Un milione e mezzo di euro per Milano al Masters Under 21 eviterà il flop di incassi?

Editoriali del Direttore

Un milione e mezzo di euro per Milano al Masters Under 21 eviterà il flop di incassi?

L’incognita, soldi a parte, è l’interesse dei milanesi. Non è solo questione di prezzi dei biglietti. Spalti coperti da ragazzini… di riserva?

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LONDRA – In questo weekend qui a Londra l’ATP, fra tante altre interessanti novità che mi riprometto di raccontare nei prossimi giorni, annuncerà nei dettagli anche quella del torneo riservato ai migliori 8 under 21 del 2017. Sui dettagli ancor non noti torneremo appena li sapremo. Ma dell’esistenza di questo torneo Ubitennis ne ha già scritto e dibattuto tempo fa. La formula sarà la stessa di questo Masters ATP, il torneo degli otto maestri in svolgimento alla “O2 Arena” di Londra nell’area “peninsulare” di North Greenwich. Scusate se continuo a chiamarlo Masters, ma io a differenza dell’ATP, non corro il rischio di una rivendicazione economica da parte di chi detiene il copyright di quel magnifico brand… Masters Tournament: il torneo dei Maestri. Credo che esso appartenga ancora a Ray Benton che lo registrò fin dai tempi in cui il Masters veniva ospitato nella mitica sede del Madison Square Garden. Bei tempi… e non solo perché con Rino Tommasi, Gianni Clerici e Roberto Lombardi raccontavamo quel torneo per non so più quale tv (Telecapodistria?), ma per un magnifico torneo e una sede molto più affascinante dell’attuale che pure ha i suoi meriti e soprattutto ha per l’ATP quello di rappresentare il più cospicuo introito netto fra tutti. La cifra ufficiale non è mai stata dichiarata, l’ho chiesta a più persone senza ottenere risposte, ma se dico oltre 10/12 milioni di euro, credo di esserci andato molto vicino. D’altra parte con un montepremi di 7,5 milioni di dollari credo di aver… giocato al ribasso.

Per questo motivo, anche se Londra sarà la sede garantita delle prossime due edizioni, cioè fino a 2018 compreso, io sono quasi certo che a Dubai – dove si riunirà il board dell’ATP per impostare il futuro calendario dal 2019 in poi – “scopriremo” che Londra prolungherà il suo… mandato. In barba ad altre possibili candidature, cinesi o arabe che siano. Come Ubitennis ha già anticipato tempo addietro, questo torneo riservato agli otto migliori under 21 del mondo e del 2017 si svolgerà a Milano e la data non poteva essere francamente migliore: è la settimana che segue il Masters 1000 di Parigi Bercy e che precede queste finali mondiali ATP di Londra: dal 6 al 12 novembre. La FIT, rea di essersi colpevolmente fatta sfuggire tutti i tornei ATP che una volta venivano ospitate nel nostro Paese sebbene ne avessimo avuti anche 7 in uno stesso anno – la colpa va condivisa anche con varie gestioni precedenti a quella di Binaghi, tengo a precisare – ha presentato la propria candidatura all’ATP, garantendo sia un certo tipo di copertura finanziaria, sia proponendo una città dall’indubbio respiro internazionale quale Milano è. Una città facilmente raggiungibile grazie ai suoi due aeroporti, Malpensa e Linate, al centro dell’Europa e quindi di sicuro prestigio per una rassegna mondiale dei migliori talenti e “prospetti” del tennis giovanile internazionale in un periodo in cui già tutti i migliori tennisti si troveranno comunque in Europa. Stampa e tifosi di questo e quel giocatore presente potrebbero facilmente raggiungere Milano, più che se si fosse trattato di una sede cinese o araba.

Un milione e mezzo di euro per 8 giocatori giovani, anche molto giovani… è davvero tanta roba. Nessuno di questi ragazzi nati dal ’96 in poi avrà forse guadagnato più di 300.000 euro in un solo torneo. Neppure quando l’anno prossimo si trovasse fra i “Magnifici 8 Under 21” a Milano. Zverev, oggi n.24 del mondo, sembrerebbe poter essere l’unico capace di centrare una semifinale in qualche Slam. Per gli altri mi pare onestamente difficile, fortemente improbabile… Quindi verranno tutti a Milano. Premetto che soltanto nel weekend saprò esattamente la distribuzione del montepremi meneghino. E cioè quanto prenderà il vincitore. E quanto gli altri. E saprò se ci sarà pure il doppio. Forse sarebbe giusto che almeno due coppie (se non quattro) ci fossero, per non dare l’idea che la specialità sia in fase di estinzione e sepoltura…ma quanti di questi giovani rampanti giocano il doppio? E allora che senso avrebbe? Al momento io credo di aver capito che ci saranno soltanto i singolaristi, pronto peraltro ad essere smentito nel weekend. I dirigenti ATP non vogliono anticipare nulla per non sciupare i contenuto della prossima conferenza stampa. So che qualcuno aveva ipotizzato e/o proposto anche la presenza, a scopo promozionale, di qualcuno dei big “senior”, chi per fare atto di presenza, chi per una qualche esibizione. Ma troverei questa ipotesi come assai sminuente per il prestigio del torneo giovanile in fieri. La partecipazione dei migliori under 21 sarà “mandatory”, obbligatoria, anche se ribadisco che nessuno di questi bei giovanotti probabilmente avrebbe mai rinunciato comunque ad una partecipazione così ben retribuita.

Magari un paio d’anni dopo qualcuno di loro considererà che questi soldi siano solo noccioline, ma nel 2017 non sarà ancora così. E comunque sarei curioso di conoscere le eventuali sanzioni per chi disertasse il torneo “obbligatorio”. Mettiamo che Zverev si fosse qualificato per gli otto “veri” Masters a Londra… lo si obbligherà a giocare a Milano? E riguardo a questi tornei mandatory (obbligatori)… basta un certificato medico di facile acquisizione o un qualunque motivo personale (come potrebbe anche essere il timore dell’aggravarsi di un infortunio) per rinunciare? Questo discorso vale in verità anche per i tornei del circuito maggiore. Fino a qualche anno fa valeva il… certificato medico. Poi l’ATP cambiò policy: c’è chi si sposa, chi ha la moglie che aspetta un bambino o deve sottoporsi a una delicata operazione, chi ha uno stretto parente in punto di morte… sarebbe stato assurdo chiedere un falso certificato medico in tutte queste situazioni in cui in realtà il tennista sta benissimo. In linea di massima con poche eccezioni – la più eclatante Nick Kyrgios, poi magari Paire e un nostro beneamato concittadino di cui non faccio il nome per non infierire – i tennisti d’alto livello hanno dimostrato di essere sufficientemente professionali… per non tornare a imporre la necessità del certificato medico. Se poi quella milanese diventerà una manifestazione di prestigio non so. Certo più che non l’aver vinto il torneo junior negli Slam: una volta a questi tornei junior si attribuiva discreta importanza, e ricordo le vittorie di Edberg, di Monfils, Murray, e tanti altri (anche molti desaparecidos una volta superato il muro dei 18 anni), ma oggi pochi sanno o ricordano chi ha vinto il torneo junior degli Slam e non c’è copertura mediatica e televisiva sufficiente ad aiutare la memoria.

Ma certo ci vorrà tempo. Sembra che a Milano l’ATP garantirà (o pretenderà dai suoi partner abituali) una copertura televisiva di un certo livello. In qualche modo essa sarà collegata alle finali ATP di Londra? Del tipo (ove ce ne fosse bisogno): se coprite anche l’evento di Milano vi facciamo uno sconto per i diritti tv di Londra. Ok? A quanto verranno venduti i biglietti? Chissà se ce lo diranno questo weekend. Ne dubito. E lo stadio quale sarà? Il Forum no di certo, è troppo grande con i suoi 13.000. Il rischio degli spazi vuoti ci sarebbe. Non è che a Milano abbondino gli spazi ad hoc. Il Palalido? Non sembra adatto nemmeno quello. Vi saprò dire. La FIT avrà puntato su un impianto capace di ospitarne 3.500 o poco più? Perché il rischio di uno stadio semideserto potrebbe sussistere. A Milano in passato erano abituati così bene che perfino un torneo da 500.000 euro, e figurarsi uno da 250.000, veniva snobbato dai milanesi. Personalmente, nonostante tanti fattori abbiano giocato e giochino a favore della città milanese, credo che altre città italiane più affamate di tennis avrebbero risposto probabilmente meglio, ma giustamente Chris Kermode mi ha fatto presente che poche altre avrebbero avuto il prestigio e il respiro internazionale del capoluogo lombardo, né Bologna, né Genova, né Napoli… mentre Roma ha già l’unico torneo ATP italiano e non era il caso di assegnargliene un altro, seppur under 21. Credo che quanto a nomi di prestigio “turistico” italiano all’estero poche altre città siano conosciute come Firenze e Venezia, ma è certo meno complicato trovare sponsor nazionali di una certa importanza a Milano piuttosto che altrove. E poi anche gli sponsor internazionali, che immagino qualcuno sia già stato coinvolto, a Milano si sentono più “coperti”.

SEGUE A PAGINA 2 CON L’ELENCO DEI MIGLIORI UNDER 21, lo spazio che il tennis perde sui giornali, il web che lo salva, l’irriconoscenza, 

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