Indian Wells: facili Halep e Osaka, Kvitova soffre. Muguruza spegne la luce

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Indian Wells: facili Halep e Osaka, Kvitova soffre. Muguruza spegne la luce

INDIAN WELLS – Vittorie senza difficoltà per la n.1 Simona e per l’emergente Naomi. La qualificata Vickery sorprende Garbine. Petra Kvitova e Jelena Ostapenko costrette al terzo

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[Q] S. Vickery b. [3] G. Muguruza 2-6 7-5 6-1 (Andrea Franchino)

Garbine Muguruza debutta ad Indian Wells guardando dall’alto, metaforicamente (97 posizioni in classifica) e fisicamente (quasi 20 centimetri) la qualificata statunitense Sachia Vickery, per iniziare la sua corsa e puntare al primo titolo importante di questo 2018. Fino al 6-2, 3-0, 40-0 del secondo set il match sembra assolutamente scontato ed ordinario, la tennista spagnola viaggia tranquilla nell’aria sottile e sovrasta l’avversaria sotto ogni aspetto, tanto che il pubblico comincia a sfollare, dimenticandosi che si sta giocando una partita di tennis, dove le cose incredibili accadono quanto meno te le aspetti. La giovane americana improvvisamente decide che vale la pena giocarsi le sue chances al massimo e, come si usa dire in questi casi, lascia “andare il braccio” ed incomincia una rincorsa fatta di vincenti a ripetizione, recuperi che obbligano l’avversaria a chiudere ogni punto una volta in più e che in poco più di un’ora letteralmente schiantano una sperduta Muguruza. Il secondo set finisce 7-5 per Vickery che sfrutta il 3° set point per pareggiare il conto dei set, nella terza partita 2 doppi falli consecutivi al quarto gioco sono il segno della resa definitiva della giocatrice spagnola, che da lì in poi realizza la miseria di soli 2 punti prima di giungere al 6-1 che consente ad una incredula Sachia Vickery di celebrare la prima vittoria in carriera contro una Top Ten e festeggiare il suo ingresso tra le prime 100 giocatrici della classifica WTA. Ancora una volta Garbine Muguruza ha messo in mostra limiti, caratteriali e tattici, che una giocatrice con il suo palmares non può avere, coach Sam Sumyk è atteso da un difficile lavoro di ricostruzione psicologica se vuole permettere alla giocatrice spagnola di rimettersi in fretta dalla brutta batosta odierna.

[6] J. Ostapenko b. B. Bencic 6-4 3-6 6-1 (Andrea Ciocci)

 

Con quella faccia un po’ così e quel dritto fotonico, Jelena Ostapenko vale sempre il costo del biglietto. Anche ora che Elena Vesnina sta cercando di sedarne le idiosincrasie, la lettone è comunque un personaggio. Oggi, all’esordio nel primo step del Sunshine Double, ha regolato, non proprio agevolmente, la svizzera Belinda Bencic, una che ne sa qualcosa di grandi aspettative e discese in picchiata nel girone degli infermi. E che, per il solo fatto di esserne uscita, non importa se con una classifica molto meno nobile per chi è stata top 10, trasmette un’allegria rivitalizzante.
L’inizio è di marca lettone. Jelena mette in mostra tutta la sua potenza, ben distribuita da ambo lati. Anzi, sono alcuni rovesci a finire negli highlight. Non che la sua rivale rossocrociata resti a guardare. Anche lei spinge, eccome. Tanto che in un niente pareggia il conto e rischia di passare in vantaggio in un game fiume in cui spreca ben 4 palle break. L’ovvia delusione le costa il set, chiuso mestamente con un doppio fallo al decimo gioco. La seconda frazione procede regolarmente, finché non arriva un improvviso blackout di Ostapenko. La fretta la porta a commettere troppi errori, e il parziale è oramai andato. Il doppio break fissa il punteggio sul 6-3. Neanche il tempo di pregustare l’idea di un decider incerto, che è già finita. Una totale inversione di polarità riaccende il furetto baltico mentre sul fronte svizzero piomba la notte. Non balla più Belinda, a condurre le danze è Ostapenko. Il 3-0 pesante, consumato in pochi minuti, consegna il match a Jelena. Che ora affronterà la croata Martic.

[1] S. Halep b. Kr. Pliskova 6-4 6-4 (Michele Pascolini)

Simona Halep imposta una partita di routine contro Kristina Pliskova, che per classifica (77 del mondo) ed esiguo numero di partite – solo 7 quest’anno – non potevano impensierirla più del necessario. La ceca esce per prima dai blocchi e tenta un gioco di attacco a tutto spiano, possibilmente da esaurirsi con un servizio vincente (8 ace nella partita) o al massimo col colpo successivo. L’approccio rende finché mette la prima, ma precipita con la seconda, che frutta un misero 10% nei primi 4 turni di servizio perché non le consente di detenere il controllo del gioco. Alla risposta il piano è spostare Halep, vuoi lateralmente, vuoi frontalmente come quando chiude il punto del 3-1 a partire da una palla corta. Simona necessita di un po’ di tempo per trovare la giusta misura sulle potenti pallate di Kristina, ma poi diventa devastante: fronteggia la partenza ad handicap con la sua consueta determinazione e inizia a spingere decisa sul 3-4, infilando tre vincenti consecutivi che tolgono sicurezza a Pliskova. La rumena prosegue col ritmo elevato, che le frutta 6 giochi filati, 3 per vincere il set e altri 3 per cercare di indirizzare il secondo contro Kristina che appare confusa almeno quanto è elegante.

Le risposte di Halep sui piedi dell’avversaria, sia a fondo campo sia nei velleitari tentativi di serve and volley sono dirompenti nella parte centrale del match: mandano in difficoltà Pliskova che compie 21 errori contro 6 nel primo set. Pliskova si riprende sullo 0-3 mentre Halep si concede una piccola pausa. Anche su consiglio del coach – pur se non intendiamo il ceco – introduce alcune variazioni di ritmo come dritti in chop e  palle corte, e libera il braccio alla risposta, più anticipata e meno strappata, per salire 3 pari. Qui Halep si riprende il necessario per ottenere il suo sesto break (da notare: 6 break su 6 per Halep, 4/4 per Pliskova, nessuna palla break salvata nel match) grazie al suo rovescio bimane, prima con un macigno di risposta di rovescio dalle tribune laterali su un angolatissimo servizio slice mancino, e poi con un passante incrociato spalle alla rete giocato in recupero di un lob molto profondo. La partita si esaurisce su questo break, perché Pliskova sbaglia malamente la misura delle ultime risposte, assommando alla fine 33 errori contro 12. In 75 minuti la numero 1 del mondo si issa nel suo nuovo completo rosa e nero, che in verità non esalta la sua struttura minuta, al match che la vedrà di fronte a Cibulkova o Dolehide. Non saranno queste le sfide significative sul suo cammino verso la seconda settimana del torneo: Halep appare pronta, concentrata e motivata.

[9] P. Kvitova b. Y. Putintseva 6-7(4) 7-6(3) 6-4 (Corrado Boscolo)

Vince sudando tutte le camicie dell’armadio Petra Kvitova. La mancina ceca prosegue il suo cammino ad Indian Wells sconfiggendo al secondo turno Putintseva. La giovane kazaka, impegolata in un inizio di stagione opaco (5-5 il record nel 2018) per poco non firma una delle sorprese di giornata. Primo set non eccelso. Kvitova cuce e strappa, alterna vincenti a tanti errori, subisce il break, recuperandolo subito. La caparbietà di Putintseva irretisce la due volte vincitrice dei Championships, che è costretta a rimetterci una pezza sul 3-5 in suo sfavore. Kvitova quando accelera lascia l’avversaria a metri di distanza, ma sbaglia anche chiusure banali: lei conduce le danze, nel bene e soprattutto nel male, almeno oggi. Epilogo al tie break: Kvitova fa di tutto per perderlo e ci riesce. Ceca disastrosa col dritto, Putintseva lottatrice e premiata. Secondo parziale che ricomincia com’era finito il primo: tantissimi errori per la ceca, tanto remare per Putintseva. Di punto in bianco Kvitova si ridesta: break a zero per il 5-3. Ma la fiamma si spegne subito. Controbreak immediato e si torna in parità. Kvitova non si scrolla di dosso i problemi, Putintseva manca qualche occasione di troppo. Secondo tie break di giornata e ultimo appello per Petra, che risponde presente, anche se sottovoce: di riffa o di raffa porta a casa il secondo set dopo 2h e 25. Putintseva non sfrutta 4 palle break, Kvitova commette 29 unforced. Set decisivo che parte con uno scambio di break, poi è Putintseva che trova l’allungo per il 4-2. La mancina di Bilovec reagisce, recupera il game perso e pareggia allo scoccare delle tre ore di gioco. Da lì la ceca non si ferma, infila un altro break e porta a casa un match a dir poco indecifrabile, eguagliando la serie di vittorie più lunga in carriera (14).

N. Osaka b. [31] A. Radwanska 6-3 6-2 (Michelangelo Sottili)

Dopo l’ottimo incontro giocato con Sharapova, la ventenne Naomi Osaka, n. 44 WTA, si conferma nella sfida inedita contro Agnieszka Radwanska, un’avversaria dal gioco completamente diverso che, tuttavia, riesce a domare senza grossi problemi. Aga va per vie centrali testando la precisione dei colpi giapponesi e l’inizio sembra darle ragione con regali che arrivano generosi, soprattutto dal lato sinistro. Osaka riesce ad aggiustare un po’ la mira e serve delle buone prime; anche Radwanska, pur non cercando il punto diretto, non è precisa e la partita procede senza grosse emozioni, tanto che bisogna attendere il sesto gioco per vedere il primo punto “da maga”. Sono però i gratuiti della polacca a permettere l’allungo di Naomi che può incamerare il primo set liberando finalmente i suoi colpi. Secondo set decisamente più vivace con Radwanska che cerca di essere più propositiva, ma la potenza e l’esplosività di Naomi, ormai più rilassata, sono incontenibili e non le lasciano scampo. Al di là dei meriti dell’avversaria, resta la prova poco convincente di Aga che continua il periodo incolore dopo aver chiuso la scorsa stagione al n. 28, mai così in basso negli ultimi dieci anni. Al prossimo turno, la ragazza di Osaka, che ha così battuto un’ex n. 1 e un’ex n. 2, troverà la giustiziera di Garbine Muguruza, Sachia Vickery.

GLI ALTRI INCONTRI (Roberto Ferri)

Erano 39 alla partenza le giocatrici appartenenti a Paesi dell’est Europa iscritte al tabellone principale del torneo. Non sorprende quindi che nel secondo turno molte di loro siano state protagoniste di eccellenti performance. Cominciamo con due teen ager: una bielorussa e una ceca. La diciannovenne bielorussa Aryna Sabalenka (n. 63 WTA) ha battuto in due set la russa Svetlana Kuznetsova finalista qui lo scorso anno ma al rientro dopo una sosta durata oltre tre mesi a causa dell’operazione al polso, mentre la diciottenne ceca Marketa Vondousova, numero 54 mondiale, ha compiuto la medesima impresa seppure con più fatica contro Johanna Konta, numero 11 del ranking mondiale, e non in grado di trasformare 9 delle 12 palle break avute a disposizione.

Peccato che ora una delle due campionesse in erba debba necessariamente lasciare il torneo, poiché incroceranno le racchette l’una contro l’altra al terzo turno. La quinta favorita del torneo, la ceca Karolina Pliskova bissa il successo dello scorso anno contro la rumena Irina Begu. Fatica un po’ nel primo set nel quale le due protagoniste si concedono reciprocamente il servizio per due volte ed è costretta a ricorrere al gioco decisivo, ma poi dilaga nel secondo parziale sospinta da un clamoroso 86% di prime in campo. Al quinto tentativo la francese Kristina Mladenovic è riuscita a spuntarla con un doppio 7-5 contro l’australiana Samantha Stosur che l’aveva sempre battuta. La sua prossima avversaria sarà la cinese Qiang Wang che ha superato la 22esima testa di serie del torneo Elise Mertens in rimonta dopo avere perso il primo set 6-4. Vittoria anche per la sua connazionale Shuai Zhang che ha sconfitto la qualificata statunitense (di nascita russa) Sofia Kenin, classe ’98.

A vendicare la giovane statunitense ci ha pensato la newyorkese di nascita, ma residente in California, Coco Vandeweghe che, sotto gli occhi di Rod Laver, ha battuto in due set tra loro molto diversi nel punteggio seppur non nello stile  puramente muscolare, l’estone Kaia Kanepi, l’unica giocatrice al mondo probabilmente in grado di darle dei severi grattacapi anche in una gara di braccio di ferro. Dopo aver subito un bagel nel primo set la Kanepi ha aumentato considerevolmente la percentuale di prime battute in campo e si è arresa solo al tie break. Giornata no per l’Australia che dopo aver perso in campo maschile Kyrgios per ritiro e Samantha Stosur contro Kiki Mladenovic, ha perso anche Ashleigh Barty che ha ceduto in due set alla greca Maria Sakkari, figlia d’arte. Sua madre Angeliki Kanellopoulou fu infatti numero 43 del mondo sul finire degli anni ’80. Salutano la California la testa di serie numero 25 e 30 rappresentate da Barbora Strycova e Dominika Cibulkova; la prima per mano della croata Petra Matic e la seconda della diciannovenne wild card statunitense Caroline Dolehide, numero 165 del mondo e già al primo turno capace di battere in rimonta la connazionale Shelby Rogers.

Risultati:

Q. Wang b. [22] E. Mertens 4-6 6-3 6-3
[14] K. Mladenovic b. S. Stosur 7-5 7-5
M. Vondrousova b. [11] J. Konta 7-6(5) 6-4
A. Sabalenka b. [19] S. Kuznetsova 6-4 6-3
P. Martic b. [25] B. Strycova 7-5 6-4
N. Osaka b. [31] A. Radwanska 6-3 6-2
[9] P. Kvitova b. Y. Putintseva 6-7(4) 7-6(3) 6-4
[1] S. Halep b. Kr. Pliskova 6-4 6-4
[17] C. Vandeweghe b. K. Kanepi 6-0 7-6(6)
[6] J. Ostapenko b. B. Bencic 6-4 3-6 6-1
M. Sakkari b. [16] A. Barty 6-4 6-2
[32] S. Zhang b. [Q] S. Kenin 6-2 6-3
[WC] A. Anisimova b. [23] A. Pavlyuchenkova 6-4 6-1
[WC] C. Dolehide b. [30] D. Cibulkova 5-7 6-3 6-4
[5] Ka. Pliskova b. I.C. Begu 7-6(4) 6-1
[Q] S. Vickery b. [3] G. Muguruza 2-6 7-5 6-1

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WTA Rabat: Trevisan, la prima volta (e che prima volta!) non si scorda mai

La prima finale WTA coincide anche con il primo titolo per Martina Trevisan, sconfitta nettamente Claire Liu

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Martina Trevisan (foto twitter @LadiesOpenPA)

M. Trevisan b. C. Liu 6-2 6-1

Il torneo di Rabat, WTA 250 in terra marocchina, è intitolato alla principessa Meryem, sorella dell’attuale re, e non a caso si chiama Grand Prix SAR La Princesse Lalla Meryem. Ma oggi, 21 maggio 2022, ha incoronato una nuova regina, una ragazza di Firenze che sognava fin da troppo questo giorno: Martina Trevisan. La n.66 al mondo, dopo un torneo entusiasmante, in cui ha battuto tra le altre Garbine Muguruza, mette la ciliegina sulla torta, conquistando nell’ordine prima semifinale, prima finale e primo titolo WTA, tenendo in balia un’altra esordiente in un atto conclusivo, la statunitense Claire Liu, che ha lottato con le unghie e con i denti nel primo set, a tratti mettendo anche paura, ma nel secondo non ha potuto arginare la voglia dell’azzurra. Martina è la ventesima italiana della storia a vincere un trofeo WTA, la quarta in terra marocchina, e da lunedì avrà anche il suo best ranking, potendo entrare nelle prime 60 al mondo, e andando anche con una vena di ottimismo al Roland Garros. Il primo titolo del tennis italiano in questo 2022 è proprio suo, e allora godiamoci tutti questo sorprendente, e così netto, trionfo, con la cronaca della partita.

Il tabellone completo del WTA 250 di Rabat

IL MATCH – Inizio sprint per Martina Trevisan, che gestisce meglio la pressione tra le due esordienti: break a 15, tirando anche due vincenti con il dritto, subito pesante, mentre Liu accusa già un po’ di tensione ed è troppo tenera. Peccato che sia una gioia alquanto effimera per l’azzurra, dato che l’americana, anche sfruttando un leggero calo della nostra, rientra e porta a casa il contro-break: necessarie ben 5 palle break, ma trova meglio il campo e soprattutto tanti errori di Trevisan, un po’ lenta alle volte, altre troppo frettolosa per cercare il vincente. Ancora rischia la n.66 al mondo, che se non mette la prima ha serie difficoltà, causa di una seconda tenera che Liu puntualmente attacca e sfrutta per entrare in campo; Martina però si fa trovare pronta e con coraggio annulla due palle break, variando sia la spinta che l’altezza della palla. E la resistenza al servizio è fondamentale nel quinto game, dove Trevisan riesce a tornare avanti di un break, senza osare neanche più di tanto ma tessendo una rete di accelerazioni e di variazioni e contando anche su un aiuto di Liu, di nuovo un po’ troppo tesa. Ancora una volta, la paura del break subito si trasforma in gioia per quello ottenuto nel settimo gioco, che sa tanto di ipoteca sul primo set. Da dire, sinceramente, che l’americana ha regalato la maggior parte dei punti, quasi un errore su uno e un vincente o simili sull’altro, con Trevisan che approfitta facendo il minimo, accelerando quando deve. Chiude dopo un game lungo, 4 set point e una palla break, 6-2 un primo set che dal risultato sembrerà essere stato netto, quando è stato un duro braccio di ferro, con Liu che in ogni game di risposta ha avuto palla break. Brava Martina a tenere mentalmente ed essere perfetta nel gioco, variando al momento giusto e pazientando quando serviva.

 

Il secondo set nel terzo game subisce un cambiamento di ritmo importante, con il break di Trevisan, addirittura a 0. Il gioco procede sempre sugli attacchi di Liu, appena può, e le variazioni pericolose di Martina, che qui fa perdere i giri ai colpi della n.92 al mondo, in un game gonfio di errori. Sembra ripetersi il copione del primo set: Trevisan annulla palla break nel quarto game e mette la freccia da un punto di vista emotivo, dove invece Liu ha un calo drastico che la fa giocare con nervosismo e troppa fretta, due ingredienti fondamentali per il doppio break di una Martina incisiva e concreta, a tratti anche spettacolare. Chiude un secondo parziale dominato dall’inizio alla fine Trevisan, addirittura per 6-1, senza concedere nulla al servizio e tenendo un ritmo pressoché perfetto, sia nelle scelte che poi nei colpi. Il tutto va a coincidere con un netto calo di Liu, che a un certo punto sembra proprio arrendersi e non credere neanche più di poter ribaltare le debordanti ondate della toscana. Conclude quasi in lacrime Martina, sinceramente emozionata, lei che è stata costretta a un lungo stop dai campi, e che aveva iniziato una nuova vita tennistica annunciandolo via Facebook, il 25 febbraio del 2014. Sono passati più di 8 anni da allora, tante cose sono cambiate, ma una cosa è certa: Martina Trevisan è una guerriera come ben poche abbiamo visto, e oggi ha finalmente avuto il coronamento del sogno di una vita, perché, come diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.

Il tabellone completo del WTA 250 di Rabat

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Roland Garros, Swiatek si toglie pressione: “Prima o poi perderò, ma questa stagione è già un successo”

La numero 1 punta al suo secondo Slam: “Da quando sono in vetta la gente mi tratta in modo diverso. Tenere a mente che questa striscia può finire è salutare”

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Iga Swiatek - Mutua Madrid Open 2022 (PHOTO- ANGEL MARTINEZ : MMO)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Non ci sono dubbi da sciogliere, Iga Swiatek a poche ore dall’inizio del Roland Garros 2022 è la chiara favorita per la vittoria finale. La polacca arriva a Parigi come meglio non potrebbe: ha vinto gli ultimi 5 tornei che ha disputato, inanellando 28 vittorie consecutive. Inoltre ha già vinto sui campi del Bois de Boulogne nel 2020, quando però a dire il vero le condizioni climatiche e di conseguenza di gioco erano ben diverse da quelle che i giocatori troveranno da domenica 22 maggio in poi. La gestione della pressione sarà più che mai il fattore decisivo per la numero 1 mondiale, un aspetto che l’ha tradita nella scorsa edizione quando difendeva il titolo. Iga ha parlato così ai giornalisti nella consueta conferenza pre-torneo.

D: È chiaro che il gioco è dove vuoi che sia, ma è una sfida mentale per te adattarsi a questa nuova situazione? Se sì, come ti stai preparando?

Swiatek: “Beh, finora è andato tutto bene, ma in realtà non ho giocato un Grande Slam da quando è iniziata la striscia di successi. Quindi immagino che vedremo se tutto quello che ho fatto finora è abbastanza. Ma ho dei pensieri davvero positivi. Onestamente, è capitato un paio di volte in questi tornei di essere già stressata, sono stata in grado di lavorare su questo e fare un ottimo lavoro semplicemente concentrandomi sul tennis. Quindi spero di poter continuare a farlo”.

 

D: Essere numero 1 sembra essere adatto a te. Non sembri sentire troppa pressione, almeno per tutti noi che ti guardiamo. Avevi pensato molto a come sarebbe stato essere numero 1 mondiale prima di arrivare in cima e ora è come ti aspettavi?

Swiatek: “Non ci stavo pensando, ma è una buona domanda. Di solito quando scalavo la classifica non sapevo nemmeno dove fossi, onestamente. Stavo solo andando avanti, e non mi importava davvero se fossi numero 50 o 100. Era sicuramente importante quando partecipavo ai tornei, ma per me era solo un numero, quindi non mi importava. In questo momento mi sento come se grazie alla mia nuova classifica, le persone intorno a me mi trattassero in modo un po’ diverso. Così il mondo è cambiato, di sicuro (sorride). Mi sento comunque come se stessi rimanendo me stessa, come giocatrice e persona. Ma ritengo che ci sia ancora da migliorare”.

D: Hai pianificato qualche trucco per tenere la mente libera nei day off durante questo torneo, fino al tuo primo turno e si spera dopo, avete alcune attività da fare solo per non pensare alle partite?

Swiatek: “In realtà, quest’anno mi sembra più facile non pensare alle partite, perché ci sono anche molte cose che possiamo fare, come fare un giro turistico, anche fare una passeggiata. L’anno scorso con la bolla è stato piuttosto difficile, ed è stato normale che tutti stessero solo pensando al tennis perché era l’unica cosa da fare alla fine. Sto leggendo molto, come al solito, quindi niente di speciale. Guardo serie TV. Oggi, per esempio, sarà il mio giorno libero, quindi di sicuro andrò a fare un giro se il tempo migliorerà. Quando ho avuto i miei giorni di allenamento, speravo che piovesse, quindi avrò più giorni liberi, ma piove quando ho il giorno libero, quindi come al solito (sorride)”.

D: Cosa stai leggendo ora? In secondo luogo, come potresti definiresti un successo in questo torneo?

Swiatek: “Sto leggendo “21 Lessons for the 21st Century”, ho la tua approvazione? (sorride). È difficile rispondere alla seconda, perché non ho obiettivi come ad esempio raggiungere la semifinale o una finale. Vedrò partita dopo partita. Sono consapevole che questa striscia potrebbe finire presto, quindi non voglio avere il cuore spezzato quando succederà. Penso che esserne consapevoli sia abbastanza salutare. Ho già così tanti punti e sono abbastanza contenta degli ultimi tornei, a tal punto che penso questa stagione sia già un successo per me (sorride)”.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Italiani in campo oggi sabato 21 maggio: alle 13 la finale di Rabat tra Trevisan e Liu

Giornata importante per Martina, che proverà a conquistare il suo primo titolo WTA: sarebbe il migliore dei viatici verso il Roland Garros

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Martina Trevisan - US Open 2021 (photo (Pete Staples/USTA)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

La vigilia del Roland Garros è un giorno importante per il tennis italiano, che vive la sua prima finale del 2022. La giocherà Martina Trevisan a Rabat. La giocatrice fiorentina, che ha superato Lucia Bronzetti nel derby azzurro in semifinale, sfiderà l’americana Claire Liu, americana 21enne attualmente al n. 92 ATP. Per entrambe è la prima finale in carriera sul circuito maggiore e le due non si sono mai affrontate prima. Martina ha dalla sua l’esperienza, Claire il fatto di essere arrivata alla finale più riposata (non ha giocato la semifinale per il ritiro dell’ungherese Bondar).

La finale di Rabat inizierà alle 13 italiane sul Centre Court e sarà trasmessa in tv e streaming da Supertennis e Supertennix. L’Italia del tennis potrebbe oggi vincere il suo primo titolo del 2022 (si tratta, anzi, della prima finale tra uomini e donne) e per Martina sarebbe il miglior viatico possibile in vista del Roland Garros della prossima settimana.

WTA Rabat, finale: Trevisan-Liu, ore 13, Centre Court, diretta tv e streaming Supertennis e Supertennix

 

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