Fed Cup, Rep. Ceca-USA 2-0: titolo ad un passo con Strycova e Siniakova

Fed Cup

Fed Cup, Rep. Ceca-USA 2-0: titolo ad un passo con Strycova e Siniakova

Ceche vicine alla 11esima Fed Cup. Strycova rimonta un’ottima Kenin e annuncia che questo sarà il suo ultimo anno nella competizione. Siniakova la spunta in due set su Riske

Pubblicato

il

 
 

dal nostro inviato a Praga

Finale Fed Cup
REPUBBLICA CECA VS USA 2-0 (Praga, O2 Arena, hard indoor)

 

Rispettato il pronostico a Praga nella prima giornata della finale di Fed Cup tra R.Ceca e Usa, ma sicuramente non è stata una passeggiata di salute per le padrone di casa. C’è voluta tutta l’esperienza e la classe di Barbora Strycova (che poi nella conferenza stampa ha annunciato il suo ritiro dal 2019 nella manifestazione) per superare l’esordiente Sofia Kenin. L’americana ha dimostrato grandissimo carattere e tenacia, solo una prova superba della sua avversaria l’ha costretta alla resa dopo tre set e quasi tre ore di gioco. Ha vinto invece in due set Katerina Siniakova su una volitiva Alison Riske, la più esperta delle americane nel team di Kathy Rinaldi. Il “power tennis” della ceca non ha avuto vita facile, soprattutto nel secondo parziale, ma alla fine è bastato per dare il 2-0 alla R.Ceca che così vede ad un passo il suo undicesimo titolo nella competizione.

B. Strycova (CZE) b. S. Kenin (USA) 6-7(5) 6-1 6-4

Appena usciamo dalla metro ed arriviamo alla O2 Arena troviamo delle file lunghissime per entrare. Nonostante sia una finale priva di alcune giocatrici di primo livello l’evento sembra comunque trovare una buona risposta dal pubblico locale. Dopo esserci debitamente rifocillati (fuori ci sono 9 gradi, alla fine anche qui la temperatura è ancora mite) prendiamo posto in tribuna stampa, prima dei match è prevista la cerimonia di apertura. La O2 Arena è uno spettacolo, bellissima struttura, gli anelli superiori sono praticamente pieni, quelli più vicini al campo hanno qualche spazio vuoto. Dopo una veloce rappresentazione con due ballerine ed un apprezzabile gioco di luci, vengono presentate le due squadre. Vera e propria ovazione per la grande assente di questa prima giornata, Petra Kvitova. Molto emozionante l’esecuzione dei due inni affidati “live” rispettivamente ad un’americana e ad un cantante locale.

Finita la cerimonia di apertura si parte, in campo Barbora Strycova, esperienza da vendere, e la giovanissima Sofia Kenin, 19 anni, al suo esordio in Fed Cup. Sugli spalti partono le trombe dei tifosi locali, Strycova mette subito pressione alla sua avversaria, vincendo il sorteggio e scegliendo di ricevere. L’americana supera a pieni voti l’esame, spinge che è un piacere e tiene il servizio a zero. Strycova sembra un po’ contratta, non trova profondità e deve subito fronteggiare una palla break nel gioco seguente. Ottima prima, palla break annullata e siamo 1-1. Kenin incappa in tre gratuiti e offre a sua volta due palle break all’avversaria sul 15-40, annulla la prima ma sulla seconda sbaglia di rovescio, break Strycova, 2-1. La tennista di casa è finalmente entrata in partita, ne guadagna la qualità degli scambi. Kenin insiste molto sul rovescio di Strycova per aprirsi il campo, la tattica sortisce gli effetti sperati nel sesto game, controbreak Usa, 3-3. Sull’onda dell’entusiasmo va sul 30-0 nel game successivo ma è bravissima Strycova che recupera e va sul 30-40 e sulla palla break compie tre recuperi incredibili facendo l’elastico a fondo campo e costringendo alla fine Kenin all’errore con il gancio di rovescio, altro break ceco, 4-3 e servizio. La combattività della tennista americana non si discute, scambi durissimi e nuovo controbreak nell’ottavo game, 4-4. Soffre molto Strycova sul ritmo da fondo campo. Kenin è rivedibile sotto rete, ma tiene botta che è una meraviglia, Strycova inizia a dare i primi segni di nervosismo, la tensione si sente, la posta in palio è alta. Il finale di set è all’insegna dell’equilibrio, chi serve lascia le briciole alla risposta, si va al tie break dopo 54 minuti di gioco. Kenin ha fatto due punti in più (35-33), identica la statistica delle palle break convertite (2/3).

Si parte con un minibreak a testa, il primo allungo deciso è della tennista americana che va 5-2 e servizio con una gran risposta di diritto, ma Strycova recupera e sale 4-5. Tra la prima e la seconda le viene chiamato un fallo di piede (come sono cambiati i tempi qui a Praga rispetto alla finale di Davis dell’80 tra Cecoslovacchia-Italia con arbitro e giudici di linea sfacciatamente casalinghi), la ceca si innervosisce e arriva poi male su un tentativo di recuperare una palla corta, 6-4 Kenin, due set point a stelle e strisce. Ace Strycova sul primo, ma sul secondo Kenin vince l’ennesimo scambio duro del match, primo set per gli Stati Uniti. Grandissima solidità messa in mostra dalla tennista americana, Strycova ha una brutta gatta da pelare.

La panchina ceca dove intravediamo Safarova tradisce preoccupazione, anche Jaroslav Navratil (il capitano di Davis ceca) sugli spalti non pare tranquillo. La diretta televisiva sul canale nazionale vede invece come voce tecnica Lucie Hradecka, elegante come non mai. Battaglia feroce anche nel secondo set, Strycova deve subito annullare due palle break nel game d’apertura, poi però con caparbietà trova il 2-0 salendo 15-40 dopo uno scambio terrificante e trasformando la seconda palla break con un passante di rovescio favorito dal nastro che porta Kenin controvoglia a rete. L’americana non vuole cedere, due immediate palle del controbreak, ci vuole tutto il mestiere della Strycova per annullarle ed andare 3-0. Certo se il match si allunga i 12 anni di differenza si potrebbero far sentire, ma la ceca non ha scelta, deve combattere palla su palla. Altre due palle break Kenin nel quinto game, Strycova ancora chirurgica con servizio e serve&volley da gran doppista, annullate anche queste (0/6 l’americana nel secondo parziale), 4-1 per la ceca che con i denti difende il break. Le occasioni sprecate diventano troppe, Kenin paga dazio e subisce un nuovo break nel sesto gioco che di fatto chiude il secondo set. Strycova tiene a 15 la battuta, 6-1 ceco, si va al terzo. Parziale vinto con gran classe dalla Strycova, molto più aggressiva e lucida nei momenti decisivi.

Kenin esce dal campo per una pausa fisiologica, il tifo ceco spinge la sua beniamina, la sparuta rappresentanza americana sembra un po’ avvilita. Kenin rientra in campo ma sembra aver perso lo smalto del primo set, subito break Strycova che pare in pieno controllo del match. L’americana va sotto 2-0 poi finalmente tiene la battuta e ferma a cinque i giochi consecutivi della sua avversaria. Kenin prova il recupero, nel quarto gioco va 0-30 sul gioco della Strycova che però rimedia. Il punto che stronca l’americana arriva nel game successivo. Palla comoda per Kenin con Strycova sulla rete, passante di rovescio a botta sicura, miracolosa volée difensiva della ceca che si trasforma in pallonetto, recupero dell’americana in rete, pubblico in delirio. È lo 0-30 ceco, volano per il nuovo break Strycova, 4-1 “pesante”, partita apparentemente in ghiaccio per la tennista di casa. Kenin ci vuole credere, passaggio a vuoto Strycova e break a zero americano, 2-4. Ma l’abbozzo di rimonta tale rimane, spreca tutto infatti Kenin nel game successivo con 3 doppi falli, di cui uno sulla palla del 3-4 e cede di nuovo la battuta. Strycova serve per il match sul 5-2 ma la sua avversaria è dura a morire, altro break a zero e nuovo tentativo di rimonta, affiora un po’ di stanchezza da entrambe le parti. Kenin ci crede fino alla fine, Strycova molla un po’ gli ormeggi, l’americana tiene la battuta a 15 e mette tutta la pressione addosso alla tennista di casa che va a servire di nuovo per il match sul 5-4. Il decimo game è da far tremare i polsi. Kenin va sul 15-30, ma Strycova la chiude a modo suo. Prima una volée alta di diritto, poi una inopportuna risposta fuori della Kenin su una seconda della sua avversaria (che oltretutto si era fermata tra prima e seconda palla) e poi un serve&volley con i fiocchi sul match point con volée bassa di rovescio all’incrocio delle righe con difficoltà di esecuzione spaventosa. Repubblica Ceca sull’1-0 ma che fatica.

Queste le dichiarazioni a fine match delle due tenniste.

Strycova: Sentivo molto l’emozione prima del match, nel primo set non mi muovevo bene. Questa sarà la mia ultima Fed Cup, sento che è la decisione giusta. Ho 32 anni, è giusto lasciare spazio alle più giovani. Ho vissuto tanti momenti stupendi in questa competizione”.

Kenin: “Lei ha giocato davvero bene dal secondo set in poi. È una grande tennista ed una grande doppista, davvero mi ha sorpreso con alcuni colpi. Merita gran rispetto. È stato un match molto duro, sono contenta di come ho giocato, ho dato tutta me stessa”.

K. Siniakova b. A. Riske 6-3 7-6(2)

Il secondo singolare vede di fronte Katerina Siniakova e Alison Riske. Dall’inizio si capisce che la tipologia di match sarà differente da quanto visto nel primo singolare. Si gioca all’insegna del “power tennis”, quello tanto vituperato da Adriano Panatta nel suo cameo nel film “La profezia dell’armadillo”. La qualità del match non è elevatissima e si contano molti errori da ambo le parti. Ne salta fuori un inizio molto combattuto. I primi due giochi durano 14 minuti e portano in dote una palla break a Riske e due a Siniakova, tutte annullate. La ceca è costretta a salvarsi anche nel terzo game con uno splendido passante in corsa di dritto. Passato lo spavento è lei a piazzare il break nel gioco successivo, spingendo benissimo con il rovescio. A questo punto però Siniakova si distrae un po’ e Riske ne approfitta per piazzare otto punti consecutivi, riportandosi in scia sul 3-4. La ceca fiutando il pericolo alza nuovamente il livello di attenzione e si riprende subito il break di vantaggio, suggellando il tutto con un perentorio turno di servizio: 6-3 dopo 43 minuti.

In avvio di secondo set stranamente arrivano tre giochi facili per chi è alla battuta. Riske prova a prendersi qualche rischio in più e riesce a ottenere un break di vantaggio. Non riesce però a difenderlo dal prepotente pressing di Siniakova che impatta sul 3-3. Le due contendenti procedono a braccetto, Siniakova va a fiammate, la Riske è più continua. L’americana sul servizio dell’avversaria va 0-30 sul 4-3 in suo favore ma non arriva a palla break e spreca l’occasione. I titoli di coda sembrano poter scorrere quando nell’undicesimo gioco arriva improvviso il break della Siniakova (dopo che l’americana era stata a due punti dal set sul 5-4 in suo favore) che approfitta di una serie di inopinati gratuiti della Riske. La ceca va a servire per il match ma cede a 15 la battuta, si va al tie break. Tie break dove però non c’è storia, la Siniakova vola sul 4-0 e poi chiude 7-2. R. Ceca sul 2-0, Usa con le spalle al muro, domani si ricomincerà con il singolare tra Siniakova e Kenin.

Il sorteggio: Kvitova non gioca

Continua a leggere
Commenti

Fed Cup

Le Finals della Billie Jean King Cup 2022 si giocheranno a Glasgow

La nazionale azzurra di Tathiana Garbin sarà impegnata dall’8 al 13 novembre nella Emirates Arena scozzese che ospiterà anche un girone delle Finals di Coppa Davis

Pubblicato

il

La nazionale italiana di BJK Cup: da sinistra Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Martina Trevisan, Tathiana Garbin, Lucia Bronzetti - Alghero 2022 (foto ITF/Ray Giubilo)

La ITF ha comunicato che la sede prescelta per le Finals della Billie Jean King Cup 2022 sarà Glasgow, con l’organizzazione della federazione britannica, la LTA. La fase finale della massima competizione a squadre del tennis femminile andrà in scena dall’8 al 13 novembre sul campo indoor della Emirates Arena, che a settembre ospiterà pure un girone delle Finals di Coppa Davis: sarà la quarta volta in quasi sessant’anni di storia (la prima edizione fu nel 1963) in cui la Gran Bretagna ospiterà le finali di questa competizione, originariamente chiamata Fed Cup. Ci sarà anche l’Italia della capitana Tathiana Garbin, grazie alla vittoria sulla Francia nel turno eliminatorio di aprile; le altre contendenti per il titolo di campionesse del mondo di tennis saranno le giocatrici di Gran Bretagna, il paese ospitante, Australia, Belgio, Canada, Cechia, Kazakistan, Polonia, Spagna, Slovacchia, Svizzera e USA. Il formato prevede quattro gironi da tre squadre, con le vincitrici di ogni girone che approderanno nelle semifinali. “La LTA ha presentato una candidatura molto consistente nel contesto di una gara molto competitiva – ha detto il presidente ITF, David Haggerty -. Hanno ospitato già con successo delle gare di Coppa Davis e non vediamo l’ora di portare la più grande competizione a squadre del tennis femminile davanti all’appassionato pubblico scozzese”.

Continua a leggere

Billie Jean King Cup

Coppa Davis e Billie Jean King Cup: ecco chi sostituirà Russia e Bielorussia

Walkover, bye, wild card e ripescaggi in un turbinio di emozioni regolamentari da cui sono scaturiti i nomi delle nazioni che beneficiano dell’esclusione delle squadre russe e bielorusse

Pubblicato

il

Coppa Davis, il trofeo (foto via Twitter @DavisCup)

Avevamo lasciato la Coppa Davis ai Qualifiers, i tie di qualificazione per il primo atto delle Finals, quello a gironi in programma a settembre. Come per la Billie Jean King Cup, i cui “preliminari” si disputeranno il 14-15 aprile, si poneva innanzitutto il problema di sostituire la nazione già ammessa alla fase finale in quanto campione in carica dopo la decisione da parte dell’ITF in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nel 2021, infatti, entrambe le manifestazioni sono state vinte dalla Russian Tennis Federation, che sarebbe la Russia ma non si può dire per via della sanzione per il doping di Stato, per quanto il titolo vinto come RTF sia comunque finito insieme agli altri nella bacheca russa. Vediamo allora su quali criteri la Federazione Internazionale si è basata per decidere chi sostituirà le squadre escluse, quindi anche quelle bielorusse.

Per quanto riguarda la Billie Jean Cup, il Board dell’ITF conferma che il posto della RTF sarà preso dalla semifinalista con classifica più alta tra le due sconfitte nel 2021, vale a dire l’Australia. Gli aussie vantano infatti il primo posto del ranking, mentre gli Usa, battuti nell’altra semifinale, sono quarti. Come ovvia conseguenza, l’Australia non giocherà i Qualifiers del prossimo aprile, mentre la nazione avversaria, la Slovacchia, beneficerà di un bye e si ritrova anch’essa direttamente alle Finals. Un walkover anche per il Belgio che avrebbe dovuto giocarsi la qualificazione contro la Bielorussia.

Se qualcuno cantava le donne come “dolcemente complicate”, per i maschi la faccenda è inutilmente complicata. Anche in Coppa Davis, il posto della RTF alle Finals è preso dalla semifinalista 2021 meglio classificata, la Serbia, undicesima. In realtà, l’altra semifinalista – la Germania – è piazzata molto meglio, quinta, ma la squadra che a sorpresa ha schierato Sascha Zverev si è qualificata sul campo (del Brasile). Dunque, il diritto della Serbia alle Finals non deriva dall’essere l’unica candidata, bensì dal fatto che, delle due, è la semifinalista con ranking più alto una volta esclusa la Germania. Ma non finisce qui.

 

Già, perché alla squadra di Novak Djokovic e compagni era stata offerta una wild card, quindi a settembre sarebbe stata presente in ogni caso; così, però, si libera un invito che andrà a una delle 12 perdenti dei recenti tie di qualificazione. L’annuncio del nome della fortunata sarà dato a tempo debito.

Ricapitolando, nelle quattro sedi che ospiteranno i gironi e che non sappiamo quali saranno ma speriamo che una sia Casalecchio di Reno (da non confondere con Reno, Nevada), gareggeranno la Croazia finalista 2021, la semifinalista Serbia, l’invitata Gran Bretagna, le 12 vincitrici di inizio marzo (Argentina, Australia, Belgio, Corea, Francia, Germania, Italia, Kazakistan, Olanda, Spagna, Svezia, Stati Uniti) e, appunto, la wild card misteriosa. Metà di queste si guadagneranno la fase finale davvero finale di fine novembre in un posto che l’ITF rivelerà in seguito. Le cose, l’importante è spiegarle bene evitando gli anacoluti.

Per concludere, la Bielorussia avrebbe dovuto disputare i playoff del World Group I del 4-5 marzo; la nazione avversaria, il Messico, ha ricevuto un walkover e a settembre competerà nel WG I. Rimane il problema di assicurare che nei World Group I e II ci sia il numero corretto di squadre. Quindi, l’Uzbekistan gareggerà nel WG I in quanto miglior classificata tra le perdenti dei playoff, mentre la Cina e la Tailandia in forza del loro ranking giocheranno nel WG II nonostante la sconfitta nei relativi playoff.

Continua a leggere

Coppa Davis

La Federazione Tennis Ucraina chiede all’ITF l’espulsione delle federtennis russa e bielorussa

Così la lettera pubblicata su Facebook: “La Russia e la Bielorussia non solo non devono ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno devono partecipare a tornei”

Pubblicato

il

Sono da poco iniziati i negoziati tra le delegazioni ucraina e russa, ma si combatte ancora, mentre sullo sfondo c’è lo spettro della minaccia nucleare evocato da Putin. E continuano anche le reazioni del mondo sportivo all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Al recente annuncio di Elina Svitolina che devolverà i suoi prossimi prize money per sostenere i propri connazionali, si aggiunge ora la Federazione Tennis Ucraina che pubblica sul proprio account Facebook la lettera indirizzata a David Haggerty e Ivo Kaderka, presidenti rispettivamente dell’ITF e di Tennis Europe. Nella lettera viene chiesto di espellere le federtennis russa e bielorussa dai due organismi. Ecco il testo indirizzato alla International Tennis Federation:

“La Federazione Tennis Ucraina esprime la sua richiesta per l’espulsione immediata della Federazione Tennis Russa e della Federazione Tennis Bielorussa dalla ITF.

Le ragioni non hanno probabilmente bisogno di essere spiegate, ma ecco alcuni fatti.

 

Il cinico e sanguinoso attacco senza precedenti di Russia e Bielorussia all’Ucraina è in atto da ormai quattro giorni. Civili stanno morendo, anche donne e bambini; l’infrastruttura civile sta crollando.

È una guerra su vasta scala che riporterà il nostro Paese indietro di decenni. Tutto questo sta accadendo nel centro geografico dell’Europa. Il mondo non vedeva niente di simile dalla Seconda Guerra Mondiale. È in corso una spietata guerra di annientamento.

La Russia e la Bielorussia non solo non hanno il diritto di ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno di partecipare in ogni torneo a squadre e individuale all’estero.

Il Consiglio direttivo della Federazione Tennis Ucraina spera in una Vostra forte posizione in considerazione di questa richiesta.”

Una richiesta assolutamente decisa, ma altrettanto comprensibile, quella della federtennis ucraina a firma del proprio presidente Sergiy Lagur. Lascia un po’ incerti il significato del passaggio sulla partecipazione ai tornei individuali, ma immaginiamo che, più che un’esclusione tout court dei tennisti di Russia e Bielorussia, si chieda di non mostrare bandiere e simboli di quelle due nazioni. In ogni caso, in attesa delle decisioni dei due organi interpellati, ricordiamo che restano fuori dalla loro competenza i tornei dello Slam, oltre naturalmente quelli dei circuiti ATP e WTA. Non dimentichiamo neanche le prese di posizione dei tennisti russi: da Daniil Medvedev ad Andrey Rublev, che già a Dubai ha avuto modo di pronunciarsi contro la guerra. Con loro si è espresso con gli stessi toni Karen Khachanov.

Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina
Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement