ATP Dubai: Dimitrov tradisce se stesso e l’Emiro, fuori all’esordio

DUBAI - Dimitrov pasticcia ancora, va fuori contro la wild card Jaziri. È subito 'bye bye Dubai' anche per Thomas Fabbiano, unico italiano in tabellone

ATP Dubai: Dimitrov tradisce se stesso e l’Emiro, fuori all’esordio
Grigor Dimitrov - Australian Open 2018

da Dubai, il nostro inviato

CHE DELUSIONE GRIGOR! – Il bulgaro spreca una grossa occasione per incamerare punti importanti per la sua classifica (era l’unico top 10 del tabellone di un ATP 500) e rimedia una bruttissima figura, perdendo nuovamente contro un tennista non incluso nella top 100 (nel 2017, l’anno della sua consacrazione, gli era capitato ben tre volte). Onore invece a Jaziri, che aldilà dei grossi demeriti di Dimitrov, si è guadagnato la vittoria più importante della carriera, a 34 anni già compiuti, giocando sempre con coraggio, cercando il punto e mai rifugiandosi dietro un atteggiamento attendista. Come era nelle previsioni, si è dovuto attendere l’esordio della testa di serie numero 1 del torneo per vedere una degna cornice di pubblico. Grigor Dimitrov, che nonostante la prova decisamente incolore nel corso del match ha divertito molto col suo tennis gli spettatori – a fine secondo set in un cambio campo è partita una “Ola”- è sceso in campo poco dopo le 19, facendo così il suo ritorno in questo torneo che aveva giocato solo una volta, nel 2011, quando perse contro Gasquet al primo turno (“Ma a Dubai vengo spesso, ho tanti amici qui”, si era quasi giustificato il bulgaro in questi giorni negli Emirati). Jaziri, appena un anno fa nei primi 50 del mondo, ha una classifica modesta, 117 ATP, ma essendo tunisino e parlando la lingua araba è molto amato da queste parti. Vi era insomma sia la giusta atmosfera che le buone condizioni atmosferiche (un leggero vento allietava gli spettatori) per assistere a un piacevole match e tutto sommato così è stato.

 

Primo set molto equilibrato: il bulgaro ricorre ai vantaggi in due turni di servizio per conservarli, Jaziri annulla tre palle break consecutive nel primo gioco. La differenza tecnica emerge solo nel decimo gioco, quando il tunisino serve senza successo per conservare il servizio, consegnando il parziale al numero 4 del mondo. Nel secondo set le distanze si assottigliano ancora di più: si arriva sul 5 pari con Jaziri che conserva facilmente il suo servizio mentre è Grigor, a sorpresa, a dover fronteggiare ben quattro palle break distribuite tra il settimo e nono gioco. Nell’undesimo gioco, con il 4 ATP al servizio, altre due occasioni per Jaziri: la prima svanisce grazie al servizio dalla prima testa di serie del tabellone, ma, sulla seconda, una volée di dritto affossata in rete manda, tra l’incredulità e il divertimento generale, Jaziri a servire per il set. Il tunisino non si fa pregare: annulla una palla che avrebbe trascinato il bulgaro al tie-break e porta dopo un’ora e mezza la partita al terzo, l’epilogo più giusto per l’equilibrio visto in campo.

Il terzo inizia seguendo la falsariga dei primi due: Dimitrov alterna bei punti a errori non degni del suo talento; il tunisino gioca colpi spettacolari, rischiando il giusto, entusiasta per un match che si sta trasformando nella partita della vita (non aveva mai vinto contro un top 10 e una sola volta contro un top 20). Il divertimento del pubblico è insomma giustificato e tra le urla di incitamento, continue tra un punto e un altro, la prima svolta arriva a metà del terzo: Jaziri nel sesto gioco si salva da 15-40, mentre nel settimo il bulgaro perde incredibilmente la battuta a 0. Grigor cerca inutilmente con lo sguardo il proprio angolo, in attesa di un segnale. Sul 3-5 i primi due match point in favore del tunisino: sul primo Jaziri affossa in rete un passante di rovescio non impossibile, sul secondo il bulgaro si aiuta con un servizio vincente. Il tunisino non si scompone in vista del proprio turno di battuta: una spettacolare stop volley di dritto porta il bulgaro a palla break, ma con coraggio Jaziri la annulla venendo a rete. Dopo due ore e 17 minuti il campo delibera senza appello: Dimitrov sbaglia l’ennesimo rovescio in risposta e Jaziri, al colmo della gioia, accede al secondo turno dove affronterà Robin Haase. Il Dimitrov in timida ripresa di Rotterdam la combina grossa e rimanda ulteriori giudizi a Indian Wells.

DU-BYE ITALIA – Termina subito la presenza italiana all’ATP 500 di Dubai: Thomas Fabbiano è autore di una buona e generosa prova contro Filip Krajinovic, ma alla lunga emerge la maggiore consistenza del serbo, testimoniata dal divario in classifica. Un vero peccato perche Thomas ha giocato benissimo nel corso del primo set e non può rimproverarsi molto: sono confermate le buone sensazioni di Marsiglia, dove ha perso di stretta misura al secondo turno contro Dzhumhur.

Fa più caldo di ieri (il termometro indica 25°, due più di lunedi) e soprattutto l’umidità è decisamente più elevata, quando alle ore 16 locali scendono sul campo 1, secondo d’importanza del club, i giocatori. Ad assistere al match, tra lo sparuto pubblico, anche una decina buona di italiani che fanno sentire il loro sostegno al pugliese. Tra di essi, oltre allo staff di Fabbiano, anche Stefano Travaglia, eliminato nell’ultimo turno delle quali da Gulbis e accorso a sostenere l’amico e collega. Thomas è sceso in campo giustamente consapevole di potersela giocare: contro il serbo aveva giocato due volte, entrambe a livello Challenger, vincendo l’ultimo precedente risalente a due anni fa. Il 26enne serbo – dopo due brutti tornei ad inizio 2018 – è reduce dai quarti di Marsiglia (sconfitto 6-4 al terzo da Pouille).

Fase di gioco tra Fabbiano e Krajinovic: gli spalti in effetti non brulicano di tifosi…

Thomas parte bene, molto determinato e reattivo: spinge appena può, coi piedi dentro al campo, sbagliando pochissimo. Il serbo da parte sua, entra in campo con un atteggiamento indolente e pigro che rispecchia poi nel corso del primo set, dove è lento e falloso: inevitabile il 6-0 col quale l’azzurro chiude brillantemente il primo set. Il tennis, lo sappiamo bene, è uno sport tremendo e affascinante anche per i meccanismi del suo punteggio: per vincere, devi mettere da parte quanto di buono hai ottenuto e ripartire sempre daccapo, pena il rischio di vanificare tutto. Cosi Krajinovic, letteralmente dominato nel corso del primo parziale, inizia il secondo set con un diverso atteggiamento: lotta su ogni punto e fa sentire la maggiore pesantezza di palla rispetto a Tommy. Contemporaneamente Fabbiano scende leggermente d’intensità e così, dopo mezz’ora, il serbo è avanti 5-1. Torresi prova a scuotere l’allievo “Non mollare, ti serve dopo quel che fai adesso!“. Tutto inutile: quando da una manciata di minuti il grigiore del cielo ha fatto anticipare l’accensione della luce artificiale, si va al terzo set: Krajinovic vince il secondo parziale col punteggio di 6-2. Fabbiano esce dal campo per la sosta fisiologica e vi rientra nuovamente con carattere: nel primo gioco del terzo set annulla una pesante palla break e non si fa distrarre dal nervosismo provocatogli da una chiamata molto dubbia del giudice di sedia. Il match è ora combattuto: si è sull’1-1 dopo 18 minuti e Thomas si attira, grazie alla sua generosità, le simpatie del pubblico neutrale che fa partire piu di un “Go Thomas!“. Purtroppo è un fuoco di paglia: nel terzo gioco Krajinovic riesce a brekkare Fabbiano e sembra avere, almeno in questa fase, più soluzioni (evidente la differenza tra i due col servizio) e profondità di palla dell’italiano. Le sorti della partita sono segnate: in poco meno di due ore il serbo conquista gli ottavi, dove affronterà Baghdatis. Sento che il mio tennis è vicino al livello di questi avversari, ma devo migliorare nella continuità mentale se voglio batterli“: lucido e pacato Thomas a fine partita, raggiunto dal nostro inviato.

UN BRUTTO GASQUET – Nell’ incontro di apertura sul centrale, due buonissimi giocatori hanno dato vita a uno dei primi turni tecnicamente più interessanti di questa edizione dell’ATP 500 (era l’unico nel quale si affrontavano due top 50): Borna Coric, 50 ATP, ha avuto facilmente la meglio su Richard Gasquet​​, che pure aveva vinto l’unico precedente risalente alla Coppa Davis 2016. ​​Le attese sono state sostanzialmente deluse: d​opo un​’​ora di gioco ​esatte ​Coric​, apparso tonico e deciso a giocare vicino alla riga di fondo,​ è​ già​ 6-4 4-1 sopra​. Un fisiologico calo del croato e un contestuale tentativo disperato del francese consentono a​ Gasquet​ di controbrekkare e portarsi sul 3-4. Nell’ottavo gioco Richard​ ​annulla quattro palle che avrebbero mandato Coric a servire per il match ma alla quinta si incarta e innervosisce, pren​dendo anche un w​arning. Questa versione grigia e molto fallosa (quasi svogliata) del francese nulla poteva contro il buon Coric di questo primo turno: ora Borna in ottavi è atteso dalla sfida con un altro francese, Benoit Paire, contro il quale ha vinto nell’unico precedente di Cincinnati. Anche Jan-Lennard Struff, 56 ATP, ha già guadagnato l’accesso agli ottavi sconfiggendo in un match senza storia Andreas Haider Maurer, 417 ATP, entrato in tabellone col ranking protetto. L’austriaco è tornato all’attivita lo scorso giugno dopo un’assenza di un anno e mezzo e deve ancora deve trovare una vittoria a livello ATP. Sarà rivincita della finale di Marsiglia al secondo turno: Pouille e Khachanov non pagano le scorie del torneo francese e battono rispettivamente Gulbis e Istomin. Per Lucas ci sarà l’occasione di una pronta rivincita.

Risultati:

B. Coric b. [5] R. Gasquet 6-4 6-3
J-L. Struff b. [PR] A. Haider-Maurer 6-2 6-4
P-H. Herbert b. J. Sousa 4-6 6-4 7-6(8)
[7] F. Krajinovic b. T. Fabbiano 0-6 6-2 6-2
[2] L. Pouille b. [Q] E. Gulbis 6-4 6-4
[8] Y. Sugita b. [SE] I. Ivashka 7-5 6-1
K. Khachanov b. D. Istomin 7-6(1) 7-6(0)
[WC] M. Jaziri b. [1] G. Dimitrov 4-6 7-5 6-4
E. Donskoy b. [LL] B. Kavcic 6-3 6-4
[4] D. Dzumhur b. [Q] Y. Maden 6-3 6-4

Il tabellone completo

CATEGORIE
TAG
Condividi