Quadrumani & Co, le irregolari del circuito

Sta per tornare Marion Bartoli. Chi sono le altre giocatrici in attività che colpiscono a “quattro mani”?

Quadrumani & Co, le irregolari del circuito
Marion Bartoli

Marion Bartoli ha ricevuto una wild card per il torneo di Monterrey, che si disputerà fra poco meno di un mese. Dopo quasi cinque anni di assenza, durante i quali ha attraversato periodi psicologicamente e fisicamente difficili, Marion ha deciso di rientrare nel circuito e competere ancora. Come sempre in questi casi c’è la curiosità di capire cosa saprà fare a 33 anni compiuti: vedremo a che punto è, e dove può arrivare la due volte finalista di Wimbledon (una finale persa nel 2007, e una vinta nel 2013). Per quanto mi riguarda non sono particolarmente ottimista sulle sue possibilità, ma solo il campo consentirà di valutare la bontà della sua decisione, e dunque mi sembra prematuro esprimere giudizi definitivi.

Per questo voglio semplicemente prendere spunto dal suo ritorno per trattare un tema tecnico più generale: le giocatrici che, come Bartoli, oggi praticano il tennis con la doppia impugnatura, sia dalla parte del rovescio che del dritto. In sostanza: il tennis “quadrumane”; definizione inventata, se non sbaglio, da Gianni Clerici. Questo martedì presento la prima parte; la seconda parte sarà pubblicata probabilmente la prossima settimana, a meno che non emergano temi più urgenti.

 

Eredi di Monica Seles?
È noto che papà Bartoli, che di mestiere faceva il medico e che per seguire e allenare la figlia ha abbandonato la professione, si sia ispirato a Monica Seles per indirizzare Marion verso un gioco del tutto particolare. Un gioco non solo basato sull’aggressività e sul ritmo, ma anche condotto impugnando la racchetta sempre a due mani, sia dalla parte destra che sinistra.

Malgrado questo, però, faccio fatica a vedere Bartoli come una erede dretta di Seles. Non solo in termini di risultati, ma anche come immagine tennistica. Al di là del fatto che per valori assoluti le due giocatrici non sono paragonabili (per un certo periodo Monica è arrivata a dominare il circuito, Marion è sempre stata una outsider), rimane la notevole differenza stilistica fra la Seles degli anni migliori, una teenager tutta nervi e pochi muscoli visibili, e la Bartoli vincente a Wimbledon, che sfruttava il peso del corpo per dare potenza alla palla. Però rimane la stretta parentela per la “doppia” impugnatura.

Quando Seles vinceva con quel tipo di tennis mai visto prima, fatto di angoli strettissimi, posizione in campo super-avanzata e costante anticipo, ci si chiedeva quante epigoni ci sarebbero state. Il tempo ha dato la risposta: l’indirizzo “quadrumane” non ha mai davvero sfondato, e oggi sono poche le giocatrici che lo utilizzano. In Italia la tennista di maggior successo è Georgia Brescia (22 anni appena compiuti, best ranking numero 184), mentre come precedenti significativi si ricordano Adriana Serra Zanetti (best ranking 38 nel 2002) e Francesca Lubiani (best ranking 58 nel 1997).

A livello internazionale i nomi sono naturalmente molti di più, e il ventaglio si allarga in proporzione al limite di classifica che si decide di assumere. Se il limite è la Top 100, in questo momento ci sono tre-quattro giocatrici che ne fanno parte (Peng, Hsieh, Kumkhum e forse Niculescu). E, se ci fermiamo agli anni più recenti, penso meritino di essere ricordate altre due tenniste: Kristina Kucova e Lucia Hradecka.

a pagina 2: Kristina Kucova e Lucie Hradecka

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