Nadal-Federer e Djokovic-Murray, mai così lontani

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Nadal-Federer e Djokovic-Murray, mai così lontani

Mai prima d’ora a Roger e Rafa era capitato di non incontrare nessuno degli altri Fab Four (n.1 e 2 del mondo) oltre la boa di Montecarlo. Qualche numero sulla casualità

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I Fab Four in “Prova a prendermi”, come il lungometraggio del 2002 diretto da Steven Spielberg. La storia (vera) da cui è tratto il film parla di un truffatore, interpretato da Leonardo DiCaprio, e dell’agente dell’FBI che per anni gli dà la caccia, interpretato da Tom Hanks. Ai vertici del tennis mondiale non ci sono davvero criminali e agenti di polizia, per fortuna, ma Federer, Nadal, Djokovic e Murray giocano comunque a guardie e ladri da un bel po’. Con l’anno nuovo si sono nuovamente scambiati i ruoli, mantenendo invariata la solita distanza dal resto del circuito.

Il più evidente dei sintomi è leggibile nelle tabelle del ranking ufficiale ATP. Quello principale è tuttora comandato da Andy Murray e Novak Djokovic, con il secondo che conserva un buon distacco dal n.3 Wawrinka. Non una sorpresa: con i precedenti dominatori apparentemente destinati ad un amaro tramonto, i due si sono spartiti il 2016 di tennis, lasciando ben poco agli altri. Questo primo quadrimestre di 2017 li ha visti entrambi bocciati, a sorpresa, ma il bottino di punti è ancora talmente ampio che le prime due posizioni del ranking non dovrebbero mutare almeno fino al Roland Garros. Il ranking “in fieri” invece, la famosa Race to London, che considera soltanto i risultati della stagione in corso, è comandato con modalità imperiali proprio da coloro che, fino a qualche mese fa, sembravano essere stati definitivamente destituiti: Roger Federer e Rafael Nadal. Terzo, anche qui, risulta Wawrinka.

Ripetere quanto il basilese e il maiorchino abbiano vinto finora sarebbe uno spreco di righe – limitiamoci a dire: “tutto ciò che contava”. È il modo in cui lo hanno fatto, piuttosto, a mostrare l’inversione di tendenza avvenuta durante le vacanze invernali. Passi falsi inclusi: mettendo da parte gli scontri diretti, Federer e Nadal hanno perso appena tre match in due da gennaio ad oggi. L’eroico terzetto capace di eliminarli da un torneo è formato da Milos Raonic, Evgeny Donskoy e Sam Querrey. Con tutto il rispetto, si tratta non proprio di Djokovic e Murray. Anzi, a rovescio: proprio non Djokovic né Murray. Come alcuni avranno notato, infatti, né Roger né Rafa hanno finora incontrato uno dei primi due giocatori del ranking. Un paio di giorni fa si è andati molto vicini ad una finale tra Nadal e Murray, ma Thiem e una brutta prestazione del n.1 ATP hanno rinviato ancora una volta l’appuntamento.

Gli orrendi due punti conclusivi della semifinale di Barcellona hanno stabilito un nuovo piccolo record: mai prima d’ora, dal giorno dei loro primi scontri diretti tra 2005 e inizio 2007, era capitato a Nadal e Federer di arrivare a maggio senza aver incontrato lungo la strada almeno uno tra Djokovic e Murray. Nelle precedenti stagioni in cui uno dei due incroci in esame latitava, l’altro più presto che tardi spuntava sempre fuori. In un caso più eclatante, nel 2013, è stato necessario attendere il Masters 1000 ottobrino di Bercy perché Federer e Djokovic si affrontassero; Murray però, che pure già in due stagioni aveva “mancato” del tutto lo svizzero, aveva già rimediato in Australia. Federer ne avrebbe volentieri fatto a meno: quella semifinale di Melbourne, vinta da Andy, durò cinque set e quattro ore (la loro sfida più lunga) e ristabilì il primato scozzese negli head to head. Sembra strano, per chi non lo ricorda, ma fino a metà del 2014 era stato Murray a trovarsi spesso in solido vantaggio.

La questione dei mancati faccia a faccia non si limita però unicamente all’anno solare: mai prima d’ora era capitato neppure che passasse tanto tempo tra un Federer-Djokovic (ad oggi 1 maggio, 459 giorni), un Federer-Murray (618 giorni) o un Nadal-Djokovic (353 giorni) e quello successivo. Soltanto per Nadal-Murray esiste un precedente di astinenza ben più lungo di quello attuale: tra la finale di Tokyo 2011 e i quarti di Roma 2014, complice anche un walkover, i due non scesero mai in campo l’uno contro l’altro per quasi tre anni. In questa statistica ad influire non è soltanto il pessimo inizio di stagione del duo serbo-britannico, tuttavia: complici alcuni infortuni, nella scorsa stagione Federer non ha più disputato un torneo da Wimbledon (inizio luglio) in poi, mentre Nadal, passato Madrid, non ha ottenuto alcun risultato di rilievo, saltando addirittura l’intera stagione su erba e il Masters di Canada. E adesso che i due “vecchietti” sembrano tornati in salute, sono i “giovani” Murray e Djokovic – a onor del vero quasi coetanei di Rafa – a patire qualche acciacco di troppo.

Con Federer intenzionato a non disputare tornei prima del Roland Garros, Nadal sarà tra le prime quattro teste di serie (almeno) di ognuno dei tornei del prossimo mese. Questo significa che, per tornare ad affrontarlo, Djokovic e Murray avranno bisogno almeno di una semifinale. Servirà molto di più di quanto mostrato finora, nel frattempo il ranking e la Race si allineano ogni settimana di più. Ce la faranno? E a quel punto, raggiunti i fuggitivi, riusciranno finalmente a “prenderli”? O verranno ripresi a loro volta?

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