Fed Cup, World Group: Olanda in semi! Bencic e Hingis battono la Germania

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Fed Cup, World Group: Olanda in semi! Bencic e Hingis battono la Germania

A Mosca la nr. 106 del mondo dopo il successo di ieri sulla Makarova si ripete anche contro una Kuznetsova sfinita dalle 4 ore giocate ieri, imponendosi 6-1 6-4. L’olandese porta così l’Olanda in semifinale dove affronterà la Francia in trasferta. La Svizzera vince il doppio decisivo a Lipsia ed in semifinale incontrerà in casa la R.Ceca che la spunta 3-2 in Romania

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Fed Cup, World Group, quarti di finale
RUSSIA-OLANDA 0-3 (Stefano Tarantino)

Incredibile a Mosca nella sfida di Fed Cup valida per i quarti di finale tra le padrone di casa e l’Olanda. Il team “orange” capitanato da Paul Haarhuis e che ha schierato nelle due giornate di gara la nr. 106 e la nr. 141 del ranking, rispettivamente Kiki Bertens e Richel Hogenkamp, liquida con un secco 3-0 la Russia di Svetlana Kuznetsova, Ekaterina Makarova e Maria Sharapova, finalista nell’edizione 2015 della Fed Cup, ed approda in semifinale, dove affronterà o la Francia in trasferta o l’Italia in casa. Certo che la rinuncia di Anastasia Myskina alla Pavlyuchenkova per permettere alla Sharapova (in condizioni fisiche non buone e non abile a scendere in campo) di raccogliere il gettone di presenza necessario per partecipare alle Olimpiadi di Rio della prossima estate potrebbe prestare il fianco a numerose critiche in patria. Perché oggi la Bertens ha giocato benissimo, ma è chiaro che dopo le 4 ore di battaglia disputate ieri da Svetlana Kuznetsova, sarebbe stato meglio rimpiazzare la nr.1 locale con un altro elemento. Solo che la Myskina non poteva far scendere in campo la Sharapova e non se l’è sentita di buttare nella mischia la giovane Kasatkina, andando così incontro ad un rovescio annunciato. Complimenti all’Olanda, le due singolariste non hanno lasciato nulla d’intentato in questa due giorni approfittando con merito dei disastri delle loro avversarie.

K. Bertens b. s. Kuznetsova 6-1 6-4

 

A Mosca si riparte con l’Olanda in vantaggio clamorosamente per 2-0, alla Kuznetsova il compito di salvare la patria e avviare la rimonta contro le “tulipane”, ma Svetlana ieri ha giocato 4 ore, avrà le energie sufficienti per fermare la Bertens e riaprire la sfida?

I primi game del primo singolare della seconda giornata sembrano andare in direzione opposta. L’olandese sposta saggiamente l’avversaria lungo la riga del fondo campo e quando può si fa aggressiva e prende la rete. La Kuznetsova salva subito ben 4 palle break ma nulla può nel quarto game e cede la battuta. Gli errori di Svetlana sono molteplici, la Bertens domina ed in appena 35 minuti porta a casa il primo set 6-1.
La nr.1 locale prova a dare tutta se stessa, riesce finalmente a limitare i gratuiti, ma la Bertens non cala di intensità e gli scambi si fanno sempre più duri. L’olandese inoltre è bravissima anche sotto rete ed al servizio tira legnate profonde che impediscono risposte degne di tal nome alla Kuznetsova. La russa non arriva mai a palla break, la Bertens invece approfitta di due gratuiti consecutivi di Svetlana sul 30 pari nel settimo gioco ed allunga sul 4-3 e servizio. La Kuznetsova ci prova fino all’ultimo ma la Bertens vince anche la normale tensione che si può avvertire quando sei vicina ad imprese del genere. L’olandese conferma il break nell’ottavo gioco dopo un game durissimo (10 punti giocati) e poi chiude al secondo match point nel decimo gioco.

Raggianti a fine match la Bertens ed il capitano Haarhuis, queste le dichiarazioni della nr. 101 del mondo:”E’ stata una due giorni incredibile, noi siamo una squadra molto unita, quando ieri ci siamo trovate in vantaggio 2-0 ci siamo dette che oggi dovevamo dare tutte noi stesse per chiudere la sfida e lo abbiamo fatto. Siamo contentissime”. Sulla stessa onda il suo capitano: “Questa è una vera squadra, fatta di giocatrici che danno il massimo e combattono fino all’ultima palla. Anche la Russia ha grandi campionesse, ma le ragazze sono state bravissime”. L’Olanda che per due volte è arrivata in finale in Fed Cup, nel 1968 (sconfitta dall’Australia) e nel 1997 (battuta dalla Francia), affronterà in semifinale o la Francia (in trasferta) o l’Italia (in casa). Le olandesi hanno raccolto l’ottava vittoria consecutiva in Fed Cup che le ha permesse di risalire dai raggruppamenti zonali Europa/Africa alla semifinale raggiunta oggi. Incredibile il record della Bertens in Fed Cup, 13 vittorie ed una sola sconfitta, contro la Schmiedlova nel 2005 in una sfida Olanda-Slovacchia

 

GERMANIA-SVIZZERA 2-3 (Raffaello Esposito)

A Lipsia passa la Svizzera che trionfa con il doppio finale, trascinata da Belinda Bencic e Martina Hingis che travolgono Petkovic e Groenefeld. Ma il colpo della giornata era stato quello della Bencic che nel primo singolare della giornata conclusiva aveva battuto in due set la nr.1 tedesca Angelique Kerber, vincitrice degli ultimi Australian Open. Inutile il 2-2 firmato dalla Beck, ottima sostituta della Petkovic, il doppio è svicolato via facile nelle mani svizzere.

B. Bencic b. A. Kerber 7-6(4) 6-3

Scontro chiave nella sfida di Lipsia fra Germania e Svizzera. Angelique Kerber scende in campo contro Belinda Bencic sul punteggio di 1-1 sancito ieri nei due singolari iniziali, a lei e al suo braccio sinistro il compito non facile di portare avanti le padrone di casa e dare forse ad Andrea Petkovic quella spinta in più per chiudere i conti senza ricorrere al doppio decisivo con lo spauracchio di Martina Hingis. La tedesca è in un momento magico ma tende a soffrire il gioco rapido e potente di Bencic, con la quale non ha ancora vinto un set e perso entrambi i nobili precedenti a Flushing Meadows 2014 e Cincinnati 2015.

L’incontro è stupendo, teso e combattuto.
Nel primo set Angelique sembra prendere il largo facilmente, brekka al quarto game approfittando di un doppio fallo, fatica a confermare annullando un’occasione all’avversaria e sale sul 4-1. Tutto sembra nel pronostico ma da questo momento in poi non sarà più così. Belinda comincia a tirare fortissimo e a non sbagliare, costringendo Angelique a giocare sempre sulla difensiva. I games al servizio della tedesca diventano sempre più lunghi e combattuti, la svizzera azzecca alcuni colpi da antologia, come il passante lungo linea di rovescio nel settimo game, quello del contro break che di fatto pareggia i conti e rimanda tutto all’extra set perché nessuna delle contendenti concede più aperture al servizio. Angelique non appare nella sua forma migliore, non tiene lo scambio e commette numerosi errori, spesso di metri, mentre Bencic comanda il gioco sempre, facendo danni enormi con la combinazione servizio-dritto lungolinea e mostrando spesso anche una mano delicate.
Il set è deciso da un solo mini-break
, e lo conquista la svizzera vincendo un punto nel quale ribalta da campionessa lo scambio con un rovescio lungolinea in corsa seguito da un dritto a chiudere. Ben 15 i vincenti con questo fondamentale al termine del primo set. Bencic merita il vantaggio, sta giocando alla grande prova ne sia il saldo attivo fra vincenti e non forzati.

Kerber rientra negli spogliatoi fra il primo e il secondo set, avvalorando le ipotesi di una condizione non perfetta, e quando rientra in campo non molto è cambiato.La svizzera mantiene il pieno controllo dell’incontro, impatta sempre bene la pallina avversaria che sembra non darle alcun fastidio. Dal canto suo Angelique deve correre sempre moltissimo e spesso fatica a controllare colpi che rimbalzano negli ultimi centimetri di campo. I punti che fa le costano sempre un’enorme fatica mentre la sua avversaria delizia la platea con vere gemme, come il cross di dritto in back, recuperando un ottimo incrociato di Kerber, che le dà il primo gioco del secondo set. Vedendo la partita si ha netta la sensazione che sia solo questione di momenti, perché Bencic non soffre né si distrae mai, mostrando anche gran carattere, e Angie è sempre sul filo. Che si spezza nell’ottavo game quando Belinda spara due super-rovesci alla Connors che le danno altrettante palle break, la seconda è quella buona e il turno di servizio col quale chiude la partita e porta la Svizzera sul 2-1 è sicuro e spietato.

Beck b. T. Bacsinszky 7-5 6-4

Il capitano tedesco Barbara Rittner esclude Petkovic e manda in campo per il quarto singolare la ventiquattrenne n° 39 WTA Annika Beck, chiamata a dare ancora una possibilità alle compagne in questo duro scontro. Il suo omologo svizzero Guenthardt invece conferma Timea Bacsinszky e l’incontro inizia subito bene per lei che si porta avanti 2-0 brekkando in aperture. Ma le cose si fanno subito difficili. Nessuna delle due ha il colpo risolutivo ed ecco che il match si trasforma in una palude di scambi infiniti dove gli errori superano di gran lunga i vincenti ed ogni singolo scambio è una battaglia. Annika recupera subito lo svantaggio e il punteggio avanza lentamente con games interminabili che durano minuti interi. Sul punteggio di 3-2 Germania è già passata più di mezz’ora. La svizzera è teoricamente favorita a giudicare dalla classifica mondiale ma gioca nervosa e contratta, facendosi scorrere addosso la partita senza mai rischiare per afferrarla ed allora è la tedesca, sostenuta dall’intera arena, a fare quel qualcosa in più che decide il set. Strappa una prima volta il servizio a Timea presentandosi alla battuta sul 5-3 ma non riuscendo a chiudere e consentendole il riaggancio a 5. È il dodicesimo game a decidere un primo set da 75 minuti, quando Beck azzecca un dritto lungolinea dopo un ennesimo interminabile scambio e va a set point sul 30-40.  Un rovescio largo della svizzera decide il parziale a suo sfavore. 7-5 Germania e speranza ben viva di giungere al doppio decisive. Onestamente lo spettacolo offerto non è granché se si eccettua l’ovvia emozione data dall’importanza della posta in palio. A tratti sembra di assistere a quei match da circolo fatti di alte parabole e scambi infiniti con la svizzera che non trova mai il coraggio di osare.
Il secondo parziale segue la falsariga del primo e le due difendono i rispettivi turni senza concedere occasioni e con pochissimi scambi degni di nota. La tedesca sembra tuttavia più centrata e soffre molto meno sul proprio servizio. La sua palla è più piatta e veloce di quella avversaria con il risultato che Timea corre molto di più e appare meno lucida. Dopo 40 minuti il punteggio è 4-4, Beck tiene a zero e la svizzera serve dopo il cambio campo per rimanere nel match. Sarà il game che chiuderà la contesa e contiene in sé tutte le motivazioni dell’andamento di questo incontro. Bacsinzky va 30-15 con un dritto incrociato ma subito dopo spedisce un metro in corridoio un elementare dritto in palleggio. La svizzera mostra in volto tutta la tensione di un incontro che doveva vincere e le sta invece sfuggendo. Nello scambio successivo, cercando di spingere, scentra ancora il dritto, stavolta out di due metri, 30-40 e primo match point Germania. Timea raccoglie tutto quello che ha e con il coraggio che le è mancato oggi annulla con un rovescio incrociato sulla riga ma crolla subito dopo mettendo a mezza rete un semplice rovescio su palla innocua. Ora è finita e Annika Beck si prende il match con un vincente di dritto ad uscire al termine di un lungo scambio pieno di paure.

M. Hingis/B. Bencic b. A. Petkovic/A.L. Groenefeld 6-3 6-2

È sempre bello quando si giunge al doppio decisive in Fed Cup. Oggi forse un poco di più perché avremo il privilegio di vedere in campo la grande Martina Hingis, che ha ritrovato la voglia di competere cimentandosi in una specialità dove il suo tocco di palla e le sue angolazioni possono fare ladifferenza nonostante i 36 anni da compiere. La tensione è al massimo alla Leipziger Messe quando le due coppie varcano l’ingresso al campo di gioco. La Svizzera schiera Bencic e Hingis, la Germania risponde con Andrea Petkovic e Anna Lena Groenefeld.

Tedesche subito avanti 2-0 con Martina poco ispirata e Petkovic motivatissima. Nel terzo gioco Martina serve e comincia a mostrare lampi di classe. Annulla una prima palla break ai vantaggi con un rovescio che pizzica la riga del corridoio esterno e una seconda scendendo a rete prima di tenere per il 2-1. Sia lei che Bencic però sbagliano molto a rete e le tedesche capitalizzano ogni errore mantenendo inizialmente il vantaggio ma nel sesto game Bencic si scatena. Spara una risposta vincente per il 15-30, costringe Petkovic all’errore per il 30-40, Andrea rimedia con un ace ma alla seconda palla break è Hingis a chiudere con un passante di rovescio centrale fintato che è una delizia. Martina ha scaldato la mano e tiene la battuta per il sorpasso Svizzera. 4-3 e prime incertezze nel campo tedesco, dove Groenefeld fatica a tenere il livello delle altre tre e quando si presenta alla battuta nell’ottavo game le rossocrociate la sbranano. Break a zero sancito da una risposta lungolinea di Martina che gela la Petkovic. Ora è tutto facile, Belinda serve e non trema chiudendo un primo set che poteva prendere entrambe le direzioni. Bencic e Hingis sembrano ben amalgamate nei loro rispettivi stili perché la palla veloce di Belinda, dotata anche di ottima mano, ben si sposa con le geometrie e la sapienza tattica di Martina.
Petkovic apre il secondo parziale alla battuta e interrompe la serie di cinque giochi consecutivi per la Svizzera, iniziata sull’1-3 del primo set. Bencic pareggia con un turno altrettanto tranquillo e nel terzo game serve Groenefeld. Il 30-0 iniziale è ingannevole perché Anna-Lena da lì in poi spara due facili colpi in rete e cede la battuta con un doppio fallo. È dall’inizio che le svizzere la martellano e la tattica comincia a dare i suoi frutti. Martina consolida il break ai vantaggi dando lezioni di difesa quando si salva con un lob liftato giocato dalle tribune e d’attacco quando chiude d’incontro un rovescio incrociato da urlo. Gioca in controbalzo con i piedi avvitati alla riga di fondo e non cede un centimetro sulla diagonale di dritto contro Petkovic. Svizzera avanti 3-1 e incontro che appare indirizzato. Le rossocrociate si concentrano sulla difesa della battuta, Hingis dà lezioni di copertura della rete. Quando si ripresenta Groenefeld al servizio la Germania trema. Una risposta in allungo di Martina porta le svizzere a 15-30 e dopo il 30 pari succede il patatrac. Prima Groenefeld e poi Petkovic commettono lo stesso errore, affondando in rete due volée alte di rovescio solo da chiudere e dando alle avversarie un doppio vantaggio decisivo sul 5-2. Martina è un killer e non perde tempo.

Game set and match Svizzera che in semifinale ospiterà la R.Ceca bi-campione in carica

 

Romania-Repubblica Ceca 2-3 (Tommaso Voto)

Halep b. P. Kvitova 6-4 3-6 6-3

La sfida inizia con un break a favore della rumena, che approfitta degli errori da fondo campo della ceca, che affossa il suo diritto nel centro della rete. Ma Simona, come del resto già nella partita di ieri, soffre tantissimo con il servizio e subisce un immediato controbreak (a zero) che porta fiducia e morale a Petra. Halep cerca di alzare la traiettoria dei suoi colpi per attenuare l’aggressività della sua avversaria, che con una risposta vincente si conquista un’altra possibilità di break, ma stavolta Simona è graziata da un errore di diritto della ceca. Petra risponde con continuità e mette sotto pressione la n.3 del mondo, che con molta difficoltà, tiene per la prima volta la battuta e va sul 2-2. Halep supportata dal pubblico di casa compie lo strappo decisivo nel quinto gioco, in cui toglie la battuta alla Kvitova e passa a condurre nel punteggio. Nel nono gioco Kvitova annulla con autorità un set point ed ha anche, per due volte, la possibilità del 5 a 5, ma Simona non si scompone e resiste strenuamente alla pressione. È il nastro”mortifero”a regalare, al terzo tentativo, il set alla rumena, che si scusa con la ceca.
Sotto di un set e di un break Kvitova ha un sussulto ed inizia una rimonta che, fino a qualche minuto prima, sembrava del tutto imprevedibile. Raggiunto il 2 a 2, la ceca prende in mano le redini della partita e si invola rapidamente sul 5-3. Petra, nel nono gioco, si complica la vita ed è costretta a salvare tre opportunità di controbreak, che , tuttavia, neutralizza con freddezza e lucidità. Il 6-3 finale è uno score decisamente bugiardo, anche perché la rumena ha pagato a caro prezzo qualche ingenuità di troppo nei suoi turni di battuta.
Halep chiede l’intervento del massaggiatore e dalle espressioni del volto sembra sofferente, infatti ha un inizio di terzo set complicato, in cui Petra affonda i suoi colpi e va sul 2-0. Ora la tensione è alle stelle, il pubblico spinge Simona che non si tira indietro ed è lei ora a compiere il sorpasso ed a passare sul 3-2. La svolta arriva nell’ottavo gioco, in cui Kvitova commette un paio di gratuiti con il diritto, ma è un rovescio lungolinea chirurgico che manda la rumena a servire per il match. Simona non lascia scampo a Petra e chiude sul definitivo 6-3, portando così la Romania sul 2-1. Ora Niculescu, che è avanti 2-0 nei precedenti contro Pliskova, ha la possibilità di portare la sua nazionale alle semifinali di Fed Cup.

 

K. Pliskova b. M. Niculescu 6-4 4-6 6-3

L’inizio della ceca è stato abbastanza incerto, anche perché la rumena l’ha messa subito in difficoltà con le sue variazioni. Il break in apertura galvanizza il pubblico, ma con il passare dei minuti Pliskova prende le misure alla sua avversaria ed inizia a picchiare da fondo campo. Conquistato il 3 a 3 Karolina si libera psicologicamente e riesce a far valere la sua maggior potenza nei colpi. Nel decimo gioco Niculescu serve per salvare il primo set, ma la ceca affonda con il diritto in più di un’occasione e conquista il primo set sul 6-4.
La rumena è in preda all’ansia, il suo gioco è ormai privo di un tema tattico ed il diritto tagliato non dà alcun problema alla ceca, che si porta sul 4-2. Quando ormai la partita sembrava chiusa si verifica l’imponderabile, ovvero Pliskova smarrisce il servizio e subisce un break di quattro giochi consecutivi.
Niculescu ritrova la spinta emotiva necessaria per tornare competitiva anche nel terzo set, mentre Karolina si siete sfiduciata accanto al suo capitano. Il pubblico gioca un ruolo importante, incita la padrona di casa perché è consapevole che dal punto di vista tecnico superare la ceca è abbastanza complicato. L’indoor è un terreno che favorisce i colpi violenti e filanti della Pliskova, che ritrova, finalmente, la tranquillità e si porta sul 3-1. Stavolta supera brillantemente le due palle break che la rumena si costruisce e capitalizza il vantaggio. Dal 4-1 per la ceca non c’è più alcun sussulto particolare, perché Pliskova rimane intoccabile al servizio e chiude sul definitivo 6-3. Karolina vince un match complicato e che può rappresentare un tassello importante per la sua carriera, perché spesso in passato ha fallito i match importanti.

K. Pliskova/B. Strycova b. A. Mitu/R. Olaru 6-2 6-3

La Repubblica Ceca si aggiudica il doppio contro la Romania e si qualifica per la semifinale di Fed Cup. Il capitano ceco Petr Pala sceglie il duo Pliskova-Strycova che non ha molti problemi a sbarazzarsi delle  inesperte Mitu-Olaru. Il doppio di casa ci mette molta buona volontà ma può veramente poco contro le ceche, che giocano praticamente a memoria. Pliskova, che in questo week end ha conquistato tutti e tre i punti della Repubblica Ceca, non ha sentito la stanchezza accumulata nella partita contro Niculescu e si è ben “armonizzata” con il gioco a rete della Strycova.
Il match è stato a senso unico, anche perché le rumene hanno commesso molti errori da fondo e facevano veramente fatica a tenere il ritmo delle avversarie. Le campionesse della Repubblica Ceca superano l’ostacolo rumeno ed ora sono attese da una sfida complicata contro la Svizzera di Belinda Bencic e della n.1 di doppio Hingis.

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Fed Cup

Le Finals della Billie Jean King Cup 2022 si giocheranno a Glasgow

La nazionale azzurra di Tathiana Garbin sarà impegnata dall’8 al 13 novembre nella Emirates Arena scozzese che ospiterà anche un girone delle Finals di Coppa Davis

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La nazionale italiana di BJK Cup: da sinistra Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Martina Trevisan, Tathiana Garbin, Lucia Bronzetti - Alghero 2022 (foto ITF/Ray Giubilo)

La ITF ha comunicato che la sede prescelta per le Finals della Billie Jean King Cup 2022 sarà Glasgow, con l’organizzazione della federazione britannica, la LTA. La fase finale della massima competizione a squadre del tennis femminile andrà in scena dall’8 al 13 novembre sul campo indoor della Emirates Arena, che a settembre ospiterà pure un girone delle Finals di Coppa Davis: sarà la quarta volta in quasi sessant’anni di storia (la prima edizione fu nel 1963) in cui la Gran Bretagna ospiterà le finali di questa competizione, originariamente chiamata Fed Cup. Ci sarà anche l’Italia della capitana Tathiana Garbin, grazie alla vittoria sulla Francia nel turno eliminatorio di aprile; le altre contendenti per il titolo di campionesse del mondo di tennis saranno le giocatrici di Gran Bretagna, il paese ospitante, Australia, Belgio, Canada, Cechia, Kazakistan, Polonia, Spagna, Slovacchia, Svizzera e USA. Il formato prevede quattro gironi da tre squadre, con le vincitrici di ogni girone che approderanno nelle semifinali. “La LTA ha presentato una candidatura molto consistente nel contesto di una gara molto competitiva – ha detto il presidente ITF, David Haggerty -. Hanno ospitato già con successo delle gare di Coppa Davis e non vediamo l’ora di portare la più grande competizione a squadre del tennis femminile davanti all’appassionato pubblico scozzese”.

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Billie Jean King Cup

Coppa Davis e Billie Jean King Cup: ecco chi sostituirà Russia e Bielorussia

Walkover, bye, wild card e ripescaggi in un turbinio di emozioni regolamentari da cui sono scaturiti i nomi delle nazioni che beneficiano dell’esclusione delle squadre russe e bielorusse

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Coppa Davis, il trofeo (foto via Twitter @DavisCup)

Avevamo lasciato la Coppa Davis ai Qualifiers, i tie di qualificazione per il primo atto delle Finals, quello a gironi in programma a settembre. Come per la Billie Jean King Cup, i cui “preliminari” si disputeranno il 14-15 aprile, si poneva innanzitutto il problema di sostituire la nazione già ammessa alla fase finale in quanto campione in carica dopo la decisione da parte dell’ITF in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nel 2021, infatti, entrambe le manifestazioni sono state vinte dalla Russian Tennis Federation, che sarebbe la Russia ma non si può dire per via della sanzione per il doping di Stato, per quanto il titolo vinto come RTF sia comunque finito insieme agli altri nella bacheca russa. Vediamo allora su quali criteri la Federazione Internazionale si è basata per decidere chi sostituirà le squadre escluse, quindi anche quelle bielorusse.

Per quanto riguarda la Billie Jean Cup, il Board dell’ITF conferma che il posto della RTF sarà preso dalla semifinalista con classifica più alta tra le due sconfitte nel 2021, vale a dire l’Australia. Gli aussie vantano infatti il primo posto del ranking, mentre gli Usa, battuti nell’altra semifinale, sono quarti. Come ovvia conseguenza, l’Australia non giocherà i Qualifiers del prossimo aprile, mentre la nazione avversaria, la Slovacchia, beneficerà di un bye e si ritrova anch’essa direttamente alle Finals. Un walkover anche per il Belgio che avrebbe dovuto giocarsi la qualificazione contro la Bielorussia.

Se qualcuno cantava le donne come “dolcemente complicate”, per i maschi la faccenda è inutilmente complicata. Anche in Coppa Davis, il posto della RTF alle Finals è preso dalla semifinalista 2021 meglio classificata, la Serbia, undicesima. In realtà, l’altra semifinalista – la Germania – è piazzata molto meglio, quinta, ma la squadra che a sorpresa ha schierato Sascha Zverev si è qualificata sul campo (del Brasile). Dunque, il diritto della Serbia alle Finals non deriva dall’essere l’unica candidata, bensì dal fatto che, delle due, è la semifinalista con ranking più alto una volta esclusa la Germania. Ma non finisce qui.

 

Già, perché alla squadra di Novak Djokovic e compagni era stata offerta una wild card, quindi a settembre sarebbe stata presente in ogni caso; così, però, si libera un invito che andrà a una delle 12 perdenti dei recenti tie di qualificazione. L’annuncio del nome della fortunata sarà dato a tempo debito.

Ricapitolando, nelle quattro sedi che ospiteranno i gironi e che non sappiamo quali saranno ma speriamo che una sia Casalecchio di Reno (da non confondere con Reno, Nevada), gareggeranno la Croazia finalista 2021, la semifinalista Serbia, l’invitata Gran Bretagna, le 12 vincitrici di inizio marzo (Argentina, Australia, Belgio, Corea, Francia, Germania, Italia, Kazakistan, Olanda, Spagna, Svezia, Stati Uniti) e, appunto, la wild card misteriosa. Metà di queste si guadagneranno la fase finale davvero finale di fine novembre in un posto che l’ITF rivelerà in seguito. Le cose, l’importante è spiegarle bene evitando gli anacoluti.

Per concludere, la Bielorussia avrebbe dovuto disputare i playoff del World Group I del 4-5 marzo; la nazione avversaria, il Messico, ha ricevuto un walkover e a settembre competerà nel WG I. Rimane il problema di assicurare che nei World Group I e II ci sia il numero corretto di squadre. Quindi, l’Uzbekistan gareggerà nel WG I in quanto miglior classificata tra le perdenti dei playoff, mentre la Cina e la Tailandia in forza del loro ranking giocheranno nel WG II nonostante la sconfitta nei relativi playoff.

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Coppa Davis

La Federazione Tennis Ucraina chiede all’ITF l’espulsione delle federtennis russa e bielorussa

Così la lettera pubblicata su Facebook: “La Russia e la Bielorussia non solo non devono ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno devono partecipare a tornei”

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Sono da poco iniziati i negoziati tra le delegazioni ucraina e russa, ma si combatte ancora, mentre sullo sfondo c’è lo spettro della minaccia nucleare evocato da Putin. E continuano anche le reazioni del mondo sportivo all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Al recente annuncio di Elina Svitolina che devolverà i suoi prossimi prize money per sostenere i propri connazionali, si aggiunge ora la Federazione Tennis Ucraina che pubblica sul proprio account Facebook la lettera indirizzata a David Haggerty e Ivo Kaderka, presidenti rispettivamente dell’ITF e di Tennis Europe. Nella lettera viene chiesto di espellere le federtennis russa e bielorussa dai due organismi. Ecco il testo indirizzato alla International Tennis Federation:

“La Federazione Tennis Ucraina esprime la sua richiesta per l’espulsione immediata della Federazione Tennis Russa e della Federazione Tennis Bielorussa dalla ITF.

Le ragioni non hanno probabilmente bisogno di essere spiegate, ma ecco alcuni fatti.

 

Il cinico e sanguinoso attacco senza precedenti di Russia e Bielorussia all’Ucraina è in atto da ormai quattro giorni. Civili stanno morendo, anche donne e bambini; l’infrastruttura civile sta crollando.

È una guerra su vasta scala che riporterà il nostro Paese indietro di decenni. Tutto questo sta accadendo nel centro geografico dell’Europa. Il mondo non vedeva niente di simile dalla Seconda Guerra Mondiale. È in corso una spietata guerra di annientamento.

La Russia e la Bielorussia non solo non hanno il diritto di ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno di partecipare in ogni torneo a squadre e individuale all’estero.

Il Consiglio direttivo della Federazione Tennis Ucraina spera in una Vostra forte posizione in considerazione di questa richiesta.”

Una richiesta assolutamente decisa, ma altrettanto comprensibile, quella della federtennis ucraina a firma del proprio presidente Sergiy Lagur. Lascia un po’ incerti il significato del passaggio sulla partecipazione ai tornei individuali, ma immaginiamo che, più che un’esclusione tout court dei tennisti di Russia e Bielorussia, si chieda di non mostrare bandiere e simboli di quelle due nazioni. In ogni caso, in attesa delle decisioni dei due organi interpellati, ricordiamo che restano fuori dalla loro competenza i tornei dello Slam, oltre naturalmente quelli dei circuiti ATP e WTA. Non dimentichiamo neanche le prese di posizione dei tennisti russi: da Daniil Medvedev ad Andrey Rublev, che già a Dubai ha avuto modo di pronunciarsi contro la guerra. Con loro si è espresso con gli stessi toni Karen Khachanov.

Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina
Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina

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