Wimbledon, Fabbiano batte Wawrinka: miglior vittoria in carriera

Italiani

Wimbledon, Fabbiano batte Wawrinka: miglior vittoria in carriera

Thomas chiude in tre dopo la sospensione per pioggia. Otto set point annullati a Stan tra primo e terzo set. Primo terzo turno a Londra. Derby senza storia, passa Fognini

Pubblicato

il

da Londra, i nostri inviati

Qui i primi due set, giocati ieri

THOMAS GLACIALE  Gran rientro in campo per Thomas, che con autorità fa i due punti al servizio che lo portano al 6-6, molto bella una demi-volée smorzata su passante basso di Stan. Wawrinka ci crede ancora, spara quattro catenate delle sue, e sale 6-4 nel tie-break, ma qui prima un bellissimo dritto diagonale dell’azzurro, poi un suo errore di rovescio, li cancellano. Siamo a 8 set point non trasformati tra ieri e oggi per lo svizzero“Non ne ho avuto di più o meno facili. Forse avrei potuto servire meglio”. A questo punto, la fine è scritta, Stan cambia campo a testa bassa, e l’ultimo rovescio che gli vola lungo consegna il terzo turno, e la più grande gioia della carriera, a un Fabbiano che se la è meritata fino in fondo. È la miglior vittoria in carriera per il pugliese, a prescindere dalla condizione di Wawrinka che ancora non è quello dei tempi migliori: Thomas ha giocato benissimo, io ho sbagliato nei momenti importanti. Ma sono contento del mio stato fisico”, dirà Stan prima di sfiorare le lacrime nella conferenza stampa in francese. Al prossimo turno, il secondo terzo turno Major in carriera, Fabbiano troverà Tsitsipas (0-1 i precedenti). È il secondo Slam di fila in cui ci sono almeno due azzurri al terzo turno, considerando la certezza del vincitore del derby di stasera. E nulla è detto, ormai.

 

Thomas, comprensibilmente, è raggiante:Era un momento particolare della partita, lui aveva cambiato un po’ gioco, ma era lui a essere sotto due set. Mi sono riposato bene, e oggi ho fatto praticamente quello che avevo sognato di fare stanotte (sorride). Ho spinto il dritto, l’ho fatto giocare scomodo, ho tenuto alte le percentuali di servizio. Sono stato fortunato ieri con il nastro, oggi ho avuto coraggio, e credo di aver meritato. Stavo bene, ero fresco di testa anche dopo gli errori come la volée nel tie-break di oggi. Non ho ancora visto il cellulare, ce ne saranno un po’ di messaggi. Spingere dal lato del rovescio per poi aprire dal lato del dritto è una mia tattica, la uso spesso. Tsitsipas? Lo conosco, ci ho giocato il primo turno di qualificazioni al Roland Garros. Ma un terzo turno a Wimbledon è tutta un’altra cosa. Mi considero anche abbastanza amico, ci siamo allenati spesso, lui e il padre stanno facendo un grande lavoro, insieme a Shapovalov sono di gran lunga i migliori di quell’annataNegli ultimi 10 anni ho aggiunto un pezzettino ogni anno, certo avrei voluto fare prima, magari stare nei cento sei sette anni fa, ma ognuno matura con i suoi ritmiSulla carta è la mia migliore vittoria, certamente, serviva intensità, giocarsi ogni punto, fare poche cose ma farle bene. La mia qualità? La voglia di scoprire ogni giorno qualcosa in più di me, la voglia di allenarmi. Oggi ho scoperto che posso vincere contro un signor giocatore che ha vinto tre Slam. Ci ero già andato vicino con Zverev in Australia, avevo avuto diversi set point, l’anno scorso con Querrey qui anche era stata lottata, ma avevo sempre portato a casa poco. Da settembre dell’anno scorso ho solo giocato a livello ATP, per abituarmi a giocare con i più forti. Ora non penso più che un top-50 non me la posso giocare, so che posso fare partita pari, poi la cosa che conta è la convinzione di potercela fare. Va bene l’umiltà, ma bisogna anche crederci“.

MATTEO, GIORNATA NO45 errori gratuiti in tre set, è il dato che purtroppo fotografa meglio la sconfitta odierna del giovane azzurro. Che Gilles Simon fosse un vecchio volpone, forse uno degli avversari peggiori per il tipo di giocatore che è Matteo Berrettini, lo si sapeva. Non sono stato positivo come atteggiamento in campo, lui è uno che ti fa giocare male, si capisce perché è stato ed è così forte, ti manda solo palle da spingere, e poi quando meno te lo aspetti ti aggredisce lui”. Un primo set in cui Berrettini ha avuto le prime occasioni per brekkare, nel quinto game, ma dopo averle fallite è andato tremendamente in difficoltà, soffrendo in particolare i rimbalzi bassi e sfuggenti delle palle semipiatte di Gilles. “Dopo quel game mi sono innervosito, l’ho accusato più del dovuto. Ma è una cosa su cui stiamo lavorando tanto, anche con il mio mental coach, Stefano Massari, e ovviamente con Vincenzo Santopadre, che mi segue da quando ero piccolo, e mi ha sempre spiegato che l’atteggiamento è la cosa più importante. Sono troppo severo in campo con me stesso, pretendo tanto da me, dovrei anche dirmi bravo più spesso, vedo le cose che sbaglio e non ancora abbastanza le cose che faccio bene. Così è più divertente, sennò diventa uno strazio!”.

Break a zero subito nel game successivo, e il primo set è andato, 6-3. Simon viaggia col pilota automatico, Matteo va a strappi, gran botte vincenti alternate a scelte discutibili, come una certa propensione a intestardirsi con le palle corte. Nel secondo set Berrettini va ancora sotto di un break, ma grazie a un momento – l’unico – di calo da parte del francese, che controsole commette doppio fallo, recupera e pareggia. Si arriva al tie-break, dove però arrivano anche un paio di gratuiti decisivi in negativo per l’azzurro, che cede 7-4, e se ne va così anche il secondo parziale. Non mi sentivo fresco come una rosa, ma quando sono andato due set sotto volevo riprovarci ancora, ma capivo che era difficile stavolta, l’ho anche detto al mio angolo, facevo fatica in risposta”. Nel terzo set, ormai i proverbiali buoi sono scappati, Matteo regge fino al quinto game, poi Gilles lo brekka due volte, andando avanti senza mai scendere di attenzione, fino al doppio fallo di Berrettini che conclude il match, 6-2. “L’anno scorso qui non sono entrato nelle quali, quindi non è proprio una disfatta totale, secondo turno a Wimbledon… ora andrò a giocare a Bastad, Gstaad e Kitzbuhel, mi fa anche piacere ritrovare un po’ la terra, che poi là è veloce essendo in altura. Non andrò a Toronto ma direttamente a Cincinnati e poi gli US Open“. Bravo Gilles, per Matteo un’esperienza preziosa nel percorso di crescita verso i piani alti del tennis professionistico.

SEPPI CROLLA  Alla ripresa del gioco il giorno successivo, con un bel sole in più ed un bel po’ di formiche volanti in meno, Seppi subiva di nuovo l’effetto “diesel” che purtroppo gli costava il match. Anderson era una furia sulla propria battuta mentre Andreas, dopo aver tenuto a fatica il primo turno di battuta (nel quale partiva da vantaggio interno) si faceva sorprendere da un paio di risposte molto profonde del sudafricano e subiva il break fatale andando sotto 2-4. Il resto era pura contabilità fino al 6-4 finale per Anderson.

Oggi purtroppo ho giocato un po’ bloccatoha spiegato Seppi dopo essersi ritirato anche dal match di doppio giocato in coppia con Daniele Bracciali – perché ieri sera mentre aspettavamo di vedere se si poteva continuare a giocare sul campo 2, mentre facevo alcuni esercizi di allungamento ho sentito una fitta molto forte all’adduttore, vicino all’inguine, che anche oggi mi ha dato un fastidio incredibile. Stamattina non riuscivo nemmeno a mettermi un calzino. Ho voluto provare a giocare il doppio perché mi sarebbe dispiaciuto ritirarmi, dal momento che giocavo con Braccio e lui era venuto fin qui, ma durante la partita ho avvertito anche un dolore alla schiena per cui ho preferito non proseguire, dal momento che il medico mi aveva detto che non è una cosa da prendere alla leggeraPer quel che riguarda la partita, purtroppo con quei giocatori lì se perdi il servizio il set è finito. Sono stato molto bravo nel secondo a rispondere un po’ di più e giocare un bel tie-break. La maniera in fondo è quella, perché se riesci ad arrivare in fondo al set magari con la tensione lui serve un po’ meno bene. Però si gioca tutto su un punto o due, e non c’è niente da farePeccato perché a parte questo inconveniente, che spero non sia nulla di grave, sentivo di star giocando un buon tennis, avevo buone sensazioni, e si poteva fare un buon torneo se si fosse capitati in un’altra zona di tabellone, contro giocatori con i quali si può giocare di più. Ora sono iscritto ad Umago ed Amburgo, poi andrò a casa negli USA, non sono sicuro di giocare Toronto e credo di riprendere direttamente a Cincinnati”.

 

FOGNINI BRILLANTE – Fabio Fognini non perdona è il derby degli amici con Simone Bolelli è suo. Simone parte centrato e si porta in vantaggio 3-1 ma, nella frenesia degli scambi, nella seconda parte del set è quasi sempre lui a soccombere. Troppo impreciso e troppi errori per lui (40, a fronte dei 24 di Fognini), e alla fine Fabio chiude per 6-3 6-4 6-1. Ora affronterà Jiri Vesely.

Colpi fluidi e pesanti, anche più di quelli di Fognini. Eppure Simone Bolelli non riesce a “far male” all’amico Fabio nel primo set del loro derby londinese. Sul campo n. 18, nonostante parta a spron battutto e in vantaggio 3-1, Simone alla fine si incarta: “Sono partito bene, ma poi mi ha fatto il controbreak. Quella è stata l’unica vera chance che ho avuto nel match“. Nonostante tenti di essere aggressivo, aprirsi il campo con il rovescio e affondare con il dritto, incappa in troppi gratuiti (la frustrazione gli strappa dalle labbra anche qualche moccolo percettibile se seduti a bordocampo); subisce immediatamente il controbreak e, da quel momento, il primo parziale è appannaggio del ligure che lo chiude per 6-3. Nel secondo set Fognini ha avuto ben 9 palle break e ne ha trasformata una, mentre Bolelli ne ha avute due e non ne ha trasformata nessuna. Al servizio, nonostante non riesca a mettere in campo una percentuale alta di prime palle, Fognini però converte più prime rispetto a Simone. Insomma, Fabio ottimizza i vantaggi e sfrutta maggiormente le occasioni assicurandosi anche il secondo parziale per 6-4.

Nel terzo set non c’è storia. Più centrato e intraprendente, il n. 16 del mondo prende il largo per chiudere dopo 1 ora e 58 minuti con lo score di 6-3 6-4 6-1. Da buoni amici i due si abbracciano alla rete. Per Fabio ora ci sarà un avversario battuto già tre volte in carriera, con cui l’ultimo incontro si è svolto proprio sui campi di Church Road l’anno scorso, il ceco Jiri Vesely. “Forse avrei dovuto servire meglio“, continua Simone “ma lui rispondeva benissimo; ha giocato davvero molto meglio, mi faceva muovere“. Fognini ovviamente è soddisfatto ma ammette che era una “partita comunque difficile, perché era contro un fratello. La differenza è che ho giocato bene i punti importanti. Poi alla fine è stato un po’ un match a senso unico“. Ora lo aspetta Vesely: “È un giocatore potente che si muove abbastanza male. Cercherò di farlo muovere.

I risultati degli italiani:

G. Simon b. M. Berrettini 6-3 7-6(4) 6-2
[8] K. Anderson b. A. Seppi 6-3 6-7(5) 6-3 6-4
[Q] T. Fabbiano b. S. Wawrinka 7-6(7) 6-3 7-6(6)
[19] F. Fognini b. [LL] S. Bolelli 6-3 6-4 6-1

Il tabellone maschile 

Continua a leggere
Commenti

Flash

Challenger Manerbio: Paolo Lorenzi fa 402 e rincorre il record di Ramirez Hidalgo

Paolo Lorenzi vince due partite in un giorno e raggiunge Gaio in semifinale. Il senese festeggia nel migliore dei modi il traguardo delle 400 partite vinte nel circuito Challenger. Ora la sfida a Gabashvili

Pubblicato

il

Paolo Lorenzi 400 - ATP Challenger Manerbio 2019 (foto Carlo Monterenzi)

LORENZI FESTEGGIATO E VINCENTE – Saranno due i semifinalisti azzurri a Manerbio: oltre a Gaio, ha conquistato il pass l’inossidabile Paolo Lorenzi. Per il senese è stata una giornata altrettanto dura, con due match e qualche brivido nel quarto di finale contro Sadio Doumbia. Tra l’altro, dopo la vittoria contro Andrea Collarini (6-4 6-3) è stato festeggiato dallo staff manerbiese per il 400esimo successo in carriera nel circuito Challenger. Un “400” gigante, una torta e una bottiglia di vino pregiato (il Perla del Garda Extra Brut) hanno allietato una giornata che si è complicata nel tardo pomeriggio, contro un avversario che si era presentato a Manerbio senza particolari pretese e – a un certo punto – è rimasto l’unico in gara sia in singolare che in doppio. 

In mattinata, il francese aveva estromesso Andrea Pellegrino: grandi rimpianti per il pugliese, avanti 4-1 nel terzo set prima di spegnere la luce e perdere cinque giochi di fila. Peccato, perché le trame di Doumbia (colpi senza troppa rotazione, rovescio a una mano in slice) sembravano finalmente domate. Contro Lorenzi, il 28enne di Tolosa (n.307 ATP) è partito fortissimo, con tante soluzioni rapide a non dare ritmo al senese. Battaglia infinita nel secondo: Lorenzi prendeva un break di vantaggio (2-0), poi veniva risucchiato e Doumbia si portava addirittura 4-3 e servizio. Nell’ottavo game, sul 30-15, ha tentato un servizio “da sotto”, fuori di pochi centimetri. L’episodio ha dato una scossa a Lorenzi, capace di rimettere in sesto il parziale.

Chi pensava che il terzo fosse una formalità, tuttavia, è rimasto deluso. Doumbia ha preso un break di vantaggio, Lorenzi lo ha riacchiappato ma ha nuovamente rischiato grosso sul 2-2 (rimontando da 15-40). Chiamato a servire per rimanere nel match, il francese ha commesso alcuni gravi errori e ha chiuso con una goffa volée alta, sparata in mezzo alla rete a sigillare il definitivo 1-6 7-5 6-4. Lorenzi ha giocato partite migliori, ma ha confermato di possedere un attaccamento incredibile alla partita, una generosità che dovrebbe essere – davvero – un esempio per tutti. Quella contro Doumbia è stata la 402esima vittoria nel circuito Challenger, ad appena 21 lunghezze del leader all-time Ruben Ramirez Hidalgo. A volte l’età sembra farsi sentire, ma partite come questa sono fondamentali per acquisire fiducia, soprattutto quando si stanno provando nuovi meccanismi.

SEMIFINALE DA 71 ANNI IN DUE Il suo prossimo avversario sarà Teymuraz Gabashvili, che ha bloccato l’avventura di Andrea Arnaboldi. A parte la qualità del russo, si pensava che il suo doppio impegno potesse essere un bel vantaggio per l’azzurro. Invece, a sorpresa, Gabashvili ha mostrato una tenuta atletica notevole, imponendosi in due ore e quaranta col punteggio di 7-6 4-6 6-3. Difficile parlare di rimpianti, perché nel primo set Arnaboldi ha sempre dovuto rincorrere: Gabashvili è andato a servire sul 5-4 prima di chiudere al tie-break, peraltro abbastanza facilmente. Il canturino è stato bravo a trovare (e mantenere) un break nel secondo, ma nel terzo era lui a subire il primo “strappo” nel quarto game. 

Aveva la grande chance di tornare in partita sul 4-2, quando si procurava una palla per il controbreak. La sorte, tuttavia, ha dato una mano a Gabashvili: la combinazione nastro più riga ha dato al russo la spinta decisiva per la semifinale, suo miglior risultato in stagione, almeno nel circuito Challenger. Il match è stato seguito da moltissimo pubblico, assiepato in ogni possibile anfratto del Campo 3 perché il Centrale aveva un buco nel programma dopo il ritiro di Giustino. A proposito di programma: sabato le semifinali si giocheranno a partire dalle 13.30 (Gaio-Coria), poi alle 15.30 sarà il turno di Lorenzi-Gabashvili. L’ultimo quarto di finale e le semifinali di doppio (con in campo Simone Bolelli) si giocheranno a partire dalle 12 sul Campo 3. L’ingresso per l’intera giornata costerà 10 euro. 

Ufficio Stampa Trofeo Dimmidisì

Continua a leggere

Italiani

Federico Gaio in semifinale a Manerbio: meglio soli o accompagnati? Pro e contro di avere un coach

Il faentino è a Manerbio in solitudine: “Sarebbe meglio avere il mio coach, ma sto trovando continuità e ordine in quello che faccio”. In semifinale sfiderà Coria

Pubblicato

il

Federico Gaio - ATP Challenger Manerbio 2019 (foto Carlo Monterenzi)

Nel tennis capitano giornate toste, difficili, impegnative. Succede anche di dover giocare due partite in un solo giorno. È quanto accaduto a diversi giocatori al Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra). Con cinque ottavi da completare, in mattinata il traguardo delle semifinali era ancora un miraggio. Il primo a centrarlo è stato Federico Gaio, che ha mixato bravura e fortuna nel doppio impegno contro Nino Serdarusic e Lorenzo Giustino. In mattinata, ha difeso a oltranza contro il tennis aggressivo del croato, riuscendo a emergere dopo un inizio complicato (3-6 6-3 6-4 lo score). Nel pomeriggio è stato fortunato, Giustino si è dovuto ritirare dopo appena sei game per un dolore al gomito, frutto di uno sfortunato incidente in mattinata: nel durissimo match contro Pavel Kotov (vinto 1-6 6-4 7-5 in quasi tre ore), nel rincorrere una smorzata si è impuntato sulla terra battuta e, sullo slancio, ha colpito la rete sia con la spalla che con il gomito. Quest’ultimo si è gonfiato: a caldo è riuscito a concludere l’impegno, ma contro Gaio non era in grado di giocare, alzando bandiera bianca sul 4-2 per il faentino. 

“È stata una giornata lunga e difficile – racconta Gaio, alla quarta semifinale stagionale – all’inizio non puoi pensare alla possibilità di giocare due partite, ma concentrarti solo sulla prima. Per esempio, io sono un po’ lento a carburare, quindi mi sono svegliato molto presto per essere pronto già alle 10. Se la giornata diventa molto lunga, sul tardi si può pagare la levataccia”. Non è stato il suo caso, visto che intorno alle 15.30 era già certo del posto in semifinale. Tra l’altro, dopo i vari impegni agonistici, ha accompagnato l’amico Andrea Collarini (appena sconfitto da Lorenzi) all’aeroporto di Malpensa in vista dei prossimi impegni. “Non è facile gestire il tempo tra un match e l’altro – continua Gaio – a volte devi mangiare per prendere qualche energia. Quando non c’è molto tempo, qualcuno non stacca la spina e rimane su di giri. Può essere una strategia, perché se ti rilassi troppo capita di non essere carico a sufficienza. Ognuno ha le sue caratteristiche: basti pensare che Nadal si scalda a lungo, mentre Kyrgios scende in campo con le scarpe da basket…”.

A MANERBIO IN SOLITUDINE – Dopo aver raggiunto il best ranking due anni e mezzo fa (n.146 ATP), Gaio ha vissuto un momento difficile dopo la conclusione del rapporto con coach Daniele Silvestre. Dopo un periodo nella sua Faenza, ha ritrovato il tecnico latinense e i risultati sono tornati. Oggi è numero 177 ATP, con buone prospettive di crescita. “Sono contento del mio periodo di forma. Sto cercando di dare continuità ai risultati e ci sto riuscendo: ho più punti di riferimento, sto mettendo ordine e i risultati stanno arrivando. Una finale, tre semifinali e due quarti di finali negli ultimi due mesi sono un buon bottino”. Detto che in semifinale se la vedrà conFederico Coria, vincitore con un doppio 6-4 su Zsombor Piros in un match piuttosto divertente. (“È tanto che non lo affronto, anche se siamo coetanei dovrò studiarlo un po’”: i precedenti sono 1-1), sta vivendo una bella settimana in solitudine.

Già, perché Silvestre non lo segue in tutti i tornei e Gaio è a Manerbio da solo. Una differenza impressionante rispetto al giovane Tseng, che si era presentato con uno staff di tre persone (un coach dell’accademia Mouratoglou, oltre a un preparatore atletico e un fisioterapista taiwanesi)“Beh, lui ha economie e sponsor differenti – sospira Gaio – avessi le sue, magari girerei anche con i miei amici! Purtroppo non le ho, ma non mi lamento. Restare da solo è difficile perché da fuori si vede tutto meglio, avere una persona che ti indica un paio di cose nei momenti importanti è un bel vantaggio. A volte può essere uno svantaggio quando le cose vanno male, perché ti piangi addosso e chi è con te diventa una scusa per lamentarsi. Se sei da solo, devi essere propositivo e concentrato. Diciamo che ci sono pro e contro: quasi sempre è meglio avere qualcuno, ma va bene così”.

Comunque finisca la sua avventura a Manerbio, Gaio guarda con fiducia al futuro. “In realtà non ho un vero obiettivo per il resto della stagione. Ho bisogno di trovare continuità, è la mia necessità più imminente. Volendo parlare di numeri, ovviamente mi piacerebbe entrare tra i top-100 ATP. Anche raggiungere il best ranking, tutto sommato, vorrebbe dire avvicinarsi al traguardo. Non è impossibile, ne sono convinto, devo aver continuità e adesso mi piace quello che sto facendo”. Sabato le semifinali si giocheranno a partire dalle 13.30 (Gaio-Coria), poi alle 15.30 sarà il turno di Lorenzi-Gabashvili. L’ultimo quarto di finale e le semifinali di doppio (con in campo Simone Bolelli) si giocheranno a partire dalle 12 sul Campo 3. L’ingresso per l’intera giornata costerà 10 euro.

Ufficio Stampa Trofeo Dimmidisì

Continua a leggere

ATP

Montreal: Nadal rimonta e travolge Fognini

Un buon Fabio nel primo set, poi Rafa limita gli errori e scappa via senza lasciargli possibilità

Pubblicato

il

Fabio Fognini e Rafa Nadal - Montreal 2019 (foto via Twitter, @CoupeRogers)

[1] R. Nadal b. [7] F. Fognini 2-6 6-1 6-2 (da Montreal, il nostro inviato)

La sedicesima sfida tra il nostro Fabio Fognini e Rafa Nadal (11-4 per Rafa i precedenti, delle 4 vittorie di Fabio solo una sul cemento, la gran rimonta a New York 2015) va in scena in una bellissima serata. Temperatura perfetta a Montreal, un po’ di vento ma nulla di troppo fastidioso, pubblico entusiasta.

Entrambi non entrano in campo centrati al massimo, l’inizio vede diversi errori gratuiti: nel secondo game Fognini si salva da due palle break, nel terzo Nadal commette un doppio fallo, spara fuori un dritto, ed è lui a perdere il servizio. Il palleggio dello spagnolo sembra un po’ incerto, molto bravo Fabio ad accelerare con il rovescio e mettere pressione nel momento giusto. L’italiano alterna belle cose a errori banali esattamente come l’avversario (almeno due passanti semplici falliti da Rafa), ma è lui a fare la partita attaccando e rischiando, e la cosa gli permette di allungare fino al 3-1. Il momentaccio di Nadal continua, Fognini giustamente sta lì a incassare, e un orribile game da quattro gratuiti di Rafa gli consegna un secondo break, 4-1, il set rischia già di essere compromesso per il favorito del torneo.

 

Alcuni siluri di dritto lungolinea di Fabio strappano applausi convinti a tutto lo stadio, gli errori a ripetizione di Nadal fanno mormorare perplessi molti spettatori. Sta di fatto che in mezz’oretta siamo 5-1, dal nostro punto di vista bene così. Poco dopo è 6-2 Fognini, ottimo set per lui almeno nella seconda parte, malissimo Rafa. 8 vincenti per entrambi, ma 14 gratuiti dello spagnolo (10 Fabio), e soprattutto un brutto 2 su 11 di punti fatti con la seconda palla.

Arriva subito, e non è una sorpresa, la reazione di Nadal, che nel secondo set inizia a spingere con maggiore continuità e precisione e sale 3-0 con un break, senza particolari demeriti di Fabio onestamente. Due game dopo, un gran scambio chiuso dalla palla corta di Fognini porta a una palla del contro-break, ma Rafa si salva e sale 4-1.

Il cambio di marcia di Nadal si fa travolgente, l’azzurro appare quasi frastornato a momenti, perde ancora la battuta e in un attimo è 6-1 per lo spagnolo. Fognini chiama il fisioterapista, e si fa dare una pastiglia, evidentemente sta sentendo qualche fastidio. Il dato che meglio fotografa questo secondo set sono i soli 3 errori di Rafa. Il livello è salito tanto da parte di Nadal, Fabio cerca di tenere botta, ci sono scambi spettacolari, la palla viaggia forte, ma i punti che contano ora li fa tutti lo spagnolo. Ancora break subito dall’italiano all’inizio del set decisivo, Nadal sale 2-0. Fognini ha l’aria sconfortata, gli riescono solo alcune giocate di classe, ma sta cercando di rimanere in partita e fa bene.

Ancora fisioterapista per Fabio al cambio campo, viene sistemata la fasciatura che ha sempre alla caviglia destra. Rafa non si fa impietosire, né impressionare da alcuni ottimi tocchi di Fognini (che è uno tra i pochi a essere capace di fintare la palla corta tanto bene da lasciare fermo un tipo come Nadal), e grazie a un drittaccio dell’azzurro che vola lungo brekka nuovamente, 4-1 e battuta per lui, siamo ai titoli di coda (e a un parziale di 10 game a 2 in questo momento, poco da dire). Un ultimo sussulto di Fabio lo porta a una palla break, ben cancellata dall’avversario, e poco prima che scocchino le due ore di gioco Rafa chiude 6-2. Settantaduesima semifinale “1000” per il fuoriclasse spagnolo, attende il vincente tra Monfils e Bautista Agut (il match, rinviato per maltempo, si giocherà sabato alle 19 italiane), buon torneo in ogni caso per Fognini.

“Lui è uno dei migliori del mondo, un grande talento, sono felice di avercela fatta. Gli ho chiesto cosa avesse avuto al piede, alla fine, ma non è grave per fortuna. Vedervi tutti qui, questo bel pubblico, è quello che mi sprona, è bellissimo“, racconta Rafa a fine match.

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement