Mondo Futures: vittoria in rimonta di Travaglia ad Hammamet

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Mondo Futures: vittoria in rimonta di Travaglia ad Hammamet

L’azzurro, numero 1 del seeding, batte in rimonta Brkic e vince il suo secondo Futures stagionale. Bortolotti perde ancora ad Anning contro Statham

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Anning, Cina F2 ($15.000) – Per la seconda settimana consecutiva Marco Bortolotti (tds numero 3) vede infrangersi in Cina la possibilità di tornare a vincere in singolare contro Jose Statham (tds numero 2). La scorsa settimana fu in finale, questa volta i due si incontrano nella semifinale bassa del tabellone, vinta dal neozelandese 7-6(2) 7-6(1). A vincere il titolo però è il qualificato Tsung-Hua Yang che rimonta l’iniziale set di svantaggio perso 6-2 con un 6-4 7-6(7) che lo riporta il numero 684 del mondo al successo in singolare dopo due anni.

Risultato finale:

[Q] T. Yang b. [2] J. Statham 2-6 6-4 7-6(7)

 

Sharm el Sheikh, Egitto F6 ($15.000) – Prima affermazione stagionale Benjamin Bonzi, il francese classe ’96 vince sul cemento egiziano e si appresta a migliorare il suo best ranking personale di numero 353 del mondo. Nella parte bassa del tabellone Bonzi non ha nessun problema nell’eliminare Niels Desein (tds numero 6) ai quarti per 6-1 6-4 e Nicolaas Scholtz (tds numero 4) 6-3 6-4. In finale match più combattuto contro il numero 845 del mondo Patrik Nema vinto dal francese con il punteggio di 7-5 7-6(4).

Risultato finale:

 [2] B. Bonzi b. P. Nema 7-5 7-6(4)

Jorhat, India F2 ($15.000) – Come la settimana scorsa ad arrivare alla finale del Futures indiano sono le prime due teste di serie, e come la scorsa settimana è il numero 1 a vincerla. N.Sriram Balaji incontra qualche difficoltà soltanto al secondo turno contro Dalwinder Singh, il quale lo costringe al terzo set. In finale contro Vishnu Vardhan il numero 404 del mondo vince facilmente 6-2 7-6(1) l’incontro e il suo primo Futures stagionale.

Risultato finale:

[1] N.Sriram Balaji b. [2] V. Vardhan 6-2 7-6(1)

Giacarta, Indonesia F3 ($15.000) – Sebastian Fanselow bissa il successo della scorsa settimana a Giacarta. E lo fa in grande stile perché non perde neanche un set pur incontrando le prime due teste di serie del torneo. Ai quarti il tedesco partito testa di serie numero 5 liquida Evan King (tds numero 2) 6-1 6-2, mentre in finale concede appena quattro game ad Alexandre Muller (tds numero 1) 6-1 6-3.

Risultato finale:

[5] S. Fanselow b. [1] A. Muller 6-1 6-3

Cornella, Spagna F6 ($15.000) – Vittoria meritata per Roberto Ortega-Olmedo sul cemento spagnolo di Cornella. Lo spagnolo numero 4 del seeding ha superato in finale Oriol Roca Batalla (tds numero 3) 6-4 6-3, ma da sottolineare è soprattutto la vittoria in semifinale contro il numero 1 del seeding Jaume Munar, e già vincitore di due Futures iberici quest’anno, ottenuta con il punteggio di 7-6(5) 6-1.

Risultato finale:

[4] R. Ortega-Olmedo b. [3] O. Roca Batalla 6-4 6-3

Hammamet, Tunisia F7 ($15.000) – Stefano Travaglia porta a due il numero di Futures stagionali in singolare, a cui si aggiunge quella in doppio con Filippo Leonardi, vincendo da testa di serie numero 1 il settimo torneo giocato ad Hammamet quest’anno. Prima della finale contro Tomislav Brkic (tds numero 6), Travaglia soffre nel secondo turno contro Omar Giacalone vinto al tie break del terzo set 6-1 3-6 7-6(6). Il bosniaco invece arriva al match contro Travaglia dalla parte bassa del tabellone battendo in semifinale il numero 2 Dragos Dima 6-1 7-6(5). Perso il tie break del primo set 9-7 Travaglia capovolge le sorti del match con un doppio 6-3.

Risultato finale:

[1] S. Travaglia b. [6] T. Brkic 6-7(7) 6-3 6-3

Antalya, Turchia F7 ($15.000) – Ad Antalya Altug Celikbilek vince il suo primo Futures in carriera. Il tennista turco classe ’96 elimina tra gli altri Francesco Vilardo ma soprattutto il numero 1 del tabellone e 207 del mondo Dmitry Popko per 7-6(3) 6-7(7) 6-3. Nella parte bassa del tabellone invece si fa strada Aleksandar Lazov che elimina in semifinale Marsel Ilhan (tds numero2) 6-2 6-3. Il bulgaro parte meglio e vince il primo set 6-4 ma Celikbilek si aggiudica in rimonta il torneo vincendo 7-6(5) 6-4 gli altri due parziali.

Risultato finale:

[8] A. Celikbilek b. [4] A. Lazov 4-6 7-6(5) 6-4

Indian Harbour Beach, Stati Uniti F8 ($15.000) – Esattamente come lo scorso anno Andrea Collarini si porta a casa l’ottavo Futures statunitense della stagione. L’argentino nato a New York sfrutta al meglio le eliminazioni al secondo turno di Tommy Paul (tds numero 2) e ai quarti di Ramkumar Ramanathan (tds numero 1) per tornare al successo a distanza di un anno. Il francese Corentin Denolly (tds numero 8) in finale lotta ma alla fine deve arrendersi 7-5 7-6(6).

Risultato finale:

[4] A. Collarini b. [8] C. Denolly 7-5 7-6(6)

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La strana giornata di Stefano Napolitano

A Santa Margherita di Pula il tennista biellese finisce di giocare il suo secondo match del giorno nel cuore della notte

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Stefano Napolitano (foto Instagram @ste.napolitano)

Al Future M25 di Santa Margherita di Pula (Sardegna, terra battuta) Stefano Napolitano (appena entrato nella scuderia di coach Francesco Aldi all’Enjoy Sporting Club) ha vissuto venerdì 22 aprile una giornata che potremmo definire surreale. In caso di pioggia il doppio turno ci sta, è già successo a tanti suoi colleghi, ma finire il secondo match alle due di notte appartiene al catalogo delle cose stravaganti. Tutto è iniziato quando la pioggia ha ripetutamente ritardato la conclusione del suo incontro di secondo turno contro il francese Laurent Lokoli (n.335 ATP), terminato a favore dell’azzurro 7-5 7-6(8). E un incontro così tirato poteva già bastare per una giornata di tennis, ma purtroppo gli organizzatori l’hanno richiamato in campo ‘after suitable rest’ (dopo un adeguato riposo) come dicono i britannici.

Lo aspettava un Francesco Maestrelli riposato e reduce da un buon filotto di risultati (semifinale proprio qui la settimana scorsa). Il tennista biellese ha inizialmente fatto gara di testa, portando a casa il primo set. Poi fatica e stress hanno avuto la meglio, complici anche il campo pesantissimo e le palline inzuppate di umidità. Oltre al fatto che giocarsi i punti decisivi nel cuore della notte, davanti al solo giudice arbitro, non è proprio una di quelle esperienze raccomandabili. Finiva così 4-6 6-2 6-3 a favore del tennista pisano che oggi sabato affronterà in semifinale il 18enne siciliano Gabriele Piraino. In questi casi normalmente si dice che l’inesperienza potrebbe giocare brutti scherzi al giovane Gabriele, poi ci ricordiamo che l’avversario di anni ne ha appena 19, e allora siamo felici di questa ulteriore conferma dell’eccezionale stato di salute del tennis italiano. Nell’altra semifinale altro derby italiano tra Edoardo Lavagno e Alexander Weis, entrambi in un ottimo momento di forma.

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Nei dintorni di Djokovic: tutti i piani di Kecmanovic

I due Masters 1000 statunitensi hanno messo in evidenza il salto di qualità del 22enne serbo Miomir Kecmanovic. Che grazie all’aiuto di coach Nalbandian ha cambiato il suo approccio al gioco. “Prima giocavo solo in un modo, ora ho più soluzioni”

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Miomir Kecmanovic - Miami 2022 (foto Twitter @atptour)

Sono due le principali considerazioni che emergono analizzando quanto accaduto nel “Sunshine Double” in campo maschile. La prima è la conferma che Carlitos Alcaraz è il nuovo “crack” del tennis mondiale maschile. La seconda è che in tennis statunitense può legittimamente sperare di aver trovato in Taylor Fritz un giocatore in grado di lottare nei prossimi anni per un posto nella top 10. Ma oltre a questo, c’è anche da evidenziare come alle spalle dei citati vincitori dei due primi Masters 1000 stagionali – ora entrambi top 15 ATP – un altro giovane si è ritagliato un ruolo da protagonista sul cemento statunitense: Miomir Kecmanovic. Il 22enne serbo, infatti, in entrambi i tornei si è dovuto inchinare solo ai due futuri vincitori, perdendo da entrambi in tre set e giocando contro il 18enne fenomeno spagnolo quello che per molti è stato sinora il match più bello della stagione.

L’ex n. 1 del mondo juniores aveva iniziato l’anno reduce da un periodo complicato, in particolare la stagione scorsa nella quale non era riuscito a proseguire nel trend di crescita – sia a livello di risultati che di classifica – degli anni precedenti. Entrato tra i top 50 ad agosto 2019, Miomir aveva raggiunto il best ranking di n. 39 (migliorato di una posizione dopo i risultati di Indian Wells e Miami) poco più di un anno dopo, grazie al primo titolo ATP conquistato sulla terra rossa di Kitzbuhel nel settembre 2020. Ma da lì la faccenda si era complicata. Prima con un finale di stagione in cui non era riuscito a passare più di un turno negli altri sei tornei disputati, poi con un 2021 deludente, come certificato dallo score stagionale di 14 vittorie e 26 sconfitte dopo che i due precedenti anni da “pro” a tempo pieno lo avevano visto concludere con un saldo positivo tra vittorie e sconfitte. Delusione acuita dal fatto che a partire da maggio, dal Roland Garros in poi, per Miomir i set decisivi erano diventati tabù. Dopo la sconfitta al quinto set nel secondo turno dello Slam parigino contro il connazionale Djere, in cui si era trovato avanti due set a zero, il giovane belgradese aveva infatti perso al quinto anche negli ultimi due Major stagionali ed in nove dei dieci match al meglio dei tre in cui era andato al terzo, l’ultimo dei quali l’amarissima sconfitta 13-11 nel tie-break decisivo in Coppa Davis contro Kukushkin.

Sì la scorsa stagione è stata dura, non è andata come speravo, ma chi lo sa, magari mi tornerà indietro in questa” aveva dichiarato ad inizio stagione il giovane belgradese, dando la sensazione di essersi lasciato alle spalle le amarezze del 2021. E professando, spiegandone i motivi, un certo ottimismo dopo il lavoro fatto in off-season con il suo nuovo coach, un grande ex come David Nalbandian, subentrato nella scorsa stagione allo storico allenatore di Miomir, il croato Miro Hrovatin. “Sono molto più preparato fisicamente e penso in maniera diversa in campo. Questo è l’aspetto su cui, più di tutti, ha influito David. Prima giocavo solo in un modo e se qualcosa non funzionava non avevo altre opzioni: un piano B, un piano C… Adesso ho diverse soluzioni a cui affidarmi”.

 

E che qualcosa in Miomir fosse cambiato si era iniziato a notare già a Melbourne, dove aveva sfruttato il corridoio lasciato libero dal forfait obbligato di Djokovic spingendosi sino agli ottavi di finale, prima di inchinarsi a quella vecchia volpe di Gael Monfils. Risultato assolutamente non scontato, sia per il potenziale carico emotivo da gestire pensando alle aspettative in patria per il fatto di aver “preso il posto” di Nole, sia perché i suoi precedenti risultati Slam (mai oltre il secondo turno) non inducevano certo all’ottimismo. E se sul primo aspetto “Misha” (il suo soprannome in Serbia, ndr) aveva negato di avvertire una pressione particolare nel ritrovarsi lì dove avrebbe dovuto trovarsi il suo fenomenale connazionale, sul secondo invece aveva ammesso che cominciava a non essergli indifferente. “Questa cosa mi ronzava in testa, giocavo gli Slam da tre anni e avevo sempre perso al secondo turno. Mi sono tolto un peso dal cuore, finalmente ho superato il secondo turno.

Vediamo se riesco a mantenere questo livello, spero di riuscirci” aveva dichiarato ai giornalisti serbi lasciando Melbourne. Viste da lontano, le due successive sconfitte con Francisco Cerundolo sulla terra sudamericana in febbraio (a cui si aggiungeva quella contro il cileno Tabilo) erano apparse ai più critici come i segnali che la performance di Melbourne non era stata che un fuoco di paglia. Invece a posteriori assumono un’altra valenza, sia in considerazione dell’exploit – anche grazie al supporto della dea bendata – del tennista argentino con la semifinale raggiunta a Miami, sia perché evidenziano come Miomir si sia messo in gioco sulla terra, superficie che nonostante la vittoria a Kitzbuhel non ha mai amato particolarmente ma che si è reso conto essergli necessaria per ampliare il bagaglio tecnico e tattico e fare un salto di qualità. Ha infatti saltato Montecarlo per recuperare dalle fatiche del Sunshine Double (10 partite disputate in totale, solo Alcaraz ne ha giocate di più, 11), ma tornerà sul mattone tritato già dalla prossima settimana, nel torneo di casa: l’ATP 250 di Belgrado.

Da quanto visto sul cemento USA, spiccano alcuni aspetti del “nuovo” Kecmanovic. Sicuramente la condizione fisica: battagliare alla pari per due ore e mezza con Alcaraz sotto il sole (e l’umidità) della Florida non è da tutti. Ma non è solo una questione di fisico: come aveva spiegato a inizio anno, Miomir adesso gioca in modo diverso. Se prima con i colpi ricercava prevalentemente la profondità, attraverso la quale indurre all’errore dell’avversario, ora il tennista di Belgrado cerca di sfruttare il campo anche in ampiezza, giocando con maggiore angolazione. Ed è diventato più aggressivo, soprattutto con il dritto, cercando di essere lui a conquistare il punto senza attendere – come faceva spesso in passato – l’errore dell’avversario. Grazie anche al supporto di una prima di servizio che sta diventando un’arma importante (81 ace nei primi quattro mesi del 2021, quando il suo record in un anno sono i 166 fatti nel 2019).

Forse però il salto di livello più importante è stato a livello mentale. Kecmanovic ha sempre avuto la tendenza a lamentarsi un po’ troppo tra un punto e l’altro quando le cose in campo non giravano per il verso giusto e a scivolare nella spirale di un body language negativo. Non che questo comportamento sia sparito del tutto, ma la sensazione è che ora riesca a circoscrivere mentalmente la cosa e a resettare, senza portarsi dietro strascichi emotivi nei punti successivi e soprattutto cercando di mantenere un linguaggio del corpo positivo. Lo ha ammesso anche lui: “In campo dimostro più voglia ed energia, “mordo” di più – sono riuscito a svoltare nel modo giusto a livello mentale”. A proposito di svoltare: tornando al discorso dei set decisivi, quest’anno il suo score nei match finiti al terzo è di 5 vittorie e 4 sconfitte.
Già, sembra proprio ci sia un nuovo Miomir Kecmanovic in circolazione. Ed ha più di un piano…

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Mondo Futures: è ancora grande Italia grazie a Lavagno e Oradini

Mentre l’Italia sportiva è ancora scossa dalla mancata qualificazione ai Mondiali di calcio, gli azzurri del tennis raddoppiano negli ITF.

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Edoardo Lavagno (Credit: @edoardolavagno on Instagram)

M15 Marrakech (MOR, terra rossa) – VINCITORE: Edoardo Lavagno

Il torneo di Marrakech si conclude nel miglior modo possibile per Edoardo Lavagno (n.390 ATP), che esce vincitore dall’ultima sfida con Nicholas David Ionel (n.353 ATP), testa di serie numero uno e grande favorito alla vigilia, per 6-4 6-2. Il mancino torinese si rende protagonista di una grande prestazione, sulla scia dell’intera trasferta marocchina, e conquista il suo quarto titolo in carriera, poco più di un mese dopo la sua prima affermazione stagionale a Punta Cana. A corredare il tutto arriva anche il nuovo best-ranking, di certo una sensazione familiare per lui, che nel 2021 era stato il secondo italiano in assoluto (dietro solo a Flavio Cobolli) a scalare più posizioni in classifica: basti pensare che a Gennaio 2021 era addirittura fuori dai primi mille al mondo. Abbiamo raggiunto telefonicamente Edoardo per avere un suo commento: “Partita che sapevo sarebbe stata difficile perché con questo avversario ci avevo già giocato a fine 2020 (sul cemento) e ci avevo perso al tie-break del terzo. E’ un giocatore molto solido che serve bene, ma per fortuna ho indovinato tutte le scelte tattiche, rimanendo sempre in controllo dello scambio, per poi cercare di accelerare col mio dritto. Soprattutto sono stato freddo nei momenti che avrebbero potuto diventare pericolosi. Adesso torno in Italia e mi alleno qualche giorno, poi dovrei giocare il Challenger di Sanremo”.

Per quanto riguarda gli altri italiani in tabellone, spicca la vittoria all’esordio del qualificato Andrea Gola sul terzo favorito del seeding Jose Vidal Azorin (n.455 ATP), gran protagonista del finale di stagione scorsa.

 

M15 Sharm El Sheikh (EGY, cemento) – VINCITORE: Giovanni Oradini

Altro giro, altra doppietta italiana: a Sharm El Sheikh regna infatti Giovanni Oradini (n.546 ATP), al primo hurrà della carriera. Per il prodotto di Mississippi State arriva subito il riscatto dopo la finale persa su questo stesso campo sette giorni fa, per mano di Samuel Ruggeri: battuto in finale 2-6 6-3 6-1 il russo Kirill Kivattsev (n.700 ATP), ancora alla ricerca di bissare il titolo di Georgia nell’ormai lontano 2017. Il roveretano mette la ciliegina sul suo grande inizio di stagione, che l’ha visto arrivare due volte in finale ed altrettante in semifinale; lo abbiamo contattato per conoscere i suoi piani futuri: “Sono ovviamente molto molto contento. Del resto negli ultimi tre mesi stavo giocando bene e quindi diciamo che la vittoria era un po’ nell’aria. Adesso torno a casa per un paio di giorni di riposo poi vado a Padova a giocare le pre-qualificazioni BNL per gli Internazionali di Roma. Poi vedremo assieme al mio coach se andare a Nottingham o a Santa Margherita di Pula. O in subordine a Monastir”.

Buono il torneo anche per Lorenzo Rottoli, che si spinge fino ai quarti contro il finalista Kivattsev: particolarmente intenso il match di secondo turno dal quale esce vincitore contro il connazionale Marco Brugnerotto, tds numero 4, che si arrende dopo circa tre ore di match. Delusione invece per il vincitore di sette giorni fa, Samuel Vincent Ruggeri, che nello speciale remake della finale è sconfitto all’esordio da Francesco Vilardo.

M25 Medellin (COL, terra rossa) – VINCITORE: Benjamin Lock

Il protagonista che non ti aspetti: a Medellin trionfa infatti Benjamin Lock (n.459 ATP), al suo ottavo centro in carriera, il primo da quando la pandemia ha cambiato il corso delle cose. Il 29enne trova quindi il modo di consolarsi dopo la recente retrocessione del suo Zimbabwe in Coppa Davis, competizione della quale lui è ormai un veterano (ha all’attivo circa 50 presenze), anche grazie alla scarsa concorrenza tra i convocabili in nazionale. Nel palmares del nativo di Harare, quello di Medellin è il primo alloro conseguito su una superficie diversa dal cemento, sebbene bisogna considerare determinanti i quasi 1500 metri di altitudine della cittadina colombiana tristemente famosa nella storia. Il tutto, unito alle continue interruzioni per pioggia, ha portato a questo risultato finale, incluse le sorprendenti uscite premature delle teste di serie 1 e 3, Nicolas Mejia (n.260 ATP) e Akira Santillan (n.387 ATP). Il grande sconfitto è tuttavia Oliver Crawford (n.373 ATP), che nonostante abbia tutt’altra prospettiva di carriera rispetto al rivale, non riesce a scrollarsi di dosso il gigante africano, che si assicura il successo nel tie-break decisivo per un punteggio complessivo di 7-6(3) 4-6 7-6(5). Il 22enne di Chicago è ormai a secco da un anno, e tra un infortunio e l’altro sta rischiando di veder scivolare via le belle premesse che il tifo USA riponeva su di lui.

I risultati dal mondo Futures si completano con la vittoria casalinga di due famose conoscenze del circuito challenger, nonché ex Top-100, come Jason Kubler (n.191 ATP) a Canberra e Kenny De Schepper (n.441 ATP) a Toulouse-Balma, quest’ultimo a cinque anni e mezzo di distanza dalla sua ultima volta. Rinky Hijikata (n.258 ATP) vince anche a Calabasas e sembra ormai pronto per il salto di categoria; discorso simile per Mate Valkusz (n.401 ATP), che a Opatija riprende la sua marcia trionfale ai danni del nostro Riccardo Bonadio. Vittorie locali anche per Sidharth Rawat (n.482 ATP) a New Delhi e Carlos Lopez Montagud (n.472 ATP) a Palmanova, quest’ultimo in back-to-back. Alexander Donski (n.525 ATP) e Yuki Mochizuki (n.506 ATP) mettono le mani per la prima volta su un trofeo in questa stagione, nei tornei sempreverdi di Monastir e Antalya. Infine, a Quinta do Lago si impone Valentin Vacherot (n.393 ATP).

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