Coppa Davis, Giappone-Italia: sfida da vincere. Aprono Daniel e Fognini

Coppa Davis

Coppa Davis, Giappone-Italia: sfida da vincere. Aprono Daniel e Fognini

A Morioka occasione ghiotta per gli azzurri che affronteranno i padroni di casa privi del loro nr.1 e di Nishioka. Vincendo l’Italia avrebbe la certezza di giocarsi i quarti in casa (contro Francia o Olanda). Il sorteggio della sfida

Pubblicato

il

 
 

Dopo gli Australian Open non c’è nemmeno il tempo di rifiatare che subito arriva il week-end dedicato alla Davis, nella fattispecie quello relativo agli ottavi di finale della manifestazione. È una edizione particolare questa del 2018, perché il Board dell’ITF ha promulgato alcune variazioni al regolamento. Per quanto riguarda il World Group tutti i team possono convocare 5 uomini e non più 4. Inoltre in caso di punteggio sul 3-0 dopo la prima giornata la domenica verrà disputato solo il primo singolare (al meglio dei tre set con tie break in tutti i parziali). Più consistenti le modifiche al regolamento per i World Group I e II. Tutti i match saranno al meglio dei tre set fatta eccezione per il doppio che rimarrà al meglio dei cinque. Inoltre se il quarto incontro (il primo singolare della domenica) sarà decisivo automaticamente non verrà disputato il quinto. L’ITF si riserva di estendere queste ultime modifiche anche al World Group in caso di riscontro positivo delle stesse, ma l’impressione per gli amanti della manifestazione e che la stessa finirebbe con lo svilirsi totalmente rispetto alla sua ultrasecolare tradizione. Vedremo cosa succederà.

Ai nastri di partenza dell’edizione 2018 della Coppa Davis anche la nostra nazionale, che in sede di sorteggio ha pescato l’unica combinazione tra i papabili avversari che la poteva portare a giocare fuori casa, cioè il Giappone, che ha avuto il vantaggio del fattore campo grazie alla monetina. Se però da questo punto di vista siamo stati sfortunati, c’è anche da dire che l’assenza di Kei Nishikori tra i nostri avversari (unita a quella di Yoshihito Nishioka, ancora indisponibile dopo la rottura del crociato l’anno scorso), spianano nella sostanza la strada alla nostra nazionale per il colpo in trasferta che ci garantirebbe oltretutto la possibilità di giocare la sfida dei quarti in casa, visto che sia con Francia che con Olanda nell’ultimo precedente abbiamo giocato in trasferta. La sfida si giocherà indoor, sul veloce e sarà disputata non all’Ariake Coliseum di Tokyo dove di solito il Giappone disputa i suoi match casalinghi di Davis, ma bensì alla Takaya Arena di Morioka, nota località sciistica giapponese nota per aver ospitato nel 1993 i campionati mondiali di sci alpino. Vediamo i convocati dei due team e il loro stato di forma.

GIAPPONE

 

Capitan Iwabuchi ha dovuto fare a meno come detto in precedenza della sua punta di diamante, Kei Nishikori (costretto a saltare anche gli Australian Open) e di Yoshihito Nishioka, 22enne in grande progresso lo scorso anno prima della rottura del crociato a Miami. Ed allora tutte le speranze vengono riposte su Yuichi Sugita, nr.41 ATP (best ranking l’anno scorso al nr. 36), giocatore pericoloso sulle superfici veloci e anche sull’erba, dove l’anno scorso ha vinto il primo e sin qui unico titolo della sua carriera ad Antalya. In Davis è stato spesso utilizzato in doppio con il connazionale Uchiyama, ha giocato entrambi i singolari nella sfida di play-off dell’anno scorso contro il Brasile vincendoli (ha un record nella competizione di 7 vittorie e 4 sconfitte ed in doppio di 1 vittoria e 5 sconfitte, ma la maggior parte delle vittorie sono state ottenute contro avversari di medio livello). Sfortunato agli ultimi Australian Open, dove dopo aver battuto al 1° turno Jack Sock è stato sconfitto al secondo da Ivo Karlovic che l’ha spuntata per 12-10 al quinto set. Sugita giocherà praticamente in casa, visto che è nato a Sendai che dista appena un’ora di treno da Morioka. “Ci saranno un sacco di parenti ed amici che saranno lì per vedermi, sarà molto bello per me”.

Il posto di secondo singolarista se lo giocheranno Taro Daniel e Go Soeda, rispettivamente nr.100 (ma è stato massimo nr. 86 nel ranking anche se ha solo 24 anni) e nr. 159 ATP. Taro Daniel è un tennista asiatico atipico che gioca meglio sulla terra che sul veloce (l’anno scorso dalle qualificazioni è approdato al 2° turno al Roland Garros), ma che frequenta di base il circuito challenger con rare apparizioni nei main draw del circuito ATP. Lontano oramai dal suo momento migliore (tennisticamente parlando) Go Soeda, anche lui di solito impegnato nei challenger ITF. Unica certezza la coppia che sarà schierata in doppio contro gli azzurri, Uchiyama e McLachlan (origini neozelandesi ma mamma giapponese) con quest’ultimo approdato in semifinale nella specialità agli ultimi Australian Open con il tedesco Struff.

ITALIA

Corrado Barazzuti ha convocato i soliti quattro (Fabio Fognini, Andreas Seppi, Paolo Lorenzi e Simone Bolelli) delle ultime sfide di Davis e potendo contare su un quinto elemento ha aggregato al gruppo anche Thomas Fabbiano. L’inizio di stagione dei nostri atleti non poteva essere migliore. Fognini e Seppi hanno raggiunto entrambi gli ottavi di finale a Melbourne (sconfitti come sappiamo da Berdych ed Edmund) ma c’è da sottolineare che la settimana prima lo stesso Fognini aveva raggiunto la semifinale a Sydney (poi persa con il futuro vincitore Medvedev) mentre Andreas aveva vinto il challenger di Canberra.

Nota di merito non da poco per Seppi che è stato convocato in Davis per il 13° anno, risultato che lo pone al terzo posto nella speciale classifica, al pari del suo attuale capitano Barazzutti e dietro solo ad Adriano Panatta (14 edizioni disputate) e Nicola Pietrangeli (18), altra testimonianza della professionalità e perché no anche di una discreta longevità agonistica del tennista trentino. Anche Paolo Lorenzi è apparso in discrete condizioni e il tutto fa ben sperare per un successo in terra giapponese. Al momento nei singolari sono favoriti Fognini e Seppi con Fognini pronto anche in doppio a far compagnia al fido Bolelli.

SORTEGGIO

Saranno Taro Daniel e Fabio Fognini ad aprire la sfida di Morioka, mentre toccherà poi a Yuichi Sugita e Andreas Seppi completare la prima giornata. Le sfide inizieranno nella notte tra giovedì e venerdì alle ore 4 italiane (diretta Supertennis). In doppio schierati gli altri uomini convocati, ma mentre per il Giappone appare abbastanza scontato che saranno Uchiyama e McLachlan a scendere in campo, sulla sponda italiana la coppia Lorenzi/Bolelli sarà quasi sicuramente cambiata come del resto consente il regolamento della Davis (entro 30 minuti dall’inizio dell’incontro). Ecco di seguito le sfide del week-end:

Venerdì 2 febbraio (ore 4 italiane)
Taro Daniel vs Fabio Fognini
Yuichi Sugita vs Andreas Seppi

Sabato 3 febbraio (ore 5 italiane)
Ben McLachlan/Yasutaka Uchiyama vs Simone Bolelli/Paolo Lorenzi

Domenica 4 febbraio (ore 4 italiane)
Yuichi Sugita vs Fabio Fognini
Taro Daniel vs Andreas Seppi

PRECEDENTI TRA I GIOCATORI

Per la maggior parte arridono ai nostri tennisti, solo Sugita è riuscito in un’occasione a sconfiggere Thomas Fabbiano. Fabio Fognini non ha mai affrontato nessuno dei tennisti giapponesi convocati.

Sugita-Lorenzi 0-1
2013 MS Shanghai, hard, qual, Lorenzi 6-3 6-4

Sugita-Seppi 0-1
2016 Halle, grass, R16, Seppi 6-3 6-0

Sugita-Fabbiano 1-0
2017 Shenzhen, hard, QF, Sugita 6-2 6-4

Sugita non ha mai giocato contro Fognini e Bolelli

Daniel-Lorenzi 0-2
2016 Bucarest, clay, R16, Lorenzi 6-2 6-0
2013, Cordenons, clay, R16, Lorenzi 6-4 6-4

Daniel-Fabbiano 1-2
2016 Shenzen, hard, R32, Fabbiano 4-6 6-0 6-3
2015 Roma, clay, R16, Daniel 7-6(2) 2-6 6-4
2014 Mestre, clay, R32, Fabbiano 6-1 3-6 6-0

Daniel-Bolelli 0-2
2017 Santiago, clay, QF, Bolelli 6-4 6-4
2016 Marrakech, clay, R32, Bolelli 7-5 6-4

Daniel non ha mai giocato contro Fognini e Seppi

Soeda-Lorenzi 0-2
2008 San Luis Potosi, clay, R32, Lorenzi 6-1 6-0
2005 Canberra, clay, R16, Lorenzi 6-2 6-3

Soeda-Fabbiano 0-3
2017 Seul, hard, QF, Fabbiano 3-6 6-2 6-3
2014 Shanghai, hard, QF, Fabbiano 6-4 7-6(0)
2013 Recanati, hard, R16, Fabbiano 6-3 6-1

Soeda-Bolelli 0-1
2015 Nottingham, grass, R64, Bolelli 6-3 6-2

Soeda non ha mai giocato con Fognini

Uchiyama-Fabbiano 0-1
2017 Zhuhai, hard, R16, Fabbiano 6-1 6-0

Uchiyama non ha mai giocato con Fognini, Lorenzi, Seppi e Bolelli

Mclachlan non ha mai affrontato nessuno tra i convocati italiani

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI

Sono solo due i precedenti tra le nazionali, oltretutto molto datati. Trattasi infatti di due sfide degli anni ’30, giocate in Italia e vinte in entrambe le occasioni dagli azzurri all’ultimo singolare.

GIAPPONE-ITALIA 0-2

11-13 Luglio 1930, Genova, clay, outdoor, Finale Europea
ITALIA-GIAPPONE 3-2

Harada-De Morpurgo 6-4 6-3 7-5
De Stefani-Ota 6-3 6-4 4-6 6-4
De Morpurgo/De Stefani-Abe/Harada 8-6 9-7 6-8 2-6 6-1
Harada-De Stefani 6-2 7-5 7-5
De Morpurgo-Ota 6-0 6-2 6-1

8-10 luglio 1932, Milano, clay, outdoor, Semifinale Europea
ITALIA-GIAPPONE 3-2

De Stefani-Satoh 6-3 6-4 6-4
Kuwabara-Palmieri 6-0 6-2 1-6 6-3
Miki/Satoh-Palmieri/Sertorio 6-4 6-4 6-3
Palmieri-Satoh 4-6 4-6 6-1 6-1 6-2
De Stefani-Kuwabara 6-2 6-2 6-4

PRONOSTICO

Per l’Italia un’occasione più unica che rara. Vincere in Giappone significherebbe avere la certezza di giocare i quarti in casa come detto in precedenza e quindi con tutte le carte in regola per provare a ritornare in semifinale a distanza di 4 anni. È chiaro, i giapponesi non vanno sottovalutati, ma al momento il divario tecnico in campo appare notevole ed a vantaggio dei nostri uomini. Solo il doppio sulla carta sembrerebbe un match equilibrato, ma ci sono tutti i presupposti per poter chiudere la sfida anche agevolmente a nostro favore. Lo speriamo vivamente, una sconfitta sarebbe oltreché inopinata un vero e proprio disastro.

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

Pubblicato

il

Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

Continua a leggere

Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

Pubblicato

il

Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

Pubblicato

il

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement