Next Gen Finals: Chung in finale contro Rublev per l'imbattibilità

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Next Gen Finals: Chung in finale contro Rublev per l’imbattibilità

MILANO – C’è partita solo nel secondo set, per il resto Rublev maramaldeggia su Coric. Medvedev recupera due set di svantaggio, ma non basta: Chung si impone e vola in finale

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[1] A. Rublev b. [4] B. Coric 4-1 4-3(6) 4-1 (da Milano, Riccardo Sozzi)

Non è bastato a Borna Coric arrivare a questa sfida imbattuto, in fiducia e consapevole del proprio piano tattico. A scombinare ogni possibilità di partita è stato un Rublev debordante, arginato dal croato (parzialmente) solo nella seconda frazione. Per il resto un monologo quasi totale del russo, capace di tracciare traiettorie imprendibili per un Coric in affanno sin dal primo punto, oltre che nervoso al punto di accanirsi sulla racchetta (e sul suo coach). La miglior partita del torneo di Andrey Rublev, che lo proietta in finale, si conclude con un preventivabile omaggio al pubblico di Milano che il russo definisce “la parte migliore della manifestazione“. Per noi una conferma: quando Rublev gioca così, è un cliente quasi intrattabile per molti tennisti.

Borna Coric era arrivato a questa partita come potenziale vincitore finale, il più accreditato solo dietro a Hyeon Chung, ma la sua partita contro Andrey Rublev comincia malissimo. Il dritto è fin troppo molle e debole per la potenza del russo, che nei primi giochi entra da quel lato di campo come il coltello nel burro, con Coric oltre che molle anche troppo statico, troppo fermo sulle gambe per poter arrivare col timing giusto sulla palla. Aggiungiamoci pure un doppio fallo e il primo set appare già incanalato per il russo, che con autorità chiude il set in appena venti minuti. Coric è visibilmente fuori fase, non arriva sulla palla come vorrebbe e soffre di una inaspettata demotivazione non riuscendo nemmeno a tenere lungo lo scambio.

 

Va meglio, ma solo un po, nel secondo set, quando il croato riesce finalmente a spingere coi fondamentali sul rovescio di Rublev, che ora fatica più del solito a reggere lo scambio. Il russo tuttavia, all’opposto del suo avversario, è chiaramente in giornata e i suoi colpi raramente finiscono lunghi, riuscendo invece a trovare accelerazioni anche di puro timing insolite al suo tennis. In poco tempo si arriva al tie-break, che è obbiettivamente di basso livello, si gioca infatti più degli errori che sui vincenti o i punti guadagnati, fatto sta che Rublev riesce ancora una volta a mantenere alta la concentrazione nei momenti importanti, e grazie all’ennesimo errore di Coric conquista anche il secondo set con un tie-break chiuso 8-6.

Coric è visibilmente frustrato, al cambio campo si lascia andare a parecchie imprecazioni e, sebbene faccia richiesta di coaching, il suo animo non si calma. La controprova arriva già al game successivo, Coric scaglia la racchetta a terra per la frustrazione, ma non la rompe e Bernardes lo grazia del warning. Ma passano pochi minuti, due colpi in rete ed è nuovamente break per Rublev, con Coric che stavolta la racchetta la rompe sì e il warning da parte dell’arbitro arriva puntuale. Unica nota lieta in questo momento è la regia del campo centrale, che va a pizzicare degli spettatori travestiti da Bjorn Borg e John McEnroe suscitando l’ilarità generale. Rublev non si scompone più di tanto, oggi è la sua giornata, e liscio come l’olio continua a martellare fino al servizio con cui chiude i giochi.

Doveva essere la partita della giornata, la più elevata sul piano tecnico e la più emozionante. Ma è stata solo un’inno a Rublev che in 62 minuti, la partita più veloce del torneo, si qualifica per la finale delle NextGen ATP Finals.

[6] H. Chung b. D. Medvedev 4-1 4-1 3-4(4) 1-4 4-0(da Milano, Francesca Marino)

Come di consueto si accendono i riflettori sul campo centrale con la presentazione dei giocatori in pompa magna. L’entrata dei tennisti nello stadio è sempre coinvolgente e suggestiva: luci soffuse, cono di luce sui giocatori, anticipati dalla simulazione dei battiti cardiaci, a seguire musica mainstream.

Neanche a dirlo, Hyeon Chung è il più acclamato dal pubblico. Il coreano scende in campo da imbattuto. La sua timidezza è inversamente proporzionale alla sua sicurezza in campo. Medvedev parte da sfavorito e lo dimostra fin dalle prime battute: il gioco del russo appare farraginoso e meccanico rispetto alla scioltezza di movimenti mostrata da Hyeon. Medvedev è troppo falloso, non sa come arginare la facilità con cui Chung colpisce e accarezza la palla. I primi due set scivolano via con estrema facilità. Il coreano è padrone del campo: dritti a sventaglio, rovesci in slice, recuperi e palle corte. Un gioco pulito e piacevole da ammirare. Il numero sette del seeding le prova tutte, opta addirittura per la discesa a rete, ma rimedia solo pessime figure con le sue volée non encomiabili.

La seconda semifinale sembra ormai agli sgoccioli, ma ecco che arriva il colpo di scena: passaggio a vuoto del numero 54 del ranking, mentre Medvedev acquista fiducia e ribalta il match. Il tifo ora è tutto dalla parte del gigante russo, che sotto due set e due game a zero, strappa il servizio alla sesta testa di serie. Chung perde la rotta ed ora è Daniil a imporre il suo gioco, bersagliando il coreano con servizi e rovesci incisivi e ben calibrati, accorciando le distanze. Sul 2-1, Hyeon non sa su cosa far leva per riprendere in mano le redini della partita e nel frattempo Medvedev, invitando il pubblico ad acclamare le sue prodezze, sembra un altro giocatore rispetto ai primi set e questa volta è lui a non sbagliare più un colpo. Il terzo parziale di gioco si conclude 4-1 per il russo con spettatori in visibilio per quello che sta accadendo.

Al pubblico sembra non interessare la regola che gli consente di muoversi e parlare liberamente: restano tutti incollati ai sedili, persino gli stuart della sala stampa fanno a gara per chi può andare a vedere uno stralcio del match. Purtroppo, però, la favola russa dura una parentesi di due set. Nell’ultimo parziale di gioco, l’impacciato ragazzotto con gli occhiali mette l’armatura da tennista esperto. Non si lascia intimorire dal momento di difficoltà e mostra maturità da vendere. Chung ricomincia a lottare palla su palla, resetta i due set precedenti e impone il suo gioco vario e disinvolto. Il risultato è un netto 4-0.

Con questa prova di forza Chung ha dimostrato di essere un gradino sopra ai suoi coetanei, di avere una solidità mentale (oltre che fisica) straordinaria, frutto anche dei suoi esercizi con il mental coach probabilmente. Pertanto la finale sarà un’altra battaglia tra Andrey Rublev e Hyeon Chung. I due, infatti si sono già incontrati nella fase a gironi, in cui il coreano ha avuto la meglio in tre set ed ora approda in finale senza aver perso nessun match. Nonostante il sorriso bonario e lo sguardo ingenuo, è lui il giocatore più temibile.

Risultati:

[1] A. Rublev b. [4] B. Coric 4-1 4-3(6) 4-1
[6] H. Chung vs [7] D. Medvedev 4-1 4-1 3-4(4) 1-4 4-0


Biglietti troppo cari, ma esperimento riuscito. Impegno e spettacolo (Scanagatta)

I profili dei quattro semifinalisti:

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ATP

Berrettini da impazzire a Madrid: Ruud annichilito, è la prima finale in un Masters 1000

MADRID – Matteo Berrettini è il terzo italiano della storia a qualificarsi per la finale di un 1000. Gioca una delle migliori partite in carriera per battere Ruud: adesso la sfida a Zverev

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Matteo Berrettini - Madrid 2021 (photo Mateo Villalba)
Matteo Berrettini - Madrid 2021 (photo Mateo Villalba)

da Madrid, il nostro inviato

[8] M. Berrettini b. C. Ruud 6-4 6-4

Lo ha sempre ripetuto in questi giorni: “Io sono cresciuto giocando sulla terra battuta“. E dunque quale superficie migliore, se non la rapida terra della Caja Magica di Madrid, per centrare la prima finale in un Masters 1000 per Matteo Berrettini?

 

Il numero uno del tennis azzurro diventa il terzo italiano a centrare questo obiettivo dopo Fognini a Montecarlo 2019 e Sinner tre mesi fa a Miami. Lo fa battendo Casper Ruud, giocatore ormai di grande sostanza su questa superficie che lo aveva battuto in entrambi i precedenti sul rosso, al Roland Garros 2019 e a Roma pochi mesi fa – sconfitta che era risultata particolarmente amara per Matteo, che conduceva nel tie-break conclusivo. Berrettini aveva vinto la sfida dello US Open 2020 e con la vittoria di oggi, inappellabile dal primo all’ultimo game, completa la sua personale e meritata rivincita. Una prestazione impeccabile soprattutto con il dritto, a tratti devastante, che Ruud non è mai riuscito ad arginare.

IL MATCH – A differenza di ieri che ha dovuto contendersi il sostegno con il cileno Garin, oggi quasi tutto lo scarno pubblico del campo centrale era dalla parte dell’italiano; lui ha risposto variando più spesso il gioco rispetto al suo avversario e le sue smorzate ne sono una testimonianza. Rispondere ai servizi del norvegese in fin dei conti non è così arduo e una volta prese le misure, Matteo è riuscito a farlo con una certa regolarità spesso optando per una risposta al corpo. I frutti sono arrivati nel nono game dove Casper si è complicato le cose con un doppio fallo; dopo aver avuto tre occasioni per tenere il game ha allentato un po’ la presa, e un Berrettini estremamente deciso ne ha approfittato prendendo il controllo anche degli scambi da fondo e centrando il break alla prima occasione. Nel game successivo il suo ruggito e il suo pugno, a seguito di ogni prima vincente, lo hanno accompagnato ad un primo set vinto 6-4 in 41 minuti dove letteralmente ha saputo cogliere l’unico impercettibile passaggio a vuoto del suo avversario.

Nei primi game del secondo parziale i due giocatori sono tornati nella fase di studio reciproca anche se la sensazione era quella che Berrettini si trovasse in fase ascendente mentre il 22enne norvegese era sempre più scricchiolante. La rottura definitiva c’è stata sul 3 pari quando Berrettini si è imposto perentoriamente col suo dritto, forse oggi ancora più decisivo della battuta. Il n.22 del mondo si è intristito un po’ come successo ieri a Garin e ha persino rischiato di perdere ancora una volta la battuta e dunque il match. L’italiano però è stato ricacciato con un ultimo colpo di coda e quindi Berettini ha dovuto fare un ulteriore giro al servizio, giusto per regalare un altro paio di minuti di tennis al pubblico madrileno al quale oggi è imposto l’ultima notte di coprifuoco. Ruud con la testa era già da un’altra parte e i suoi gratuiti hanno posto fine all’incontro 6-4 6-4 dopo un’ora e 21 minuti decretando il successo di Berrettini.

Ricordiamo che entrambi i tennisti erano al loro esordio nel tabellone principale del torneo. Il tennista romano inoltre alla sua seconda semifinale in un ATP 1000 della carriera dopo Shanghai 2019 raggiunge l’atto conclusivo; in quell’occasione perse proprio dal suo avversario di domani, Zverev. I precedenti sono 2-1 in favore del tedesco ma sulla terra il conteggio è 1-1 (entrambi a Roma). Per Ruud invece questa resta comunque un’ottima settimana durante la quale è arrivata la vittoria più prestigiosa della sua carriera, contro il n. 5 Tsitsipas, e per il terzo 1000 consecutivo su questa superficie è riuscito a raggiungere il traguardo della semifinale.

Il tabellone completo di Madrid

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ATP

Il tabellone maschile di Roma 2021

Sorteggiato il tabellone maschile dell’edizione 2021 degli Internazionali BNL d’Italia. Tsitsipas e Thiem dalla parte di Djokovic. Fognini-Nishikori, Musetti-Hurkacz e Berrettini-Basilashvili. Sinner sfida Humbert, secondo turno con Nadal?

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Novak Djokovic - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Per gli azzurri non è vietato sognare. Nasce ufficialmente l’edizione 2021 degli Internazionali d’Italia a Roma: è stato sorteggiato questa mattina il tabellone maschile del Masters 1000 tricolore, che torna nell’abituale collocazione primaverile dopo il torneo giocato lo scorso anno a settembre e che vedrà una riapertura al pubblico (ingressi disponibili fino al 25% della capienza a partire dagli ottavi).

La 78esima edizione del torneo sa di (parziale) ritorno alla normalità ed è contrassegnata dalle grandi ambizioni degli atleti azzurri. Sono otto quelli che accedono direttamente al main draw, in attesa dei risultati delle qualificazioni. Anzitutto Berrettini (oggi impegnato nella semifinale di Madrid contro Ruud), insignito della testa di serie numero 9; poi Fognini, Sinner, Sonego e le wild card Travaglia, Musetti, Caruso e Mager.

Al Foro Italico sono in arrivo nove dei primi dieci giocatori del mondo: manca solo Federer, che giocherà a Ginevra prima del Roland Garros. Il campo di partecipazione è dunque di qualità assoluta, ancor più elevata di quello di Madrid se si considera che a Roma risponderà presente anche il numero uno del mondo e campione in carica Novak Djokovic. Sarà Rafael Nadal il primo sfidante del serbo: lo spagnolo è accreditato dei favori di molti pronostici viste le sue nove vittorie al Foro Italico. La schiera di chi cercherà un acuto importante è poi composta, tra gli altri, da TsitsipasThiemZverev Rublev.

IL TABELLONE – Parte alta

IL TABELLONE – Parte bassa

 

Il link al tabellone completo (aggiornato quotidianamente)

OTTAVI TEORICI

[1] N. Djokovic vs [16] G. Dimitrov
[9] M. Berrettini vs [5] S. Tsitsipas
[4] D. Thiem vs [14] G. Monfils
[10] R. Bautista Agut vs [7] A. Rublev

[8] D. Schwartzman vs [12] D. Goffin
[15] H. Hurkacz vs [3] D. Medvedev
[6] A. Zverev vs [11] P. Carreno Busta
[13] D. Shapovalov vs [2] R. Nadal

IL SORTEGGIO DEGLI ITALIANI

[9] M. Berrettini vs N. Basilashvili
J. Sinner vs U. Humbert
F. Fognini vs K. Nishikori
L. Sonego vs [14] G. Monfils
[WC] L. Musetti vs [15] H. Hurkacz
[WC] S. Travaglia vs B. Paire
[WC] G. Mager vs A. de Minaur
[WC] S. Caruso vs [12] Goffin

INFORMAZIONI SUL TORNEO

Entry list

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 8 bye)
  • 45 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati (il tabellone delle quali)
  • 4 wild card

Il sito ufficiale del torneo

Copertura televisiva

Il torneo di Roma, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport.

Calendario di gioco

Domenica 9: primo turno
Lunedì 10: primo turno
Martedì 11: primo e secondo turno
Mercoledì 12: secondo turno
Giovedì 13: ottavi di finale
Venerdì 14: quarti di finale
Sabato 15: semifinali
Domenica 16: finale

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WTA

WTA Madrid: Sabalenka sa vincere anche sulla terra, battuta Barty al terzo

MADRID – La 23enne bielorussa batte la n. 1 del mondo prendendosi la rivincita dopo Stoccarda, da lunedì sarà n. 4 del mondo. L’australiana poco incisiva nei momenti chiave

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Aryna Sabalenka - WTA Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

dal nostro inviato a Madrid

[5] A. Sabalenka b. [1] A. Barty 6-0 3-6 6-4

La ruota del tennis è un continuo girare ed era solo questione di tempo prima che Aryna Sabalenka tornasse a battere Ashleigh Barty. Dopo aver perso le due recenti sfide infatti la bielorussa è riuscita ad avere la meglio sulla n. 1 del mondo e a conquistare a Madrid il titolo n. 10 della sua carriera. Anche due settimane fa a Stoccarda si ritrovarono in finale e in quell’occasione era partita alla grande ma aveva ceduto alla distanza. Oggi invece, dopo una partenza sprint ha sì avuto un calo nel secondo set ma in quello decisivo ha sfruttato l’unico passaggio a vuoto della sua avversaria proprio ad un passo dal traguardo. Con questo successo Aryna ottiene il suo best ranking diventando n. 4 del mondo scalzando Sofia Kenin e lo fa vincendo il suo primo titolo su una superficie che non sia cemento, a conferma di come qui in altura la palla viaggi molto ma anche di come lei stia lavorando sempre di più per essere una giocatrice completa. A 23 anni del resto i tempi sono maturi per fare un ulteriore salto di qualità e sarà tenuta sempre più a dimostrarlo negli Slam.

 

IL MATCH – Le due tenniste hanno una grossa arma nella battuta ma eccetto questa somiglianza il loro gioco differisce eccome: Ash ha molta più tecnica, usa con insistenza il back di rovescio e non disdegna la rete, ad Aryna invece piace controllare le operazioni da fondo cercando subito l’accelerazione. Questo scontro di stili oggi ha iniziato ad incastrarsi solamente a secondo set inoltrato, e tutto sommato ne è venuto fuori un match godibile ma non spettacolare deciso più dagli errori che dai vincenti. 
Il limpido cielo mattutino col volgere della giornata è stato completamente coperto da nuvole non eccessivamente minacciose, ma il vento che le ha condotte è rimasto persistente durante tutta la giornata. Il pubblico del Manolo Santana Stadium non si è schierato a favore di una delle due tenniste bensì ha preferito lasciarsi stupire dai colpi di entrambe. Oltre a loro, chi sembra essersi stupita eccome sembra esser stata anche l’australiana la quale è stata letteralmente surclassata dalla n. 7 del mondo nel primo set, perso 6-0. Il primo break è arrivato in un game nel quale la 25enne aveva avuto più volte palla game ma una serie di banali errori gliel’hanno compromesso. Sabalenka non è una che si fa pregare né una che ha  timori reverenziali: se c’è una cosa che sa fare alla grande è spingere sin dalla risposta e non ha lasciato respiro a Barty. Lei ci ha messo del suo sembrando persino frettolosa di andare a servire durante i suoi turni e il tutto si è concluso in 25 minuti.

Nel secondo parziale Barty è stata molto più efficace sia in risposta che con il rovescio tagliato – spesso combinando le due cose – e con due break ha è tornata in parità vincendo il set 6-3. La frustrazione è iniziata a palesarsi sul volto di Sabalenka (anche a livello sonoro con qualche urlo) ed è stata lei la prima a concedere delle chance nel set decisivo. Tuttavia una volta scampato il pericolo con all’aiuto del servizio non ha più tremato con questo colpo, anzi a farlo è stata l’australiana nel nono game. Un rovescio tagliato in rete e un doppio fallo l’hanno mandata sotto 0-40 e la 23enne alla prima occasione ha lasciato immobile la sua avversaria con una risposta di rovescio lungolinea. Andata a servire per il match la n. 7 del mondo non ha sentito pressione e con grande scioltezza ha proseguito la sua serie concludendo con 11 punti consecutivi e dopo un’ora e 40 minuti ha vinto 6-0 3-6 6-4.

Questa sconfitta mette fine alla striscia di 16 successi consecutivi sulla terra rossa per Barty, iniziato al Roland Garros 2019, ed è arrivato con il primo 6-0 subito in una finale WTA per lei; Sabalenka invece alza il titolo a Madrid alla terza partecipazione avendo perso sempre al primo turno nel biennio 2018-19. Dopo questo match i detrattori di Barty potranno continuare ad affermare che lei non meriti la classifica che ha (nonostante qui abbia eliminato Swiatek e Kvitova) mentre quelli di Sabalenka la continueranno ad accusare di saper solo tirar forte (come se prediligere un gioco di potenza non possa essere una scelta di stile, vedi Kvitova). Loro due invece continueranno a seguire la propria strada e a Roma saranno impegnate nello stesso quarto di tabellone; assisteremo ad un altro capitalo di questa saga? 

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