Toronto, spunti tecnici: Tsitsipas, forse abbiamo trovato un nuovo Airone

Con il soprannome di "Airone" era conosciuto il campione tedesco Michael Stich. Aperura alare, eleganza dei gesti, rovesco a una mano. Tutte caratteristiche che possono essere attribuite anche a Stefanos, il greco rampante

Toronto, spunti tecnici: Tsitsipas, forse abbiamo trovato un nuovo Airone

dal nostro inviato a Toronto

Non ce ne vorrà il mitico Michael Stich, splendido e indimenticabile campione tedesco che illuminò l’inizio degli anni ’90 con il suo tennis elegantissimo, potente e leggero al tempo stesso, se lo tiriamo in ballo 27 anni dopo il suo trionfo a Wimbledon. Per la struttura fisica, longilinea e dinoccolata, per i gesti eleganti e fluidi, per la lunghezza di gambe e braccia che però riusciva a gestire senza mai perdere coordinazione, era stato soprannominato “L’Airone”. Ebbene, quest’anno sta definitivamente esplodendo a livello di grande tennis un giovanotto greco, che oggi compie vent’anni, che è arrivato agli ottavi proprio ai Championships, e qui in Canada è volato in semifinale battendo ben tre top-10 lungo la sua strada. Se questo volo sarà il preludio a un futuro radioso, da vero airone come l’ex numero 2 del mondo, o da “semplice” gabbiano (o altro pennuto di minor prestigio), sarà il tempo a dirlo. Ma le similitudini, sia fisiche che tecniche, in realtà più riguardanti la gestualità e la postura che le esecuzioni dei colpi vere e proprie, ci sono eccome.

 

Stefanos Tsitsipas è sempre stato bello da veder giocare, fin da ragazzino, ricordo bene quando lo vidi per la prima volta a New York due anni fa, e ora sta iniziando a diventare anche vincente, a livelli molto alti. Rovescio a una mano stilisticamente bellissimo, servizio potente, dritto carico e pesante, i fondamentali sono roba seria. Manca l’abitudine al gioco di volo, ancora, ma la volontà di interpretare un gioco d’attacco è evidente, d’altronde non siamo più negli anni del serve&volley di cui l’Airone originale era maestro, tocca accontentarsi di quel che passa il convento. E sinceramente, non è affatto male, anzi. Andiamo a vedercelo insieme da vicino, sui practice courts di Toronto, ieri mattina, a poche ore dalla gran battaglia vinta contro Alexander Zverev.


Qui sopra, la sua esecuzione stilisticamente più apprezzabile, il rovescio a una mano, praticamente perfetto, con il personalismo di tenere leggermente flesso il gomito destro fino quasi al completamento del backswing, il che non è un problema se poi l’arto viene correttamente disteso in fase di movimento a colpire.


Lo vediamo ancora meglio qui sopra, durante la preparazione necessariamente più rapida di una risposta al servizio, insieme alla bella e precisa rotazione di 90° precisi verso l’esterno del piede sinistro e del busto-spalle, è a tutti gli effetti un rovescio che parte in open stance.


Qui sopra, le splendide fasi di allungo verso il colpo, con impatto in sospensione, polso d’acciaio bloccatissimo, e perfetto finale accompagnato attraverso la palla, contemporaneamente al passo con la gamba destra. Direi che se non è roba da Airone, poco ci manca.


Qui sopra, due accelerazioni di dritto, una alta in corsa, una bassa con appoggi in neutral stance, movimento ineccepibile. Stilisticamente, Stefanos è davvero uno di quei giocatori che tra tecnici si suole definire “manuale dei fondamentali ambulante”, il che non significa necessariamente che sia anche efficace tanto quanto è armonioso e preciso esteticamente, s’intende. Ma il nostro amico greco sta anche mettendo a frutto tutta questa qualità tecnica, quindi che vogliamo di più?


Qui sopra, due risposte sempre di dritto, osservando i piedi di Stefanos possiamo apprezzare quanto sia leggero nel proiettarsi verso la palla, a destra è in volo a metà swing, a sinistra il piede posteriore viene portato avanti con tanta decontrazione muscolare da ritrovarsi trascinato dietro alla gamba con solo la punta a sfiorare il terreno. L’ipotesi Airone prende sempre più consistenza.


Qui sopra, l’ottimo servizio di Stefanos, con qualche dettaglio tecnico degno di osservazione. Nel movimento di preparazione non vi è accenno di flessione verso il basso del polso destro, la testa della racchetta rimane sempre sostenuta fino ad arrivare alla “trophy position”. Il mulinello è perfetto, la pronazione finale bella decisa, c’è forse una frazione di secondo di anticipo nella rotazione dell’anca, il che porta il ribaltamento del piano delle spalle a inclinare lievemente l’atleta verso sinistra. L’impressione visiva è che Tsitsipas serva con asse di equilibrio un minimo storto, ma si tratta di un nulla, abbondantemente compensato dalla violenta azione del braccio-racchetta verso l’alto-avanti-esterno dall’altra parte. Personalmente, mi ricorda un po’ la postura della grande Amelie Mauresmo (altra che come eleganza dei movimenti non scherzava affatto), non sono difetti questi, ma caratteristiche coordinative individuali. D’altronde, se uno spara la battuta a oltre 200kmh, con angoli tali da non farsi brekkare da Djokovic in tre set, evidentemente sente l’esecuzione così, e fa benissimo vista l’efficacia.

Contro Kevin Anderson, che sta giocando il miglior tennis della sua vita, sarà durissima per Stefanos. Ma il torneo, e la stagione del greco fino adesso, sono comunque straordinari. Un po’ di peso di palla in più, non nelle accelerazioni che sono già ottime, ma nel palleggio e nello scambio in manovra standard, dove a volte è un po’ leggerino, e ci siamo davvero, anche per traguardi importanti.

In conclusione, un doveroso un saluto e un omaggio all’Airone originale, che ha ispirato questo articolo. Che spettacolo di giocatore che eri, Michael.

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