Roland Garros: Cecchinato come non mai, battuto Carreno. Out con onore Berrettini

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Roland Garros: Cecchinato come non mai, battuto Carreno. Out con onore Berrettini

PARIGI – Splendida prestazione di Marco. Eliminata la decima tds Carreno Busta. Un italiano agli ottavi del Roland Garros dopo sei anni. Berrettini spaventa Thiem ma non basta

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[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 20 – Elina e Grigor, che tonfi!

da Parigi, i nostri inviati

Lo si sentiva ripetere in giro: Cecchinato è un brutto pesce da pescare in questo momento sulla terra battuta. Che fosse in forma era evidente a tutti, almeno quanto il fatto che il titolo (inatteso) di Budapest abbia rappresentato per il tennista siciliano il classico clic di una carriera. Che potesse battere Pablo Carreno Busta, numero 11 del mondo e semifinalista agli ultimi  Us Open era difficile ma non impossibile. “Sono un Cecchinato nuovo e determinato. Sentivo di poter vincere anche se giocavo contro un grandissimo giocatore. Ad un certo punto ho sentito dirgli al suo angolo che non sapeva più come fare il punto. È una grandissima soddisfazione”.

 

Gli Slam però fanno storia a sé, il livello sale sotto ogni punto di vista e spesso è proprio il fattore mentale a tradire chi a certe latitudini non è abituato a sostare. Marco Cecchinato ha dimostrato di poter ignorare questa pressione: ha ceduto il primo parziale a Pablo Carreno Busta, decima testa di serie del torneo e forte di una serie di 12 vittorie consecutive contro tennisti italiani, prima di vincere un fondamentale secondo set e involarsi verso i primi ottavi Slam della sua carriera. “Gli ottavi slam sono una  cosa incredibile. Non ho ancora pensato come investire i soldi del premio, speriamo non sia finita qui, ma un regalo a Peki (soprannome della fidanzata Gaia) mi toccherà farlo”.

Sei anni dopo Andreas Seppi, sette dopo i quarti raggiunti (e non disputati) da Fognini. È già il miglior Major disputato dagli azzurri negli ultimi 40 anni, i soliti che ci separano dalle gesta di Panatta e Barazzutti (e Fognini può ancora renderlo migliore). Nonostante la sconfitta di Matteo Berrettini, sin troppo bravo a strappare un set a Thiem e dargli filo da torcere fino all’ultimo punto.

CECK SENZA PAURA – E non era facile per Cecchinato, dopo il primo parziale. Una prima di servizio a singhiozzo, che quando entra non riesce a far male, e di fronte un Carreno Busta esattamente come te lo immagini. Regolare, senza grossi acuti ma neanche punti deboli evidenti, efficace quanto basta da non aver bisogno di una pressione forsennata per ottenere il punto. Dritto o rovescio fa poca differenza per lo spagnolo, che tesse geometrie e ti fa correre tanto. In avvio di secondo parziale Marco è bravo a mantenersi a contatto con il suo avversario, rischiando qualcosina in più a servizio dopo aver maturato la convinzione che lo scambio andava preso in mano, per evitare di finire nel sacco. “Il servizio è il colpo nel quale sono più migliorato. Mi sento molto completo adesso, ma nei momenti di difficoltà so che posso contare su questo fondamentale”. L’italiano subisce un break ma lo recupera subito, in un momento dell’incontro in cui sembra che la partita stia per sciogliersi. “Anche quando ero un set e un break sotto sentivo di essere molto bene in partita. Mi incitavo, ero positivo”Si arriva al tie-break ed è qui che probabilmente Cecchinato riesce a strappare dalle mani di Carreno l’inerzia dell’incontro: non va mai sotto nel punteggio e chiude 7-5.

IL RETTILINEO FINALE – Quando è stato il momento di accelerare, Cecchinato non ha avuto paura di pigiare il pedale. Rinvigorito dal punteggio verticalizza più e meglio, non teme nessuna delle due diagonali e ha il pregio di prendersi i rischi per prima. Quasi sempre con profitto. Vince un secondo game complicato, toglie la battuta a Carreno a metà set (a zero) e gli impone un altro break in chiusura di parziale, quasi ad ammazzare le sue velleità di rimonta. La fotografia delle difficoltà del tennista spagnolo è una caduta nel tentativo di colpire un dritto in corsa, per fortuna senza conseguenze. L’ultimo parziale è un assolo di Ceck che sente profumo di impresa e va a prendersela senza timori, con 22 vincenti nei due set conclusivi. Nel primo Slam in cui il 25enne palermitano è stato in grado di vincere un incontro, si è preso addirittura il lusso di vincerne tre di fila. And counting, perché giocando così non si deve aver paura né di Goffin né tantomeno di Monfils, i due che si stanno sfidando per affrontarlo agli ottavi. “Non mi chiedete di scegliere chi sia meglio, ma entrerò in campo convinto di potercela fare”. A questo punto per il “nuovo ” Cecchinato nulla è precluso. Un giocatore rinato dopo i noti problemi per la vicenda scommesse. “Non mi va più parlare di quella storia. Ho sofferto molto ma è una cosa che appartiene al passato e della quale non voglio più sentire parlare”. In una giornata da sogno come questa, non c’è spazio per gli incubi del passato.

MATTEO, BRAVO LO STESSO – Matteo Berrettini è il futuro imminente del tennis azzurro. Dopo questa prova coraggiosa contro il secondo (terzo?) migliore giocatore del mondo su terra battuta al primo Roland Garros della sua carriera, non è un azzardo. Dopo una partenza entusiasmante, i cinque giochi di fila subiti quasi senza accorgersene avrebbero potuto stenderlo (e non avremmo nemmeno avuto molto da criticare), invece indovina un gran secondo set, vinto al tie-break dove ha costretto Thiem a mostrare crepe mentali inconsuete, poi perde il terzo con la beffa di una corda che si rompe quando era 4-3 0-15 sotto ma riesce a vincere un game d’apertura del quarto di 16 punti, prima di cedere alla migliore versione di Thiem, che agli ottavi troverà Nishikori.

ll match parte sotto un cielo più nero che grigio, pronto a esplodere da un momento all’altro. Berrettini parte alla grande, colpendo profondo e prendendo la rete appena possibile. Centra il break in apertura con una bella volèe poi lo conferma fino al 3-1. Dopo il primo punto del quinto gioco, arriva la pioggia che s’intensifica subito, ma il gioco prosegue e la pioggia si arresta. Sarà così anche poco dopo l’inizio del secondo set, sebbene Matteo non gradisca (dalla prima fila sentiamo l’azzurro imprecare verso Giove Pluvio), ma non è per questo che perde 6 game di fila: viene trafitto da tre passanti letali del n.2 o 3 sulla terra, che prende il largo mentre Berrettini s’incarta con due doppi falli di fila sul 4-3 e poi stecca tre risposte di fila su altrettante seconde dell’avversario. La risposta di rovescio è il punto debole ed è un delitto, perché le sue palle corte sono tatticamente perfette ed esteticamente deliziose.

Nel secondo set Thiem sale 4-2 (salvando due palle break) ma all’ottavo game sul 30-15 accade l’impensabile: non uno, non due ma tre doppi falli del n.8 del mondo! Il romano ringrazia, il viennese non cela il nervosismo, poi al tie-break sul 5 pari spedisce largo su suo servizio un rovescio incrociato, un regalo pazzesco e Matteo non trema. Dopo un’ora e venticinque minuti siamo un set pari. Sia ben chiaro, non siamo di fronte a una versione asburgica di Babbo Natale, perché l’italiano fa tutto benissimo, non facendo mai giocare a Dominic due colpi identici.

Nel terzo set c’è ancora motivo di crederci. Da una parte un Berrettini impeccabile, dall’altra un Thiem che sembra continuare il parziale black-out, quando sull’1 pari gioca uno smash parallelo al terreno. Non è così purtroppo. Nonostante lo 0-40, il semifinalista 2016 e 2017 non lascia possibilità all’azzurro, che continua a giocare alla pari, ma Thiem non sbaglia più e nell’ottavo game (ancora l’ottavo) sullo 0-15 le corde tradiscono Matteo, che non può trovare la palla e punisce la racchetta, distruggendola. “Mai visto in vita mia” biascica poco dopo, ma intanto il set se ne va. Quarto set che parte con una battaglia campale su servizio del ventiduenne romano: Berrettini sembra sul punto di capitolare, ma annulla 4 break-point con autorità. Il problema è che ora di là dalla rete c’è il vero Thiem, che non si “limita” a sbagliare meno di niente, ma fa saltare tutti in piedi con recuperi degni dei giorni migliori e allora Matteo, sebbene non si rassegni mai, deve alzare bandiera bianca. Ma è una sconfitta dalla quale si possono trarre solo indicazioni positive, a partire dalle sue frasi: “Credo sia giusto non essere contenti dopo una sconfitta. Poi certo, sono molto soddisfatto del mio torneo e di come ho giocato oggi con Thiem. Non sono entrato in campo con l’idea di non aver niente da perdere, non è l’idea giusta per vincere. Ho un saldo vincenti-errori gratuiti migliore del suo (le statistiche ufficiali parlano di 30 vincenti e 41 gratuiti per Thiem, 39 vincenti e 36 non forzati pe Berrettini)? Allora come è possibile che abbia perso?“ In realtà anche questa statistica si spiega facilmente con quella successiva: l’italiano ha fatto 62 errori forzati contro i 27 dell’austriaco. “Lui è fortissimo ma la vera differenza la fa in difesa. Spero che il mio prossimo Roland Garros sia più di una bella esperienza. Sull’erba ho giocato solo Wimbledon juniores, ma è una superficie che mi piace molto e ho le caratteristiche adatte. Farò Stoccarda, Halle e forse un terzo torneo prima di Wimbledon, Antalya o Eastburne“.

Matteo Berrettini – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

Risultati:

[7] D. Thiem b. M. Berrettini 6-3 6-7(5) 6-3 6-2
M. Cecchinato b. [10] P. Carreno Busta 2-6 7-6(5) 6-3 6-1

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ATP Montecarlo: Sonego non supera l’esame Zverev

Il numero 6 del mondo ritrova la costanza che gli era mancata a Miami e in due set regola un buon Sonego

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[5] A. Zverev b. L. Sonego 6-3 6-3

Troppo solido alla distanza Alexander Zverev per un buon Lorenzo Sonego, che come suo solito lotta parecchio e mostra un bel tennis ma deve cedere in due set ad uno Zverev apparso molto concentrato soprattutto al servizio. La prima sfida tra i due arrivava in momenti completamente opposti di forma. Sonego era reduce dal brillante torneo vinto a Cagliari, oltre che dal buon primo turno vinto contro un tennista ostico come Fucsovics. Meno positivo il periodo di Zverev, che non aveva giocato finora su terra battuta e la sua ultima partita risaliva a Miami, il secondo turno perso contro Emil Ruusuvori.

Il tennista italiano parte giocando un buon tennis, ma il primo a passare davanti è il tedesco, che sfrutta due indecisioni di dritto di Sonego per prendere il primo vantaggio della partita. La prima per Zverev però continua a mancare e Sonego si riporta sotto con due palle break. Entrambe vengono annullate da Zverev che ritrova la prima e non dà la possibilità al suo avversario di poterlo attaccare. Una nuova possibilità si para davanti a Sonego nel settimo game, uno splendido dritto diagonale gli porta due palle break.

 

La prima di servizio torna in aiuto del numero 6 del mondo, anche se la seconda palla break annullata arriva con un servizio che il replay mostra essere di poco largo. Sonego non si perde d’animo e dopo aver annullato due palle game si guadagna e converte la terza palla break con un pesante dritto lungolinea, meritata per il livello espresso finora dal tennista torinese.

Zverev non resta a guardare e reagisce subito al break diventando un muro da fondo. Gli errori di Sonego si accumulano e il finalista degli US Open si riporta avanti di un break. Uno dei meriti della buona partita del tedesco oggi è la costanza di rendimento al servizio, ed è di nuovo la battuta a cavarlo d’impaccio quando si fa rimontare due set point da Sonego. Il primo punto ai vantaggi è un ace, con il secondo si crea lo spazio con il servizio per chiudere con uno schiaffo al volo di dritto un set giocato molto bene da entrambi i giocatori. Da notare il dato dei doppi falli del tennista di Amburgo, zero per tutto il primo set, una rarità visti i suoi problemi recenti.

Il numero 6 del mondo capisce che è il momento di affondare il colpo e tramortisce Sonego ad inizio secondo set sfruttando la forza della sua diagonale di rovescio. A dire la verità il tennista italiano sta facendo un’ottima partita anche da quel punto di vista, mostrando tutti i suoi miglioramenti con quel fondamentale. Confrontato però con un colpo come quello di Zverev è normale vada in difficoltà. Come successo nel primo set Sonego risponde subito al fuoco con due palle break, ma ancora la prima di Zverev torna dominante e gli toglie le castagne dal fuoco. Sonego non molla la battaglia e con due splendidi pallonetti si mantiene dentro il game, e l’occasione arriva di nuovo con un dritto steccato dal tedesco. Questa volta il servizio tradisce Zverev e con un doppio fallo rimette Sonego nel set.

Ora il livello del tedesco è calato vistosamente ed anche gli errori da fondo cominciano ad arrivare. Un rovescio scagliato male rischia di costargli il secondo break consecutivo, ma con l’aiuto del servizio si salva. Piano piano, nonostante un dritto molto meno affidabile del primo set, Zverev si ritira su e torna a farsi prepotente durante i turni di Sonego. La prima chance nel settimo game è ben controllata dall’italiano, ma sulla seconda il “solito” rovescio devastante vale game e break per il tennista tedesco.

La partita si mette ancora più in salita quando Sonego sotto 15-30 e 3-5 commette il primo doppio fallo della partita. Non poteva esserci momento peggiore, il colpo in uscita dal servizio è lungo e Zverev chiude la partita dopo un’ora e mezza di battaglia. Un peccato per Lorenzo, che oggi ha giocato bene e reso la partita più equilibrata di quanto dica il punteggio. Il tedesco sfiderà David Goffin per un posto nei quarti di finale di Montecarlo. Sonego invece perderà almeno quattro posizioni del ranking, a causa dei punti persi dei quarti dell’anno scorso. Ma vista la posizione attuale, numero 32, se continua con questo stato di forma può mantenersi tra le teste di serie del Roland Garros. Con la sconfitta di Sonego Fabio Fognini resta l’unico italiano ancora presente in tabellone.

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Djokovic, lezione e investitura a Sinner: “È il presente e il futuro del tennis”

Nel match del giorno Jannik parte bene e va in vantaggio di un break, ma via via soffre la pressione di Nole, che domina alla distanza

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[1] N. Djokovic b. J. Sinner 6-4 6-2

Era stata presentata come la partita del giorno, e le attese non sono andate deluse, almeno per una buona oretta. Dopo il battesimo del fuoco ricevuto da Rafa Nadal sul Philippe Chatrier in autunno, il sacerdote Novak Djokovic ha somministrato il secondo segno sensibile al fenomeno nascente Jannik Sinner sotto la terrazza di Montecarlo. Sei quattro sei due per il primo favorito, un’ora e mezza abbondante molto lottata, giocata a ritmi esagerati e trapunta di scambi ad alta intensità. Poi Nole ha preso il sopravvento, e non sarebbe stato difficile prevederlo, ma chi voleva una partita – e un’altra conferma sulla crescita di Jannik – l’ha avuta.

Aveva iniziato molto bene il kid di Sesto Pusteria: secondo game in battuta molto sudato, offerto da un Djokovic intento a far intendere al ragazzo su quale pianeta fosse capitato, poi Sinner ha strappato il servizio al serbo nel terzo, complici un paio di vincenti da urlo, tra i quali ha particolarmente brillato un gran rovescio incrociato sulla linea, utile a provocare la sorpresa del numero uno. Jannik non ha però saputo consolidare, come si suol dire, e qui Djokovic non ha messo troppo di suo: un doppio fallo, un dritto tirato fuori con lo scambio in mano e un rovescio addosso alla star con il campo aperto sono valsi il pareggio: tanta ingenuità direbbero quelli che non hanno mai avuto a che fare con la pressione. Certo è che l’età verdissima in qualche modo può rappresentare un mismatch di non poco conto contro un avversario persino più famelico dei canoni quando deve inseguire. Si è un po’ disunito Jannik, ci mancherebbe: Djokovic gioca profondo come nessuno, si sa, e sulla seconda ha la bava alla bocca. Il combinato disposto, direbbe il giurista, ha costretto Sinner a forzare molte prime, con conseguenze problematiche sulle sue percentuali. Anche a questo è addebitabile il secondo break consecutivo Serbia, viatico al cinque due che pareva una precoce pietra tombale sulla frazione.

 

Detto questo, anche Nole di tanto in tanto pare umano, e Sinner certamente non vende la pelle a buon prezzo: gravato da un paio di errori di misura, dal trenta a zero a due punti dal set Djokovic ha subìto quattro punti consecutivi, consentendo al giovane collega di servire per il pareggio. Ma ribattitore migliore della storia del gioco non si diventa per caso: una manciata di palle a un palmo dal fondocampo hanno costretto Sinner a diversi fuori giri e a salvare un primo set point, prima che un nastro malandrino sul suo lungolinea, beffardo nell’apparecchiare il vincente al serbo, ne forzasse un secondo, stavolta raccolto da Nole con un forcing da dietro reiterato fino all’errore con il rovescio dell’italiano.

Jannik Sinner – ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

Cinquantasei minuti, ritmi alti, lunghi scambi e una lotta tutt’altro che disprezzabile. Non male l’offerta di Jannik, forse un po’ troppo legata mani e piedi al vincente, con tutti i rischi del caso. Nole in giornata, lo è quasi sempre, quando impone la proverbiale pressione da fondo al momento è ancora un po’ troppo. E la sua giornata, già serena, è migliorata nel secondo set, a fronte della resistenza ora forse un po’ ammaccata del nostro: break Serbia nel quarto gioco. Sinner, puntiglioso, con il solito atteggiamento impeccabile, concentrato sul tema fino al parossismo, ora annaspante e sempre più ingarbugliato nella ragnatela. Poche chance per lui di rientrare; una, sostanzialmente, nel settimo game, quando Nole ha offerto palla break ingarbugliandosi con due doppi falli, ma qui è mancato Sinner, autore di una rispostaccia fuori di metri su una seconda attaccabile. La partita lì si è eclissata, insieme allo sguardo fattosi torvo del diciannovenne. Agli ottavi di domani, contro il campione di Miami Hubert Hurkacz o Dan Evans, andrà Djokovic, come sempre, come prevedibile. Per un’ora c’è stata partita, per il resto una lezione di cui Jannik saprà far tesoro.

Mi sento bene – ha detto Djokovic a Tennis TV -. Questo club è la mia base d’allenamento da 15 anni, mi sembra di giocare a casa. E’ stato un bell’esordio, non era una sfida semplice ma sono riuscito a trovare il ritmo e i colpi. Sinner colpisce la palla nel modo giusto più o meno su tutte le superfici, è polivalente, ha molto talento ed è in forma. E’ il futuro del nostro sport, e forse già il presente. Del resto ha già giocato la finale di un 1000 da teenager“. A diciannove anni Nole non era certamente prossimo a somigliare alla sua versione odierna.

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I numeri dell’Italia: 4 nei primi 30, 10 top 100 e 62 vittorie

In questa prima parte di 2021, i dieci azzurri attualmente presenti nei primi 100 giocatori del mondo hanno messo insieme 62 successi nei tornei ATP. Meglio di Russia e Spagna

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Lorenzo Sonego - ATP Cagliari 2021

62 – le vittorie ottenute nel circuito maggiore nel 2021 dai tennisti italiani presenti nella top 100 ATP. Considerando solo i giocatori presenti in questa fascia di classifica, sino alla scorsa settimana l’Italia era la nazione ad aver vinto in questi primi mesi della stagione più partite nei tornei del calendario ATP: un risultato, seppur parziale, a cui soltanto qualche mese fa nessuno avrebbe mai creduto, nonostante la continua crescita in atto da anni nel nostro settore maschile. Il movimento tennistico italiano ha il merito di aver creato le basi (logistiche, tecniche e finanziarie) per facilitare tanti suoi giovani atleti nell’accedere ai massimi livelli del professionismo tennistico, tramite la presenza più o meno costante nei primi 100 al mondo, una classifica che permette di chiudere economicamente in attivo la stagione e di entrare direttamente in tabellone negli Slam e in tanti altri tornei del circuito.

In questi ultimi mesi gli appassionati italiani oltre che gioire per la partecipazione di loro connazionali nei grandi appuntamenti, hanno poi anche la fortuna di godersi alcuni loro rappresentanti – baciati da Madre Natura col dono del grande talento, che si manifesta in vari modi – ai vertici della classifica. Che per il tennis maschile italiano quello attuale sia un momento magico è testimoniato proprio da quanto avviene nelle parti alte della classifica ATP: grazie al primo titolo della carriera di Lorenzo Sonego a Cagliari della settimana scorsa, l’Italia si è ritrovata ad avere quattro suoi rappresentanti nella top 30, come non le accadeva addirittura dall’estate del 1977, quella successiva alla vittoria della Coppa Davis e ai trionfi di Adriano Panatta a Roma e Parigi, tutti successi datati 1976, che ancora oggi è di gran lunga l’annata più bella del tennis maschile italiano.

Ad inizio luglio 1977, però, il tennista romano era sceso al 17 ATP, seguito da Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, che era il 27° giocatore al mondo e dietro di loro, tra i primi 200, c’era il solo Ocleppo, alla 185° posizione del ranking. Indubbiamente in quella vecchia classifica c’era un campione capace di raccogliere i successi che sino ad oggi nessun altro tennista italiano è riuscito a centrare, ma Panatta, come i suoi tre compagni di Davis, ad eccezione di Barazzutti, classe ’53, aveva già raggiunto precedentemente a quella data il suo best career ranking. La situazione del tennis italiano in quell’inizio luglio del 1977 era quindi ben diversa da quella odierna, non solo dal punto di vista quantitativo (adesso ci sono dieci italiani nei primi 100 e in totale ben sedici nei primi 200) e in un certo senso qualitativo (nell’estate del 1977 i primi quattro erano compresi tra la 17° e la 27° posizione, questa settimana abbiamo invece un top ten), ma anche quanto a prospettive tecniche ad alti livelli nei mesi successivi.

Dei primi quattro italiani della classifica di questa settimana, solo per il quasi trentaquattrenne Fognini è improbabile un miglioramento del 9 ATP raggiunto nel maggio di due anni fa: lo stesso Berrettini potrebbe migliorarsi, mentre Sinner e Sonego, per ragioni diverse, godono di una inerzia favorevole e sembrano destinati a non fermarsi all’attuale classifica, che per entrambi è la migliore mai raggiunta sin qui. Per i quattro eroi della vittoria della Davis la concomitanza nei primi 30 al mondo durò in totale un mese e mezzo, questa sembra avere prospettive più durature.

Jannik Sinner – Miami Open 2021 (via Twitter, @miamiopen)

Specchio fedele di una situazione sotto tanti aspetti mai vissuta prima nel circuito maschile dal tennis italiano è proprio la tabella che abbiamo creato per andare a quantificare le vittorie nel 2021 di tutti i tennisti presenti nella top 100 del ranking ATP: contando i loro successi e raggruppandoli per paesi di provenienza, l’Italia è, come detto, addirittura prima in una classifica per nazioni (considerando tutte le vittorie a prescindere dalla classifica del tennista vincitore, la sola Spagna ci supera con 68 successi a 63, con gli Stati Uniti terzi nel virtuale podio, grazie alle 61 partite risultate vittoriose per loro atleti).

Se Serbia (con la vittoria di Djokovic agli Australian Open) e Polonia (Hurkacz a Miami) si sono spartite i successi nei tornei più importanti sin qui disputati nel 2021, la Russia è la più vincente dal punto di vista della quantità di tornei vinti con ben quattro titoli conquistati da suoi giocatori (la ATP Cup, e i successi di Rublev a Rotterdam, Medvedev a Marsiglia e Karatsev a Dubai). Dopo la Russia, in quanto a numero di titoli vinti da propri tennisti, seguono con due Argentina (Cerundolo a Cordoba e Schwartzman a Buenos Aires), Australia (De Minaur ad Antalya e Popyrin a Singapore), Polonia (Hurkacz vincitore a Delray Beach e Miami) e proprio l’Italia (Sinner all’ATP 250 di Melbourne e Sonego a Cagliari).

Rispetto a queste ultime nazioni, i nostri tennisti hanno però raggiunto anche la finale all’ATP Cup, la finale al Miami Open (con Jannik) e la finale di Travaglia al Murray River Open. Insomma, se dal punto di vista quantitativo l’Italia primeggia (assieme alla Spagna) nel circuito maschile, si può anche affermare che, come importanza di vittorie, l’Italia in questa prima parte di 2021 sia dietro solo a Serbia e Russia. Il tutto, con la prospettiva che il meglio debba ancora venire.

NazioneGiocatori in top 100 (numero di partite vinte nel 2021) Totale
ItaliaBerrettini (8), Fognini (7), Sinner (14), Sonego (10), Travaglia (7), Musetti (7), Caruso (3), Cecchinato (2), Seppi (0), Mager (4)62
RussiaMedvedev (17), Rublev (20), Khachanov (10), Karatsev (13)60 
SpagnaNadal (4), Bautista Agut (12), Carreno Busta (8), Ramos (10), Davidovich Fokina (6), Lopez (3), Verdasco (0), Munar (6), Andujar (3), Martinez (2)54
USAFritz (11), Isner (4), Opelka (2), Paul (5), Sandgren (2), Korda (10), Tiafoe (9), Querrey (2), Johnson (0), Giron (3)48
FranciaMonfils (0), Humbert (6), Mannarino (5), Paire (1), Gasquet (2), Chardy (11), Herbert (6), Simon (2), Moutet (5), Tsonga (1), Pouille (1) 40
AustraliaDe Minaur (8), Millman (2), Kyrgios (4), Thompson (5), Popyrin (14), Duckworth (5) 38
SerbiaDjokovic (9), Lajovic (6), Krajinovic (3), Kecmanovic (3), Djere (9) 30
CanadaShapovalov (7), Raonic (7), Auger-Aliassime (10), Pospisil (1) 25
GermaniaZverev (9), Struff (7), Koepfer (5), Hanfmann (4) 25
GreciaTsitsipas (17) 17
Gran BretagnaEvans (6), Norrie (11), Edmund (0) 17
KakakistanBublik (15) 15
UngheriaFucsovics (15)15 
BulgariaDimitrov (8)8

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