Fed Cup, quarti di finale: Francia e Bielorussia sul 2-0, ceche sull'1-1

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Fed Cup, quarti di finale: Francia e Bielorussia sul 2-0, ceche sull’1-1

Garcia e Cornet stendono il Belgio, Sabalenka e Sasnovich travolgono le tedesche. Equlibrio a Ostrava tra le campionesse in carica e la Romania. In parità anche Usa e Australia ad Asheville, vincono Barty e Keys

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Repubblica Ceca vs Romania 1-1

A Ostrava si gioca la prima giornata dell’incontro tra Repubblica Ceca e Romania di Fed Cup e i pronostici sono rispettati, gara equilibrata almeno oggi nel primo giorno di singolari. Nella prima partita Karolina Pliskova ha battuto agevolmente Mihaela Burzanescu, apparsa ancora indietro di preparazione dopo l’infortunio della scorsa estate a Montreal. Due i precedenti tra le giocatrici, con Pliskova sempre vincente, l’ultimo a Wimbledon lo scorso luglio. Gioca bene Karolina, numero 5 WTA, mantiene un ritmo altissimo, strappa due break all’avversaria nel primo set. In tutto il set non concede mai la possibilità a Burzanescu di rientrare, le lascia una palla break solamente, sale 5 a 0 e concede pochissimo. Chiuso il primo set per 6 a 1, Pliskova trova un’avversaria più agguerrita nel secondo set, almeno all’inizio. La rumena ribatte colpo su colpo e si difende benissimo in uno spettacolare terzo game, dove annulla due palle break ai vantaggi e porta a casa il gioco, battendosi come una leonessa. Ma le energie e la lucidità vanno tutte in questo game, Pliskova non si scompone e nel nono game strappa il break risolutivo. Primo punto per le ceche.

 

Addirittura un game in meno concede Simona Halep a Katerina Siniakova, numero 44 del mondo. Le due tenniste si erano incontrate per due volte a Shenzhen, nel 2017 e 18, con un match vinto per parte. Oggi invece non c’è stata mai partita. Halep prende subito un break nel primo set, si ripete nel settimo, poi nell’ottavo gioco spreca col servizio 4 set point, per farsi successivamente brekkare dall’avversaria. Sarà l’unica gloria concessa però alla Siniakova. Nel secondo set, nonostante la spinta del pubblico di casa, non c’è partita. Break della Halep nel primo, terzo e quinto game, non una palla break concessa all’avversaria e nemmeno un game. Si chiude per 6 a 0. Match di Fed Cup riportato in parità. Decisiva domani la partita tra Halep e Pliskova ma la sensazione è che il doppio di casa non possa sbagliare partita, per mantenere l’imbattibilità casalinga delle ragazze ceche, che dura dal 2009.

Germania vs Bielorussia 0-2

Il primo turno di Fed Cup giocato nella Volkswagen Halle di Braunschweig, vede la Germania padrona di casa capitolare sotto le ruspe della ditta di demolizioni che è la Bielorussia, perchè le due singolariste  Aliaksandra Sasnovich e Aryna Sabalenka sono semplicemente ingiocabili, possiedono l’energia e la faccia tosta della gioventù; non possono nulla due vegliarde come Tatjana Maria e Andrea Petkovic, per arginarle; si avverte molto la mancanza di Angie Kerber,  l’unica capace di opporsi a cotanta potenza di fuoco.

Il buongiorno si vede dal…primo game, nel quale Maria deve annullare tre palle break, confermando la vocazione aggressiva della squadra bielorussa: attaccare, attaccare e attaccare ancora. Saranno sette in totale per Aliaksandra, contro due di Tatjana. La giocatrice tedesca, oltre a far vedere qualche sprazzo di chip and charge, spinge costantemente sulla prima di servizio, colpendo a 184 km/h, quanto la media maschile ATP, ottenendo alla fine ben 5 aces; ma ha la tendenza a scomporsi, spesso in momenti cruciali quali la chiusura dei colpi a rete, steccando spesso col dritto. Entrambe tengono il servizio fino al 6-6, quando il mini-break di apertura a favore di Sasnovich spegne le energie di Maria, che si deve arrendere 7 a 3. Se Bielorussia significa Russia Bianca, altrettanto bianchi sono i gesti tennistici della Sasnovich, che non somiglia più alla esile ragazzina di due anni fa, ci si aspetta infatti che raggiunga posizioni ben più alte del 33 WTA attuale; ben 24 saranno i vincenti con i quali lascerà ferma la tedesca, staccandola e chiudendo il secondo parziale 6-3.

Scendono quindi in campo due giocatrici che fan spesso parlare di loro: la numero 9 mondiale Aryna Sabalenka, ormai un piccolo astro del tennis e Andrea Petkovic, ex numero 9 nel 2011 ora scivolata alla posizione 68, ma sempre capace di ispirare simpatia e rispetto negli spettatori di tutto il mondo. Ci si aspettano fuochi d’artificio, o perlomeno una resistenza all’arma bianca da parte della Petkovic, ma due set praticamente identici segano le gambe alla tedesca, che breakkata fin da subito di ogni parziale si deve arrendere al secondo raid aereo della giornata; la belva Sabalenka domina, grazie alla combo servizio-dritto e agli spostamenti rapidi, anomali per una tennista cosi’ massiccia; poco più di un’ ora di gioco basta a stritolare la povera tedeschina, che esce dal campo con l’aria di chi non ha potuto nulla contro un’avversaria che, per ora, è con cognizione di causa nelle prime 10  giocatrici al mondo.

I pronostici sono tutti a favore di questa Bielorussia, che si può permettere di schierare in doppio la campionessa Vika Azarenka , tanto sono forti le sue prime singolariste. Si vedrà domani cosa succede nel doppio ma, a spanne, una delle caselle delle semifinali di Fed Cup è già colorata di rosso-verde.

Belgio vs Francia 0-2

Esordio che più brillante non ci poteva essere per Julien Benneteau sulla panchina francese. Il nuovo capitano transalpino riporta Caroline Garcia ed il suo sorriso in squadra ed indovina Alizé Cornet come seconda singolarista nella sfida di Liegi contro il Belgio. Le due tenniste non lo tradiscono ed al termini due match avvincenti e tecnicamente validi fanno chiudere la Francia avanti 2-0 ipotecando così il passaggio alle semifinali della Fed.

Gran match tecnicamente parlando quello tra Caroline Garcia e Alison Van Uytvanck. Le due giocatrici servono alla grande e mettono in mostra un diritto esplosivo, patendo invece qualche sofferenza sul lato del rovescio. Il primo set fila via senza particolari sussulti, solide alla battuta le due contendenti, il parziale si decide al tie break dove Garcia scappa 5-0 e poi chiude senza problemi 7-2.

Caroline sembra a suo agio, sorride continuamente ai cambi di campo e si trova alla grande con Benneteau, con il quale scambia continuamente idee in panchina. La francese sembra in pieno controllo del match quando va sul 2-1 e servizio nel secondo set, i francesi intonano “Viva la Vida” dei Coldplay, ma Van Uytvanck risorge nel momento peggiore. La tennista belga trova subito il controbreak e capovolge il set, salendo con l’intensità e la continuità dei suoi colpi. Garcia sembra sorpresa e inizia a sbagliare di più, clamoroso il diritto a campo aperto sul 4-5 15-40 che spedito fuori manda il match al set decisivo.

Ci si aspetta gran battaglia ed invece dopo il break della Garcia nel terzo game Van Uytvanck sembra letteralmente sparire dal campo, accusando forse fisicamente lo sforzo profuso per conquistare il secondo set. Garcia ipoteca la vittoria con un altro break nel quinto gioco e chiude 6-2 portando avanti la Francia.

Nel secondo singolare di fronte Elise Mertens e Alizé Cornet. Il match si presenta come una estenuante lotta da fondo campo tra le due giocatrici, ogni game sin dall’inizio dura un’eternità. Tanti gli errori ma tante anche le emozioni. Cornet ributta di là di tutto, Mertens il punto lo deve fare almeno due volte. La belga parte forte e va sul 2-0, Cornet rientra subito nel match sul 2-2. Nel nono gioco Mertens si procura ben 5 palle break per andare a servire per il set, ma la caparbietà della Cornet è nota, la francese dà l’anima, si aiuta con il servizio e tiene la battuta. Mertens centra però il break nell’undicesimo game e va a servire per il set sul 6-5 ma Cornet non molla mai, altro controbreak e si va al tie break. Cornet sembra trovare l’allungo decisivo con una stupenda palla corta (soluzione utilizzata molte volte oggi dalla nr.2 francese), ma dal 3-6 la Mertens compie una gran rimonta e si porta sul 6-6 annullando tre set point. Cornet mette un servizio vincente e si procura una quarta palla set che stavolta è quella buona, finisce 8-6 in suo favore il tie break, il primo set termina dopo la bellezza di 86 minuti, una maratona.

Mertens prova a reagire ma il muro Cornet sembra sempre più invalicabile per la tennista di casa. Non solo, la francese trova il break nel terzo game e si invola con il suo agonismo verso la vittoria. Mertens fa quel che può, salva due palle dell’1-4 “pesante”, ma un’altra palla corta francese dà alla Cornet il break del 5-2. La francese serve per il match e chiude la contesa con un diritto vincente, 2-0 Francia, semifinale ad un passo, grande prova della squadra transalpina.

USA vs Australia 1-1

Questo è il North Carolina, quella è Ashville e quello è il US Cellular Center, il grande impianto dove si giocano l’accesso alle semifinali l’Australia e gli Stati Uniti. La tifoseria nostrana è sicuramente la meglio organizzata che si ricordi, con tanto di big band , cori U-S-A U-S-A quasi fossimo a un comizio di Trump e Billie Jean King che esegue il lancio di moneta iniziale; e non può mancare ACE, la mascotte che ha le sembianze di un’ aquila americana a lanciare t-shirt omaggio nel pubblico, sembrano cose dell’altro mondo ma è solo l’America. Il bilancio in serata sarà di 1 a 1, dove le due capofila Madison Keys e Ashleigh Barty non hanno deluso i pronostici e si son sbarazzate delle meno quotate avversarie.

Da notare che è la prima volta che Ashleigh Barty gioca il singolare per il suo paese, e lo fa da numero 1 d’Australia. Niente di più meritato per questa tennista che ha avviato il suo 2019 con una finale WTA e quarti di finale a Melbourne, not so bad.
Ad affrontare Ash c’è Sofia Kenin, 37 WTA e il trofeo di Hobart in bacheca. La Kenin, che s distingue per un curioso lancio di palla (per una frazione di secondo tiene lo sguardo verso terra invece che sulla palla), prova invano a contenere la solida esuberanza della piccola Australiana. La partita sembra equilibrata, sono due giocatrici simili in quanto a gioco di ritmo e spiccata mobilità, due piccoli ma veloci carri armati insomma. Prima palla break nel secondo game per l’Australia, scambio lungo e interruzione per una palla spedita fuori non chiamata dal giudice di linea; il Falco conferma l’occhio pigro del giudice di linea e l’Australia ottiene il primo break; la Kenin ci tiene a puntualizzare e si costruisce tre opportunità per il break nel game successivo; ma la Barty gioca già il tennis delle “grandi” e con mano chirurgica annulla il sogno americano della Kenin , della panchina americana e del pubblico di casa. Nonostante una percentuale del 37% di prime in campo la Barty si intasca il set in volata, 6-1. Nuovo set, nuovo break. Barty si invola nuovamente sul 4-2, tallonata dalla americana che vanta un numero spaventoso di non forzati, 21, quasi tutte palle che sono uscite di venti centimetri dalla linea di fondo. Ma l’americana gira pagina al match e breakka come niente fosse Ashley, che deve a sua volta rincorrerla fino al tie break. Ma che nessuno si illuda: dicendole “bye bye”, l’australiana sgomma e lascia solo le briciole, 7-2.
Ed è così che la città di Asheville oggi prende il nome dalla sua conquistatrice Ashleigh Barty che, come in un’immaginaria partita a Risiko, sposta i suoi carri-armati sul territorio americano e ne prende possesso, quindi Oceania 1 – Nord America 0 .

Tocca all’amazzone Madison Keys ritrovare le chiavi di casa; i bookmakers la danno favoritissima contro la WTA 137 Kimberly Birrel, 21 anni appena; alla fine del match ci guadagneranno entrambe, con Madison che riporta in parità il confronto e la Birrel che si fa un’ oretta di lezione gratuita con una delle migliori giocatrici al mondo. Al primo turno di servizio aussie spunta la prima palla break, annullata dalla Birrel con un rovescio vincente in demi volee da fondo campo, ma non basta questo ad arginare la marea USA. Compare sullo schermo una grafica che ci avvisa che Madison Keys ha una velocità media del dritto pari 136 km orari, rispetto alla Birrel che viaggia sugli 88: e come se la avessero avvertita di ciò, due secondi più tardi Keys spara una risposta di dritto che arriva comodamente a 150 all’ora, una bomba atomica; dopotutto la ex numero 7 al mondo ultimamente è in una fase calante ma vale sempre il prezzo del biglietto; il risultato, scontato è di 6-2. Nel secondo set osserviamo piccole reazioni di orgoglio aussie, con la Birrel che annulla due palle break nel 4 game, in uno scambio dominato dall’americana ma vinto da lei a rete; l’australiana riesce addirittura a strapparle il servizio nel settimo game, cosa che potrà raccontare ai nipotini, prima di perdere anche il game successivo. Madison completa il break e il set con una risposta che più che un rovescio lungolinea è un siluro. Sarà lo scontro tra i titani Keys e Barty a rendere interessante questo primo round tra Australia e Usa, finora reso un po’ scialbo dall’evidente disparità tra le singolariste di questa prima giornata di gare.

hanno collaborato Stefano Tarantino, Diego Serra e Michele Blasina

Risultati:

Repubblica Ceca vs Romania 1-1
Ka. Pliskova b. M. Buzarnescu 6-1 6-4
S. Halep b. K. Siniakova 6-4 6-0

Belgio vs Francia 0-2
C. Garcia b. A. Van Uytvanck 7-6(2) 4-6 6-2
A. Cornet b. E. Mertens 7-6(6) 6-2

Germania vs Bielorussia 0-2
A. Sasnovich b. T. Maria 7-6(3) 6-3
A. Sabalenka b. A. Petkovic 6-2 6-1

USA vs Australia 1-1
A. Barty b. S. Kenin 6-1 7-6(2)
M. Keys b. K. Birrell 6-2 6-2

Federation Cup: la presentazione dei quarti di finale

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Sorteggiati play-off e play-out della Fed Cup: l’Italia andrà in Russia per evitare la C

Le azzurre dovranno evitare la retrocessione nei gruppi zonali contro la prima testa di serie. Sfida in programma il 20-21 aprile

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(foto Fabrizio Maccani)


Il giorno dopo la pubblicazione della nuova classifica per nazioni e la contestuale designazione delle teste di serie per i play-off dei World Group I e II, al quartier generale dell’ITF a Londra si sono tenuti i sorteggi. Che per l’Italia non sarebbe stato in ogni caso un accoppiamento favorevole era risaputo, ma ci è probabilmente toccata l’avversaria peggiore: la Russia, prima testa di serie, da affrontare in trasferta. Il 20 e 21 aprile prossimi, quindi, le ragazze di Tathiana Garbin giocheranno per evitare la retrocessione nel Gruppo I – in serie C, per dirla in italiano. E, dopo la disfatta di Biel dove le azzurre hanno raccolto un set in tre incontri a dispetto della classifica superiore della nostra numero uno, non si partirà certo sulle ali dell’ottimismo, per quanto Camila Giorgi abbia sempre dimostrato di avere le potenzialità per battere qualsiasi avversaria; resta tuttavia il fatto che, per carattere e caratteristiche di gioco, sembra che poco le si addica la dimensione di un impegno a squadre e il ruolo di leader che dovrebbe ricoprire.

 

Per quanto riguarda la squadra russa, si è guadagnata l’opportunità di giocarsi la promozione con tre vittorie in altrettante sfide nell’impegno della scorsa settimana a Zielona Gora in Polonia. Battute la formazione di casa e la Danimarca nella fase a girone, nell’incontro decisivo le russe hanno superato la Svezia grazie ai successi in singolare di Natalia Vikhlyantseva e Anastasia Pavlyuchenkova rispettivamente su Larsson e Peterson.

ITALIA-RUSSIA: PRECEDENTI (fonte: federtennis.it)

Sarà l’ottavo confronto (compresi quelli disputati contro l’Unione Sovietica) tra le due Nazioni con la Russia in vantaggio per 5-2. L’Italia, però, ha vinto due delle ultime tre sfide: la semifinale del 2009 disputata sulla terra rossa di Castellaneta Marina, e soprattutto la finale del 2013 giocata al Tc Cagliari, sempre sulla terra.

ITALIA – RUSSIA 2-5 (dettaglio)

  • 2013 – Tennis Club Cagliari (terra), Cagliari, Italia – finale
    ITALIA b. Russia 4-0
  • 2011 – Sports Palace Megasport (veloce Indoor), Mosca, Russia – semifinali
    Russia b. ITALIA 5-0
  • 2009 – Nova Yardinia (terra), Castellaneta Marina, Italia – semifinali
    ITALIA b. Russia 4-1
  • 2007 – Small Sports Arena “Luzhniki” (veloce indoor), Mosca, Russia – finale
    Russia b. ITALIA 4-0
  • 2005 – Circolo del Tennis Brindisi (terra), Brindisi, Italia – 1°turno World Group
    Russia b. ITALIA 4-1
  • 1980 – T.C. Rot-Weiss (terra), Berlino, Germania – 2°turno World Group
    Urss b. ITALIA 2-1
  • 1968 – Roland Garros (terra), Parigi, Francia – 2°turno World Group
    Urss b. ITALIA 3-0

LE ALTRE SFIDE – Gli altri tie per guadagnarsi il secondo gruppo mondiale saranno Giappone-Olanda, Gran Bretagna-Kazakistan e Slovacchia-Brasile, mentre i play-off del World Group I vedranno in campo la Repubblica Ceca, certo non abituata a giocarsi la salvezza (l’ultima volta è stata nel 2008), che ospiterà il Canada, Usa-Svizzera, Lettonia-Germania e Belgio-Spagna.

TABELLONE PLAYOUT 

(1) Russia – ITALIA
Giappone – (2) Olanda
(3) Gran Bretagna – Kazakhstan
(4) Slovacchia – Brasile

TABELLONE PLAYOFF 

(1) Repubblica Ceca – Canada
(2) Stati Uniti – Svizzera
Lettonia – (3) Germania
(4) Belgio – Spagna

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Giorgi delude, Halep vuole la Fed, la Bielorussia fa paura

Camila recita male il ruolo della leader a Biel, serve di più per riportarci in alto. Le rumene fermano le ceche, Sabalenka e Sasnovich stordiscono le tedesche, Barty in gran forma. Garcia ritorna alla grande in Fed

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Amaro il week-end di Fed Cup per i nostri colori. Certo, la trasferta in terra svizzera si presentava ostica, ma era lecito aspettarsi qualcosa di più soprattutto dalla nostra nr.1, Camila Giorgi. L’azzurra, rientrata in squadra dopo i noti dissidi con la Federazione, ha interpretato male la sfida e i suoi due singolari, perdendo contro Golubic e Bencic. Non vogliamo buttare la croce su Camila, sappiamo quanto sia difficile in questa fase per il nostro tennis femminile risorgere dalle ceneri del nostro periodo d’oro, dove Pennetta, Schiavone e Vinci (e anche Errani, unica ancora in attività) ci hanno regalato nel circuito e in Fed Cup gioie che chissà per quanto tempo saranno irripetibili. Però Camila deve calarsi (secondo chi scrive) di più nel ruolo di leader e mettere in campo un minimo di razionalità in più in una competizione che non può per vari motivi essere interpretata come un normale torneo della stagione.

Contro Golubic, che in Fed di solito si trasforma e lo ha dimostrato anche in questa occasione, Camila ha sprecato troppo, soprattutto nel primo set, quando si è trovata avanti 4-1 e aveva l’inerzia della partita in mano. Quei cinque giochi consecutivi subiti hanno non solo ribaltato la sua partita ma hanno naturalmente condizionato tutta la sfida contro la Svizzera. Si dirà, ma anche se avesse vinto quel match forse avremmo perso lo stesso. È probabile e per questo Camila non deve essere messa nell’angolo, ma far scendere in campo Bencic la domenica sull’1-1 avrebbe forse tolto molte certezze alla n.1 locale, che a volte soffre la tensione, figuriamoci quando chiamata a rappresentare in una situazione di equilibrio il proprio paese.

 

Tathiana Garbin ha comunque svolto in maniera esemplare il suo ruolo di capitana, anche nelle conferenze stampa post match. Sempre molto equilibrata, ha confermato la voglia di cercare di costruire qualcosa con questo gruppo, che ha in Camila e Sara Errani le due leader, ma che dietro di loro vede un gruppetto di ragazzine interessanti cercare di farsi largo. Ci vorrà tempo, tanto e come appassionati dovremo pazientare non poco, ma la pacatezza della Garbin merita la nostra fiducia.

Breve riferimento anche alla prova di Sara Errani. Tornare in campo dopo tutto il caos doping non era facile, i meccanismi non potevano che essere sicuramente arrugginiti, ma la “garra” mostrata nel finale di secondo set contro la Bencic con annessa rimonta dal 2-5 al 5-5 fa ben sperare. Sara è chiaramente nella fase finale della sua carriera, ma con la tenacia che la contraddistingue può certamente regalarsi qualche altra piccola soddisfazione e aiutare la nostra nazionale nella risalita. Nazionale che sarà impegnata ad aprile nei play-out del World Group II, il sorteggio ci sarà martedì 12 febbraio dove sapremo chi dovremo affrontare per non finire in serie C; non ci aspetta un avversario facile (con ogni probabilità non saremo testa di serie), ma come ebbe a dire una volta Nicola Pietrangeli commentando un match della nostra squadra di Davis, “Il problema non è finire in B o in C, il problema sarà poi risalire quanto prima”. Ecco, il punto principale è proprio quello, capire quando avremo le basi per il rilancio della nostra squadra.

Tathiana Garbin – Fed Cup 2019 (foto Federtennis.it)

LE ALTRE SFIDE – Oltre alle sfide del World Group II (hanno vinto anche Lettonia, Spagna e Canada che giocheranno insieme alla Svizzera i play-off per il World Group 2020), si sono disputati anche i quarti di finale del World Group.

Due di queste sfide hanno regalato non poche emozioni e sono state avvincenti, cosa che accade spesso quando ci sono le competizioni a squadre nel tennis (chissà se il signor Haggerty questa cosa l’abbia compresa), mentre nelle altre due sono emerse due nazionali che hanno conquistato le semifinali in maniera agevole. Vediamo nel dettagli quanto accaduto.

Si sapeva che a Ostrava ci sarebbe stata la sfida più interessante del weekend e così è stato. Da una parte le campionesse in carica sì prive di Kvitova ma con una signora squadra in campo, dall’altra le rumene con Simona Halep agguerrita come non mai. Spettacolo assicurato e seconda giornata maratona che ha tenuto gli appassionati incollati alla tv (e sugli spalti per quasi 8 ore). Simona Halep ha dichiarato prima di questa sfida che la Fed è uno dei suoi obiettivi e sul campo lo ha dimostrato in pieno. Due vittorie su due nei singolari e capolavoro rumeno completato dal doppio Begu/Niculescu che con grandissima caparbietà sono venute a capo delle collaudate Siniakova (probabilmente stanca dopo aver giocato il singolare contro la Buzarnescu, la peggiore in campo) e Krejcikova. Un’impresa non da poco quella delle rumene che hanno battuto la R.Ceca in trasferta (le ceche non perdevano in casa in Fed dal 2009) e che avevano vinto 6 delle ultime 8 edizioni della Fed. Tutti i regni prima o poi terminano, ma questa R.Ceca non farà fatica a tornare alla ribalta nelle prossime edizioni, onore al merito alla Romania che ha davvero disputato una “due giorni” di primo livello. Laddove anche Buzarnescu sarà pienamente recuperata soprattutto fisicamente le rumene costituiranno un gruppo completo e di ottimo livello che potrà puntare alla Fed.

Rumene che ad aprile in semifinale affronteranno in trasferta la Francia, facile vincitrice del Belgio a Liegi. Protagonista indiscussa della vittoria la “figliol prodiga” Caroline Garcia, tornata in gruppo dopo le polemiche seguite alla sua rinuncia alla Fed dopo la finale persa contro la R.Ceca nel 2016. Merito del suo ritorno (essenziale quanto non mai visto lo stato di forma pessimo della Mladenovic) va ascritto anche alla presenza sulla panchina francese di Julien Benneteau, che, almeno apparentemente, a messo a suo agio la Garcia, mai vista così sorridente e rilassata in campo. Non va comunque dimenticata l’impresa d Cornet, vincitrice di Mertens nel secondo singolare del sabato che ha dato un 2-0 confortante alle francesi. Alizé ha fatto il suo tipico match, recuperi incredibili, agonismo a palla, grinta da vendere. Alla fine lo sforzo ha pagato e anche in maniera pesante, la semifinale con la Romania sarà da gustare.

Si ipotizzava che le bielorusse potessero vincere in Germania, ma il modo con cui l’hanno fatta le candida ad un ruolo da favorite nella competizione. Il power tennis di Sabalenka e le geometrie di Sasnovich fanno paura, e non dimentichiamoci che c’è anche in squadra quest’anno Vika Azarenka, che al momento fa da vassalla alle sue compagne, ma che se dovesse riacquistare un minimo di fiducia renderebbe la sua squadra quasi inavvicinabile. Le tedesche, prive di Kerber e Goerges, hanno potuto ben poco. Sabalenka in due match ha lasciato alle malcapitate avversarie 4 giochi, questo dato la dice lunga non solo sul suo stato di forma ma anche su come la sfida in Germania non sia per nulla stata equilibrata.

Per le bielorusse la strada verso la seconda finale (dopo quella persa nel 2017) vedrà ad aprile un ostacolo non da poco, l’Australia di Ashleigh Barty. Non solo perché sarà in trasferta (le australiane sceglieranno l’erba?), ma anche perché la n.1 australiana è in uno stato di forma impressionante e gioca in maniera meravigliosa sia singolare che doppio. Ad Asheville ha praticamente vinto da sola la sfida contro gli Stati Uniti. Battuta la Kenin, demolita la Keys, trascinata in doppio la giovane Hon per il 3-2 finale. Certo, al momento sembra un po’ troppo sola per impensierire la squadra bielorussa, apparentemente più completa, ma le insidie per Sasnovich e Sabalenka saranno tante. Sarà ancora Barty contro tutte?

SORTEGGI – Come detto i sorteggi per i le sfide dei play-off e dei play-out saranno sorteggiate alle ore 11 del 12 febbraio negli uffici ITF di Londra, le teste di serie saranno scelte in base al ranking ITF che sarà reso noto stamane e terrà conto dei risultati di questo weekend. Appuntamento ad aprile, dove proprio a Pasqua sicuramente assisteremo ad altre sfide emozionanti.

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Polemiche in Fed Cup tra Gran Bretagna e Grecia: “Giudici di linea terribili, i peggiori mai visti”

Nella sfida di giovedì, valida per il Gruppo I Europa/Africa, le britanniche hanno prevalso tra grandi polemiche. Secondo le giocatrici greche arbitri e giudici di linea non erano all’altezza della competizione

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La cittadina inglese di Bath, situata nella zona sud-occidentale del paese, deve la sua notorietà alle terme di epoche romana costruite ormai due millenni fa. Verrebbe dunque da associarvi naturalmente sentimenti di serenità e tranquillità, che in questi giorni sono stati turbati dall’acceso dibattito scatenato dalla sfida tra Gran Bretagna e Grecia, uno degli incontri programmati presso i campi indoor della University of Bath. Match validi per il Group I – divisione Europa/Africa – di Fed Cup, dove ci si sfida per ritrovare un posto al sole nel World Group.

Gran Bretagna-Grecia si è disputata giovedì, quando entrambe avevano già esordito nel girone che ospita anche Ungheria e Slovenia; le britanniche avevano vinto la prima partita, mentre le greche erano state sconfitte 2-1 dalle ungheresi configurando così l’urgenza di fare risultato. Forse anche per questo la vittoria dei due singolari da parte di Boulter e Konta, rispettivamente contro Grammatikopoulou e Sakkari, ha esacerbato gli animi in casa Grecia. Entrambe le giocatrici sconfitte e in seguito il capitano Anastasios Bavelas hanno attaccato duramente il team arbitrale, sia i giudici di linea che che i giudici di sedia, per aver commesso diversi errori e in definitiva ritenendo che non fossero all’altezza della competizione.

 

Maria Sakkari, che si è fatta rimontare da Konta dopo aver vinto 6-4 il primo set, è stata la meno diplomatica: “I giudici di linea sono stati terribili fin dal primo turno, i peggiori che abbia mai visto nella mia vita. È inaccettabile. Siamo abituati ad essere arbitrati da grandi professionisti, quindi se veniamo qui a giocare un tie di Fed Cup di alto livello abbiamo bisogno di professionisti sul campo“. La giocatrice greca, che a Roma lo scorso anno è stata protagonista di un episodio arbitrale molto controverso in cui ad essere danneggiata fu però la sua avversaria, Pliskova, ha lamentato quindi una differenza di professionalità tra giocatrici in campo e chi è chiamato ad arbitrarle. “Qui ci sono diverse top 100 e stiamo giocando con delle brutte palline e con giudici di linea che non hanno mai lavorato in vita loro. Ci sono stati errori da ambo le parti, non dico abbiano sbagliato solo a nostro sfavore, ma certamente noi siamo stati danneggiati“.

A farle eco la n.2 greca Valentini Grammatikopoulou, che prima di lei era stata sconfitta in tre set da Katie Boulter. La giocatrice ellenica non ha digerito l’assenza di Hawk-Eye sul campo da gioco, che a suo dire sarebbe risultata decisiva negli episodi che nel primo e nel terzo set hanno indirizzato l’incontro. Un articolo del Daily Mail fa notare, in proposito, la difficoltà di installare un dispositivo per costi superiori a 50000 sterline da utilizzare solo per quattro giorni, essendo le sedi dei tie di Fed Cup molto spesso impianti polifunzionali che si dedicano al tennis solo saltuariamente.

Va sottolineato come in occasione della chiamata più discussa dell’incontro, un overrule chiamato dalla giudice tedesca Evelina Oehme sul 3-2 40-40 nel terzo set, persino le immagini televisive non abbiano saputo decretare con facilità a chi andasse assegnato il punto. Per Grammatikopoulou gli errori rimangono però gravi ed evidenti: “È ingiusto giocare così. Non sono dispiaciuta di perdere, ma se devo perdere voglio perdere in modo corretto. So che Hawk Eye è nato proprio in Gran Bretagna e sono sorpresa che per queste sfide non sia stato utilizzato un dispositivo inventato proprio in questo paese”.

LE BRITANNICHE GETTANO ACQUA SUL FUOCO – Non sorprende troppo che le britanniche, che hanno vinto tutte le sfide del girone e chiudono così a punteggio pieno, abbiano difeso l’operato degli arbitri rispedendo al mittente le accuse delle avversarie. Più di tutti il capitano Anne Keothavong. “Le chiamate non hanno influenzato l’esito delle partite. Ci sono stati episodi dubbi, ma le chiamate errate sono arrivate per entrambe le squadre. C’è stata un po’ di tensione e le giocatrici hanno visto quello che volevano vedere“. Katie Boulter si è espressa grossomodo negli stessi termini, escludendo che i presunti errori abbiano potuto cambiare l’equilibrio delle due sfide incriminate.

Il dibattito a questo punto potrebbe spostarsi in un’altra direzione. È vero che i giudici di linea designati per la sfida non erano all’altezza? Non secondo Rebecca James, Tournament Director della Lawn Tennis Association che ha organizzato l’evento. “Gli arbitri selezionati per questo eventi dalla ABTO (Association of British Tennis Officials) hanno tutti lavorati ad alto livello. I giudici di sedia sono certificati a livello internazionale e selezionati dall’ITF. I giudici di linea hanno lavorato in incontri di semifinale e finale a Wimbledon, oltre a diverse altre sfide di Coppa Davis e Fed Cup”. 

La squadra greca potrebbe aver ragione sui singoli episodi, ma l’impianto generale della critica appare traballante se confrontato con la replica precisa e circostanziata di chi si è occupato di selezionare gli arbitri per la sfida. Per sbagliare, possono sbagliare anche giudici di linea e di sedia dotati di pedigree internazionale; un conto è recriminare per un errore, che è assolutamente lecito, un altro è contestare il curriculum di chi siede sul seggiolone o scruta le linee per assicurarsi che una palla sia dentro o fuori senza addurre delle prove oggettive a riguardo.

 

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