Halep vince la paura. In finale a Roma ritroverà Svitolina

ROMA - Forte della maggiore freschezza atletica, la romena rimonta Sharapova e si regala una occasione-fotocopia per il titolo al Foro Italico

Halep vince la paura. In finale a Roma ritroverà Svitolina
Simona Halep - Roma 2018 (ph. Francesco Panunzio)

dall’inviato a Roma

 

Quello tra Simona Halep e Maria Sharapova non era soltanto un incontro di semifinale, per quanto ciò sarebbe bastato a riempirlo di significati pesanti. Era lo scontro tra chi è numero uno oggi – e a Roma ha fatto già abbastanza da esserlo ancora per una settimana – e chi vuole tornare a esserlo, a spese di ognuna delle altre. Per fortuna di Halep, il risultato ha finito per seguire la logica più che la storia: dal turbine di occasioni prese, perse e restituite a uscire vincitrice è lei, che ora punta a cambiare il risultato della stessa finale dello scorso anno.

CORAGGIO HALEP – Nel set decisivo la vittoria è sempre sembrata destinata a lei, brava a prolungare gli scambi fino all’inevitabile colpo più lento dell’avversaria. Eppure a un certo punto c’era stato il rischio che tutto andasse come troppo spesso è andata, con Halep che cede ai nervi quando la posta in palio è tantissima. “È nella mia testa, ho paura di servire” ha detto a coach Darren Cahill al termine del primo set, in cui era assalita dai vincenti in risposta della siberiana e non era mai riuscita a difendere un turno di battuta. La girandola di break (19 in tutto l’incontro) non ha aiutato nessuna delle due a confermare la fiducia ottenuta da un colpo ad effetto, da un braccio di ferro vinto o da un regalo dell’avversaria. A fare la differenza principale è stata allora la freschezza atletica. Il quarto di finale di Sharapova era durato più ore di quante Halep ne avesse giocate nell’intero torneo.

Sebbene Sharapova abbia scansato subito ogni attenuante, è chiaro che giocare contro una avversaria scesa in campo la metà delle sue volte sia stata una complicazione aggiuntiva. Specialmente considerando che non le capitava da molto tempo di arrivare così in fondo a un torneo importante. La sconfitta di oggi non smentisce comunque le sensazioni di ieri: Masha è sempre più vicina al livello di un tempo, tanto che il Roland Garros non sembra del tutto un miraggio. Specialmente ora che si è riunita con Thomas Hogstedt, il coach che la portò a vincere a Parigi nel 2012 lo Slam che le mancava. Ma se il talento, la potenza e la forma atletica crescono di giorno in giorno, ciò che Maria non riesce a recuperare dalla sua versione pre-scandalo è l’aura che la circondava, spaventando quasi tutte le altre e dandole un piccolo, fondamentale vantaggio nei momenti buoni per far girare un match. Non è un caso che Halep avesse perso tutti e sette i precedenti fino al 2016, ma si trovi ora 2-0 negli scontri diretti giocati dopo la squalifica.

ROMA DA DIFENDERE – Halep ritroverà domani Elina Svitolina, per una rivincita a dodici mesi di distanza. L’ucraina conferma uno splendido feeling con Roma, a cui ha promesso di dedicare un tatuaggio nel caso in cui riuscisse un giorno a ottenere cinque titoli record al Foro (gli stessi della record-woman Chris Evert). La strada è lunghissima ma intanto Elina è di nuovo nel match finale, grazie al successo contro la sorpresa Anett Kontaveit. Il loro primo confronto ha dato vita a due set di bel confronto tattico: dopo aver intrappolato i primi game nel palleggio da fondo, tenendosi comunque vicina alla riga, Svitolina ha subìto il ritorno dell’estone che ha iniziato ad attaccare di più la palla, entrando in campo ogni colpo di più. Le due si sono stimolate a vicenda nell’inserire ogni volta un upgrade nel loro gioco, finché a trionfare è stata la tennista capace di trovare una soluzione in più dell’avversaria.

Una remata da oltre quindici colpi, terminata forzando un errore, e poi subito un serve and volley hanno chiuso il primo set. E quando Svitolina si è giocata anche l’ultima carta, quella dei vincenti da fondo, Kontaveit si è ritrovata senza nulla in mano e ha iniziato ad andare in confusione“Lei aveva una risposta per ognuna delle cose che facevo” ha detto nel dopo-partita, “mi ha costretto a forzare alcune soluzioni, a provarne altre che avrei voluto evitare”. Colpire con un margine di errore maggiore ha finito per farle sbagliare qualche scelta, venendo punita da colpi che hanno dato ulteriore morale alla campionessa in carica, come il lob vincente dopo il quale ha mostrato il bicipite al pubblico romano.

“Lo scorso anno sono venuta qui cercando esperienza e fiducia” sono state le parole di Svitolina dopo il successo. “Adesso penso che siano parte del mio gioco, parte di me”. Fin qui le sono bastate per tornare alla stessa finale di un anno fa. Ma molte cose sono cambiate, nel frattempo, e ora va rigiocata tutta da capo.

Risultati:

[4] E. Svitolina b. A. Kontaveit 6-4 6-3
[1] S. Halep b. M. Sharapova 4-6 6-1 6-4

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