Buenos Aires: Cecchinato vince un brutto match e Fognini ne perde uno bello

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Buenos Aires: Cecchinato vince un brutto match e Fognini ne perde uno bello

Ceck supera Garín in qualche modo. Fabio ancora a secco sulla terra. Fuori anche Sonego, che lotta solo un set contro Carballes Baena e manca il derby con Cecchinato

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Marco Cecchinato - Buenos Aires 2019 (via Twitter, @ArgentinaOpen)
 

L’evento argentino non sarà di primissimo piano, ma la presenza di tre tennisti italiani nella stessa giornata a sei giorni di distanza dalla delusione di Córdoba attira la moderata attenzione degli appassionati. Fabio Fognini e Marco Cecchinato, rispettivamente secondo e terzo del seeding, sono chiamati a cancellare le brutte sconfitte della settimana scorsa: il primo gioca un buon match ma scompare nel finale dopo aver mancato la zampata decisiva, il secondo è ancora lontano dai livelli della scorsa primavera però vince. Esce anche Lorenzo Sonego – per lui tre incontri vinti nel torneo, comunque – che lotta solo il primo set contro Baena.

SPRAZZI (POCHI) DI CECK – È una partita abbastanza brutta quella che Marco Cecchinato vince con fatica ai danni di Christian Garín, ventiduenne cileno n. 93 ATP. I giochi si susseguono tra rari scambi apprezzabili ed errori evidenti da parte di entrambi. Garín passa i 90 secondi di pausa dopo il settimo game a lamentarsi con Lahyani che, in una delle tante verifiche del segno, giudica fuori il rovescio vincente con cui il cileno pensava di aver brekkato; poi, torna in campo e, contro ogni regola non scritta, tiene il servizio a zero. Ceck continua a mostrarsi tranquillo anche in occasione delle proprie sbavature e a dispetto di un avversario che passa dall’imporre la propria pressione all’essere una miniera di gratuiti. Falliti quattro set point rispondendo nel dodicesimo gioco, l’azzurro incassa il tie-break dopo che Garín, sul 4-2, diventa incapace di tenere la palla in campo.

Nel secondo parziale, l’allievo di Andres Schneiter (coach anche di Londero) continua da dove aveva lasciato, vale a dire sbagliando ogni volta che mette i piedi in campo per spingere, e Marco ringrazia per il doppio break. Non ci sarebbe più nulla da vedere se non fosse per il palermitano che manca prima il 4-0 poi il 5-1, con gli addetti alla manutenzione del campo che vanno a mangiarsi un bocadillo “tanto qui non finiscono più”, e per Lahyani che, deciso che quella sarà l’ultima volta che scende dalla sedia, dà buona una palla a Ceck lasciando “Gago” allibito. Cecchinato arriva finalmente a match point e lo trasforma con uno scambio dei suoi, guadagnandosi così il quarto di finale contro Carballés Baena contro cui difficilmente potrà permettersi i passaggi a vuoto di questo esordio bonaerense. L’importante, tuttavia, è che installino un ascensore per Lahyani.

È stata una partita difficile. Non giocavo da molto sulla terra” confida Marco ai microfoni di Ubitennis.“La scorsa settimana sono arrivato a Cordoba dopo un viaggio di 36 ore dall’India e ho avuto poco tempo per allenarmi. Lì ho anche giocato una brutta partita”. Quindi una battuta sul nuovo status nel circuito dopo i grandi risultati raggiunti nel 2018: “Quest’anno sarà complicato, ho tanta pressione addosso… ma per fortuna! Significa che lo scorso anno ho fatto grandi cose“.

UN BUON FOGNA NON BASTA – Il pupillo di Rafa Nadal, Jaume Munar, vendica la sconfitta di Melbourne contro Fabio Fognini che, in un incontro molto interessante e a tratti spettacolare, manca di nuovo la prima vittoria dell’anno sulla terra battuta fermandosi (e fermato) a due punti dal match. A differenza di altre occasioni, Fabio entra in campo già dal primo game, ma Jaume è ben deciso a non rendergliela facile e allunga 3-1. Senza scomporsi più di tanto, l’azzurro cresce gradualmente di intensità, limita gli errori nonostante l’ottima difesa spagnola e piazza un parziale di 5 giochi a 1 che gli vale il set. I piedi di Fognini sono reattivi, sembra sentire bene la palla, il dritto gli fila e anche il rovescio fa male. Munar ottiene qualche punto importante con il servizio, rimedia subito al tentativo di allungo dell’avversario e approfitta di un paio di errori di Fabio sul 4-5 per giocarsi il set point su cui mette a segno un gran passante di rovescio in allungo. La racchetta azzurra va in frantumi quando il ligure cede il break appena conquistato anche nella partita finale; Fognini resta in partita e, grazie a un magnifico nono game in risposta, serve sul 5-4, ma la reazione del maiorchino lo blocca sul 30-0: dodici punti di fila e bye bye Baires. Ai quarti, Munar troverà Guido Pella, uscito vincitore dal derby argentino contro Leonardo Mayer al tie-break del terzo set. Troppi errori di Leo all’inizio del gioco decisivo, anche se poi è stato sfortunato per una chiamata sbagliata su un suo attacco profondo con cui avrebbe annullato il terzo match point consecutivo e raggiunto Pella sul 6 pari.

Fabio Fognini – Buenos Aires 2019 (via Twitter, @ArgentinaOpen)

BAENA TORNA SOLIDO – Dopo la bella vittoria contro Nicolas Jarry e con il rimpianto di due palle break consecutive non sfruttate sul 5 pari nel primo set, Lorenzo Sonego cede a Roberto Carballés Baena, già vincitore dei due precedenti a livello challenger. Baena viene da un inizio di stagione pessimo, culminato con la perdita di 45 posizioni in classifica e della top 100 per non aver confermato i punti del titolo di Quito 2018, ma non è comodo da affrontare sulla terra: ha un’ottima mobilità, sbaglia poco e, mentre l’avversario si annoia aspettando la palla giusta per poter fare qualcosa, spiazza con inattese accelerazioni lungolinea o fa correre con dei cross stretti. Lorenzo cerca allora di ravvivare gli scambi con qualche bella smorzata ed entrando di dritto, ma sbaglia troppo in risposta e regala dal lato sinistro; sotto 2-5, pur di risolvere uno scambio in bellezza su un passante tirato correndo all’indietro da Carballés, gioca la volée vincente invece di lasciar cadere la palla al centro del corridoio. Il set si riapre quando il dritto spagnolo comincia a mancare il campo con incoraggiante frequenza, ma il torinese rimane passivo sulle due opportunità del sorpasso e, come da manuale, cede il servizio al gioco successivo. Contro un Baena sì piuttosto solido ma che può anche offrire dei passaggi a vuoto, Sonego lotta dando però l’impressione di non crederci davvero e l’incontro gli scivola via inesorabilmente.

A fine partita Lorenzo condivide con il nostro inviato a Buenos Aires le sue sensazioni. “Jarry è il quarto top 50 che batto in carriera. Per ora sto facendo esperienza e non bado molto ai risultati, ma a giocare con gente di questo livello per alzare di conseguenza il mio“. Il torinese conferma di sentirsi più a suo agio sulla terra, motivo per cui ha preferito Cordoba e Buenos Aires ai tornei europei indoor, e la prossima settimana sarà a San Paolo. A marzo però la sua programmazione prevede il ritorno al cemento. “Penso che giocherò a Phoenix (un challenger in programma dall’11 marzo, ndr) e poi proverò le qualificazioni di Miami“. Tutto all’insegno della grinta, la sua dote migliore: “Sono sempre stato abituato a lottare su ogni punto. Il risultato è solo una conseguenza di come sto sul campo“.

in collaborazione con Ivan Tricarico, da Buenos Aires

Risultati:

R. Carballés Baena b. [Q] L. Sonego 7-5 6-1
G. Pella b. L. Mayer 6-4 1-6 7-6(5)
[3] M. Cecchinato b. C. Garín 7-6(4) 6-4
J. Munar b. [2] F. Fognini 4-6 6-4 7-5

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