Australian Open, qualificazioni: cinque azzurri in corsa per il main draw

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Australian Open, qualificazioni: cinque azzurri in corsa per il main draw

Sonego, Lorenzi e Travaglia avanti da teste di serie, Vanni a sorpresa su Stakhovsky. Prosegue anche la corsa di Martina Trevisan: per raggiungere Camila Giorgi nel tabellone principale dovrà superare la cinese Zhu

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Lorenzo Sonego - Australian Open 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Restano in cinque gli azzurri ancora in corsa nelle qualificazioni degli Australian Open. Il gruppone iniziale si è ridotto a un quarto (erano quindici uomini e cinque donne) ma ci giochiamo più di qualche carta per rinfoltire la pattuglia nel main draw (al momento del sorteggio, cinque uomini e la sola Camila Giorgi). Dal secondo turno del tabellone cadetto l’Italia ne esce con cinque successi e due ko.

Lorenzo Sonego, numero uno del seeding, distrugge il giapponese Yuichi Sugita in appena un’ora di gioco. Per il piemontese, 104 ATP, il secondo accesso consecutivo nel tabellone principale passerà dall’inedito incrocio con un altro nipponico, Tatsuma Ito (scoglio non superato da Bolelli). Rispetta il pronostico anche Paolo Lorenzi, quarta testa di serie, che ha bisogno però di più di due ore per avere la meglio su Tommy Paul (195 ATP). Sulla strada del senese, in cerca dell’ottavo pass in carriera per il tabellone principale di Melbourne, il britannico Daniel Evans (190 ATP, mai affrontato).

 

Avanti anche Stefano Travaglia e Luca Vanni. L’ascolano, 139 del mondo e 27 del seeding, supera in rimonta il giapponese Go Soeda dopo avergli lasciato il primo set. Ritroverà sulla sua strada il belga Kimmer Coppejans, battuto a marzo sulla terra del Challenger di Marbella nell’unico precedente. Se Travaglia non ha mai avuto accesso al primo turno degli Australian Open, Vanni ce l’ha fatta nel 2017 e ha la possibilità di ripetersi mantenendo gli alti standard di rendimento che gli hanno consentito di avere la meglio in due set sull’ucraino Stakhovsky. Ultimo atto contro il giapponese Hiroki Moriya (185 ATP, 1-1 i precedenti) che, dopo aver mandato subito a casa il nostro Moroni, ha superato a sorpresa la dodicesima testa di serie Jason Jung lasciandogli appena cinque game. Prosegue anche il cammino di Martina Trevisan, unica azzurra rimasta in corsa: due set a zero all’uzbeka Sharipova e insidioso atto finale contro la cinese Lin Zhu, 118 del ranking.

BOCCIATISe l’è giocata alla grande Stefano Napolitano, che dopo aver conquistato il primo parziale si è fatto rimontare fino al tie break del terzo set da Byorn Fratangelo. Tre set necessari anche per risolvere la sfida tra Filippo Baldi e Mats Moraing, con il tedesco che la spunta d’esperienza.

I RISULTATI DEGLI ITALIANI

Secondo turno maschile:

L. Vanni b. [22] S. Stakhovsky 6-4 7-6(3)
[4] P. Lorenzi b. T. Paul 7-6(4) 4-6 6-3
[1] L. Sonego b. Y. Sugita 6-1 6-2
[27] S. Travaglia b. G. Soeda 3-6 6-3 7-5
M. Moraing b. F. Baldi  6-2 2-6 6-3
[24]B Fratangelo b. S. Napolitano 4-6 6-3 7-6(4)

Il tabellone completo

Secondo turno femminile:

M. Trevisan b. S. Sharipova 6-3 7-5

Il tabellone completo

GLI AZZURRI IN CAMPO VENERDÌ 11 (orari italiani)

  • H. Moriya vs L. Vanni: campo n.7, non prima di mezzanotte
  • [4] P. Lorenzi vs D. Evans: campo n.15, ore 02 circa
  • [1] L. Sonego vs T. Ito: campo n.13, non prima delle 03
  • [11] L. Zhu vs M. Trevisan: campo n.5, non prima delle 04
  • K. Coppejans vs [27] S. Travaglia: 3° campo n.15, non prima delle 04

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Miomir Kecmanovic reporter per un giorno

Il next gen serbo si diverte a intervistare le stelle del circuito con domande simpatiche e decisamente poco legate al tennis

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Nella pancia dell’Hard Rock Stadium, Miomir Kecmanovic si è improvvisato reporter per un giorno, intervistando molte stelle del circuito ATP. Il giovane serbo si è sbizzarrito con le domande, chiedendo ad esempio a Roger Federer quale dei suoi quattro figli fosse il suo preferito o quale fosse l’anime (cartone animato giapponese, ndr) preferito di Kei Nishikori. Sempre al giapponese, dato lo status di superstar di cui gode in patria, ha poi chiesto se fosse in grado di comprare l’intera isola. “Non ancora. Mi serviranno ancora un paio d’anni.”

Kecmanovic si è poi rivolto al connazionale Novak Djokovic, cercando di ottenere in regalo qualche trofeo Slam. “Certo, tanto ne ho un sacco“, è stata la risposta divertita di Nole. Con Thiem invece il giovane Miomir si è lamentato di non essere stato menzionato durante il discorso di premiazione ad Indian Wells, visto che si sono allenati insieme in off season e dunque molto merito della vittoria in California è anche suo. Prontissima la replica dell’austriaco: “Beh io ci sono rimasto male che non mi hai ringraziato in conferenza stampa quando sei entrato in top 100!

 

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Nole e Andy in doppio insieme a Miami, sette anni fa [VIDEO]

Djokovic e Murray dalla stessa parte del campo vuol dire una sola cosa: difese pazzesche. Ma a volte può non bastare

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Quando Kyrgios trova un tennista più indisciplinato di lui

A fine partita l’australiano ha detto di Bublik: “L’imitazione è la più grande forma di ammirazione. Sono sicuro di piacergli”

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Un tennista che gioca in maniera disordinata cercando di fare il punto nelle maniere più disparate e impensabili contro uno che cerca di mettere al di là dalla rete più palle possibili sperando che gli errori dell’avversario siano molti più dei vincenti. Questa è la trama delle partite tra Nick Kyrgios e qualsiasi avversario gli si capiti di fronte. Ma con un co-protagonista come il 21enne kazako Alexander Bublik, un cavallo pazzo che domina a livello challenger ma fatica a sfondare sul circuito maggiore, si è visto un film diverso nel secondo turno di Indian Wells. Molto divertente di sicuro per il pubblico e anche per Kyrgios che ha portato a casa l’incontro per 7-5 6-3.

“È un giocatore che gioca alle sue condizioni”, ha poi dichiarato l’australiano, apparso di buon umore di fronte ai microfoni. “Mi ricorda me stesso. Deve imparare a giocare i punti importanti con più disciplina. Sembra strano detto da me”. Il tennista di Canberra conosceva bene il suo avversario e sapeva che le cose sarebbero andate così, che avrebbe dovuto recitare la parte del tennista continuo. “Immaginavo che mi avrebbe messo alla prova con colpi ad effetto. Sapevo che avrei dovuto essere il più disciplinato dei due oggi”, ha proseguito. “Ha mancato un paio di palle break giocando colpi senza senso. Io sono stato più solido”. E di solito la solidità è l’ultima delle qualità di Kyrgios. 

 

L’australiano si è divertito però a giocare contro un giocatore con queste caratteristiche, probabilmente molto di più del solito. “Ha un gran servizio. Tenta sempre di forzare delle seconde. Rischia tantissimo. Cerca sempre il colpo più difficile, la palla corta, ha un tennis entusiasmante. È divertente vederlo giocare e giocarci contro”, ha sottolineato. È possibile che Bublik sia influenzato nel suo stile di gioco da Kyrgios? “L’imitazione è la più alta forma di ammirazione. Gli devo piacere almeno un po’”, ha aggiunto tra il serio e il faceto. L’australiano sta facendo proseliti insomma. Se sia un bene per il tennis, dipende dai gusti e i punti di vista. 

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