ATP Finals a Londra fino al 2020. Ma con un nuovo sponsor

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ATP Finals a Londra fino al 2020. Ma con un nuovo sponsor

L’02 Arena di Londra ospiterà le ATP Finals per altri quattro anni. Non più sotto l’egida del colosso finanziario britannico Barclays

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È stato prolungato di altri due anni l’accordo tra l’02 Arena di Londra e le ATP Finals. Valido dalla prima edizione disputata nel 2009 e pronto a concludersi nel 2018, l’accordo è stato prolungato per altre due stagioni e dunque l’impianto londinese ospiterà la prossime quattro edizioni della competizione che chiude il calendario ATP.

C’è però una novità: l’evento non sarà più a nome “Barclays” ma verrà rinominato “Nitto ATP Finals“. Si è infatti conclusa la partnership con il colosso finanziario britannico: il nuovo main sponsor del torneo dei maestri sarà il marchio giapponese Nitto Denko Corporation, azienda manifatturiera fondata nel 1918 e attiva in oltre 70 settori commerciali tra cui l’elettronica, il settore automobilistico e l’ecologia. Hideo Takasaki, CEO di Nitto, si è dichiarato pronto a “contribuire alla crescita della popolarità del tennis, con un occhio di riguardo alle nuove star emergenti che competeranno nell’evento“. Scelta di marketing sicuramente singolare da parte degli organizzatori del torneo, che pur ospitando gli otto migliori giocatori del mondo a due passi dal nucleo finanziario della Gran Bretagna, hanno scelto di allontanare le sterline di Barclays per accaparrarsi gli yen di Nitto.

Questo lo spot di presentazione della nuova partnership rilasciato sul canale YouTube ufficiale dell’azienda giapponese.

 

A confermare la solidità dell’accordo tra Londra e le Finals sono arrivate le parole di Alex Hill, CEO di AEG Europe, grossa compagnia che cura l’organizzazione di eventi di intrattenimento in tutta Europa e si occupa della logistica delle ATP Finals. “È uno degli eventi più rilevanti nel calendario sportivo britannico. L’02 Arena offre il meglio del tennis maschile in una cornice speciale e ha attirato oltre due milioni di appassionati dal 2009. Siamo contenti di prolungare questa partnership fino al 2020“. Ogni anno la manifestazione ospita circa 250000 tifosi. Quest’anno si svolgerà dal 12 al 19 novembre, con gli otto contendenti che andranno a caccia del titolo conquistato nel 2016 da Andy Murray.

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Australian Open

Australian Open: sconfitto nella finale Quad, il leggendario Dylan Alcott saluta il tennis

Il titolo di singolare va all’olandese Schröder. Si chiude per Alcott una carriera pieno di successi e riconoscimenti, ultimo quello di australiano dell’anno

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Dylan Alcott all'Australian Open 2022 (Credit: @DylanAlcott on Twitter)

Sulla Rod Laver Arena, dopo la coppia Kyrgios/Kokkinakis e prima della numero 1 Barty, è scesa in campo una leggenda vivente del tennis e in particolare dello sport australiano. Dylan Alcott ha disputato la sua ottava finale in carriera a Melbourne nella specialità wheelchair, tennis in carrozzina, in quello che era il suo ultimo match di una carriera costellata di successo dentro e fuori dal campo. La sua storia agonistica forse non ha avuto il più lieto degli epiloghi visto che questa finale l’ha vinta il suo rivale più recente, l’olandese Sam Schröder, che per la seconda volta su cinque riesce a batterlo in una finale Slam, ma resta comunque di prestigio assoluto. Sam si è imposto 7-5 6-0.

Non è stata la mia giornata oggi“, ha scritto Dylan su Twitter. “Ma non so neanche da dove iniziare nel dirvi quanto ognuno di voi abbia cambiato la mia vita. Sono così orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto assieme. Grazie per avermi fatto sentire degno, sono l’uomo più fortunato del mondo”. Parole ripetute durante la premiazione per le quali neanche Ashleigh Barty, in attesa di scendere in campo per la sua semifinale, ha saputo trattenere le lacrime.

Pochi giorni fa, il trentunenne nativo di Melbourne aveva ricevuto il premio di Australiano dell’Anno, onore per il quale aveva ricevuto anche i complimenti di Rod Laver. In comune con quest’ultimo, Alcott ha l’esser riuscito a compiere il Grande Slam, cioè vincere tutti i tornei Major in un anno solare, e lui lo ha fatto addirittura due volte (2019 e 2021) aggiungendoci anche l’oro olimpico lo scorso anno. Questi e altri trionfi fanno di lui uno dei tennisti più vincenti della specialità (15 titoli Slam in singolare e 8 in doppio) mentre a renderlo fuori dall’ordinario sono gli altrettanti successi ottenuti nel basket in carrozzina, fra cui spiccano un oro e un argento olimpici.

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Coppa Davis

Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Australian Open

Australian Open, Kyrgios e Kokkinakis nella prima finale di doppio tutta australiana dal 1980

I due beniamini di casa abbinano lo spettacolo alla sostanza: battuti Granollers e Zeballos, tds N.3. Ora si giocano lo Slam contro Ebden e Purcell

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Nick Kyrgios/Thanasi Kokkinakis - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo la testa di serie N.1, la coppia guascona formata da Thanasi Kokkinakis e Nick Kyrgios elimina anche i favoriti N.3 Marcel Granollers e Horacio Zeballos. Nella notte italiana era proprio questo il match di maggiore rilievo a Melbourne, e la coppia di casa ha piazzato un altro risultato di prestigio vincendo 7-6(4) 6-4 in semifinale, raggiungendo così la prima finale in uno Slam della loro carriera (i due hanno vinto un solo titolo in carriera nella specialità di coppia, Brisbane 2017 per Kokkinakis e Lione 2018 per Kyrgios). Piccola soddisfazione per Granollers, che ha messo a segno uno dei colpi più belli del torneo:

Il pallonetto di dritto vincente di Kokkinakis al primo match point manda letteralmente in delirio il pubblico della Rod Laver Arena: i due beniamini locali proseguono il loro inaspettato percorso in quello che è solamente il sesto torneo ufficiale disputato assieme (più della metà sono stati all’Australian Open). Kyrgios e Kokkinakis si erano affrontati su questi campi nella finale Juniores nel 2013 (vinse Kyrgios, di un anno più anziano), mentre ora in coppia possono riscrivere la storia del torneo e anche la loro. Una piccola pagina è stata già scritta, perché era dal 1980 che non si incontravano quattro tennisti aussie all’appuntamento finale.

 

Infatti a rendere ancora più favolistico questo torneo di doppio maschile è il fatto che i due tennisti australiani si giocheranno il titolo con due loro connazionali. Anche Matthew Ebden e Max Purcell infatti hanno piazzato il colpaccio superando le tds N.2 Rajeev Ram e Joe Salisbury per 6-3 7-6(9) annullando anche quattro set point nel secondo parziale; si sono in questo modo presi la rivincita dopo l’epico match giocato nei quarti di finale allo US Open 2021, terminato con tre tie-break.

Viene così eliminata la seconda testa di serie, che ieri piuttosto rapidamente si era sbarazzata di Bolelli/Fognini. Per il ventiquattrenne Purcell sarà la seconda finale Slam delle carriera (dopo l’Australian Open 2020 quando perso proprio contro Ram/Salisbury affianco al connazionale Seville); il trentaquattrenne Ebden, invece, eccezion fatta per una vittoria nel doppio misto datata 2013 a Melbourne con l’australiana Jarmila Gajdošová, è al suo miglior risultato in carriera nella specialità e non solo.

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