McEnroe: "Lendl? Ubaldo, sei un combina guai"

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McEnroe: “Lendl? Ubaldo, sei un combina guai”

LAVER CUP – Divertente botta e risposta fra il Direttore e SuperBrat: “Non date il microfono a Ubaldo! Guardate cos’è successo con Fognini! Lendl in Repubblica Ceca? Sei un guastafeste”

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Era impossibile avere un match più tirato. Parlaci di com’è andata.
JOHN ISNER: Sì, è stato molto equilibrato e sarebbe potuto finire bene per entrambi. Sono deluso di aver perso questa sfida, ho servito bene abbastanza per poter vincere ma alla fine non è bastato. Penso che Dominic abbia giocato decisamente bene, è un cliente duro. Quella squadra non ha alcun punto debole. Sarebbe stato bello poter sedermi qui dopo aver trovato il punto del pareggio per il nostro team, ma non è così. La cosa mi da fastidio.

JOHN MCENROE: No, no, non dare il microfono a quel giornalista (ridendo e indicando Ubaldo Scanagatta, ndt), lui è uno che combina guai, guardate cos’è successo con Fognini!

UBALDO SCANAGATTA: Qual è la tua impressione sulla prima giornata dell’evento? Insomma, ti aspettavi qualcosa di simile?
JOHN MCENROE: Stai parlando con me o con John Isner?

 

UBALDO SCANAGATTA: Con i due John.
JOHN MCENROE: Ok, ti do prima una risposta veloce. Io credo che sia un evento di prima classe e chiunque sia stato qui lo può confermare. È fantastico quando c’è tanta energia e vedere i ragazzi supportarsi a vicenda. Penso che possa avere del potenziale per il futuro, è un grande evento. Oggi è stato eccitante.

JOHN ISNER: Sì, concordo. Penso che nessun giocatore che sia sceso in campo e nessuno spettatore possa dire qualcosa di male a proposito di questo evento fino a questo momento. È straordinario farne parte. La cerimonia di apertura alla quale siamo stati presenti ieri sera è stata spettacolare.

Una domanda per McEnroe. Quando guardi dall’altro lato del campo e vedi Björn Borg con il quale hai giocato 14 volte, e poi vedi Rafa e Roger che giocano di continuo, ti capita certe volte di desiderare che la tua rivalità fosse durata di più?
JOHN MCENROE: L’ho sempre desiderato. Mi sarebbe piaciuto se avessimo giocato di più. Io so che lui mi ha reso un giocatore più forte e spero che anche io lo abbia reso migliore in qualche aspetto. Sarebbe stato fantastico. Anche se avessi perso la posizione da numero 1, avrei preferito che continuasse a giocare. Ma comunque la buona notizia è che siamo buoni amici, gli voglio tanto bene ed è bello vederlo qui.

Credi che sarà possibile vedervi scambiare qualche colpo questo fine settimana?
JOHN MCENROE: Io gli ho proposto la sfida, e lui è come se si fosse messo a correre nell’altra direzione. Sto scherzando. No, mi piacerebbe fare due colpi con lui. Solo se andiamo a finire sul 12 pari dopo aver giocato tutti i match. Solo in quel caso giocheremo un tie-break per decidere l’intera faccenda. Ci dimenticheremo di Nadal e Federer e tutti questi altri ragazzi. Noi usciremo là fuori e giocheremo un tie-break (sorride, ndt).

UBALDO SCANAGATTA: Quando si fa parte di una squadra, si suppone che ci sia un rapporto di amicizia. Ma non sempre si compete con degli amici. Per esempio, tu Lendl come lo consideri?
JOHN MCENROE: Sapevo che avresti chiesto questo. Sei solo un guastafeste.

UBALDO SCANAGATTA: Sì, lo so.
JOHN MCENROE: Inoltre mi sta domandando una cosa del genere in Repubblica Ceca. Chiedimelo l’anno prossimo a Chicago o dove diavolo andremo a giocare.

UBALDO SCANAGATTA: Se avessi dovuto giocare in squadra con Lendl, come avresti affrontato la cosa?
JOHN MCENROE: Come credi che sarebbe andata a finire? C’è un nuovo evento che sta arrivando. A quanto pare sono tre per ogni squadra. Siamo io, Connors e Lendl nello stesso team. C’è bisogno di dire altro (sorride, ndt)?

UBALDO SCANAGATTA: Sarebbe divertente.
JOHN MCENROE: Sarebbe fantastico.

Björn Borg ha detto che il film che ritrae la vostra rivalità contiene molta finzione. Tu sei d’accordo?
JOHN MCENROE: Sono amareggiato per il fatto che non ci sia stato il coinvolgimento da parte mia e da parte di Björn. Sfortunatamente, anche se speravo che fosse un buon film, non credo che lo sia, e mi rattrista dirlo. Un sacco di cose non sono accurate. Insomma, io non capisco perché non potevano farlo più preciso. Si sono inventati certi fatti. Se volevano farmi apparire come il cretino che ero all’epoca, si sarebbero potuti inventare un sacco di cose migliori rispetto a quello che hanno fatto, secondo la mia umile opinione. Grazie a tutti per essere venuti, tornerò per la prossima conferenza quando saremo sul due pari. Grazie.

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Steffi Graf e l’anniversario di quel numero 1 del mondo

Sono passati 35 anni dalla prima volta di Fräulein Forehand in vetta al ranking

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Steffi Graf con la coppa Suzanne Lenglen (foto Twitter @rolandgarros)

Un po’ di malinconia avvolge sempre i cuori degli appassionati di tennis quando si parla di Steffi Graf. Il suo talento, la sua storia, la sua grande determinazione mancano in un periodo nel quale la continuità a livello femminile latita.

Oggi ricorre il 35esimo anniversario da quando la tennista tedesca diventò numero uno al mondo per la prima volta nella sua carriera. Era il 17 agosto 1987 e, dopo aver battuto in finale a Los Angeles Chris Evert, Graf diventò la nuova regina del ranking.

Furono dodici mesi straordinari che consentirono alla tedesca di scalare la vetta del mondo, dopo aver ottenuto 81 vittorie su 84 match giocati, 12 titoli su 15 tornei disputati.

 

Si scaldava per l’anno successivo, il 1988, quando riuscì nella memorabile impresa di centrare il Grande Slam, vincendo i 4 Major. Di più, il Golden Slam, con la medaglia d’oro olimpica ai Giochi di Seul.

La futura moglie di Andrè Agassi rimase in cima alla classifica per ben 377 settimane in tutto da n. 1 al mondo, per 8 stagioni e per 186 settimane di fila.

Paolo Michele Pinto

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Ashleigh Barty e il primo contratto dopo il tennis: “Priorità ad Ash la persona rispetto ad Ash la tennista”

L’ex n. 1 del mondo ricoprirà il ruolo di “Chief of Inspiration” in un’azienda di telecomunicazioni australiana

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Ash Barty in conferenza con i media australiani
Ash Barty in conferenza con i media australiani

I numeri uno spesso si scelgono e si attraggono. Una delle principali aziende di telecomunicazioni australiane, Optus, ha scelto la ex numero uno del tennis internazionale Ash Barty come Chief Inspiration Officer.

Si tratta della prima partnership ufficiale dal suo ritiro. La collaborazione vedrà Barty protagonista in un mix di iniziative di contenuto, programmi di coinvolgimento dei dipendenti e campagne incentrate sulla comunità volte a connettere gli australiani e ispirarli a dire “sì” ai loro sogni, obiettivi e ambizioni.

Il CEO di Optus Kelly Bayer Rosmarin crede che Barty incarni i valori del marchio e che la partnership dimostrerà il potere del Sì a tutti gli australiani: “In Optus, siamo orgogliosi del nostro ruolo nel mantenere gli australiani connessi a ciò che conta di più: dalla vita di tutti i giorni fino ai tempi di crisi nazionale, supportiamo comunità e aziende a prosperare nell’era digitale”.

 

“Ash – spiega Rosmarin – è una vera icona australiana e un modello di ruolo: la sua performance sui campi incarnava lo spirito di sfida, la determinazione e la forza, mentre il suo lavoro nella comunità ha dimostrato il potere dell’ottimismo in azione. Siamo entusiasti di dare vita a questa partnership e ispirare più australiani a consentire il loro futuro tecnologico e sbloccare il potere del ‘sì'”.

Barty è entusiasta di collaborare con un marchio che le ha permesso di portare la sua autenticità nel ruolo: “Ho deciso di dare la priorità ad Ash Barty la persona rispetto ad Ash Barty la tennista, e così facendo ho capito che posso aiutare molte più persone attraverso il mio lavoro di beneficenza, il mio ruolo di National Indigenous Tennis Ambassador e ora con Optus come loro Chief Inspiration Officer”.

Paolo Michele Pinto

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Roger Federer e la Duchessa di Cambridge uniscono le forze per la beneficenza

Federer annuncia una partnership con la LTA in vista della Laver Cup 2022

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Roger Federer - Wimbledon 2021 (credit AELTC/Simon Bruty)

La Laver Cup si avvicina ed il torneo patrocinato ed ideato da Roger Federer e il suo manager Tony Godsick quest’anno diventerà anche un occasione per fare beneficenza. È notizia di mercoledì la partnership di assoluto prestigio tra Federer e la Duchessa di Cambridge Kate, madrina sia della federazione di tennis inglese LTA che dell’associazione benefica Action for Children. Tutti i soldi raccolti dai biglietti degli allenamenti del 22 settembre alla O2 Arena di Londra, dove si terrà l’edizione 2022 della Laver Cup, andranno alle due fondazioni benefiche per supportare i loro progetti. La giornata sarà l’ultimo giorno di allenamenti per Team Europe e Team World e sarà aperta al pubblico pagante. Il ricavato dei biglietti sarà diviso tra i due enti benefici di Action for Children e la LTA Tennis Foundation, con la prima che si occupa di aiutare i giovani britannici in difficoltà e la seconda che destinerà i fondi al suo programma SERVES, che prova a portare il tennis nelle zone più economicamente depresse della Gran Bretagna.

La Laver Cup ha commentato così sul suo sito ufficiale la nuova partnership: “La Laver Cup si impegna a sostenere iniziative per la comunità e che hanno un impatto sui giovani in ogni città che visita e la collaborazione con Action for Children e LTA è stata avviata su raccomandazione della Duchessa. Sua Altezza Reale è desiderosa di supportare il tennis di base e incoraggiare i giovani di ogni estrazione a essere coinvolti nello sport.”.

Un sentimento riecheggiato da Roger Federer sul suo profilo Twitter. “Entusiasti di annunciare che la Laver Cup sta collaborando con la Duchessa di Cambridge quest’anno per raccogliere fondi per due incredibili enti di beneficenza: Action for Children e LTA Tennis Foundation. Grazie per il vostro supporto e non vedo l’ora di vedervi a Londra!“.

 

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