Australian Open: Djokovic e Zverev partono bene. Nishi e Thiem rischiano, fuori Kyrgios

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Australian Open: Djokovic e Zverev partono bene. Nishi e Thiem rischiano, fuori Kyrgios

MELBOURNE – Avanzano tutti i favoriti, e Nishikori è costretto agli straordinari dopo essere finito due set sotto. Classica maratona di Thiem contro Paire Zverev vince e fa il simpatico, Nole vince e chiede consigli al pubblico

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dal nostro inviato a Melbourne

 

 

IL VIDEO-RIASSUNTO DELLA GIORNATA IN INGLESE: IL DIRETTORE CON BEN ROTHENBERG

Nessun problema, di nessuna sorta, per le due più alte teste di serie del tabellone maschile impegnate martedì nel loro incontro d’apertura. Nel pomeriggio Alexander Zverev è entrato in campo un po’ sonnecchiante ma si è risvegliato rapidamente dopo aver subito un break nel settimo game del primo set tanto da mettere a segno otto game consecutivi. Il suo avversario Aljaz Bedene, sloveno prima passato alla Gran Bretagna per poi tornare di nuovo a giocare per la Slovenia, non è praticamente mai riuscito ad impensierirlo negli scambi da fondocampo e, a parte per quel break iniziale, non è mai stato in vantaggio nel punteggio. La parte più divertente della partita è stato certamente il siparietto tra Sascha Zverev e Jim Courier durante l’intervista di fine match per la televisione australiana Channel Nine, che da quest’anno ha sostituito la storica Channel 7. Interrogato su come stesse fisicamente, Zverev invece che informare sulla condizione della sua caviglia, leggermente infortunatasi la settimana scorsa durante una sessione di allenamento, ha esordito con “il mio corpo è pressoché perfetto in questo momento” aggiungendo poi “scusa, non volevo, è che stando di fianco a te sembra veramente perfetto”.

Ho avuto circa 86 infortuni prima di questo torneo – ha proseguito Zverev scherzando con Courier – la caviglia è ancora un po’ dolorante e gonfia, ma credo che migliorerà di giorno in giorno”.

La sessione serale invece è stata aperta da Novak Djokovic, che in uno dei primi turni più convincenti da parecchio tempo a questa parte ha disposto molto agevolmente del qualificato statunitense Mitchell Krueger, il cui momento di maggiore fama risale al suo match giocato lo scorso anno al Challenger di Sarasota contro Frances Tiafoe disturbato da rumori inconfondibili provenienti da un appartamento vicino con la finestra aperta. “It can’t be that good”, “non può essere tanto buono” aveva detto in quell’occasione Tiafoe, e forse a Kruger sono passate per la testa le stesse parole guardando Djokovic dall’altra parte della rete sulla Rod Laver Arena. Reattivo e veloce sulle gambe, impossibile da sfondare in difesa, Djokovic ha messo in atto la sua strategia soffocante per lasciare Krueger senza alcun altra scelta che cercare colpi troppo difficili per riuscire con buona tranquillità.

Al prossimo turno il n.1 del mondo troverà una sua vecchia conoscenza: Jo-Wilfried Tsonga, suo avversario nella prima finale giocata all’Australian Open nel 2008, quando il serbo conquisto il suo primo trofeo di un major: “Se qualcuno di voi del pubblico ha qualche consiglio su cosa dovrei fare per battere Jo fatevi vivi, sarò negli spogliatoi, potete parlare con il mio coach”. Siamo sicuri che comunque un’idea o due ce l’ha anche lui su cosa fare durante il match di giovedì.

TUTTI POCO LUCKY… TRANNE STAN – Dopo le tante avventure dei lucky loser dello scorso anno, come il road trip di Trungelliti e il “Grande Slam” parallelo di Polansky, neppure uno degli eliminati nelle qualificazioni ha avuto la fortuna di venire ripescato in questa edizione degli Australian Open (a livello Slam non accadeva da Wimbledon 2016). Un vero peccato per i nostri Paolo Lorenzi e Lorenzo Sonego, che attendevano in cima alla lista, soprattutto alla luce dei tanti ritiri a match in corso nella seconda giornata di giochi. Dei cinque giocatori costretti a gettare la spugna i più frustrati saranno senza dubbio Thanasi Kokkinakis, che dopo anni di calvario fisico è stato addirittura lasciato a piedi da Tennis Australia, che lo ha costretto a districarsi tra le qualificazioni, ed Ernests Gulbis.

Kokkinakis, classe 1996 con appena una sessantina di partite giocate nel tour (il coetaneo Coric supera abbondantemente le duecento), conduceva di un set su Taro Daniel davanti al suo pubblico quando un infortunio, l’ennesimo, stavolta alla spalla, lo ha costretto alla resa. Destino quasi identico per Gulbis, oggi privo di sponsor di abbigliamento e con un vecchio modello di racchetta Wilson: dominato il primo set contro Stan Wawrinka, al servizio nel game iniziale del secondo il lettone si è stirato la schiena. Pochi punti più tardi, piegato dal dolore, ha interrotto lo scambio e ha abbandonato il torneo. Un peccato per lui, che aveva già dovuto interrompere in modo tristemente simile la corsa a Wimbledon lo scorso anno, e un temporaneo scampato pericolo per Wawrinka.

Soltanto temporaneo perché il sorteggio ha concentrato in quattro slot affiancati, oltre a Wawrinka e Gulbis, anche Nick Kyrgios e Milos Raonic (unica testa di serie del gruppetto). Stan se la vedrà con il canadese, che ha superato la prova in tre set senza concedere mai neppure una palla break, sigillando il match point con il trentesimo ace. Resta difficile capire quanto il fastidio muscolare del primo set abbia influito sulla prestazione di Kyrgios, mostratosi nella sua solita versione “ciondolona”. Per lui si tratta della prima eliminazione all’esordio nello Slam di casa: un brutto passo indietro rispetto allo scorso anno, quando raggiunse gli ottavi di finale. Senza quei punti, a fine torneo l’australiano potrebbe addirittura trovarsi fuori dalle prime 70 posizioni.

E VIA CON LE RIMONTESe l’è vista brutta Kei Nishikori, che, nella nottata italiana, si è ritrovato sotto di due set contro il qualificato Kamil Majchrzak prima di riprendere il bandolo della matassa (complice anche l’infortunio patito dal polacco). Primi due set all’insegna delle occasioni mancate per il giapponese. Nel primo parziale, sprecate tre palle break, è stato punito nel sesto gioco da Majchrzak. Nel secondo si è trascinato al tiebreak, dopo essere stato sotto di un break, ed è anche arrivato a set point sul 6-5, prima di perdere tre punti consecutivi e il parziale. La reazione è stata rabbiosa, anche se il polacco è sembrato via via meno reattivo rispetto alla ottima versione dei primi due set. Dieci giochi consecutivi hanno rilanciato Nishikori verso il pareggio nel conto dei set. Pareggio che si è tramutato in vittoria quando Majchrzak, evidentemente debilitato, ha deciso di dire basta e di andare a stringere la mano al proprio avversario sul 3-0 nel quinto set.

Kei Nishikori – Australian Open 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Tanta, tantissima fatica anche per Hyeon Chung, semifinalista qui lo scorso anno. Il coreano ha dovuto lottare per quasi quattro ore e cinque set contro Bradley Klahn. I primi due set sono scivolati via con identico andamento: zero break e Klahn più cinico nei due tiebreak. Chung non si è lasciato scoraggiare e ha dominato i successivi due parziali, strappando ben cinque volte il servizio al proprio avversario. Il quinto set è stato molto equilibrato e si è deciso con un break nel decimo gioco. Nessun problema per Denis Shapovalov a cui bastano meno di due ore per superare Pablo Andujar. Unico momento di distrazione nel terzo set quando ha servito per il match, facendosi però strappare il servizio. La situazione si è poi brillantemente risolta al termine di un tiebreak dominato. Tutto facile anche per Borna Coric che si sbarazza in tre set di Steve Darcis grazie anche ad una prestazione molto solida al servizio (63% di prime in campo, 84% di punti vinti con la prima).

THIEM DRAMA – Ormai uno degli appuntamenti imperdibili di ogni torneo dello Slam sono le maratone improbabili di Dominic Thiem che a ogni major (soprattutto quelli su cemento) regala incontri infiniti che si trasformano in battaglie tipo Sangue& Arena. Persino uno dei giocatori più incostanti al mondo come Benoit Paire ha voluto iscriversi al cast dei protagonisti della saga austriaca e alla fine quello che sembrava un comodo match d’esordio per Dominic si è trasformato in un incubo: Thiem vince dopo 3h42 un match che si conclude  alle 2:10 di notte, ora locale sulla MCA. Con gli spalti ormai semi-vuoti l’austriaco chiude 6-3 al quinto un match che aveva condotto per due set a zero prima che il genio sregolato del francese non ribaltasse l’incontro nel giro di una mezz’ora dal 5 pari del terzo set al perentorio 6-1 Paire del quarto. Paire ha alternato i consueti lampi di genio soprattutto dalla parte del rovescio ai momenti classici di scarsa lucidità tattica che hanno permesso alla maggior solidità di spuntarla grazie al break decisivo dell’ottavo gioco del set decisivo. Un match alla fine drammatico nella sua sregolatezza che ha premiato comunque il giocatore più logico in campo. Resta preoccupante per Thiem aver già speso così tante energie per un match di primo turno peraltro concluso alle ore piccole. Il prossimo match col giovane talento locale Popyrin ci dirà di più sulle sue chance di onorare la sua testa di serie N.7. Di sicuro a fine match la faccia era di quelle molto stanche a tal punto da non avere nemmeno la forza di festeggiare una vittoria sofferta.

hanno collaborato Raoul Ruberti e Lorenzo Colle

Risultati: 

[12] F. Fognini b. J. Munar 7-6(3) 7-6(7) 3-1 rit.
[8] K. Nishikori b. [Q] K. Majchrzak 3-6 6-7(6) 6-0 6-2 6-3
I. Ivashka b. M. Jaziri 4-6 7-6(6) 6-1 4-0 rit.
M. Fucsovics b. A. Ramos-Vinolas 6-3 6-4 6-7(5) 6-3
[15] D. Medvedev b. [Q] L. Harris 6-1 6-2 6-1
L. Mayer b. N. Jarry 7-6(4) 7-6(3) 4-6 6-3
I. Karlovic b. H. Hurkacz 6-7(5) 7-6(5) 7-6(3) 7-6(5)
P.H. Herbert b. S. Querrey 5-7 7-6(6) 6-3 6-1
R. Harrison b. J. Vesely 6-0 7-5 6-3
J. Sousa b. G. Pella 7-6(2) 4-6 7-6(5) 4-6 6-2
[29] G. Simon b. [Q] B. Fratangelo 7-6(2) 6-4 6-2
E. Donskoy b. L. Djere 6-7(5) 6-4 6-1 7-6(5)
[23] P. Carreno Busta b. [Q] L. Vanni 6-7(5) 2-6 6-3 7-5 6-4
[24] H. Chung b. B. Klahn 6-7(5) 6-7(5) 6-3 6-2 6-4
[WC] A. Bolt b. [WC] J. Sock 4-6 6-3 6-2 6-2
[11] B. Coric b. S. Darcis 6-1 6-4 6-4
[4] A. Zverev b. A. Bedene 6-4 6-1 6-4
[25] D. Shapovalov b. P. Andujar 6-2 6-3 7-6(3)
T. Daniel b. [Q] T. Kokkinakis 5-7 4-2 rit.
[28] L. Pouille b. M. Kukushkin 6-1 7-5 6-4
[21] D. Goffin b. C. Garin 6-0 6-2 6-2
M. Copil b. M. Granollers 6-3 6-4 6-4
[32] P. Kohlschreiber b. [WC] Z. Li 6-2 6-2 6-4
[WC] J.W. Tsonga b. M. Klizan 6-4 6-4 7-6(5)
[WC] A. Popyrin b. M. Zverev 7-5 7-6(7) 6-4
F. Krajinovic b. [17] M. Cecchinato 4-6 0-6 6-1 7-6(8) 6-4
S. Wawrinka b. E. Gulbis 3-6 3-1 rit.
M. Marterer b. [Q] G. Sakharov 6-3 6- 6-3
J. Chardy vs U. Humbert 3-6 7-6(6) 6-4 6-7(4) 7-6(6)
[1] N. Djokovic b. [Q] M. Krueger 6-3 6-2 6-2
[16] M. Raonic b. N. Kyrgios 6-4 7-6(5) 6-4
[7] D. Thiem b. B. Paire 6-4 6-3 5-7 1-6 6-3

Il tabellone completo

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Australian Open: Tsitsipas in controllo. Kyrgios-show, Auger-Aliassime al quinto

Il greco supera Ymer senza strafare, Nick serve alla grande anche in tweener. Felix esce alla distanza su Ruusuvuori, fuori Humbert con Gasquet

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Terzo incontro dell’anno e anche terzo dopo l’intervento al gomito per Stefanos Tsitsipas che supera per 6-2 6-4 6-3 Mikael Ymer, n. 86 ATP. Stefanos ha dato l’impressione di non spingere sempre al massimo, ma si è sempre dimostrato pronto quando gli si presentava l’opportunità; dopotutto, la differenza tra i due in termini di livello di crociera e di concretezza sui punti che contano è quella suggerito dalla classifica.

Partenza con Tsitsipas che mette la testa avanti già al terzo game e allunga fino al 5-1; dritto greco difficilmente gestibile da Ymer che ci mette anche qualche errore di suo. Un paio di scambi di break nella prima metà della seconda partita, poi Stefanos piazza quello decisivo sul 4 pari, in un gioco in cui Mikael era partito bene, ma poi si è inguaiato con il quarto doppio fallo seguito da un errore davvero gratuito in uno scambio in cercava solo di tenere la palla alta e profonda. Un unforced che replicherà sul 30-40, dopo che il n. 4 del mondo, sentito l’odore del sangue, ha attuato il suo schema preferito: manovra con lo sventaglio, affondo con l’inside-in e chiusura a rete. Durante il cambio campo, Ymer, testa sotto l’asciugamano, si percuote violentemente il volto e piazza un paio di bei punti nel successivo game di risposta, ma Tsitsipas si affida al servizio per uscire dalla situazione e, infine aiutato dal puntuale errore grossolano dell’avversario al sicuro il parziale. Sempre efficace a rete, Stefanos accelera sull’1 pari, anche se poi Ymer non scompare definitivamente dal campo, collezionando anzi ben nove opportunità di rientrare nell’arco di due game, mentre il dritto di Tsitsipas concede qualcosa di troppo. Quando anche l’ultima delle occasioni rimane tale, Mikael si fa definitivamente da parte. Di sicuro non è al massimo, ma è ancora troppo presto per una valutazione sull’effettivo stato di forma e di salute del ventitreenne di Atene che, al prossimo turno, dovrà vedersela con l’argentino Sebastian Baez, vincitore al quinto su Ramos-Viñolas.

Spostandoci sugli altri incontri, ottima nella sua spensierata facilità la vittoria di Nick Kyrgios sul qualificato inglese Liam Broady. Percentuali al servizio altissime con anche 26 ace per Nick – o, per dirla con le sue parole a Jim Courier dopo il match. “I served f***ing well today. Forte di un servizio in serata di grazia, rimaneva volentieri nello scambio a palleggiare sornione per poi piazzare l’accelerazione vincente. Al suo primo incontro dopo la Laver Cup di settembre e la recentissima positività al Covid, Kyrgios si è divertito su una John Cain Arena (“non so cosa abbia fatto a questo pubblico, ma stasera siete uno zoo” commenterà alla fine). D’altronde, se al primo game dopo un ace a 220 km/h sfoderi un servizio in tweener, incassando pure la risposta sbagliata, dai un segnale piuttosto netto di come hai intenzione di impostare lo show. Uno show in cui Broady non ha disdegnato il ruolo di spalla, condividendo genuini sorrisi negli inevitabili siparietti del classe 1995 di Canberra. Celebrazione della vittoria alla Cristiano Ronaldo, un giorno per godersi il rientro, poi dovrà vedersela con Daniil Medvedev, che ha battuto nelle due precedenti sfide del 2019.

Si ritrova sotto 2 set a 1 uno incassando pure un bagel nel secondo, ma il numero 9 del seeding Felix Auger-Aliassime recupera e chiude 6-4 al quinto contro Emil Ruusuvuori, troppo falloso e poco efficace nel parziale decisivo. Break fatale sul 2 pari, con FAA in chiara superiorità atletica. Al secondo turno c’è Alejandro Davidovich Fokina, vincitore in tre set su Bolt.

Si impongono al quinto anche Maxime Cressy su John Isner e Arthur Rinderknech su Alexei Popyrin. Da segnalare le vittorie in quattro set di Richard Gasquet ai danni di Ugo Humbert e dell’interessante wild card di Sydney Christopher O’Connell contro Hugo Gaston.

Qui il tabellone aggiornato dell’Australian Open 2022

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Australian Open, Raducanu supera Stephens. Sabalenka rimonta Sanders

Perde la testa di serie numero 16, Kerber, eliminata da Kanepi. Ok Kontaveit, Rybakina e Mertens

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Emma Raducanu - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Emma Raducanu - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Esordio vincente nello Slam australe per Emma Raducanu che si impone su Sloane Stephens con il punteggio-altalena di 6-0 2-6 6-1 in un’ora e tre quarti. Emma si è presentata a Melbourne dopo la sconfitta di Sydney con Rybakina in cui ha rimediato un solo game, e due sole vittorie dopo lo US Open clamorosamente vinto a settembre.

Il primo set vola via con un bagel in 17 minuti e appena quattro punti vinti da Stephens letteralmente travolta dalla palla britannica. Reattività e mobilità ai minimi termini per Sloane che, al netto dei meriti di Raducanu, non sembra molto diversa dalla versione che ci si aspetterebbe su un campo secondario di un torneo minore. Il secondo parziale si apre però con Emma al servizio che commette diverse imperfezioni, c’è anche un punto spettacolare che la statunitense si prende cercando di trarne carica e infine Stephens si iscrive a referto grazie a due doppi falli consecutivi giunti al termine di un game durato poco meno del primo set. Il problema di Emma è che adesso non le basta più mirare verso l’angolo sinistro di un’avversaria che si è messa a giocare senza preavviso, e deve riordinare le idee. Sembra riuscirci quando raggiunge Sloane sul 2 pari, un punteggio che vorrebbe anche suggerire l’esistenza di una partita, ma non è così; o, almeno, non c’è una bella partita, entrambe sbagliano tanto. Stephens torna avanti in virtù dei colpi fuori misura dell’altra che accusa un’evidente perdita di freschezza e lucidità; l’americana difende bene, osa anche qualche accelerazione con il dritto e vola a prendersi il set.

Toilet break per entrambe, poi la teenager nativa di Toronto torna a vincere un gioco, quello di apertura, approfittando degli errori della ventottenne della Florida. Errori che non è più in grado di contenere, mentre Emma è tornata ad essere più incisiva, riuscendo a evitare di farsi imbrigliare nelle trame dalle mutevoli traiettorie e velocità di Sloane. Inaspettatamente – avverbio che sarebbe valso per qualsiasi altro esito del parziale – Raducanu prende il largo con i piedi tornati rapidi e vicini al campo, concedendo solo in extremis il game della bandiera. Prossimo turno contro la montenegrina Danka Kovinic.

 

La n. 2 del seeding Aryna Sabalenka ha bisogno di due ore per avere ragione in rimonta della wild card Storm Sanders. 5-7 6-3 6-2 per Aryna, che è arrivata al torneo senza vittorie in questo inizio di stagione, sconfitta da due avversarie attorno alla centesima posizione. Per lei si conferma il problema dei doppi falli. Ne ha commessi 12 contro Sanders – due sul 5 pari del primo set risultati decisivi insieme a un dritto sparato malissimo – ma almeno ha ritrovato una vittoria indispensabile per affrontare con più fiducia il prosieguo del torneo. Anche l’ottimo game di servizio finale può giocare la sua parte nel tentativo di mettere a tacere i tarli che le rumoreggiano fastidiosi in testa. Al secondo turno troverà Xinyu Wang, n. 100 WTA.

Eliminata la tds n. 16 Angelique Kerber da Kaia Kanepi per 6-4 6-3 e vittoria di Liudmila Samsonova che ora se la vedrà con Vondrousova, battuta a Berlino lo scorso anno. Avanzano anche Anette Kontaveit che affronterà Clara Tauson, Elena Rybakina che ha rimontato un set alla connazionale Diyas, Elise Mertens e Danielle Collins.

IL TABELLONE FEMMINILE DELL’AUSTRALIAN OPEN

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Australian Open, Musetti: “Con De Minaur troppi alti e bassi, non mi spiego perchè”

L’azzurro sottolinea in conferenza stampa: “Il problema è mentale, non tecnico. Il futuro? Da qui alla terra rossa giocherò solo sul veloce”

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Lorenzo Musetti - ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)

Lorenzo Musetti saluta l’Australian Open 2022 al primo turno, dopo la sconfitta in quattro set rimediata contro il beniamino di casa Alex De Minaur (qui la cronaca del match). Dopo la partita, il tennista azzurro si è sottoposto alle domande dei media collegati in conferenza stampa.

Quali sono state le difficoltà? Come mai tanti alti e bassi? (domanda di Ubaldo Scanagatta)

“Non dipende dall’avversario, ma da me. Anche io non me lo spiego. Ne abbiamo parlato con il mio team. Avevo percepito questo problema anche ad Adelaide: ero riuscito a ribaltare la partita contro Daniel, che stava giocando bene, avevo la partita in mano ma me la sono fatta sfuggire, come nel secondo set oggi. Credo di aver colpito bene la palla ma anche io mi accorgo che ci sono troppi alti e bassi che purtroppo a questo livello non ti vengono concessi, soprattutto da un De Minaur che concede molto poco sempre e soprattutto quando gioca in Australia. Sapevo sarebbe stata una partita difficile. L’avevo impostata bene, perché quando ero connesso ed energetico lui faceva fatica. C’è rammarico, anche io sono dispiaciuto per non riuscire a tenere questo ritmo per più tempo. Questo è il miglioramento più grosso che devo fare, parte dall’allenamento e parte già da domani”.

 

Rispetto a un tempo, cerchi di anticipare di più, di non essere ricacciato fuori dal campo. Il processo di crescita passa da qui? (domanda di Ubaldo Scanagatta)

“Sì. Questo è qualcosa che non centra tanto con il discorso di prima, è più un discorso tecnico. Ad esempio in risposta, devo dire che ho quasi sempre fatto bene. Tante volte mi sono ritrovato a far fatica a rispondere, specie su superfici rapide, come contro Daniel ad Adelaide. Oggi invece mi sono trovato bene; non posso dire che la risposta sia stata un problema. I miglioramenti ci sono stati, anche fisicamente stavo bene, non ho avuto problemi alla spalla. Ora devo imparare cosa mi è mancato: serve avere la costanza di tenere il livello alto”.

Dopo il primo set ti sei irrigidito per la tensione? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano)

“No. Ovviamente mi ero reso conto che stavo giocando bene e che avevo vinto un gran primo set contro un avversario che aveva iniziato molto bene, brekkandomi per merito suo e non per errori miei. Sono stato bravo io a ribaltare la situazione e il set poi aveva preso una bella piega. Per quel che è successo poi non parlerei di tensione, ma di difficoltà a tenere il focus centrato per tutti i punti. Sono calato di intensità e di energia. Quando succede si vede subito da servizio e diritto. E il rovescio è il colpo che mi riesce meglio, ma anche quello in quei momenti diventa un colpo interlocutorio e non più incisivo. A un giocatore come De Minaur, poi, per fargli un punto devi sparargli nelle gambe… Però questi cali di tensione succedono troppo spesso”.

La decisione finale sulla racchetta in quanto tempo è arrivata, dopo le Next Gen Finals? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano – durante il torneo tenutosi a Milano Lorenzo aveva alternato due telai diversi, ndr).

“Ho avuto modo di aggiustare alcuni dettagli rispetto a quella che usavo a Milano. Ora è più simile a quella che usavo prima. Mi ci trovo bene, non è sicuramente colpa della racchetta se perdo partite del genere, è colpa di Lorenzo e basta”.

Quali sono gli obiettivi della stagione? Hai scelto di giocare indoor, ma hai dei punti da difendere, è una decisione improntata al lungo termine? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano)

“All’inizio l’idea era quella di giocare in Sudamerica, nel mio habitat naturale che è la terra rossa. Ripensandoci, abbiamo deciso che cercare di migliorare sul rapido è un investimento da fare. Ad Acapulco, a Miami e in altri tornei ho dimostrato di poter giocare bene anche sul veloce, quindi è questione di fare esperienza. Dopo questo torneo andiamo a Pune, poi vedremo per Rotterdam, dipende se entro in tabellone o meno, poi sicuramente Doha e Dubai, poi la Coppa Davis, dopodiché Indian Wells e Miami prima della terra. Si tratta di un investimento che abbiamo deciso di fare; se perdo punti, pazienza”.

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