Tennis e cinema: Novak Djokovic e Forrest Gump, “Corri Nole, corri!”

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Tennis e cinema: Novak Djokovic e Forrest Gump, “Corri Nole, corri!”

Nel terzo articolo dedicato alla sezione Tennis e cinema passeremo dagli Stati Uniti a Belgrado alla scoperta di due vite fortemente legate tra loro: quelle di Novak Djokovic e Forrest Gump

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Fino ad ora questa rubrica si è occupata di supereroi ed eroine, di uomini dalla classe innata e dal fascino estremamente seducente. Perciò, è ora di cambiare la nostra rotta e dirigerci verso terre ancora inesplorate. Passiamo dunque da un personaggio vincente, affascinante e sicuro di sé come James Bond, all’insicuro e puro di cuore Forrest Gump, il quale ha in comune con il primo solo il modo di presentarsi: “Mi chiamo Forrest, Forrest Gump”. Il protagonista dell’omonima pellicola, magistralmente diretta da Robert Zemeckis, rappresenta l’antieroe per eccellenza con il suo quoziente intellettivo al di sotto della media e la sua difficoltà iniziale nel deambulare. Ciò nonostante Forrest Gump diventa un uomo vincente, senza subire la trasformazione da brutto anatroccolo a cigno, ma rimanendo sempre fedele a se stesso, saldo sui propri valori e principi. Ciò che più di ogni altro aspetto affascina di Forrest è la sua visione della vita: così distante da quella della società che lo circonda e così densa di significato. Egli non bada alle sovrastrutture create dalle istituzioni né tanto meno si preoccupa dei cliché imposti dalla società; Gump agisce in virtù di un unico valore: l’amore. Egli infatti salva gli amici perché prova un sentimento di grande spessore nei loro confronti e quindi è giusto comportarsi in questo modo. Apparentemente la filosofia “Gumpiana” potrebbe sembrare banale, invece, durante tutto il corso del film, vediamo con i nostri occhi che Forrest mette in pratica tale pensiero, che lo porterà a divenire, quasi senza volerlo, una star del football e del tennis tavolo, uno dei pochi a stringere la mano ad alcuni Presidenti degli Stati Uniti, un eroe di guerra, un’icona di un modo di protestare, fino a diventare uno degli uomini più ricchi d’America. Il protagonista del film pluripremiato agli Oscar del ’95 affronta la propria vita e la racconta, seduto su una panchina, con una pacatezza disarmante che coinvolge e intenerisce lo spettatore.

Finora c’è ben poco in comune con Novak Djokovic, ma analizzando più approfonditamente la psicologia del personaggio interpretato da Tom Hanks potremo scoprire numerose affinità con la stella di Belgrado. Il fattore comunicante tra gli Stati Uniti e la Serbia non sarà certo l’handicap fisico e intellettuale di Forrest, ma la sua visione dell’esistenza sicuramente si. Al di là dei capelli a spazzola e del fisico longilineo dei due protagonisti di oggi, ciò che caratterizza Forrest e Nole è la loro voglia di correre. “Io corro come il vento che soffia! E da quel giorno, se andavo da qualche parte, io ci andavo correndo!”, questo il motto di Gump fin da bambino ed è lo stesso del Djoker del tennis. Novak, infatti, si è accostato a questo sport guardando attraverso la recinzione dei campi da tennis e ha costruito il proprio tennis solo grazie alla sua voglia di correre, che è la passione. A dispetto delle apparenze, Forrest non si accascia di fronte all’ineluttabilità dei dolori che la vita spesso comporta, egli non si piega innanzi al fato, al contrario, manca di quell’arrendevolezza tipica di molte persone in balia degli eventi. La sua assoluta libertà di pensiero lo erige a vincitore, la sua verità gli permette di combattere contro tutti i pregiudizi e i giudizi delle persone che lo osservano, egli riesce a dimostrare che la “normalità” è un giogo che incatena le menti, conducendole alla mediocrità più gretta e meschina.

Come Gump corre tra le bombe del Vietnam, Djokovic risponde ai bombardamenti causati dalla guerra civile in ex Jugoslavia a suon di top spin. Infatti il serbo non si abbatte, continua imperterrito ad allenarsi, correre, soffrire e rialzarsi, superando il frastuono causato dalle bombe su Belgrado.  Per arrivare a diventare numero uno del mondo, Djoker ha dovuto sudare e lottare come Forrest. Novak ha lavorato giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento per ottenere la sua straordinaria prestanza fisica, i suoi potenti colpi da fondo campo, la sua incredibile elasticità che gli permette di impattare la palla sempre al meglio, e in particolare l’arma più letale che possiede: la forza mentale, grazie alla quale il serbo è in grado di annullare numerosi match point ai propri avversari. Nonostante gli sforzi compiuti dai nostri protagonisti, nonostante la loro determinazione nel perseguire i propri ideali, nonostante la bontà d’animo che li accomuna (è dato risaputo che Djokovic sia particolarmente impegnato nella beneficenza), nonostante Forrest sia il ragazzo perfetto agli occhi degli spettatori, nonostante Novak sia ironico e caloroso con il proprio pubblico, entrambi non godono di grande simpatia e stima. Badate bene, Djokovic è indiscutibilmente un campione, ma, come si è detto più volte, non ha un seguito di aficionados come il suo collega spagnolo, per non parlare di quello svizzero. Anche l’ingenuo Gump, fin da bambino, è costretto a doversi barcamenare tra i giudizi e le antipatie dei suoi coetanei o dei suoi superiori.

 

Tuttavia, anche in questa occasione, i due si rimettono le scarpette e cominciano a correre. Djokovic supera persino la difficoltà del pubblico che non lo tifa, malgrado i suoi sforzi per piacergli, combatte contro ogni esultanza degli spettatori di Wimbledon che inneggiano a Federer. Pertanto, Nole corre come il vento che soffia e stravolge tutte le funeste previsioni dei giudici che sono lì in attesa di un suo errore, di un segno di cedimento. La stella di Belgrado, grazie al motore inerziale della sua vita, la voglia di correre, riesce di certo a diventare ricco come Forrest, ma soprattutto si prende anche lui una medaglia d’onore. Nel caso del tennista, però, la medaglia d’onore non arriva per merito dell’esercito, bensì per essere diventato uno dei pochi giocatori di questo sport a raggiungere traguardi inimmaginabili: con 12 titoli dello Slam, 30 Master 1000, medaglia di bronzo alle Olimpiadi, Coppa Davis, 223 settimane in cima alla classifica mondiale, Djokovic si è guadagnato il suo posticino nell’olimpo del tennis.

Sia per Nole che per Forrest sono due le donne che hanno segnato la loro ascesa nella società. Per quanto riguarda il personaggio di Zemeckis sono sicuramente la madre e Jenny, la donna che Forrest ha amato per tutta la vita. Queste due figure sono le uniche in grado di fornire al piccolo Forrest dei consigli per affrontare il suo cammino: la prima gli consiglia di non dare eccessivo peso a chi lo giudica stupido, poiché ciò che conta veramente non è il giudizio degli altri, ma le azioni che si compiono; la seconda, invece, consiglia a Gump di cogliere la vita, poiché essa vola via veloce e per afferrarla bisogna correre. I motivi per farlo sono tanti: per non cadere sotto le bombe del nemico, per vincere una corsa, per fare un touchdown, per rincorrere un amore. Anche Novak ha avuto “la sua Jenny”, ovvero la moglie Jelena. “Dedico la vittoria al mio futuro figlio e alla mia futura moglie”, queste le parole cariche di commozione rivolte al proprio box da Nole dopo la vittoria contro Roger Federer a Wimbledon nel 2014. Proprio come Jenny e Forrest, anche Novak e Jelena si sono conosciuti da piccoli e hanno coltivato la loro storia malgrado le distanze che li tenevano lontani. Un altro punto di riferimento per il campione di Belgrado è stata senz’ombra di dubbio la sua allenatrice, Jelena Gencic, la prima persona a scorgere in lui i segni del talento che sarebbe diventato, maestra di tennis e di vita per il piccolo Novak.

La prima sequenza della pellicola cinematografica che vi abbiamo raccontato in questo articolo, è caratterizzata dalla presenza di una piuma, che volteggia nell’aria e va a posarsi su un piede di Forrest. Nell’ultima immagine del film il vento se la riporta via, emblema della maturazione compiuta dal protagonista. Probabilmente, si è sollevata una piuma anche dalla panchina a bordo campo sulla quale è seduto Djokovic, ma ciò non toglie che l’ex numero uno del mondo possa sentire dentro di sé quella vocina che gli sussurra “corri Nole, corri!” e solo quando sarà “un po’ stanchino” smetterà di farlo. Per ora sono tutti intenti a guardare quello che attende Novak: riuscirà a tornare numero uno? Batterà il record di Slam vinti da Roger Federer? Forse si, chi lo sa… Ma d’altronde “la vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita”.

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Roland Garros: giornata di sorprese nel femminile, dopo Pliskova fuori anche Halep e Collins

Continuano a cadere, una dopo l’altra, le teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros. Prima di oggi erano nove, cui se ne aggiungono oggi altre quattro

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non si ferma l’ecatombe di teste di serie in questa edizione del Roland Garros femminile. Prima dell’inizio della giornata odierna, erano nove ad aver già salutato Parigi (Samsonova, 25; Jabeur, 6; Kontaveit, 5; Muguruza, 10; Krejcikova, 2; Kvitova, 32; Raducanu, 12; Sakkari, 4; Cirstea, 26), cui se ne aggiungono altre quattro: Pliskova (8), Alexandrova (30), Halep (19) e Collins (9).

Dopo i soli quattro game racimolati da Karolina Pliskova contro la numero 227 WTA Leolia Jeanjean, ben più combattuto è il match di Ekaterina Alexandrova, che dopo aver vinto al tiebreak il primo set si spegne perde il secondo parziale e si fa rimontare due volte nel terzo da Irina-Camelia Begu. La russa infatti, testa di serie numero 30, nel set decisivo va due volte avanti di un break: prima sul 2-0, poi sul 4-2, ma in entrambi i casi perde immediatamente il servizio. Saranno decisivi i soli sette punti vinti con la prima (su 18) nel terzo set, che consentiranno alla rumena di recuperare dallo svantaggio di 2-4 infilando quattro game consecutivi e chiudendo 6-7 (3) 6-3 6-4. Al terzo turno Begu troverà proprio Jeanjean, con la ghiotta chance di eguagliare il suo miglior risultato in uno slam, cioè gli ottavi di finale, ottenuti proprio qui a Parigi nel 2016 e all’Australian Open nel 2015).

La numero 63 del ranking rimane così l’unica rumena in tabellone, complice l’inaspettata sconfitta di Simona Halep. La testa di serie numero 19 cede alla giovane Zheng Qinwen (e ad una non perfetta condizione fisica), non sfruttando un set e un break di vantaggio. La campionessa del 2018 vince infatti facilmente il primo set – in cui commette solo quattro gratuiti contro i 13 della sua avversaria – e si porta avanti anche nel secondo, salendo 2-1 e servizio. Da quel momento, però, la partita cambia: dopo un game a tratti stellare da dieci minuti, la giovane cinese trova il controbreak immediato e vince cinque game di fila, strappando il servizio all’ex numero uno del mondo in altre due occasioni e portando il match al terzo. Il suo gioco molto aggressivo e un contemporaneo calo fisico di Halep, costretta a chiamare due volte il fisioterapista, chiudono precocemente la contesa in favore di Zheng, che si impone 2-6 6-2 6-1 sfruttando un immacolato 100% di punti vinti con la prima (13/13) e ben 27 vincenti.

 

L’ultima sorpresa di giornata vede l’uscita di scena della finalista dell’Australian Open Danielle Collins, sconfitta in due set da Shelby Rogers (non proprio una terraiola doc). Dopo essersi immediatamente ritrovata sotto 0-4 ad inizio match, la testa di serie numero nove riesce in qualche modo a risalire la china fino al 4-4, dove però perde nuovamente il servizio e, di fatto, consegna alla sua avversaria le chiavi del primo set. Con altri tre break (sei in totale) Rogers si porta a casa anche un secondo set mai in discussione, in un incontro in cui a fare la differenza sono senz’altro i tanti errori gratuiti di Collins (28).

SOPRAVVIVONO RYBAKINA, KEYS E SABALENKAAlla roboante vittoria di Iga Swiatek – in striscia aperta da 30 partite consecutive – si aggiungono anche i successi di Elena Rybakina, Madison Keys e Aryna Sabalenka. La kazaka fa un po’ più fatica soltanto nel primo set, dove comunque è sempre lei a fare la partita, conquistandolo al fotofinish. Da quel momento saranno otto i giochi consecutivi conquistati dalla testa di serie numero 16, che si impone 6-4 6-0 sfruttando ben 34 vincenti. Perde gli stessi game Aryna Sabalenka, in un incontro piuttosto simile a quello di Rybakina. La bielorussa vince 6-1 6-3 anche grazie a 37 winners, raggiungendo al terzo turno Camila Giorgi, che oggi si è imposta su Yulia Putinseva. Ben più laboriosa l’affermazione di Madison Keys, che estromette dal torneo Caroline Garcia. Match in cui la statunitense, numero 22 del seeding, è comunque sempre stata in vantaggio e in controllo. Nel primo set Keys rischia di sciupare sul più bello il break ottenuto nel sesto gioco, perdendolo quando va a servire per il set sul 5-3. Per sua fortuna, tuttavia, nel game successivo arriva un altro break, che le regala un primo set sublimato dal 93% di punti vinti con la prima. L’equilibrio regna anche nel secondo parziale, dove nessuna delle due giocatrici riesce mai a prendere il largo. Si arriva così al tiebreak, in cui Keys parte meglio e si porta sul 5-2 con due servizi a disposizione. Finisce 6-4 7-6 (3) in suo favore, con una prestazione particolarmente aggressiva che, con 33 vincenti, porta i risultati sperati.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros: Ruud e Rune avanti facilmente, Goffin supera Tiafoe [VIDEO]

Il norvegese batte facilmente Ruusuvuori, il danese si conferma elemento da tenere d’occhio battendo Laaksonen. Alcune cronache parigine del giorno

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Casper Ruud - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[8] C.Ruud b. E.Ruusuvuori 6-3 6-4 6-2

Come prevedibile, ordinaria amministrazione per Ruud nel derby del nord contro Ruusuvuori, che per un set (il secondo) tiene botta e si costruisce anche le sue occasioni, ma la solidità e la tranquillità del norvegese sono troppo superiori per causargli veri problemi. Infatti ottimo inizio, anche al servizio (chiuderà con il 69% di punti con la prima, 70 con la seconda) e break nel sesto gioco per Ruud, nonostante un inizio anche abbastanza solido del finlandese, ma il doppio di colpi vincenti del n.8 del seeding fa compiere il salto. Dopo un primo set point annullato con l’ausilio del servizio da Ruusuvuori, che prova a mantenersi quantomeno in scia, nell’ultimo game non c’è storia: ottimo il rendimento al servizio del norvegese, e poi il solito dritto pesante fa chiudere il parziale per 6-3. Break trovato prima nel secondo set dal n.8 al mondo, nel terzo game, dopo uno scambio durissimo, dove però ha quasi sempre comandato, incidendo bene col dritto (e dire che Ruusuvuori aveva iniziato, molto propositivo, e ha pagato forse l’esserlo stato troppo su alcuni colpi). Conferma di esser salito di livello il n.61 al mondo, giocando un ottimo tennis che gli regala le prime 2 palle break della sua partita, dove però Ruud sale in cattedra sfruttando ancora servizio e dritto, e sembra non soffrire neanche i cambi di ritmo e accelerazioni del finlandese.

Bravissimo quest’ultimo, nel nono game, a risalire da 0-40 e annullare tre set point, con molto coraggio e lucidità, quantomeno prolungando il set e scaricando la pressione sulle spalle e sul servizio di Ruud. Alla fine, pur se con qualche minuto di ritardo, Casper vince 6-4 un set di ottimo livello, dove il finlandese lascia non pochi rimpianti: 4 palle break sprecate a fronte di un gioco di sciabola e fioretto quasi perfetto, ma il martello di Ruud si è dimostrato nuovamente quasi inarrivabile. Il norvegese sembra aver voglia di accelerare le operazioni, e così ecco il break nel terzo set quasi subito, nel terzo gioco, che ottiene salendo meglio sulla palla anche di rovescio e mettendo un po’ di più i piedi in campo, imponendo un ritmo non presente nelle corde del finlandese. Il quinto game sembra segnare la definitiva resa di Ruusuvuori, che mostra un paio di grossolani errori a fronte della difesa perfetta del suo avversario, che andrà poi a chiudere in scioltezza 6-2 con un’ottima prestazione, condita anche da 39 vincenti, 12 più dei non forzati. Al prossimo turno affronterà, da favorito, il nostro Lorenzo Sonego.

 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

H.Rune b. H.Laaksonen 6-2 6-3 6-3

Nessun problema anche per un altro dei giovincelli del momento, Holger Vitus Nodskov Rune, che dopo aver portato a scuola Shapovalov, spazza via anche Henri Laaksonen, in balia totale del vincitore dell’ultimo Challenger di Sanremo. Non tantissimi vincenti per il danese, ma davvero pochi errori e soprattutto un impressionante 86% di punti vinti con la prima, che comminano la sentenza. Già dall’inizio va forte Rune, che subito nel secondo gioco mostra la superiorità sulla superficie, portando a casa il break. Bravo però lo svizzero ad evitarne ulteriori, e addirittura ad avere lui la chance per recuperarlo (sarà l’unica di tutto il match), ma il danese non trema e rimane avanti. Alla fine Rune porta a casa il set 6-2 abbastanza nettamente, causa anche un brutto game conclusivo di Laaksonen, che si limita a ribattere e scambiare da fondo, territorio di Holger, che puntualmente lo punisce. Buon inizio di secondo per lo svizzero, che annulla palla break, e sembra cercare qualche soluzione alternativa, specie per uscire dallo scambio, dove Rune appare irresistibile. Ma nel secondo gioco break spettacolare per il n.40 al mondo, che prima gioca una contro smorzata da manuale, poi chiude il game con un rovescio vincente, mostrando come anche le variazioni non riescano a scalfirlo.

Anche il secondo set va dunque agevolmente in cascina per il danese, senza neanche strafare più di tanto. La differenza di peso di palla e di attitudine alla superficie sono un vantaggio troppo netto. Anche nel terzo set il break arriva subito per Rune: un po’ falloso Laaksonen in questo caso, ma c’è da dire che la forma odierna del classe 2003 di certo non aiuta il morale dello svizzero. Alla fine chiude 6-3 anche il terzo Holger, quasi passeggiando e senza neanche troppo forzare, anche a causa di un medical time out abbastanza lungo a metà parziale. Così inizia a giocare più rilassato e lascia scorrere la partita, in controllo dall’inizio alla fine. Al prossimo turno avrà uno tra il qualificato Cachin e Hugo Gaston, nel qual caso match di prim’ordine tra le fantasie del francese e le geometrie di Rune, che in ogni caso appare largamente favorito per trovare il primo quarto turno Slam della carriera.

D. Goffin b. F. Tiafoe [24] 3-6 7-6 (1) 6-2 6-4 (Andrea Mastronuzzi)

Sul “Simonne Mathieu” si continua a far festa. Dopo aver fatto da cornice alla vittoria di Jeanjean su Pliskova e alla conseguente gioia del pubblico francese, il terzo campo per importanza del Roland Garros è infatti diventato la casa degli appassionati belgi che hanno assistito a un’ottima prestazione del loro beniamino Goffin. L’ex top 10 è stato capace di battere in quattro set la testa di serie numero 24 Francis Tiafoe. Il risultato smentisce la classifica ma non più di tanto i pronostici: se infatti l’americano precede Goffin di 21 posizioni, i precedenti (3-1 per il belga) e la maggiore esperienza di David sulla terra parigina (dove Tiafoe ha vinto quest’anno la prima partita dopo sei sconfitte al primo turno) avevano spinto le case di scommesse a dare per favorito il numero 48 del mondo.

Goffin ha rimontato un set di svantaggio. Tiafoe, infatti, è stato impeccabile nel corso del primo parziale, specie al servizio: nei suoi turni ha perso solo quattro punti. In virtù del break messo a segno nel quarto gioco, l’americano ha chiuso sul 6-3 in meno di mezz’ora. La musica ha però cambiato tono fin dall’inizio del secondo set, apertosi con un parziale di 12 punti a 2 in favore del belga. Dopo questo passaggio a vuoto Tiafoe è riuscito a rientrare nel set, perdendolo però al tie-break. Nel terzo parziale Goffin ha avuto vita facile (6-2) grazie alle difficoltà con la prima e agli errori non forzati (ben 17 in soli 8 game) dell’avversario. Nel quarto set Tiafoe è tornato a mettere in mostra un buon tennis, pur non incidendo abbastanza con il dritto. Il belga è però salito su livelli che aveva già raggiunto nei match contro Nadal a Madrid e con Hurkacz a Roma, a testimonianza della buona stagione sulla terra (inaugurata con il successo a Marrakech) che sta disputando. Manovrando perfettamente con il dritto, Goffin ha ottenuto il break decisivo sul 4-4 pari e ha poi chiuso sul 6-4 al secondo match point, nonostante Tiafoe avesse fatto di tutto per restare nel match.

Il belga, che nelle dichiarazioni a caldo ha ringraziato i suoi tifosi parlando di “atmosfera incredibile”, non raggiungeva il terzo turno al Roland Garros dal 2019: aveva infatti perso nei match di esordio a Parigi sia l’anno scorso che nel 2020. Il prossimo avversario sarà proprio quell’Hurkacz battuto due settimane fa in Italia con un doppio 7-6.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros: Lorenzo Sonego va al terzo turno superando Sousa e i suoi dubbi

Il torinese fatica nel primo set ma riesce ad avere la meglio sul portoghese. Sfiderà Casper Ruud al terzo turno

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[32] L. Sonego b. J. Sousa 7-6 6-3 6-4

Nell’urlo liberatorio di Lorenzo Sonego dopo la chiusura del match contro Joao Sousa c’è tanto: la voglia di urlare a tutti che lui c’è ancora e il desiderio di scacciare via tutti i dubbi accumulati negli ultimi mesi, che pure si sono visti oggi. Ma il torinese è riuscito comunque a vincere in tre set: 7-6 6-3 6-4 al portoghese Joao Sousa, un risultato che gli vale per la seconda volta in carriera il terzo turno al Roland Garros. Sfiderà in un match difficile il top ten Casper Ruud, ma lo Slam parigino a prescindere da questo può essere una buona iniezione di fiducia.

IL MATCH – Sonego inizia il match molto bene, deciso a comandare il gioco e in spinta su tutti i colpi. Fa il break al primo game con una bella palla corta unita a una volèe a chiudere seguita da un errore di dritto di Sousa (1-0). Ma poco dopo, nel quarto game, non sfrutta le occasioni. Permette a Sousa di ottenere un paio di punti in difesa e poi un rovescio gli sfila lungo: controbreak (2-2). Il copione si ripete: nel settimo game Lorenzo sale 0-40 con un passante di dritto e ottiene il break alla seconda opportunità (4-3) ma nel gioco successivo cede a sua volta la battuta (4-4). In questa fase si nota la mancanza di fiducia di Lorenzo, che spesso si costruisce bene il punto ma poi paga qualche indecisione di troppo nel colpo che dovrebbe essere definitivo. Sousa, così, si garantisce il tie-break e poi tenta la zampata: un paio di brutti errori del nostro nel dodicesimo game portano il lusitano ad avere quattro set point in risposta. Qui Lorenzo, nel momento più difficile, è bravo a tirare fuori gli artigli salvandosi col servizio. Il nostro riesce ad arrivare al tie-break. Nel jeu decisif mette subito la testa avanti (1-3) e rimane in vantaggio fino a chiudere 7-4 con un ace al centro.

 

Rinfrancato dal set portato a casa dopo lo spavento, Sonego parte bene nel secondo set salendo 2-0 grazie a un passante vincente e col dritto che torna a girare forte (Lorenzo cerca sempre di spostarsi per colpire a sventaglio, nella sua comfort zone). Perso il servizio, Sousa inizia ad innervosirsi, prendendosela con la sfortuna e con il fatto che l’avversario tende a colpire spesso le righe (dimenticandosi che, le righe, stanno lì anche per essere prese). Sale il rendimento al servizio di Lorenzo che arriva a servire per il secondo set senza dover fronteggiare palle del controbreak. C’è anche un medical time out chiesto da Sousa, probabilmente un affaticamento dovuto anche alle fatiche di Ginevra della settimana precedente. Sul 5-3 l’azzurro fa viaggiare il dritto con autorità e con una prima vincente blinda il secondo parziale (6-3).

Come nei due precedenti parziali, anche nel terzo set Sousa cede il servizio al primo turno di battuta: Sonego sale 15-40, alla seconda opportunità mette un dritto sulla riga e si prende l’1-0 e servizio. Sousa tenta il tutto per tutto per rientrare in partita: nel sesto game arriva a due palle break anche grazie al fatto che il nostro torna ad avvertire un po’ di tensione. Lorenzo però si salva e anzi fa il doppio break subito dopo, guadagnandosi un 15-40 con due dritti vincenti e poi ottenendo un errore dell’avversario. Joao ha un colpo di coda e recupera uno dei due break approfittando di un paio di errori di Lorenzo (5-3), poi tiene il servizio (5-4), ma alla seconda opportunità di servire per il match Sonego non sbaglia giocando in modo aggressivo e andandosi a prendere la vittoria. Ora la sfida, difficile, contro Casper Ruud.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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