la sua giornata, già serena, è migliorata nel secondo set, a fronte della resistenza ora forse un po’ ammaccata del nostro: break Serbia nel quarto gioco. Sinner, puntiglioso, con il solito atteggiamento impeccabile, concentrato sul tema fino al parossismo, ora annaspante e sempre più ingarbugliato nella ragnatela. Poche chance per lui di rientrare; una, sostanzialmente, nel settimo game, quando Nole ha offerto palla break ingarbugliandosi con due doppi falli, ma qui è mancato Sinner, autore di una rispostaccia fuori di metri su una seconda attaccabile. La partita lì si è eclissata, insieme allo sguardo fattosi torvo del diciannovenne. Agli ottavi di domani, contro il campione di Miami Hubert Hurkacz o Dan Evans, andrà Djokovic, come sempre, come prevedibile. Per un’ora c’è stata partita, per il resto una lezione di cui Jannik saprà far tesoro.

Mi sento bene – ha detto Djokovic a Tennis TV -. Questo club è la mia base d’allenamento da 15 anni, mi sembra di giocare a casa. E’ stato un bell’esordio, non era una sfida semplice ma sono riuscito a trovare il ritmo e i colpi. Sinner colpisce la palla nel modo giusto più o meno su tutte le superfici, è polivalente, ha molto talento ed è in forma. E’ il futuro del nostro sport, e forse già il presente. Del resto ha già giocato la finale di un 1000 da teenager“. A diciannove anni Nole non era certamente prossimo a somigliare alla sua versione odierna.

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A Thompson è inviso il rosso, Fognini in souplesse a Montecarlo. Fuori Cecchinato e Caruso

Fabio regola l’australiano con un doppio 6-3. Negli ottavi attende Krajinovic o Londero. Niente da fare per Salvatore Caruso, sconfitto da Rublev

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Fabio Fognini - Montecarlo 2021 (foto via Twitter @ROLEXMCMASTERS)

[15] F. Fognini b. J. Thompson 6-3 6-3

Fabio Fognini potrà continuare a difendere la sua corona nel Principato. Facile, tranquillo, senza alcun inghippo di sorta il match vinto dal campione in carica nel secondo turno contro Jordan Thompson, collega che, consideratone il curriculum on clay, nelle previsioni non sembrava costituire ostacolo eccessivamente scomodo. E infatti. Troppo leggero sul mattone tritato il baffuto australiano: a disagio negli scivolamenti, presto incerto sulla posizione da tenere in campo e provvisto di cilindrata infinitamente inferiore, Thompson è da subito finito nel tritacarne negli scambi da dietro, e quando ha provato a uscire dalla stretta accorciando il rettangolo ha sovente sbagliato pesi e misure.

Sicuro e sereno, per quanto possibile, a Fabio è in linea di massima bastato tenere la palla profonda e carica per volare sul quattro a zero in meno di venti minuti: di Thompson è pervenuto solo un certo scoramento, spesso catturato dai microfoni a bordocampo facilitati nel loro compito dall’assenza di pubblico. “Hit the ball”, “what is that?”, “so bad” le autocritiche carpite dai tristi soliloqui di un giocatore sin qui capace di vincere appena nove partite nel Tour maggiore sul rosso, solo una, quella di primo turno contro lo svogliatissimo Benoit Paire, in un Mille.

 

Così l’unico duello degno di nota è stato quello, immancabile, innescatosi tra Fabio e la giudice di sedia, fiorito sull’unico break conquistato da Jordan nell’ottavo game con tre errori di dritto di Fognini. L’ultimo, largo di un millimetro, ha provocato la bagarre. “It’s a joke”, è uno scherzo, ha riferito all’arbitro il ligure, il quale, da quel momento, ha preteso il controllo a terra a ogni punto sospetto. Un minuto diversivo per dare un pizzico di pepe a un match proseguito senza sussulti anche nel secondo set, deciso da un break avvenuto nel quarto gioco e illuminato da un clamoroso passante vincente con il rovescio a una mano esibito da Fognini nel sesto, perla finale di una vittoria mai in discussione. Il suo percorso verso una difficile, nuova incoronazione proseguirà domani, negli ottavi, contro Filip Krajinovic. “È un giocatore con molto talento e gioca molto bene a tennis. Vale più della classifica che ha, infatti è stato tra i primi 30” ha commentato Fabio in conferenza. “Sarà una battaglia molto dura, 50-50. L’importante è stare in campo come in questi due giorni, atteggiamento giusto, per il resto il risultato è una conseguenza“.

[6] A. Rublev b. [Q] S. Caruso 6-3 6-2

La superiorità di Andrey Rublev nei confronti Salvatore Caruso si è palesata nella maniera più evidente in questo secondo turno che ha aperto il programma sul campo Rainer III. Il n. 8 del mondo è partito lanciatissimo e un break a freddo gli è bastato per far suo il primo set 6-3 senza concedere nulla. La potenza dei suoi colpi da fondo non ha minimamente risentito della superficie di gioco, e gli scambi sono sempre stati in suo controllo. La chance più grande per il siciliano c’è stata ad inizio secondo set quando il rovescio del russo ha fatto cilecca per un paio di volte: Caruso ha avuto le prime due palle break ma gli sono sfilate via in un attimo. Con il classico ‘occasione mancata, occasione subita’, Caruso ha poi perso la battuta nel game successivo, questa volta sbagliando lui sul lato del rovescio.

Nonostante ormai il punteggio fosse indirizzato in favore di Rublev, c’è stato comunque spazio per una piccola polemica. Sotto 1-3, 15-40, una prima di servizio di Caruso è stata chiamata fuori ma il giudice di sedia Bernardes è subito intervenuto, invitando l’italiano a ripetere la battuta. Quest’ultimo invece avrebbe voluto il punto e ne è scaturito un piccolo battibecco, rigorosamente in lingua italiana, culminato a fine game con un flebile “vaffa…” e punito con un code violation. Dopo 69 minuti di gioco è arrivata per 6-3 6-2 quella che può essere considerata una vittoria di routine per Rublev.

Ho fatto troppi errori, soprattutto in risposta – un fondamentale sul quale mi sento forte. Sono un po’ sorpreso da questo, anche perché lui non è il Bublik di turno che serve la seconda a 200 km/h. Contro un giocatore del genere non te lo puoi permettere” ha commentato Caruso in conferenza stampa. “Rispetto alla sfida dello US Open, nella quale ho giocato solo un set su tre, però sono stato più in partita. Sono comunque contento, anche perché la scorsa settimana sono stato male, mi sono allenato per la prima volta martedì scorso, in totale due volte e poi sono venuto qui“. Sul programma delle prossime settimane: “Giocherò sempre sulla terra, forse anche a Parma. Sono iscritto a Barcellona e Belgrado la prossima settimana, spero di entrare come alternate in uno dei due“.

[11] D. Goffin b. [Q] M. Cecchinato 6-4 6-0

Chi non ricattura i fasti del passato è Marco Cecchinato, che dopo aver lottato nel primo set cede di schianto il secondo contro un buon David Goffin, che si prende così gli ottavi del torneo monegasco. L’inizio di Marco non è dei migliori, il tennista italiano cede subito la battuta e si trova a rincorrere già dal terzo game. Le solite mancanze in risposta di Ceck si fanno sentire contro un Goffin particolarmente solido al servizio e chirurgico da fondo. Il momento per riprendere la partita in mano per Cecchinato arriva nel decimo game. Un bellissimo dritto diagonale di Goffin sulla riga gli nega la prima palla break, ma il belga commette un errore colossale con lo smash che concede una seconda palla break al suo avversario. Marco non riesce a prendere vantaggio nello scambio e Goffin chiude così game e set. La partita sostanzialmente finisce qui, il livello del tennis di Cecchinato cala vertiginosamente e il tennista belga non si fa problemi a chiudere la partita con un secco 6-0 in nemmeno mezz’ora.

Il secondo set mi è un po’ scivolato, ho avuto sempre palla game nei primi game; è finita 6-0, ma poteva essere 3-3″ ha raccontato Marco in conferenza. “Però non è stato un set che ho mollato. A livello di tennis è stato il match migliore dell’ultimo periodo, il primo set è stato alla pari e sul 5-4 ho avuto le chance per tornare in partita. Lui si muove bene e ha un tempo sulla palla pazzesco, ci conosciamo bene. La stagione comunque è lunga e ci sono molti tornei in cui posso fare bene. Parma? Sono contento, è un nuovo torneo in Italia. Da una parte spero di giocarlo, dall’altra… spero di non andarci e riposare prima del Roland Garros, perché significherebbe aver giocato abbastanza partite nei tornei precedenti“.

Goffin vendica così il 6-0 ricevuto da Cecchinato negli ottavi del Roland Garros 2018 e vola agli ottavi. Sulla sua strada potrebbe esserci un altro italiano, il nostro Lorenzo Sonego, oppure la testa di serie numero 5 Alexander Zverev.

Hanno collaborato Paolo Di Lorito e Giorgio Di Maio

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