Mondo Challenger: Harris si conferma, peccato per Giustino

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Mondo Challenger: Harris si conferma, peccato per Giustino

A Lexington l’azzurro manca ancora una volta l’appuntamento con il primo titolo Challenger, dominato dal sudafricano. Sorpresa Cressy a Cleveland, Evans sconfitto in finale a Quimper

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Cleveland, Ohio (cemento – 81.240$ +H)

Sorpresa a Cleveland, con la vittoria del tutto inaspettata di Maxime Cressy. Il ventunenne nato a Parigi, ma di passaporto statunitense, era uno degli unici due tennisti passati dalle mini-qualificazioni del nuovo formato del circuito Challenger, che prevede tabelloni a 48 giocatori con 16 bye e soltanto quattro giocatori a contendersi l’accesso attraverso il turno preliminare. Gli sono servite quindi ben sette vittorie, tra cui quella di rilievo su Tim Smyczek, per imporsi in un tabellone affollato, appena il secondo a questo livello nella sua intera carriera. L’aggiornamento della classifica ATP lo vede salire di ben 215 posizioni, raggiungendo la posizione 313. Giocatore di serve and volley ancora in forza al team universitario della UCLA, questa settimana Cressy si ritroverà nuovamente a partire “dal basso” anche a Dallas.

 

Launceston (cemento – 54.160$ +H)

Si è fermata a un solo match dall’arrivo la corsa di Lorenzo Giustino al primo titolo Challenger in carriera. Sul cemento di Launceston, in Australia, il ventisettenne napoletano ha ceduto nettamente in finale alla testa di serie numero uno Lloyd Harris per 6-2 6-2. Fattosi strada con vittorie di grinta, quasi sempre al terzo set, Giustino non è riuscito a ripetersi contro un avversario più fresco e quotato, dovendosi accontentare di un secondo “piatto” di consolazione a due anni e mezzo dal primo. Per Harris si tratta del terzo successo in carriera nel circuito minore, il secondo senza cedere neppure un set (gli era già successo a Lexington lo scorso agosto, quando in finale battè un altro azzurro, Stefano Napolitano). Grazie agli 80 punti ottenuti, il classe 1997 sudafricano fa il suo definitivo ingresso in top 100 (esattamente alla posizione 100).

Quimper (indoor – 46.600$ +H)

Festeggiamenti casalinghi nell’unica tappa indoor della settimana, con Gregoire Barrere campione in Bretagna. In finale il ventiquattrenne francese si è imposto in rimonta su Daniel Evans, che sta sfruttando bene il circuito Challenger per ricostruirsi un ranking dopo la squalifica per uso di stupefacenti risalente al 2017. Entrambi i finalisti hanno ritoccato il loro ranking e rimangono stabili tra i primi 150. Male gli azzurri, nonostante la vicinanza a casa: cinque presenze, di cui tre dotate del bye, ma quattro sconfitte all’esordio (una sola vittoria, quella di Raul Brancaccio su Carlos Taberner). Lo stesso bilancio di Launceston, senza però nessun exploit.

QUESTA SETTIMANA – L’ATP Challenger Tour prosegue con un nuovo terzetto di tappe, ricalcando lo schema USA-Europa-Pacifico. Si giocherà a Budapest, con cinque italiani in tabellone, a Chennai, con due, e a Dallas, in Texas, senza presenze azzurre ma con due nomi “più grandi del torneo” nel tabellone di doppio: John Isner e Nick Kyrgios, in due coppie separate che potrebbero affrontarsi in finale.

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Mondo Challenger: fantastico Mager, successo a Barletta e best ranking

Si apre nel migliore dei modi per l’Italia la trafila di challenger sul rosso col successo di Gianluca Mager a Barletta. Novak conquista il primo titolo in carriera nel ricco challenger di Taipei mentre Carballes Baena ottiene il settimo sigillo a Murcia

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Open Città della Disfida (Barletta, terra battuta, montepremi 46.600 euro)

Una cavalcata perfetta coronata con il secondo titolo in carriera a livello challenger per Gianluca Mager che a Barletta arriva sino alla finale senza perdere nemmeno un set, trionfa e raggiunge la posizione numero 144 del ranking mondiale. Accreditato dell’ottava testa di serie, che garantisce un bye all’esordio, entra in gara al secondo turno e sconfigge in due rapidi parziali il russo Kotov, prima di approfittare del ritiro di Kokkinakis che gli permette di arrivare ancora molto fresco ai quarti di finale, dove sconfigge Stefano Napolitano in due set ma al termine di un match molto duro. La semifinale contro Galovic si è rivelata anche più facile del previsto, con Mager che durante tutta la partita ha dimostrato una continuità di rendimento che fino a pochi mesi fa non era in grado di tenere nell’arco di un match. Giunto così all’atto finale, Mager ha disputato probabilmente la peggior partita del torneo, soffrendo la tensione e giocando prevalentemente in modo difensivo, lasciando a Milojevic il comando delle operazioni.

 

Dopo aver rimontato per due volte un break di svantaggio, nel tie break del primo set, Mager annulla caparbiamente due set point sul 4-6 per poi chiudere vittoriosamente sul 9-7. Il tennista italiano sfrutta l’inerzia a suo favore per allungare in apertura di secondo con Mager che nel decimo game del secondo parziale ha la chance di chiudere il match, però si inceppa nuovamente, gioca troppo corto e si lascia aggredire dal serbo che conquista tre games di fila allungando la sfida al terzo parziale. Bravo il ligure a resettare immediatamente in apertura di terzo parziale, ottenendo un importante break a 0 che però restituisce immediatamente a Milojevic, che successivamente tiene il servizio e si porta avanti. Nel quarto gioco del terzo parziale avviene l’episodio che cambia radicalmente il match: per rincorrere una splendida palla corta di Mager, Milojevic inciampa e va a sbattere contro il paletto della rete. Prova a riprendersi con un medical time out, torna in campo ma subisce un rapido parziale di sei punti a zero che lo convincono alla resa: Mager, ovviamente, non esulta ma è visibilmente contento e soddisfatto come ha dichiarato anche nelle interviste del dopo-gara. Anche il direttore del torneo, Enzo Ormas, si è complimentato col ligure augurandogli un futuro tra i primi 100 giocatori al mondo.

Buonissimo risultato in questo torneo anche per Jacopo Berrettini, che per la prima volta in carriera ottiene tre vittorie consecutive in un challenger che gli valgono i quarti di finale e 15 punti ATP. Giunge ai quarti anche Napolitano, sconfitto da Mager, mentre vengono eliminati agli ottavi di finale Quinzi, apparso non al meglio della condizione, Lorenzo Musetti, il primo 2002 a vincere due match di fila in un challenger, Stefano Travaglia e Filippo Baldi.

Finale: G. Mager d. N. Milojevic 7-6(7) 5-7 3-2 RET.

Taiwan Santaizi Challenger (Taipei, hard outdoor, montepremi 162.480 dollari)

Dopo una prima metà di 2018 brillante, negli ultimi 9 mesi il rendimento di Dennis Novak era vistosamente calato ma in questa settimana asiatica il venticinquenne austriaco che si allena spesso assieme a Dominic Thiem ha conquistato un titolo importante, il più prestigioso della carriera, che gli vale un ritorno a ridosso della centocinquantesima posizione del ranking mondiale. Dopo un esordio agevole contro Tokuda, Novak è stato bravo a venire a capo di un match complicato contro l’altro giapponese Uchida, avversario sempre ostico sul duro, prima di innalzare il livello e non lasciare neanche un set a Sugita e Kwon rispettivamente nei quarti di finale e in semifinale.

All’atto finale ha sfidato Sergiy Stakhovsky, uno dei pochi attaccanti puri rimasti ancora nel circuito, il cui doppio tweener nella sfida di secondo turno contro Stephane Robert ha fatto il giro del web. Dopo aver superato, sempre in lotta, Janvier Soeda e Ito, l’ucraino partiva probabilmente favorito anche in virtù della grande esperienza in una finale dove però è apparso totalmente scarico. Zero palle break concesse nell’arco di tutto l’incontro, pallino del gioco sempre in mano e grossa solidità da fondo han fatto la differenza in una finale dove Stakhovsky ha provato spesso e volentieri ad attaccare ma è stato più volte infilato da ottimi passanti di Novak. Nessun italiano era presente al torneo, in un periodo della stagione dove spesso e volentieri Thomas Fabbiano e Luca Vanni erano andati a cercar punti nel continente asiatico.

Finale. D. Novak d. S. Stakhovsky 6-2 6-4

Murcia Open MCT 1919 (Murcia, terra battuta, montepremi  46.600 euro)

Roberto Carballes Baena conquista il settimo titolo Challenger in carriera, il primo del 2019 e il secondo in generale conquistato nella sua nazione. Dopo aver passato agevolmente i primi due turni, contro Federico Gaio e Sergio Gutierrez Ferrol, vince una gran lotta con Lopez Perez per 7-6 al terzo set e rimonta un set di svantaggio a Kimmer Coppejans in semifinale per approdare all’atto decisivo contro Mikael Ymer, giovane promessa del tennis svedese che finora non è riuscito mai a compiere il definitivo salto di qualità. Molto convincente in ogni caso il cammino di Mikael in questo torneo dove è arrivato in finale senza lasciare nemmeno un set per strada sconfiggendo Choinski, Brancaccio e Molleker prima di approfittare del walkover di Griekspoor in semifinale, utile ad arrivare in finale riposato.

La sua partenza nell’atto finale è ottima, break in apertura e solidità al servizio approfittando dei tantissimi errori commessi da Carballes anche su colpi facili da spingere. Dopo un breve toilet break altermine del primo set l’iberico torna in campo molto più deciso, riduce al minimo gli errori e riesce a muovere bene Ymer che in una decina di minuti si ritrova sotto 3-0. Lo svedese sembra molto nervoso nei confronti del suo angolo, come se cercasse un capro espiatorio a cui attribuire il suo calo di rendimento. Carballes ottiene un altro break che lo porta sul 4-0 e a quel punto è Ymer a mollare il secondo parziale, 8 punti a 0 per il classe 1992 che vince il secondo parziale col netto score di 6-0. Il terzo set è quello più combattuto, entrambi riescono a tenere i primi turni di battuta anche se Ymer è quello che appare più in sofferenza ma la svolta è nel sesto game: lo svedese serve sotto 3-2 nel punteggio e si riesce a portare 40-15, ma non chiude, il game si allunga e su due ulteriori palle game mostra entrambe le volte un segno all’arbitro sostenendo sia out, ma in ambo i casi l’arbitro giudica la palla buona mandando su tutte le furie lo svedese che esce dal match mentalmente, perde quel game di servizio, non sfrutta una palla break per rientrare nel game successivo e abbandona definitivamente la contesa perdendo a 0 l’ultimo game in battuta. Braccia al cielo per Carballes che in questo 2019 non aveva mai vinto oltre due match di fila e adesso ottiene questi importanti 80 punti che gli permettono di riavvicinare la top100.

Erano cinque gli italiani al via: Vavassori ha superato le qualificazioni ma è stato eliminato al primo turno, Bonadio è stato battuto all’esordio in due rapidi set da Balasz, che aveva sconfitto poche settimane prima, Gaio ha superato un turno prima di arrendersi nettamente al vincitore del torneo, mentre i più bravi sono stati Brancaccio, arrivato agli ottavi vincendo due grandi battaglie prima di arrendersi a Ymer e Caruso, che nei quarti di finale ha il rimpianto di non aver saputo approfittare di un Griekspoor non al meglio della condizione

Finale: R. Carballes Baena d. M. Ymer 2-6 6-0 6-2

QUESTA SETTIMANA – Ben quattro i tornei previsti: il più ricco è il Challenger di Anning, su una terra battuta in altura abbastanza atipica, dove non son presenti italiani. Paolo Lorenzi unico italiano presente negli Stati Uniti dove si disputa su terra verde il challenger di Sarasota mentre a San Luis Potosi, su cemento outdoor, non son presenti italiani ma il torneo risulta molto interessante specialmente per le presenze di Bublik, Brown e Tipsarevic, tutti in gran forma. Otto italiani al via sul challenger di Tunisi, che si disputa su terra battuta e vedrà al primo turno anche un derby tricolore tra Moroni e Bonadio, entrambi a caccia della miglior condizione; presenti anche Vavassori, Marcora, Giustino, Travaglia, Gaio e Napolitano, in un torneo dove la prima testa di serie è Pablo Cuevas e c’è anche la presenza di Viktor Troicki, lontano dalla miglior forma ma sempre cliente ostico.

Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: Andujar e Brown vincono sul rosso

Pablo l’indomabile: Andujar vince ancora in Spagna. Genio e sregolatezza trionfano a Sophia Antipolis e a Monterrey con le vittorie rispettivamente di Brown e Bublik

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In una settimana dove, a causa della Davis, non ci son stati tornei del circuito maggiore, 10 top 100 hanno deciso di giocare nei 3 tornei challenger in programma ma solamente uno di loro ha conquistato il titolo: Pablo Andujar, vittorioso ad Alicante. Brown trionfa nell’accademia di Mouratoglou, Bublik conquista il sesto sigillo in Messico.

Ferrero Challenger Open (Alicante, terra battuta, montepremi 46.600 euro)

 

Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 Andujar ha disputato 4 tornei Challenger, vincendone 3 e perdendo solo una partita, in semifinale a Santiago dal next gen di Taipei Tung-Lin Wu, registrando così uno score di 18 vittorie negli ultimi 19 match disputati nel circuito cadetto. Durante questa settimana ad Alicante ha travolto uno dietro l’altro, senza mai lasciare per strada un set, Vatutin, De Greef, Domingues e Taberner, prima di arrivare all’atto conclusivo e dar vita ad una bella battaglia contro il connazionale Pedro Martinez.

Forte vento a condizionare una finale caratterizzata da parecchi break, quattro di fila in apertura e in generale otto nei primi undici turni di servizio. Dopo un primo set conquistato da Andujar, molto regolare da fondo come suo solito, Martinez ha provato a mischiare un po’ le carte in tavola prendendosi qualche rischio in più, attaccando spesso in controtempo e giocando qualche dritto in chop e rovescio in back reso talvolta ingestibile dal forte vento, oltre a muovere maggiormente Andujar in avanti con qualche bel drop shot. La tattica funziona e Martinez conquista il secondo set, arrivando così a giocarsi il titolo più prestigioso della sua carriera in un terzo parziale ricco di emozioni: troppi errori in apertura portano rapidamente Andujar sul 3-1, con due chance di 4-1 e doppio break che avrebbero chiuso definitivamente la contesa ma, ad un passo dal baratro, il ventunenne nativo di Valencia ha inanellato una striscia di dodici punti a tre che lo han portato a condurre per 4-3 nel parziale decisivo.

L’inerzia ed il pubblico erano totalmente a favore dell’iberico più giovane, ma Andujar ha sensibilmente innalzato il livello e ridotto il numero degli errori, la prima di Martinez è venuta a mancare nel nono game e Pablo con un dritto inside-out ha conquistato la chance di andare a servire per il decimo titolo Challenger in carriera. Sopra 40-15 si apre il campo con un servizio ad uscire, tira il successivo rovescio incrociato in campo aperto e, non appena la pallina rimbalza per la seconda volta, si lascia cadere a terra visibilmente contento e commosso. I due titoli in altrettante settimane lo riportano temporaneamente al numero 70 del ranking ATP, ma il difficile per Pablo arriva questa settimana, che è chiamato a difendere i 250 punti conquistati a Marrakech nel 2018.

Erano otto gli italiani al via, il miglior risultato lo ha raggiunto Salvatore Caruso che ha battuto il vecchio volpone iberico Gimeno Traver e successivamente Elias Ymer, promessa del tennis svedese non ancora decollata, prima di sciupare una grossa occasione contro Taberner vanificando un set ed un break di vantaggio.

Finale: P. Andujar b. P. Martinez 6-3 3-6 6-4

Mouratoglou Open (Sophia Antipolis, terra battuta, montepremi 69.280 euro)

Nella bellissima accademia di uno dei coach piú famosi al mondo ritrova l’ispirazione Dustin Brown; l’eclettico tedesco conferma di esaltarsi laddove c’è una folta presenza di pubblico e dopo la finale raggiunta nel ricco Challenger di Genova riesce a tornare a conquistare un trofeo che mancava dal 2016. Sebbene l’età avanzi anche per lui, Dustin a 34 anni riesce ancora a sciorinare delle giocate di pregevolissima fattura, dimostrando che quando lui si riesce a divertire in campo, il pubblico si diverte ancor più di lui.

Le due vittorie di maggior prestigio sono state senza dubbio quelle su Robin Haase, accreditato della seconda testa di serie e quella in finale su Filip Krajinovic, che con questo torneo ritorna tra i primi 100 ma il cui reale valore è certamente più alto. Oltre a queste due vittorie di prestigio, per un giocatore come Brown è sempre stato difficile dare continuitá ai risultati all’interno della stessa settimana e quindi anche battere dei validi banchi di prova come Crepatte, Coppejans, Donati e il connazionale next-gen Rudolf Molleker dimostrando concentrazione e spirito di sacrificio, è una nota di merito che non sempre in carriera è stata attribuibile a Brown.

Nell’atto finale il tennista nato in Giamaica è partito subito forte, conquistando a furia di smorzate e serve&volley un vantaggio di 3-0 in maniera abbastanza rapida, concretizzando la prima palla break a sua disposizione ed annullando la chance di controbreak concessa al serbo nel terzo game. Il primo parziale è andato avanti senza particolari emozioni sino al nono game, quando Brown ha chiuso il set dopo aver annullato due pericolose palle break. La partita, nel bene e nel male, come capita molto spesso con Dustin in campo, l’ha continuata a condurre lui anche nel secondo parziale dove è stato il primo ad avere palle break, nel quinto game, salvo poi subire la reazione del serbo che le ha annullate servendo molto bene e ha approfittato del primo vero passaggio a vuoto di Brown nel game successivo per portarsi avanti 4-2.

Da quel momento in avanti la partita ha perso ogni filo logico, è diventata ancora più spettacolare ma assolutamente imprevedibile, Brown con una giocata meglio dell’altra ha vinto tre games di fila ai vantaggi ed è andato a servire per il match, ma ha subito il controbreak commettendo un errore grossolano sotto rete. Nonostante l’occasione sciupata ha continuato a lottare, attaccando costantemente Krajinovic e garantendosi la chance di servire di nuovo per il match. Non manca il brivido nemmeno nell’ultimo game, quando Krajinovic ha una chance di andare al tie break, Brown gliela annulla, spreca un match point ma non il secondo: servizio esterno, voleè nell’angolo opposto e 90 punti in cascina che gli valgono il ritorno tra i primi 200 giocatori del ranking.

Tantissimi i giocatori italiani che si son ben destreggiati in questo torneo: arriva in semifinale Marcora, autore di una netta vittoria su un Benoit Paire molto poco ispirato, sconfitto per 6-2 6-3, il medesimo punteggio con cui il nativo di Busto Arsizio si é imposto nel match successivo su Alessandro Giannessi, mentre Filippo Baldi ha ottenuto un game in più, perdendo per 6-3 6-3 da Marcora che poi si è arreso al finalista Krajinovic con lo score netto di 6-2 6-2. Rientra comunque tra i primi 200, avvicinando il best ranking di numero 178 che dista solamente 15 posizioni.

Molto bene anche Gianluca Mager: il ligure arriva ai quarti di finale registrando una sontuosa vittoria sul top50 Herbert, sconfitto in due parziali (7-6 7-5) in un match caratterizzato da una grandissima soliditá al servizio da parte di Mager, che mai come in questo 2019 ha dato continuitá ai suoi risultati. Oltre al giá citato Baldi, arriva ai quarti di finale anche Matteo Donati, che non vinceva tre match di fila da Settembre 2018 e che prima del challenger di Marbella, giocato la settimana precedente, veniva da una striscia negativa di 10 sconfitte di fila al primo turno; speriamo che questo risultato serva a risollevare un po’ il morale di Matteo, che nelle ultime stagioni è stato fortemente condizionato da problemi fisici che sembrano finalmente aver dato tregua al giovane alessandrino, il quale dopo aver battuto in un match tiratissimo Couacaud agli ottavi si è arreso al futuro campione Brown.

Finale: D. Brown b. F. Krajinovic 6-3 7-5

Abierto GNP Seguros 2019 (Monterrey, hard outdoor, montepremi 162.480 euro)

Nella stessa location del torneo WTA che ha visto imporsi Garbine Muguruza si è svolto il torneo Challenger con montepremi più alto di questa settimana, vinto da Alexander Bublik. Il giovane classe 1997, diventato kazako da poco più di un anno per motivi economici, è al quarto successo nel circuito cadetto negli ultimi 6 mesi, il sesto in carriera, numeri di certo non indifferenti per un ragazzo che ha dimostrato di essere un ostico cliente per molti nelle giornate di grazia, ma di avere troppe giornate dove l’atteggiamento in campo è quello di chi preferirebbe essere in fila alle poste.

Il successo in finale lo ha ottenuto in modo netto su Emilio Gomez, sconfitto col punteggio di 6-3 6-2 ma le due vittorie di maggior rilievo sono senza dubbio quelle ai quarti di finale, dove ha sconfitto Feliciano Lopez, ed in semifinale dove si è imposto al tie break del terzo set su Tennys Sandgren, prima testa di serie del tabellone. Bublik è un giocatore dotato di un servizio molto potente e spesso, indipendentemente dalle situazioni di punteggio, forza sia la prima sia la seconda, infatti un dato curioso riguarda i doppi falli del kazako: in ben tre occasioni questa settimana si è spinto in doppia cifra, totalizzando complessivamente 42 doppi falli in cinque incontri, un numero certamente non indifferente. Va detto peró che anche gli aces, 72 in 5 partite, non sono affatto pochi.

L’unico giocatore italiano ad aver tentato la trasferta americana è stato il solito Paolo Lorenzi, al quale il sorteggio ha messo di fronte un cliente ostico come Donald Young, che ha sconfitto Paolino per poi issarsi fino alla semifinale.

Finale: A. Bublik b. E. Gomez 6-3 6-2

QUESTA SETTIMANA Anche questa settimana ci sono tre tornei Challenger in programma; inizia da Barletta la lunga stagione di tornei italiani su terra battuta, con ben venti italiani al via (18 in main draw, 2 nelle qualificazioni), tra cui figurano Quinzi, prima testa di serie del torneo, Travaglia, Baldi, Mager e anche i tre giovanissimi Sinner, Musetti e Zeppieri. A Murcia, in Spagna, sono al via altri cinque azzurri, ma il motivo principale di interesse del torneo è senza dubbio l’addio al tennis di Nico Almagro. Nessun italiano invece si è spinto sino a Taipei nel Challenger più ricco in programma (162.480 di montepremi).

Andrea Pellegrini Perrone 

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Mondo Challenger: Benoit Paire…de un torneo vinto a Marbella. Esulta Andujar

Il francese, dopo aver salvato due match point ai quarti, ne spreca uno in finale. A Saint Breuc si impone per la prima volta Majchrzak

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Benoit Paire at 2017 ABN Amro World Tennis Tournament (© Henk Koster)

Casino Admiral Trophy (Marbella, terra battuta, montepremi 46000 euro)

Benoit Paire non disputava la finale di un challenger dal 2017 (Sophia Antipolis) e non ne vinceva uno dal 2015 (Mouilleron Le Captif), e in quel di Marbella sembrava pronto ad aggiornare entrambe le statistiche. Ci è riuscito soltanto con la prima, poiché ha perso la finale del challenger spagnolo contro il padrone di casa Andujar in circostanze piuttosto rocambolesche. Dopo aver vinto il primo set con il punteggio di 6-4, nel secondo si è portato avanti 4-1 e poi 5-3, prima di subire la parziale rimonta di Andujar; sul 6-5 però, con l’avversario al servizio, si è guadagnato un match point stampando sulla riga una gran bella risposta di dritto (non certo il suo colpo migliore). Una risposta di rovescio l’ha però successivamente tradito, così come il dritto piuttosto comodo che ha messo in corridoio nel tie-break consegnandolo di fatto ad Andujar. Perso il set, Benoit è comunque rimasto in partita ma il servizio lo ha abbandonato proprio nei momenti decisivi del terzo set.

In qualche modo Paire ha subito la rivalsa del destino che ai quarti di finale lo aveva aiutato a superare Alessandro Giannessi annullando due match point. Anche Andujar ha sconfitto un italiano lungo il suo percorso (Mager, sempre ai quarti) mentre Brancaccio, Arnaboldi Baldi e Bolelli sono stati eliminati agli ottavi di finale.

Andujar vince così il quarto challenger nell’ultimo anno solare – nel mezzo anche un titolo del circuito maggiore, a Marrakech – e ammortizza già i punti del titolo vinto lo scorso anno ad Alicante, torneo che comunque ha scelto di disputare: sarà prima testa di serie e affronterà all’esordio uno tra Vatutin e l’italiano Bonadio. Anche Paire proseguirà a giocare nel circuito cadetto e a Sophia Antipolis, sui campi della Mouratoglou Academy, esordirà contro Lamasine o il nostro Marcora.

Finale: P. Andujar b. B. Paire 4-6 7-6(6) 6-4

Open Harmony Mutuelle (Saint Breuc, cemento outdoor, montepremi 46000 euro)

In Francia torneo di pari montepremi, che si è però concluso con una finale decisamente meno affascinante. Il polacco Majchrzak ha battuto in due set (6-3 7-6) il 22enne francese Janvier Maxime. Per Majchrzak si tratta del primo titolo challenger in carriera dopo tre finali perse (l’ultima lo scorso anno a Tashkent contro Auger-Aliassime), una vittoria che gli vale anche un best ranking di numero 130 del mondo. Per il runner-up Janvier comunque un ottimo torneo, che gli permette di rientrare in top 200 e avvicinare il suo miglior piazzamento in classifica (adesso è n.198 ma a gennaio si è spinto fino alla posizione 194); per arrivare in finale ha battuto avversari di buon lignaggio, nell’ordine Gombos, Stakhovsky, Horansky e soprattutto i connazionali Mahut e Moutet. Entrambi non disputeranno tornei questa settimana. Per quanto attiene ai giocatori italiani, solo Matteo Viola ha vinto almeno un incontro spingendosi fino agli ottavi di finale (sconfitto da Barrere).

QUESTA SETTIMANA – Con il circuito maggiore fermo a causa del ‘buco’ di calendario riservato alla Coppa Davis (che non si gioca più, se non nei raggruppamenti zonali), attenzione rivolta ai tre challenger della settimana con ben 19 italiani impegnati. Trovate tutte le informazioni QUI.

 

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