Wimbledon: Venus senza età, finisce il sogno di Konta [VIDEO]

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Wimbledon: Venus senza età, finisce il sogno di Konta [VIDEO]

WIMBLEDON – La campionessa americana centra la nona finale a Wimbledon a 37 anni. Partita senza sbavature e la britannica si arrende in 1h13

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Wimbledon day 10, il commento del Direttore sullo scooter Piaggio!

Wimbledon day 10, Ubaldo e Steve Flink commentano le semifinali femminili, sempre sullo scooter!

 

dal nostro inviato a Londra

[10] V. Williams b. [6] J. Konta 6-4 6-2

Seconda semifinale sul Campo centrale. Venus Williams a 37 anni è alla caccia della sua nona finale a Wimbledon di una carriera già leggendaria, mentre Johanna Konta cerca un’impresa storica per il tennis inglese: provare a ripetere a 40 anni di distanza il successo di Virginia Wade, ultima giocatrice ad alzare il Rosewater Dish sui prati di casa.

La giornata è perfetta per giocare a tennis: 20-21 gradi, cielo prevalentemente nuvoloso, quindi senza nemmeno il fastidio di trovarsi a servire contro sole. Vento praticamente assente. Un piccolo fuori programma prima ancora di iniziare: un insetto volante “assedia” Venus che ha il suo bel da fare per liberarsene.

Dopo i primi scambi di studio si cominciano a capire le intenzioni delle giocatrici: Venus spinge fin dal primo colpo (servizio o risposta) puntando soprattutto sulla profondità e la velocità del colpo. Konta per controbattere alla potenza e alla aggressività di Venus prova ad allargare il campo, con cross più stretti alternati a lungolinea; evidentemente l’idea è quella di cercare di far correre l’avversaria in orizzontale nella copertura del campo. Questo naturalmente in teoria, perché in pratica la velocità dei colpi è tale che in diverse occasioni entrambe si devono accontentare di gestire la palla senza perdere campo.

Si procede per otto game (mezz’ora di gioco) senza nemmeno una palla break: il dominio di chi serve è totale. Nel nono game con un doppio fallo e uno schiaffo al volo di dritto affondato in rete, Venus concede le prime due palle break; ma reagisce da campionessa: serve bene (compresa una seconda a 106 miglia all’ora), tiene sempre il comando dello scambio e vince i quattro punti seguenti, salendo 5-4. E sullo slancio vince anche i primi tre punti in risposta nel game successivo: 4-5 Konta 0-40: tre palle break che significano anche tre set point.
Johanna deve ricorrere alla seconda, si salva sul primo punto, ma sul secondo manda lungo un rovescio incrociato. 6-4 Venus in 38 minuti. Ancora una volta la capacità di giocare meglio nei momenti davvero importanti ha fatto la differenza. E il parziale di sette punti consecutivi fra nono e decimo game si è rivelato determinante. Straordinaria la profondità di palla di Venus nelle occasioni in cui lo richiede la situazione di punteggio.

Il break ottenuto in chiusura di primo set consente a Venus di servire per prima anche nel secondo. Williams vince a zero il primo game: un segnale che non ha la minima intenzione di mollare la presa. Anzi, nel quarto game strappa la battuta a Konta, che si è messa in difficoltà anche a causa di un doppio fallo: il break arriva alla terza palla utile con un rovescio teso che sfiora appena il nastro, rimbalza schizzando sull’erba e diventa impossibile da controllare con il dritto da parte di Johanna. Venus consolida, e dopo 57 minuti di gioco si trova avanti 6-4, 4-1, ad un passo dalla finale.

A Williams basterebbe tenere i due turni di servizio successivi per chiudere il confronto e invece si toglie la soddisfazione di strappare nuovamente la battuta all’avversaria, proprio in chiusura. Al terzo match point 6-2 in 35 minuti. Venus ha gestito con una sicurezza impressionante il match, e questa sicurezza a lungo andare ha minato le certezze di Johanna, che nel secondo set è parsa soffrire anche in termini di personalità di fronte a una avversaria così importante.

Con questo successo Venus torna in finale a Wimbledon a otto anni di distanza, con l’obiettivo di migliorare un record già straordinario (5 finali vinte, 3 perse; l’ultima nel 2009 da Serena). Al via di questi Championships era la giocatrice più anziana, ma evidentemente per Venus l’età non è un problema.

Saldo vincenti/errori non forzati positivo per entrambe, segno che la partita è stata di alto livello. Venus +10 (19/9) Konta +7 (20/13). Meno ace per Williams (appena 1, contro i 7 di Konta), ma percentuale di servizi non ritornati superiore (38% a 31%) e questo è il numero che conta davvero per capire chi ha avuto la prima di servizio più incisiva. Prevalenza molto netta di Venus sulla seconda di servizio: 65% di punti vinti contro il 33% di Konta; di tutti i numeri è probabilmente questo quello che spiega meglio la differenza di rendimento.

Sabato la finale vedrà dunque in campo due giocatrici come Williams e Muguruza che hanno già giocato la finale a Wimbledon e che sanno cosa significa vincere uno Slam. Scontri diretti: Venus conduce 3-1: con tre successi sul cemento fre il 2013 e il 2015, contro la vittoria di Garbiñe arrivata sulla terra di Roma nel 2017. Piccola curiosità: Muguruza è alla terza finale Slam in carriera, tutte giocate contro le sorelle Williams: dopo le due con Serena (Wimbledon 2015 e Roland Garros 2016) disputerà la prossima contro Venus.

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Barclays sarà il nuovo banking partner di Wimbledon a partire dal 2023

Wimbledon e Barclays hanno trovato un accordo pluriennale, che comincerà dall’edizione 2023. Tra gli ambasciatori c’è anche Francis Tiafoe

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Dopo la contestata edizione 2022, con l’esclusione di russi e bielorussi e la mancata assegnazione di punti per le classifiche ATP e WTA, Wimbledon si prepara a tornare per il 2023. Dal 3 al 16 luglio del prossimo anno si svolgerà la 147esima edizione dei Championships, che si presenta già con alcune novità.

Tra queste c’è l’annuncio di un nuovo banking partner: sarà Barclays, banca internazionale britannica presente in oltre 50 paesi del mondo, che ha trovato un accordo pluriennale con il torneo londinese. Come si legge dal comunicato, presente sul sito ufficiale del torneo, l’accordo prevede anche la più grande donazione di sempre (che sarà effettuata annualmente) di uno sponsor ufficiale alla Wimbledon foundation.

Per dare ancora più risalto alla partnership, Barclays ha individuato lo statunitense Francis Tiafoe come testimonial, che l’anno scorso a Wimbledon ha raggiunto gli ottavi di finale (suo miglior risultato), perdendo 7-5 al quinto da Goffin.

 

“Sono elettrizzato dall’idea di lavorare con Barclays per aiutare a cambiare la vita dei giovani che non avrebbero possibilità di giocare a tennis – ha dichiarato il 24enne del Maryland. “Giocare a Wimbledon è sempre stato il mio sogno, quindi essere un ambasciatore di questa banca per me è davvero molto speciale”.

Barclays rafforza così il suo rapporto con il mondo dello sport, dato che già da oltre 20 anni è anche banking partner della Premier League, l’equivalente inglese della Serie A.

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Wimbledon 2023, novità in vista: sale il montepremi, via libera all’intimo colorato per le giocatrici

La 136^ edizione prenderà il via lunedì 3 luglio e terminerà domenica 16: tante le novità in programma

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Centre Court and No.1 Court under the closed roofs at The Championships 2021. The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 1 Monday 28/06/2021. Credit: AELTC/Bob Martin

Il fascino di Wimbledon è qualcosa che resta immutato nel panorama tennistico. L’All England Law Tennis Club ha presentato ufficialmente l’edizione 2023 del torneo più famoso al mondo. La 136^ edizione prenderà il via lunedì 3 luglio e terminerà domenica 16.

Economicamente, il torneo del 2022 ha fatto incassare circa 47.141 milioni di dollari: il novanta per cento di questi sarà ridistribuito nel montepremi del prossimo anno. Si tratta del secondo incasso più alto di sempre dopo il 2019. Numeri da record anche per il concorso riservato ai tifosi di tennis con in palio la possibilità di prelazione all’acquisto dei biglietti per il Championship 2023. Per loro ci sarà la possibilità di acquistare i ticket d’ingresso al costo dell’edizione 2022.

Ian Hewitt, presidente dell’All England Club, ha dichiarato: “Sono lieto di confermare che il guadagno extra dello scorso anno sarà ridistribuito alla LTA”.

 

Ci sarà un’importante novità nella prossima edizione del torneo femminile. Grazie all’impegno della WTA, infatti, si è trovato l’accordo sul consentire l’utilizzo di intimo di colore medio/scuro se le tenniste lo vorranno.

Sally Bolton, amministratrice delegata dell’All England Club, ha dichiarato: “Ci impegniamo ad ascoltare i giocatori e ad ascoltare il loro feedback su come poter migliorare. Abbiamo aggiornato la regola dell’abbigliamento bianco a Wimbledon proprio per assecondare le richieste ricevute”.

Intanto, il team dei professionisti dell’All England Club si amplia con Laura Robson e Jamie Delgado che entreranno a far parte del Club da fine novembre. La prima non ha bisogno di presentazioni: medaglia d’argento olimpica e campionessa juniores di Wimbledon, con la casella n. 27 del ranking WTA tra i più alti toccati dalla tennista. Delgado, invece, è stato allenatore di Murray, Muller e Shapovalov, oltre è stato capitano della Gran Bretagna in Coppa Davis.

I loro ruoli saranno incentrati sulle relazioni internazionali con i giocatori, con un mandato che include viaggi nei tornei di tutto il mondo per favorire la cooperazione tra i vari organizzatori.

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Wimbledon in subbuglio dopo il ban ai tennisti russi

Critiche al presidente del club Ian Hewitt per la gestione inadeguata, si cerca un sostituto. Problemi con la comunità locale anche nell’annessione del Golf Club

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Era il 20 aprile 2022 quando gli organizzatori di Wimbledon decisero di escludere tennisti russi e bielorussi dallo Slam londinese come conseguenza della guerra in Ucraina; e dopo oltre cinque mesi sono ancora tanti gli strascichi di questa decisione. A pagarne le conseguenze adesso non sono solo i tennisti che si sono ritrovati senza punti nel ranking (come il finalista Kyrgios che avrebbe potuto ambire ad un posto alle FInals, o la vincitrice Rybakina che sarebbe a ridosso della top 10), ma anche svariati dirigenti e organizzatori del torneo. Come scrive Simon Briggs su The Telegraph infatti, Wimbledon è “in tumulto” e sono tanti i malumori interni.

Per prima cosa va registrata la partenza di tre ‘direttori senior’ su sette (tra cui il direttore commerciale Gus Henderson, e il direttore immobiliare Robert Deatker), e si sta facendo sempre più pressione affinché anche l’attuale presidente dell’All England Club, Ian Hewitt, lasci il suo posto anziché terminare il suo mandato nel 2024. “Mentre il comitato dell’All England Club aveva originariamente sostenuto il divieto ai tennisti russi, un insider ha affermato che la leadership del club era stata colpevole di “una combinazione di arroganza e ingenuità” nell’aspettarsi che il resto del mondo del tennis accettasse la decisione senza esitazioni” scrive Briggs.

Il 75enne Hewitt – sempre più spinto verso l’uscita – non gode più delle simpatie dei suoi colleghi, mentre Sally Bolton, promossa da responsabile delle operazioni dell’AELTC ad amministratore delegato nel 2020, fatica a ingranare nel suo nuovo ruolo. In pole position per prendere il posto di Hewitt c’è Debbie Jevans – già direttrice dello sport alle Olimpiadi di Londra 2012 – che in tal caso diventerebbe la prima presidente donna del club. Così dovrebbe evolversi la situazione nei prossimi giorni: “È probabile che l’assemblea generale annuale dell’AELTC – prevista per l’inizio di dicembre – approverà un vicepresidente che subentrerà la prossima estate, limitando così l’influenza di Hewitt in questi ultimi mesi smorzando le sue speranze di continuare fino al 2024”. Sottolineiamo che quello di presidente è un ruolo non retribuito, nonostante l’impegno che richieda e la quantità di denaro che il diretto interessato si ritrova a gestire; tutto a causa di una costituzione datata 1868 che può scegliere il presidente del club solamente tra una cerchia ristrettissima di membri, a differenza del ruolo che ricopre Shelly Bolton, CEO, che è a tutti gli effetti una dipendente e quindi può venir scelta tra una rosa molto più ampia.

 

A causare tanto trambusto all’interno del quartier generale del tempio sacro del tennis non è solo l’esclusione dei tennisti russi e bielorussi nell’ultima edizione, ma anche l’annessione del vicino Wimbledon Park Golf Club avvenuta nel 2018. Per 65 milioni di sterline, il torneo di Wimbledon ha di fatto triplicato il suo spazio a disposizione e, tra le altre cose, si sta progettando un nuovo stadio da 8.000 posti, suscitando non poche critiche della comunità locale“A giugno, l’importante oppositore locale Christopher Coombe aveva predetto che l’intera saga sarebbe durata a lungo: “cinque set con un tie-break”” si legge su The Telegraph. Indipendentemente da come andrà a finire, il club di Wimbledon sta affrontando uno dei periodi più intricati della sua storia, e la critica maggiore che gli viene fatta è quella di avere al timone della nave persone carenti sia in leadership che in competenze tennistiche (basti pensare che Bolton non era a conoscenza dei cambiamenti di condizioni di gioco con il tetto chiuso). La scelta di un presidente adeguato quindi è più cruciale che mai.

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