Djokovic: “Forse mi prenderò altro tempo”

Interviste

Djokovic: “Forse mi prenderò altro tempo”

Dopo la sconfitta con Chung: “Devo riesaminare tutto con il mio team. Hyeon è più maturo, gran match”

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Credi di aver giocato contro qualcuno che ricorda un po’ te qualche anno fa?
Sì. Congratulazioni a Chung e al suo team. Formidabile. Un’incredibile performance. È stato il migliore in campo questa sera. Ha meritato di vincere, senza alcun dubbio.  In qualunque momento si sia trovato in difficoltà, ne è uscito fuori con colpi incredibili, con dei passanti. E da fondo campo era quasi un muro. È impressionante. Gli auguro il meglio.

Come stai?
Beh, non alla grande. Sfortunatamente, non bene. Alla fine del primo set ho iniziato a sentire dolore. Quindi ho dovuto averci a che fare fino alla fine del match.

Come hai affrontato il match sapendo di non giocare al meglio?
Prima di tutto, voglio dire che sono estremamente grato di aver avuto la possibilità di giocare. Non sapevo se ne sarei stato in grado. Quindi essere riuscito a giocare quattro partite è un buon risultato, un buon torneo. Però sono deluso di essere uscito al quarto turno. Ma queste sono le circostanze, devo accettare la realtà. È frustrante quando hai avuto tutto questo tempo e non sei guarito correttamente. Ma è così, deve esserci una qualche ragione dietro tutto questo. Sto cercando di fare del mio meglio perché amo questo sport. Mi piace allenarmi. Mi diverto a migliorare, sperando di poterlo fare, giocare e competere. Quella di oggi è stata sfortunatamente, una giornata nella quale dovevo fare i conti con troppe cose.

 

Credi di aver bisogno di più tempo fuori per poter guarire?
Non lo so. Al momento non lo so. Devo riesaminare tutto con il mio team, con il team medico, gli allenatori, fare un’ecografia, vedere com’è la situazione. Nelle ultime due settimane ho giocato molto a tennis. Vediamo cosa sta succedendo dentro.

All’inizio del torneo pensavi di essere abbastanza in forma da poter affrontare sette partite?
Sì, speravo di poterlo fare. Come dicevo prima, in quanto atleta professionista, abbiamo a che fare con il dolore ad un certo livello, ad un certo grado. Ti ci abitui. Però non voglio parlare del mio infortunio questa sera perché farei un torto alla vittoria di Chung, gli toglierei il credito che merita.

Due anni fa quando lo hai affrontato, il suo ranking era più basso di ora, ma oggi sembra più maturo.
Sì.

Sta crescendo. Quali differenze hai notato rispetto al match di due anni fa?
Una grande differenza. È più forte fisicamente. E come hai detto, più maturo. Credo abbia affrontato alcuni match importanti negli ultimi 15 mesi. Penso che aiuti a costruire fiducia ed esperienza, ad imparare cosa fare nei momenti decisivi. Ed oggi è stato grande in quei momenti. Non ha mostrato segni di debolezza, non molti. È stato molto costante, ha giocato una grande partita.

Nello stile di gioco e nella tattica, è risaputo che gli piaci molto, eri il suo idolo mentre cresceva.
Sai, abbiamo un gioco molto simile. Ha sicuramente il tennis per diventare un top-10, senza alcun dubbio. Quanto lontano possa andare, dipende da lui. Lo rispetto molto perché è un grande lavoratore, è disciplinato, è un bravo ragazzo, tranquillo. Si vede che tiene molto alla sua carriera e alla prestazione. Quindi sono sicuro che otterrà ottimi risultati in futuro.

Quanto sei contento di aver trovato il livello giusto per lottare, per andare avanti? E sei preoccupato che questo possa aver causato maggiori danni?
Guarda, quando sei in partita devi affrontare molte cose. O almeno ci provi. C’è sempre lì una possibilità per te. È sempre lì la possibilità di superare le cose, di accettare qualunque cosa, di provare a dare del tuo meglio. Mi è già successo in passato, mi sono trovato nella situazione di dover affrontare dei piccoli infortuni durante la partita, e poi sono riuscito a vincere o meno. Ma so che il livello di sofferenza non era tale da dover fermare il match, anche se ha compromesso il servizio. E quello ovviamente è un colpo importante, specialmente contro Chung che risponde molto bene. Avrei voluto qualche punto dalla prima di servizio ma così non è stato. È la vita. Bisogna andare avanti.

Se avessi vinto il terzo set, come credi ti saresti sentito fisicamente, braccio a parte?
No, stavo bene. Braccio a parte. Speravo di portare la partita al quarto set, perché Chung non ha giocato moltissimi match così lunghi. Quindi speravo di poter avere una possibilità. Ma nei momenti importanti lui ha giocato un tennis di alto livello. Ha meritato la vittoria.

Qualche tempo fa hai detto che il lupo che scala la montagna è più affamato di quello già in cima. Credi che questa è una dinamica che ha influenzato il match?
Immagino di essere uno dei lupi, quello che ancora scala, che prova a scalare (ride). No, so come si sentiva. Credo che essere un giovane tennista, su un grande palcoscenico, senza nulla da perdere, ovviamente tutto ciò ti da forza, energia, tanta motivazione. Devo solo fargli i complimenti per questa sera. È stato migliore nei momenti decisivi. 7-6, 7-5, 7-6, in tre ore, tre e mezza, è stata lunga. Si è dovuto guadagnare la vittoria. Almeno volevo sfidarlo a meritarsela, senza che gliela consegnassi. Ed è quello che ha fatto quindi… Ben fatto.

Quali sono stati i momenti chiave del match?
Ho iniziato male. Ero sotto di due break, ho cercato di recuperare. Probabilmente il tie-break del primo set, è stato mentalmente solido e paziente. E anche nel secondo set era in vantaggio. Credo che per l’intera partita io abbia cercato di recuperare e di inseguirlo. È sempre stato in vantaggio.

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ATP

Medvedev sotto pressione, ma carico: “Posso fare grandi cose tra Cincinnati e New York”

Numero 1 a rischio per il russo, reduce dal k.o. contro Kyrgios. Nadal può superarlo, in una battaglia proiettata anche allo US Open dove Medvedev difenderà il titolo

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Daniil Medvedev - Miami 2022 (foto Twitter @miamiopen)

La precoce sconfitta di Montreal contro Nick Kyrgios – uno che, in giornata ‘sì’, può battere chiunque – ha messo un filo di pressione addosso a Daniil Medvedev. Il russo è pronto all’esordio a Cincinnati contro l’olandese Botic Van de Zandschulp (battuto due volte a livello Slam), e sa di non non poter sbagliare se vuole difendere il primo posto nel ranking. Il sorpasso in vetta da parte di Rafa Nadal avverrebbe infatti in caso di successo del maiorchino nel torneo e contemporanea eliminazione di Medvedev prima dei quarti di finale. In ogni caso, è una battaglia destinata a riaccendersi allo US Open dove il 26enne di Mosca – anche qui, pressione non poca – difende il titolo conquistato esattamente un anno fa.

Nell’incontro con i media in apertura del Masters 1000 dell’Ohio, Medvedev ha ricordato come proprio da Cincinnati nel 2019 fa partì la sua ascesa (primo trofeo sollevato in un torneo di questo livello) con l’approdo immediatamente successivo alla finale dello US Open (persa, in quella occasione, proprio contro Nadal). “Arrivai alle 4 del mattino per un ritardo aereo e il giorno dopo avrei giocato il primo turno – ha ricordato -, ero molto stanco, ho iniziato nell’ottica di vedere man mano come mi sentissi. Alla fine sappiamo com’è andata e ho grandi ricordi, specie della semifinale vinta contro Djokovic. Questo torneo non è cambiato, sa offrire una grande atmosfera.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

 

ROAD TO NEW YORK – Della sconfitta con Kyrgios in Canada, onestamente, Medvedev sembra aver smaltito le tossine. Impermeabile (questa volta) anche agli screzi con il pubblico che al solito hanno fatto notizia. Ma senza lasciare strascichi. “È sempre orribile perdere al primo turno – la sua analisi a freddo -, detto ciò, avevo di fronte un avversario di alto livello e ho giocato comunque una buona partita“. Capitolo chiuso, perché è opportuno guardare subito avanti in una coda d’estate per lui così densa di significato: “I risultati delle ultime stagioni qui negli Stati Uniti mi danno fiducia – ha concluso -, credo di poter fare grandi cose sia in questa settimana sia poi a New York. Vincere giocando bene rappresenta ovviamente la strada migliore verso lo US Open, ma va anche detto che il livello di questi primi turni è molto alto, bisogna pensare partita per partita“. Agli ottavi di finale, in proiezione, potrebbe trovare Shapovalov.

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Flash

WTA Toronto, Halep: “Questa vittoria mi darà una spinta per credere che ci sarà altro in arrivo”

Simona Halep raggiante per il titolo e il ritorno in top10: “A volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e lottare per ritrovare fiducia”

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Simona Halep, conferenza post-vittoria - Toronto 2022

La 30enne Simona Halep si aggiudica il WTA 1000 di Toronto, centrando la tripletta in Canada battendo la brasiliana Beatriz Haddad Maia per 6-3 2-6 6-3. In conferenza stampa, la rumena ci ha tenuto a specificare quanto questo successo abbia importanza per lei, sia in termini di ranking che per la fiducia futura.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

D. Ovviamente c’erano molti fan rumeni tra la folla e tu ne hai accennato. Ma quanta differenza fa per te e forse per il tuo avversario avere un tale supporto vocale, anche quando non sei in Romania?
SIMONA HALEP: Beh, per me è fantastico avere un supporto così grande perché ti spinge nei momenti difficili. E facevano il tifo per me ogni singolo punto, anche se durante la partita ero a terra. È molto importante perché senti di avere così tante persone accanto a te e ti senti un po’ più forte. Ma oggi è stata una bella atmosfera anche per lei. Quindi penso che la partita sia stata grandiosa perché anche noi siamo stati spinti così tanto dal pubblico.

 

D. Beatriz Haddad Maia ha battuto molte delle sue avversarie con il suo servizio feroce e con un dritto schiacciante. Quindi mi chiedo come hai fatto a contrastare quel ritmo in questa finale?
SIMONA HALEP: Sì, all’inizio è stata davvero dura. Ed è mancina, quindi la pallina stava arrivando diversamente, per la rotazione. È molto potente. È solida. E non è mai facile giocare contro di lei. Ci ho giocato sull’erba. Mi ha battuta qualche settimana fa, qualche mese fa. Quindi sapevo che sarebbe stata una bella sfida e una bella battaglia. Così è stato oggi, e sono davvero felice di essere stata davvero più forte nei momenti importanti.

D. Adesso sei di nuovo tra le prime 10. Credo che sia passato un anno da quando sei uscita dalla top 10. Quindi, quando guardi indietro a quest’anno, puoi forse descrivere cosa lo rende ancora più speciale ora che non stai solo vincendo ma sei tornata tra i primi 10 al numero 6 al mondo.
SIMONA HALEP: Sì, sono lì da molti anni. Ma ora mi sento come se fosse una cosa di grande rilevanza tornare tra le prime 10. Sono davvero felice di questa prestazione. Quando ho iniziato l’anno non ero molto fiduciosa e mi sono posta l’obiettivo di essere, a fine anno, in top10. Ed eccomi qui. Quindi è un momento molto speciale. Mi divertirò. Mi darò credito. Sto solo sognando di più.

D. Questo è il tuo terzo titolo in Canada. Come si paragona questa vittoria con le tue vittorie nel 2016 e nel 2018?
SIMONA HALEP: Oh, beh, è ​​difficile fare un confronto. Sono una persona diversa. Sono cambiata così tanto. Ma la felicità di vincere un titolo è la stessa. Questo torneo è un torneo piuttosto grande. È un grande torneo. Molti giocatori stanno giocando qui. Molti top player, in realtà. Quindi, sì, è una grande vittoria, secondo me. Lo prendo davvero con entrambe le mani. Darà a me stessa una spinta in più per credere che ci sarà altro in arrivo.

D. Ti è stato chiesto del momento più difficile della partita. Puoi parlare della tua mentalità nel tuo gioco di servizio in cui hai commesso quattro doppi falli?
SIMONA HALEP: Oh, sì, terribile. Sì, lo so, sono stata un po’ stressata. Non mi aspettavo di fare quattro doppi falli in un game. Non so se è successo prima. Ma a volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e di lottare ancora per calmarti e ritrovare la fiducia. Alla fine, è stato molto meglio servire.

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ATP

ATP Montreal, Carreno Busta: “Quest’anno non abbiamo ottenuto buoni risultati, ma ora possiamo dire di avere il nostro trofeo”

“In questo momento della mia carriera a 31 anni, ho solo bisogno di divertirmi” così Pablo Carreño Busta, dopo la prima vittoria il un 1000

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Pablo Carreno Busta - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal Pascal Ratthe/Tennis Canada)

Il 31enne Pablo Carreño Busta ha battuto in tre set Hubert Hurcakz vincendo il Masters 1000 canadese, il primo della sua carriera di questa categoria. Di seguito la conferenza stampa del tennista spagnolo dopo il successo.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

D. Di cosa sei più orgoglioso per questo titolo e questa settimana?
PABLO CARRENO BUSTA: Beh, devo ringraziare tutta la mia squadra. Fanno un lavoro incredibile con me più mentalmente che con il tennis (sorridendo). È molto importante. Credono più in me stesso di quanto lo faccia io, probabilmente. Mi danno l’energia, il potere, per essere qui, no? Tutta la mia squadra presente qui, ma anche qualcuno che mi aspetta a Cincinnati, e Walter, il mio preparatore atletico che ora è a Barcellona. Grazie a tutti loro perché sono molto, molto importanti per me.

 

D. Ovviamente non è il tuo primo titolo in carriera, ma dove si colloca questo successo?
PABLO CARRENO BUSTA: Non è il primo, ma è probabilmente o sicuramente il più importante. È un Masters 1000. È qualcosa di fantastico vincere questo tipo di titoli. Probabilmente quest’anno non abbiamo ottenuto buoni risultati, ma finalmente possiamo dire che abbiamo il nostro trofeo, ed è un trofeo molto, molto importante.

D. Ricordo che l’anno scorso quando hai vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi eri emozionato. Oggi eri anche emotivo. Due gare molto diverse. Puoi confrontare i sentimenti tra l’anno scorso e quello di oggi?
PABLO CARRENO BUSTA: È difficile fare un confronto perché le Olimpiadi sono le Olimpiadi. Era una medaglia di bronzo. Non ho vinto come oggi. Ma ho battuto Medvedev. E battere Djokovic per vincere la medaglia di bronzo è stato sicuramente il momento più emozionante della mia carriera. È vero che oggi ovviamente mi sento anche molto, molto felice. È diverso, ma me li sto godendo entrambi. Vorrei continuare a divertirmi.

D. Chi hai chiamato per primo quando sei tornato negli spogliatoi? I tuoi genitori, la tua famiglia?
PABLO CARRENO BUSTA: Beh, ho mio padre con me qui. Mio padre chiamava mia madre e mia nonna. Così ho parlato con loro. Dopo di che ho chiamato il mio Samuel che è a Cincinnati che mi aspetta. Arriva ieri. Adesso cambiamo allenatore. Jose Antonio sta tornando a casa. Sono con Samuele. Queste sono entrambe le chiamate. Anche a mia moglie che è in Spagna. Quindi cercherò di chiamare molte persone. Ma ora in Spagna stanno dormendo. Stavano guardando la mia partita. Quando ho finito, sarebbero dovuti andare a dormire. Probabilmente domani con più calma parleremo con molte persone.

D. Puoi spiegare perché giochi sempre il tuo miglior tennis all’aperto sui campi in cemento? Qual è il tuo gioco che si abbina bene al cemento?
PABLO CARRENO BUSTA: Beh, io sono cresciuto su questa superficie, su questi campi, quando ero nella mia città natale a Gijon. Quando ero giovane, mi allenavo sempre su questa superficie, quindi mi sento molto a mio agio. È vero che quando andai a Barcellona a 15 anni cominciai a giocare di più sulla terra battuta. Quindi è per questo che gioco bene su entrambe le superfici, penso. Ma è vero che in questa parte dell’anno, ad agosto, quando vengo in America, in Canada e negli Stati Uniti, mi sento davvero a mio agio in campo. Probabilmente faccio il mio miglior tennis qui.

D. Sei in tour da 13 anni. Hai aspettato a lungo un titolo come questo. C’è mai stato un momento nella tua carriera in cui hai pensato di non avere le carte in regola?
PABLO CARRENO BUSTA: Non c’è stata una pressione in più. So che non è facile vincere questo tipo di titoli. Non tutti hanno un Masters 1000 nella loro carriera. Ad esempio, Ferrer era il numero 3 al mondo e ne ha vinto appena uno. So che è molto difficile vincerlo. Non c’era una pressione extra per avere questo titolo. Ma è vero che ora ce l’ho e mi divertirò. Cercherò di continuare non concentrandomi solo sui trofei, più sul godermi i momenti, godermi il mio gioco, godermi i tornei, la vita in generale. So che in questo momento della mia carriera con 31 anni, ho solo bisogno di divertirmi. Probabilmente ho qualche anno in più, non so, tre, quattro, cinque, sei, spero siano di più ma non lo sappiamo, quindi devo divertirmi molto.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

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