Mondo Challenger: Harris si conferma, peccato per Giustino

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Mondo Challenger: Harris si conferma, peccato per Giustino

A Lexington l’azzurro manca ancora una volta l’appuntamento con il primo titolo Challenger, dominato dal sudafricano. Sorpresa Cressy a Cleveland, Evans sconfitto in finale a Quimper

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Cleveland, Ohio (cemento – 81.240$ +H)

Sorpresa a Cleveland, con la vittoria del tutto inaspettata di Maxime Cressy. Il ventunenne nato a Parigi, ma di passaporto statunitense, era uno degli unici due tennisti passati dalle mini-qualificazioni del nuovo formato del circuito Challenger, che prevede tabelloni a 48 giocatori con 16 bye e soltanto quattro giocatori a contendersi l’accesso attraverso il turno preliminare. Gli sono servite quindi ben sette vittorie, tra cui quella di rilievo su Tim Smyczek, per imporsi in un tabellone affollato, appena il secondo a questo livello nella sua intera carriera. L’aggiornamento della classifica ATP lo vede salire di ben 215 posizioni, raggiungendo la posizione 313. Giocatore di serve and volley ancora in forza al team universitario della UCLA, questa settimana Cressy si ritroverà nuovamente a partire “dal basso” anche a Dallas.

Launceston (cemento – 54.160$ +H)

 

Si è fermata a un solo match dall’arrivo la corsa di Lorenzo Giustino al primo titolo Challenger in carriera. Sul cemento di Launceston, in Australia, il ventisettenne napoletano ha ceduto nettamente in finale alla testa di serie numero uno Lloyd Harris per 6-2 6-2. Fattosi strada con vittorie di grinta, quasi sempre al terzo set, Giustino non è riuscito a ripetersi contro un avversario più fresco e quotato, dovendosi accontentare di un secondo “piatto” di consolazione a due anni e mezzo dal primo. Per Harris si tratta del terzo successo in carriera nel circuito minore, il secondo senza cedere neppure un set (gli era già successo a Lexington lo scorso agosto, quando in finale battè un altro azzurro, Stefano Napolitano). Grazie agli 80 punti ottenuti, il classe 1997 sudafricano fa il suo definitivo ingresso in top 100 (esattamente alla posizione 100).

Quimper (indoor – 46.600$ +H)

Festeggiamenti casalinghi nell’unica tappa indoor della settimana, con Gregoire Barrere campione in Bretagna. In finale il ventiquattrenne francese si è imposto in rimonta su Daniel Evans, che sta sfruttando bene il circuito Challenger per ricostruirsi un ranking dopo la squalifica per uso di stupefacenti risalente al 2017. Entrambi i finalisti hanno ritoccato il loro ranking e rimangono stabili tra i primi 150. Male gli azzurri, nonostante la vicinanza a casa: cinque presenze, di cui tre dotate del bye, ma quattro sconfitte all’esordio (una sola vittoria, quella di Raul Brancaccio su Carlos Taberner). Lo stesso bilancio di Launceston, senza però nessun exploit.

QUESTA SETTIMANA – L’ATP Challenger Tour prosegue con un nuovo terzetto di tappe, ricalcando lo schema USA-Europa-Pacifico. Si giocherà a Budapest, con cinque italiani in tabellone, a Chennai, con due, e a Dallas, in Texas, senza presenze azzurre ma con due nomi “più grandi del torneo” nel tabellone di doppio: John Isner e Nick Kyrgios, in due coppie separate che potrebbero affrontarsi in finale.

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Robredo vince il Challenger di Parma: “Finale durissima, ma non ho mai mollato”

Federico Gaio si arrende soltanto al tiebreak del terzo set dopo 3 ore e 15 minuti di una finale al cardiopalma. Secondo titolo Challenger consecutivo per il veterano spagnolo

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Tommy Robredo - ATP Challenger Parma 2019 (foto Marta Magni)

[8] T. Robredo b. [6] F. Gaio 7-6(10) 5-7 7-6(6)

È Tommy Robredo il vincitore della prima edizione degli Internazionali di Tennis Emilia Romagna|GoldBet Tennis Cup. Lo spagnolo classe ’82 alza al cielo il trofeo dell’ATP Challenger targato MEF Tennis Events, andato in scena al Tennis Club President di Parma, dopo una finale al cardiopalma, in cui si è imposto su Federico Gaio con il punteggio di 7-6(10) 5-7 7-6(6) in 3 ore e 15 minuti di gioco.

Al termine della premiazione le parole dell’ex numero 5 del mondo: “È stata una partita durissima, perdevo 4-1 il terzo set ma non ho mollato e alla fine ce l’ho fatta. È il secondo Challenger consecutivo che vinco (a Poznan il primo dei due titoli, ndr), sono in un periodo più che positivo. Al Tennis Club President mi sono trovato benissimo, è un circolo incredibile: faccio i complimenti agli organizzatori per il lavoro svolto. Prossimi obiettivi? Recuperare in fretta da questa maratona per presentarmi al meglio ai prossimi impegni”.

 
Tommy Robredo e Federico Gaio – ATP Challenger Parma 2019 (foto Marta Magni)

Soddisfatto Marcello Marchesini, presidente di MEF Tennis Events: Il bilancio della manifestazione è estremamente positivo. Meriti agli sponsor e ai volontari, che hanno lavorato senza sosta in maniera incredibile affinché tutto andasse per il meglio. Ho parlato con tanti giocatori, si sono congratulati per l’ottima riuscita dell’evento con la promessa di tornare al Tennis Club President l’anno prossimo. Siamo già al lavoro per l’edizione del 2020: gli sponsor sono entusiasti del torneo e speriamo di poter contare anche sul supporto di quelli che per un motivo o per un altro non hanno potuto partecipare quest’anno”.

In conclusione la gioia di Fabio Rossi, direttore del torneo: “Sono del tutto soddisfatto. L’accordo con MEF Tennis Events ci ha permesso di riportare il grande tennis in Emilia Romagna dopo una decina d’anni, e la risposta di appassionati e addetti ai lavori è andata oltre le più rosee aspettative. Da oggi in poi lavoreremo spingendo sui nostri punti di forza con l’obiettivo di migliorare, per rendere la prossime edizione del torneo ancora più spettacolare”.

Ufficio Stampa ATP Challenger Parma

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Challenger Ilkley: Koepfer conquista titolo e wild-card per Wimbledon

Primo titolo Challenger in carriera per Dominik Koepfler. Dennis Novak si ferma a un punto dal sogno

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Dominik Koepfer a Ilkley 2019 (foto Twitter @ILTSC)

Conclusione al foto-finish per l’Ilkley Trophy 2019, il torneo Challenger che da cinque anni si disputa nella cittadina del West Yorkshire in contemporanea agli ATP 500 di Londra Queen’s e Halle. In una finale equilibratissima, durata un’ora e 49 minuti, il venticinquenne tedesco Dominik Koepfer, n. 167 della classifica mondiale, ha sconfitto per 3-6, 6-3, 7-6(5) l’austriaco Dennis Novak, testa di serie n.9 del torneo, che nel corso della settimana aveva posto fine all’avventura della wild card locale Paul Jubb, diciannovenne originario di York (come Kyle Edmund) salito alla ribalta delle cronache tenniste in Inghilterra per essere diventato il primo britannico a vincere il titolo universitario NCAA negli Stati Uniti.

Dopo un primo set vinto piuttosto agevolmente rimediando ad un’inizio di peste (break subito in apertura e primi sette punti andati all’avversario), Novak non è riuscito a piazzare l’allungo vincente all’inizio del secondo parziale, quando non è riuscito a convertite ben sei palle break nei primi tre turni di servizio di Koepfer, il quale si è molto spesso affidato allo slice esterno “mancino” da sinistra, mettendo in grande difficoltà la risposta dell’austriaco. Durante il suo turno di battuta sul 3-4 Novak prima si è fatto prendere il tempo su un paio di risposte, non riuscendo ad organizzare passanti accettabili, poi ha regalato il break decisivo al suo avversario con due errori gratuiti molto gravi negli scambi da fondo. Sembrava però un incidente di percorso, perché Novak pareva comunque in controllo del gioco, soprattutto nei suoi turni di servizio, e riusciva a fare parecchi danni sulla seconda di Koepfer (5 su 20 per il tedesco nei primi sue set).

La prima grossa chance per Novak arrivava sull’1-0, quando si procurava due palle break sul 15-40 ma non riusciva a rispondere alle curve mancine di Koepfer. L’austriaco riusciva a rimediare a un paio di disastri in cui incappava sul 3-3 annullando tre palle break grazie a un paio di buoni servizi e a una maggiore solidità sulla diagonale “destra” che insisteva sul rovescio di Koepfer. Il pubblico da tutto esaurito arrivato a Ilkley da quasi tutto il Nord dell’Inghilterra apprezzava lo spettacolo, reso ancora più imprevedibile dalle folate di vento che rendevano ancora meno efficace il tiepido sole che riusciva a portare la temperatura appena sopra ai 15 gradi. La vera occasione per Novak arrivava sul 5-4, quando andava subito 0-30, si procurava un match point sul 30-40 dopo un lungo scambio, ma poi non riusciva a rispondere allo slice esterno di Koepfer. Il tie-break decisivo rimaneva in equilibrio fino alla fine, fino a che sul 5-6 Novak metteva in corridoio un diritto anomalo, sfogando poi la sua rabbia sulla pallina, scagliata nel fiume Wharfe che scorre dietro il centrale, e sulla sua racchetta, piegata a metà “à la Wawrinka”.

 

La vittoria nell’Ilkley Trophy procura a Koepfer non soltanto i €18.290 del primo premio, ma anche la wild card per il tabellone principale di Wimbledon, come tradizione per tutti i vincitori di questo torneo, e con essa le almeno 45.000 sterline spettanti agli sconfitti al primo turno dei Championships. “All’inizio del match era lui in controllo – ha detto un felicissimo Koepfer dopo la vittoria – poi sono riuscito a trovare un modo per girare la partita e alla fine poteva andare da una parte o dall’altra, e sono stato fortunato”. La wild card per Wimbledon era ben presente nella mente del tedesco, che però vive ormai stabilmente a Tampa, in Florida, e per tutta la settimana ha girato per il club indossando gli indumenti della Saddlebrook Academy: “Lo scorso anno a Wimbledon ho perso 7-5 al terzo dell’ultimo turno di qualificazioni, quest’anno riuscirò finalmente a giocare nel tabellone principale di uno Slam per la prima volta. Questa sera andrò a Londra, dove ho prenotato un Airbnb per la settimana prossima, pensando di dover giocare le qualificazioni. Potrò invece dedicarmi all’allenamento e al recupero, pronto a giocare a Wimbledon”.

Oltre alla sua prima vittoria in un torneo Challenger, Koepfer guadagna 35 posizioni nella classifica ATP salendo al numero 132, suo personale best ranking. Anche il suo avversario Novak ritocca la sua miglior classifica in carriera arrampicandosi fino al n. 104, ma fallisce l’ingresso nei Top 100 che invece avrebbe raggiunto se avesse trasformato il match point avuto. Ora deve andare a Roehampton a giocarsi le qualificazioni che lo scorso anno superò brillantemente, raggiungendo poi il terzo turno del tabellone principale sconfitto solamente in quattro set da Milos Raonic.

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Mondo Challenger: Giustino, la terza è quella buona. Trionfo ad Almaty e best ranking

Primo successo in carriera a livello Challenger per l’azzurro. Dopo le due finali perse nel 2019, trionfa in Kazakistan battendo Coria in finale. L’immortale Tommy Robredo trionfa a Poznan, Sela torna a vincere un torneo dopo due anni

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Lorenzo Giustino - ATP Challenger Almaty 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Almaty (Kazakistan, terra rossa, $54.160)

GIUSTINO, CHE SETTIMANA – Dopo una prima metà di stagione in cui aveva ottenuto ottimi risultati mostrando gran continuità, Lorenzo Giustino vince finalmente il primo Challenger in carriera vedendo ripagata la scelta di spingersi sino in Kazakistan per giocare su una terra battuta piuttosto rapida. L’inizio non è stato facile in quanto ha dovuto rimontare un set a Serdarusic, giustiziere in precedenza di Bonadio, unico altro italiano presente in tabellone. Un incontro sulla carta ostico lo opponeva a Santiago Giraldo agli ottavi, ma il campano ha lasciato appena quatto giochi al colombiano giocando la miglior partita del torneo e approfittando dei tanti errori dell’avversario.

Ai quarti di finale, a sorpresa, ha dovuto affrontare il cileno Tabilo, uscito vincitore da uno spot complicatissimo con Kuhn e Jaziri, il match è stato deciso nel bene o nel male sempre dall’italiano che nel secondo set ha commesso tantissimi errori in particolare col dritto e in un battibaleno si è ritrovato al terzo parziale dopo un netto 6-1. Sempre in spinta anche nel set finale ha limitato molto gli errori, si è conquistato diversi punti a rete e ha servito molto bene, chiudendo col punteggio finale di 6-3 1-6 6-3. Estremamente equilibrata anche la semifinale con lo spagnolo Vilella Martinez, dal gioco molto fastidioso, che per fortuna di Giustino ha avuto un netto calo nel terzo set, dopo una durissima battaglia nei primi due parziali.

LA FINALE – Nel match conclusivo del torneo dall’altra parte della rete Lorenzo ha trovato l’argentino Federico Coria, fratello minore di Guillermo, che meno di un mese fa aveva battuto Lorenzi in finale a Savannah. Sin dai primi scambi s’è vista la tanta tensione di entrambi, ma soprattutto quando si è entrati nelle fasi conclusive di entrambi i set il servizio è diventato quasi un handicap e anche gli attacchi a rete di ambo i giocatori erano piuttosto titubanti. Aggiudicatosi il primo parziale con lo score di 6-4 dopo quattro break consecutivi, Giustino si issava fino al 4-0 nel secondo parziale e il match sembrava totalmente nelle mani dell’italiano, che però ha iniziato a commettere errori banali dettati dall’emozione e si è ritrovato sul 5-4 con il servizio a disposizione di Coria dopo aver sciupato anche due match point.

L’argentino, al servizio per riagguantare Lorenzo, ha tremato a sua volta e ha concesso altri due match point al napoletano che sul primo non ha chiuso uno smash elementare e una voleè successiva molto fattibile, venendo poi infilato; sembrava un incubo, ma alla fine al quarto match point ha tirato fuori tutto il coraggio spingendo a tutta su un dritto inside in che si è rivelato vincente, consentendo a Giustino di alzare le braccia al cielo e di rivolgersi al suo angolo con lo sguardo incredulo e gli occhi pieni di emozione.

 

Finale: L. Giustino b. F. Coria 6-4 6-4

Challenger Surbiton (Inghilterra, erba, €137.500)

Nel primo torneo Challenger su erba del 2019 trionfa uno specialista come Daniel Evans, che sui prati esprime senza dubbio il suo miglior tennis. La partita più complicata della settimana è stata la semifinale contro Marius Copil, gigante rumeno apparso in ottima condizione dopo un periodo di forma altalenante. Un altro giocatore ritrovato è Viktor Troicki, che in finale non ha potuto nulla contro Evans ma che in precedenza aveva ottenuto vittorie di spessore contro Humbert, Kudla e Karlovic. La finale, a senso unico, si è conclusa col punteggio di 6-2 6-3 in favore di Evans, che ha perso il servizio solo nelle battute iniziali del secondo set, ma non c’è mai stata l’impressione che Troicki, apparso affaticato dalle battaglie precedenti, potesse impensierire il britannico dal gioco sempre offensivo.

Finale: D. Evans b. V. Troicki 6-2 6-3

Challenger Poznan (Polonia, terra rossa, € 69.280)

Torna al successo Tommy Robredo, un titolo totalmente insperato dopo una stagione che lo aveva visto ottenere solamente quattro vittorie a fronte di dieci sconfitte, quasi tutte a livello Challenger. Il cammino dell’iberico è stato tortuoso ma ha dimostrato di essere ancora in ottime condizioni fisiche, vincendo quattro match su sei al terzo set. Sono stati ben tre i match vinti contro italiani: al primo turno Robredo ha estromesso Jacopo Berrettini, successivamente ai quarti ha rimontato un set di svantaggio a Mager, che non ha concretizzato molte occasioni e in semifinale ha battuto la lietissima sorpresa del torneo Andrea Vavassori, prima di vincere anche la finale col Next Gen Molleker, apparso molto discontinuo e troppo fragile di fronte al tennis consistente di Robredo.

Due parole van spese senza dubbio per la settimana di Vavassori: giunto lì prevalentemente per il doppio, specialità nel quale è vicino alla top 100 e dove ha ottenuto una splendida vittoria questa settimana al fianco di Vega Hernandez, “Wave” si è anche qualificato per il tabellone principale di singolare, come gli era capitato spesso in questa stagione, ma mai si era spinto oltre gli ottavi. Col suo tennis sempre d’attacco, il frequentissimo serve&volley e l’uso dello slice è riuscito a ottenere ottime vittorie, come ad esempio quelle su Otte e Giannessi, dimostrando un grande aumento di fiducia anche in questa disciplina.

Finale: T. Robredo b. R. Molleker 5-7 6-4 6-1

Challenger Prostejov (Repubblica Ceca, terra rossa, €92.040)

Pablo Andujar vince il torneo senza alcun problema, lasciando le briciole a tutti i suoi avversari e dimostrando che su questa superficie vale ancora molto di più dei Challenger. Il cammino dell’iberico è stato totalmente liscio, dieci games persi in tre match per giungere in semifinale, dove ha dovuto affrontare la prima testa di serie del torneo, Casper Ruud, che arrivava qui in ottimo stato di forma ma che ha perso col netto score di 6-2 6-4 dall’esperto spagnolo. Anche la finale è stata a senso unico tranne un piccolo sussulto di Attila Balasz, rientrante ungherese che aveva vinto delle belle battaglie per giungere all’ultimo atto ma che è sembrato in grado di impensierire il solido Andujar solamente nelle fasi centrali del secondo parziale, perso poi con il punteggio di 7-5. Buon torneo di Federico Gaio, giunto ai quarti di finale dopo una bella vittoria su Kovalik con il punteggio di 6-0 6-4, poi si è arreso ma solamente col punteggio di 6-3 1-6 6-4 contro Casper Ruud, dimostrando comunque di avere il livello per potersela giocare anche contro questi giocatori.

Finale: [3] P. Andujar b. [11] A. Balazs 6-2 7-5

Challenger Little Rock (USA, cemento outdoor, $81.240)

Torna al trionfo che mancava da due anni l’israeliano Dudi Sela, specialista dei Challenger che ha conquistato in America il titolo numero 23 della sua lunga carriera. L’israeliano ha dimostrato di trovarsi molto bene sulla superficie rapida statunitense, giocando il suo solito tennis fatto di appoggi, di timing e di linee di gioco molto alternative che hanno mandato in crisi i quattro bombardieri USA trovati nel percorso sino alla finale. Proprio l’ultimo atto è stato probabilmente il match più facile per l’israeliano in quanto Duckhee Lee, il giocatore coreano noto in quanto sordo da entrambi i lati, era non al meglio della condizione fisica e si è ritirato sotto di set e break impedendo a Sela di festeggiare in modo adeguato.

Finale: D. Sela b. D.H. Lee 6-1 4-3 rit.

QUESTA SETTIMANA – Tanti tornei anche questa settimana: si prosegue sull’erba col ricco Challenger di Nottingham mentre su terra si gioca a Lione e a Shymkent. Infine continua la trafila di Challenger statunitensi: tanti americani giocheranno il torneo di Columbus.

Andrea Pellegrini Perrone

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