Fabio Fognini starà fermo dalle quattro alle sei settimane

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Fabio Fognini starà fermo dalle quattro alle sei settimane

Fabio Fognini non tornerà a giocare prima del mese di aprile. Il tennista ligure sta recuperando dall’infortunio agli addominali obliqui patito durante il torneo di Rio de Janeiro

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Non saranno brevissimi i tempi di recupero dall’infortunio agli addominali obliqui per Fabio Fognini. L’attuale numero 31 del mondo ha comunicato tramite il proprio account Twitter che per rivederlo in campo ci vorranno dalle quattro alle sei settimane.

Il tennista ligure, fermo dallo scorso 17 febbraio – quando fu costretto al ritiro nel corso dell’incontro di secondo turno del torneo di Rio de Janeiro contro Gimeno-Traversi è cancellato dal torneo di Indian Wells e salterà certamente anche il successivo Masters 1000 di Miami. La speranza è quella di rivederlo in campo al torneo di Montecarlo, mentre si rincorrono i rumors su una sua possibile partecipazione al Challenger di Napoli della settimana precedente al fine di testare la condizione.

Emmanuel Marian

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Australian Open

A Shelton e McNally vincono la Wild Card Challenge per gli Australian Open 2023

Se entrambi saranno qualificati per il tabellone principale, l’invito sarà assegnato a chi li segue nelle rispettive classifiche dell’Australian Open Wild Card Challenge

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Ben Shelton - Cincinnati 2022 (foto Twitter @atptour)

Le classifiche finali dell’Australian Open Wild Card Challenge maschile e femminile hanno decretato vincitori Ben Shelton e Caty McNally. Entrambi hanno conquistato la wild card per partecipare al primo Slam dell’anno secondo gli accordi che ci sono tra la federazione tennis australiana e quella statunitense. Se i due tennisti statunitensi dovessero ottenere l’accesso diretto al tabellone principale dell’edizione 2023 dell’Australian Open (cosa alquanto probabile dato che sono rispettivamente numero 97 e 94 del mondo), le wild card verranno assegnate a chi li segue nella classifica generale di questo avvincente e particolare “Challenge”.

Per l’ottavo anno di fila, l’USTA e gli Australian Open hanno trovato un accordo finalizzato al reciproco scambio di wild card per il tabellone principale degli Australian Open e degli US Open 2023. L’Australian Open Wild Card Challange riguarda i punti conquistati dai tennisti dell’Usta in tre tornei disputati dal 24 ottobre al 14 novembre per gli uomini, fino al 24 ottobre e per cinque settimane per le donne.

Inseriti nel Challange maschile, tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello M25 e superiore, inclusi gli eventi ATP e Challenger. In quello femminile invece sono inclusi tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello W25 e superiore. I destinatari di wild card dovranno ovviamente seguire tutti i protocolli dell’Australian Open in relazione alla quarantena o alla vaccinazione.

 

Gli Australian Open cominceranno il 16 gennaio per terminare domenica 29: Rafa Nadal dovrà difendere il torneo maschile, mentre in ambito femminile si cercherà colei che succederà ad Ashleigh Barty.

Di seguito sono riportati il ​​totale dei punti di ogni giocatore e la classifica attuale (tra parentesi):

Uomini

1. Ben Shelton (n. 97) — 240

2. Chris Eubanks (n. 124) — 130

3. Tennys Sandgren (n. 272) — 107

4. Michael Mmoh (n. 110) — 87

Donne

1. Caty McNally (n. 94) — 189

2. Madison Brengle (n. 59) — 161

3. Taylor Townsend (n. 131) — 130

4. Alycia Parks (n. 150) — 126

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Coppa Davis

Coppa Davis: il pubblico risponde ‘presente’, la stampa spagnola un po’ meno

La sensazione diffusa che la carta stampata sia sempre più focalizzata sul calcio vale anche in Spagna, la nazione ospitante della fase finale di Coppa Davis. Pesa l’eliminazione degli iberici

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Coppa Davis 2022, Malaga (foto Roberto dell'Olivo)

Da Malaga, il nostro inviato

Qui a Malaga la risposta del pubblico è stata sinora decisamente superiore alle aspettative, ma la stampa locale – una volta uscita la Spagna – destina a queste finali di Coppa Davis uno spazio secondario. Questo almeno è quel che si evince sfogliando il quotidiano sportivo più letto in Spagna, Marca, il quale quasi dimentica di raccontare quanto accaduto ieri in questa competizione che si autodefinisce “The World Cup of tennis, leggendo anche i cartelloni che fanno da contorno agli stand che accompagnano il pubblico nell’ingresso al palasport Carpena di Malaga.

Certo, in questi giorni ci sono i Mondiali di calcio in Qatar (ai quali sono dedicati le prime 31 pagine) ma la Coppa Davis non ha alcuno spazio in prima pagina e viene anzi confinata a pagina 48 (con metà della 49) delle 54 del giornale. Sul quotidiano madrileno si parla del successo italiano contro gli Stati Uniti e viene sottolineato che la nazione primatista di successi (32, davanti all’Australia con 28) dovrà ancora aspettare per alzare l’Insalatiera d’argento, come non riesce a fare dal 2007. Marca ovviamente sottolinea i meriti di Sonego e dei doppisti Bolelli e Fognini (e ricorda che assieme già giocarono nella semifinale del 2014 persa contro la Svizzera a Ginevra) nelle vittorie che hanno consentito dopo otto anni il ritorno dell’Italia nelle semifinali di Coppa Davis. Soprattutto, però, anche l’inviato di Marca, dà risalto alle responsabilità del capitano statunitense Fish, e di come sia debole la motivazione data tra le righe per l’esclusione di Ram, ovvero che Sock abbia fatto pressioni per non giocare con il numero 3 ATP di specialità. 

 

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Coppa Davis

Coppa Davis, Australia-Croazia, la preview: balcanici leggermente favoriti, ma De Minaur e i doppisti possono ribaltare il pronostico

Con Cilic, Coric, Mektic e Pavic la squadra croata è più completa, ma l’entusiasmo aussie può rompere le uova nel paniere

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Marin Cilic (sinistra) e Alex De Minaur (destra) - Davis Cup Finals Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Alle ore 16:00, sul sintetico di Malaga, andrà in scena la prima semifinale di questa Coppa Davis 2022, tra la Croazia finalista lo scorso anno, sconfitta dalla Russia di Medvedev e Rublev, e la grintosa Australia, che pur priva di Nick Kyrgios è comunque presente tra le prime 4 nazioni del mondo, per la prima volta dal 2017, quando si arrese al Belgio di Goffin all’ultimo singolare, vinto da Steve Darcis su Jordan Thompson (unico ancora presente da quella spedizione). Si tratta del secondo incrocio nella storia tra le due nazionali, con il primo disputatosi solo l’anno scorso, quando i balcanici si imposero con un secco 3-0, e un solo set perso, il secondo della partita tra De Minaur e Cilic. Quest’anno le carte in tavola sono un po’ cambiate, con la Croazia ancora più pericolosa, potendo schierare come secondo singolarista il ritrovato Borna Coric.

E proprio il n.26 al mondo Coric sarà il primo a scendere in campo, opposto a Thanasi Kokkinakis, attuale n.95 ATP e 5° d’Australia (oltre a Kyrgios, neanche O’Connell è presente in Davis), giocatore come il croato ha patito molto gli infortuni in passato ma sta ritrovando la fiducia in campo sia in singolare che in doppio. Coric, oltre a saper tenere lo scambio, è bravissimo a cambiare il ritmo e impostare il gioco come vuole col suo gran rovescio, sicuramente un punto di forza dal quale oggi non potrà prescindere per portare a casa un match importantissimo, in cui parte favorito. Il croato nei quarti ha battuto lo spagnolo Bautista Agut in due set, mentre Kokkinakis è al suo esordio in questa fase finale di Coppa Davis. L’unico precedente tra i due è stato disputato il mese scorso a Tokyo sul cemento, col croato vittorioso per 6-4 7-6(4).

Marin Cilic, attuale n.17 al mondo, è alla ventottesima convocazione in Davis (la prima risalente al 2006), e tra tutti è sia il giocatore più esperto, sia più pericoloso (ex n.3 al mondo e campione Slam), con 33 vittorie su 48 singolari giocati in questa competizione. Il croato ama dirigere il gioco dal fondo del campo con il suo drittone e cercare più spesso l’uno-due, una tattica che, grazie all’altezza e la prestanza, gli ha sempre portato grandi frutti. Ma dall’altra parte c’è Alex De Minaur, n.24 ATP, alla sua ottava convocazione, con un ottimo record di 10 vinte e 4 perse in singolare, ed è certamente un giocatore che può mettere in difficoltà Cilic. Infatti il trottolino australiano, che ha anche 11 anni in meno dell’avversario, si esalta nello scambio lungo ed è fantastico nella difesa estrema del punto, con una capacità e rapidità di copertura del campo non indifferente, che può stancare e mettere in difficoltà il croato, impedendogli di martellare come vuole.

 

I precedenti sono 2-1 in favore dell’ex campione dello US Open, che ha vinto anche l’unico in Davis (appunto lo scorso anno, quando poi la sua Croazia sconfisse anche l’Italia), oltre a una storica, fantastica partita proprio a New York, nel 2018. Alla luce di ciò, e della maggiore esperienza, leggermente favorito Marin; ma la lentezza della superficie potrebbe giovare all’australiano e ribaltare tutto. In caso di doppio decisivo inoltre, stavolta la Croazia, pur schierando Mate Pavic e Nikola Mektic, non partirebbe così nettamente favorita come spesso le capita: l’Australia può infatti opporre Matthew Ebden e Max Purcell, campioni di Wimbledon proprio contro i croati. E c’è anche l’alternativa Thanasi Kokkinakis, sia in singolare che in doppio; un giocatore che in giornata può far male a tutti. Dunque l’equilibrio regna sovrano, la Croazia per esperienza (Cilic, Coric e Pavic furono già decisivi nella vittoria della Davis 2018, seconda affermazione della storia per la nazionale balcanica) e qualità parte leggermente avanti, ma la freschezza e l’entusiasmo degli aussie, oltre alla grinta di Hewitt dalla panchina, possono fare la differenza.

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