Fed Cup, Italia-Belgio 0-2: Paolini ed Errani ko, ora si fa dura

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Fed Cup, Italia-Belgio 0-2: Paolini ed Errani ko, ora si fa dura

La n.2 italiana cede a Mertens in due set dopo aver sprecato tre set point nel secondo parziale. Sarita battuta in tre set da Van Uytvanck. Per l’azzurra problemi al servizio

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Fed Cup, World Group Play-off

ITALIA-BELGIO 0-2

 

A. Van Uytvanck b. S. Errani 6-4 6-7(6) 6-2 (da Genova, Ruggero Canevazzi)

Una delle peggiori Sara Errani di sempre, come ci ha confermato Lea Pericoli al termine del match (“Non l’avevo mai vista così fuori forma e smarrita sul campo“, le parole definitive della Signora del tennis italiano), perde un match tecnicamente pessimo, a tratti inguardabile, che non fosse stata una sfida di Fed Cup delle azzurre sarebbe stato davvero difficile seguire fino alla fine. Alison Van Uytvanck ha giocato molto male, di fatto suicidandosi nel tie-break del secondo set, quando sul match-point del 6-5 ha infilato tre gratuiti pazzeschi. Dall’altra parte della rete, però, Sara Errani ha fatto anche peggio, pigra in uscita dal servizio e con 17 doppi falli francamente inaccettabili se servi a 110 Km/h. A questo punto, non resta che sperare in una totale resurrezione della trentunenne ravennate e in un exploit prima di Paolini e poi del doppio. Difficile anche solo da immaginare.

Si sfidano per la prima volta Sara Errani, n.91 WTA e Alison Van Uytvanck, n.50. Massima pressione sulla n.1 azzurra, chiamata dopo la sconfitta di Jasmine Paolini a tenere viva la sfida (senza i sue due punti, diventerebbe impensabile tornare nel World Group). Il pubblico di Genova è ancora agguerrito, ma la città non ha risposto a questo grande appuntamento come le ragazze di Tathiana Garbin avrebbero meritato: sono davvero parecchi i posti vuoti. Tra i privilegi della tribuna stampa, i posti all’ombra sono oro, perché verso le 16 abbiamo la sensazione che il caldo stia finalmente dando tregua, ma la coppia di sofferenti signori che si precipitano a occupare i seggiolini vuoti della press area ci suggerisce che non è affatto così.

Il primo set vede una buona partenza di Sara, che sale 2-1 e servizio, ma da lì in poi assistiamo a una partita orrida. Equilibrata, ma orrida. Qualche errore di troppo permette alla belga di recuperare il break, ma dal 3-2 Van Uytvanck il gioco lo vince sempre chi risponde, e non certo perché assistiamo a grandi risposte. Gli errori (ma sarebbe meglio dire orrori, senza esagerazione alcuna) la fanno da padrone, Alison sbaglia banalmente smash e dritti sopra la spalla, ma Sara inanella doppi falli e gratuiti a ripetizione, mostrandosi estremamente pigra in uscita dal servizio. Nel decimo gioco, l’ennesimo doppio errore al servizio e un dritto in rete consegnano il 6-4 alla n.50 del mondo. “Alla Coppa del Sindaco giocano meglio“, esclama sconsolato il vicino di sedia, che ha trovato riparo dal sole ma non dallo scoramento.

Il secondo set inizia con un’Errani, se possibile, ancora peggiore. Già è grave commettere così tanti doppi falli servendo piano come lei, ma la difficoltà dell’azzurra ad alzarsi correttamente la palla per battere rasenta l’imbarazzante. Sul 6-4 4-1, si sente solo l’entusiasta trentina di supporter belgi, al solito pittoreschi con le magliette tutte rosse e i panama tricolori nerigiallorossi. Anche su questo punto, il pubblico italiano non regge il confronto cromatico, essendo assente ogni significativa presenza azzurra. Mentre tutti si chiedono se sia la tennista in campo ora la stessa che 6 anni fa era in finale al Roland Garros, Sarita tira fuori l’orgoglio, trova finalmente profondità di colpi e indovina un parziale di 12 punti a 5 che le permette di raggiungere il 4 pari, complice uno sciagurato doppio fallo della Van Uytvanck sulla palla break del 4-2 30-40. Sul 5-4 Belgio, nonostante due doppi falli degni della peggior Camila Giorgi (ma anche una normale Camila ci servirebbe come il pane!), errori clamorosi e ripetuti della campionessa del WTA di Budapest ci tengono vivi e si arriva dopo 1 ora e 51 minuti al tie-break. Lì Sara indovina un gran rovescio lungo linea che la spedisce sul 5-2. I successivi 4 punti dell’avversaria suggeriscono la fine della contesa, ma incredibilmente la Van Uytvanck spara largo il punto del match-point e, non contenta, con altri due errori completa il suicidio.

Nel terzo set, il miglioramento di livello del match visto nel tie-break è già un lontano ricordo. Purtroppo, a sbagliare di più è ancora una volta Errani, che si ritrova sotto 5-2 complici non pochi vincenti dell’avversaria. Sul 4-2, l’azzurra ha richiesto un MTO per un problema alla gamba destra, che si rivela però ininfluente. Sul 30-0, la vincitrice del 125K di Indian Wells trova due bei punti, ma poi al secondo match-point un corpo a corpo a rete consegna il 2-0 al Belgio. Non ci resta che sperare in un miracolo domani.

LE PAROLE DI ERRANI E GARBIN IN CONFERENZA STAMPA

Prima che inizino le domande, il capitano esordisce difendendo la sua n.1: “Sara è una grande giocatrice che oggi ha avuto molte difficoltà, ma non ha mollato niente, lottando fino all’ultimo punto. Quando arrivano queste giornate, fai vedere il tuo valore se non ti rassegni e fai di tutto per vincere lo stesso. Ha dimostrato grande resilienza e dato un grande esempio alle più giovani. Grazie Sara”. È invece terrea la Errani, occhio spento a fissare il vuoto, con addosso tutta la delusione per la brutta sconfitta. “In vista del match di domani con la Mertens, proverò a resettare tutto, non sarà semplice ma non ho nessuna intenzione di mollare ora. So che Jasmine (Paolini, nda) ha detto prima che ha grande fiducia sulle mie possibilità di vittoria contro la n.1 belga. Le mie compagne sono ragazze fantastiche, devo superare i problemi avuti oggi anche per loro”.

Noi di Ubitennis le chiediamo se ha accusato la pressione di dover necessariamente evitare il 2-0. “Per definire i problemi che ho avuto oggi, non è sufficiente la parola pressione. Ci sono meccanismi difficili che intervengono, ora è fondamentale andare avanti e pensare a domani”. Le viene fatta una domanda sulle difficoltà in battuta, ma qui la romagnola s’irrigidisce e si chiude di colpo: “Non ho la minima intenzione di parlare del mio servizio”. Evidentemente la n.91 del mondo è stanca di dover rispondere da sempre ai problemi che accusa alla battuta: atteggiamento comprensibilissimo, ma la domanda era assolutamente corretta perché oggi erano evidenti le difficoltà anche nel lancio di palla (al punto che dopo ripetizioni continue ha rimediato un inevitabile warning per time violation).

L’unico aspetto positivo di Sara oggi risiede proprio nella voglia di lottare, anche coi giornalisti. Lo abbiamo visto dalla non risposta alla domanda sul servizio e anche quella, sarcastica, al “problema di taglie” che le azzurre potrebbero avere nell’affrontare giocatrici dal fisico più imponente: “Cercheremo di crescere durante la notte”, taglia corto Sara. Chiude la conferenza stampa Tathiana Garbin: “Dopo il secondo set Sara era riuscita a cambiare l’inerzia del match, ma poi è di nuovo girato per pochi punti, perchè la sua avversaria nel terzo è stata molto brava e coraggiosa nel prendersi grossi rischi e a trovare il campo”. Quanto tempo ci vorrà ancora perché Chiesa e Paolini possano giocare bene con continuità? “Jasmine sta facendo benissimo a giocare incontri di alto livello, accumulando esperienza, piuttosto che raggranellare punti in tornei meno importanti, poi è chiaro che deve imparare nei momenti importanti a gestire le emozioni in modo differente”.


E. Mertens b. J. Paolini 6-1 7-5 (da Genova, Pierre Consigliere) 

Inizio difficile per Jasmine che inizia il suo match perdendo il servizio a 0. La forte belga Mertens consolida il vantaggio e concede 1 solo punto nel suo turno di battuta grazie a un doppio fallo. Il primo punto della Paolini arriva nel terzo game con un dritto vincente iniziando il game piu’ lungo del set con ben 12 punti in totale che consegna anche il primo game per l’azzurra. Mertens tuttavia tiene senza problemi il suo turno di battuta e s’invola poi sul 4-1 strappando il servizio alla giovane azzurra, nuovamente ai vantaggi . La belga centra il 5-1 con una brillante smorzata vincente e poi conquista il primo set brekkando la toscana, sfruttando il primo set point e concludendo lo stesso in 34 minuti. Troppa la differenza di palla soprattutto nel servizio e troppe conclusioni vincenti della belga.

Inizio del secondo set in cui Mertens, causa anche il sole perde inaspettatamente il suo servizio con due doppi falli ed un dritto in rete. Vantaggio azzurro, che Jasmine consolida tenendo la sua battuta vincendo ai vantaggi. Elise, sostenuta da un un bel gruppo di sostenitore del “Belgian Tennis Fans Club”, cambia la racchetta e rimacina vincenti tenendo a zero il suo turno di battuta e poi strappando il servizio a Jasmine e allunga sul 3-2 con un ace al centro a 161 Km. L’azzurra, al suo secondo incontro si singolare di Fed Cup quest’anno, non si perde d’animo e con un vincente riporta il match in parità. Il fatidico settimo game è fatale per la belga che commette un paio di inaspettati errori, dicasi sbracciate al volo sia di dritto sia di rovescio e concede il game. Jasmine però non riesce ad approfittare del regalo e concede il suo turno di battuta. La tennista toscana però non demorde e trova l’ennesimo break del set, 5-4 e si va a servire per il set. L’azzurra va sul 40-0 e si procura tre set point. Sui primi due brava Mertens, sul terzo Paolini mette fuori di un niente una volée di rovescio. La partita gira qui, Mertens strappa il servizio alla Paolini e poi tiene senza problemi il turno di battuta per il 6-5. Paolini quindi serve per rimanere nel match, salva due match ball, ma sul terzo si arrende alla forte avversaria nr. 17 del ranking WTA. Durata totale del match 1h 35′.

 

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Fed Cup: Australia-Francia è la finale migliore. Italia in C, rimbocchiamoci le maniche

Week-end di Fed Cup con due semifinali emozionanti ed equilibrate e la preventivabile sconfitta dell’Italia in Russia. Garbin avrà molto da lavorare, ma è la capitana migliore per il momento nero del nostro movimento femminile

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Fed Cup 2019, la gioia francese dopo il successo in semifinale (foto via Twitter, @FedCup)

Mentre a Montecarlo il nostro tennis maschile viveva uno dei momenti più belli da una quarantina di anni a questa parte, a Mosca il nostro tennis femminile sprofondava nella serie C della Fed Cup, una delle sue pagine più nere. Curioso notare come fino a 6/7 anni fa i ruoli fossero completamente invertiti. Le nostre ragazze ci facevano vivere momenti di felicità a cui non eravamo mai stati abituati, mentre i nostri tennisti erano incapaci di acuti degni di nota. Alterne vicende di cui è piena la vita che viviamo ogni giorno, logico che ciò possa accadere anche in campo sportivo ed in una disciplina come il tennis. E ora?

Sul momento del tennis maschile abbiamo dedicato ampio approfondimento sul nostro sito, vediamo qui qual è ad oggi la situazione del nostro tennis femminile inquadrandolo in quello che è stato il solito, divertente ed emozionante week-end di Fed Cup appena passato.

SIAMO IN C MA A MOSCA NON POTEVAMO FARE DI PIÙ


La trasferta di Mosca era onestamente alquanto improba già al momento del sorteggio, ed è poi diventata un Everest da scalare quando le nostre due migliori giocatrici hanno dichiarato forfait. Giorgi fatica ancora a riprendersi da un infortunio al polso (si è ritirata anche questa settimana dal torneo di Istanbul), Sara Errani nonostante i recenti quarti a Bogotà non era al top. Giusto quindi farsi da parte e lasciare la scena a due ragazze che per quanto inferiori tecnicamente hanno comunque avuto il loro giusto momento di ribalta, vestendo i panni delle titolari in Fed. Una primizia vera e propria sia per Martina Trevisan che per Jasmine Paolini, che onestamente hanno difeso strenuamente i colori del nostro paese nei due giorni di gare, dando il massimo e forse anche di più e complicando per quanto possibile la strada verso la vittoria alle nostre avversarie, tecnicamente superiori.

 

Sia Potapova che Pavlyuchenkova non hanno avuto vita facile nei singolari disputati, segno che comunque la mano di Garbin, la nostra capitana, si vede. La grinta e la determinazione di Tathiana sono state trasmesse in toto alle sue giocatrici, che hanno giocato al limite delle loro possibilità ma che soprattutto non hanno mai mollato. Ecco, questa è la base dalla quale ripartire. Purtroppo il periodo d’oro delle nostre ragazze è finito, lo sapevamo e le conseguenze vanno accettate. Non avremo più Schiavone, Pennetta e Vinci, ma se mandiamo in campo due ragazze quasi esordienti che danno l’anima in campo possiamo ritenerci in parte soddisfatti. Certo, ora siamo in C e l’anno prossimo saremo costretti ai raggruppamenti zonali, ma non dimentichiamoci che anche la nostra nazionale di Davis finì ingloriosamente retrocessa alcuni anni fa, ma come spesso accade, toccato il fondo iniziò poi la risalita. Solo il lavoro, il sacrifico e la voglia di riemergere potranno riportare in auge il nostro movimento femminile. E avere in questo frangente una capitana come Garbin è già una buona base di partenza, con calma ora ci dovremo concentrare sul futuro.

AUSTRALIA E FRANCIA IN FINALE, FORSE ROMANIA E BIELORUSSIA HANNO SBAGLIATO LA FORMAZIONE DEI DOPPI


Avevamo pronosticato due semifinali equilibrate ed emozionanti e così è stato. I verdetti finali hanno premiato le due formazioni di casa, l’Australia che torna in finale dopo ben 26 anni, e la Francia che ha superato la Romania di Simona Halep, arrivata ad un set dalla prima finale della sua storia in Fed Cup.

A Brisbane è stato soprattutto il week-end di Ashleigh Barty, unica tra uomini e donne ad essere nella Top10 sia di singolare che di doppio, ed il perché è facilmente intuibile se guardiamo quello che la nr.9 WTA ha fatto nella sfida contro la Bielorussia. Ha vinto un non facile singolare contro Azarenka, ha schiantato Sabalenka la domenica e poi in coppia con Stosur ha vinto un doppio di altissimo livello giocato in maniera esemplare. Finale meritata per l’Australia e anche per Alicia Molik e le sue ragazze. Stavolta i panni della seconda singolarista li ha vestiti l’esperta Stosur che ha combattuto allo stremo contro Sabalenka, è stata inesistente contro Azarenka, ma poi ha giocato un signor doppio. Considerando che nel team australiano c’è anche Gavrilova e che alle loro spalle stanno arrivando tenniste come Hon e Sharma che sembrano promettere bene, l’Australia avrà sicuramente le sue carte da giocarsi a novembre per la finale, partendo forse anche con il vantaggio nei pronostici, certo bisognerà vedere che stato di forma avranno le giocatrici tra sette mesi.

Fed Cup 2019, la squadra australiana festeggia il successo in semifinale (foto via Twitter, @FedCup)

La Bielorussia è una squadra temibilissima, l’arrivo di Tatiana Poutchek in panchina l’ha resa ancor più forte. Ci voleva una Barty “deluxe” per fermare Sabalenka e Azarenka (senza dimenticare Sasnovich). Forse però la capitana ha sbagliato la formazione del doppio. Vero che Sabalenka nell’anno ha raccolto soddisfazioni anche nella disciplina (in coppia con la belga Mertens) ma Azarenka non sappiamo quanto possa ritenersi affidabile. Non era meglio allora mettere in campo Lapko e Marozava che sono doppiste ‘DOC’? Oppure mettere una delle due al fianco di Sabalenka? Chissà, sta di fatto che comunque anche per l’anno prossimo questa Bielorussia farà paura e potrà fare strada nella competizione.

Tante emozioni anche sulla terra rossa di Rouen, dove la Francia, anche qui con il doppio decisivo, ha superato la Romania. Onestamente è stata la vittoria della squadra francese e del suo capitano Benneteau (ottimo esordio per lui sulla panchina transalpina in questa stagione) contro Simona Halep. È mancata infatti alla squadra rumena una seconda singolarista valida che raccogliesse il terzo punto. Ancora troppo lontana dalla forma migliore Buzarnescu, scelta non felice quella di farla sostituire nella seconda giornata da Begu, che strutturalmente è più giocatrice da veloce che da terra. Tanto che è bastata una volenterosa Parmentier per sconfiggerla. E anche sulla formazione del doppio Segarceanu ha lasciato un po’ a desiderare. Begu e Niculescu erano sulla carta molto più affidabili di qualsiasi altra coppia, ma probabilmente lo sforzo profuso da Begu nel secondo singolare ha consigliato al capitano rumeno di scegliere la nr.1 Halep. Il risultato è stato che Simona (non proprio una doppista) non è stata continua e alla fine la sua incostanza ha pesato sul risultato finale.

La Francia come detto è stata più squadra e il ritorno di Garcia dà una serie di opzioni a Benneteau che potrà tornare utile nell’atto conclusivo. Il gruppo sembra molto unito e questo è un punto di forza non da poco per il team transalpino. In Australia si prospetta a novembre una finale altrettanto equilibrata ed emozionante, ci darà da divertirsi.

PLAY-OFF: REPUBBLICA CECA E GERMANIA FACILI, USA CON QUALCHE PATEMA, SPAGNA AL FOTOFINISH


Oltre alle quattro semifinaliste, nel prossimo tabellone del World Group ci saranno anche la Repubblica Ceca, la Germania, gli Stati Uniti e la Spagna. 

Non hanno avuto alcun problema le seconde linee della Repubblica Ceca a superare un Canada senza Andreescu e Bouchard (tra poco la cercheranno a “Chi l’ha visto”), vittoria sicura anche delle tedesche in Lettonia dove l’assenza tra le locali di Sevastova si è fatta sentire. Qualche piccolo patema per gli USA che hanno superato la Svizzera 3-2. Fuori forma Keys battuta da Golubic nella prima giornata, ci ha pensato Kathy Rinaldi nella seconda a mettere le cose a posto sostituendola con la grintosa Kenin, che infatti dopo i successi di Stephens ha raccolto il punto decisivo del 3-1.

Sloane Stephens – Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FedCup)

Da thrilling la vittoria della Spagna in Belgio. La capitana Medina Garrigues deve ringraziare la veterana Suarez Navarro che ha fatto le veci anche di una impresentabile Muguruza, battuta prima da Flipkens e poi da Bonaventure. I due punti di Suarez e poi il doppio composto dalla stessa Suarez e da Muguruza hanno permesso alle iberiche di essere l’anno prossimo nel World Group.

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Fed Cup: l’Italia retrocede ai gruppi zonali. 3-0 per la Russia

Pavlyuchenkova supera Trevisan in due set e regala la promozione alla Russia. Le azzurre tornano in serie C dopo 22 anni. Quali prospettive?

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Nel giorno del trionfo a Montecarlo di Fabio Fognini, arriva purtroppo anche una notizia triste per il tennis italiano. La selezione di Fed Cup infatti perde anche il terzo singolare ed è dunque costretta a retrocedere ai raggruppamenti zonali (la cosiddetta “serie C”) per la prima volta dal 1997. Non che si tratti di un risultato inaspettato, soprattutto dopo la prima giornata chiusa sul 2-0 in favore delle ragazze russe, ma è comunque un’ulteriore certificazione del difficile momento che sta attraversando il tennis azzurro al femminile.

L’impegno c’è stato, il cuore anche, e a tratti nella prima giornata sia Martina Trevisan che Jasmine Paolini, chiamate a sorpresa a recitare il ruolo di protagoniste, hanno anche dato l’illusione di poter sovvertire un pronostico decisamente sfavorevole. Alla lunga però la Russia ha fatto valere la migliore classifica e la maggiore qualità e solidità delle proprie giocatrici. Il terzo singolare, quello che ha chiuso il tie, è stato meno lottato dei precedenti, ma ci ha comunque lasciato una Trevisan mai doma e che ha provato in tutti i modi a risalire nel punteggio, anche quando le cose sembravano ormai compromesse.

Vero è che alla CSKA Arena l’Italia si è presentata con una sola top-100 (Camila Giorgi, peraltro non in buone condizioni fisiche) contro le tre della Russia, la cui quarta giocatrice, Natalia Vikhlyantseva, aveva un ranking migliore (113 WTA) della nostra seconda miglior classificata, ovvero Martina Trevisan (146 WTA). L’epoca aurea del tennis femminile, legata a doppio filo alle personalità di Schiavone, Pennetta, Errani e Vinci, è definitivamente giunta al termine e purtroppo nell’immediato futuro non si colgono sensibili segnali di miglioramento. Eccezion fatta per Camila Giorgi, le nostre migliori ragazze gravitano comunque abbastanza lontano dalle zone alte. Trevisan, che a Mosca ha comunque espresso un buon livello di gioco, conta una sola vittoria a livello WTA, peraltro ottenuta poche settimane fa a Charleston; Paolini ha un best ranking di 130 e Errani appare ormai ben lontana dai livelli di qualche anno fa. Qualche fiches la si può puntare sulla giovane Elisabetta Cocciaretto che a livello junior sta facendo bene, ma come sempre nei confronti dei più giovani occorre prudenza e lungimiranza.

 

Adesso, come detto, ci aspettano i raggruppamenti zonali, a loro volta suddivisi in Group 1, Group 2 e Group 3. L’Italia sarà nel primo gruppo, che prevede quattro gironi “all’italiana” con incontri da disputarsi nell’arco di una sola giornata (due singolari e un doppio) a febbraio 2020. Le vincitrici dei vari gironi si sfideranno poi per decidere le due selezioni che andranno a disputare i playoff per la promozione ad Aprile. Svezia, Ungheria, Croazia, Grecia, Polonia, Olanda e Ucraina le altre nazioni con cui divideremo il campo con la speranza di risalire, ma anche l’amara certezza che, per ora, questa è la nostra dimensione.

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Fed Cup: Garcia e Mladenovic mandano la Francia in finale

Decisivo a Rouen il doppio dove la ritrovata coppia francese supera Halep/Niculescu. Prima la Halep aveva superato la Garcia e la Parmentier la Begu

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FED CUP, Semifinale

FRANCIA-ROMANIA 3-2

Avevamo preannunciato due semifinali equilibrate ed emozionanti e possiamo dire di non aver sbagliato la nostra previsione. Così come accaduto a Brisbane, anche a Rouen la finalista di Fed Cup 2019 è stata decisa dal doppio finale. E così come a Brisbane sono state le padrone di casa ad avere la meglio, anche le francesi sono riuscite, al termine di un match durissimo ed anche qualitativamente valido, ad avere la meglio sulla Romania di Simona Halep.

 

Ultima giornata dalle mille emozioni quella di Rouen. Prima la Halep è venuta a capo di una stoica e determinata Caroline Garcia, battuta in rimonta dopo quasi 3 ore di gioco. Poi sotto 2-1 è salito alla ribalta Julien Benneteau. Il capitano francese con una mossa a sorpresa ha mandato in campo Pauline Parmentier per cercare di ottenere il 2-2 della speranza. Anche il capitano rumeno Segarceanu ha cambiato la singolarista, mandando in campo la Begu al posto di una ancora incerottata Buzarnescu. Ma si è rivelata vincente la scelta del suo collega con la Parmentier che in tre set superava la Begu e rimandava al doppio le sorti della sfida.

Qui i due capitani decidevano di mandare le migliori formazioni in campo, Mladenovic e Garcia da una parte (le due non giocavano insieme da più di due anni dopo aver fatto a lungo coppia fissa nel circuito e in Fed) e dall’altra Halep e Niculescu. Dopo l’ennesima avvincente maratona l’hanno spuntata le due francesi per la gioia del pubblico locale, ma le rumene non hanno assolutamente sfigurato e hanno lasciato il campo a testa altissima.

Sarà dunque Australia-Francia la finale Fed Cup 2019. Si giocherà in Australia nel secondo week-end di novembre (9-10) e ad oggi vien da dire che sarà sicuramente una finale molto equilibrata.

S. Halep b. C. Garcia 6-7 (6) 6-3 6-4

Scontro tra le rispettive numero uno nella seconda giornata di Fed Cup tra Francia e Romania. Dopo la prima giornata terminata in parità, tocca a Garcia e Halep, entrambe vittoriose nei loro match svoltisi ieri. Avanti Halep nei precedenti, di cui l’unico sulla terra giocato a Roma. Superfluo dire che l’incontro può indirizzare definitivamente la semifinale tra le due rappresentative; vedremo se pubblico e pressione potranno essere un fattore.

 Inizia la sfida e, se qualcuno si domandasse come giocano le due giocatrici, potremmo dire che ad entrambe piace spingere e meno difendere. Chi spinge meglio ad inizio partita è Garcia, che conquista tre palle break nel secondo gioco, capitalizzando l’ultima per il 2-0 e servizio e incrinando per un attimo il tifo romeno. La francese continua a spingere facendo muovere la numero 2 del mondo, che incappa spesso in errori di manovra. Il secondo break è sempre di colore bleu, il punteggio segna 4-0 in favore dei galletti dopo venti minuti di partita. Sorprendente Garcia, piuttosto deludente fino ad ora Halep, che non tarda e riversare in campo rabbia e orgoglio, muovendo il tabellino e recuperando un break. La ritrovata solidità della romena fa perdere centimetri ai colpi di Garcia, che comincia a sbagliare più del dovuto. Halep macina gioco e vincenti, agguantando il pareggio: 4 -4. Troppo brava Halep in questa frazione di partita, che sta dominando il campo. Con un parziale di 5 giochi a zero e tre break consecutivi, la romena può servire per il set, ma perde la battuta: 5 pari. La francese ritrova aggressività e morale, donando al match vivacità e pathos. Set che va al tie break, governato dall’equilibrio. Una scivolata di Halep con conseguente lancio di racchetta fa perdere la pazienza alla romena, che perde il set con un rovescio in rete. 7-6 Francia. Match estremamente equilibrato.

Secondo set dove Halep cancella la delusione legata al primo e parte a fucile: break e 3-0. Garcia prende fiato, ma non toglie la spina, lotta e strappa la battuta alla vincitrice slam. La francese è in palle e impatta sul 3 pari. Sul 4-3 il fisio entra in campo per la romena, che pare abbia noie alla gamba sinistra. Sebbene acciaccata, Halep conquista il break e si porta 5-3. Un game thrilling porta la romena alla conquista del secondo set ai vantaggi: 6-3 e tutto deciso al terzo.

 Garcia parte bene in questo ultimo set, ma non riesce a capitalizzare le palle break avute. Così l’equilibrio regna sul filo dei nervi e la palla comincia a pesare di più. A dare la zampata vincente è la campionessa romena: strappa il servizio a Garcia sul 4 pari, tiene il servizio e trionfa. Romania avanti 2 a 1.

P. Parmentier b. I.C. Begu 6-3 2-6 6-2

Come successo ieri, è la Francia a dover rincorrere ed è la seconda singolarista di giornata a dover firmare la rimonta, stavolta con la pressione di vincere a tutti i costi. Sarà Parmentier la moschettiera francese, opposta alla Begu. Un incontro tra seconde linee che si giocano un pezzo di finale contro l’Australia.

Parte meglio la francese, che con il suo gioco ordinato e senza ghirigori mette alle corde l’avversaria, strappandole il servizio a metà parziale e chiudendo 6-3. Secondo set che parte ancora in salita per la romena, costretta a salvare palle break già nel primo gioco. Il match però gira, la romena si scuote e firma il primo break, portandosi sul 4-1. Begu non si distrae e porta il secondo set dalle parti di Bucarest. Anche per questa sfida, il terzo set sarà giudice.

  Le due giocatrici sono a tutta, saranno i dettagli e la voglia a fare la differenza. È Parmentier che scatta meglio, sfruttando subito l’occasione per rompere l’equilibrio: 2-1 Francia. Il palazzetto è un tripudio francese, tutti spingono Pauline, Benneteau è un leone in panchina. Begu sembra scarica, con meno energia rispetto alla transalpina. E difatti cede ancora il servizio, permettendo il 2-2 alla Francia. Sarà il doppio a decidere la seconda finalista della Fed Cup 2019.

C. Garcia/K.Mladenovic b. S. Halep/M. Niculescu 5-7 6-3 6-4

Eccolo il doppio decisivo che decreterà la sfidante dell’Australia. Non sono bastati i primi 4 singolari a deciderlo, lo farà l’ultima sfida in questa domenica pasquale.

Tornano a giocare assieme Garcia e Mladenovic dopo vicissitudini anche extra tennistiche; dall’altra parte, un coppia inedita per fare la storia del tennis rumeno, puntando sulla forza di Halep. Sebbene le romene non siano certo delle specialiste, almeno assieme, sono loro a strappare il servizio alle francesi, loro sì più avvezze al campo allargato ai corridoi e che in carriera qualche match insieme lo hanno giocato. La coppia padrona di casa si riprende immediatamente il break per il 2 pari. Da qui in poi i servizi scorrono via senza ulteriori scossoni, fino al 5 pari, quando il servizio di Mladenovic comincia a traballare; Halep non se lo fa ripetere, preme da fondo e conquista il break per il 6-5. Nel game successivo Niculescu non trema e timbra il 7-5. Primo set da incorniciare per la specialista rumena. Le ragazze di Segarceanu sono ad un solo set dalla finale. La coppia d’oltralpe però non ci sta: annulla e non trasforma una occasione di break, ma al quarto gioco riesce ad allungare sul 3-1. Le francesi prima sventano il tentato recupero romeno, poi  strappano il servizio ad Halep con un numero di Mladenovic. Romania che si riavvicina cogliendo la distrazione delle francesi, ma il set non è in discussione. Ancora terzo set, stavolta super decisivo.

Giocatrici certamente provate da questa maratona tennistica in quel di Rouen, entrambe le coppie si caricano e non mollano un centimetro. Tutti i games lottati, ogni palla è sudata. La tecnica lascia spazio ai nervi, ed è qui che escono le qualità caratteriali di ognuna. La sfida è in perfetta parità, ad indirizzarla sono le soluzioni delle francesi, tra chiusure a rete e risposte fulminanti che impallinano Halep. La numero 2 del mondo, complice un sanguinoso doppio fallo, spedisce Garcia a servire per il match. La 26enne francese non tradisce e manda la Francia in finale a novembre. Esce a testa altissima la Romania.


Corrado Boscolo Zemelo

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