Roma, italiani: Volandri commovente ma non basta. Anche Giovine e Lorenzi out

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Roma, italiani: Volandri commovente ma non basta. Anche Giovine e Lorenzi out

La splendida prova di orgoglio di Filippo Volandri, forse la sua ultima partita al Foro Italico, unica nota lieta di un’altra giornata da dimenticare. Travolto Paolo Lorenzi, fuori anche Claudia Giovine uscita comunque con onore dal torneo

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[9] D. Ferrer b. [Q] F. Volandri 4-6 7-5 6-1 (Giovanni Vianello)

Stats Ferrer-Volandri

Sulle note della marcia di Guerre Stellari, entrano nel Centrale di Roma David Ferrer e l’eroe dell’edizione 2007 degli Internazionali Filippo Volandri, che quell’anno seppe estromettere addirittura Roger Federer in quello che Gianni Clerici era solito chiamare “Stadio dei Crampi” (il centrale utilizzato fino ad appunto il 2007), Volandri che in quel torneo arrivò fino alle semifinali, venendo sconfitto da Fernando “Mano de Piedra” Gonzalez. Un ingresso trionfale per una partita che sembrava scontata nell’esito, ma che è stata molto più incerta di quanto non ci si potesse aspettare. Il nostro connazionale ha fornito una prova di raro orgoglio e, fin quando il fisico ha retto, anche di grande tattica. Il primo set viene vinto da Filippo 6-4. Da subito il livornese mette in campo schemi intelligenti ed aggressivi, cercando di indirizzare gli scambi sulla diagonale sinistra ed aprendosi il campo col rovescio per poi accelerare lungolinea. Filo è anche molto efficace al servizio, non tanto col colpo in sé, che pure provoca, col kick, molto fastidio a Ferru, ma soprattutto con la combinazione servizio esterno-colpo a campo aperto. Non si vede nessuna palla break fino al 4-4, quando lo spagnolo concede il 15-40 e Volandri ottiene il break a 30 con un’ottima risposta. Volandri tiene poi il servizio nel decimo gioco e si aggiudica il set. All’inizio di secondo set è ancora il livornese ad essere superiore, procurandosi alcune palle break a fronte di una sola concessa, ma piano piano Ferrer comincia a spingere col dritto e sfrutta un leggero calo fisico del nostro compatriota, che infine al dodicesimo gioco capitola concedendo un break ed il set. Nel terzo parziale c’è poco da raccontare, Filippo mette in campo le poche energie rimaste ma contro un maratoneta come David Ferrer queste non bastano, Volandri, uomo di punta del team Hydrogen, trova solo un game e la soddisfazione di annullare due match-point prima di soccombere definitivamente al terzo punto-partita sul 5-1. Probabilmente ultima partita sul centrale del Foro Italico per Volandri (che proveniva dalle qualificazioni), che, se non dovesse più gareggiarvi, ha perlomeno chiuso il sipario con una prestazione maiuscola.

[15] R. Bautista Agut b. [WC] P. Lorenzi 6-3 6-1 (Gabriele Ferrara)

Roberto Bautista Agut supera in due set Paolo Lorenzi con il punteggio di 6-3 6-1. L’unico precedente nel circuito maggiore aveva visto l’iberico prevalere in tre set in occasione del primo turno del Roland Garros 2014. 

La partita inizia con lo spagnolo che cerca di comandare lo scambio con il dritto, con Lorenzi che spesso accorcia, soprattutto dal lato del rovescio, consentendo al tennista di Castellon de la Plana di chiudere il punto. La testa di serie numero 15 centra il break nel quarto gioco con un vincente di dritto ed uno di rovescio, entrambi nella direttrice lungolinea. Lo spagnolo si procura un set point sul 5-2, ma Paolo se la cava alla grande con un paio di ottimi tocchi (splendido il dropshot di rovescio proprio sulla palla set per Bautista), ma continua a non creare difficoltà al rivale nei suoi turni di servizio, con il numero 17 del mondo che archivia dunque il parziale per 6 giochi a 3. In apertura di secondo set Bautista trova il break – anche grazie ad un rovescio lungolinea baciato dal nastro che lo porta sul 15-40 – salvando poi un break point nel secondo game comandando sempre gli scambi, salendo sul 2-0 con una deliziosa smorzata di dritto. Il tennista romano adesso cerca di rimanere aggrappato alla partita lottando su ogni punto, ma un errore in lunghezza con la volée alta di dritto porta l’avversario sul 3-0 e servizio. Bautista poi non ha problemi a chiudere l’incontro con lo score di 6-3 6-1 in un’ora e 24 minuti di gioco. Al prossimo turno l’allievo di Pepe Vendrell sfiderà Jeremy Chardy.

C. McHale b. [WC] C. Giovine 6-1 2-6 6-2 (dal nostro inviato a Roma)

Se sei numero 423 del mondo è dura credere di poter fare partita in un Premier, anche se non Mandatory. Se poi il Premier è quello di casa allora devi pure fare i conti con un’assurda tensione che letteralmente non ti fa mettere una palla in campo. E il tempo che riesci finalmente a respirare, ti rendi conto che sei già sotto di 6-1. Ma Claudia Giovine, una cugina importante, addirittura vincitrice di slam, miglior classifica sei anni fa – forse troppo – ha avuto il grande merito della ribellione. Invece di accontentarsi di aver tenuto i primi due servizi del secondo set, complice una McHale che si era solo messa ad aspettare l’errore di Claudia, ha trovato un secondo set mirabile, concluso con un meritatissimo 6-2. Ed è stata ancora brava, la brindisina, a salvare pure due palle break all’inizio del terzo. Ma stavolta Christina non si è distratta, ha tolto l’improbabile maglietta con le maniche lunghe – sotto i 7 mila gradi del sole romano, non una grande idea – e ha fatto tirare un colpo in più all’avversaria. È bastato questo per andare sul 4 a 1 e chiuderla lì. Claudia è stata encomiabile ma tra le mille cose da rivedere, forse c’è anche questo sistema delle pre-quali, che ha poco senso elargiscano wild card per il tabellone principale. Ma magari fossero questi i problemi del tennis italiano.

 

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