Laver Cup: esordio flop per il doppio Roger/Nole

CHICAGO - Sconfitta per Federer e Djokovic nel loro primo doppio insieme, cedono ad Anderson/Sock al match tie-break. Goffin tiene a bada Schwartzman, l'Europa allunga. Sabato i

Laver Cup: esordio flop per il doppio Roger/Nole
Federer&Djokovic - Laver Cup 2018 (via Twitter, @lavercup)

Chicago apre le porte al tennis: comincia la seconda Laver Cup

RESTO DEL MONDO – EUROPA 1-3

 

dal nostro inviato a Chicago,

Nonostante la sconfitta del duo più blasonato, la compagine europea capitanata da Bjorn Borg chiude la prima giornata con un vantaggio di 3 punti ad uno sul Team World grazie alle vittorie nei tre singolari. Ma al di là del risultato di questa manifestazione che inevitabilmente ha un po’ il sapore dell’esibizione, nonostante l’indubbio impegno profuso in campo dai protagonisti, è da registrare soprattutto il grande entusiasmo del pubblico sugli spalti e la genuina voglia di divertirsi insieme dei protagonisti, sempre pronti ad incoraggiare i compagni, a festeggiare in maniera variopinta i punti spettacolari ed a mostrare un lato di loro stessi che raramente si vede durante i tornei del circuito.

Fosse anche solo per questo, la Laver Cup merità sicuramente una sufficienza piena nella prima giornata, anche grazie ad una organizzazione davvero molto ben curata, una scenografia da fare invidia a Hollywood e l’azzeccatissima scelta di una sede come Chicago, grande città di sport, da troppo tempo a digiuno di tennis importante.

D. Goffin (Europe) b. D. Schwartzman (World) 6-4 4-6 11-9

La prima sessione serale alla Laver Cup di Chicago ha visto tutti gli spettatori attendere una cosa sola: la discesa in campo di Roger Federer nell’inedito doppio in coppia con Novak Djokovic. Lo si capiva vedendo l’enorme numero di fans vestiti RF che affollavano la Fan Fest Area davanti allo United Center, alcuni venuti apposta dal Messico o dall’Argentina, e soprattutto dall’enorme boato che ha accolto l’ingresso in… panchina dello svizzero all’inizio della serata. Ma prima del match “clou” (che per una volta era il doppio invece del singolare) c’era la sfida tra i “pesi piuma” delle due compagini, ovvero David Goffin per l’Europa e David Schwartzman per il team World.

La varietà di gioco dei due, capaci di giocare sia di ritmo sia in contenimento, senza disdegnare qualche sortita a rete, ha offerto uno spettacolo più che gradevole ai 20.000 assiepati sulle tribune, che hanno per lo più preso le parti dell’argentino, un po’ per far sentire il fattore campo (si era dopo tutto in casa del team World), un po’ per desiderio di vedere un punteggio equilibrato alla fine della prima giornata.
Un’accelerazione di Schwartzman al terzo gioco fatta di un paio di punti giocati in progressione da fondocampo lo ha mandato subito avanti di un break, ma dopo essersi issato sul 3-1 ha iniziato a mostrate segni sempre più evidenti di sofferenza in particolar modo sulla seconda di servizio, con la quale ha raccolto solamente il 36% di punti. Dopo aver mancato due palle del controbreak sul 3-2, Goffin ha infilato cinque giochi consecutivi portandosi sul 6-4 1-0, ma subendo poi a sua volta il ritorno di Schwartzman, che alzando l’intensità e variando moltissimo il gioco si è portato avanti sul 5-2 pesante, chiudendo poi il secondo set per 6-4 dopo 1 ora e 32 minuti.

I 17 minuti del match tie-break sono stati un concentrato di adrenalina e divertimento che ha fatto alzare parecchie volte dai propri scranni gli spettatori dello United Center: vedere il tempio del basket del Midwest impazzito ad “Diego, Diego” è certamente un risultato che la Laver Cup può mettere nella propria bacheca. Dal 5-1 per Goffin si è passati a due match point per il team World sul 9-7, sigillati da un passante di rovescio lungolinea e soprattutto da una demi-volée in allungo vincente sempre di rovescio che di diritto entreranno nella classifica “shot of the day” della ESPN. Alla fine però è stato Goffin a mantenere i nervi saldi nella volata finale, annullando d’autorità i due match point e sfruttando gli errori di Schwartzman per dare il 3-0 alla squadra Europa.

K. Anderson/J. Sock (World) b. N. Djokovic/R. Federer (Europe) 6-7(5) 6-3 10-6

Ed arrivò così il tanto atteso momento del “Fedole”, ovvero il doppio Djokovic/Federer, uno dei motivi di attrazione di questa Laver Cup, 34 titoli Slam di singolare da una sola parte del campo, e due personalità tra le più diverse del Tour. Colpo d’occhio fantastico sugli spalti gremiti, a parte una sezione su uno dei lati corti, ostruita dagli studi delle TV e quindi lasciata intenzionalmente libera.

Si è vista piuttosto nettamente la difficoltà di Djokovic a trovare la giusta posizione a rete ed a chiudere le volée, oltre a tenere la palla bassa in risposta come si confà alla disciplina del doppio. La coppia europea, soprattutto quando Federer era a rete, ha provato diverse volte lo schieramento a “I” per sfruttare l’abilità a rete di Federer, ma i problemi sono quasi sempre arrivati nei turni di battuta dello svizzero, che infatti è stato l’unico a perdere il servizio ed ha rischiato di perderlo due volte consecutive nel secondo parziale.

Il primo set è stato piacevole, meno “doppio” del consueto, con parecchi scambi da fondo campo ed alcune situazioni da “GIF” come il diritto tirato a tutta velocità da Djokovic direttamente sulle terga di Federer.

Il tie-break è stato deciso da un errore di diritto piuttosto banale di Anderson, che sul 5-5 ha messo in rete un colpo interlocutorio nel palleggio da fondo campo, dando così il via libera al duo europeo che ha incamerato il primo parziale in 49 minuti.

“Andersock” si sono però ripresi molto velocemente dalla sconfitta nel set breakkando quasi subito Federer grazie a due risposte molto violente e ad un’incerta copertura della rete da parte di Djokovic.

A spezzare l’equilibrio nel successivo match tie-break è stato un doppio fallo di Federer sul 4-4 che ha tirato la volata al duo del Team world, il quale da quel momento non si è più guardato indietro ed ha chiuso il match con una risposta vincente di Sock su una prima di Federer.

 

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