WTA Budapest: Van Uytvanck chirurgica, Cibulkova sconfitta

WTA

WTA Budapest: Van Uytvanck chirurgica, Cibulkova sconfitta

Secondo titolo della carriera per Alison Van Uytvanck, vincitrice contro la più esperta giocatrice slovacca apparsa quest’oggi lontana dalle sue giornate migliori

Pubblicato

il

A. Van Uytvanck b. [1] D. Cibulkova 6-3 3-6 7-5

Nella settimana caratterizzata dall’incombere del Buran siberiano sull’Europa e dal ricco Dubai Duty Free Tennis Championships vinto da Elina Svitolina, il carrozzone della WTA ha fatto tappa anche a Budapest per l’edizione numero 21 dell’Hungarian Ladies Open, torneo dal 2017 di categoria International che attualmente si disputa sui campi in cemento preparati all’interno della Bok Hall Arena. Un torneo, quello della capitale magiara, di buona tradizione per le nostre rappresentanti, grazie ai successi conseguiti da Garbin nel 2000 e, più recentemente, da Vinci e Errani nel biennio 2011-2012. Campionessa uscente l’enfant du pays Timea Babos, quest’anno terza favorita del seeding ma incapace di confermare l’exploit di dodici mesi fa nella città tagliata in due dal Danubio. Protagoniste dell’atto conclusivo dell’edizione 2018, invece, la prima testa di serie e numero 33 delle ultime classifiche mondiali, la slovacca Dominika Cibulkova, e l’outsider belga Alison van Uytvanck, 5 anni di meno all’anagrafe e un ritardo di 47 posti nel ranking. Per entrambe le atlete, qui apparse in ottima condizione, un percorso netto nel torneo fino alla finale, con nessun set lasciato per strada e mai più di quattro giochi concessi alle rivali in un singolo parziale. Non si è trattato di un incontro inedito. Cibulkova, infatti, si è aggiudicata l’unico precedente disputato a Wimbledon nel 2014 e chiuso sul filo di lana dalla slovacca al cospetto di un’avversaria ancora molto giovane. Ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione, smentendo i pronostici dei bookmakers e le indicazioni del computer, è stata la più giovane tennista di Vilvoorde, come avremo modo di raccontare.

LA CRONACA – È Cibulkova ad aprire il parziale con il servizio. Interessante, almeno sulla carta, il confronto di stili, con la brevilinea slovacca dai piedi veloci e la propensione per la manovra asfissiante e la belga, più spregiudicata nelle scelte, decisa invece ad assumere una posizione più aggressiva sul campo per sfruttare il maggior peso di palla. Contrariamente alle previsioni, in questa prima fase i lunghi rally finiscono spesso per premiare l’uso delle variazioni di effetto della van Uytvanck, che dimostra tutta la sua competenza anche in fase difensiva, ed è così suo il primo strappo di giornata grazie al break messo a segno nel terzo gioco. Cibulkova, forse turbata da qualche occasione di troppo malamente sfumata, ha comunque il merito di restare in scia nel punteggio confidando nel calo di un’avversaria fino a questo punto più incisiva nei quindici importanti. Un’attesa vana perché van Uytvanck, dopo un turno di servizio autorevole condito anche da due ace che le vale il 5 a 3, torna a strappare la battuta all’avversaria aggiudicandosi con merito un primo parziale giocato in crescendo. Partita piacevole, nonostante una prima ora di gioco piuttosto incolore della Cibulkova.

 

Dopo un turno di battuta autoritario, un cross di diritto fuori di un paio di centimetri sparato a tutto braccio dalla stessa belga consente a Cibulkova, fortunata nel frangente, di non ritrovarsi costretta ad inseguire subito nel punteggio una rivale comprensibilmente in fiducia. Strano sport il tennis, van Uytvanck torna a perdere un punto sulla prima di servizio – una rarità quest’oggi – spedendo lungo un comodo rovescio in avanzamento e la palla break che ne fa seguito viene capitalizzata con coraggio dalla slovacca, evidentemente rinvigorita dallo scampato pericolo di qualche minuto prima. Indietro per 4 giochi a 3 e un turno di servizio da recuperare, per la nativa di Vilvoorde è tempo di coaching in campo. Il tentativo di riordinare le idee, tuttavia, non sortisce gli effetti sperati, per la verità più per merito di una Cibulkova assai meno fallosa che ad inizio match che per mancanze proprie. Come nel primo set, ma a parti invertite, è un secondo break a chiudere il parziale, mandato in archivio da un un diritto a sventaglio devastante di Cibulkova, il cui linguaggio del corpo, ora, è davvero tutto un’altra cosa.

Van Uytvanck – doveroso sottolinearlo – è giocatrice coraggiosa e dal tennis vario e anche nei momenti di estrema difficoltà ha il pregio di non arretrare mai il baricentro del proprio gioco. La sensazione tangibile che si avverte dalle tribune, tuttavia, è che con il passare dei minuti l’esperta Cibulkova possa assestare la spallata decisiva. Nulla di più sbagliato. La tennista di Bratislava, se da una parte mantiene con facilità i propri turni di battuta, dall’altra dilapida palle break in quantità industriale (2 su 13 il computo totale in questo momento, 14 alla fine), ragion per cui il set decisivo si mantiene godibile in uno stato di equilibrio apparentemente instabile. Nel decimo gioco, con van Uytvank al servizio per rimanere nel match, la belga deposita in corridoio un diritto inside-out privo di complicazioni che manda l’avversaria a due punti dal titolo ma con caparbietà agguanta per l’ennesima volta la parità. Gol sbagliato e gol subito – anche nel tennis – perché nel gioco successivo è Cibulkova a danzare pericolosamente sul cornicione indietro per tre quindici: la seconda palla break è quella buona e van Uytvanck si assicura così la possibilità di servire per l’incontro. Partita in ghiaccio. Il servizio della belga si conferma quest’oggi una sentenza e dopo l’ennesima palla break di giornata cancellata con audacia è il momento per una felicissima Alison di alzare le braccia al cielo.

Primo hurrà stagionale, dunque, e secondo della carriera dopo Quebec City dello scorso anno per Van Uytvanck al termine di una settimana perfetta nella quale ha esibito un tennis divertente e poco stereotipato, fatto di soluzioni in controbalzo, variazioni e discese a rete. Da rivedere Cibulkova, ancora lontana dai picchi di rendimento che le hanno consentito di vincere, tra l’altro, le WTA Finals di Singapore nel 2016.

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Portorose: una grande Jasmine Paolini conquista il suo primo titolo

L’azzurra si libera in fretta dell’emozione per la sua prima finale e supera Alison Riske rimontando due break di svantaggio nel primo set. Sarà n. 64 del mondo

Pubblicato

il

Jasmine Paolini - 2021 US Open (Manuela Davies/USTA)

J. Paolini b. [3] A. Riske 7-6(4) 6-2

Alla sua prima finale del Tour maggiore, Jasmine Paolini parte contratta ma poi doma l’emozione e l’avversaria, imponendosi in due set sulla n. 3 del seeding Alison Riske, lei invece per la decima volta all’atto conclusivo di un torneo, per quanto solo in due occasioni sia riuscita ad alzare il trofeo. Il WTA 250 di Portorose si conclude così nel migliore dei modi per l’allieva di Renzo Furlan, giunta in finale superando le più quotate Yastremska, Cirstea e Putintseva, oltre che Kalinskaya, per un titolo che lunedì le varrà il nuovo best ranking al 64° posto.

Un incontro iniziato sentendo la pressione per Jasmine che ha ritrovato il suo miglior tennis quando il primo parziale sembrava ormai compromesso dal 2-5 pesante. Lì è iniziata la rimonta che si sarebbe fatta sentire nella testa di Alison nel secondo set. Un trionfo che conferma i progressi compiuti e la sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Una nota positiva, nonostante la sconfitta, anche per Riske, che in questa settimana slovena è tornata a vincere due incontri di fila dall’Australian Open 2020, dopo aver patito le conseguenze di una fascite plantare; ora, pienamente recuperata dal punto di vista fisico, sta rimettendo insieme il gioco che l’aveva portata al n. 18 WTA alla fine del 2019.

 

IL MATCH – La pioggia ritarda l’ingresso in campo delle giocatrici di quasi due ore e mezza rispetto alle ore 17 originariamente previste. C’è però giusto il tempo per un paio di minuti di palleggio preliminare perché Jasmine fa notare che almeno la sua metà campo presenta ancora zone bagnate e quindi pericolose. Un’altra mezz’ora se ne va e finalmente si comincia con Paolini che ha scelto di servire. Entrambe commettono alcuni errori di troppo che si traducono in tre break, finché Riske tiene, subito imitata da Jasmine grazie anche ai primi punti diretti portati dalla battuta – fondamentale in cui la 175 cm da Pittsburgh è superiore. Spinge affidandosi alle sue solite traiettorie relativamente piatte, Alison, che si produce in un paio di buone chiusure a rete ma anche in altrettanti attacchi pentiti, forse preoccupata della velocità dell’azzurra che ha già sfoderato un bel passante in corsa. Ancora contratta e non del tutto lucida, tuttavia, Paolini cede un altro turno di servizio mandando l’altra a servire sul 5-2.

Sarà la situazione di punteggio disperata, sarà la voglia di giocarsi davvero la sua prima finale, ma Jasmine entra finalmente in partita, mette a segno dieci punti consecutivi e, con il livello del match che si alza offrendo scambi intensi e spettacolari, prima pareggia e poi sorpassa, costringendo l’avversaria a servire per riparare al tie-break, compito che porta a termine nonostante l’iniziale 0-30. I colpi azzurri hanno cominciato a girare e il dritto, nonostante qualche imperfezione, mette la necessaria pressione alla terza testa di serie che si ritrova sotto di due mini-break dopo un punto perso sulla diagonale sinistra e uno smash fuori misura. Riske approfitta con coraggio di due scambi giocati in maniera troppo conservativa dalla venticinquenne toscana, ma un suo errore bimane manda Paolini a set point, immediatamente trasformato grazie all’errore al volo statunitense al termine di uno scambio tiratissimo in cui la nostra ha dato veramente tutto.

MTO per un massaggio alla coscia sinistra di Jasmine che ricomincia da dove aveva lasciato, vale a dire spingendo con il dritto e trovando anche ottime soluzioni con il rovescio che valgono il 2-0, mentre le statistiche mostrano il saldo vincenti-gratuiti ampiamente negativo, eppure la sfida risulta assolutamente godibile. Dal canto suo, Alison si fa vedere a rete e incide con il bimane lungolinea, ma è troppo incostante e il pareggio subito agguantato svanisce in un battito d’ali di farfalla. Vola, Paolini, e adesso tocca a lei servire sul 5-2, opportunità che non si lascia sfuggire e chiude al primo match point con un pesante dritto inside-in.

Due vittorie di fila sul cemento in un main draw WTA le aveva centrate una sola volta in carriera prima di questa settimana, al Gippsland Trophy che ha preceduto l’Australian Open. Il WTA 250 australiano era stato anche l’unico torneo assieme a Guangzhou 2019 nel quale Jasmine fosse riuscita a battere una top 50 sul duro; qui a Portorose si è spinta oltre i suoi limiti, vincendo cinque partite di fila – le ultime tre contro avversarie che abitano la top 50. In una parola, bravissima.

Il tabellone completo di Portorose

Continua a leggere

Flash

WTA Lussemburgo: Ostapenko abdica, secondo titolo in carriera per Tauson

La lettone si sveglia nel secondo set, ma finisce per cedere al terzo. Buona prestazione per la danese che vince la seconda finale su due disputate

Pubblicato

il

Prosegue il settembre d’oro delle 2002 grazie alla vittoria di Clara Tauson nel WTA 250 di Lussemburgo. La danese vince il secondo titolo su due finali giocate, superando in tre set la campionessa in carica Jelena Ostapenko (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) e andando a sedersi poco lontano dalla top 50 (da lunedì sarà numero 52, migliorando di diciotto posizioni il suo best ranking). La partita si è animata ed è diventata interessante da metà secondo set in poi, dopo che per un’oretta l’incostanza e il nervosismo della lettone avevano reso le cose molto facili a Tauson.

Entrambe giocano in maniera molto aggressiva da fondo, spingendo molto bene con ambedue i fondamentali. La differenza però, almeno a inizio match, è che Tauson mantiene la palla in campo con buon margine, mentre Ostapenko o piazza il vincente o sbaglia entro i primi tre colpi (più spesso la seconda). La danese trova dunque il break già nel terzo game e bissa poi nel nono, chiudendo 6-3 e guadagnandosi il diritto di servire per prima anche nel secondo set. Le difficoltà continuano per una nervosissima Ostapenko, che salva una palla break nel quarto gioco e riesce a mantenersi in scia nel punteggio. Sul 3-3, la lettone ottiene per la prima volta la chance di strappare il servizio all’avversario, ma la manca. Il nastro gliene regala un’altra smorzando in maniera imprendibile un suo slice un po’ tremebondo e Jelena stavolta non vanifica il dono della sorte, giocando in maniera molto aggressiva. L’improvviso break destabilizza Tauson che non riesce a esprimersi al meglio nei game successivi, ritrovandosi in poco tempo da una posizione di totale controllo a dover giocare un insidioso terzo set.

L’urlo con cui Ostapenko accompagna la vittoria del parziale lascia presagire battaglia e così è. La lettone addirittura sale 2-1 con un break a zero, ma si fa subito recuperare da Tauson. Il gioco decisivo probabilmente è il quinto, durato ben sedici punti: Ostapenko si procura due palle break (la prima con un gran pallonetto vincente), ma la danese riesce a cancellarle entrambe con coraggio e tiene alla fine il servizio. Lo scoglio superato permette a Tauson di recuperare sicurezza e di rimettere dunque pressione sull’avversaria, che infatti al primo momento delicato crolla. Chiamata a servire per rimanere in partita sul 5-4, Ostapenko abdica con quattro erroracci non forzati e concede a Tauson la gioia del secondo titolo in carriera.

 

Continua a leggere

Flash

WTA Lussemburgo: la finale sarà Ostapenko-Tauson

Ostapenko si complica la vita nel secondo set, ma alla fine elimina Samsonova senza andare al terzo. Tauson supera Vondrousova in tre

Pubblicato

il

Jelena Ostapenko e Clara Tauson si giocheranno la finale 2021 del WTA 250 di Lussemburgo. La lettone ha superato in due set Liudmila Samsonova, complicandosi non poco la vita in dirittura d’arrivo in pieno stile Ostapenko. La partita è infatti filata liscia fino al 6-1 5-1 risultato toccato quando ancora mancavano una decina di minuti allo scoccare della prima ora di gioco, poi improvvisamente qualcosa si è inceppato e, dopo il controbreak a zero sul 5-2, il dominio di Jelena si è rapidamente dissolto. Dopo cinque game consecutivi persi, Ostapenko si è aggrappata al dritto e ha centrato l’approdo al tiebreak, iniziato in maniera orribile con uno svantaggio di 4-1. Da quel momento in poi però, complice anche un po’ di leggerezza di Samsonova, la lettone è tornata a spingere con coraggio, aggiudicandosi tutti i successivi sei punti e con essi il match.

Decima finale in carriera per Jelena, che domenica andrà a caccia del quinto titolo (il secondo in Lussemburgo dopo quello del 2019). Ad attenderla ci sarà Clara Tauson, danese classe 2002, che ha eliminato in tre set la testa di serie numero 5, Marketa Vondrousova. La diciottenne – compirà gli anni il prossimo 21 dicembre – è stata molto brava a gestire i vantaggi sfumati nel primo e nel terzo set, così come il secondo dominato da Vondrousova. In tutto questo va segnalato anche un problemino alla coscia sinistra (che presentava una vistosa fasciatura), che l’ha costretta a chiedere l’intervento della fisioterapista sotto 4-3 (senza break) nel terzo. In verità la pausa potrebbe averle anche permesso di rimettere in ordine le idee, tanto è vero che al rientro in campo Tauson ha vinto tre game di fila, facendo suo il match.

La danese ha gestito piuttosto bene gli scambi e soprattutto l’insidiosa diagonale sinistra, sulla quale Vondrousova è riuscita a imporsi con continuità solo nel secondo set tra incrociati liftati e repentini lungolinea. Quella di domenica sarà la seconda finale della giovane carriera di Tauson, che è emersa vincitrice dalla prima, giocata lo scorso marzo a Lione (6-4 6-1 a Viktorija Golubic).

 

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement