Dan Evans si confessa: “È stato il più grande errore della mia vita”

Il britannico vicino al rientro dopo la squalifica per doping (cocaina). "Una droga terribile, ti rovina la vita. Non la prenderò più"

Dan Evans si confessa: “È stato il più grande errore della mia vita”

“È la cosa peggiore che abbia mai fatto nella mia vita. Ho deluso così tante persone”. Prossimo al suo ritorno in campo dopo un lunghissimo anno di sospensione, Daniel Evans non si nasconde dietro ad un dito. Anzi, il 28enne tennista britannico si cimenta in un tanto sincero quanto doloroso mea culpa per quella maledetta dose di cocaina che gli ha fatto perdere un anno della sua carriera e la reputazione costruita grazie ai successi sul campo. Ma che soprattutto ha provocato delusione ed imbarazzo alle persone a lui più vicine e a tutti coloro che lo avevano supportato.

“Se guardi quello che succede quando risulti positivo ad un singolo test, quello che fa alle persone che ti stanno attorno, le macerie che lascia nelle loro vite, ti convinci che non assumerai più quella droga”, spiega Evans, estremamente pentito per il suo errore. “Parlo di quelli che fanno sforzi per aiutarti. La famiglia innanzitutto ovviamente, ma ci sono anche altre persone. Tipo i genitori della tua ragazza che si imbarazzano sapendo che la loro figlia va in giro con una persona del genere. Oppure mia mamma e mia sorella che si sentono a disagio quando vanno a lavoro. È una situazione nella quale spero di non trovarmi di nuovo”.

 

E oltre all’imbarazzo per i propri cari, c’è anche la naturale preoccupazione per il conseguente danno di immagine dentro e fuori al mondo del tennis. “Ha anche suscitato un sacco di pubblicità negativa su di me. Dio solo sa cosa i grandi del gioco hanno pensato quando hanno visto quei titoli”, prosegue Dan, che per colpa di un carattere un po’ ribelle, tanta fatica aveva fatto per guadagnarsi supporto e stima nell’ambiente.

È noto che il test fallito sia stato effettuato durante la scorsa edizione del torneo di Barcellona, ma Evans non rivela di preciso le circostanze nelle quali ha assunto cocaina. Pare che il misfatto sia accaduto dopo la sconfitta al Masters 1000 di Montecarlo contro il connazionale Kyle Edmund. Dan era tornato a casa, nella sua Birmingham, per partecipare al funerale della madre di un suo caro amico. E lì si è lasciato andare, cedendo alla tremenda polvere bianca che distrugge l’esistenza di così tante persone in giro per il mondo. “È una droga terribile, non solo nel mondo dello sport ma anche nella vita”, afferma Evans. “È una roba che ti rovina la vita. E io l’ho presa. Sapevo da prima che non avrei dovuto prenderla. È illegale a prescindere dal fatto che io sia uno sportivo”.

In questa amara confessione, il giocatore inglese ci tiene tuttavia a sottolineare di non essere un tossicodipendente, ma solo una persona che ha commesso una madornale ingenuità. “Non sono mai risultato positivo ad un test prima. È stata la prima volta. L’ho preso fuori da una competizione. Questo è tutto quello che posso dire”. E poi la promessa, quanto mai necessaria: “Non la prenderò più”.

C’è poi spazio anche per il racconto di questo lunghissimo periodo senza tennis, segnato dalla noia di essere rimasto forzatamente senza lavoro e ancora il senso di colpa per il dolore causato alle altre persone. “Amo giocare a tennis quindi all’inizio ero a pezzi per non poter giocare. Non c’è molto che potessi fare durante le giornate mentre gli altri lavorano. Mi lamentavo con la mia ragazza di quanto lunga fosse una giornata lavorativa. Sono stato probabilmente il peggiore fidanzato possibile per nove mesi”, rivela Daniel. Oltre a ciò c’è la consapevolezza di buttare all’aria un anno di carriera, che per uno sportivo naturalmente vale doppio se non triplo. “Non è stato facile. È stata dura guardare tutti gli altri giocare a tennis. Nella tua mente di professionista è come perdere un anno di vita”, commenta ancora sconsolato il ragazzo di Birmingham.

In questi mesi in tanti lo hanno abbandonato. “Ha buttato via una carriera”, sentenziò Andy Murray subito dopo aver appreso la notizia. Ma Evans non si aspettava di certo che qualcuno gli tendesse la mano dopo la positività al test anti-doping e la successiva squalifica. “In tutta onestà cosa ti aspetti quando vieni sospeso per aver assunto droga? Ti aspetti che qualcuno ti aiuti? Io non me lo aspettavo”, afferma. Dopo aver avuto rassicurazioni riguardo al suo pentimento e della sua intenzione di rimettersi in riga, un aiuto insperato è però arrivato dalla Lawn and Tennis Association (LTA) , la federazione britannica. Infatti gli è stata concessa una wild card per le qualificazioni del neonato Challenger di Glasgow, che si disputa sui campi in cemento indoor dello Scotson Leisure Center.

Nel suo primo match dopo la sospensione, Evans affronterà il connazionale Ed Corrie, n.8 del Regno Unito e attualmente n.427 del mondo. Dal canto suo Dan vanta un best ranking di n.41 del ranking ATP e agli Australian Open del 2017 aveva eliminato niente di meno che il croato Marin Cilic, finalista del torneo 365 giorni dopo. Tuttavia è comprensibilmente scettico riguardo alla performance che potrà offrire in Scozia, per via della ruggine che un anno di assenza dalle competizioni porta con sé. “Non mi sono allenato con molti giocatori di alto livello, non tanto quanto mi capitava prima. Mi sento bene ma non c’è nulla come giocare incontri e recuperare il ritmo partita”, dice Evans.

Il dubbio, considerata anche l’età non più giovanissima, è quello di non ritornare mai più a fare veramente la differenza nel circuito ATP. “Ho dubbi ogni giorno e ne ho ancora”, conclude il britannico. “Ci saranno dubbi fino a quando non ci saranno quelle due cifre di fianco al mio nome, diciamo. Gli altri non mi temono più. Mi devo di nuovo guadagnare il loro rispetto. Ma è comunque eccitante e non si sa mai: magari tra due anni guardandomi indietro penserò di essere stato fortunato a riuscire a sistemare tutto”. In fondo, molti si augurano che questa possa trasformarsi nella più classica delle storie di redenzione. Perché, dopo tale pentimento, Dan si merita decisamente una seconda chance.

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