WTA Madrid: Kvitova non si ferma e vince il derby, finale con Bertens

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WTA Madrid: Kvitova non si ferma e vince il derby, finale con Bertens

Petra batte in due set Karolina Pliskova nel derby ceco, 10 vittorie consecutive. L’olandese lascia le briciole a Garcia e raggiunge la sua prima grande finale

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da Madrid, il nostro inviato

[10] P. Kvitova b. [6] Ka. Pliskova 7-6(4) 6-3

 

Lo straordinario momento di forma di Petra Kvitova trova conferma nella vittoria nel derby ceco, contro una connazionale come la Pliskova, da tempo nella top ten. Quella di stasera è la sua decima vittoria consecutiva (la settimana scorsa ha vinto il titolo di Praga) e la dodicesima della ultime tredici partite. Domani, vincendo la finale, conquisterebbe il quarto titolo del suo 2018 (questa settimana era già quarta nella WTA Race) e potrebbe conquistare il terzo successo a Madrid (dopo quelli del 2011 e del 2015): staccherebbe così Halep e Serena, che come lei, hanno vinto qui solo due volte. Rimpianti per Pliskova: ha giocato bene, ma è venuta meno nei momenti delicati del match: nel tie-break e nella gestione delle palle break.

Un Manolo Santana ancora scosso per l’appena avvenuta clamorosa eliminazione del suo indiscusso idolo, Rafa Nadal, ha accolto il terzo confronto tra le migliori due giocatrici ceche. Karolina Pliskova, 6 WTA, e Petra Kvitova, 12 WTA sono compagne di Fed Cup, competizione dove hanno portato tre settimane fa in finale la loro Repubblica Ceca. Aveva sempre vinto Petra, nei due precedenti, giocati entrambi sul cemento all’aperto (Wuhan 2014, Sidney 2015), al termine di partite piuttosto lottate. Il gioco iniziale costa il break a Kvitova, costretta anche ad annullare una palla break nel turno di servizio successivo, che avrebbe portato la sua connazionale sul 3-0 e servizio. Si arriva all’ottavo gioco con Pliskova che ha una palla per il 5-3: un gran dritto lungolinea in allungo di Petra, un doppio fallo di Karolina e un suo successivo errore, riportano la partita in parità e fanno scappare un urlo di gioia alla bicampionessa di Wimbledon. Il match è piacevole: ci sono anche errori, ma inframmezzati da gemme di talento, soprattutto a opera di Petra, capaci di farli volentieri dimenticare.

In più, si avverte la rivalità campanilistica facente da contorno all’incontro, o comunque si percepisce che entrambe abbiano la consapevolezza del pizzico di orgoglio in più arricchente il successo di chi vincerà. Pliskova non ci sta a farsi rimontare dopo aver sempre condotto le danze: nel nono gioco spreca la prima palla break, affossando in rete il rovescio, ma con lo stesso fondamentale riesce a centrare uno splendido lungolinea che la manda a servire per il set. La tensione, come detto, attanaglia entrambe: Pliskova, non nuova a farsi offuscare talento e potenzialità dall’emotività, subito trova modo, con una serie di errori, di rimettere in gioco la sua connazionale. Quella che pare maggiormente avvertire la tensione è la più giovane delle due: una volta arrivate al tie-break, giusto epilogo dell’equilibrio del parziale, Petra si invola sul 4-2, ma si fa rimontare sul 4 pari, prima di staccarsi sul 5-4 con un servizio vincente. A questo punto, Karolina va nel panico e commette clamorosamente due doppi falli consecutivi, (saranno ben sei a fine set!) che consegnano, dopo 63 minuti, il set a Petra.

Pliskova a inizio del secondo set è ancora sotto choc e nel gioco iniziale subito perde la battuta. Il treno per ritornare in corsa nel match passa nel quarto gioco, quando la numero 6 del mondo guadagna tre palle break consecutive: non le sfrutta, grazie anche a una brava e coraggiosa Kvitova. Nell’ottavo gioco Petra si trova 15-30, ne esce fuori con il servizio e la classe e, a fine game, fa partire un urlo fortissimo, testimoniante quanto temesse quel momento e quanto grande fosse per lei il valore di questa partita. Aveva ragione la numero 10 del mondo a esultare per lo scampato pericolo: Pliskova nel gioco seguente capitola, dando strada a Petra, che domani in finale troverà Bertens, già sconfitta nettamente nell’unico precedente, risalente a Wimbledon 2015.

K. Bertens b. [7] C. Garcia 6-2 6-2

Bertens vince l’undicesima delle ultime dodici partite disputate e guadagna senza sudare piu di tanto l’opportunità di giocare domani la partita più importante della sua carriera. L’olandese, che ha già la certezza di migliorare la settimana prossima il suo best career ranking (18 nel maggio 2017) oggi non ha dovuto fare altro che viaggiare a velocità di crociera per avere la meglio su una Garcia fallosa e nervosa, mai entrata in partita.

Presenta ampissimi spazi vuoti il Manolo Santana quando inizia la prima semifinale del singolare femminile, quella della parte bassa del tabellone. Si affrontavano due giocatrici sin qui molto convincenti nel loro cammino madrileno: la Garcia, 7 WTA, era arrivata in semifinale senza perdere nemmeno un set; la Bertens, 20 WTA, pur eliminando tenniste dal valore di Wozniacki, Sharapova e Sevastova, aveva perso solo un parziale (contro la russa). Due i precedenti, entrambi vinti da Bertens senza perdere un set, l’ultimo dei quali in Fed Cup sulla terra nel 2016.

Il primo set è a senso unico: Garcia ci capisce poco sin dalle prime battute di gioco e lo fa vedere con piccoli, ma continui cenni di nervosismo. Nel terzo game la francese riesce ad annullare due palle break, ma alla terza deve arrendersi. L’olandese è molto solida e si muove bene: sul suo servizio non fa mai arrivare ai vantaggi Caroline. Quest’ultima, arrivata a giocarsi la semifinale con la miglior percentuale -tra le quattro semifinaliste- di turni di servizio conservati, non è aiutata nemmeno dal papà Luois Paul nel cambio campo successivo al settimo gioco. Un nuovo break subito nell’ottavo game ufficializza il momento di grossa confusione della francese: Bertens porta a casa in 31 minuti il primo set.

Caroline continua a essere fallosa, compiendo alcune volte errori grossolani: più che parlottare nervosa verso il suo angolo non riesce a fare per sfogare la sua frustrazione. Arriva così anche il break nel terzo gioco a favore dell’olandese, silenziosa, oscura, forse non ruba l’occhio col suo tennis, ma oggi è molto brava. Fa le scelte giuste, serve bene (chiudera’ avendo vinto il 74% dei punti giocati sul proprio servizio), sbaglia molto poco pur giocando profondo, e sorprende quando necessario, cercando il vincente. Il pubblico, che pure ha fame di Nadal, programmato nel match successivo, prova a sostenere Caroline, ma oggi la differenza di rendimento tra le due è troppo grande e Kiki brekka nuovamente la francese, issandosi sul 5-1. Pochi minuti dopo, un dritto in corridoio di Garcia, l’ennesimo della sua partita, garantisce il duplice 6-2 che regala alla 26enne olandese, dopo appena 66 minuti di partita, la prima finale a livello Premier Mandatory, la settima in totale della sua carriera.

Risultati:

K. Bertens b. [7] C. Garcia 6-2 6-2
[10] P. Kvitova b. [6] Ka. Pliskova 7-6(4) 6-3

Il tabellone femminile

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WTA Ostrava: un’ottima Bouchard non basta contro Bencic. Parks elimina Pliskova a suon di vincenti

Belinda a fatica su Eugenie, la ventunenne Parks mostra i muscoli. Fuori Raducanu per mano di Kasatkina, Ostapenko eliminata da Sasnovich

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Belinda Bencic – ATP Ostrava (Photo by Jimmie48/WTA)

È iniziata con due vittorie molto nette la giornata dell’AGEL Open di Ostrava, categoria 500. La più sorprendente è sicuramente la seconda, data la sconfitta della favorita Jelena Ostapenko, che ha ceduto con un doppio 6-2 alla bielorussa Sasnovich. La tennista lettone è alla seconda sconfitta consecutiva, dopo aver subito un bagel nel terzo set a Tallinn la settimana scorsa contro la veterana Kaia Kanepi. Sorride anche Cathy McNally, brava a superare l’ostacolo posto dalla russa Blinkova con un netto 6-1 6-2. Il match più di grido è sicuramente quello tra Emma Raducanu e Daria Kasatkina, con la tennista russa che ha prevalso in due set per 7-5 6-4. La britannica nonostante la sconfitta ha offerto una buona prestazione, soprattutto in risposta dove Raducanu è riuscita a mettere costantemente in difficoltà il debole servizio della russa. Kasatkina però ha fatto valere la sua maggiore solidità da fondocampo, disinnescando le traiettorie offensive dell’ex campionessa dello US Open e regalandosi il derby con Alexandrova.

Una Karolina Pliskova più ferma del solito viene battuta 6-0 7-6(3) da Alycia Parks, ventunenne statunitense n. 133 della classifica, che ricordiamo tre anni fa in uno spiacevole episodio durante un torneo ITF quando, se non fosse stato per il tempestivo intervento dell’arbitro, lei e l’avversaria sarebbero venute seriamente alle mani – niente a che vedere con la recente gara di pettate tra Moutet e Andreev. Nata nell’ultimo giorno del millennio passato, Alycia è alta 185 cm secondo la sua scheda WTA e se ne accorge presto Pliskova quando deve fronteggiarne le prime di servizio, assumendo spesso una posizione in risposta all’altezza della scritta Ostrava!!! (i punti esclamativi fanno parte della scritta, non è che vogliamo enfatizzare la posizione). Non che, solitamente, Karolina non sappia dire la sua in battuta, anzi, ma nel martedì di Praga il colpo di inizio gioco non le ha dato alcun vantaggio, tra il 55% di realizzazione con la prima, gli zero ace, gli 8 doppi falli e il 3 su 19 con la seconda, facile preda delle risposte americane.

Letteralmente travolta nel primo set da una Parks che pianta 15 vincenti, Pliskova organizza una qualche difesa e approfitta di alcuni errori dell’altra per andare 3-1. Alycia smette allora di esagerare e piazza quattro giochi di fila. Al servizio per chiudere, però, subisce l’efficace reazione della tennista di casa e ci mette un grave errore sul 30 pari che potrebbe ripercuotersi nella sua testa una volta raggiunta sul 5 pari. Invece, Parks porta la frazione al tie-break dove torna dirompente (c’è pure l’ace di seconda, anche se poi compensato dal settimo doppio fallo) e può gioire per la prima vittoria in carriera su una top 20 in attesa del secondo turno contro la n. 4 del seeding Maria Sakkari.

 

A chiudere la giornata, il godibile incontro che ha visto Belinda Bencic prevalere su una Eugenie Bouchard ritrovata al alti livelli per 6-7(7) 6-1 6-4 in quasi due ore e tre quarti. Indietro di un break dal quinto game, Genie se lo riprende poco dopo a forza di catenate di rovescio, non sfrutta un set point in risposta sul 5-4 e due consecutivi nel tie.break, ma il quarto è quello buono dopo averne a suo volta annullato uno. Bencic domina il secondo parziale e di nuovo passa avanti sul 2 pari del terzo, ma questa volta l’aggancio della ex numero 5 del mondo non arriva nonostante il 15-40 che Belinda affronta al momento di chiudere, con qualche rimpianto di Bouchard per il dritto al volo del primo punto non abbastanza incisivo. Eugenie si batte fino alla fine mostrando una condizione atletica superlativa, come sul primo match point annullato, ma si fa poi sorprendere dalla difesa profonda di Belinda sulla rispostona bimane che suggeriva miglior fortuna.

(ha collaborato Giorgio Di Maio)

IL TABELLONE DEL WTA 500 DI OSTRAVA

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WTA Monastir: nessun problema per Jabeur e Kudermetova

Le prime due teste di serie avanzano al secondo turno insieme a Martic che supera Fruhvirtova

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Ons Jabeur – WTA Monastir (foto via Twitter @WTA)

Secondo giorno di operazioni al Jasmin Open di Monastir, torneo WTA 250, e già tantissime partite e con incroci molto interessanti. I due match che hanno inaugurato il primo turno sono stati dall’andamento piuttosto netto, con la britannica Dart che nonostante le quasi due ore di partita si è liberata di Parrizas-Diaz con il punteggio di 6-2 6-4. C’è gioia anche per le tenniste russe, tra Rodina che ha lasciato quattro game alla rumena Ruse, 6-1 6-3, e Potapova che in tre set di battaglia ha vinto il derby con la quindicenne Andreeva, 6-3 6-7(4) 6-3. In un altro derby, questa volta francese, a prevalere è la giovane Diane Parry, che supera l’ostacolo posto da Harmony Tan grazie ad un 6-1 nel terzo set.

Una delle grandi promesse del tennis femminile, Linda Fruhvirtova, è alla sua terza settimana in top 100, eppure continua a essere sconosciuta alla WTA, nel senso che sul profilo della giocatrice mancano età, altezza, luogo di nascita… In ogni caso, dopo il titolo a Chennai, la diciassettenne ceca tira il fiato e incassa la seconda sconfitta consecutiva, subendo il 6-2 7-5 da Petra Martic che al secondo turno troverà la giapponese Moyuka Uchijima, n. 124.

Tre minuti dopo il tramonto, Ons Jabeur entra in campo contro la statunitense Ann Li, n. 63 del ranking. La tennista di casa (è nata a una manciata di chilometri da Monastir) fa valere il suo status di seconda giocatrice del mondo e vince 6-2 6-3 in un’ora e un quarto. Dopo un primo set dominato in cui Ons ha sofferto solo al momento di chiudere con il servizio, mettendo poi al sicuro il parziale alla quarta opportunità, la stessa trama sembrava ripetersi dopo il break iniziale del secondo. Pur non perdendo mai quel vantaggio, però, la tunisina ha offerto palle break nei tre successivi turni di battuta – sette complessivamente. Sfumate le tante occasioni, Li ha lasciato via libera a Jabeur che agli ottavi troverà Rodina.

 

In chiusura di programma, Veronika Kudermetova, seconda del seeding e da lunedì al nuovo best ranking in 12a posizione, passeggia sulla connazionale Varvara Gracheva con un perentorio 6-1 6-0 in 54 minuti. Prossimo turno contro la polacca Frech.

(ha collaborato Michelangelo Sottili)

IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 250 DI MONASTIR

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WTA Ostrava: Kvitova resiste ad un’ottima Pera e si salva al terzo set. Secondo turno di lusso, affronterà Paula Badosa

Dopo un avvio shock, Bernarda Pera domina per gran parte del match, ma non sfrutta un break in avvio di terzo e, alla fine, Kvitova ne esce da campionessa

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Petra Kvitova – WTA Cincinnati 2022 (foto via Twitter @WTA)

[WC] P. Kvitova b. [Q] B. Pera 6-3 2-6 6-4

In un tabellone che vede impegnate ben cinque tenniste di casa, Petra Kvitova è certamente una delle favorite per la vittoria finale all’AGEL Open 2022. La superficie rapida si adatta perfettamente alle caratteristiche di gioco della ceca, che contro una terraiola doc come Bernarda Pera non dovrebbe avere grandi difficoltà: l’avvio lampo ne è una prova. Dopo il 5-0 iniziale, tuttavia, la due volte regina di Wimbledon si spegne lentamente, favorendo il rientro di un’ispiratissima Bernarda Pera, che incide in risposta e con il dritto. La statunitense, però, crolla sul più bello, non riuscendo ad interrompere la tradizione sfavorevole contro le top20 (3-20 il bilancio dopo la sconfitta odierna). In qualche modo, l’ex numero 2 WTA riesce a salvarsi e a raggiungere Paula Badosa al secondo turno, testa di serie numero 2. Preparate i pop-corn, ci sarà da divertirsi.

IL MATCH – La partenza di Kvitova è fulminante, con tre vincenti nel suo primo turno di servizio (un ace di seconda, un dritto a sventaglio e una volée). I campi particolarmenti veloci favoriscono notevolmente la ceca, abile a sfruttare anche due gratuiti della sua avversaria nel secondo gioco e a costruirsi due palle break. Pera le annulla entrambe grazie a due ottime prime, ma la wild card di casa riesce a crearsene una terza, questa volta concretizzandola con una risposta violenta: dopo una decina di minuti la numero 20 del mondo conduce 3-0. Il primo parziale è un dominio assoluto e inappellabile da parte di Kvitova, che sforna altri tre vincenti – due dei quali direttamente con la risposta – e strappa nuovamente la battuta alla statunitense.

 

L’ex numero 2 del ranking mostra qualche difficoltà nel quinto game, dove concede due opportunità di break, entrambe comunque cancellate con un ace: dopo meno di mezz’ora è 5-0 con uno spaventoso 11-0 nel bilancio dei vincenti. Pera pian piano riesce ad entrare in partita, evita il bagel e, sfruttando un leggero calo della sua rivalle, recupera uno dei due break di svantaggio. L’inerzia dell’incontro si capovolge lentamente in favore della numero 43 WTA, che cresce con costanza e nel nono gioco si porta sul 15-40 anche grazie a due doppi falli della due volte campionessa di Wimbledon. Nel momento del bisogno, però, il servizio torna a dare manforte a Kvitova, che opera una mini-rimonta e con quattro punti diretti con questo fondamentale archivia 6-3 il primo parziale.

Decisivo, senza dubbio, l’avvio lampo con cui la ceca si è di fatto garantita il primo parziale. Il secondo, invece, parte all’insegna dell’equilibrio e, sebbene sia comunque Kvitova ad arrivare per prima a palla break, la sensazione è che qualcosa sia cambiato. Sono ben quattro i break point (due dei quali consecutivi), arrivati nel terzo gioco ma tutte cancellate con coraggio dalla statunitense, che mantiene il vantaggio e si arrampica sul 2-1. Il sesto game è il crocevia del secondo parziale: Pera è sempre più ficcante in risposta ed estrae del cilindro uno spettacolare turno di risposta, inaugurato con gran passante di dritto (applaudito anche dalla sua avversaria) e finalizzato con un rovescio incrociato stretto da manuale.

La 32enne di Bilovec ha una chance di rientrare nel set ma, sulla palla break, spara lunga una seconda piuttosto tenera della numero 43 del ranking, che si salva e sale 5-2. Kvitova sbaglia sempre di più, mentre Pera continua a concedere pochissimo e a far molto male in risposta. Proprio con questo fondamentale la 27enne nata in Croazia si procura un set point, immediatamente concretizzato: il 6-2 finale pareggia i conti e rimanda i discorsi al parziale decisivo.

Il 12-3 nel rapporto vincenti/errori non forzati rispecchia al meglio il grande rientro della statunitense, che anche all’alba del terzo set continua il suo assolo, portandosi rapidamente sul 2-0 e vincendo il suo sesto game consecutivo (l’undicesimo negli ultimi 14 disputati). I gratuiti di Kvitova non accennano a diminuire, ma nel momento migliore della sua partita Pera ne commette addirittura quattro in un unico gioco, restituendo così break e speranze alla sua rivale. La due volte campionessa slam sembra acquisire nuovamente fiducia, impattando sul 2-2.

La partita assume contorni sempre più incerti e, da quel momento, arrivano tre break consecutivi, due dei quali di marca ceca. Ormai si fa soltanto più gara di testa e l’ex numero 2 del mondo, al secondo tentativo, riesce con personalità a consolidare il vantaggio, avanzando sul 5-3 e caricandosi anche a livello sonoro. Il pubblico di casa è logicamente tutto dalla parte della sua beniamina e la spinge fino alla linea del traguardo, tagliata con tre ace nell’ultimo turno di battuta (l’ultimo dei quali sul match point). Dopo oltre due ore di gioco Kvitova resiste, rinasce e si impone 6-3 2-6 6-4, andando a formare un secondo turno da sogno contro Paula Badosa (1-1 i precedenti, ha perso l’ultimo quest’anno al terzo turno di Wimbledon).

[WC] T. Martincova b. J. Teichmann 7-6 (1) 7-6 (5)

Dopo la vittoria di Petra Kvitova, anche Tereza Martincova approda al secondo turno, grazie al 7-6 (1) 7-6 (5) rifilato a Jil Teichmann. La doppietta ceca, in realtà, matura in maniera del tutto inaspettata, almeno guardando a come è iniziato il match. La svizzera, infatti, domina in lungo e in largo in avvio, salendo prima 4-0 (e due palle break consecutive per andare sul 5-0 e servizio), poi 5-1. Da quel momento, tuttavia, la numero 36 del ranking spegne totalmente la luce, mancando anche due set point nell’ottavo gioco e consentendo alla sua avversaria di rientrare pian piano in partita. I colpi della ceca, infatti, si fanno sempre più penetranti e, con una striscia di cinque giochi di fila, risale fino al 6-5. Anche il successivo tie-break è un assolo di Martincova, che dopo aver perso il primo punto ne infila sette consecutivi, imponendosi 7-6 (1), nonostante abbia fatto registrare meno del triplo dei vincenti della sua rivale (6 contro 19).

Teichmann sembra essersi recata negli spogliatoi prima del previsto, perdendo subito il servizio in avvio di secondo parziale e sbagliando tutto ciò che si può sbagliare. Avanti 3-1, la ceca ha ben tre opportunità per il doppio break nel quinto game, ma non le sfrutta. Poco dopo, all’improvviso, il punteggio torna in parità (4-4): la numero 78 WTA perde la battuta, spedendo in rete uno degli smash più facili della sua carriera. Uno scambio ad alta tensione di break e contro-break tra undicesimo e dodicesimo gioco rende di nuovo il tie-break il teatro della resa dei conti. Nonostante tra uno scambio e l’altro Martincova sembri in grande difficoltà fisica, negli spostamenti continua ad apparire più che brillante. La ceca, in ogni caso, stringe i denti e, grazie al 7-6 (1) 7-6 (5) finale, converte il quarto match point e raggiunge Anett Kontaveit al secondo turno.

Il tabellone completo del WTA500 di Ostrava

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