Wimbledon, Fabbiano batte Wawrinka: miglior vittoria in carriera

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Wimbledon, Fabbiano batte Wawrinka: miglior vittoria in carriera

Thomas chiude in tre dopo la sospensione per pioggia. Otto set point annullati a Stan tra primo e terzo set. Primo terzo turno a Londra. Derby senza storia, passa Fognini

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da Londra, i nostri inviati

Qui i primi due set, giocati ieri

THOMAS GLACIALE  Gran rientro in campo per Thomas, che con autorità fa i due punti al servizio che lo portano al 6-6, molto bella una demi-volée smorzata su passante basso di Stan. Wawrinka ci crede ancora, spara quattro catenate delle sue, e sale 6-4 nel tie-break, ma qui prima un bellissimo dritto diagonale dell’azzurro, poi un suo errore di rovescio, li cancellano. Siamo a 8 set point non trasformati tra ieri e oggi per lo svizzero“Non ne ho avuto di più o meno facili. Forse avrei potuto servire meglio”. A questo punto, la fine è scritta, Stan cambia campo a testa bassa, e l’ultimo rovescio che gli vola lungo consegna il terzo turno, e la più grande gioia della carriera, a un Fabbiano che se la è meritata fino in fondo. È la miglior vittoria in carriera per il pugliese, a prescindere dalla condizione di Wawrinka che ancora non è quello dei tempi migliori: Thomas ha giocato benissimo, io ho sbagliato nei momenti importanti. Ma sono contento del mio stato fisico”, dirà Stan prima di sfiorare le lacrime nella conferenza stampa in francese. Al prossimo turno, il secondo terzo turno Major in carriera, Fabbiano troverà Tsitsipas (0-1 i precedenti). È il secondo Slam di fila in cui ci sono almeno due azzurri al terzo turno, considerando la certezza del vincitore del derby di stasera. E nulla è detto, ormai.

 

Thomas, comprensibilmente, è raggiante:Era un momento particolare della partita, lui aveva cambiato un po’ gioco, ma era lui a essere sotto due set. Mi sono riposato bene, e oggi ho fatto praticamente quello che avevo sognato di fare stanotte (sorride). Ho spinto il dritto, l’ho fatto giocare scomodo, ho tenuto alte le percentuali di servizio. Sono stato fortunato ieri con il nastro, oggi ho avuto coraggio, e credo di aver meritato. Stavo bene, ero fresco di testa anche dopo gli errori come la volée nel tie-break di oggi. Non ho ancora visto il cellulare, ce ne saranno un po’ di messaggi. Spingere dal lato del rovescio per poi aprire dal lato del dritto è una mia tattica, la uso spesso. Tsitsipas? Lo conosco, ci ho giocato il primo turno di qualificazioni al Roland Garros. Ma un terzo turno a Wimbledon è tutta un’altra cosa. Mi considero anche abbastanza amico, ci siamo allenati spesso, lui e il padre stanno facendo un grande lavoro, insieme a Shapovalov sono di gran lunga i migliori di quell’annataNegli ultimi 10 anni ho aggiunto un pezzettino ogni anno, certo avrei voluto fare prima, magari stare nei cento sei sette anni fa, ma ognuno matura con i suoi ritmiSulla carta è la mia migliore vittoria, certamente, serviva intensità, giocarsi ogni punto, fare poche cose ma farle bene. La mia qualità? La voglia di scoprire ogni giorno qualcosa in più di me, la voglia di allenarmi. Oggi ho scoperto che posso vincere contro un signor giocatore che ha vinto tre Slam. Ci ero già andato vicino con Zverev in Australia, avevo avuto diversi set point, l’anno scorso con Querrey qui anche era stata lottata, ma avevo sempre portato a casa poco. Da settembre dell’anno scorso ho solo giocato a livello ATP, per abituarmi a giocare con i più forti. Ora non penso più che un top-50 non me la posso giocare, so che posso fare partita pari, poi la cosa che conta è la convinzione di potercela fare. Va bene l’umiltà, ma bisogna anche crederci“.

MATTEO, GIORNATA NO45 errori gratuiti in tre set, è il dato che purtroppo fotografa meglio la sconfitta odierna del giovane azzurro. Che Gilles Simon fosse un vecchio volpone, forse uno degli avversari peggiori per il tipo di giocatore che è Matteo Berrettini, lo si sapeva. Non sono stato positivo come atteggiamento in campo, lui è uno che ti fa giocare male, si capisce perché è stato ed è così forte, ti manda solo palle da spingere, e poi quando meno te lo aspetti ti aggredisce lui”. Un primo set in cui Berrettini ha avuto le prime occasioni per brekkare, nel quinto game, ma dopo averle fallite è andato tremendamente in difficoltà, soffrendo in particolare i rimbalzi bassi e sfuggenti delle palle semipiatte di Gilles. “Dopo quel game mi sono innervosito, l’ho accusato più del dovuto. Ma è una cosa su cui stiamo lavorando tanto, anche con il mio mental coach, Stefano Massari, e ovviamente con Vincenzo Santopadre, che mi segue da quando ero piccolo, e mi ha sempre spiegato che l’atteggiamento è la cosa più importante. Sono troppo severo in campo con me stesso, pretendo tanto da me, dovrei anche dirmi bravo più spesso, vedo le cose che sbaglio e non ancora abbastanza le cose che faccio bene. Così è più divertente, sennò diventa uno strazio!”.

Break a zero subito nel game successivo, e il primo set è andato, 6-3. Simon viaggia col pilota automatico, Matteo va a strappi, gran botte vincenti alternate a scelte discutibili, come una certa propensione a intestardirsi con le palle corte. Nel secondo set Berrettini va ancora sotto di un break, ma grazie a un momento – l’unico – di calo da parte del francese, che controsole commette doppio fallo, recupera e pareggia. Si arriva al tie-break, dove però arrivano anche un paio di gratuiti decisivi in negativo per l’azzurro, che cede 7-4, e se ne va così anche il secondo parziale. Non mi sentivo fresco come una rosa, ma quando sono andato due set sotto volevo riprovarci ancora, ma capivo che era difficile stavolta, l’ho anche detto al mio angolo, facevo fatica in risposta”. Nel terzo set, ormai i proverbiali buoi sono scappati, Matteo regge fino al quinto game, poi Gilles lo brekka due volte, andando avanti senza mai scendere di attenzione, fino al doppio fallo di Berrettini che conclude il match, 6-2. “L’anno scorso qui non sono entrato nelle quali, quindi non è proprio una disfatta totale, secondo turno a Wimbledon… ora andrò a giocare a Bastad, Gstaad e Kitzbuhel, mi fa anche piacere ritrovare un po’ la terra, che poi là è veloce essendo in altura. Non andrò a Toronto ma direttamente a Cincinnati e poi gli US Open“. Bravo Gilles, per Matteo un’esperienza preziosa nel percorso di crescita verso i piani alti del tennis professionistico.

SEPPI CROLLA  Alla ripresa del gioco il giorno successivo, con un bel sole in più ed un bel po’ di formiche volanti in meno, Seppi subiva di nuovo l’effetto “diesel” che purtroppo gli costava il match. Anderson era una furia sulla propria battuta mentre Andreas, dopo aver tenuto a fatica il primo turno di battuta (nel quale partiva da vantaggio interno) si faceva sorprendere da un paio di risposte molto profonde del sudafricano e subiva il break fatale andando sotto 2-4. Il resto era pura contabilità fino al 6-4 finale per Anderson.

Oggi purtroppo ho giocato un po’ bloccatoha spiegato Seppi dopo essersi ritirato anche dal match di doppio giocato in coppia con Daniele Bracciali – perché ieri sera mentre aspettavamo di vedere se si poteva continuare a giocare sul campo 2, mentre facevo alcuni esercizi di allungamento ho sentito una fitta molto forte all’adduttore, vicino all’inguine, che anche oggi mi ha dato un fastidio incredibile. Stamattina non riuscivo nemmeno a mettermi un calzino. Ho voluto provare a giocare il doppio perché mi sarebbe dispiaciuto ritirarmi, dal momento che giocavo con Braccio e lui era venuto fin qui, ma durante la partita ho avvertito anche un dolore alla schiena per cui ho preferito non proseguire, dal momento che il medico mi aveva detto che non è una cosa da prendere alla leggeraPer quel che riguarda la partita, purtroppo con quei giocatori lì se perdi il servizio il set è finito. Sono stato molto bravo nel secondo a rispondere un po’ di più e giocare un bel tie-break. La maniera in fondo è quella, perché se riesci ad arrivare in fondo al set magari con la tensione lui serve un po’ meno bene. Però si gioca tutto su un punto o due, e non c’è niente da farePeccato perché a parte questo inconveniente, che spero non sia nulla di grave, sentivo di star giocando un buon tennis, avevo buone sensazioni, e si poteva fare un buon torneo se si fosse capitati in un’altra zona di tabellone, contro giocatori con i quali si può giocare di più. Ora sono iscritto ad Umago ed Amburgo, poi andrò a casa negli USA, non sono sicuro di giocare Toronto e credo di riprendere direttamente a Cincinnati”.

 

FOGNINI BRILLANTE – Fabio Fognini non perdona è il derby degli amici con Simone Bolelli è suo. Simone parte centrato e si porta in vantaggio 3-1 ma, nella frenesia degli scambi, nella seconda parte del set è quasi sempre lui a soccombere. Troppo impreciso e troppi errori per lui (40, a fronte dei 24 di Fognini), e alla fine Fabio chiude per 6-3 6-4 6-1. Ora affronterà Jiri Vesely.

Colpi fluidi e pesanti, anche più di quelli di Fognini. Eppure Simone Bolelli non riesce a “far male” all’amico Fabio nel primo set del loro derby londinese. Sul campo n. 18, nonostante parta a spron battutto e in vantaggio 3-1, Simone alla fine si incarta: “Sono partito bene, ma poi mi ha fatto il controbreak. Quella è stata l’unica vera chance che ho avuto nel match“. Nonostante tenti di essere aggressivo, aprirsi il campo con il rovescio e affondare con il dritto, incappa in troppi gratuiti (la frustrazione gli strappa dalle labbra anche qualche moccolo percettibile se seduti a bordocampo); subisce immediatamente il controbreak e, da quel momento, il primo parziale è appannaggio del ligure che lo chiude per 6-3. Nel secondo set Fognini ha avuto ben 9 palle break e ne ha trasformata una, mentre Bolelli ne ha avute due e non ne ha trasformata nessuna. Al servizio, nonostante non riesca a mettere in campo una percentuale alta di prime palle, Fognini però converte più prime rispetto a Simone. Insomma, Fabio ottimizza i vantaggi e sfrutta maggiormente le occasioni assicurandosi anche il secondo parziale per 6-4.

Nel terzo set non c’è storia. Più centrato e intraprendente, il n. 16 del mondo prende il largo per chiudere dopo 1 ora e 58 minuti con lo score di 6-3 6-4 6-1. Da buoni amici i due si abbracciano alla rete. Per Fabio ora ci sarà un avversario battuto già tre volte in carriera, con cui l’ultimo incontro si è svolto proprio sui campi di Church Road l’anno scorso, il ceco Jiri Vesely. “Forse avrei dovuto servire meglio“, continua Simone “ma lui rispondeva benissimo; ha giocato davvero molto meglio, mi faceva muovere“. Fognini ovviamente è soddisfatto ma ammette che era una “partita comunque difficile, perché era contro un fratello. La differenza è che ho giocato bene i punti importanti. Poi alla fine è stato un po’ un match a senso unico“. Ora lo aspetta Vesely: “È un giocatore potente che si muove abbastanza male. Cercherò di farlo muovere.

I risultati degli italiani:

G. Simon b. M. Berrettini 6-3 7-6(4) 6-2
[8] K. Anderson b. A. Seppi 6-3 6-7(5) 6-3 6-4
[Q] T. Fabbiano b. S. Wawrinka 7-6(7) 6-3 7-6(6)
[19] F. Fognini b. [LL] S. Bolelli 6-3 6-4 6-1

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ATP

Anversa italiana: Sinner spazza via Monfils e Berrettini ringrazia

Exploit del 18enne azzurro che infligge una lezione al N.1 del seeding. Un posto nel main draw dell’Australian Open 2020 è sempre più vicino. Bene per Matteo il KO di Goffin

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Jannik Sinner - Anversa 2019 (foto da Twitter, @EuroTennisOpen)

La vittoria più importante della giovane carriera di Sinner. Questo è il riassunto migliore per la ‘carneficina’ che si è svolta al torneo di Anversa. Un’ora e un minuto di partita in cui Jannik Sinner ha smantellato il tennis brioso di Gael Monfils con il netto risultato di 6-3 6-2.

Pronti, via e palla break per Sinner, convertita con un rovescio imperioso, una costante di tutta la partita. Il francese sembra veramente colpito dal livello del suo giovane avversario, che da fondocampo è ancora più rapido e solido di quanto sappia essere Monfils stesso. Sinner però non è solo difesa e solidità; le sue accelerazioni, soprattutto di rovescio, sono letali e inducono quasi sempre Monfils all’errore o al colpo corto. Soprattutto in risposta c’è una grande differenza di efficacia, quest’oggi, con Monfils completamente incapace di rispondere in maniera efficace quando Jannik dirige il servizio al corpo. Proprio il servizio di Sinner, che ancora paga un certo scarto rispetto ad altri settori del suo tennis, ha comunque evidenziato dei miglioramenti tanto da permettere al 18enne di chiudere la partita con l’84% di punti con la prima e il 71% con la seconda, nonostante un misero 48% di prime in campo.

Di contrasto, Monfils soffre particolarmente i suoi turni di servizio a causa delle grandi capacità di Sinner di rispondere profondo e preciso. A inizio partita Gael prova a forzare molto le seconde e la tattica all’inizio sembra funzionare, ma con il passare dei minuti diventa inefficace scoraggiando il francese. Sinner chiude il primo set sfruttando un dritto in rete del francese e va a condurre 6-3.

L’inizio del secondo set presenta le uniche difficoltà del match del giovane italiano, con la prima e unica palla break salvata senza problemi. Monfils prova a guadagnare di più a rete ma compie degli errori marchiani, e proprio una pessima volée che si affloscia sul net vale il break decisivo di Sinner per il 3-1. Sinner è intoccabile al servizio, complice la pigrizia del tennista francese nella ricerca della palla, e Monfils sembra aver perso le speranze. A dispetto dei pronostici di inizio partita, che il numero 13 del mondo perda il match sul suo servizio è solo una conseguenza naturale della dinamica dell’incontro. Il quinto doppio fallo di Monfils porta in dote tre match point a Sinner, l’ultimo dei quali convertito con il dritto, che tanto bene ha funzionato oggi, ma creato e propiziato dal suo colpo migliore, il rovescio.

Sconfitta senza appello per Monfils, che non è mai stato in partita. Ora la corsa del tennista francese verso le Finals si fa sempre più dura e a goderne è un altro italiano, Matteo Berrettini, che grazie alla sconfitta di David Goffin – proprio qui ad Anversa – manterrà l’ottavo posto nella Race almeno fino ai tornei di Vienna e Basilea. Il belga ha ceduto nettamente in due set a Ugo Humbert in poco più di un’ora (6-3 6-1) e rimane dunque al decimo posto della Race. Sinner invece accede ai quarti dove incontrerà Frances Tiafoe, e soprattutto s’invola verso la posizione 108 del mondo e il main draw degli Australian Open 2020. E l’impressione è che il meglio debba ancora venire.

ANDY VINCE ANCORA – Destini in un certo senso intrecciati quelli di Sinner e Andy Murray. Non solo le similitudini tecniche che alcuni addetti ai lavori hanno evidenziato, anche un incrocio… di tabellone. Oggi il britannico è sceso in campo subito dopo Sinner, battendo in due set Cuevas, poco dopo aver comunicato la sua rinuncia all’invito riservatogli dal direttore dell’ATP 500 di Vienna che ha di fatto liberato un posto in tabellone proprio a Sinner, che quindi sarà ai nastri di partenza del torneo austriaco.

 

Tornando al quattordicesimo match dal ritorno dall’operazione all’anca, Murray ha vinto il terzo incrocio su tre e il settimo set su sette contro Cuevas. Il dritto di Murray è a pieni giri sin dalle prime battute del match ed è cruciale nelle trame d’attacco del tennista britannico, con la quasi totalità dei punti che nascono da accelerazioni notevoli dal lato destro. L’iniziativa è sempre di Murray e il linguaggio del corpo di Cuevas tradisce un po’ di insicurezza. L’uruguagio comincia a sciogliere il suo tennis in un quarto game infinito, con ben set palle break fallite da Murray: la resistenza di Pablo e si concretizza in un bel dritto inside-out dopo dieci minuti di lotta. Da quel momento i turni di servizio si fanno sempre più rapidi. L’equilibrio si spezza quando Cuevas va a servire per restare nel set, e Murray sfrutta la crepa giusta per passare in vantaggio accogliendo una difesa in slice di Cuevas a rete.

Il secondo set si apre con un improvviso calo di tensione di Murray al servizio, che in un game fotocopia del quarto del primo set – altri undici minuti – deve annullare ben quattro palle break. Come nel primo i servizi si assestano dopo lo stesso evento, ed è ancora Murray il primo a trovare la chiave per portare il parziale dalla sua parte. Sempre sfruttando il rendimento ottimo del suo dritto si procura due palle break e converte la seconda. La partita sostanzialmente finisce qui. Seguono due game al servizio interlocutori dopo i quali Murray non trema e chiude l’incontro con un ace. Netto passo avanti a livello di gioco rispetto alla partita con Coppejans per Murray, che adesso sfiderà per un posto in semifinale Marius Copil, che ha avuto bisogno di tre set e quasi tre ore per eliminare il numero 3 del seeding Schwartzman.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [1] G. Monfils 6-3 6-2
[PR] A. Murray b. [8] P. Cuevas 6-4 6-3
[Q] M. Copil b. [3] D. Schwartzman 6-4 5-7 7-6(6)
F. Tiafoe b. [7] J-L. Struff 6-4 6-4
U. Humbert b. [2] D. Goffin 6-3 6-1

Il tabellone completo – La Race to London aggiornata

Giorgio Di Maio

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evidenza

Debacle Fognini a Stoccolma, Tipsarevic lo travolge. Fuori anche Mager e Travaglia

Un dolore alla schiena blocca la corsa di Fabio verso il Masters, il serbo vince con un doppio 6-1. Giornata nera per gli azzurri in Svezia: zero set vinti, sei persi

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Fabio Fognini - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Si complica parecchio la rincorsa al Masters di Londra per Fabio Fognini. Il numero 12 del mondo non è arrivato al meglio della condizione a Stoccolma, torneo che avrebbe dovuto provare a vincere (o almeno arrivare in finale) per guardare con più speranza la classifica ‘Race’. Invece la schiena gli ha dato problemi sin dal primo set e Janko Tipsarevic lo ha annientato in un’ora in quella che poteva essere la sua partita d’addio al circuito ATP. Sarebbe stato meglio non giocare? Non sappiamo quando sia comparso il dolore alla schiena, ma già a Shanghai Fabio aveva lamentato un male alla gamba sinistra e la caviglia destra non gli dà tregua da un po’. Ora avrà qualche giorno per recuperare e presentarsi in una miglior condizione a Basilea, ma potrebbe anche decidere di ripresentarsi direttamente a Parigi Bercy, ultimo torneo prima delle ATP Finals.

LA PARTITA – L’inizio fa ben sperare per l’azzurro, partito con un rassicurante break di vantaggio che di solito aiuta a rompere il ghiaccio in un match d’esordio così delicato. Fabio però si distrae, inizia a litigare col servizio e restituisce quasi da solo il break. Tipsarevic ha il grande merito di sbagliare poco e cercare soluzioni angolate per far muovere Fognini, che sul 2-1 pasticcia, commette doppi falli a ripetizione, non sfrutta una palla del due pari e alla quinta occasione Tipsarevic gli toglie il servizio. È palese che Fabio non stia bene fisicamente, è sempre lui il primo a sbagliare nello scambio. Il serbo non fa una piega e si porta sul 5-1 prima di chiudere il set in mezz’ora di gioco.

Il numero uno del tabellone chiama il medico nell’intervallo, che lo fa sdraiare per un controllo alla schiena dolorante,ma non c’è medical time out. Il primo game del secondo set è quello giocato meglio da Fognini, che lo vince a zero e prova a scuotersi. Tuttavia Tipsarevic non è da meno e risponde senza battere ciglio. Nel terzo game arriva un break che sa tanto di resa per Fabio, che non riesce a trovare un’altra strada per rientrare nel match. Il dritto fa acqua da tutte le parti e sul 4-1 e servizio Tipsarevic l’azzurro molla definitivamente la presa. Il serbo, come annunciato in estate, si ritirerà a fine stagione e il doppio 6-1 inflitto al numero uno del seeding gli consentirà di giocare un’altra partita nel suo ultimo torneo nel circuito ATP.

 

OUT MAGER E TRAVAGLIA – È stata una pessima giornata per i colori italiani in Svezia, dato che anche gli altri due azzurri in campo prima di Fabio sono stati eliminati senza vincere un set. Gianluca Mager poteva fare ben poco contro Pablo Carreno Busta, ma se l’è giocata a viso aperto. Il lucky loser conterraneo di Fognini ha avuto una chance di andare in vantaggio di un break nel secondo set ed è riuscito a portare al tie-break il numero 34 ATP, seppur perdendolo 7 punti a 2. Ha lasciato il torneo anche Stefano Travaglia, sconfitto da Yuichi Sugita. Ci sono rimpianti per il marchigiano soprattutto nel primo set. Nessuna opportunità di break, ma un set point mancato sul 6-5 del tie-break dove ha sparato fuori una risposta di oltre tre metri. Nel secondo Sugita ha preso subito il vantaggio, Stefano si è procurato una palla del controbreak sul 2-3 giocando un buon tennis, ma il giapponese non ha mollato la presa e ha avuto l’ultima parola dopo un’ora e tre quarti.

Risultati:

J. Tipsarevic b. [1] F. Fognini 6-1 6-1
[LL] Y. Sugita b. S. Travaglia 7-6(6) 6-4
[5] P. C. Busta b. [LL] G. Mager 6-3 7-6(2)

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ATP

Seppi accede ai quarti di Mosca, Fabbiano fuori all’esordio

Altra vittoria al terzo per Andreas, che dopo Garin rimonta anche Carballes Baena. Ora Khachanov che salva 5 MP Thomas parte bene ma si spegne presto contro Gerasimov

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Si risolve favorevolmente al terzo set la sfida tra Andreas Seppi e lo spagnolo Carballes Baena, di fronte per la prima volta in carriera nel secondo turno della Kremlin Cup 2019.

Dopo la maratona vittoriosa contro Garin, Andreas emerge da un’altra prova di resistenza nonostante un primo set sfuggito sul finale: sotto 6-5, in un game labirinto, il giocatore di Caldaro annulla ben quattro set point e non sfrutta due palle break, prima di consegnare il parziale allo spagnolo (avanti 8-0 negli ace) dopo ben 56 minuti. Inerzia completamente cambiata però da quel momento: nel secondo set – pur andando subito sotto di un break – Seppi sale in cattedra e lascia appena un gioco al suo avversario. La perdita d’efficacia delle prime di Carballes fa il paio con la crescente solidità in risposta del 72 del mondo.

Il trend positivo si protrae nel terzo e decisivo parziale, controllato in modo anche piuttosto vistoso da un Andreas capace di vincere 15 punti in risposta e di breakkare Carballes nel primo e nell’ultimo game del parziale. Saranno quarti di finale per la quarta volta in stagione nel tour maggiore, e Karen Khachanov, favorito nel suo match di ottavi su Philipp Kohlschreiber, promette di essere un test discretamente probante.

 

Si ferma invece all’esordio la corsa moscovita di Thomas Fabbiano. Il tarantino, 89 del ranking, è stato battuto in due set da Egor Gerasimov, proveniente dalle qualificazioni. Il bielorusso, 98 del mondo, ha fatto affidamento sugli 11 ace (a 1) messi a segno per garantirsi al secondo turno l’incrocio con la sesta testa di serie Andrey Rublev. Nel primo set l’azzurro si era trovato anche avanti di un break, vantaggio che però si è visto subito sfuggire dalle mani non capitalizzando i due successivi suoi turni in battuta. A penalizzarlo, anche i cinque doppi falli complessivi e il litigio con la prima di servizio nel secondo set (dentro appena nel 52% dei casi). Nel post US Open, Fabbiano è stato sconfitto in cinque dei sei incontri disputati.

Negli altri incontri incredibile vittoria di Karen Khachanov che nel terzo set annulla 5 match point a Philipp Kohlschreiber prima di chiudere 9 punti a 7 il tie-break decisivo alla prima occasione. Sarà lui ad affrontare Seppi nei quarti venerdì.

Risultati primo turno:

[Q] E. Gerasimov b. T. Fabbiano 6-3 6-4
[WC] A. Avidzba b. [WC] A. Kachmazov 6-1 4-6 6-1

Risultati secondo turno:

A. Seppi b. R. Carballes Baena 5-7 6-1 6-3
[7] A. Mannarino b. M. Kukushkin 7-6(4) 6-2
[4] D. Lajovic b. [Q] L. Rosol 6-4 6-7(6) 6-3
[2] K. Khachanov b. P. Kohlschreiber 3-6 6-3 7-6(7)

Il tabellone completo

a cura di Pietro Scognamiglio ed Emmanuel Marian

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