Fed Cup, quarti di finale: imprese Romania e Australia. Francia e Bielorussia ok

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Fed Cup, quarti di finale: imprese Romania e Australia. Francia e Bielorussia ok

Impresa delle rumene: Halep e il doppio sconfiggono le campionesse in carica. Bielorussia e Francia vincono senza problemi in Germania e Belgio. Barty trascina le australiane al successo contro gliUSA. Semifinali Francia-Romania e Australia-Bielorussia

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FED CUP, Quarti di finale

Repubblica Ceca vs Romania 2-3

Vince la Romania ad Ostrava, sbancando la Repubblica Ceca, imbattuta dal 2009 tra le mura amiche e conquistando una meritatissima semifinale. Il punto decisivo di una sfida molto equilibrata, se lo aggiudica il doppio composto da Irina Begu e Monica Niculescu. Brave le giocatrici rumene a tenere botta nel primo set, perso al tiebreak, al doppio ceco composto da Katerina Siniakova e Barbora Krejcikova. Primo set con 2 break per parte e quindi inevitabile tiebreak, che la coppia di casa si aggiudica giocando con maggior lucidità i punti importanti e servendo meglio. Come detto non si scompongono Begu e Niculescu, nel secondo set strappano subito il servizio alle avversarie e mantengono il vantaggio fino alla fine. Il pubblico di casa capisce che soprattutto Siniakova mostra i segni della fatica, avendo già giocato in singolare, e prova a trascinare il duo ceco. Nel terzo set il servizio serve a poco, ci sono 5 break, ma il game decisivo è il nono che Begu e Niculescu strappano a zero alle avversarie. Break decisivo, nel decimo game si chiude ed è trionfo rumeno.

 

Nel primo pomeriggio bella come da pronostico la partita tra Simona Halep e Karolina Pliskova, numero 3 e 5 del mondo. 6 a 2 i precedenti per la rumena, con l’ultima vittoria però della Pliskova a Madrid lo scorso anno. Scambio di servizi all’inizio match, poi scaldate per bene le racchette, le due giocatrici ribattono colpo su colpo, fin al nono game, dove c’è il break Halep. Nel decimo game Simona chiude al quinto set point. Parte invece sparata nel secondo set Pliskova, sale 4 a 1 grazie a un break, gioca bene e senza paura, sospinta dal pubblico di casa. Ritorna sotto Simona Halep, che strappa due break concedendone uno, si arriva al dodicesimo game dove Pliskova chiude col servizio al primo set point. Terzo set simile al primo, scambio di break all’inizio, Halep che parte in fuga di due break, Pliskova che però racimola tutte le energie residue e strappa un break alla rivale, rintuzza il primo match point con il servizio e cede solo al secondo match point, ben servito da una prima profonda della Halep.

Ora è tutto sulla racchetta di Mihaela Burzanescu, numero 29 del mondo, che affronta Katerina Siniakova, numero 44 WTA. Purtroppo per le rumene Mihaela non è ancora quella pre infortunio di Montreal, e oggi, come ieri, mostra evidenti limiti atletici. Siniakova ha il merito di non disunirsi quando perde un break, sotto 3 a 1, con l’avversaria che pare davvero in palla. Ma dura poco. Brava Katerina a strappare due break all’avversaria, a servire bene, limitandosi a sbagliare il meno possibile. Secondo set e altri due break per la ceca, Burzanescu prova, ferma sulle gambe, a forzare qualche colpo, ma l’avversaria non le concede scampo, chiudendo con il servizio al primo match point.

USA vs Australia 2-3

Il 20-21 aprile sarà Australia-Bielorussia una delle due semifinali. Le “aussie” trainate da Ashleigh Barty raggiungono questo importante e poco scontato obiettivo.

Barty apre le danze al servizio, ma deve difendersi dalla Keys che risponde in maniera impressionante e che in pochi minuti ha la prima palla break del match, convertita dopo uno scambio di dieci colpi: 1 a 0. L’australiana pare molto nervosa, impassibile e serafica invece la statunitense che in quanto a gioco non rispecchia la sua la classifica, potrebbe veleggiare tranquillamente dieci posizioni sopra il suo attuale 17. Tre palle break salvate dalla Barty non bastano a placare le risposte tra i piedi della Keys, che completa il doppio break di apertura, 3 a 0. Quarto game e Barty ottiene la sua seconda palla break del match, che un doppio fallo dell’americana converte in primo game australiano; a questo punto Ashleig perde qualche secondo per lamentarsi con la giudice delle palline Wilson , forse preferisce le Dunlop Australiane, e così facendo spezza la concentrazione di Madison, le strappa il servizio ripetutamente e vince il set 6-4.

Barty ha capito che il lato del rovescio di Madison è piuttosto vulnerabile e vi insiste, insaccando bei punti con i molti colpi in rete, quasi tutti diretti in lungolinea; annulla palle break e si prende il primo game, riuscendo a scaricare tutto il nervosismo dell’inizio sulle spalle di Madison che steccando un dritto esclama “Oh my god!” ; il fisico e la tecnica ci sono, è la testa che difetta. E’ doveroso sottolineare che l’americana viene disturbata nei lanci di palla da qualche maleducato musicofilo dotato di tamburo, questo non costituisce alibi però al fatto di aver perso la testa totalmente in un probabile inutile monologo interiore quando all’avvio di match sembrava la favorita. Barty è d’altrocanto la sicura riprova che se la natura non ti regala centimetri, la tua testa vede lontano chilometri. L’australiana fin qui ha sgraffignato due turni di servizio alla Keys e serve per il 5 a 0, Keys si ricorda di aver già fatto una finale slam e di non essere l’ultima arrivata, e regala al pubblico un fantastico game coronato da un passante incrociato che congela a rete Barty; all’australiana basta però pazientare ed è di nuovo break. Un po’ troppo passiva la capitana Kathy Rinaldi nel supportare la sua alfiera, che subisce uno scottante 6 a 1 in un’ ora e 4 minuti per mano di questa piccola ma infallibile che tutti conoscono come Ash, capace di ribaltare rapidamente un match che sembrava, a dire dell’intervistatrice a fine partita, già in tasca agli USA.

Come prevedibile, gli Stati Uniti provano a rimediare, schierando al posto della Kenin quel terribile cagnaccio che è Danielle Collins, che ha sfavillato agli Australian Open 2019 raggiungendo le semifinali. Dalla loro gli australiani sostituiscono la Barrel con la simpatica Daria Gavrilova, che riesce a far confusione anche al lancio di monetina provocando risate pure li. Collins è molto determinata a rimediare al pasticcio di Keys e lo fa spingendo su ogni colpo, anche quando costretta a indietreggiare o in risposta, mettendo a nanna la Gavrilova che non ha tempo di dire “ what the..?” che siamo già 6 a 1 in 30 minuti esatti. Nuovo set, nuova testa: Gavrilova offre un bellissimo primo game vinto con una volée profonda in difesa di un passante incrociato, ma il concetto le viene “ritwittato” dalla Collins nei due game successivi. Sul 40-30 per l’Australia qualcuno lancia un urlo belluino nel bel mezzo del gioco, portando Gavrilova a sbagliare uno smash facile , giustamente si lamenta ma non le viene concesso alcunché dal giudice di sedia. Incitata dalle sue compagne la russa naturalizzzata australiana breakka e avanza 5-3, chi l’avrebbe detto, sfornando colpi che nel primo set sembravano impossibili, tenendo addirittura il game finale a 0. Il 5° game è il fulcro dello terzo set, Collins deve annullare palle break una dopo l’altra , Gavrilova difende, attacca, corre , rallenta, ma riesce solo a subire il break del 4 a 2 e vedere l’avversaria piegarla inesorabilmente 6-2.

Saranno alla fine le australiane Ashleig Barty e Priscilla Hon ad avere la meglio su Danielle Collins e Nicole Melicar, in un doppio combattuto in due set che sancisce l’ultimo dei quarti di finale di febbraio.

Germania vs Bielorussia 0-3

La nazionale tedesca tenta il tutto per tutto contro la Bielorussia, una squadra straripante e ricca di talenti, che farà sicuramente danni alle prossime semifinali. Jens Gerlach spariglia le carte e mette in campo la 104 al mondo Laura Siegmund al posto di Tatjana Maria, per provare a rovesciare questo quarto di finale.

Laura, ormai vocata più al doppio che al singolo, può essere una buona scelta perché è una giocatrice dai ritmi variabili, creativa, che alla lunga può stancare e mandare in panne Sabalenka, un po’ impacciata nel verticalizzare. Ma in un paio di minuti è già break per la bielorussa, che anche oggi ha scelto di servire per prima. La partita non ha storia, la palla break della Siegmund sul 5-1 è solo uno sprazzo di orgoglio, neanche il doppio fallo di Sabalenka può far sperare i tedeschi, perchè Aryna annulla 3 palle break e blinda il primo set 6-1 in 33 minuti.

Laura deve salvare 3 palle break in apertura, tradita da un doppio fallo e da una palla corta, il suo marchio di fabbrica oltre ai calzettoni lunghi; parimenti tocca a Sabalenka annullare una palla break con uno sventaglio; se però la prima non le entra, la seconda liftata fa sbagliare chiunque. Siegmund riuscirà a ricevere anche l’applauso dell’avversaria perché, dopo averla chiamata a rete, la passa con un bellissimo lob di dritto; ciò non basta a evitare i break del 2 a 1 e del 4 a 1. La gigantessa rosso verde ci sa fare anche a rete, perchè chiude il game del 5 a 1 con una volée profonda che spazzola le righe a fondo campo, inutile il challenge tedesco; con un passante di rovescio poi, Aryna Sabalenka chiude il set 6-1 6-1.

Il titolo della tesi con cui Laura Siegmund si è laureata in Psicologia “Fallimento sotto pressione”, descrive perfettamente la partita e il weekend in generale, perché la pressione che esercitano Aryna & Co. sulle avversarie è davvero troppa, non c’è nessuna nella panchina tedesca che possa fare qualcosa, probabilmente neanche il capitano Gerlach anche se indossasse un gonnellino e una parrucca. La Bielorussia capitanata da Tatiana Poutcheck “parcheggia” la nazionale tedesca ( griffata Porsche, nda) prendendosi una sonora rivincita rispetto allo scorso anno, e installandosi comodamente in semifinale, sapendo di incutere molto timore alle squadre avversarie e di essere assolutamente favorita per il titolo. Questo quarto di finale ha quindi il sapore di un ottimo pranzo, dove si è mangiato talmente bene che non è servito tirare fuori il dolce, Vika Azarenka ovviamente.

Belgio vs Francia 0-3

Caroline Garcia disputa un’altra partita ai limiti della perfezione e festeggia nel miglior modo possibile il suo ritorno nel team francese e l’esordio in panchina di Julien Benneteau. Dopo aver superato ieri in tre set Alison Van Uytvanck, la nr.1 ospite dispone con irrisoria facilità di Elise Mertens e porta la Francia in semifinale, dove ad attenderla tra le mura amiche ci sarà la Romania di Simona Halep, una sfida davvero da gustare nel week-end pasquale di aprile (20-21).

Non c’è storia tra Garcia e Mertens, la tennista francese mette subito le cose in chiaro, strappando nel terzo game il servizio all’avversaria e salendo senza problemi 5-2 con un altro break prima di chiudere il primo set tenendo la battuta nell’ottavo gioco. Il secondo set segue la stessa falsariga, la Mertens non riesce mai a scardinare il gioco dell’avversaria che con un altrettanto agevole 6-3 chiude match e quarto di finale. Non poteva esserci esordio migliore per Benneteau.

Risultati:

Repubblica Ceca vs Romania 2-3
Ka. Pliskova b. M. Buzarnescu 6-1 6-4
S. Halep b. K. Siniakova 6-4 6-0
S. Halep b. Ka. Pliskova  6-4 5-7 6-4
K. Siniakova b. M. Buzarnescu 6-4 6-2
I.C. Begu/M. Niculescu b. B. Krejcikova/K. Siniakova 6-7(2) 6-4 6-4

Belgio vs Francia 0-3
C. Garcia b. A. Van Uytvanck 7-6(2) 4-6 6-2
A. Cornet b. E. Mertens 7-6(6) 6-2
C. Garcia b. E. Mertens 6-2 6-3

Germania vs Bielorussia 0-3
A. Sasnovich b. T. Maria 7-6(3) 6-3
A. Sabalenka b. A. Petkovic 6-2 6-1
A. Sabalenka b. L. Siegemund 6-1 6-1

USA vs Australia 2-3
A. Barty b. S. Kenin 6-1 7-6(2)
M. Keys b. K. Birrell 6-2 6-2
A. Barty b. M. Keys 6-4 6-1
D. Collins b. D. Gavrilova 6-1 3-6 6-2
A. Barty/P. Hon b. D. Collins/N. Melichar 6-4 7-5

Hanno collaborato al pezzo Michele Blasina, Diego Serra e Stefano Tarantino

Federation Cup: la presentazione dei quarti di finale

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Fed Cup: Australia-Francia è la finale migliore. Italia in C, rimbocchiamoci le maniche

Week-end di Fed Cup con due semifinali emozionanti ed equilibrate e la preventivabile sconfitta dell’Italia in Russia. Garbin avrà molto da lavorare, ma è la capitana migliore per il momento nero del nostro movimento femminile

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Fed Cup 2019, la gioia francese dopo il successo in semifinale (foto via Twitter, @FedCup)

Mentre a Montecarlo il nostro tennis maschile viveva uno dei momenti più belli da una quarantina di anni a questa parte, a Mosca il nostro tennis femminile sprofondava nella serie C della Fed Cup, una delle sue pagine più nere. Curioso notare come fino a 6/7 anni fa i ruoli fossero completamente invertiti. Le nostre ragazze ci facevano vivere momenti di felicità a cui non eravamo mai stati abituati, mentre i nostri tennisti erano incapaci di acuti degni di nota. Alterne vicende di cui è piena la vita che viviamo ogni giorno, logico che ciò possa accadere anche in campo sportivo ed in una disciplina come il tennis. E ora?

Sul momento del tennis maschile abbiamo dedicato ampio approfondimento sul nostro sito, vediamo qui qual è ad oggi la situazione del nostro tennis femminile inquadrandolo in quello che è stato il solito, divertente ed emozionante week-end di Fed Cup appena passato.

SIAMO IN C MA A MOSCA NON POTEVAMO FARE DI PIÙ


La trasferta di Mosca era onestamente alquanto improba già al momento del sorteggio, ed è poi diventata un Everest da scalare quando le nostre due migliori giocatrici hanno dichiarato forfait. Giorgi fatica ancora a riprendersi da un infortunio al polso (si è ritirata anche questa settimana dal torneo di Istanbul), Sara Errani nonostante i recenti quarti a Bogotà non era al top. Giusto quindi farsi da parte e lasciare la scena a due ragazze che per quanto inferiori tecnicamente hanno comunque avuto il loro giusto momento di ribalta, vestendo i panni delle titolari in Fed. Una primizia vera e propria sia per Martina Trevisan che per Jasmine Paolini, che onestamente hanno difeso strenuamente i colori del nostro paese nei due giorni di gare, dando il massimo e forse anche di più e complicando per quanto possibile la strada verso la vittoria alle nostre avversarie, tecnicamente superiori.

 

Sia Potapova che Pavlyuchenkova non hanno avuto vita facile nei singolari disputati, segno che comunque la mano di Garbin, la nostra capitana, si vede. La grinta e la determinazione di Tathiana sono state trasmesse in toto alle sue giocatrici, che hanno giocato al limite delle loro possibilità ma che soprattutto non hanno mai mollato. Ecco, questa è la base dalla quale ripartire. Purtroppo il periodo d’oro delle nostre ragazze è finito, lo sapevamo e le conseguenze vanno accettate. Non avremo più Schiavone, Pennetta e Vinci, ma se mandiamo in campo due ragazze quasi esordienti che danno l’anima in campo possiamo ritenerci in parte soddisfatti. Certo, ora siamo in C e l’anno prossimo saremo costretti ai raggruppamenti zonali, ma non dimentichiamoci che anche la nostra nazionale di Davis finì ingloriosamente retrocessa alcuni anni fa, ma come spesso accade, toccato il fondo iniziò poi la risalita. Solo il lavoro, il sacrifico e la voglia di riemergere potranno riportare in auge il nostro movimento femminile. E avere in questo frangente una capitana come Garbin è già una buona base di partenza, con calma ora ci dovremo concentrare sul futuro.

AUSTRALIA E FRANCIA IN FINALE, FORSE ROMANIA E BIELORUSSIA HANNO SBAGLIATO LA FORMAZIONE DEI DOPPI


Avevamo pronosticato due semifinali equilibrate ed emozionanti e così è stato. I verdetti finali hanno premiato le due formazioni di casa, l’Australia che torna in finale dopo ben 26 anni, e la Francia che ha superato la Romania di Simona Halep, arrivata ad un set dalla prima finale della sua storia in Fed Cup.

A Brisbane è stato soprattutto il week-end di Ashleigh Barty, unica tra uomini e donne ad essere nella Top10 sia di singolare che di doppio, ed il perché è facilmente intuibile se guardiamo quello che la nr.9 WTA ha fatto nella sfida contro la Bielorussia. Ha vinto un non facile singolare contro Azarenka, ha schiantato Sabalenka la domenica e poi in coppia con Stosur ha vinto un doppio di altissimo livello giocato in maniera esemplare. Finale meritata per l’Australia e anche per Alicia Molik e le sue ragazze. Stavolta i panni della seconda singolarista li ha vestiti l’esperta Stosur che ha combattuto allo stremo contro Sabalenka, è stata inesistente contro Azarenka, ma poi ha giocato un signor doppio. Considerando che nel team australiano c’è anche Gavrilova e che alle loro spalle stanno arrivando tenniste come Hon e Sharma che sembrano promettere bene, l’Australia avrà sicuramente le sue carte da giocarsi a novembre per la finale, partendo forse anche con il vantaggio nei pronostici, certo bisognerà vedere che stato di forma avranno le giocatrici tra sette mesi.

Fed Cup 2019, la squadra australiana festeggia il successo in semifinale (foto via Twitter, @FedCup)

La Bielorussia è una squadra temibilissima, l’arrivo di Tatiana Poutchek in panchina l’ha resa ancor più forte. Ci voleva una Barty “deluxe” per fermare Sabalenka e Azarenka (senza dimenticare Sasnovich). Forse però la capitana ha sbagliato la formazione del doppio. Vero che Sabalenka nell’anno ha raccolto soddisfazioni anche nella disciplina (in coppia con la belga Mertens) ma Azarenka non sappiamo quanto possa ritenersi affidabile. Non era meglio allora mettere in campo Lapko e Marozava che sono doppiste ‘DOC’? Oppure mettere una delle due al fianco di Sabalenka? Chissà, sta di fatto che comunque anche per l’anno prossimo questa Bielorussia farà paura e potrà fare strada nella competizione.

Tante emozioni anche sulla terra rossa di Rouen, dove la Francia, anche qui con il doppio decisivo, ha superato la Romania. Onestamente è stata la vittoria della squadra francese e del suo capitano Benneteau (ottimo esordio per lui sulla panchina transalpina in questa stagione) contro Simona Halep. È mancata infatti alla squadra rumena una seconda singolarista valida che raccogliesse il terzo punto. Ancora troppo lontana dalla forma migliore Buzarnescu, scelta non felice quella di farla sostituire nella seconda giornata da Begu, che strutturalmente è più giocatrice da veloce che da terra. Tanto che è bastata una volenterosa Parmentier per sconfiggerla. E anche sulla formazione del doppio Segarceanu ha lasciato un po’ a desiderare. Begu e Niculescu erano sulla carta molto più affidabili di qualsiasi altra coppia, ma probabilmente lo sforzo profuso da Begu nel secondo singolare ha consigliato al capitano rumeno di scegliere la nr.1 Halep. Il risultato è stato che Simona (non proprio una doppista) non è stata continua e alla fine la sua incostanza ha pesato sul risultato finale.

La Francia come detto è stata più squadra e il ritorno di Garcia dà una serie di opzioni a Benneteau che potrà tornare utile nell’atto conclusivo. Il gruppo sembra molto unito e questo è un punto di forza non da poco per il team transalpino. In Australia si prospetta a novembre una finale altrettanto equilibrata ed emozionante, ci darà da divertirsi.

PLAY-OFF: REPUBBLICA CECA E GERMANIA FACILI, USA CON QUALCHE PATEMA, SPAGNA AL FOTOFINISH


Oltre alle quattro semifinaliste, nel prossimo tabellone del World Group ci saranno anche la Repubblica Ceca, la Germania, gli Stati Uniti e la Spagna. 

Non hanno avuto alcun problema le seconde linee della Repubblica Ceca a superare un Canada senza Andreescu e Bouchard (tra poco la cercheranno a “Chi l’ha visto”), vittoria sicura anche delle tedesche in Lettonia dove l’assenza tra le locali di Sevastova si è fatta sentire. Qualche piccolo patema per gli USA che hanno superato la Svizzera 3-2. Fuori forma Keys battuta da Golubic nella prima giornata, ci ha pensato Kathy Rinaldi nella seconda a mettere le cose a posto sostituendola con la grintosa Kenin, che infatti dopo i successi di Stephens ha raccolto il punto decisivo del 3-1.

Sloane Stephens – Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FedCup)

Da thrilling la vittoria della Spagna in Belgio. La capitana Medina Garrigues deve ringraziare la veterana Suarez Navarro che ha fatto le veci anche di una impresentabile Muguruza, battuta prima da Flipkens e poi da Bonaventure. I due punti di Suarez e poi il doppio composto dalla stessa Suarez e da Muguruza hanno permesso alle iberiche di essere l’anno prossimo nel World Group.

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Fed Cup: l’Italia retrocede ai gruppi zonali. 3-0 per la Russia

Pavlyuchenkova supera Trevisan in due set e regala la promozione alla Russia. Le azzurre tornano in serie C dopo 22 anni. Quali prospettive?

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Nel giorno del trionfo a Montecarlo di Fabio Fognini, arriva purtroppo anche una notizia triste per il tennis italiano. La selezione di Fed Cup infatti perde anche il terzo singolare ed è dunque costretta a retrocedere ai raggruppamenti zonali (la cosiddetta “serie C”) per la prima volta dal 1997. Non che si tratti di un risultato inaspettato, soprattutto dopo la prima giornata chiusa sul 2-0 in favore delle ragazze russe, ma è comunque un’ulteriore certificazione del difficile momento che sta attraversando il tennis azzurro al femminile.

L’impegno c’è stato, il cuore anche, e a tratti nella prima giornata sia Martina Trevisan che Jasmine Paolini, chiamate a sorpresa a recitare il ruolo di protagoniste, hanno anche dato l’illusione di poter sovvertire un pronostico decisamente sfavorevole. Alla lunga però la Russia ha fatto valere la migliore classifica e la maggiore qualità e solidità delle proprie giocatrici. Il terzo singolare, quello che ha chiuso il tie, è stato meno lottato dei precedenti, ma ci ha comunque lasciato una Trevisan mai doma e che ha provato in tutti i modi a risalire nel punteggio, anche quando le cose sembravano ormai compromesse.

Vero è che alla CSKA Arena l’Italia si è presentata con una sola top-100 (Camila Giorgi, peraltro non in buone condizioni fisiche) contro le tre della Russia, la cui quarta giocatrice, Natalia Vikhlyantseva, aveva un ranking migliore (113 WTA) della nostra seconda miglior classificata, ovvero Martina Trevisan (146 WTA). L’epoca aurea del tennis femminile, legata a doppio filo alle personalità di Schiavone, Pennetta, Errani e Vinci, è definitivamente giunta al termine e purtroppo nell’immediato futuro non si colgono sensibili segnali di miglioramento. Eccezion fatta per Camila Giorgi, le nostre migliori ragazze gravitano comunque abbastanza lontano dalle zone alte. Trevisan, che a Mosca ha comunque espresso un buon livello di gioco, conta una sola vittoria a livello WTA, peraltro ottenuta poche settimane fa a Charleston; Paolini ha un best ranking di 130 e Errani appare ormai ben lontana dai livelli di qualche anno fa. Qualche fiches la si può puntare sulla giovane Elisabetta Cocciaretto che a livello junior sta facendo bene, ma come sempre nei confronti dei più giovani occorre prudenza e lungimiranza.

 

Adesso, come detto, ci aspettano i raggruppamenti zonali, a loro volta suddivisi in Group 1, Group 2 e Group 3. L’Italia sarà nel primo gruppo, che prevede quattro gironi “all’italiana” con incontri da disputarsi nell’arco di una sola giornata (due singolari e un doppio) a febbraio 2020. Le vincitrici dei vari gironi si sfideranno poi per decidere le due selezioni che andranno a disputare i playoff per la promozione ad Aprile. Svezia, Ungheria, Croazia, Grecia, Polonia, Olanda e Ucraina le altre nazioni con cui divideremo il campo con la speranza di risalire, ma anche l’amara certezza che, per ora, questa è la nostra dimensione.

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Fed Cup: Garcia e Mladenovic mandano la Francia in finale

Decisivo a Rouen il doppio dove la ritrovata coppia francese supera Halep/Niculescu. Prima la Halep aveva superato la Garcia e la Parmentier la Begu

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FED CUP, Semifinale

FRANCIA-ROMANIA 3-2

Avevamo preannunciato due semifinali equilibrate ed emozionanti e possiamo dire di non aver sbagliato la nostra previsione. Così come accaduto a Brisbane, anche a Rouen la finalista di Fed Cup 2019 è stata decisa dal doppio finale. E così come a Brisbane sono state le padrone di casa ad avere la meglio, anche le francesi sono riuscite, al termine di un match durissimo ed anche qualitativamente valido, ad avere la meglio sulla Romania di Simona Halep.

 

Ultima giornata dalle mille emozioni quella di Rouen. Prima la Halep è venuta a capo di una stoica e determinata Caroline Garcia, battuta in rimonta dopo quasi 3 ore di gioco. Poi sotto 2-1 è salito alla ribalta Julien Benneteau. Il capitano francese con una mossa a sorpresa ha mandato in campo Pauline Parmentier per cercare di ottenere il 2-2 della speranza. Anche il capitano rumeno Segarceanu ha cambiato la singolarista, mandando in campo la Begu al posto di una ancora incerottata Buzarnescu. Ma si è rivelata vincente la scelta del suo collega con la Parmentier che in tre set superava la Begu e rimandava al doppio le sorti della sfida.

Qui i due capitani decidevano di mandare le migliori formazioni in campo, Mladenovic e Garcia da una parte (le due non giocavano insieme da più di due anni dopo aver fatto a lungo coppia fissa nel circuito e in Fed) e dall’altra Halep e Niculescu. Dopo l’ennesima avvincente maratona l’hanno spuntata le due francesi per la gioia del pubblico locale, ma le rumene non hanno assolutamente sfigurato e hanno lasciato il campo a testa altissima.

Sarà dunque Australia-Francia la finale Fed Cup 2019. Si giocherà in Australia nel secondo week-end di novembre (9-10) e ad oggi vien da dire che sarà sicuramente una finale molto equilibrata.

S. Halep b. C. Garcia 6-7 (6) 6-3 6-4

Scontro tra le rispettive numero uno nella seconda giornata di Fed Cup tra Francia e Romania. Dopo la prima giornata terminata in parità, tocca a Garcia e Halep, entrambe vittoriose nei loro match svoltisi ieri. Avanti Halep nei precedenti, di cui l’unico sulla terra giocato a Roma. Superfluo dire che l’incontro può indirizzare definitivamente la semifinale tra le due rappresentative; vedremo se pubblico e pressione potranno essere un fattore.

 Inizia la sfida e, se qualcuno si domandasse come giocano le due giocatrici, potremmo dire che ad entrambe piace spingere e meno difendere. Chi spinge meglio ad inizio partita è Garcia, che conquista tre palle break nel secondo gioco, capitalizzando l’ultima per il 2-0 e servizio e incrinando per un attimo il tifo romeno. La francese continua a spingere facendo muovere la numero 2 del mondo, che incappa spesso in errori di manovra. Il secondo break è sempre di colore bleu, il punteggio segna 4-0 in favore dei galletti dopo venti minuti di partita. Sorprendente Garcia, piuttosto deludente fino ad ora Halep, che non tarda e riversare in campo rabbia e orgoglio, muovendo il tabellino e recuperando un break. La ritrovata solidità della romena fa perdere centimetri ai colpi di Garcia, che comincia a sbagliare più del dovuto. Halep macina gioco e vincenti, agguantando il pareggio: 4 -4. Troppo brava Halep in questa frazione di partita, che sta dominando il campo. Con un parziale di 5 giochi a zero e tre break consecutivi, la romena può servire per il set, ma perde la battuta: 5 pari. La francese ritrova aggressività e morale, donando al match vivacità e pathos. Set che va al tie break, governato dall’equilibrio. Una scivolata di Halep con conseguente lancio di racchetta fa perdere la pazienza alla romena, che perde il set con un rovescio in rete. 7-6 Francia. Match estremamente equilibrato.

Secondo set dove Halep cancella la delusione legata al primo e parte a fucile: break e 3-0. Garcia prende fiato, ma non toglie la spina, lotta e strappa la battuta alla vincitrice slam. La francese è in palle e impatta sul 3 pari. Sul 4-3 il fisio entra in campo per la romena, che pare abbia noie alla gamba sinistra. Sebbene acciaccata, Halep conquista il break e si porta 5-3. Un game thrilling porta la romena alla conquista del secondo set ai vantaggi: 6-3 e tutto deciso al terzo.

 Garcia parte bene in questo ultimo set, ma non riesce a capitalizzare le palle break avute. Così l’equilibrio regna sul filo dei nervi e la palla comincia a pesare di più. A dare la zampata vincente è la campionessa romena: strappa il servizio a Garcia sul 4 pari, tiene il servizio e trionfa. Romania avanti 2 a 1.

P. Parmentier b. I.C. Begu 6-3 2-6 6-2

Come successo ieri, è la Francia a dover rincorrere ed è la seconda singolarista di giornata a dover firmare la rimonta, stavolta con la pressione di vincere a tutti i costi. Sarà Parmentier la moschettiera francese, opposta alla Begu. Un incontro tra seconde linee che si giocano un pezzo di finale contro l’Australia.

Parte meglio la francese, che con il suo gioco ordinato e senza ghirigori mette alle corde l’avversaria, strappandole il servizio a metà parziale e chiudendo 6-3. Secondo set che parte ancora in salita per la romena, costretta a salvare palle break già nel primo gioco. Il match però gira, la romena si scuote e firma il primo break, portandosi sul 4-1. Begu non si distrae e porta il secondo set dalle parti di Bucarest. Anche per questa sfida, il terzo set sarà giudice.

  Le due giocatrici sono a tutta, saranno i dettagli e la voglia a fare la differenza. È Parmentier che scatta meglio, sfruttando subito l’occasione per rompere l’equilibrio: 2-1 Francia. Il palazzetto è un tripudio francese, tutti spingono Pauline, Benneteau è un leone in panchina. Begu sembra scarica, con meno energia rispetto alla transalpina. E difatti cede ancora il servizio, permettendo il 2-2 alla Francia. Sarà il doppio a decidere la seconda finalista della Fed Cup 2019.

C. Garcia/K.Mladenovic b. S. Halep/M. Niculescu 5-7 6-3 6-4

Eccolo il doppio decisivo che decreterà la sfidante dell’Australia. Non sono bastati i primi 4 singolari a deciderlo, lo farà l’ultima sfida in questa domenica pasquale.

Tornano a giocare assieme Garcia e Mladenovic dopo vicissitudini anche extra tennistiche; dall’altra parte, un coppia inedita per fare la storia del tennis rumeno, puntando sulla forza di Halep. Sebbene le romene non siano certo delle specialiste, almeno assieme, sono loro a strappare il servizio alle francesi, loro sì più avvezze al campo allargato ai corridoi e che in carriera qualche match insieme lo hanno giocato. La coppia padrona di casa si riprende immediatamente il break per il 2 pari. Da qui in poi i servizi scorrono via senza ulteriori scossoni, fino al 5 pari, quando il servizio di Mladenovic comincia a traballare; Halep non se lo fa ripetere, preme da fondo e conquista il break per il 6-5. Nel game successivo Niculescu non trema e timbra il 7-5. Primo set da incorniciare per la specialista rumena. Le ragazze di Segarceanu sono ad un solo set dalla finale. La coppia d’oltralpe però non ci sta: annulla e non trasforma una occasione di break, ma al quarto gioco riesce ad allungare sul 3-1. Le francesi prima sventano il tentato recupero romeno, poi  strappano il servizio ad Halep con un numero di Mladenovic. Romania che si riavvicina cogliendo la distrazione delle francesi, ma il set non è in discussione. Ancora terzo set, stavolta super decisivo.

Giocatrici certamente provate da questa maratona tennistica in quel di Rouen, entrambe le coppie si caricano e non mollano un centimetro. Tutti i games lottati, ogni palla è sudata. La tecnica lascia spazio ai nervi, ed è qui che escono le qualità caratteriali di ognuna. La sfida è in perfetta parità, ad indirizzarla sono le soluzioni delle francesi, tra chiusure a rete e risposte fulminanti che impallinano Halep. La numero 2 del mondo, complice un sanguinoso doppio fallo, spedisce Garcia a servire per il match. La 26enne francese non tradisce e manda la Francia in finale a novembre. Esce a testa altissima la Romania.


Corrado Boscolo Zemelo

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