RG: nel 2020 tetto sul Centrale e altre novità

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RG: nel 2020 tetto sul Centrale e altre novità

PARIGI – Via ai lavori. Decisiva la savaguardia delle Serres d’Auteuil. Per il 2020 il termine

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Dal nostro inviato a Parigi

Questa mattina alle 10:30, nella Sala principale dedicata alle Interviste, ha avuto luogo la conferenza stampa ufficiale di presentazione del progetto appena ultimato per l’ampliamento dell’impianto del Roland Garros. All’attenzione dei giornalisti presenti ha esposto il progetto il presidente della Federazione Francese Tennis Bernard Giudicelli, al termine di una vera e propria Odissea che ha ritardato a lungo il via ai lavori.

Il n.1 della FFT ha dichiarato: “È un progetto unico. Non si tratta di gigantismo ma di rendere più moderno e funzionale il tempio della terra battuta. La fase progettuale è terminata, siamo pronti all’inizio della fase esecutiva. Vorrei precisare che la natura è parte integrante del progetto, sono previsti 400 nuovi alberi e l’accorpamento delle Serres d’Auteuil è l’aspetto cruciale, come spiegherà l’architetto Mimram. La sicurezza sarà garantita da un piano di controlli imponente ma non invasivo per gli appassionati che verrano a farci visita

 

Il nuovo campo n.1 sorgerà nell’area, ora esterna, successiva al Parco della Senna, contigua ai confini attuali lato est dell’impianto del Roland Garros. Questo aspetto è cruciale. Il collega Enrico Milani ha infatti chiesto i motivi dell’abbattimento dell’attuale campo 1, struttura storica e molto affezionata agli italiani che da sempre arrivano in massa a tifare gli azzurri nello Slam più vicino all’Italia e storicamente più prolifico di risultati per i colori azzurri. La risposta di Giudicelli e dell’architetto Mimram sono state molto efficaci (più il secondo del primo). Così il n.1 della Federazione Francese: “So bene quanto sia doloroso abbandonare il vecchio n.1, teatro di grandi match, ma la necessità di maggiore spazio nella zona era stringente ed effettivamente si tratta di un impianto costruito nel 1983 e ormai non compatibile con gli attuali parametri ITF”.

È stato l’architetto responsabile del progetto a chiarire la questione che ha rallentato e ritardato fortemente il via ai lavori (che partiranno di fatto appena dopo la fine di questa edizione del torneo – in seguito i dettagli degli step esecutivi dei lavori), ossia la grande opposizione dei movimenti ambientalisti all’estensione dell’impianto: “Il problema era inglobare all’interno dell’area i giardini botanici, le Serres d’Auteuil. Ciò che ha sbloccato tutto e convinto il Ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot a dare l’ok al progetto è stato appunto il posizionamento del nuovo campo 1 al di là delle serre botaniche. In questo modo non solo non interveniamo su di esse ma le valorizziamo significativamente, perché molti appassionati, che oggi magari nemmeno sono a conoscenza che appena fuori dal Roland Garros ci sono serre meravigliose, per raggiungere il campo 1 dovranno attraversarle e molti di essi le visiteranno”.

I numeri e gli aspetti essenziali del progetto:

  • La superficie del Roland Garros passerà dagli attuali 8,5 ettari a 11,16
  • Il numero di posti a sedere verrà incrementato di 2500 unità (per un totale di 40000), a fronte di una riduzione del numero di campi da 20 a 18. Questo sarà possibile perché il Fonds des Princes, area periferica al confine ovest dell’impianto che ospita i campi dal 13 al 18, avrà un nuovo stadio (il nuovo campo 14) da 2200 posti a sedere. Il nuovo stadio, pronto già per il Roland Garros dell’anno prossimo permetterà anche a questa zona un maggiore afflusso di pubblico, con l’obiettivo di riequilibrare la distribuzione del pubblico su tutta la superficie dell’impianto.
  • Significativo ampliamento delle aree di ristoro e servizio
  • Il nuovo Philippe Chatrier avrà il tetto retraibile, come ampiamente previsto e ora definitivamente confermato
  • L’area tra il Philippe Chatrier e il confine est, la Place des Mosquetaires, verrà rinnovata e ampliata allo scopo di ottimizzare e smellire il flusso di persone di passaggio
  • Il costo complessivo della realizzazione del progetto è di 350 milioni €, sostenuto al 95% dalla FFT con l’ausilio di un finanziamento bancario.

 

Per il torneo 2020 il nuovo impianto sarà terminato col tetto retraibile sul Philippe Chatrier.

 

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ATP

ATP Houston, il tabellone: Tiafoe e Paul guidano il monopolio americano

Sei teste di serie su otto sono per giocatori di casa, ma attenzione ai sudamericani Etcheverry e Garin, campione nel 2019

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Frances Tiafoe - United Cup 2023 Sydney (foto Tennis Australia/ JAMES GOURLEY)

Dopo la parentesi sudamericana di febbraio, la terra è pronta a tornare la protagonista del circuito. Da lunedì e fino alla fine del Roland Garros, e quindi per più di due mesi, si giocherà solo sul rosso. In campo maschile si partirà con tre tornei 250 in tre continenti diversi: Estoril, Marrakech e Houston. Quest’ultimo sarà, come spesso capita, la casa dei giocatori americani, storicamente non troppo amanti della terra europea. Tre delle ultime quattro edizioni sono state vinte da rappresentanti del team USA e ci sono tutti i presupposti perché le tradizioni vengano rispettate anche quest’anno: al via ci saranno infatti almeno dieci giocatori di casa e sei di questi avranno lo status di testa di serie, lasciandone soltanto due alle altre nazioni. I favoriti per arrivare in finale sono Frances Tiafoe e Tommy Paul, ma entrambi non conservano ricordi particolarmente positivi delle loro esperienze a Houston.

In tre apparizioni Tommy ha vinto solo due partite e non è mai andato oltre gli ottavi, mentre Frances ha come miglior risultato i quarti della scorsa edizione quando si fermò al cospetto di Isner. Proprio Big John, che ha disputato tre finali in questo torneo vincendo quella del 2013, è uno degli altri due americani, insieme a Tiafoe e Paul, che approfitterà di un bye al primo turno. Il quarto e ultimo è Brandon Nakashima che, dopo il trionfo alle Next Gen di Milano, sta faticando a trovare continuità di risultati in questo avvio di stagione.

La seconda linea statunitense è poi composta da JJ Wolf, numero 5 del seeding e chiamato a un primo turno complicato contro Jordan Thompson, e da Marcos Giron (settima testa di serie). Nelle retrovie ci sono invece, oltre a Kudla e Kovacevic, le wild card Steve Johnson (vincitore qui nel 2017 e nel 2018) e Jack Sock (anche lui campione del torneo nel 2015). Un altro past champion che ha ricevuto un invito per il tabellone principale è Fernando Verdasco che contro l’australiano Kubler (testa di serie n. 8) andrà a caccia di una vittoria ATP che gli manca dallo scorso settembre.

 

Tra chi punta a spezzare il monopolio a stelle e strisce, però, ci sono soprattutto due sudamericani: il primo è Etcheverry, finalista a Santiago a febbraio, che al primo turno affronterà Juan Manuel Cerundolo (fratello di Francisco); il secondo è Garin, già capace di trionfare sulla terra di Houston nel 2019. Il cileno sfiderà all’esordio Dellien con vista su un possibile secondo turno con Nakashima.

Questo il tabellone completo del Fayez Sarofim & Co. U.S. Men’s Clay Court Championship 2023:

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Flash

Quando un italiano vince sul numero 1: Sinner che batte Alcaraz vale il Panatta che battè Connors? [VIDEO]

Il direttore Scanagatta, a seguito della vittoria di Sonego su Djokovic, ripercorse tutti i 7 exploit italiani contro i n.1 del mondo. Da Barazzutti a Sonego, passando per Volandri e Fognini

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Jannik Sinner – ATP Miami 2023 (foto Ubitennis)

Con la vittoria su Carlos Alcaraz, Jannik Sinner non ha solamente raggiunto la seconda finale in un Masters 1000 della carriera ma ha anche battuto il numero 1 del mondo per la prima volta (risultato che tra l’altro costa allo spagnolo la prima posizione del ranking a partire dalla prossima settimana a favore di Djokovic). Battere il primo del ranking ATP ha sempre un sapore più speciale e nella storia del tennis italiano solamente altri sei giocatori sono riusciti nell’impresa in Era Open, in ordine cronologico: Barazzutti, Panatta, Pozzi, Volandri, Fognini e Sonego, a cui si aggiunge ora anche Sinner

Tornando indietro agli anni ’60, va segnalato che Nicola Pietrangeli battè Rod Laver nella finale degli Internazionali d’Italia a Roma nel 1961 (non c’è ufficialità sulla classifica di quel periodo, anche se Laver l’anno dopo compì il Grande Slam), e sempre in quegli anni Giuseppe Merlo battè sei giocatori campioni Slam.

Il primo a farcela nell’Era Open (cioé dal 1972 in poi) è stato Corrado Barazzutti, nel 1974, ai quarti di Monaco di Baviera sulla terra rossa battendo il romeno Ilie Nastase, sconfitto 3-6 7-6 6-1 dal tennista di Udine. Successivamente fu Adriano Panatta addirittura due volte vincitore sul numero 1 del mondo. Prima nella finale di Stoccolma 1975, sul cemento con l’americano Jimmy Connors che soccombe 6-4 6-3, poi il bis del romano un paio d’anni più tardi, ancora contro Connors, battuto 6-1 7-5 al secondo turno del torneo di Houston (cemento) nel 1977.

 

Si cambia millennio per arrivare al 15 giugno del 2000, durante il terzo turno del Queen’s su erba, quando il barese Gianluca Pozzi ha sfruttato al massimo le condizioni fisiche non perfette dello statunitense Andre Agassi, il quale perso il primo set 6-4 si ritira sul vantaggio di 3-2 nel secondo set. Sette anni dopo tocca a Filippo Volandri, al terzo turno degli Internazionali di Roma: il 10 maggio del 2007 il livornese supera 6-2 6-4 Roger Federer con una partita a dir poco memorabile per la storia recente del tennis italiano.

Roma palcoscenico di un altra vittoria azzurra sul numero 1 mondiale, il 16 maggio del 2017, impresa messa a segno da Fabio Fognini che ha sconfitto al 2° turno per 6-2 6-4 lo scozzese Andy Murray. Infine torniamo alla storia recente: 30 ottobre 2020, ATP 500 di Vienna, semifinale. Un Lorenzo Sonego strepitoso batte il numero 1 del mondo Novak Djokovic lasciandogli appena tre giochi e infliggendogli la peggior sconfitta in carriera nei match giocati al meglio dei tre set a livello ATP. Un 6-2 6-1 incassato dal serbo dopo aver acquisito matematicamente la posizione in cima al ranking anche al termine di quella stagione.

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ATP

ATP Miami, Sinner ha un nuovo fan. Alcaraz: “Tifo per te”

Abbraccio sincero nonostante la dura sconfitta tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner: “Forza amico”

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Non si sono risparmiati i complimenti nelle rispettive conferenze stampa Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che nella semifinale di Miami hanno dato vita ad un nuovo capitolo bellissimo della loro rivalità. Qui il video-commento del direttore sul match.
Sinner ha spiegato come ci si diverte a giocare così, ci vogliono due tennisti per fare punti così belli”, mentre lo spagnolo ancora una volta ribadisce quanto affrontare un tennista del livello di Jannik gli permetta di migliorare: “Riesco solo a pensare a come migliorare per riscire a batterlo.

Oltre a queste dichiarazioni però, i due tennisti si sono parlati anche a fine incontro durante la stretta di mano. Nonostante la delusione arrivata dopo tre ore, Carlos non ha perso il sorriso e si è complimentato con Jannk con un sincero abbraccio accompagnato da queste parole: “Vai a prendertelo. Forza amico. Tiferò per te“. Chissà se la rivalità tra questi due giovani tennisti raggiungerà mai le vette toccate con i match tra Federer e Nadal, quel ch’è certo però è che il livello di sportività e amicizia tra i due non sarà da meno.

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