US Open: Nishikori da maratona, Cilic si arrende in cinque set

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US Open: Nishikori da maratona, Cilic si arrende in cinque set

NEW YORK – Circa quattro ore di gara, sullo stesso campo che li vide disputare la finale nel 2014. Kei in semi a New York per la terza volta. Sfuma il best ranking di Fognini

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[21] K. Nishikori b. [7] M. Cilic 2-6 6-4 7-6(5) 4-6 6-4 (dal nostro inviato a New York)

L’ennesima maratona di questa parte finale degli US Open 2018 non è stata bella e coinvolgente come le ultime, ma ha avuto un andamento così imprevedibile da risultare alla fine piacevole. Nishikori ne viene fuori vincitore, grazie a una maggiore freddezza nel fotofinish, ma nessuno dei due giocatori ha fatto una bella partita (Kei ha giocato 57 vincenti e 70 errori non forzati, 29-45, invece, il bilancio di Cilic). Un risultato che riguarda da vicino anche il tennis italiano: con il successo del giapponese Fognini da lunedì prossimo non salirà al n°12 del ranking ATP, migliorando il suo career best ranking, che avrebbe eguagliato quello di un altro grande azzurro del passato, Paolo Bertolucci.

Marin Cilic e Kei Nishikori – US Open 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

A meno di dodici ore di distanza dalle grandissime emozioni vissute al termine del precedente quarto di finale del singolare maschile, sono scesi in campo Cilic e Nishikori, due ex top 5 che qui nel 2014 avevano giocato il più celebre dei loro quattordici incontri, la finale vinta dal croato con un duplice 6-3. Il computo totale delle sfide vedeva il giapponese avanti 8-6 , ma qui a New York i due si erano già affrontati tre volte, con Marin vincitore in due circostanze. La partita inevitabilmente non stimola il sold-out visto nelle ultime due edizioni serali e l’Arthur Ashe presenta diversi spazi vuoti. Anche i vip disertano gli spalti, ad eccezione di André Agassi, che compie un’apparizione fugace capace di valergli un’ovazione. Almeno – fatta salva la prima mezz’ora, in cui il campo subiva ancora il gioco di luci e ombre – si gioca in condizioni di gioco migliori di quelle avute negli ultimi giorni, con soprattutto, temperature più accettabili, grazie alla lieve diminuzione dell’umidità (domani, tra l’altro, è prevista pioggia, qui a New York). Il primo set è dominato da Cilic: sui suoi quattro turni di servizio concede appena tre punti al giapponese, che a sua volta stenta troppo quando è al servizio (39% di prime in campo). Cilic è con i piedi dentro al campo, Nishikori appare invece dimesso, col capo chino subisce un avversario entrato in partita meglio di lui: in 34 minuti Marin guadagna il primo set.

 

Il secondo inizia con una prima fase in cui entrambi i giocatori mantengono facilmente i loro turni di servizio (Cilic concede due punti quando è alla battuta), sin quando nel sesto gioco, intorno alla prima ora di gioco, il croato strappa il servizio alla seconda palla break a sua disposizione nel game, grazie a un errore del fondamentale più insicuro di Nishikori, il dritto. La partita sembra così farsi sempre più in discesa per il numero 7 del mondo. Invece, il tennis, sport diabolico come pochi, alcune volte si diverte a prendere improvvisamente strade diverse da quelle che l’inerzia della partita e la logica suggerirebbero. Kei, sino a quel momento inerme nei game di ribattuta, fa il controbreak a 0. Cilic, forse inconsciamente rilassatosi per la piega presa dal match, appare improvvisamente inerme e inizia a essere falloso. Nel giro di pochi minuti, si ribaltano i ruoli: Nishikori tira fiondate e Cilic rincorre inutilmente la pallina, facendo da tergicristallo. Con un parziale di sedici punti a cinque, il giapponese passa velocemente dal 2-4 alla conquista del secondo set, sigillato sul set point con uno dei marchi di fabbrica di Kei, il rovescio lungolinea.

Kei Nishikori – US Open 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

Nel terzo parziale il giapponese sfrutta l’andamento preso dagli ultimi minuti di gara per infilare il sesto gioco consecutivo e portarsi sul 2-0. Cilic inizia a scuotersi dall’improvviso torpore in cui era caduto e riesce ad avere una palla break nel quarto gioco e altre due nel quarto (il game più lungo dell’incontro con diciotto punti giocati). Sono i prodromi dell’aggancio, che arriva sul 4-4, successivamente a un turno di battuta perso a 0 da Nishikori. Nei successivi quattro giochi i giocatori perdono complessivamente al servizio un solo punto, rendendo inevitabile l’arrivo al capolinea del tie-break, quantomai delicato in una situazione di punteggio come quella in cui la partita si trova. Tra i due, Cilic avverte maggiormente la tensione: il croato in tutto il match aveva commesso due doppi falli (nessuno nel parziale) e quando si ritrova 4-3 e servizio, pensa bene di inciampare nel farne due di seguito. Per Marin è inutile il recupero del mini-break, grazie a uno spettacolare smash da fondo campo. Sul 5-6, il croato serve una debole seconda, sulla quale Nishikori si avventa con una bella risposta di rovescio lungolinea, portando a casa il terzo set, quando il cronometro indica che la partita è iniziata da due ore e ventotto minuti.

Dopo essere stato brekkato nel primo gioco del terzo set, Cilic torna a conservare con facilità la battuta: tra i cinque turni di battuta successivi al suddetto game nel terzo set e i cinque del secondo, quando a servire è il campione degli US Open 2014, mai Nishikori arriva almeno ai vantaggi. Il nipponico, invece, è costretto a salvare due palle break nel terzo gioco, ma pochi minuti dopo le tre ore di partita, Cilic effettua il break nel settimo game, che gli consente di portare la partita al quinto, chiudendo il quarto col punteggio di 6-4. Nel quinto e decisivo set il momento la prima svolta arriva nel quarto gioco, con il croato al servizio: Marin si ritrova in un attimo sullo 0-40, annulla con coraggio attaccando col dritto le prime due palle break, ma sulla terza affossa in rete lo stesso fondamentale. Due giochi dopo, il finalista degli ultimi Australian Open si ritrova a dover fronteggiare una palla del 1-5: si vede Marin lamentarsi con se stesso e verso il suo angolo per come stia giocando male in un momento cruciale dell’incontro. Lo aiuta però Nishikori che nel corso dello scambio manda in rete il suo dritto. Sembra essere solo un incidente di passaggio per il nipponico che invece nel gioco seguente si incarta dal 40-15 in suo favore. Tra doppi falli e errori di dritto rimette in partita Cilic, che non si fa pregare e controbrekka. Oramai Cilic ha però costante difficoltà nel conservare i turni di battuta: nell’ottavo gioco si deve cavare d’impaccio sulla palla break con un ace, che gli consente, allo scoccare esatto delle quattro ore di gioco, di portare la partita sul 4-4. Sembra lui il favorito, ma la partita non smette di sorprendere. Niskikori mantiene la battuta facilmente, ma Cilic, chiamato a servire per rimanere nel match, si incarta con il dritto, col quale fa due errori che mandano il giapponese sul 15-40.

Marin Cilic – US Open 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

Basta il primo match point: Kei indovina una gran risposta di dritto e si ritrova per la terza volta in semifinale agli US Open: un bel premio per un tennista la cui carriera è stata continuamente falcidiata dagli infortuni. Solo l’anno scorso l era costretto a saltare la parte di stagione successiva agli Open del Canada e si avevano tanti dubbi sul livello al quale sarebbe tornato. In semifinale sfiderà Djokovic (14-2 i precedenti a favore del serbo).

Djokovic, 11esima semifinale allo US Open. Fine del sogno Millman

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Qualificazioni US Open maschili: Sinner dominante. Avanti Giannessi e Caruso

Sei vittorie e sette sconfitte per i tennisti azzurri impegnati nelle qualificazioni a Flushing Meadows

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Dal nostro inviato a New York

Parte bene la seconda avventura nelle qualificazioni Slam da parte di Jannik Sinner con una netta vittoria per 6-1 6-0 sul connazionale Matteo Viola. Ottima vittoria in rimonta da parte di Alessandro Giannessi contro l’americano Jeffrey John Wolf, più volte vicino a chiudere la sfida in due parziali. Facile vittoria di Caruso ai danni del coreano Yunseong Chung, al quale Salvatore ha concesso solo due games, mentre due parziali più lottati son stati necessari a Lorenzi per regolare Lopez Perez. Esce di scena in due parziali Gianluca Mager mentre grosso rammarico per Lorenzo Giustino che spreca delle grosse occasioni contro l’esperto Garcia Lopez prima di cedere nettamente al terzo set.

Sinner, avanti tutta – Son bastati appena 47 minuti al tennista altoatesino per vincere il primo match in carriera a livello Slam con un netto 6-1 6-0 ai danni di un Matteo Viola apparso sempre in balia del suo giovane avversario. La chiave di tutto il match per Jannik è stata la risposta con la quale è riuscito a comandare quasi sempre gli scambi anche nei games dove a servire era Viola. Notevole anche la profondità dei colpi e la pesantezza di palla di Sinner e quando Viola ha provato a spostarsi in avanti per anticipare la risposta alla seconda di Jannik, lui, intelligentemente, nel secondo set ha usato molto di più il kick mandando fuori giri il tennista nativo di Mestre. Unico piccolo difetto della partita, prontamente appuntato dallo staff di Bordighera presente a bordocampo, il rovescio colpito su palle molto basse e insidiose che proponeva Viola sulla diagonale sinistra del campo e che ha causato qualche grattacapo a Jannik non sempre capace di piegarsi a sufficienza per accompagnare la palla dall’altro parte della rete. Rimane una prestazione ottima di Sinner, che colpisce ogni giorno di più per la maturità con cui indipendentemente dal punteggio mantiene elevata sempre la soglia dell’attenzione e del gioco, continuando ad incitarsi o a rimproverarsi anche a match in pugno. Adesso ad attenderlo al secondo turno ci sarà il croato Galovic mentre si registra nella sua zona di tabellone l’uscita dell’altra testa di serie, Taro Daniel.

 

Sei italiani al secondo turno – Dopo le poco soddisfacenti due vittorie su sei match disputati ieri tra i nostri portacolori, il secondo giorno di qualificazioni sorride maggiormente agli italiani che dopo Baldi, Napolitano e appunto Sinner portano anche Giannessi, Caruso e Lorenzi al secondo turno del tabellone cadetto.

Ottima prova di carattere da parte di Alessandro Giannessi che dopo un primo set sfuggito via troppo velocemente ed un inizio traballante di secondo con Wolf sempre in comando del gioco, che si issava sino al 6-2 3-1 con diverse chances di 4-1, qualcosa è girato con il mancino di La Spezia che piano piano ha iniziato a ridurre al minimo gli errori, approfittando del calo progressivo di Wolf che non riusciva a sfruttare nemmeno l’occasione di servire per il match sopra 5-4 30-0. Dopo aver riagganciato l’avversario sul 5-5 nel secondo set, Giannessi ha acquistato sempre di più fiducia mentre Wolf non è riuscito più a esprimere il suo tennis d’attacco, iniziando a subire l’iniziativa da parte dell’italiano e incappando in eccessivi gratuiti che han permesso al tennista ligure di vincere col punteggio finale di 2-6 7-5 6-2. Al secondo turno Giannessi affronterà Lestienne che ha superato il tedesco Bachinger in tre set lottatissimi.

Molto solida la prestazione da parte di Salvatore Caruso che si è liberato di Yunseong Chung col nettissimo punteggio di 6-0 6-2 in appena 48 minuti. Zero palle break concesse da parte del tennista di Avola che ha servito con il 76% di prime in campo e ha risposto con continuità ai servizi dell’asiatico che è sembrato davvero non avere armi contro la grande solidità di Caruso che dimostra ancora una volta la sua efficacia nelle qualificazioni Slam: adesso ad attenderlo ci sarà Lukas Rosol vincente in tre set su Blaz Rola. 
Vince in due set anche Paolo Lorenzi sullo spagnolo Enrique Lopez Perez grazie ad una prestazione molto solida e ad una grossa caparbietà nell’annullare le tante chance di break concesse al suo avversario, ben otto, concentrate tra il finale di primo set e l’inizio di secondo. Dopo aver tenuto un vitale undicesimo game sul 5-5 del primo set da 0-40, Lorenzi nel game successivo ha breakkato l’iberico approfittando di qualche errore col dritto da parte di Lopez Perez, apparso sempre nervoso e mai realmente in grado di ribaltare la partita, nonostante il servizio nel secondo set di Lorenzi sia apparso molto discontinuo con una percentuale di prime inferiore al 50%. Ostica sfida lo attende al secondo turno contro il francese Couacaud, che rappresenta comunque un avversario non banale sui campi secondari piuttosto rapidi di Flushing Meadows.

Fuori Giustino e Mager – Spreca tante occasioni un ottimo Lorenzo Giustino autore di un set e mezzo di altissimo livello contro l’ex top25 Guillermo Garcia Lopez. Dopo un primo set nel quale è partito bene e ha annullato diverse chance di rientro al suo avversario, i games centrali del secondo set sono stati di livello altissimo con Giustino che ha strappato la battuta al suo avversario nel settimo game al termine di un gioco combattutissimo chiuso con un punto vinto in strenua difesa, ma purtroppo vanificato dal controbreak immediato da parte del tennista iberico. Ancora occasioni in un nono gioco del secondo set che purtroppo è decisivo per le sorti della partita: dopo essersi trovato sotto 40-15, grazie a tre accelerazioni imponenti di rovescio Giustino si è procurato una palla break per andare a servire per il match ma, una volta annullata quella, è crollato piano piano sotto il punto di vista della fiducia e si è arreso con lo score di 3-6 7-5 6-2. Garcia Lopez sfiderà al secondo turno Rubin che ha regolato in due rapidi parziali Gianluca Mager, apparso mai realmente in partita a causa di una scarsa efficacia del servizio contrapposta alla grande abilità invece dello statunitense che con la prima di servizio ha perso solamente due punti all’interno di tutto il match.

Jaziri e Halys out, avanti Jung – Tra gli altri match si segnalano le premature uscite di Malek Jaziri e Quentin Halys, entrambi apparsi molto scarichi e usciti sconfitti da Darian King e dallo spagnolo Menendez Maceiras. Vince Jason Jung per 7-5 al terzo nel match più lottato di giornata col pubblico che non è riuscito a portare alla vittoria il mancino Donald Young, promessa mai rispettata del tennis a stelle e strisce.  Pagano le recenti fatiche nel circuito challenger Pedro Sousa e Pedja Krstin, finalisti domenica a Meerbusch che quest’oggi son stati sconfitti in due set rispettivamente da Jiri Vesely e da Akira Santillan.

I risultati degli azzurri

[6] S. Caruso b. Y. Chung 6-0 6-2
[15] P. Lorenzi b. E. Lopez Perez 7-5 6-2
[24] J. Sinner b. M. Viola 6-1 6-0
G. Garcia Lopez b. [21] Lorenzo Giustino 3-6 7-5 6-2
A. Giannessi b. [WC] J. J. Wolf 2-6 7-5 6-2
N. Rubin b. G. Mager 6-3 6-2

Le sfide al secondo turno degli azzurri
S. Napolitano – H. Chung
F. Baldi – T. Kamke
S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner – V. Galovic    

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Qualificazioni US Open femminili: escono di scena Di Giuseppe e Gatto Monticone

Rimane in gara la sola Jasmine Paolini come esponente del tennis italiano dopo le sconfitte di Martina Di Giuseppe e Giulia Gatto Monticone avvenute nella giornata di oggi e quella di Martina Trevisan avvenuta ieri

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Giula Gatto-Monticone - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dal nostro inviato a New York

Molto rammarico per Giulia Gatto Monticone che dopo le qualificazioni passate nei due precedenti Slam era partita bene anche quest’oggi contro la cinese Shuai Peng, tennista con un passato notevole ma che attualmente è lontana dalla miglior condizione. La tennista torinese dopo un primo parziale vinto 6-4 ed un secondo set dove era partita bene mandando fuori giri con tanti cambi di altezza e di ritmo la cinese con entrambi i colpi bimani, al momento di chiudere sopra 6-4 4-3 è calata improvvisamente e nel terzo set è apparsa anche molto scarica fisicamente finendo per cedere con lo score di 4-6 6-4 6-0.
Fuori nettamente anche Martina Di Giuseppe, che però non partiva certamente con i favori del pronostico su questa superficie contro una delle giocatrici più forti del tabellone cadetto, ossia Christina McHale, quarta testa di serie. Dopo un inizio alla pari con tanti games combattuti, dal 3-3 in poi l’americana ha infilato un parziale di nove games a due iniziando a non patire le variazioni col rovescio da parte di Martina che su questa superficie perde efficacia in particolare col suo punto di forza, la palla corta.

Tra gli altri incontri bene tante tenniste asiatiche tra cui la giovane talentuosa Xiyu Wang che ha sconfitto in due rapidi set la mancina georgiana Gorgodze, la cinese Xu che ha battuto Victoria Duval e anche la coreana Han vittoriosa in rimonta contro la talentuosa Rybarikova, che da mesi e mesi non riesce più ad esprimersi ad alti livelli.

 

I risultati delle azzurre

[4] C. McHale b. M. Di Giuseppe 6-3 6-2
Shuai Peng b. G. Gatto-Monticone 4-6 6-4 6-0

Le sfide al secondo turno delle azzurre

J. Paolini – E. G. Ruse

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Focus

Qualificazioni US Open: Travaglia e Gaio deludono, ok Paolini

Si fermano cinque dei 17 azzurri impegnati nel primo turno. L’ascolano cade da testa di serie numero uno contro il francese Benchetrit. Bene Napolitano e Baldi, out Trevisan

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Stefano Travaglia - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non il migliore inizio possibile per la folta pattuglia italiana nelle qualificazioni dello US Open. Dei 17 azzurri al via dei tabelloni cadetti (maschile e femminile) se ne sono fermati già cinque, tra cui Stefano Travaglia che non è riuscito a capitalizzare la testa di serie numero uno.

SOLO DUE GIOIE – La sconfitta dell’ascolano fa notizia: non gli è bastato un agevole primo set (6-2) per chiudere i conti col ventenne francese Elliot Benchetrit, 218 del mondo, uno che comunque – da qualificato – al Roland Garros si è tolto lo sfizio di buttare fuori al primo turno Cameron Norrie. Travaglia fallisce così quello che sarebbe stato il terzo accesso consecutivo al main draw di Flushing Meadows. Contro pronostico anche lo stop di Federico Gaio, visto che il cinese Zhang è più indietro di lui nel ranking di oltre duecento posizioni (356 ATP). Il fresco vincitore del Challenger di Manerbio, dopo aver ceduto il primo set al tie break, ha mollato la presa nel secondo.

Sudamericani indigesti per Andrea Arnaboldi e Roberto Marcora: il canturino rimedia un doppio 6-4 dall’ecuadoriano Emilio Gomez, mentre è il colombiano Santiago Giraldo a fermare la corsa del quasi trentenne di Busto Arsizio. Solo un paio le buone notizie: Stefano Napolitano non ha faticato al cospetto della wild card statunitense Sam Riffice e pesca ora al secondo turno il redivivo Hyeon Chung, rientrato nel circuito in estate dopo i guai fisici con il successo nel Challenger di Yokkaichi. Buona la prova di Filippo Baldi, che ha bisogno di oltre un’ora e 40 minuti di battaglia per superare il Davisman indiano Ramanathan. Occhio al secondo turno, perché nel suo spicchio di tabellone è saltata la settima testa di serie, Guido Andreozzi, per mano del tedesco Tobias Kamke.

Il quadro si completa nel day 2, con l’atteso derby tra Jannik Sinner e Matteo Viola che non dovrebbe procurare eccessive ansie all’altoatesino. Ostacoli teoricamente alla portata per Paolo Lorenzi e Salvatore Caruso, opposti rispettivamente allo spagnolo Perez-Perez (219) e al sudocoreano Yunseong Chung (259 ATP). L’esperto Garcia Lopez (36 anni) incrocia Lorenzo Giustino, mentre sono due tennisti di casa a testare le speranze di Alessandro Giannessi (contro Jeffrey Wolf) e Gianluca Mager (contro Noah Rubin).

Tra i protagonisti maggiormente attesi, da segnalare il ko della stellina spagnola Davidovich Fokina contro il giapponese Uchiyama. Sempre il Sol Levante – per mano di Watanuki – ha accecato Ernst Gulbis, capace di raccogliere appena tre game. A proposito di veterani, un doppio tie-break fa gioire Mischa Zverev ai danni di Denis Istomin: per il tedesco è appena la quinta partita vinta in stagione su 19 disputate.

 

JASMINE OK Continua la corsa di Jasmine Paolini, quattordicesima testa di serie. Nonostante il blackout del secondo parziale, la toscana ha regolato 6-1 al terzo la statunitense Arconada regalandosi la sfida non impossibile conto la rumena Ruse, battuta nel 2016 nell’unico precedente. Cade senza nemmeno combattere invece Martina Trevisan, che evita di un soffio il cappotto (6-0 6-1) contro la diciannovenne russa Varvara Gracheva. Avanti invece l’ex azzurra Liudmila Samsonova, che in passato ha rappresentato l’Italia e di recente a Palermo ha aperto (e poi chiuso, in qualche modo) una polemica postuma con il suo ex allenatore Riccardo Piatti.

Impegni non semplici quelli che attendono le altre due nostre portacolori: Giulia Gatto-Monticone (in cerca della terza qualificazione Slam consecutiva) se la vedrà con Shuai Peng, Martina Di Giuseppe trova Christina McHale. Le vincenti di questi due incontri si incroceranno al secondo turno.

I RISULTATI DEGLI AZZURRI

E. Benchetrit b. [1] S.Travaglia 2-6 7-6(3) 6-2
E. Gomez b. A. Arnaboldi 6-4 6-4
S. Giraldo b. R. Marcora 6-4 6-3
Z. Zhang b. F. Gaio 7-6(3) 6-3
S. Napolitano b. [WC] S. Riffice 6-2 6-4
F. Baldi b. R. Ramanathan 7-5 7-6(9)

V. Gracheva b. M. Trevisan 6-0 6-1
[14] J. Paolini b. U.M. Arconada 6-1 3-6 6-1

Il tabellone maschile aggiornato
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