Djokovic, il battesimo della sconfitta nel 2019 arriva da Bautista
[WC] T. Berdych b. [4] M. Cecchinato 7-6(6) 6-3
Ă una partita che può fare la storia dellâItalia del tennis, poichĂŠ sono solo nove i titoli in cemento nella bacheca italiana e 13 le finali perse su questa superficie; però questi dati non non devono preoccupare troppo Marco Cecchinato, che oggi gioca intanto la sua prima semifinale su questa superficie, fino a pochi mesi fa un vero tabĂš, contro il ceco Tomas Berdych, ex n° 4 al mondo. SarĂ alla fine questâ ultimo a vincere, troppa è la sua esperienza sulla superficie in questione. Rimane una partita con qualche rimpianto per Marco che aveva set point al tie break del primo parziale.
Questa è il primo incontro tra i due; lâitaliano, da lunedi numero 18 al mondo, il ceco numero 71, unico risultato degno di nota nel 2018 sono i quarti di finale allâ Australian Open; il nostro Marco invece ha in tasca due tornei ATP e una semifinale al Roland Garros, impresa riuscita anche al ceco nel 2010. Per Tomas questa è la semifinale n° 22, per Marco appena la quinta. Dovesse passare il ceco, sarebbe invece la sua 32esima finale ATP. Cecchinato iniza alla battuta servendo in sequenza i primi due aces del match facendo ben sperare i tifosi sugli spalti e a casa; Il ceco fa però davvero paura, in quanto a pesantezza di palla: insiste col servizio sul rovescio del palermitano che però a suo dire ha passato lâoff season a lavorare ossessivamente su ogni aspetto del gioco, soprattutto il rovescio lungolinea.
Il primo break è di Marco nel 6° game, sua mobilità è decisamente maggiore di quella del serbo alto 1 metro e 91; gli è possibile quindi girare attorno alla palla e piazzare lâinside out con gran facilitĂ ; sua altra capacità è quella di mascherare la chiusura dei colpi del dritto, cosa molto utile con un giocatore come Berdych. Il suo colpo distintivo, la smorzata, arriva per la prima volta sul 40 pari del 4-2 ma lo tradisce. Il ceco ritorna il break sul 4-3, è 4-4 di lĂŹ a poco.
Ă Marco a creare la magia del tennis stasera; il rovescio si alterna tra passanti incrociati e lungolinea old school, il servizio da sinistra suscita lâammirazione dei commentatori per la sua insidiositĂ mentre il dritto va come una fucilata, il pubblico è per lui. Forse è la prima di servizio che gli difetta, saranno alla fine 4 doppi falli a zero.
Arrivati al tie break, subito minibreak per Marco che sale due a zero, arriva però il secondo ace di Berdych. Anche Marco serve forte, la risposta deboluccia del ceco gli permette di farlo uscire dal campo e chiudere con una volèè quasi a campo aperto.Il nastro fortunato di Marco chiama a rete il ceco che è impacciato nelle verticalizzazioni; se poi prova anche a smorzare maldestramente la palla è facile che Marco salga 6 a 3. Ma con un ace e voleĂŠ (lâunica del set) raggiunge Marco sul 6-6, il quale che spreca il forte vantaggio e vede soffiarsi il set allâultimo, 8 a 6.
Tocca ora allâitaliano sedersi e provare a ricostruire pazientemente la partita, dato che a Berdych sono bastati 5 punti consecutivi al tie break per vincere il set.
Specularmente al primo set, è Marco a subire il break al secondo game da un Berdych che quasi tutto lâanno scorso annaspava tra primi turni ed è a Doha grazie a una Wild card. Il linguaggio del corpo non è dei migliori ma comunque riesce a spuntare il primo game del secondo set dopo 3 palle game. Berdych è a bordo di una Skoda, auto nota per affidabilitĂ e sicurezza e sta filando verso la finale a tutta birra, perchĂŠ il 4-1 inchioda la concentrazione di Cecchinato, che affossa a rete gli stessi colpi che nel primo set facevano impazzire il ceco; è un dritto inside in troppo lungo a chiudere il match tra i due. Eâ forse quindi lâemozione della prima volta che impedisce a Marco di giocarsi la prima finale sul cemento outdoor. Il livello di tennis che però ha fin qui espresso fa sperare molto bene, i colpi viaggiano e le gambe anche e da lunedĂŹ si può consolare con il best ranking di 18, con ancora tutto gennaio e febbraio privi di punti in scadenza.
Tomas Berdych torna quindi in finale di un torneo ATP per la prima volta dal Lyon Open del 2017, perso contro Jo Wilfried Tsonga, confermando il fatto che una pausa dal circuito possa essere spesso un bene per ricominciare a far parte della vetta di quelli che contano. Si troverĂ di fronte Roberto Bautista Agut , oggi giustiziere di Djokovic in un infuocato match in tre set.
Michele Blasina