Maratona Siniakova: la Fed Cup torna in Repubblica Ceca

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Maratona Siniakova: la Fed Cup torna in Repubblica Ceca

Partita incredibile, la spunta la giocatrice di casa che annulla due match point e chiude 7-5 5-7 7-5 dopo 3 ore e 44 minuti. Undicesimo titolo per le ceche

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dal nostro inviato a Praga

Finale Fed Cup 2018  REPUBBLICA CECA VS USA 3-0 (Praga, O2 Arena, hard indoor)

K. Siniakova (CZE) b. S. Kenin (USA) 7-5 5-7 7-5 (3h44)

 

Katerina Siniakova vince un incredibile match contro Sofia Kenin (ancor più stoica di ieri) e regala l’undicesima Fed Cup alla sua nazione. Una partita dalle emozioni infinite, una maratona durata 3 ore e 44 minuti, esaltante, dove si è visto tutto e il contrario di tutto. Siniakova era stata avanti 7-5 3-0, ha avuto due palle per il 4-0, poi si è trovata sotto 3-4 prima di cedere 7-5. Nel terzo set la tennista ceca è stata di nuovo avanti 3-0, ha annullato 5 palle del 3-2, ne ha avute 2 per il 5-1, una per il 5-2, ma poi è stata costretta ad annullare due match point sul 4-5 e tre palle break sul 5 pari. Infine ha annullato una palla del 6-6 prima di chiudere al secondo match point 7-5 5-7 7-5.

Basterebbe questa sintesi per comprendere che tipo di partita è stata. Cosa dire delle due protagoniste. Siniakova bravissima a reagire nel momento decisivo del match dopo aver sprecato un paio di situazioni di vantaggio dove aveva praticamente il match in pugno. Nel finale è uscita la sua determinazione, la sua voglia di abbattere quel muro che sembrava incrollabile di nome Sofia Kenin. Altrettanto brava e stoica l’americana, che non ha mollato mai in questa due giorni. Le è mancato un punto per rimettere in corsa le sue compagne, ma come ha detto il capitano ceco Pala durante la premiazione, il futuro è tutto dalla sua parte. In quanto a grinta e carattere, è già da Top10. Undicesimo titolo per la Repubblica Ceca che certifica il dominio nella competizione del suo movimento con 6 successi negli ultimi 8 anni. Battuti gli USA dopo 35 anni, il ricambio è tale (dall’anno prossimo non ci saranno più Strycova e Safarova) che questa supremazia sembra al momento molto difficile da interrompere.

SUBITO LOTTA – Cade una leggera pioggerellina stamane su Praga, ma la temperatura rimane più che gradevole. Prima dell’inizio del terzo singolare vengono premiate per i loro risultati in Fed Helena Sukova e Lucie Safarova. In campo per quello che potrebbe essere per le ceche il punto decisivo Katerina Siniakova e Sofia Kenin. Per quanto visto ieri il match potrebbe essere gradevole ed equilibrato, vista la grande tenacia mostrata da Kenin e il gioco muscolare tipico della sua avversaria. Vince il sorteggio l’americana e manda a servire Siniakova che tiene la battuta senza problemi. La tennista di casa imbastisce subito il suo ritmo da fondo campo e Kenin fatica a starle dietro, anche perché dà ritmo alla sua avversaria che è un piacere. Così arriva subito il break della Siniakova, 2-0 per lei. Il terzo gioco è spettacolare, si giocano ben 16 punti. Kenin dimostra tutta la grinta che già abbiamo ammirato ieri, gli scambi sono durissimi, alla quarta palla break l’americana trova il controbreak e torna in partita.

Le due contendenti non si risparmiano ma ogni tanto devono tirare il fiato perché il ritmo degli scambi è vorticoso, così arrivano altri due break figli di pessime scelte da parte di chi serve. Kenin tiene finalmente la battuta nel sesto gioco dopo aver sprecato da 40-15 nel turno di servizio precedente e riaggancia la sua avversaria sul 3-3. Siniakova risponde tenendo per la prima volta a zero la battuta. Botta e risposta anche tra le due tifoserie, quella americana intona “When the Saints go marchin’ in”, quella ceca suona la carica con un motivo dei Pet Shop Boys, insomma spettacolo anche sugli spalti. Kenin conferma però di avere molti problemi a tenere il servizio, arrivano ben 3 gratuiti di diritto (due di un niente confermati dal “falco”) e Siniakova centra il terzo break del match e va a servire per il set sul 5-3. La ceca va 30-0 ma Kenin non muore mai, infila 3 punti di fila e si procura una prima palla del controbreak. Bravissima Siniakova ad annullarla con un servizio vincente, ma poi tira un diritto sul quale la sua avversaria chiama il “falco” (il colpo sarebbe vincente e quindi sarebbe set point). Il colpo è fuori di poco, ma Petr Pala protesta vibratamente chiamando anche il giudice arbitro. Dalla tribuna non capiamo i motivi della protesta, sembra che il capitano ceco affermi che sia stata la panchina americana a consigliare il “challenge” a Kenin, ma la cosa non è vietata. Dopo lunga discussione il punto è americano, palla break Kenin, Siniakova sbaglia un diritto, controbreak a stelle e strisce.

Arriva (con qualche patema) l’aggancio USA sul 5-5, Siniakova reagisce tenendo con autorità la battuta a zero, 6-5 Repubblica Ceca. Kenin va a servire ed incappa in un paio di gratuiti inopinati visto il momento, 15-40, due set point. L’americana non muore mai e li annulla entrambi ma poi rovina tutto con un altro gratuito di diritto. Siniakova prende l’iniziativa, martella da fondo campo e chiude il set dopo 64 minuti di battaglia senza limiti, manca un set alle ceche per conquistare l’undicesima Fed Cup della loro storia. La tennista di casa ha fatto ben 8 punti in più (47-39) ed è stata più efficace nelle palle break (4/6 contro il 3/7 della sua avversaria). L’americana è stata sempre costretta ad inseguire e alla fine ha pagato lo sforzo profuso per rimanere attaccata alla sua avversaria. In tribuna d’onore ci sono anche Francesco Ricci Bitti (predecessore di Haggerty e sostenitore del vecchio format della Davis) e Shamil Tarpischev (storico capitano del team russo di Davis e presidente della Federazione del suo paese). Kenin esce dal campo e prova a resettare le energie dopo l’ennesimo set perso in volata.

MILLE EMOZIONI – Si riparte con Siniakova al servizio, la ceca parte sparata, Kenin sembra scarica, subito 3-0 locale ed arrivano anche due palle del 4-0. Ma sull’orlo del precipizio arriva la solita reazione d’orgoglio della tennista americana che non solo mette 4 punti di fila (anche con un po’ di fortuna, un rovescio pizzica la linea ed un suo diritto colpisce il nastro e rende imprendibile il suo colpo) e tiene la battuta ma approfitta di un piccolo passaggio a vuoto di Siniakova e torna in scia alla sua avversaria con il controbreak nel quinto game. Kenin insiste, aggancio completato nel sesto gioco, 3-3. Siniakova sembra incredula, aveva il match in pugno, ora il match sembra complicarsi. Kenin fa sul serio, recupera dal 30-0 Siniakova nel settimo game ed alla seconda occasione trova addirittura un altro break, 4-3 per l’americana e servizio, dinanzi a noi un giornalista locale si mette le mani nei capelli, il match era praticamente chiuso. Siniakova pare letteralmente uscita dal match, probabilmente ha commesso l’errore di ritenere vinta la sfida ed ha staccato la presa, con questa Kenin si rischia grosso.

Per la prima volta in questa finale l’americana mette la testa avanti in un parziale, ma sul più bello Kenin distrugge l’incredibile rimonta. Nell’ottavo gioco va 30-0 e poi d’improvviso smarrisce i suoi colpi, sale in cattedra Siniakova che ritrova violenza nei colpi, profondità di palla e aggressività, controbreak ceco per il 4-4, la partita cambia di nuovo direzione. Piovono i vincenti della nr. 1 locale, soprattutto di rovescio, servizio tenuto a 15, 5-4 Repubblica Ceca, Kenin serve per rimanere nel match. L’americana si rianima, game a 15 con ritrovata sicurezza, siamo 5 pari, gran bella partita. Sulla panchina americana scorgiamo intanto Riske con la tuta e Collins in tenuta da gioco, se riesce il miracolo a Kenin crediamo che Rinaldi operi un cambio per il secondo singolare di giornata. Intanto Kenin tira fuori tutto quello che ha, gran risposta di rovescio, 0-40, tre palle break per andare a servire per il secondo set. Duro scambio da fondo campo,Kenin ribatte colpo su colpo e la prima a sbagliare è Siniakova, 6-5 USA. Dodicesimo gioco infinito, Siniakova va 15-30, Kenin recupera, arrivano 3 set point, tutti mancati con colpi che finiscono fuori di un niente. Kenin ci riprova, arriva il quarto set point, è quello buono, si va al terzo. Per quanto visto in questa due giorni, era il minimo che meritasse la tennista americana per il cuore e l’ardore messo in campo. Ci attende un terzo set impronosticabile.

SUL FILO DEI NERVI – Siniakova esce dal campo, sugli spalti ci si diverte con la Kiss cam. Si riparte con la ceca al servizio, arrivano subito due palle break per Kenin. Bravissima Siniakova che non solo le annulla ma poi replica l’inizio del secondo set, parziale di 14 punti a 6 e 3-0 per lei. Kenin sembra di nuovo giù di tono, probabilmente sta rifiatando dopo l’incredibile rimonta. Al cambio campo la tennista americana chiama il medico, piccolo massaggio sulla coscia sinistra, coscia sul cui retro Kenin presenta una piccola fasciatura da inizio match. Piccola pausa e riappare di nuovo la kiss-cam che fa divertire non poco il pubblico. Kenin torna in campo e con qualche difficoltà tiene il servizio interrompendo la marcia spedita dell’avversaria, 3-1 Siniakova. Il quinto game è a dir poco epico. Succede di tutto, si giocano 24 punti, Kenin ha 3 palle break, 2 sul 15-40 ed una dopo ma non le sfrutta. Siniakova ha 6 palle del 4-1 ma l’americana le annulla tutte. Si alternano ottimi vincenti a inconcepibili gratuiti, gran risposte a scambi durissimi, nastri fortunati e recuperi da urlo, tutto il campionario di colpi che si potrebbe chiedere ad un incontro di tennis. Arrivano altre due palle del controbreak, Siniakova le annulla e alla fine tiene la battuta, 4-1, vediamo se la grossa opportunità sprecata taglia le gambe ad una Kenin stoica. Siamo oltre le 3 ore di gioco, una maratona di emozioni, non potevamo chiedere di meglio.

Serve Kenin, due palle break per il 5-1 Siniakova. Chiaramente non se ne parla proprio, l’americana con gli artigli si salva dopo altri 14 punti, 4-2 Siniakova che va a servire. La ceca va 30-0 e poi si procura una palla del 5-2. Nulla da fare, Kenin è sempre lì, non si arrende mai. Due errori di rovescio di Siniakova rimettono per l’ennesima volta in partita l’americana, controbreak a stelle e strisce, bravissima Kenin che durante lo scambio alza la palla, rallenta il ritmo e manda fuori giri l’avversaria. Siamo a 3 ore e 17 minuti, la sfida ancora deve trovare una padrona, siamo incollati alla nostra poltrona ma non abbiamo mai sentito la necessità di allontanarci, gran bella partita. Ottavo game, Kenin va 30-0, Siniakova recupera, 30 pari. Volée bassa incredibile dell’americana, che poi approfitta di un gratuito di diritto di Siniakova e completa l’aggancio, 4-4. Siniakova va in confusione, spara uno schiaffo di rovescio agevole in rete, lascia una palla che è nettamente dentro, poi commette altri due gratuiti e cede di nuovo la battuta, 5-4 Kenin che andrà a servire per il match. Davvero sensazionale la tennista americana, una forza di volontà esagerata, ci sarebbe da meravigliarsi se nei prossimi anni non scali la classifica WTA. Serve l’americana, 40-15, due match point. Arrivano due gratuiti di diritto, parità. Kenin va in crisi, altri due errori di diritto, incredibile controbreak Siniakova, 5-5.

Serve la ceca, Kenin va 0-40, tre palle per andare di nuovo a servire per il match, Siniakova non sbaglia più niente, le annulla tutte, 5 punti di fila, 6-5, ora Kenin deve servire per rimanere nel match. Le emozioni sembrano non finire mai, gran recupero su palla corta di Siniakova sul primo punto del dodicesimo gioco, pubblico in piedi, la O2 Arena è una bolgia. Kenin reagisce (che novità), 30-15, poi 40-30 e palla per il 6 pari. Kenin sbaglia un rovescio e poi manda un diritto fuori di un niente, match point Siniakova. Scambio durissimo da fondo, palla dell’americana nei pressi della linea, tutti urlano “out”, Kenin se ne frega e spara un diritto vincente, parità. Ancora diritto fuori Kenin, secondo match point Siniakova. È quello buono, altro diritto in corridoio della Kenin, finisce dopo 3 ore e 46 minuti uno degli incontri più emozionanti dell’anno in campo femminile. La Repubblica Ceca torna campione di Fed Cup, onore agli USA, onore a una grandissima Sofia Kenin.

Dopo la prima giornata: Rep. Ceca-USA 2-0. Titolo a un passo con Strycova e Siniakova

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La Fed Cup cambia nome in onore di Billie Jean King

Per la prima volta una competizione internazionale a squadre porterà il nome di una donna

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Nel corso di una conferenza stampa in diretta su Youtube, l’ITF ha annunciato un’importante novità che riguarda la Fed Cup. La competizione cambierà nome e si chiamerà Billie Jean King Cup by BNP Paribas, in onore della campionessa statunitense, icona di questo sport e molto impegnata nella lotta in difesa dei diritti civili e dell’uguaglianza sociale. Per la prima volta una competizione mondiale a squadre porterà dunque il nome di una donna. Un altro cambiamento dopo la riforma del format, sull’onda della Coppa Davis.

Molto soddisfatto il presidente dell’ITF David Haggerty che ha detto: ′′Dal giocare la prima Fed Cup come membro della vittoriosa squadra statunitense nel 1963, dal fondare la WTA e divenirne il suo primo presidente, ad essere la prima atleta femminile premiata con la Medaglia Presidenziale della Libertà americana, Billie Jean King non ha mai smesso di superare ogni barriera. Oggi aggiunge un’altra ′′prima volta′′ a quella lista. Il nuovo nome è un tributo adatto a tutto ciò che ha ottenuto e fornirà un’eredità duratura che ispirerà le future generazioni di giocatori e tifosi.”

Giustamente orgogliosa Billie Jean King che ha lanciato ancora una volta un messaggio alle nuove leve: ′′Non c’è niente come la sensazione di rappresentare il tuo paese e di far parte di una squadra, per questo motivo questa competizione è così speciale e importante per me. È un onore che la coppa del mondo femminile di tennis porti il mio nome e una responsabilità che non prenderò alla leggera. Il nostro lavoro è condividere questa visione con le future generazioni di ragazzine, perché se riesci a immaginarla, puoi esserla.

 

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Coronavirus: l’ITF posticipa le finali di Fed Cup

Le misure prese dal Governo ungherese e il successivo annuncio di pandemia mettono in ginocchio anche il tennis

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Fed Cup 2020 (via Twitter, @FedCup)

Anche le finali di Fed Cup, in programma dal 14 al 19 aprile 2020 alla Laszlo Papp Arena di Budapest devono arrendersi per l’emergenza Coronavirus. L’ITF ha deciso, assieme al Comitato Organizzativo Locale, di posticipare a data da destinarsi lo svolgersi delle Finals. Anche i play-off di Fed Cup, che si sarebbero dovuti svolgere in tutto il mondo il 17 e il 18 aprile, saranno rinviati.

Una decisione naturale dopo che oggi l’Ungheria aveva annunciato il blocco dei viaggi da e per Cina, Corea del Sud, Italia e Iran. La vera condanna per la Fed Cup è stata il divieto di riunirsi in pubblico con più di 100 persone all’interno e 500 all’esterno. Attualmente in Ungheria ci sono 13 casi di COVID-19, senza persone decedute.

Il presidente dell’ITF David Haggerty si è detto “rattristato di dover prendere questa decisione, ma non possiamo mettere a rischio la salute di spettatori, staff e giocatori”. Lo stesso Haggerty ha annunciato che “verranno cercate nuove date per lo svolgimento delle Finals […] Nel frattempo il gruppo consultivo sul COVID-19 dell’ITF continuerà a monitorare la situazione e ulteriori decisioni verranno prese sulla base di dati ufficiali e consigli degli esperti”.

 

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Fed Cup, World Group: Bielorussia, che rimonta. Spagna e Germania sul velluto

Sabalenka e Sasnovich piegano le olandesi 3-2. Iberiche e tedesche passeggiano con Giappone e Brasile. Bene anche Belgio, Slovacchia, Russia e Svizzera

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Si avvia alla conclusione il weekend di Fed Cup, il primo della manifestazione con la nuova formula delle Finals, quest’anno in programma dal 14 al 19 aprile a Budapest (che sarà sede anche delle prossime due edizioni).

Oltre ai raggruppamenti zonali, nei quali la nostra nazionale a Tallinn si è guadagnata l’accesso ai play-off per il World Group 2021, si sono anche svolte le sfide del tabellone principale che hanno determinato le nazionali che parteciperanno per l’appunto all’evento conclusivo di Budapest.

Hanno chiuso agevolmente i loro match sia la Spagna che la Germania. Le iberiche hanno avuto ragione del Giappone, orfano nella giornata di Naomi Osaka, ieri travolta da Sara Sorribes Tormo. Nulla ha potuto Kurumi Nara che ne ha preso il posto. Carla Suarez Navarro, all’ultima stagione da professionista, le ha impartito una severa lezione di tennis su terra, infliggendole un perentorio 6-1 6-2 che ha qualificato la Spagna. Occhio alle iberiche che se ad aprile avranno la Muguruza saranno davvero temibili tenendo conto che si giocherà sulla terra.

 

Nessun problema nemmeno per la Germania a Florianopolis, in Brasile. Laura Siegemund si è sbarazzata in due rapidi set di Gabriela Ce per il 3-0 definitivo. Considerando che le tedesche hanno schierato praticamente la seconda squadra, e ipotizzando la partecipazione di Goerges, Kerber e Lisicki alle Finals, anche la presenza della Germania non va sottovalutata.

Sotto 2-0, il Canada senza Andreescu e Bouchard (presente con un tutore al polso sinistro) ha provato ad affidarsi alla giovane Fernandez per riaprire la sfida con la Svizzera. La giovane canadese ha giocato una delle migliori partite della sua breve carriera e si è presa il lusso di battere Belinda Bencic in due set. Ma ci ha pensato Jill Teichmann ha chiudere la pratica liquidando con un doppio 6-3 Gabriela Dabrowski.

Anche la Gran Bretagna ha provato la rimonta in Slovacchia dallo 0-2. Watson ci ha provato battendo Sramkova, ma una tenace Schmiedlova è venuta a capo della grinta di Darriet Hart, superata in due set e qualificando così il suo team per le Finals.

Si partiva dall’1-1 invece nella sfida di Kortrijk tra Belgio e Kazakistan. Nella sfida tra le due numero 1 grandissima prova di Elise Mertens che ha battuto in due set Yulia Putintseva con il punteggio di 6-1 7-6. Primo set davvero perfetto della belga che ha fatto più volte esplodere le tribune occupate dai suoi fan. Nel secondo singolare mossa indovinata del capitano locale Van Herck che sostituisce la giovane Bonaventure con la veterana Flipkens che fa valere tutta la propria esperienza e supera in due set Zarina Diyas per il 3-1 definitivo.

Infine ecco la sintesi delle due sfide più equilibrate ed emozionanti . A Cluj-Napoca la Romania orfana delle sue migliori giocatrici (Halep inclusa) ha ceduto solo nel doppio alla Russia, nelle cui fila comunque mancavano le “big”. Ekaterina Alexandrova ha battuto in 3 durissimi set la nr.1 locale Bogdan, ma il capitano rumeno Segarceanu ha schierato la sconosciuta Cristian (nr.197 Wta) nel secondo singolare contro Kudermetova. La russa ha servito per il primo set sul 5-4 prima di finire completamente nel pallone, sorpresa dalla meno quotata avversaria. Cristian ha infilato tre game consecutivi, portato a casa il primo set 7-5 e poi vinto anche il secondo 6-3 per il provvisorio 2-2. Pubblico letteralmente impazzito sugli spalti, ma nel doppio le più esperte Blinova e Kalinskaya hanno avuto la meglio sulla stessa Cristian in coppia con Ruse. Russe alle Finals quindi.

La sfida tecnicamente più bella e anche più avvincente è stata invece sicuramente quella di The Haague, dove sulla terra indoor le bielorusse hanno battuto le padrone di casa olandesi per 3-2. Nella giornata conclusiva gran bella vittoria di Kiki Bertens su Aryna Sabalenka nel primo singolare, ma nel secondo Rus non è riuscita a chiudere la contesa facendosi rimontare da Sasnovich che aveva perso il primo parziale 6-0. Sul 2-2 si giocava il doppio decisivo con Bertens e Schuurs (nr.14 nella classifica di specialità) da una parte e Sabalenka e Sasnovich dall’altra. Match tecnicamente valido e ben giocato da entrambe le coppie. Primo set alle padrone di casa, secondo alle bielorusse, finale thrilling nel parziale decisivo. Le olandesi salgono 3-1, le bielorusse rimontano sul 4-3 e servizio, poi altro controbreak locale. Si arriva al tie break dove succede davvero di tutto, risulta alla fine decisivo un doppio fallo di Bertens sull’8-8. Sul terzo match point a loro favore le bielorusse chiudono con una voleé anche un po’ fortunosa di Sabalenka. Bertens disperata lascia il campo in lacrime senza nemmeno avere la forza di salutare le avversarie.

Non ha avuto troppo da invidiare anche la seconda giornata di USA-Lettonia, nella quale per poco la nazionale baltica non ha ribaltato il 2-0 maturato dopo la prima giornata. Una sorprendente Jelena Ostapenko ha infatti sconfitto la recente campionessa dell’Australian Open, Sofia Kenin, e Sevastova ha fatto lo stesso al tie-break del terzo set con sua maestà Serena Williams. Sul 2-2, il doppio è diventato decisivo ma la coppia Kenin-Mattek-Sands non ha tremato lasciando solo tre game alle stesse due ragazze lettoni che erano scese in campo per il singolare. Gli Stati Uniti tirano un sospiro di sollievo e volano a Budapest, mentre la Lettonia dovrà conquistarsi sul campo la permanenza nel World Group: non è certamente il sorteggio che ci auguriamo per l’Italia.

Ecco quindi le 12 squadre qualificate per le Finals di Budapest: Francia, Australia, R.Ceca, Ungheria, Bielorussia, Spagna, Germania, Belgio, Slovacchia, Russia, Svizzera e Stati Uniti. Ipotizzando queste squadre al completo con le migliori il parterre dei team sembrerebbe davvero di prima qualità. Il sorteggio dei gironi (4 da tre squadre, le prime di ogni raggruppamento direttamente qualificate alle semifinali) si terrà martedì prossimo proprio a Budapest alle 18.30 alla presenza di Billie Jean King.

Di seguito i risultati delle sfide del World Group

Fed Cup, Qualificazioni Finals 2020

Sportcampus Zuiderpark, The Hague, indoor clay
OLANDA-BIELORUSSIA 2-3

Bertens-Sabalenka 6-4 6-4
Sasnovich-Rus 0-6 7-5 6-3
Sabalenka/Sasnovich-Bertens/Schuurs 4-6 6-3 7-6(8)

Sala Polivalenta, Cluj-Napoca, hard indoor
ROMANIA-RUSSIA 2-3

Alexandrova-Bogdan 7-5 3-6 7-5
Cristian-Kudermetova 7-5 6-3
Blinkova/Kalinskaya-Cristian/Ruse 6-3 6-3

Costao do Santinho Resort, Florianopolis, outdoor clay
BRASILE-GERMANIA 0-3

Siegemund-Ce 6-1 6-2

TC La Manga Club, Murcia, outdoor clay
SPAGNA-GIAPPONE 3-0

Suarez Navarro-Nara 6-1 6-2

Swiss Tennis Arena, Biel, hard indoor
SVIZZERA-CANADA 3-1

Fernandez-Bencic 6-2 7-6(3)
Teichmann-Dabrowski 6-3 6-4

SC Lange Munte, Kortrijk, hard indoor
BELGIO-KAZAKISTAN 3-1

Mertens-Putintseva 6-1 7-6(1)
Flipkens-Diyas 6-3 6-4

AXA Arena NTC, Bratislava, clay indoor
SLOVACCHIA-GRAN BRETAGNA 3-1

Watson-Sramkova 6-0 7-5
Schmiedlova-Dart 7-5 6-3

(Angel of the winds Arena, Everett, hard indoor)
USA-LETTONIA 3-2

Ostapenko b. Kenin 6-3 2-6 6-2
Sevastova b. S. Williams 7-6(5) 3-6 7-6(4)
Kenin/Mattek-Sands b. Ostapenko/Sevastova 6-4 6-0

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