Karin Knapp si ritira. "Il dolore è troppo forte"

Flash

Karin Knapp si ritira. “Il dolore è troppo forte”

L’italiana non riesce a recuperare dopo il quinto intervento al ginocchio e dice addio al tennis. Per lei due titoli in carriera e un best ranking di numero 33. Adesso un futuro da allenatrice?

Pubblicato

il

Ci ha provato. Per ben cinque volte ha provato a rialzarsi e a ricominciare, ma l’avventura di Karin Knapp nel circuito WTA è ormai giunta al termine. Il ginocchio fa troppo male e anche l’ultimo barlume di speranza si è spento: la voglia di lottare purtroppo non è sempre sufficiente.

In questi giorni al Foro Italico, dove seguivo le altre ragazze che si allenano all’accademia di Anzio, tante persone mi hanno domandato quali fossero i miei piani e allora mi sembra giusto annunciare che è arrivato il momento di ritirarsi dal tennis agonistico. Si tratta di una decisione molto sofferta, ma purtroppo devo rassegnarmi all’idea che il mio ginocchio destro non ce la fa più. Dopo il quinto intervento chirurgico, nel febbraio dello scorso anno, ho provato in tutti i modi a rientrare, lavorando duramente per mesi, ma ogni volta che aumentavo i carichi il dolore si riproponeva sempre: mi allenavo bene e poi mi faceva male, tanto da rischiare di non camminare poi per tre giorni. Una situazione che, capite bene, non è sostenibile“.

L’ultimo torneo di Karin rimarrà dunque l’Australian Open 2017, conclusosi amaramente con un ritiro quando ormai si trovava in svantaggio di un set e di un break contro Su-Wei Hsieh. Un epilogo infelice per una carriera costellata di inciampi e sfortune sin dall’inizio, ma nella quale c’è stato anche spazio per discrete soddisfazioni. I primi problemi arrivano già nel 2008 e in quell’occasione è il cuore a fare le bizze. La stagione seguente è ancora più catastrofica: prima un altro problema cardiaco, poi un’infiammazione al ginocchio la costringono a fermarsi e a ripartire dai tornei minori. Tutto questo non scoraggia Knapp che riprende a giocare e lentamente inizia a salire in classifica. Arrivano le prime partecipazioni Slam, partendo dalle qualificazioni, e nel 2013 il suo miglior risultato in tornei di questo livello. Elimina una dopo l’altra Lucie Hradecka, Lucie Safarova (testa di serie numero 27) e Michelle Larcher de Brito (qualificata che al turno precedente aveva eliminato Sharapova), prima di arrendersi in due set a Marion Bartoli, futura vincitrice del torneo. A conferma di questo ottimo risultato, l’anno successivo conquista il suo primo titolo WTA, a Tashkent in finale contro Jovanovski.

 

Per una sorta di crudele ironia, il momento migliore della sua carriera coincide anche con l’inizio della discesa. Nel 2015 infatti si registrano il secondo alloro a Norimberga (in finale contro Roberta Vinci, anch’essa prossima al ritiro) e il best ranking di numero 33 del mondo, ma anche l’ennesimo infortunio al ginocchio che le impedisce di prendere parte ai tornei post US Open. Da lì in poi il calvario non si è praticamente mai arrestato fino all’addio ufficiale di oggi. “Posso considerare la mia carriera come bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Di sicuro sono orgogliosa di quello che sono riuscita ad ottenere dopo cinque operazioni al ginocchio e due al cuore. Però rimane un po’ di rammarico per tutti gli infortuni che mi hanno impedito di esprimermi con continuità ad alti livelli e quindi pure una certa incertezza sul dove sarei potuta arrivare senza questa serie di problemi fisici. Un aspetto però sul quale non hai un controllo diretto“.

Rimpianto dunque, ma anche soddisfazione e, soprattutto, la certezza di aver fatto tutto quanto era umanamente possibile per tornare a giocare allo sport che ama. Il destino purtroppo a volte ha piani diversi dai nostri. La passione di Karin però è troppo grande per tenerla lontana dai campi e da questo grande circo che di settimana in settimana gira il mondo dietro a palline di feltro giallo. “Amo troppo questo sport e quindi mi immagino un futuro sempre in ambito tennistico. Magari all’inizio sarà anche duro ritrovarmi in contesti prima abituali da giocatrice ma in un’altra veste, però ritengo sia un passaggio naturale quello di mettere a disposizione di ragazze più giovani il mio bagaglio di esperienze e la passione per il tennis. Ci sarà modo comunque per definire meglio gli aspetti e le modalità operative”.

Qualunque sarà la strada che intraprenderà, non resta che una cosa da dire. Grazie di tutto, Karin, e in bocca al lupo! 

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Roma: Swiatek sbriga la pratica Svitolina. (Poco) riposo e poi la semi con Gauff

Iga Swiatek domina il primo set e parte del secondo, poi la partita va in lotta ma la polacca trova lo spunto nell’ultimo game. Alle 15 sfida Gauff

Pubblicato

il

Iga Swiatek - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Ha comandato, poi ha rischiato di perdere il controllo del match, alla fine ha evitato un terzo set che sarebbe stato foriero di guai e avrebbe diminuito ulteriormente i minuti di riposo a sua disposizione. Iga Swiatek si è qualificata per le semifinali degli Internazionali d’Italia e sarà la sua prima presenza tra le prime quattro di un WTA 1000: a farne le spese è stata Elina Svitolina, che del Foro è stata regina nel 2017 e nel 2018, dopo un’ora e trentotto minuti di gioco (6-2 7-5). La giocatrice polacca avrà a disposizione un paio d’ore per rilassare i muscoli prima di affrontare in semifinale Coco Gauff, qualificata già da ieri in virtù del ritiro di Barty – che in quel momento conduceva nel punteggio 6-4 2-1.

Nei primi game della partita sul Pietrangeli si sono alternati coni di luce e di ombra, tanto che Swiatek ha iniziato munita di giacchetta. Quando il sole ha preso pieno possesso del campo più suggestivo dell’impianto romano, Iga è tornata alla mise estiva e anche il suo tennis si è sbloccato. I suoi cambi di ritmo e i colpi in contropiede, soprattutto sul più debole dritto di Svitolina, le hanno fruttato la mini-fuga valida per il 4-1 – unico game del set nel quale abbia dovuto fronteggiare palle break. Svitolina non è mai riuscita davvero a reagire, chiamata a correre una volta in avanti per recuperare una palla corta e il punto dopo lateralmente. Swiatek ha deciso più o meno sempre come si dovesse giocare il punto e il 6-2 è arrivato come logica conseguenza.

Nel secondo set c’è stato sin da subito più equilibrio, soprattutto perché la resa di Swiatek con la prima è scesa rispetto all’85% del primo parziale. Pur a seguito di uno scambio di break, però, Swiatek si è trovata di nuovo avanti di un break sul 4-2. Avanti 30-15, la campionessa in carica del Roland Garros ha forse creduto di averla già chiusa ed è stata meno sistematica nella ricerca del dritto avversario; Svitolina è riuscito a vincere uno scambio dei suoi sulla diagonale di rovescio e in un amen ha acciuffato il 4-4. E con esso il terreno suo preferito, quello della lotta.

 

Swiatek si è però sistemata silente a bordo partita, quasi fingendo di accontentarsi del tie-break, e invece sul 6-5 ha trovato un preziosissimo game di risposta per evitare guai. Ancora una volta la chiave è stata giocare palle pesanti sul dritto di Svitolina, uno schema che le ha consegnato due match point e appena dopo il passaggio in semifinale, a seguito di un dritto lungo di Svitolina che ha cercato di sfuggire alla pressione con un colpo vincente.

Contro Gauff sarebbe stato comunque un match complicato, lo sarà a maggior ragione per lo squilibrio nel tempo a disposizione per preparare del match.

Il tabellone completo

Continua a leggere

Flash

Inizia il WTA 250 di Parma, con le sorelle Williams ma senza pubblico. Finale sabato 22 maggio

Il main draw scatta domenica 16 maggio alle 11. Tre italiane in tabellone, in attesa delle quali. Tre campionesse Slam e cinque finaliste

Pubblicato

il

Venus Williams e Giampiero Alinovi, presidente TC Parma (Foto MEF Tennis Events)

Appena due anni fa il tennis di livello challenger tornava a Parma. Nel 2021 si disputeranno addirittura due tornei del circuito maggiore nella città emiliana: un ATP 250, in programma presso il President Tennis Club di Montechiarugolo dal 22 al 29 maggio (subito prima del Roland Garros) e un WTA 250 pronto invece a cominciare sui campi del Tennis Club Parma. Entrambi i tornei sono organizzati da MEF Tennis Events di Marcello Marchesini.

Il main draw del torneo femminile scatterà domenica 16 maggio e la finale si disputerà sabato 22 maggio, per consentire alle giocatrici eventualmente impegnate nelle qualificazioni del Roland Garros o a Strasburgo (che ospiterà l’ultimo WTA 250 pre-Slam) di recarsi in Francia con maggiore tranquillità.

La conferenza di presentazione dell’Emilia-Romagna Open si è tenuta questo venerdì presso la Sala di Rappresentanza del Municipio, all’interno del Palazzo del Comune di Parma, e ha purtroppo confermato che il torneo si svolgerà a porte chiuse. Come ci conferma anche Andrea Bersiga, direttore del TC Parma, l’ingresso sarà consentito soltanto ai soci del circoli, ai giornalisti accreditati e agli accompagnatori delle giocatrici. “Abbiamo allestito una piccola tribuna nei pressi del primo campo“, ci ha spiegato telefonicamente.

 

Una misura doverosa quantomeno per i soci del circolo, in virtù della qualità delle giocatrici presenti: Bianca Andreescu ha rinunciato perché non è ancora nelle condizioni ideali di forma dopo aver contratto il coronavirus, ma in compenso (e che compenso!) ci saranno Serena e Venus Williams. Le sorelle più vincenti della storia del tennis femminile hanno chiesto e ottenuto due inviti nel corso degli Internazionali d’Italia, poiché Serena è stata sconfitta all’esordio e Venus ha dovuto invece rinunciare al torneo romano per un piccolo infortunio. Avevano bisogno di mettere tennis nelle gambe prima di Parigi e hanno scelto di farlo a Parma.

Gli altri due inviti sono andati a Jasmine Paolini e Sara Errani, ma in tabellone – oltre a Camila Giorgi, terza italiana – ci saranno tante altre giocatrici di qualità: Madison Keys, Petra Martic, Veronika Kudermetova, Jessica Pegula, Daria Kasatkina e Amanda Anisimova sono le prime in ordine di seeding. In totale fanno tre campionesse Slam (Serena, Venus e Stephens) e cinque finaliste (si aggiungono Errani e Keys). Ci sarà anche Coco Gauff, protagonista assoluta agli Internazionali d’Italia dove è ancora in gioco e disputerà la semifinale, risultato grazie al quale entrerà in top 30. La 17enne statunitense sarà costretta agli straordinari anche in virtù del suo ruolo di testimonial Barilla, sponsor del torneo femminile che all’interno della bolla del torneo cucinerà ‘a vista’ per le giocatrici, seguendone così da vicino l’alimentazione.

Ci sarà un pizzico di rammarico per non poter condividere appieno queste due settimane con tutti i parmigiani e più in generale gli appassionati di tennis che avrebbero voluto vivere l’evento di persona“, ha spiegato il vice-sindaco di Parma Marco Bosi durante la conferenza di presentazione. “Ma è doveroso fare tutto con la massima prudenza, con la speranza che questo torneo l’anno prossimo, finalmente, possa essere una grande festa per tutta la città”.

Ubitennis sarà sul posto per seguire la seconda metà del torneo, che scatta già oggi (sabato 15 maggio) con i primi incontri di qualificazione: nel tabellone cadetto sono inscritte le italiane Giulio Gatto-Monticone, Stefania Rubini, Martina di Giuseppe, Lisa Pigato, Bianca Turati, Nuria Brancaccio, Jessica Pieri e Lucia Bronzetti. Nella giornata di oggi è previsto anche (ore 14) il sorteggio del main draw, i cui primi incontri si disputeranno domenica 16 maggio dalle ore 11: non sono previste sessioni serali.

Continua a leggere

Flash

Aggiunte alla Hall of Fame più di 30 opere della collezione di Gianni Clerici

31 opere d’arte (dal XVII al XXI secolo) di ispirazione tennistica saranno visibili nel museo della International Tennis Hall of Fame

Pubblicato

il

Opera di Franz Hagenauer

Tennis e arte. Da sempre un binomio perfetto perfetto per esaltare lo stile degli interpreti del Gioco, il clima ovattato sugli spalti di tornei storici come Wimbledon e l’eleganza dei gesti tecnici. Un’accoppiata che da sempre affascina Gianni Clerici, che oltre a essere un fine conoscitore dello sport della racchetta (come tutti sappiamo), ha sempre nutrito un’enorme passione per l’arte. Ben 31 pezzi della sua collezione di opere d’arte “tennistiche” sono state acquisite dall’International Tennis Hall of Fame, nella quale è entrato a far parte grazie alla sua carriera illustre nel 2006.

Lo Scriba ha commentato: “Sono contento di vedere queste opere, che io amo tanto, entrare nella Hall of Fame del tennis. Mi sembra che sia la destinazione ideale affinché vengano apprezzate dagli appassionati di tennis negli anni a venire e siano curate e studiate all’interno di un museo del tennis così prestigioso”.

Manifesto di Federer (2007) di Bob Kessel

Alcune degli oltre 30 dipinti e sculture sono già stati esposti nel museo della Tennis Hall of Fame, altre verranno collocate in futuro, nello stesso museo o tramite altri enti culturali. Si tratta di opere che abbracciano quasi quattro secoli (dal XVII al XXI). Infatti si passa dal Giovane con Racchetta da Pallacorda (di Michele Dusubleo, 1602-1676) al più recente Manifesto di Federer, dell’artista americano Bob Kessel. Tra le sculture, un busto di profilo in bronzo di Bjorn Borg di Stéphane Monce e un’altra denominata Tennista, datata 1936 (di Ernest Thayaht).

 
Doppio femminile (1943) di Massimo Campigli

L’arte è un modo avvincente per condividere le storie e l’impatto della storia del tennis con i visitatori del museo e gli appassionati di tennis ha detto il direttore del museo Doug Stark. “Questi pezzi assieme agli altri della nostra collezione mostrano la grande capacità dello sport di raggiungere i fan di tutto il mondo, la profondità della sua storia che risale a centinaia di anni e l’energia e l’emozione che lo sport evoca. Questa acquisizione ci consente anche di ampliare la nostra comprensione e interpretazione dell’arte internazionale e del suo impatto sul tennis”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement