Federer: “Ritiro? Si scherza, ma non vorrò mai perdere al primo turno”

Dopo il successo su Nishioka, lo svizzero torna a ragionare sul finale di carriera. E si sofferma sui campi: "Mai così lenti agli US Open, ma è un aspetto che aiuta i più forti"

Federer: “Ritiro? Si scherza, ma non vorrò mai perdere al primo turno”

Il solo fatto che Roger Federer abbia pronunciato la parola ritiro, pur accompagnata da “non ancora”, ha fatto comunque drizzare le antenne a Flushing Meadows. La correzione di  rotta in conferenza stampa è stata immediatamente necessaria: “Stavo scherzando – sorride – non scrivete mai quella parola“. Sciolta un po’ la tensione, la riflessione rimane non banale: “Non ho mai perso una partita al primo turno agli US Open in 18 partecipazioni e non voglio che accada l’anno prossimo – le sue parole -, intendevo solo dire che mi piacerebbe proteggere questa striscia positiva“.  Si va avanti.  Anche perché non poteva essere il buon Nishioka a esporlo a tali rischi. “Di fronte ai mancini bisogna sempre fare attenzione – la sua analisi post partita -, ma sono soddisfatto di aver approcciato nel modo migliore ogni set, iniziando bene è poi più facile rimanere in controllo“. Poi il focus sulle condizioni dei campi: “Mi sembra lo US Open più lento degli ultimi anni, e non dico ciò con connotazione negativa. Questo influenzerà le strategie, soprattutto nei match in notturna. Il punto si può costruire in maniera compiuta, se giochi un tennis d’attacco devi farlo con intelligenza. Tutto ciò può aiutare i migliori“.

VIDEO ANALISI – A specifica domanda sulle modalità di preparazione delle partite, Federer risponde semplificando. “In carriera ho guardato tanti video di quando ero giovane, mi hanno aiutato a migliorare diversi aspetti. Poi è chiaro, vorresti scoprire tutto del tuo avversario, avrei voluto fare lo stesso con Nishioka, ma quando hai dei bambini il tempo da dedicare al video diminuisce“. Sorrisi anche qui. “La verità è che abbiamo anche a disposizione una quantità di statistiche inimmaginabile in passato, ma riempirsi il cervello di numeri non è la soluzione migliore. Le sensazioni contano molto. Chiaramente resta la base di un indirizzo tattico nato, impostato in allenamento, che consenta di mantenere la rotta nei momenti più difficili“.

 

 

QUESTIONE DI CORDE – Il grande tema del caldo tocca, di riflesso, anche l’incordatura. “Regola vuole che che si debba aumentare la tensione con la temperatura in risalita. Soprattutto nei match diurni la palla rimbalza alta e le corde più tese aiutano a controllarla. In realtà gioco da una settimana con le stesse corde e non ho chiesto modifiche particolari, anche perché contro Nishioka siamo scesi in campo in notturna. Potrei farle tirare leggermente di più se dovessi giocare di giorno il prossimo match con Paire, ma senza distanziarmi molto dalla gamma scelta a inizio torneo“.

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