Alexander Zverev, 19 anni per il "futuro n. 1 del mondo"

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Alexander Zverev, 19 anni per il “futuro n. 1 del mondo”

Oggi Alexander Zverev compie 19 anni e festeggia con la bella vittoria a Barcellona su Bellucci. Giovanissimo ma già lanciato alla conquista del circuito, molti vedono in Sascha il futuro n. 1

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C’è una stellina nel circuito Atp che brilla sempre più e si fa strada a grandi passi nel firmamento del tennis che conta. Stiamo parlando di Alexander Zverev, il giovane tedesco di Amburgo che oggi compie 19 anni. Già, solo 19. Eppure “Sascha”, nonostante l’aspetto ancora da “ragazzino” e il suo fare un po’ dinoccolato, in campo comincia a dare del filo da torcere anche ai “grandi”. Lo stesso Rafa, che di numeri 1 se ne intende, dopo aver salvato un matchpoint e vinto al terzo set il match contro Zverev a Indian Wells, ha previsto una carriera fulgida per il 19enne di Amburgo, definindelo il “futuro n. 1“.

Non c’è da stupirsene. Sascha sembra estremamente maturo per la sua età ma, soprattutto, è capace di produrre in campo un tennis assolutamente straordinario, già potentissimo, se consideriamo soprattutto il dritto e la prima di servizio. Ma anche gli altri colpi vengono eseguiti con grande coordinazione e precisione tecnica. Se il fisico appare ancora alquanto “acerbo”, vista la giovane età, tuttavia, il tedesco riesce a muoversi in modo eccellente, è rapido, coordinato e leggero, supportato da un perfetto gioco di piedi e dotato di grande fluidità e accelerazione.

Oggi, a Barcellona, Alexander si è fatto un bel regalo di compleanno battendo 6-3 6-7 7-5 un giocatore sempre ostico come Thomaz Bellucci, dimostrando ancora una volta la sua continua crescita e una bella personalità. Sembra che il 2016 sia davvero l’anno dell’ “esplosione” anche se, non dimentichiamolo, il giovane tennista fa ormai parlare di sé dal 2014. Immerso nel mondo del tennis fin da piccolo – il padre Alexander è un ex giocatore russo, mentre il fratello è Mischa, un ex top 50 con cui gioca spesso in doppio -, Sascha nel 2013 è n. 1 del mondo junior e, nel 2014, vince l’Australian Open del torneo cadetti. Sempre nel 2014, a soli 17 anni, vince il suo primo Challenger a Brunswick battendo Paul-Henri Mathieu in finale. Ma il grande primo exploit avviene al torneo di Amburgo dello stesso anno in cui, da wild card, Sascha si issa ai quarti di finale superando il top 20 Youzhny ed è la prima volta in 10 anni che un 17enne ha la meglio su un Top 20, così come è la prima volta dal 2004 (Nadal) che un tennista così giovane raggiunge i quarti di un Atp 500. Nel 2015 entra per la prima volta nel main draw di un Masters 1000, a Miami, e vince il suo secondo Challenger. Alla fine dell’anno riceve l’Atp Award come Rivelazione dell’anno ed è il più giovane tennista nei Top 100.

 

Quest’anno, a Montpellier, batte nientemeno che il campione dello US Open 2014 Marin Cilic e si issa in semifinale. Raggiunge i quarti a Rotterdam. A Indian Wells si regala lo scalpo di Grigor Dimitrov e Gilles Simon, prima di soccombere, dopo aver sprecato un matchpoint, a Rafa Nadal. Da due giorni ha raggiunto il suo best ranking, salendo al n. 51 Atp. Insomma, insieme a Dominic Thiem (che ha però quasi 4 anni in più di Zverev) e Nick Kyrgios, Alexander è uno dei grandi protagonisti della cosiddetta next generation. Dominic, 22 anni, sta già compiendo quell’ulteriore salto di qualità che lo sta portando verso la Top 10, poiché è “già” n. 15 Atp, così come Nick, 20 anni e n. 20 del mondo. Se consideriamo i coetanei di Zverev, un nuovo folto gruppo di talenti si avvia alla conquista della ribalta dle tennis mondiale, come Borna Coric, Taylor Fritz, Andrei Rublev, Elia Ymer e Hyeon Chung. Peccato perché, tra loro, oggi, ci sarebbe potuto essere anche Gianluigi Quinzi. Speriamo che il marchigiano possa risalire la china così da poter diventare presto anch’egli una rising star.

Dall’aspetto sbarazzino e serioso al tempo stesso, Alexander Zverev, nonostante la grinta inesauribile che dimostra in campo, non manca di lasciarsi andare a riflessioni romantiche e sentimentali sulle proprie esperienze ed emozioni, come quelle che posta su Facebook e che ama condividere con i suoi giovani amici e colleghi, come Belinda Bencic, Kristina Mladenovic, Lucas Pouille e Andrei Rublev.

Insomma, tanto giovane, sì, Alexander Zverev, ma già pronto ad inseguire il sogno dei grandi campioni. Auguri Sascha!

 

 

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Roland Garros, Swiatek si toglie pressione: “Prima o poi perderò, ma questa stagione è già un successo”

La numero 1 punta al suo secondo Slam: “Da quando sono in vetta la gente mi tratta in modo diverso. Tenere a mente che questa striscia può finire è salutare”

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Iga Swiatek - Mutua Madrid Open 2022 (PHOTO- ANGEL MARTINEZ : MMO)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Non ci sono dubbi da sciogliere, Iga Swiatek a poche ore dall’inizio del Roland Garros 2022 è la chiara favorita per la vittoria finale. La polacca arriva a Parigi come meglio non potrebbe: ha vinto gli ultimi 5 tornei che ha disputato, inanellando 28 vittorie consecutive. Inoltre ha già vinto sui campi del Bois de Boulogne nel 2020, quando però a dire il vero le condizioni climatiche e di conseguenza di gioco erano ben diverse da quelle che i giocatori troveranno da domenica 22 maggio in poi. La gestione della pressione sarà più che mai il fattore decisivo per la numero 1 mondiale, un aspetto che l’ha tradita nella scorsa edizione quando difendeva il titolo. Iga ha parlato così ai giornalisti nella consueta conferenza pre-torneo.

D: È chiaro che il gioco è dove vuoi che sia, ma è una sfida mentale per te adattarsi a questa nuova situazione? Se sì, come ti stai preparando?

Swiatek: “Beh, finora è andato tutto bene, ma in realtà non ho giocato un Grande Slam da quando è iniziata la striscia di successi. Quindi immagino che vedremo se tutto quello che ho fatto finora è abbastanza. Ma ho dei pensieri davvero positivi. Onestamente, è capitato un paio di volte in questi tornei di essere già stressata, sono stata in grado di lavorare su questo e fare un ottimo lavoro semplicemente concentrandomi sul tennis. Quindi spero di poter continuare a farlo”.

 

D: Essere numero 1 sembra essere adatto a te. Non sembri sentire troppa pressione, almeno per tutti noi che ti guardiamo. Avevi pensato molto a come sarebbe stato essere numero 1 mondiale prima di arrivare in cima e ora è come ti aspettavi?

Swiatek: “Non ci stavo pensando, ma è una buona domanda. Di solito quando scalavo la classifica non sapevo nemmeno dove fossi, onestamente. Stavo solo andando avanti, e non mi importava davvero se fossi numero 50 o 100. Era sicuramente importante quando partecipavo ai tornei, ma per me era solo un numero, quindi non mi importava. In questo momento mi sento come se grazie alla mia nuova classifica, le persone intorno a me mi trattassero in modo un po’ diverso. Così il mondo è cambiato, di sicuro (sorride). Mi sento comunque come se stessi rimanendo me stessa, come giocatrice e persona. Ma ritengo che ci sia ancora da migliorare”.

D: Hai pianificato qualche trucco per tenere la mente libera nei day off durante questo torneo, fino al tuo primo turno e si spera dopo, avete alcune attività da fare solo per non pensare alle partite?

Swiatek: “In realtà, quest’anno mi sembra più facile non pensare alle partite, perché ci sono anche molte cose che possiamo fare, come fare un giro turistico, anche fare una passeggiata. L’anno scorso con la bolla è stato piuttosto difficile, ed è stato normale che tutti stessero solo pensando al tennis perché era l’unica cosa da fare alla fine. Sto leggendo molto, come al solito, quindi niente di speciale. Guardo serie TV. Oggi, per esempio, sarà il mio giorno libero, quindi di sicuro andrò a fare un giro se il tempo migliorerà. Quando ho avuto i miei giorni di allenamento, speravo che piovesse, quindi avrò più giorni liberi, ma piove quando ho il giorno libero, quindi come al solito (sorride)”.

D: Cosa stai leggendo ora? In secondo luogo, come potresti definiresti un successo in questo torneo?

Swiatek: “Sto leggendo “21 Lessons for the 21st Century”, ho la tua approvazione? (sorride). È difficile rispondere alla seconda, perché non ho obiettivi come ad esempio raggiungere la semifinale o una finale. Vedrò partita dopo partita. Sono consapevole che questa striscia potrebbe finire presto, quindi non voglio avere il cuore spezzato quando succederà. Penso che esserne consapevoli sia abbastanza salutare. Ho già così tanti punti e sono abbastanza contenta degli ultimi tornei, a tal punto che penso questa stagione sia già un successo per me (sorride)”.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Italiani in campo oggi sabato 21 maggio: alle 13 la finale di Rabat tra Trevisan e Liu

Giornata importante per Martina, che proverà a conquistare il suo primo titolo WTA: sarebbe il migliore dei viatici verso il Roland Garros

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Martina Trevisan - US Open 2021 (photo (Pete Staples/USTA)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

La vigilia del Roland Garros è un giorno importante per il tennis italiano, che vive la sua prima finale del 2022. La giocherà Martina Trevisan a Rabat. La giocatrice fiorentina, che ha superato Lucia Bronzetti nel derby azzurro in semifinale, sfiderà l’americana Claire Liu, americana 21enne attualmente al n. 92 ATP. Per entrambe è la prima finale in carriera sul circuito maggiore e le due non si sono mai affrontate prima. Martina ha dalla sua l’esperienza, Claire il fatto di essere arrivata alla finale più riposata (non ha giocato la semifinale per il ritiro dell’ungherese Bondar).

La finale di Rabat inizierà alle 13 italiane sul Centre Court e sarà trasmessa in tv e streaming da Supertennis e Supertennix. L’Italia del tennis potrebbe oggi vincere il suo primo titolo del 2022 (si tratta, anzi, della prima finale tra uomini e donne) e per Martina sarebbe il miglior viatico possibile in vista del Roland Garros della prossima settimana.

WTA Rabat, finale: Trevisan-Liu, ore 13, Centre Court, diretta tv e streaming Supertennis e Supertennix

 

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ATP

Caso Wimbledon, le reazioni dei tennisti. Stakhovsky: “ATP e WTA dalla parte di invasori e assassini”

Aperta condanna dei tennisti ucraini alla decisione di non assegnare punti a Wimbledon. “Giornata vergognosa per il tennis”. E ci sono le proteste di chi non può difendere un buon risultato del 2021

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Nella giornata di vigilia del Roland Garros 2022, si parla quasi più di quanto accadrà al prossimo torneo dello Slam in programma, ovvero Wimbledon (27 giugno – 10 luglio). La discussione è stata accesa dai comunicati di ATP e WTA che hanno annunciato di non assegnare nessun punto valido per i ranking ai partecipanti al torneo quest’anno. La decisione dei due organi del tennis professionistico è arrivata in seguito alla forte e contestata presa di posizione dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club di Wimbledon (insieme alla federtennis britannica) di negare l’accesso all’evento 2022 a tennisti e tenniste russi e bielorussi. Un segnale forte in opposizione all’invasione dell’Ucraina in fine febbraio, consigliata – ma non imposta – dal governo di Boris Johnson.

La scelta dell’ATP implica dunque che i tennisti potranno solo vedersi sottratti i punti conquistati l’anno passato a Church Road (o comunque non potranno migliorarsi). A meno di clamorosi e al momento poco concreti passi indietro delle parti, dal punto di vista prettamente sportivo ciò potrebbe avere dei risvolti pesanti sull’entry list del torneo. Pur tenendo a mente il gran prestigio di quello che è considerato popolarmente e da diversi atleti lo Slam storicamente più prestigioso, c’è da aspettarsi una buona dose di forfait e forse un atteggiamento diverso da parte degli atleti sul campo (anche se i premi sportivi restano comunque intatti, o forse verranno incrementati).

Al di là di questo, il dibattito dai chiari risvolti politici ha coinvolto diversi personaggi del mondo della racchetta. Il punto di vista di tennisti ed ex tennisti ucraini resta inamovibile, come constatato anche in altre occasioni. “C’è una ragione per cui Wimbledon è probabilmente la competizione tennista più conosciuta” ha scritto su Twitter l’ex numero 13 ATP Alexandr Dolgopolov. “Punti o non punti, ci sono cose molto più grandi del tennis in questi tempi così difficili. Wimbledon sta dalla parte giusta e manterrà una perfetta reputazione. Per il resto, è la loro scelta”. È significativo anche il tweet in risposta a un commento che provava a difendere i tennisti che il torneo non potranno proprio giocarlo: “Per adesso loro stanno solo supportando con il silenzio queste azioni. Il ban per loro è la giusta decisione a meno che non si oppongano a questo massacro”.

 

Su Twitter si ritrova anche il pensiero di un altro ex-tennista, Sergiy Stakhovsky: “Dire che sono deluso dall’ATP è dire poco. Non mi sarei mai aspettato che qualcuno potesse prendere le parti di invasori e assassini. Ma mi sembra che anche i miei colleghi giocatori siano dispiaciuti per le invasioni da Russia e Bielorussia. Giocatori che in 85 giorni non sono stati in grado di produrre nessun chiaro messaggio di condanna verso l’invasione dell’Ucraina. È un giorno vergognoso nel tennis”. Per quanto sia giusto restare inamovibili di fronte a ciò che ha subito la popolazione ucraina nei suoi territori, a onor del vero bisognerebbe anche ricordare che azioni come quella di Rublev (che non condannò apertamente il suo Paese, ma lo fece implicitamente scrivendo sulla telecamera in un post-match ‘No alla guerra’) non sono di poco conto.

Inoltre c’è anche il breve commento di Reilly Opelka su Twitter. L’americano ha ri-condiviso la notizia della non assegnazione dei punti e ha scritto (probabilmente in chiave ironica): “Scioccato da questo esito!!”.

Invece la giovane tennista ucraina Marta Kostyuk, attualmente numero 59 WTA, ha pubblicato uno screenshot preso dal canale Telegram di Vladimir Soloviev, noto giornalista russo che condivide in toto le idee del Cremlino. Soloviev ha riportato la notizia riguardo la non assegnazione dei punti ATP e WTA a Wimbledon ’22 sul suo canale Telegram seguito da oltre 1 milione di persone. “Grazie WTA e ATP per essere oggi protagonisti nell’appoggio alla Russia e alle sue news” ha scritto Kostyuk.

C’è anche la posizione di quei giocatori che, avendo ottenuto un buon risultato a Wimbledon la scorsa stagione, vedranno scomparire quei punti dal loro ranking, senza – ed è questa la novità – aver la possibilità di difenderli. Marton Fucsovics, che nel 2021 ha raggiunto i quarti di Wimbledon, scrive su una Instagram Story: “Non ci sono punti per il ranking in palio a Wimbledon e non c’è la possibilità di difenderli. Siete seri ATP Tour? Dal numero 60 del mondo finirò al 120. Grazie!”.

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