Per Bob Bryan l’era Murray non è finita: “Ha parlato col mio chirurgo, ci sta pensando”

Flash

Per Bob Bryan l’era Murray non è finita: “Ha parlato col mio chirurgo, ci sta pensando”

Il campione di doppio è rientrato nel circuito cinque mesi dopo l’operazione all’anca. Andy ha già preso informazioni sull’intervento che ha rimesso in piedi altri sportivi professionisti, ma mai un tennista singolarista

Pubblicato

il

Andy Murray - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Andy Murray si è preso ancora qualche giorno per decidere sul suo futuro, dopo la dolorosa uscita di scena a Melbourne. Se volesse arrivare a Wimbledon, lo scozzese dovrebbe affidarsi alle terapie conservative per poi far calare il sipario sulla sua carriera sui campi a lui più cari. L’ipotesi contraria è quella di un’operazione all’anca che – a suo dire – gli garantirebbe una migliore qualità della vita, mettendolo però definitivamente fuori dai giochi del tennis che conta. L’ipotesi di una terza via sembra però ancora esistere: andare subito sotto i ferri per poi riprovarci, dopo la riabilitazione, senza assilli. Per vedere l’effetto che fa.

C’è da dire che a parlarne non è mai stato direttamente Andy (fermo al piano A e piano B di cui sopra), ma qualche spiraglio filtra da chi gli ha gravitato intorno negli ultimi giorni. “Ho la sensazione che non sia pronto a uscire di scena”, si è lasciata scappare mamma Judy trovando sponda nel fratello Jamie. In famiglia fanno fatica a parlare di lui come un ex.

Andy Murray – Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

IL METODO SU – Proprio da Melbourne Park arriva la voce di Bob Bryan, 23 titoli Slam in doppio, appena tornato in pista a 40 anni insieme al fratello Mike proprio dopo aver superato un guaio all’anca con l’ausilio della chirurgia. “Ho parlato con Andy – le dichiarazioni riportate dal Guardian –, mi ha osservato come un’aquila in questi giorni, chiedendomi informazioni dopo le partite e gli allenamenti”. L’interesse di Murray sul caso Bryan sarebbe motivato dall’intervento chirurgico a cui lo statunitense si è sottoposto nel mese di agosto e nel quale gli è stata impiantata una protesi.

 

Sono l’unico a giocare nel circuito con un’anca di metallo – racconta Bob –, non sono ancora al top ma mi è stato detto che ci sarebbero voluti circa otto mesi e comunque sono già qui. Non mi sento di dire che questa sia la soluzione buona per tutti, anche perché lo sforzo del singolare è maggiore rispetto a quello del doppio. So che Andy ha parlato con il chirurgo che mi ha operato a New York, Edwin Su, che ha già rimesso in campo giocatori di baseball MLS, basket NBA  e football NFL con lo stesso problema. Non ha mai operato un tennista singolarista quindi non ci sono garanzie, ma è una strada che si può provare anche perché parliamo di un atleta che eccelle nella cultura del lavoro e del sacrificio”.

In sostanza Bob Bryan svela come Murray stia valutando seriamente se regalarsi un’altra possibilità. La sua vicenda personale, al netto delle differenze, può fornire l’ispirazione. “Andy è informatissimo su ogni aspetto medico”, svela ancora Bryan. Che va nei dettagli:Viene impiantato un sostituto artificiale dell’anca, una barra di metallo comunque molto performante per gli sportivi. Dopo due giorni dall’intervento mi sono alzato con le stampelle, tre settimane più tardi camminavo con un bastone allo US Open, il 5 dicembre ho ripreso ad allenarmi dopo la riabilitazione”. Ogni caso è diverso dall’altro, ma tant’è. Andy Murray ci starebbe pensando. E sarebbe l’ultimo, estremo e non si sa quanto fondato tentativo per non dire basta. A 32 anni.

Continua a leggere
Commenti

Flash

A Berlino Azarenka supera Petkovic in una sfida dal sapore antico. Mertens out a Birmingham

Vika annulla tre set point nel secondo e supera Andrea nel primo scontro diretto tra le due in otto anni. La belga, prima testa di serie in Inghilterra, sorpresa in tre tie break da Ajla Tomljanovic

Pubblicato

il

Vika Azarenka - Wimbledon 2018 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Non ci si sarebbe potuti attendere una partita di maggior fascino, visto che il calendario della giornata berlinese già prevedeva lo scontro vintage tra Vika Azarenka e Andrea Petkovic. Due ex top ten d’inizio decennio, periodo in cui la stessa Vika ha per un periodo non certo breve recitato la parte della regina e poi della viceregina, negli anni del famelico dominio di Serena Williams. Tre precedenti, due a uno Bielorussia, l’ultimo otto anni fa: un’era geologica nel tennis, perlomeno. Azarenka ha riaggiornato a proprio favore lo score complessivo con il successo odierno, comunque conteso da Petkovic molto più tenacemente di quanto non fosse lecito attendersi. “Ho abbassato troppo il mio ritmo nel secondo set, smettendo di prendere rischi – ha detto Vika a fine incontro -. Non un’ottima scelta, perché lei ha preso fiducia, tirato tanti vincenti ed è rientrata in partita. Mi sono cacciata in una situazione troppo pericolosa, quando avrei potuto e dovuto controllare la partita“.

E i rischi li ha corsi per davvero, l’ex numero uno WTA, costretta a cancellare tre set point sul sei-cinque Petkovic nel secondo set prima di riparare al tie break, poi vinto. Un match pieno di alti e bassi, ma non privo di qualche indicatore positivo: “Cercare i tuoi colpi nel mezzo di situazioni difficili è forse più utile che allenarsi a lungo. Le partite svelano sempre il tuo vero livello“.

Giocherà il secondo turno anche Garbine Muguruza, senza eccessivi problemi contro Sorana Cirstea, mentre ha salutato tutti Karolina Muchova, dando appuntamento ai prossimi eventi in Inghilterra. La prestigiatrice ceca non è riuscita a completare la rimonta contro una collega comunque molto pericolosa sul veloce e velocissimo come Kudermetova, laddove la scalata da un set sotto è stata completata da Elena Rybakina, la quale ha infine superato Shelby Rogers. Tutto facile, una volta tanto, per Angie Kerber: l’ex numero 2 WTA, in crisi apparentemente irreversibile, ha battuto Misaki Doi nel remake del primo turno all’Open d’Australia 2016: la mancina di Brema vinse a Melbourne il primo Major della carriera, ma all’esordio fu costretta ad annullare un match point proprio alla giapponese.

 

A BIRMINGHAM – Il sorpresone è invece occorso al torneo di Birmingham, dove è già svanita dal draw la prima testa di serie Elise Mertens. La fiamminga è stata battuta in tre ore (e in tre tie-break) da Ajla Tomljanovic. Per fortuna degli organizzatori giocherà anche nei prossimi giorni la seconda favorita Ons Jabeur, impeccabile nel suo match d’esordio nel torneo contro Cathy McNally.

Risultati:

Berlino

[Q] L. Samsonova b. M. Vondrousova 6-4 7-6(6)
V. Kudermetova b. [8] K. Muchova 7-6(5) 5-7 6-2
J. Pegula b. [Q] H. Baptiste 6-6 (Rit.)
P. Martic b. [Q] A. Muhammad 7-6(0) 4-6 6-3
[7] V. Azarenka b. [WC] A. Petkovic 6-4 7-6(2)
E. Rybakina b. S. Rogers 2-6 6-3 6-4
A. Kerber b. [Q] M. Doi 6-2 6-1
[6] G. Muguruza b. S. Cirstea 6-3 6-2

Il tabellone completo

Birmingham
A. Tomljanovic b. [1] E. Mertens 7-6(5) 6-7(5) 7-6(4)
[6] S. Zhang b. [Q] V. Diatchenko 6-2 7-5
L. Fernandez b. [Q] Y. Wang 7-5 6-3
M. Kostyuk vs M. Brengle
[2] O.Jabeur b. [Q] C. MacNally 6-4 6-2
[4] D. Kasatkina b. P. Hercog 4-6 6-3 6-3
A. Potapova b. N. Stojanovic 5-7 7-6(8) 6-4
[5] J. Ostapenko b. L. Davis 6-4 6-1

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

Berrettini e Fognini cominciano bene al Queen’s: ora le sfide a Murray e Cilic

Altri due tie-break dopo la sfida di Roma 2020, ancora una volta vinti da Matteo. “Qui sull’erba è tutto diverso, ma ormai sono un giocatore che può fare bene ovunque”. Adesso Paire o Murray

Pubblicato

il

[1] M. Berrettini b. S. Travaglia 7-6(5) 7-6(4)

Dopo le sconfitte all’esordio di Jannik Sinner e Lorenzo Sonego nel lunedì londinese, anche Matteo Berrettini torna finalmente sull’erba, superficie che nel 2019 gli aveva dato ottime soddisfazioni con il titolo a Stoccarda, le semifinali ad Halle e gli ottavi a Wimbledon. Il favorito del seeding conferma le sue potenzialità erbivore superando in poco meno di due ore Stefano Travaglia. Una vittoria annunciata anche nella sua caratteristica di “complicata” di fronte al connazionale che lo aveva costretto a due tie-break anche lo scorse settembre a Roma.

Se Berretto arriva all’appuntamento dopo un’ottima stagione sulla terra battuta, Stetone è invece in un periodo buio: dalla finale di Melbourne 1, il bilancio riporta 12 sconfitte e una sola vittoria nei main draw. L’obbligo” di vincere dell’uno, la scarsa fiducia dell’altro e il derby non sono gli ingredienti ideali per dar vita a un incontro spettacolare e così è soprattutto nel primo set, sebbene non manchino giocate di tutto rispetto e il saldo winners/unforced sia ampiamente positivo per entrambi. Un saldo in cui pesano naturalmente i servizi, soprattutto per quanto riguarda Matteo che ne ha piazzati 16 vincenti. Male invece di rovescio, il 195 cm di Roma, colpo con cui si è peraltro preso la soddisfazione di chiudere la sfida.

 

IL MATCH – Travaglia entra subito in partita, tiene la battuta e risponde quasi sempre in campo, mentre Berrettini sembra ancora un po’ fermo sulle gambe e cede il primo turno di servizio con quattro gratuiti. Entrambi fanno particolare affidamento sul proprio dritto, cercando di crearsi quante più occasioni favorevoli per spingerlo e proteggendo al contempo il lato sinistro, dal quale sono comunque in grado di far partire slice incisivi, utilizzati anche per aggredire a rete l’altrui rovescio. Un turno di risposta efficace nel settimo gioco, un bel lob bimane e un errore pesante spianano a Matteo la strada per il 4 pari; il dritto di Stefano accusa il colpo, ma il servizio rimette le cose a posto. A dispetto del rientro nel punteggio e di una percentuale sensibilmente maggiore in battuta (che ormai non concede più nulla alla risposta), il n. 9 del mondo non riesce a imporre il proprio gioco quando è in risposta e i due arrivano al tie-break. I due dritti sbagliati grossolanamente nello scambio di mini-break dopo il cambio campo sono sintomatici della tensione. Berrettini arriva per primo a set point, risponde alla prima di Travaglia e poi piazza il drittone vincente – appena il secondo di tutto il set.

All’inizio del secondo parziale, la gara è tra la necessaria reazione di quello sotto nel punteggio e un braccio più sciolto di quello avanti. Malgrado le tante prime in campo da parte di Matteo e il dritto che gli offre il 15-40 in ribattuta, è il n. 88 ATP a mettere le mani sui primi due game – un vantaggio che però svanisce subito, complici qualche errore di troppo e un Berrettini che approfitta al meglio delle seconde avversarie. Il servizio torna subito determinante, con entrambi che preferiscono tirare la prima verso il dritto dell’altro, per andare invece al corpo o verso il rovescio con la seconda.

Un paio di gran dritti romani, una volée incerta e al dodicesimo gioco la prima testa di serie arriva a match point, annullato dal preciso servizio esterno. Ecco allora il quinto tie-break consecutivo tra i due (il primo risale a un torneo Futures), con il doppio fallo marchigiano che manda Matteo avanti 4-2. Dopo una buona risposta, Travaglia si crea l’opportunità di incidere con lo sventaglio per tornare in corsa, ma lo manda largo. Entra allora in scena il passante di rovescio con cui Berrettini si prende l’ultimo punto e avanza al secondo turno in attesa del vincente fra Andy Murray e Benoit Paire.

Non ho sottovalutato Murray neanche nel nostro ultimo confronto a Shanghai 2019“, ha detto Matteo in conferenza rispondendo alla domanda di un cronista inglese e sottolineando la sua stima per l’ex numero uno britannico. Sul match di oggi, e in generale sul passaggio dalla terra all’erba, si è espresso così. “Credo di aver giocato più vincenti sulla terra che oggi” – ha detto col sorriso, ma pur considerando la differenza di lunghezza dei match (i 55 vincenti contro Djokovic li ha giocati in quattro set, oggi ne ha giocati solo due) la sensazione è che l’adattamento sia ancora in fase iniziale. “Ormai penso di essere un giocatore che gioca bene ovunque, ma è vero che qui cambia tutto. Sì, già oggi mi sono buttato di più a rete, ma devo sapere che la palla mi ritornerà più rapidamente: se l’avversario incoccia il passante…“.

PASSA ANCHE FOGNINI – Fabio Fognini non fallisce l’appuntamento con il secondo turno, favorito dal sorteggio piuttosto morbido. Pur esperto e dotato di un tennis adatto ai prati, il trentottenne taiwanese Lu ha vinto una sola partita negli ultimi tre anni – contro Querrey nell’ultima edizione del Miami Open; Fognini ha controllato il primo set senza concedere palle break e sembrava poter fare lo stesso nel secondo, ma dopo aver breakkato sul 4-4 ha mancato l’occasione di chiudere l’incontro. Perso il vantaggio si è ritrovato pochi minuti dopo invischiato nel tie-break, addirittura sotto 3-1, prima di alzare nuovamente i giri del motore e chiudere l’incontro con sei punti consecutivi. Tornerà in campo già domani contro il fresco campione di Stoccarda, Marin Cilic, che ha avuto bisogno di oltre due ore, tre set e quattro match point per superare l’austriaco Ofner.

Il tabellone completo

Continua a leggere

Flash

Steve Flink: “Il terzo set di Djokovic-Nadal al Roland Garros è stato il più bello della loro rivalità”

Ultimo video con il Direttore Scanagatta: Djokovic può fare il Grande Slam? La doppietta di Krejcikova e i difetti caratteriali di Zverev

Pubblicato

il

Rafael Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (ph. ©Cédric Lecocq _ FFT)

Quella del 2021 è stata un’edizione del Roland Garros con tanti spunti e altrettanti momenti da ricordare, non c’è dubbio. Ubaldo Scanagatta e Steve Flink hanno provato a fare il punto, spaziando dalle grandi rimonte di Djokovic all’interruzione del regno di Rafa Nadal, con uno sguardo anche a Wimbledon già imminente. Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

1:14 – Su Djokovic-Nadal. Ubaldo: “Il terzo set è stato uno dei migliori set che abbia mai visto e anche Djokovic lo ha evidenziato come uno dei suoi migliori match giocati al Roland Garros”. Flink: “Nel primo set erano entrambi nervosi, non è stato un grande set, il secondo è stato giocato molto bene, il terzo è stato il miglior set che abbiano giocato l’uno contro l’altro, nel quarto Djokovic ha giocato benissimo mentre Nadal era esausto. È stata una grande performance da parte di Djokovic, una fantastica rimonta e un terzo set che tutti noi ricorderemo”. Ubaldo: “Nel terzo set ci sono stati sette game ai vantaggi, entrambi hanno avuto break point. Per quanto concerne le emozioni non potevamo chiedere di meglio, un ritmo e una intensità incredibili”.

 

4:40 – Flink: “Chiunque avesse vinto il terzo set avrebbe portato a casa il match”. Ubaldo: “Quando hanno iniziato il tie-break del terzo set la sensazione è stata la stessa. L’inizio del quarto set stava per smentirci, ma poi Djokovic ha vinto sei game di fila”. Flink: “Rafa sembrava una po’ scoraggiato, non sembrava avere la stessa fiducia in sé stesso che di solito lo contraddistingue”.

08:40 – Flink: “Djokovic ha fatto un gran lavoro sia agli Australian Open che a Parigi. L’anno scorso la sua priorità era il record di settimane da numero 1 e lo ha ottenuto, quest’anno il suo obiettivo era di vincere tutti e quattro gli Slam e ha conquistato i primi due dell’anno”.

09:40 – Sulla finale con Tsitsipas. Flink: “La partita è cambiata nel momento in cui ha fatto il break del 3-1 nel terzo set in quel game molto combattuto, da lì in avanti non hai più avuto problemi nei suoi turni di servizio”. Ubaldo: “A volte Tsitsipas gioca bene all’inizio e poi perde un po’ la concentrazione, ma da quel momento Djokovic non ha concesso più nulla”.

11:50 – Ubaldo: “Ci sono stati due Djokovic. Quello contro Nadal è stato molto emozionante, le urla, le grida, l’incoraggiarsi. In finale invece è stato un po’ piatto all’inizio, come se fosse stanco e volesse conservare le energie. Anche dopo la vittoria è stato molto calmo”.

17:00 – Flink: “Djokovic ricorderà questo torneo principalmente per il match contro Nadal, ma anche per aver trovato il modo di vincere questa finale dopo essersi trovato due set in svantaggio, anche se non era ispirato come lo era contro Nadal”.

18:50 – Ubaldo: “Djokovic è stato criticato per il suo modo di comportarsi contro Berrettini, quando ha urlato prima e dopo il match point. Nadal e Federer non si sarebbero mai comportati in quel modo”. Flink: “Aveva un sacco di emozioni represse nel match contro Berrettini. È una questione di personalità, esprime le sue emozioni ma è anche una persona cortese. Penso che i media e i fan lo prendano di mira. Non gli danno abbastanza credito per le sue qualità”.

24:45 – Su Tsitsipas-Zverev: Ubaldo: “Quando Zverev si avvicina alla rete e non sta troppo a fondocampo è il miglior atleta tra i giovani, insieme a Tsitsipas. È molto pericoloso sia con il dritto che con il rovescio”. Flink: “Concordo, e se Zverev avesse fatto il break nel primo game del quinto set avrebbe affrontato lui Djokovic in finale invece di Tsitsipas”.

26:00 – Sulla performance di Zverev: “Non puoi giocare in quel modo e poi lamentarti, non puoi permettere che uno come Tsitsipas vada due set sopra. Non credo lui abbia il giusto temperamento, perché si trova spesso in situazioni simili”.

28:20 – Sulle possibilità del Grande Slam. Ubaldo: “Adesso tutti parlano della possibilità di Djokovic di vincere tutti e quattro gli Slam, e per me è il favorito a Wimbledon, dove ha già vinto cinque volte, e probabilmente lo sarà anche allo US Open. Zverev forse è l’unico vero avversario di Novak a Wimbledon”. Flink: “Concordo con te, ma ricordiamoci del 2016, quando era nella stessa situazione di oggi e perse al terzo turno contro Querrey per eccesso di confidenza. Sarei molto sorpreso se una cosa del genere si ripetesse. Non sentirà la pressione a Wimbledon, mentre potrebbe avvertirla allo US Open”.

34:45 – Sul torneo femminile. Flink: “Speravo vincesse Sakkari, perché è dinamica sul campo, si muove bene ed è divertente da vedere in campo. Krejcikova e Pavlyuchekova hanno giocato una finale di buona qualità”. Ubaldo: “Principalmente il terzo set, perché nei primi due set non hanno mai giocato bene nello stesso momento”. Flink: “Krejcikova dovrebbe essere orgogliosa di quello che ha fatto, ha sconfitto Stephens, Gauff e salvato match point contro Sakkari”.

Transcript a cura di Giuseppe Di Paola

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement