ATP IW: Wawrinka sul filo di lana, Carreno salva due match point

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ATP IW: Wawrinka sul filo di lana, Carreno salva due match point

A Indian Wells si giocano i quarti della parte alta del tabellone: Pablo Carreno Busta annulla due match point al suo amico Pablo Cuevas e lo batte 7-6 al terzo. Anche Stan Wawrinka al tie break decisivo su Dominic Thiem, 2 ore e mezza di battaglia

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[3] S. Wawrinka b. [8] D. Thiem 6-4 4-6 7-6(2) (da Indian Wells, Vanni Gibertini)

Il mio fedele compare Baldissera l’ha chiamata la “partita dei torelli dai grandi rovesci”, noi l’abbiamo ribattezzata la “partita Clerasil”, questo scontro tra due giocatori che forse più impersonano il concetto di evoluzione moderna dei colpi da fondocampo classici, a partire dai loro splendidi rovesci ad una mano. Un match abbastanza uguale a se stesso per tutta la sua durata, non abbastanza “sangue e arena” per appassionare i seguaci mainstream delle battaglie del triangolo Djokovic-Nadal-Murray, e con sbracciate troppo pronunciate dai teloni di fondo per risultare appetibile agli esteti del tennis dai gesti quasi-bianchi. I buongustai del tennis però siamo sicuri avranno apprezzato questa battaglia da fondocampo, consci delle doti tecniche e soprattutto fisiche necessarie per giocare un tennis così muscolare. L’esperienza alla fine ha fatto la differenza, con Wawrinka che è uscito vincitore per il secondo giorno consecutivo da un tie-break del terzo set, arginando la furia dei pallettoni avversari e limitando gli errori nei momenti clou.

Dopo un paio di game di assestamento nei quali i protagonisti si scambiano due break di cortesia, il gioco si incanala sui binari dei violenti scambi da fondocampo nei quali i due tennisti cercano di spingere l’avversario ben oltre la scritta “Indian Wells” per poi piazzare una delle loro bombe a pallettoni, non importa se di diritto o di rovescio. A giocar così però si sbaglia abbastanza, perché uno staziona a Palm Springs e l’altro ribatte da Indio (sono le due località agli estremi opposti della Coachella Valley, distanti tra loro oltre 30 km), commenta il nostro compagno di banco Diego Barbiani. Ci sono palle break in tutti i primi cinque game, dai quali si esce comunque con il punteggio in parità. Wawrinka risponde alla prima di Thiem con i piedi vicino al campo, mentre sulla seconda arretra sensibilmente per poter sbracciare. Thiem controbatte rimanendo in posizione più tradizionale e cercando di approfittare del percorso più lungo dei colpi di Wawrinka con qualche serve and volley e qualche discesa a rete, senza però ottenere risultati apprezzabili. Sul 4-5 Thiem combina il ‘patatrac’: non chiude uno smash sul 15-15 finendo poi per sbagliare la volée successiva, commette un gratuito di diritto e poi viene infilato da uno splendido rovescio lungolinea di Wawrinka che chiude il set.

 

Nel secondo set i game sono più corti, servizio comanda di più e porta in dote più punti gratuiti, ma sull’1-1 Wawrinka si incarta sul proprio turno di battuta con due brutti gratuiti sullo 0-30 e due doppi falli negli ultimi tre punti, intervallati da un nastro vincente di Thiem su una risposta di rovescio. Il break decide il set, perché da lì l’austriaco non cede più di due punti sui suoi turni di battuta e porta il match al terzo set.

In questi frangenti il giocatore con maggiore esperienza dovrebbe avere qualche vantaggio in più su chi anagraficamente gli concede addirittura otto anni, e dopo la pausa toilette (presa da entrambi) è appunto Wawrinka a mostrare i muscoli: si salva brillantemente da tre palle break nel game di apertura, e poi approfitta di un doppio fallo di Thiem nel game successivo per piazzare la zampata del 3-0. Ma il ragazzo delle Alpi è un animale di razza, non molla di un millimetro ed incassa un mezzo regalo da parte dello svizzero che sul 3-1 concede tre gratuiti da fondocampo e rimette in gara l’avversario. I due avanzano appaiati verso il rettilineo finale, Thiem manca una palla break per andare a servire per il match sul 5-4 con un banale gratuito di diritto, ma dopo un match point non sfruttato da Wawrinka sul 6-5 (un diritto in rete), si arriva al tie-break decisivo dopo 2 ore e 25 minuti di gioco. Lo svizzero scappa sul 2-0, si fa raggiungere sul 2-2, poi però il tie-break è tutto un suo assolo, perché Thiem spinge come un ossesso da fondo ma finisce per sbagliare troppo proprio nel momento più importante.

Ora un’occasione d’oro per raggiungere la sua quarta finale in un torneo Masters 1000, la prima fuori dalla terra battuta, contro la rivelazione Carreno Busta.

[21] P. Carreno Busta b. [27] P. Cuevas 6-1 3-6 7-6(4) (Andrea Ciocci)

Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo. Probabilmente, i deejay che allietano i cambi campo non conoscono il pezzo di De Gregori. E forse neanche i protagonisti del derby latino che apre i quarti di finale del primo Master Series 2017. Il Pablo all’ombra dei Pirenei, quel Carreno Busta arrampicatosi fino al suo best ranking (23) grazie anche alla finale persa da Thiem a Rio. Contro il suo omonimo di Salto, Uruguay, il veterano Cuevas trionfatore a San Paolo e qui killer delle ambizioni del nostro Fognini.

Ne resterà solo uno, di Pablo. Sì, ma quale? L’inizio parla – anzi, monologa – iberico. Cuevas non trova il campo. Da incubo la sua partenza, con due servizi persi di fila per colpa di una prima latitante. Per contro, il 25enne spagnolo appare centrato, rovescio e battuta in primis. Un setpoint annullato sul 5-1 allunga di soli due minuti il calvario del sudamericano. La prima frazione è dell’iberico, debordante in tutti i comparti ed efficace nella transizione da difesa ad attacco. A differenza di un Cuevas abbonato al 3 per 1, tale la sproporzione fra i 5 vincenti e i 16 non forzati. Il secondo set parte in sordina, con errori reciproci e un break per parte. Ma l’uruguaiano legge meglio il kick di Carreno Busta e, finalmente, comincia a scambiare e a segnare vincenti. Una bella risposta di rovescio gli procura il secondo break in suo favore. Il terzo arriva sul 3-5, con l’iberico che capitola al secondo setpoint.

La frazione decisiva inizia all’insegna della discontinuità reciproca. Altra sequenza di break e controbreak. La partita, è chiaro, si giocherà su pochissimi punti. Sul 4-4 Cuevas tiene la battuta, neutralizzando due palle break con servizi poderosi. Psicodramma nel gioco successivo, con Carreno Busta che torna in parità annullando un matchpoint. Probabilmente, lo scambio della partita, con un MTO annesso chiesto da Cuevas (infortunio al mignolo destro). Altro matchpoint miracolosamente cancellato dall’iberico sul 5-6. La sceneggiatura vuole che la battaglia dei Pablo si decida al tie-break. Errori e bei punti si alternano, fino allo sprint finale. Sul 4-3  per Carreno Busta, un unforced pesantissimo dell’uruguaiano consegna allo spagnolo la sua prima semifinale in un Master Series e la top 20. Pablo doveva essere e Pablo è stato. Quello col doppio cognome.

Cuevas Carreno carreno Busta

Risultati:

[21] P. Carreno Busta b. [27] P. Cuevas 6-1 3-6 7-6(4)
[3] S. Wawrinka b. [8] D. Thiem 6-4 4-6 7-6(2)

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ATP Kitzbuhel: Ruud guida il tabellone, tre italiani in gara

Il tennis su terra rossa torna a Kitzbuhel per l’ultimo appuntamento stagionale, presenti all’appello Mager, Cecchinato e Travaglia

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Con l’ATP 250 di Kitzbuhel in programma dal 26 luglio arriva pure la fine della stagione su terra rossa per quanto riguarda il tennis maschile. Il torneo austriaco, vinto l’anno scorso dal serbo Miomir Kecmanovic, non vedrà ai nastri di partenza il tennista di casa, presenza fissa del torneo, Dominic Thiem. Il campione in carica degli US Open è ancora alle prese con i problemi al polso che ne hanno pregiudicato parte della stagione e lo costringeranno a rientrare in prossimità dello Slam americano. Con Thiem fuori a guidare il tabellone è il grande protagonista di questo swing sulla terra battuta, il norvegese Casper Ruud. Il nuovo numero 14 del mondo ha centrato la doppietta a Bstaad e Gstaad e si presenta come il favoritissimo anche qui in Austria.

A contendere il titolo ci saranno lo spagnolo Roberto Bautista-Agut, testa di serie numero 2, ed altri validi tennisti su terra rossa come lo specialista Lazslo Djere, testa di serie numero 6, e Federico Delbonis. Da non sottovalutare la presenza tra gli outsider dei due finalisti di Umago, la giovane stella spagnola Carlos Alcaraz e il veterano Richard Gasquet. Ricca presenza di italiani nel torneo austriaco. L’impegno più complicato ce l’ha sicuramente Gianluca Mager, atteso alla sfida contro la wild card di casa Dennis Novak. Più semplici sulla carta gli impegni di Marco Cecchinato e Stefano Travaglia, il primo sorteggiato contro Radu Albot in un periodo non felice della carriera, mentre il secondo attende di conoscere il suo avversario dai qualificati.

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ATP Gstaad: Ruud non si ferma più e completa la doppietta

Il tennista norvegese vince il quarto titolo in carriera e il terzo stagionale, vincendo in fila Bstaad e Gstaad

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Oltre alla somiglianza a livello onomastico i tornei di Gstaad e Bstaad hanno in comune soltanto la superficie, la terra rossa europea, ma da oggi avranno in comune qualcos’altro. L’altro è il norvegese Casper Ruud, che sta continuando la sua fantastica stagione sul rosso con il terzo torneo vinto in stagione e la vittoria in fila dei tornei di Gstaad e Bstaad. Il secondo vinto con un completo dominio, senza perdere un set in tutto il torneo, il primo vinto oggi in una finale lottata ma sempre comandata contro il giovane francese Hugo Gaston, che manca l’appuntamento con il primo titolo nella sua prima finale a livello ATP in carriera. Una conferma ulteriore da parte di Ruud, che aveva già battuto Gaston nel loro unico precedente, le qualificazioni di Bercy del 2019.

La maggiore potenza di Ruud non si presenta ad inizio partita, in cui il norvegese comincia offrendo cinque palle break al suo avversario. Non migliora la situazione nel turno successivo, con altre due palle break, ma Ruud riesce a resistere al momento negativo e trova il primo break nel quarto game. Gaston reagisce e trova il controbreak immediato, salvo restituire il favore a Ruud nel game successivo. Le difficoltà al servizio del tennista francese tornano al momento di confermare il break, nessun doppio fallo ma prime molto lente che lasciano al norvegese il tempo di entrare e fare danni sui suoi turni di battuta. Il secondo break consecutivo è una conseguenza naturale e Ruud fa molta attenzione a non far più avvicinare il francese sul suo servizio, chiudendo il set sul 6-3 a favore.

Tanta lotta anche nel secondo set, ma anche qui Gaston non è in grado di sfruttare le non poche chance che gli si presentano sul servizio di Ruud. Il norvegese continua a martellare con il servizio e il dritto e trova il break già nel terzo game. E’ il preludio della fine per Gaston, che continua ad accumulare palle break ma non sfrutta le quattro palle break concesse. Ruud non si fa problemi a breakkare ancora una volta Gaston in un game fiume, per poi chiudere sul suo servizio partita e torneo.

 

A 22 anni il tennista norvegese ha già quattro titoli vinti in carriera, tutti senza aver mai perso un set in finale. Ruud sale con questo titolo al numero 9 della Race, a 170 punti dall’ultimo posto per il treno delle Finals occupato da Hubert Hurkacz. Soddisfazione nonostante la sconfitta per Gaston, che scala 23 posizioni e si issa al 132mo posto del ranking mondiale, confermandosi una delle poche note positive della Francia in questa stagione.

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Il tabellone di Atlanta: torna in campo Sinner, c’è anche Kyrgios

Jannik Sinner riparte da Atlanta. In tabellone anche Andreas Seppi, Milos Raonic e Kevin Anderson

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Jannik Sinner - Roland Garros 2021 (ph. ©Julien Crosnier / FFT)

Al via lunedì l’ATP 250 di Atlanta (cemento outdoor, tabellone da 28 giocatori, financial commitment di 638.385 dollari), il primo degli eventi dell’estate americana sul cemento che si concluderà con lo US Open. Seppur fermo da Miami, il favorito sulla carta del Truist Atlanta Open è Milos Raonic, n.1 del seeding e attuale n. 22 del mondo. Il big server aspetta il vincente tra Bryde e Nakashima (il finalista di Los Cabos).

Per gli appassionati italiani, tuttavia, il motivo d’interesse principale sarà la possibilità di rivedere in campo Jannik Sinner, n.2 del seeding e n.23 del ranking, che ha scelto di rinunciare alle Olimpiadi per continuare ad allenarsi e ricominciare con lo swing americano sul duro dopo la delusione della sconfitta al primo turno a Wimbledon. Jannik, che ha un bye al primo turno, affronterà o un qualificato o Denis Kudla.

Di seguito il tabellone:

 

Oltre a Sinner, nel draw principale c’è anche Andreas Seppi (87 ATP), opposto a un qualificato. Qualora Andreas superasse il primo turno, sfiderebbe l’americano Reilly Opelka (testa di serie n. 4 e 32 del ranking). Cameron Norrie (30 ATP), fresco vincitore a Los Cabos, è la testa di serie n. 3. Il suo avversario sarà il vincitore del match di primo turno più interessante del tabellone, quello tra Nick Kyrgios (56 ATP e campione qui nel 2016, al primo torneo dopo il ritiro per infortunio a Wimbledon) e Kevin Anderson (74 ATP), recentemente tornato al successo sull’erba di Newport.

Taylor Fritz (37 ATP), John Isner (39 ATP), Benoît Paire (49) e Lloyd Harris (51) sono rispettivamente n. 5, 6, 7 e 8 del seeding. In corsa anche la wild card Jack Sock (207 ATP), reduce dai quarti di Newport.

Qui il tabellone di Atlanta e degli altri tornei della prossima settimana

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