Kerber è inossidabile. Giorgi si ferma in semifinale

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Kerber è inossidabile. Giorgi si ferma in semifinale

Dopo sei successi, l’avventura di Camila Giorgi a Sydney si chiude per mano di una ritrovata Angelique Kerber. L’ex n.1 del mondo affronterà Barty nella finale di sabato. Saranno invece Mertens e Buzarnescu a sfidarsi per il titolo di Hobart

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WTA SYDNEY: GIORGI NON CREPA IL MURO KERBER

È giornata di semifinali al WTA Premier di Sydney e i riflettori sono puntati sulla partita che chiude il programma femminile sulla Ken Rosewall Arena, che vede opposte l’ex numero 1 del mondo Angelique Kerber, ancora imbattuta quest’anno, e la nostra Camila Giorgi, che viene da 6 vittorie consecutive e nessun set perso. Partono entrambe molto forte. Camila (n.100 WTA), come è nel suo stile, spinge appena può, con ottimi risultati, ma Kerber (n.22 WTA) non è Radwanska: bene con il servizio e aggressiva in risposta, riesce a difendersi splendidamente dalle accelerazioni di Giorgi, mantenendo profondità, e a girare lo scambio appena può per impedire all’italiana di prendere il sopravvento. Il ritmo è molto elevato. La svolta del set si ha sul 2 pari: grazie a un paio di risposte fulminanti, conditi da un paio di errori di Camila, la tennista tedesca strappa il servizio all’avversaria e nel game successivo salva la palla break che riporterebbe il risultato in parità, risalendo da 30/40 con autorità. Adesso Angie è on fire, mentre Giorgi, che pure sta giocando molto bene, appare un po’ frettolosa, perde un’altra volta il servizio e dalla frustrazione sbatte anche la racchetta a terra dopo un brutto errore nell’ultimo game del set, che finisce 6-2.

Ma il nervosismo per aver perso con un punteggio netto un set giocato molto bene dura giusto il tempo di un caffè. Camila non si scompone e ricomincia a “martellare” con i fondamentali, sale 3-0 e ha la possibilità del secondo break mentre Kerber, che pure non sta giocando male, sembra momentaneamente con le spalle al muro. Purtroppo è solo illusione: Angie si salva con personalità e da qui in poi la tedesca non sbaglierà più nulla. Strappa ripetutamente il servizio all’italiana, che non riesce più ad incidere con i colpi come in precedenza, e con 6 game consecutivi chiude l’incontro. Si tratta dell’ottava vittoria di fila per Kerber, mai sconfitta nel 2018, e della prima finale raggiunta da marzo scorso (unica nel 2017). È apparsa in forma smagliante la tedesca, super in difesa e con un’ottima pesantezza e profondità di colpi. A Melbourne, dove ha vinto nel 2016, sarà tra le favorite. Per quanto riguarda Camila, un risultato troppo impietoso dal punto di vista del punteggio per una partita giocata bene in cui ha avuto le sue chance. A dare fiducia è soprattutto la sua diversa attitudine nello stare in campo: gioco offensivo, ma meno colpi a tutto braccio e, quindi, meno errori che, se riesce a contenere, col suo stile gioco può davvero fare il salto di qualità e, soprattutto, salire in classifica.

 

A Sydney quasi tutti si sono accorti dell’assenza di papà Sergio e della presenza di Andrei Kozlov, padre di Stefan (uno degli statunitensi della Next Gen) e titolare di un’accademia a Pembrooke Pines, in Florida. Resta da capire se la presenza di Kozlov, che ha già lavorato in passato con Giorgi, sia solo una soluzione temporanea o se potrebbe affiancare la marchigiana in misura permanente affiancando o sostituendo papà Sergio. Quello che ci auguriamo è che questa nuova Camila (che avevamo comunque già intravisto l’estate scorsa prima dell’infortunio) prosegua su questa strada, per lei e per il movimento italiano. A Melbourne, magari come outsider, potrà dire seriamente la sua.


BARTY VINCE IL DERBY AUSTRALANO
 Non si ferma più Ashleigh Barty, n.19 WTA (ma da lunedì sarà almeno numero 16, suo miglior ranking). L’ex prodigio australiano accede alla finale del torneo WTA Premier di Sydney (4° finale per lei in carriera, la prima in casa) battendo la connazionale Daria Gavrilova (25 WTA) in rimonta in un match durato poco più di 2 ore. È stata battaglia vera sulla Ken Rosewall Arena, nonostante un livello di gioco non eccelso dovuto anche al forte caldo che ha messo a dura prova la resistenza delle due tenniste di casa.

Un primo set costellato di break (6 su 9 giochi) vede una Barty molto fallosa (saranno 42 gli unforced della tennista di Ipswich a fine partita, conditi anche da 9 doppi falli), soprattutto con il dritto, e una Gavrilova che si difende con ordine e che non ha problemi ad incamerare il primo parziale con il punteggio di 6-3. La partita vive di strappi e il secondo set ne è la prova. Barty vola sul 3-0 pesante, si fa raggiungere sul 4-4 e porta la partita al terzo con un break decisivo ottenuto nel nono game. L’inerzia dell’incontro sembra cambiata. Le continue variazioni della 23enne di Mosca, che nei primi due parziali avevano destabilizzato non poco la giovane australiana, hanno perso gran parte della loro efficacia. In particolare Barty riesce nel set decisivo a disinnescare il fastidioso back della sua avversaria attraverso soluzioni di dritto notevoli. Il parziale è deciso da due break (nel primo e nel settimo gioco) in favore della numero 19 del mondo che la proiettano in finale nel torneo di casa dove ad attenderla ci sarà l’ex numero 1 del mondo Angelique Kerber. Precedenti in perfetta parità, tutti giocati nel 2017: vittoria di Kerber a Brisbane per 6-3 2-6 6-3 e rivincita di Barty a Zhuhai in due set.

Risultati:

A. Barty b. D. Gavrilova 3-6  6-4 6-2
A. Kerber b. [Q] C. Giorgi 6-2 6-3

Matteo Marinucci

WTA HOBART: BUZARNESCU NON SI FERMA PIÙ, È IN FINALE

Un anno fa Mihaela era fuori dalle prime 500 del mondo. Da lunedì sarà in top 50 (41 in caso di trionfo in finale). Sfiderà Elise Mertens, campionessa in carica a caccia di uno storico bis.

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MERTENS, ANCORA TU – La prima finalista dell’Hobart International è Elise Mertenscampionessa in carica del torneo, che sotto un cielo che non promette nulla di buono supera la qualificata Heather Watson, campionessa qui nel 2015. Le due giocatrici, molto simili in quanto ad aggressività e pesantezza di palla, ingaggiano una lotta serrata in tre set, alla fine dei quali esce vincitrice la ventiduenne belga, grazie anche alle energie risparmiate nel match vinto nei quarti grazie al walkover di Monica Niculescu. Alla fine sarà l’atteggiamento sicuro e centrato a premiare Mertens, al contrario della britannica Watson che gioca l’incontro in maniera nervosa e a tratti poco lucida, questionando spesso con se stessa e con il giudice di sedia. Grazie a un servizio solido, pochi errori e parecchi vincenti, Mertens si guadagna meritatamente la finale della 25esima edizione dell’Hobart International, evento che sembra portare fortuna a questa giovane tennista che ha tutte le carte in regola per spezzare la maledizione di un torneo che non è mai stato vinto due volte dalla stessa giocatrice.

BUZARNESCU CATERPILLAR – Quando ormai i nuvoloni carichi di pioggia hanno oscurato il cielo, ha luogo la sfida tra Mihaela Buzărnescu, alla sua seconda semifinale in carriera dopo quella raggiunta lo scorso anno a Linz, e Lesia Tsurenko, 3 titoli WTA e un best ranking di 33 (tra le due nessun precedente). I coraggiosi spettatori che hanno sfidato il meteo si vedranno premiati da una semifinale ricca di punti emozionanti e ben giocati. La rumena, prevedibilmente tesa, non ha lasciato per strada neanche un briciolo della carica che l’ha contraddistinta fin dall’inizio di questo torneo, e lo dimostra lasciando solo due giochi nel primo parziale alla sua rivale, che si vede annullare addirittura 5 vantaggi nel 5° gioco, subendo in totale 3 break. Il primo set si conclude 6- 2 in 44 minuti, facendo già immaginare chi tra le due passerà in finale. In apertura di secondo set fa capolino in maniera insistente la pioggia, costringendo momentaneamente ai box le due giocatrici; bastano pochi minuti e già si riprende, mentre il cielo sembra schiarire. Ma il meteo pazzerello non sembra impensierire più di tanto Mihaela, che col suo gioco di anticipo non dà quasi tempo a Tsurenko di girarsi e preparare adeguatamente i suoi colpi. Si arriva rapidamente al 5-2 per la rumena che serve per il match e inanella consecutivamente i quattro punti che la separano da Elise Mertens e dalla sua prima finale WTA.

Si prevede un match acceso tra queste due giocatrici (due i precedenti, entrambi vinti da Mertens nel 2015) che in questa settimana passata nell’emisfero australe hanno sfoggiato il meglio di loro stesse. Chiunque vincerà batterà a suo modo un record: il primo titolo per la rumena Buzărnescu oppure la prima bi-campionessa in assoluto del torneo di Hobart.

Risultati:

[2] E. Mertens b. [Q] H. Watson 6-4 1-6 6-2
M. Buzarnescu b. [5] L. Tsurenko 6-2 6-2

Michele Blasina

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Flash

WTA Toronto, Trevisan subito eliminata da Haddad Maia

Non riesce la rimonta a Martina Trevisan, sconfitta in tre set dalla brasiliana

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Martina Trevisan - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

B. Haddad Maia b. M. Trevisan 6-2 2-6 6-2

Finisce subito il National Bank Open presented by Rogers di Martina Trevisan. L’azzurra si arrende in tre set alla brasiliana Beatriz Haddad Maia che la precede di due posizioni nel ranking (è n. 24 WTA), ma è certamente più a suo agio della nostra sulle superfici rapide. Brava Martina a reagire nel secondo parziale approfittando di un calo nella percentuale di prime dell’avversaria (comunque appena sopra il 50% nel corso dell’intero match) e a farle perdere sicurezza da fondo soprattutto con il dritto spedendo colpi carichi e profondi con abbondante margine sopra la rete. Nulla da fare però nel terzo set, contraddistinto da un inizio estremamente falloso di Trevisan.

PRIMO SET – Nel primo game Martina annulla ben quattro palle break prima che Haddad Maia le strappi il servizio alla quinta occasione utile. Nel gioco successivo Trevisan ha possibilità di tornare in parità nel punteggio ma la brasiliana è brava ad annullare le due chances di break. L’italiana è molto fallosa da fondo campo, pare non reggere l’intensità messa in campo dall’avversaria che nel frattempo si è portata avanti di un altro break; si gira sul 4-1. Il servizio di Haddad Maia ha fatto soffrire Martina per tutta la durata del primo set che si è chiuso con il punteggio di 6-2.

 

SECONDO SET – Haddad Maia continua imperterrita nella sua marcia anche in apertura di secondo set, macinando punti con la sua prima di servizio alla quale Trevisan non riesce a rispondere. Martina comunque è dentro alla partita e adesso tenta di tenere l’avversaria lontana dalla linea di fondo cercando di toglierle le soluzioni più comode. L’azzurra riesce nell’intento di breakkare Haddad Maia nel quarto gioco complice un turno di battuta con poche prime della brasiliana. Qualche brivido per Trevisan arriva sul 4-2 quando da sotto 15-40 riesce a riaggiustare un game che poteva rimettere la brasiliana in corsa per il set. L’azzurra chiude il secondo 6-2 strappando nuovamente il servizio alla brasiliana. Si deciderà tutto nel terzo.

TERZO SET – Dopo aver conquistato il secondo set, una doccia fredda risveglia Trevisan riportandola alla magra realtà che aveva contraddistinto l’intera frazione inaugurale. Martina complice delle evidenti difficoltà al servizio, in particolar modo un fastidioso fallo di piede, sprofonda in una spirale negativa di errori grossolani messi in fila in serie. L’azzurra va costantemente fuori giri con entrambi i fondamentali, ha totalmente perso le misure del campo, e se ciò non bastasse si dimostra alquanto provata dall’aver smarrito sicurezza nel suo gioco. Così i nervi della mancina toscana non possono che gradualmente ed inesorabilmente iniziare a vacillare: s’inginocchia dopo i gratuiti come segno di disprezzo nei confronti delle proprie maldestre esecuzioni, oltre ad esibirsi in continui dialoghi introspettivi, i quali a volte sfociano verso il suo angolo nel tentativo, da parte della 28enne fiorentina, di trovare supporto alle proprie tesi.

Haddad Maia si limita a rimandare la palla dall’altra parte e a spingere maggiormente la risposta, forte del vantaggio accumulato. Infatti la n. 24 WTA parte nel set decisivo con un parziale a lei favorevole di 16 punti a 5, che fa da contro altare a quello con cui l’italiana aveva chiuso la seconda partita – filotto di 8 punti consecutivi – e che a livello di punteggio corrisponde ad un inequivocabile 4-0, frutto di due break di vantaggio. La n. 1 del tennis italico però non molla, rimane nel match, e anche grazie a qualche verticalizzazione in più ma soprattutto per via della tensione che colpisce la brasiliana al momento di dare la spallata definitiva all’incontro; prima interrompe l’emorragia e poi aiutata da due doppi falli della giocatrice verdeoro si riporta in scia a due game di distanza. Ma purtroppo Trevisan non sfrutta la chance per accorciare ulteriormente e dopo due unforced in uscita dal servizio, a completare la frittata è un comodo dritto in avanzamento affossato malamente in rete, che regala di nuovo il doppio break di vantaggio a Beatriz. La nativa di San Paolo non trema, e a 30 chiude i giochi dopo poco più di due ore di partita.

Ha collaborato Cipriano Colonna

Il tabellone del WTA 1000 di Toronto

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ATP

ATP Montreal e WTA Toronto, il programma di oggi (pioggia permettendo): nel pomeriggio Trevisan, Fognini nella notte

Martina sfida Haddad Maria, Fabio se la gioca contro Rune a Montreal

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Fabio Fognini (ITA) playing against Andrey Rublev (RUS) in the third round of the Gentlemen's Singles on No.3 Court at The Championships 2021. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 5 Friday 02/07/2021. Credit: AELTC/Simon Bruty

Con oggi, lunedì 8 agosto, prendono il via i tornei 1000 di Montreal (ATP) e Toronto (WTA). Per quanto riguarda gli italiani, sono due gli azzurri in campo. Fabio Fognini, che è riuscito a qualificarsi, sfida il giovane danese Holger Rune come ultimo match sul Court Rogers, presumibilmente non prima delle 2 italiane di martedì. Sarà il primo confronto tra i due e Fabio proverà a sfruttare l’inerzia favorevole contro un giocatore che ha raccolto ben poco dopo aver stupito tutti con i quarti di finale al Roland Garros. Per quanto riguarda il resto del programma, sul centrale si inizia alle 18 con Wawrinka-Ruusuvuori, poi Murray-Fritz. Nel programma serale, non prima delle 00.30 italiane, ecco Shapovalov-De Minaur e Schwartzman-Davidovich Fokina. L’ATP Montreal è visibile sui canali Sky Sport.

Per quanto riguarda il WTA Toronto, oggi l’attenzione italiana sarà catturata da Martina Trevisan che se la vedrà con la temibile brasiliana Beatriz Haddad Maia. Le due si sono sfidate solo nel 2016, a Santa Margherita di Pula, e vinse l’azzurra, reduce oggi dai quarti raggiunti a Budapest. In caso di vittoria, se la vedrebbe con Sanders o Fernandez. Sul Centrale, il programma inizierà alle 18 e vedrà grandi protagoniste entrambe le sorelle Wiliams. Si parte alle 18 italiane con Halep-Vekic; poi attenzione a Serena Williams che tornerà in campo contro Parrizas-Diaz. In seguito il derby americano Stephens-Kenin, Sanders-Fernandez e, come ultimo match, Venus Williams contro Teichmann.

Sulla giornata di tennis di questo lunedì pesa comunque l’incognita pioggia nella regione del Canada orientale: su Montreal è prevista pioggia durante tutta la giornata.

 

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ATP

ATP Montreal, qualificazioni: Fognini facile sul carneade Stevenson, Marcora non può nulla contro Draper

Tra Fabio, tds n. 2 del tabellone cadetto, e il main-draw c’è ora il tedesco Altmaier. Roberto lotta fornendo una buona performance, nonostante subisca il bagel arrendendosi al servizio mancino del britannico

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Fabio Fognini (ITA) playing against Andrey Rublev (RUS) in the third round of the Gentlemen's Singles on No.3 Court at The Championships 2021. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 5 Friday 02/07/2021. Credit: AELTC/Simon Bruty

[2] F. Fognini b. [LL] K. Stevenson 6-3 6-1

Fabio Fognini stacca agilmente il pass per il secondo e conclusivo turno del tabellone cadetto del National Bank Open presented by Rogers, superando in neanche un’ora di gioco l’alternate di casa Kelsey Stevenson. Poco più di un allenamento per il ligure, numero due del seeding delle qualificazioni, che ha travolto il malcapitato canadese. Troppa la differenza di livello, che oltre ad essere rappresentata dalle 768 posizioni di distanza in classifica tra i due giocatori, viene per certi versi ancor di più evidenziata dal fatto che il 32enne Kelsey sia un doppista, tra l’altro non di primo piano considerando che ha ottenuto il miglior risultato della carriera proprio la settimana passata trionfando in coppia con il britannico Billy Harris al Challenger di Winnipeg.

L’ex n. 9 del mondo ha già l’opportunità di breakkare nel primo gioco della partita, ma manca di concretizzare le prime due chance. Quando la possibilità si ripresenta Fabio non perdona, strappo nel sempiterno dirimente settimo game e consolidamento senza spauracchi. Anzi, giunge puntuale anche il doppio break sul 5-3 e i giochi del parziale inaugurale terminano così dopo 31 minuti. Fogna capisce che si può accelerare, cosicché possa preservare energie importanti in vista del – si spera – main-draw ma anche ovviamente per il torneo di specialità al fianco di Bolelli: break chirurgico nel quarto game della seconda frazione.

 

Qui si assiste all’unico momento della sfida dove si materializza quantomeno un pochino di pathos, il 35enne di Arma di Taggia deve cancellare due palle del contro-break, le uniche offerte in tutto il match. La soluzione al problema presentatosi viene messa in pratica alla perfezione, allora a questo punto la restante parte dell’incontro va via liscia in men che non si dica per il diavolo della coppia più famosa del tennis azzurro. Ancora break nel sesto gioco, il quarto in totale, e chiusura in battuta. Grandissima prestazione del servizio ligure, se si escludono i 4 doppi falli, con il 62% di prime in campo, l’82% di conversione e anche un ottimo 65% di trasformazione con la seconda. Per accompagnare Berrettini e Sinner nel tabellone principale del Masters 1000 di Montreal, il n. 55 ATP dovrà prevalere sulla tds n. 10 Daniel Altmaier. Il tedesco ha vinto con un doppio 6-3 sulla wc di casa Weekes, un solo precedente tra lui e Fognini: ad inizio anno successo italico a Sydney con lo score di 6-3 7-5.

[11] J. Draper b. [LL] R. Marcora 6-3 6-0

Come il semisconosciuto battuto dal vincitore nel Principato monegasco 2019, anche l’altro azzurro impegnato in queste quali del Canada Open Roberto Marcora ha avuto la possibilità di disputare questo match entrando come alternate. Ricordiamo che l’ex n. 150 del mondo aveva annunciato il ritiro lo scorso 20 febbraio, salvo poi ritornare sui suoi passi e riprendere ad allenarsi nel mese di luglio a Montecarlo, con l’obbiettivo di rientrare alle gare proprio nello swing sul cemento nordamericano. Dunque il 32enne di Busto Arsizio deve ringraziare, fra gli altri, anche i connazionali Musetti e Sonego che hanno preferito proseguire gli allenamenti piuttosto che prendere parte ai due turni delle qualificazioni. Ebbene, il n. 556 ATP ha comunque valorizzato al massimo la chance concessagli, sfruttando l’occasione attraverso una buona versione di sé. Il suo avversario, tds n. 11 del seeding cadetto, era di primissimo piano: quel Jack Draper n. 81 delle classifiche. Il talentuoso britannico, stella nascente del tennis british, viene già delineato da molti come un futuro Top 10.

Roberto ha retto il confronto quasi per l’intero match – ad eccezione dell’ultimo game della partita -, nel primo set pur andando subito sotto 2-0 ha mollato la presa sul servizio soltanto dopo 14 punti e dopo tre palle break annullate – due consecutive sul 15-40 -. L’allungo del mancino di sua maestà è stato controllato fino al termine del parziale, risultando così decisivo. Ciò nonostante l’applausometro verso l’italiano deve essere portato alle stelle considerando lo spirito e l’atteggiamento sempre volitivo, doti che gli hanno permesso di evitare un nuovo break sul 2-3 frantumando il quinto break point concesso. Il secondo set, invece a discapito di quello che farebbe intuire il punteggio, è stato alquanto combattuto: dei primi cinque giochi, due si sono decisi a 30 e altrettanti ai vantaggi. Ciò che è balzato maggiormente all’occhio, quindi, è stata la gestione dei punti importanti e non la tenuta generale della partita, come spesso accade quando s’incrociano giocatori così lontani nel ranking. Tra le statistiche da sottolineare il solito debordante servizio mancino di Draper: 10 ace, un inequivocabile 92% di punti con la prima e 0 palle break offerte. Ma siamo certi che per il lombardo questa esperienza sarà propedeutica ad arrivare maggiormente pronto al prossimo incontro di questo livello. Per Jack adesso l’ostacolo transalpino Quentin Halys, settima forza del seeding delle quali.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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