Il favorito della settimana: Washington apre il cemento americano, in Europa ancora tanta terra

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Il favorito della settimana: Washington apre il cemento americano, in Europa ancora tanta terra

Altra settimana ricchissima per “Il favorito della settimana”. Washington aprirà la stagione sul cemento americano mentre in Europa ci sarà ancora tanta terra da mangiare. Molte le speranze italiane tra Umago e Kitzbuhel

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Tre tornei, più la Davis una settimana bella ricca quella appena terminata. Il tennis però non si ferma e propone ben quattro eventi: il più importante di certo Washington (categoria 500), seguono Kitzbuhel, Bastad e Umago (tutti 250).

Negli Stati Uniti si gioca dal 1969, tantissimi i nomi illustri che hanno dato grande importanza alla competizione. Solo negli ultimi 41 anni di Era Open il torneo è stato vinto 28 volte da un tennista presente nella top ten, dato di assoluta importanza che denota la qualità del 500 a stelle e strisce. Il tennista invece con il ranking più alto ad imporsi è stato David Nalbandian nel 2010 capace di trionfare da numero 117. Record man della competizione Andre Agassi che vanta 5 titoli, 6 finali, 56 match giocati, 44 vinti, 17 edizioni disputate e il record di titoli consecutivi (2) con Del Potro e Chang. Molto longevi i tornei di Kitzbuhel e Gstaad, il primo vanta 85 edizione e il secondo addirittura 101. In Austria è Vilas a comandare con 4 titoli mentre in Svizzera Roy Emerson ne vanta uno in più. Ad Umago infine, 27 edizioni, è Moya a farla da padrone nell’albo d’oro coi suoi 5 titoli nelle 14 edizioni giocate dallo spagnolo.

Questi i vincitori del 2015:
Washington: K. Nishikori b. J. Isner 4-6 6-4 6-4
Umago: D. Thiem b. J. Sousa 6-4 6-1
Kitzbuhel: Kohlschreiber b. P.H. Mathieu 2-6 6-2 6-2
Gstaad: D. Thiem b. D. Goffin 7-5 6-2

Washington DC sarà il più importante non solo per la categoria superiore rispetto ai restanti tre ma soprattutto perché di fatto apre l’Us Open Series che, chiaramente, terminerà a Flushing Meadows. Se il Citi Open americano si gioca sul cemento le restanti competizioni fanno parte ancora di una serie di eventi su terra post Wimbledon. Non i più appetibili ad essere onesti. Non lo sarà neanche Washington a dire il vero, quantomeno non come la passata stagione. Non ci saranno infatti top ten in gara,  solo e Isner, Monfils e Tomic tra i top twenty. Per il resto folta presenza a stelle e strisce, ci saranno: Sam Querrey, Steve Johnson, Jack Sock più il baby Fritz. Questi solo alcuni tra i tanti. Come abbiamo visto Isner è chiamato a difendere i punti della finale in un torneo dove comunque ha sempre fatto più che bene – quattro volte finalista – e dove vanta un importante 23/8 come score. Anche Monfils può vantare una finale, 2011 persa con Stepanek. Ad ogni modo tanti i nomi in grado di mettere in atto la settimana perfetta, dalle teste di serie fino agli outsider.

Umago sarà invece quello che ci darà più di uno spunto azzurro. Fabio Fognini infatti sarà la testa di serie numero quattro. Il ligure è reduce dalla Davis dove ha ricevuto sia critiche che elogi per quanto fatto in campo. Con Fabio ritroveremo anche Seppi, acciaccato a Pesaro, ed infine Tommy Fabbiano (esordio con la wild card croata Skugor). Il primo avrà il bye al primo turno mentre l’altoatesino sfiderà la testa di serie numero sei, Carreno Busta, per un posto al secondo turno. In Croazia non ci saranno tennisti tra i primi venti ma in compenso troveremo il vincitrice, Klizan, e il finalista, Cuevas, di Amburgo che, con Joao Sousa sono anche i nomi più accreditati ad una settimana prosperosa. Si spera, chiaramente, che Fognini possa aver recuperato dalle tante ore in campo a Pesaro e che sia pronto ad una settimana importante in un anno, ad oggi, avaro di soddisfazioni. In Croazia ben tre volte un tennista italiano è arrivato ad un passo dal titolo, due volte Volandri (2003, 2004) e una volta proprio Fognini (2013).

Kitzbuhel e Gstaad rimango i tornei più poveri, anche se il primo sarà l’unico torneo della settimana a vantare la presenza di un tennista tra i primi dieci del ranking ATP: Domi Thiem. Dopo di lui troviamo Kohlschreiber, testa di serie numero 2, tre sarà Granollers mentre la quattro il nostro Paolo Lorenzi, reduce anche lui dall’impegno con l’ItalDavis. Non sarà l’unico tennista italiano impegnato in Austria, a fargli compagnia ci sarà Filippo Volandri che ha raggiunto il main draw grazie alle qualificazioni. In Svizzera a guidare il seeding ci sarà lo spagnolo Feliciano Lopez, testa di serie due e tre invece saranno Simon e Ramos-Vinolas. Di certo il Thiem visto nel 2016 ha tutte le carte in regola per prendersi il titolo, magari dopo le due settimane di riposo trascorse. A cercare di mettergli il bastone tra le ruote troveremo di certo Kohlschreiber, un gradino più giù Granollers e magari Rosol. In Svizzera invece discorso molto più aperto. Lopez non è un terraiolo, Simon non è in forma e quindi discorso aperto anche solo nell’individuare i semifinalisti. Grandissima occasione dunque per Lorenzi.

Percentuali:

Washington – In prima linea troviamo Isner, Monfils e Zverev (40% per questo gruppetto); staccati gli americani Sock, Johnson e l’australiano Tomic (20% per il secondo gruppo); chiude un’ipotetica terza fascia coi nomi di Anderson, Querrey e Dimitrov (10% per loro). Il restante, come sempre, distribuito per il resto del tabellone.

Umago – Anche qui proviamo ad andare per gruppi. Improbabile una nuova finale tra Cuevas e Klizan ma, soprattutto il primo va inserito in prima fascia, magari con Sousa e Fognini (30% per loro); subito staccati Chardy, Almagro e Vesely (20%); restante 50% diviso nel draw.

Kitzbuhel – Qui è Thiem a farla da padrone, ampio 50% per le sue possibilità; 30% invece al gruppo Granollers, Kohlschreiber, Lorenzi; restante 20% al resto.

Gstaad – Chiude il torneo svizzero dove, davvero, può vincere chiunque…

I numeri della settimana:

132 tennisti impegnati;
1 solo top ten (Thiem);
5 italiani in gara (Fognini, Lorenzi, Seppi, Fabbiano e Volandri);
quasi 3 milioni e mezzo di montepremi (complessivo).

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