ATP Dubai: Dimitrov tradisce se stesso e l'Emiro, fuori all'esordio

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ATP Dubai: Dimitrov tradisce se stesso e l’Emiro, fuori all’esordio

DUBAI – Dimitrov pasticcia ancora, va fuori contro la wild card Jaziri. È subito ‘bye bye Dubai’ anche per Thomas Fabbiano, unico italiano in tabellone

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da Dubai, il nostro inviato

CHE DELUSIONE GRIGOR! – Il bulgaro spreca una grossa occasione per incamerare punti importanti per la sua classifica (era l’unico top 10 del tabellone di un ATP 500) e rimedia una bruttissima figura, perdendo nuovamente contro un tennista non incluso nella top 100 (nel 2017, l’anno della sua consacrazione, gli era capitato ben tre volte). Onore invece a Jaziri, che aldilà dei grossi demeriti di Dimitrov, si è guadagnato la vittoria più importante della carriera, a 34 anni già compiuti, giocando sempre con coraggio, cercando il punto e mai rifugiandosi dietro un atteggiamento attendista. Come era nelle previsioni, si è dovuto attendere l’esordio della testa di serie numero 1 del torneo per vedere una degna cornice di pubblico. Grigor Dimitrov, che nonostante la prova decisamente incolore nel corso del match ha divertito molto col suo tennis gli spettatori – a fine secondo set in un cambio campo è partita una “Ola”- è sceso in campo poco dopo le 19, facendo così il suo ritorno in questo torneo che aveva giocato solo una volta, nel 2011, quando perse contro Gasquet al primo turno (“Ma a Dubai vengo spesso, ho tanti amici qui”, si era quasi giustificato il bulgaro in questi giorni negli Emirati). Jaziri, appena un anno fa nei primi 50 del mondo, ha una classifica modesta, 117 ATP, ma essendo tunisino e parlando la lingua araba è molto amato da queste parti. Vi era insomma sia la giusta atmosfera che le buone condizioni atmosferiche (un leggero vento allietava gli spettatori) per assistere a un piacevole match e tutto sommato così è stato.

Primo set molto equilibrato: il bulgaro ricorre ai vantaggi in due turni di servizio per conservarli, Jaziri annulla tre palle break consecutive nel primo gioco. La differenza tecnica emerge solo nel decimo gioco, quando il tunisino serve senza successo per conservare il servizio, consegnando il parziale al numero 4 del mondo. Nel secondo set le distanze si assottigliano ancora di più: si arriva sul 5 pari con Jaziri che conserva facilmente il suo servizio mentre è Grigor, a sorpresa, a dover fronteggiare ben quattro palle break distribuite tra il settimo e nono gioco. Nell’undesimo gioco, con il 4 ATP al servizio, altre due occasioni per Jaziri: la prima svanisce grazie al servizio dalla prima testa di serie del tabellone, ma, sulla seconda, una volée di dritto affossata in rete manda, tra l’incredulità e il divertimento generale, Jaziri a servire per il set. Il tunisino non si fa pregare: annulla una palla che avrebbe trascinato il bulgaro al tie-break e porta dopo un’ora e mezza la partita al terzo, l’epilogo più giusto per l’equilibrio visto in campo.

 

Il terzo inizia seguendo la falsariga dei primi due: Dimitrov alterna bei punti a errori non degni del suo talento; il tunisino gioca colpi spettacolari, rischiando il giusto, entusiasta per un match che si sta trasformando nella partita della vita (non aveva mai vinto contro un top 10 e una sola volta contro un top 20). Il divertimento del pubblico è insomma giustificato e tra le urla di incitamento, continue tra un punto e un altro, la prima svolta arriva a metà del terzo: Jaziri nel sesto gioco si salva da 15-40, mentre nel settimo il bulgaro perde incredibilmente la battuta a 0. Grigor cerca inutilmente con lo sguardo il proprio angolo, in attesa di un segnale. Sul 3-5 i primi due match point in favore del tunisino: sul primo Jaziri affossa in rete un passante di rovescio non impossibile, sul secondo il bulgaro si aiuta con un servizio vincente. Il tunisino non si scompone in vista del proprio turno di battuta: una spettacolare stop volley di dritto porta il bulgaro a palla break, ma con coraggio Jaziri la annulla venendo a rete. Dopo due ore e 17 minuti il campo delibera senza appello: Dimitrov sbaglia l’ennesimo rovescio in risposta e Jaziri, al colmo della gioia, accede al secondo turno dove affronterà Robin Haase. Il Dimitrov in timida ripresa di Rotterdam la combina grossa e rimanda ulteriori giudizi a Indian Wells.

DU-BYE ITALIA – Termina subito la presenza italiana all’ATP 500 di Dubai: Thomas Fabbiano è autore di una buona e generosa prova contro Filip Krajinovic, ma alla lunga emerge la maggiore consistenza del serbo, testimoniata dal divario in classifica. Un vero peccato perche Thomas ha giocato benissimo nel corso del primo set e non può rimproverarsi molto: sono confermate le buone sensazioni di Marsiglia, dove ha perso di stretta misura al secondo turno contro Dzhumhur.

Fa più caldo di ieri (il termometro indica 25°, due più di lunedi) e soprattutto l’umidità è decisamente più elevata, quando alle ore 16 locali scendono sul campo 1, secondo d’importanza del club, i giocatori. Ad assistere al match, tra lo sparuto pubblico, anche una decina buona di italiani che fanno sentire il loro sostegno al pugliese. Tra di essi, oltre allo staff di Fabbiano, anche Stefano Travaglia, eliminato nell’ultimo turno delle quali da Gulbis e accorso a sostenere l’amico e collega. Thomas è sceso in campo giustamente consapevole di potersela giocare: contro il serbo aveva giocato due volte, entrambe a livello Challenger, vincendo l’ultimo precedente risalente a due anni fa. Il 26enne serbo – dopo due brutti tornei ad inizio 2018 – è reduce dai quarti di Marsiglia (sconfitto 6-4 al terzo da Pouille).

Fase di gioco tra Fabbiano e Krajinovic: gli spalti in effetti non brulicano di tifosi…

Thomas parte bene, molto determinato e reattivo: spinge appena può, coi piedi dentro al campo, sbagliando pochissimo. Il serbo da parte sua, entra in campo con un atteggiamento indolente e pigro che rispecchia poi nel corso del primo set, dove è lento e falloso: inevitabile il 6-0 col quale l’azzurro chiude brillantemente il primo set. Il tennis, lo sappiamo bene, è uno sport tremendo e affascinante anche per i meccanismi del suo punteggio: per vincere, devi mettere da parte quanto di buono hai ottenuto e ripartire sempre daccapo, pena il rischio di vanificare tutto. Cosi Krajinovic, letteralmente dominato nel corso del primo parziale, inizia il secondo set con un diverso atteggiamento: lotta su ogni punto e fa sentire la maggiore pesantezza di palla rispetto a Tommy. Contemporaneamente Fabbiano scende leggermente d’intensità e così, dopo mezz’ora, il serbo è avanti 5-1. Torresi prova a scuotere l’allievo “Non mollare, ti serve dopo quel che fai adesso!“. Tutto inutile: quando da una manciata di minuti il grigiore del cielo ha fatto anticipare l’accensione della luce artificiale, si va al terzo set: Krajinovic vince il secondo parziale col punteggio di 6-2. Fabbiano esce dal campo per la sosta fisiologica e vi rientra nuovamente con carattere: nel primo gioco del terzo set annulla una pesante palla break e non si fa distrarre dal nervosismo provocatogli da una chiamata molto dubbia del giudice di sedia. Il match è ora combattuto: si è sull’1-1 dopo 18 minuti e Thomas si attira, grazie alla sua generosità, le simpatie del pubblico neutrale che fa partire piu di un “Go Thomas!“. Purtroppo è un fuoco di paglia: nel terzo gioco Krajinovic riesce a brekkare Fabbiano e sembra avere, almeno in questa fase, più soluzioni (evidente la differenza tra i due col servizio) e profondità di palla dell’italiano. Le sorti della partita sono segnate: in poco meno di due ore il serbo conquista gli ottavi, dove affronterà Baghdatis. Sento che il mio tennis è vicino al livello di questi avversari, ma devo migliorare nella continuità mentale se voglio batterli“: lucido e pacato Thomas a fine partita, raggiunto dal nostro inviato.

UN BRUTTO GASQUET – Nell’ incontro di apertura sul centrale, due buonissimi giocatori hanno dato vita a uno dei primi turni tecnicamente più interessanti di questa edizione dell’ATP 500 (era l’unico nel quale si affrontavano due top 50): Borna Coric, 50 ATP, ha avuto facilmente la meglio su Richard Gasquet​​, che pure aveva vinto l’unico precedente risalente alla Coppa Davis 2016. ​​Le attese sono state sostanzialmente deluse: d​opo un​’​ora di gioco ​esatte ​Coric​, apparso tonico e deciso a giocare vicino alla riga di fondo,​ è​ già​ 6-4 4-1 sopra​. Un fisiologico calo del croato e un contestuale tentativo disperato del francese consentono a​ Gasquet​ di controbrekkare e portarsi sul 3-4. Nell’ottavo gioco Richard​ ​annulla quattro palle che avrebbero mandato Coric a servire per il match ma alla quinta si incarta e innervosisce, pren​dendo anche un w​arning. Questa versione grigia e molto fallosa (quasi svogliata) del francese nulla poteva contro il buon Coric di questo primo turno: ora Borna in ottavi è atteso dalla sfida con un altro francese, Benoit Paire, contro il quale ha vinto nell’unico precedente di Cincinnati. Anche Jan-Lennard Struff, 56 ATP, ha già guadagnato l’accesso agli ottavi sconfiggendo in un match senza storia Andreas Haider Maurer, 417 ATP, entrato in tabellone col ranking protetto. L’austriaco è tornato all’attivita lo scorso giugno dopo un’assenza di un anno e mezzo e deve ancora deve trovare una vittoria a livello ATP. Sarà rivincita della finale di Marsiglia al secondo turno: Pouille e Khachanov non pagano le scorie del torneo francese e battono rispettivamente Gulbis e Istomin. Per Lucas ci sarà l’occasione di una pronta rivincita.

Risultati:

B. Coric b. [5] R. Gasquet 6-4 6-3
J-L. Struff b. [PR] A. Haider-Maurer 6-2 6-4
P-H. Herbert b. J. Sousa 4-6 6-4 7-6(8)
[7] F. Krajinovic b. T. Fabbiano 0-6 6-2 6-2
[2] L. Pouille b. [Q] E. Gulbis 6-4 6-4
[8] Y. Sugita b. [SE] I. Ivashka 7-5 6-1
K. Khachanov b. D. Istomin 7-6(1) 7-6(0)
[WC] M. Jaziri b. [1] G. Dimitrov 4-6 7-5 6-4
E. Donskoy b. [LL] B. Kavcic 6-3 6-4
[4] D. Dzumhur b. [Q] Y. Maden 6-3 6-4

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ATP Anversa: Sinner supera Musetti e continua la corsa alle ATP Finals

Dura solo un set la resistenza di Lorenzo Musetti. Jannik Sinner vince il derby italiano in due set

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Jannik Sinner - Anversa 2021 (foto Twitter @eurppeanopen)

Sinner b. Musetti 7-5 6-2

Va a Jannik Sinner il derby italiano tra lui e Lorenzo Musetti. Il numero 12 del mondo, e testa di serie numero 1 del torneo, legittima il suo status di favorito della vigilia con una prestazione in crescendo, dimostrando come tra lui e Musetti attualmente ci sia una discreta differenza di livello, specialmente sul veloce. Buonissimi segnali comunque per Musetti, che nonostante la sconfitta ha giocato un’ottima partita contro un avversario di grande livello, e ha mostrato notevoli progressi rispetto agli ultimi disastrosi mesi sul cemento.

Non era la prima sfida assoluta tra i due, che si erano già sfidati in occasione della semifinale delle pre-qualificazioni degli Internazionali d’Italia 2019, vinta da Sinner con il punteggio di 6-7(5) 7-6(6) 6-3. Una partita durissima fisicamente e dal tasso tecnico estremamente elevato per un allora 18enne Sinner e 17enne Musetti. Non si sono mai incrociati in partite di livello ATP prima di questa partita, con Musetti che per arrivare qui ha ottenuto contro Mager al primo turno la prima vittoria davvero convincente dal Roland Garros.

 

Chi inizia meglio è sicuramente il tennista toscano, che dimostra da subito una grande concentrazione al servizio, che gli fa passare senza intoppi i primi game. In risposta Musetti è anche il primo ad avere palla break, guadagnata con un rovescio lungolinea spettacolare. Sinner però fa valere il suo peso palla superiore e si toglie l’impaccio con il servizio. Il livello di gioco si mantiene alto per tutto il proseguimento del set, con Musetti che nonostante qualche “cavallo” in meno di potenza rispetto a Sinner riesce a gestire sempre bene lo scambio.

La sfida si gioca per gran parte sulla diagonale di rovescio, la preferita di entrambi, in cui Musetti dimostra di riuscire a tenere testa al suo più quotato avversario. La prima palla break di Sinner arriva sul 5-5, causata da un errore marchiano di dritto del carrarese. E’ quella decisiva, Musetti tenta un coraggioso serve&volley sulla prima ma commette un brutto errore a rete, il primo del match, che lo condanna a cedere il servizio. Pochi problemi invece per Sinner nel chiudere il set sul suo servizio.

Sinner inizia il secondo set sulla spinta del finale del primo, mostrandosi sempre più solido e sempre più presente all’interno dello scambio. La qualità in risposta dell’altoatesino è aumentata col passare dei minuti e si guadagna anche la prima palla break del secondo set, rimontando da 40-15. Musetti dimostra però ancora una volta la sua grande personalità e ritenta il serve and volley, questa volta annullando la prima palla break.

Ritorna il pericolo per Musetti, che si affida ad un servizio oggi molto efficace e riesce a chiudere un game molto complicato. La diagonale che però sta cambiando la partita a favore di Sinner in questo secondo set è quella di dritto, in cui il numero 12 del mondo è molto più potente, preciso e soprattutto meno falloso. Proprio il dritto tradisce Musetti nel terzo game, con due errori non forzati consecutivi che consegnano il primo break del secondo set al suo avversario.

Sinner tiene il servizio senza troppi problemi e si fa di nuovo minaccioso nei turni di battuta di Musetti. Il semifinalista di Acapulco è molto più in difficoltà a gestire il ritmo ora elevatissimo di Sinner, che lo sbatte da un lato all’altro del campo con i suoi colpi. L’altoatesino sfrutta un Musetti ormai sfiduciato e rimedia il secondo break della partita, decisivo per la vittoria finale. Jannik ha la possibilità di chiudere nel settimo game con il terzo break consecutivo, ma sui due match point è bravissimo Musetti a reagire con un ace e uno splendido dritto vincente lungolinea. Il verdetto però è solo rimandato.

Sinner chiude così al primo match point sul suo servizio, sfruttando un rovescio in rete di Musetti e vola nei quarti di finale contro Arthur Rinderknech. Un avversario ostico per una partita che si preannuncia non facile, con l’unico precedente tra i due vinto dal francese negli ottavi di Lione di quest’anno. Musetti tornerà invece a giocare a Vienna, dove usufruirà di una wild card per il tabellone principale.

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ATP Anversa: a Musetti il derby contro Mager, ne arriva un altro con Sinner

Lorenzo vince grazie a un doppio tie-break dando segnali di ripresa e sfiderà negli ottavi Jannik, grande favorito del torneo

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Nel match che lo vede prevalere su Gianluca Mager per 7-6(2) 7-6(3) in due ore e nove minuti, è un Lorenzo Musetti completamente diverso da quello rassegnato visto più di una volta in questa seconda parte di stagione caratterizzata anche da vicissitudini extra-tennistiche che hanno contribuito al periodo negativo. Una vittoria non fa primavera, non tanto perché siamo a ottobre, quanto perché rimane solo la terza negli ultimi tredici incontri, ma di sicuro ha fatto piacere ritrovarlo motivato davanti a un avversario che ha giocato un buonissimo tennis, pur mancando nei momenti decisivi (5-3 nel primo, set point nel secondo), quando invece Lorenzo ha mantenuto il suo livello.

Hanno probabilmente contribuito alla giornata di fiducia le vittorie nelle due sfide precedenti, quest’anno a Parma e due anni fa a Ortisei. E nemmeno ha nociuto che Gianluca, a dispetto dei colpi filanti, preferisca anch’egli avere la terra battuta sotto i piedi – ma questo valeva anche per le brutte sconfitte con Ramos-Viñolas, Kuzmanov e Djere. La vittoria di Musetti significa però sconfitta per l’altro azzurro, che veniva dai quarti a Sofia e dalla bella vittoria su Fucsovic all’esordio in California (poi sempre eliminato poi da Monfils), che ha espresso, lo ripetiamo, un tennis di qualità e a cui forse manca un po’ di consapevolezza delle proprie potenzialità sulle superfici meno amiche.

IL MATCH – Musetti parte tenendo il servizio e appare molto centrato con entrambi i colpi a rimbalzo; anche Mager tiene, sfoderando subito un paio di ace. I due non stanno esattamente vicini alla linea di fondo, con il sanremese spesso sulla scritta Antwerp nei game di risposta. Poche prime in campo, il rovescio del teenager fa i capricci e Gianluca passa in vantaggio al terzo gioco, salvo poi farsi riprendere sul 3 pari. Al netto di qualche errore evitabile, il duello offre scambi godibili, impreziositi da variazioni e chiusure vincenti.

È propositivo, Mager, anche per la poca profondità della palla di Lorenzo, strappa di nuovo al settimo game, ma fallisce l’appuntamento per chiudere sul 5-4 anche per merito del rovescio monomane che sale in cattedra in un momento di appannamento del dritto, movimento del quale Lorenzo si era appena ritrovato a mimare, come spesso gli vediamo fare per quel colpo particolarmente sensibile alle fluttuazioni di fiducia. Il tie-break è un assolo di Musetti che mette in mostra buona parte del repertorio e va a sedersi con un set di vantaggio.

La prima di servizio di entrambi si fa più efficace nel secondo parziale, anche se Mager ne mette di meno e ricava poco dalla seconda rischiando nei primi due turni, e i due avanzano appaiati. Sul 4-5, Musetti annulla con un rovescione in uscita dal servizio un set point che Mager si era conquistato con una bella smorzata e una risposta fulminante. Gianluca rimane perplesso sul successivo “not up” chiamato dalla sedia e anche per il silenzio di hawk-eye live sulla palla molto profonda dell’altro; forse ci pensa troppo, ma riesce a risalire dallo 0-30. È ancora tie-break che, complici gli errori sanremesi (esiziale quello sullo smash), scivola di nuovo dalla parte di Lorenzo. Musetti chiude con un serve&(half)volley da delizia per gli occhi e approda al secondo turno dove lo attende la sfida inedita (almeno a livello ufficiale) con Jannik Sinner.

 

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Seppi non si qualifica ad Anversa, a Mosca parte bene Cilic

In attesa dei russi, a Mosca si accontentano del croato

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Andreas Seppi - ATP Challenger Biella 2 2021 (foto Felice Calabrò)

ATP 250 Anversa – cemento indoor (montepremi €584,125)

La stagione tennistica sta volgendo al termine e con l’inoltrarsi dell’autunno è iniziato l’ultimo capitolo: quello dei tornei indoor nord-europei. Ieri è iniziata la sesta edizione del torneo ATP 250 di Anversa, evento giovane ma che già è riuscito a crearsi una sua buona base di pubblico che ha risposto presente anche ieri con un tutto esaurito per il match di doppio sul campo uno tra Lorenzo Musetti e Benoit Paire opposti al duo americano Nicholas Monroe e Reilly Opelka. La strana coppia italo-francese ha avuto la meglio dopo un incontro equilibratissimo vinto in rimonta per 6-7(2) 7-6(7) 10-8.

Non ha avuto un epilogo altrettanto felice l’altro italiano sceso in campo lunedì in Belgio: Andreas Seppi infatti è stato sconfitto nel turno decisivo delle qualificazioni dall’austriaco Dennis Novak 7-6(9) 3-6 7-6(8). Il numero 98 del mondo non è riuscito a sfruttare due set point nel primo parziale, e nel terzo, dopo aver recuperato un break di svantaggio, ha anche avuto un match point nel tie-break decisivo senza però concretizzare la chance. Tra i primi turni del tabellone principale, segnaliamo la sconfitta di Richard Gasquet, vincitore ad Anversa nella prima edizione del torneo nel 2016, per mano di un altro rovescio a una mano, quello di Dusan Lajovic. Il programma di oggi infine sarà ben più ricco: per gli appassionati del tennis italiano c’è da non perdere il derby Musetti-Mager attorno alle 16, mentre la sfida di maggior fascino è Murray-Tiafoe alle 18:30 circa.

Il tabellone aggiornato di Anversa

 

ATP 250 Mosca – cemento indoor (montepremi $779,515)

Dopo un anno di assenza il tennis torna anche nella capitale russa e i tre incontri di primo turno giocati lunedì sono tutti terminati al set decisivo. Il tennista di maggior prestigio sceso in campo ieri a Mosca è Marin Cilic il quale ha superato il qualificato Damir Dzumhur con punteggio di 6-7(4) 6-1 6-1. In rimonta sono arrivate anche la vittoria dell’australiano John Millman sul francese Benjamin Bonzi per 6-7(5) 6-4 6-3, e dell’altro australiano James Duckworth che ha superato il qualificato Borna Gojo 3-6 7-5 6-2.

Il tabellone aggiornato di Mosca

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