ATP Challenger Bergamo: Brancaccio, la scommessa di Ferrer. “Il Transition Tour? Ci sono tante lamentele”

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ATP Challenger Bergamo: Brancaccio, la scommessa di Ferrer. “Il Transition Tour? Ci sono tante lamentele”

L’azzurro vince un ottimo match al trofeo Faip-Perrel e sulla riforma ITF dice: “Il principio non è sbagliato ma credo che cambierà qualcosa, si sono formati dei gruppi contro la riforma”. Sinner continua la corsa

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Raul Brancaccio - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)
 
 

Quando gli dicono che il suo modo di stare in campo ricorda quello di David Ferrer, il suo sguardo si scioglie in un sorriso. Raul Brancaccio fa parte della nuova ondata di baby-tennisti italiani, ma la sua storia è molto particolare. Ha potuto raccontarla dopo aver vinto il suo match d’esordio al Trofeo Faip-Perrel (46.600€, Greenset). Una partita tosta, combattuta, contro il croato Nino Serdarusic. Raul ha lottato per un paio d’ore, salvo poi imporsi col punteggio di 6-3 4-6 6-4. “Ho iniziato bene, ero molto carico, poi però nel secondo set ho avuto un calo di tensione – racconta Brancaccio – faceva molto caldo dentro il palazzetto, ho avuto un piccolo calo di zuccheri e non ero più così in palla. Ma il tennis è così, bisogna vincere qualsiasi sia il problema. Nel terzo sono scappato sul 3-0, poi mi sono un po’ perso ma ho ugualmente vinto. È un ottimo segnale perché è importante vincere quando non si sta troppo bene.

Brancaccio è italiano, ma da qualche anno risiede in Spagna in virtù di una storia molto particolare. Padre italiano e mamma spagnola, sin da piccolo trascorreva le vacanze estive nella casa dei nonni a Javea, cittadina dell’entroterra, a circa un’ora da Valencia. Guarda caso, la città natale di “Ferru”. “Visto che giocavo a tennis sin da piccolo, mi allenavo per restare in forma anche durante le vacanze – racconta Brancaccio – un giorno, avrò avuto 13-14 anni, passò David e mi notò. Andò da suo fratello Javier, direttore dell’accademia, gli disse che avevo delle potenzialità e che gli sarebbe piaciuto seguirmi e darmi una mano”.

L’ACCADEMIA DI FERRERIl progetto di Ferrer si è concretizzato un paio d’anni dopo, quando l’accademia è partita e hanno offerto una borsa di studio sia a Raul che alla sorella Nuria (18 anni, sta muovendo i primi passi nel circuito WTA). “Abbiamo accettato senza pensarci due volte, era un sogno che si realizzava. Ci siamo trasferiti a Javea con i miei nonni, poi siamo stati raggiunti da mia mamma. Adesso mia sorella è tornata in Italia, mentre io risiedo ancora lì insieme a mia madre. E nato e si è costruito così, dunque, il progetto Brancaccio. Tanti tornei Futures, tanta terra battuta, decine di partite per edificare il sogno di giocare in un grande stadio. Brancaccio è direttamente coinvolto dalla riforma delle classifiche mondiali, con la netta separazione tra il ranking ATP e quello ITF. 

 

Il cambiamento ha destabilizzato un po’ tutti. Passare dal numero 270 al 450 mi ha fatto un po’ strano, ma sono stato favorito dal fatto di essere top-10 ITF, il che mi consente di giocare quasi tutti i Challenger in virtù dei quattro posti in tabellone riservati ai migliori dell’altra classifica. Lo scorso anno avevo giocato soprattutto tornei ITF per crescere, ma quando ho saputo del cambio abbiamo deciso di puntare sui Futures per migliorare sempre di più la mia classifica ITF, puntare ai top-10 e giocare i Challenger nel 2019”. Missione compiuta, visto che Brancaccio è addirittura quarto nella classifica “ombra” e ha potuto giocare il Trofeo Perrel-Faip, che altrimenti gli sarebbe stato precluso.

CRESCERE SUL CEMENTO – “Il principio del Transition Tour non è sbagliato: se sei forte arrivi, è un modo per riconoscere i giocatori davvero validi – continua Brancaccio – però mi metto nei panni di tanti ragazzi di 18-19 anni, abituati a cercare i primi punti nei tornei ITF. Da quest’anno, si sono trovati fuori da qualsiasi torneo. Per loro è stato negativo, mentre capirei se un giocatore di 29-30 anni, ancora bloccato nei Futures, possa avere altre idee. Credo che cambierà qualcosa, perché ci sono tante lamentele e si sono formati dei gruppi contro la riforma. Personalmente sono tranquillo, guardo alla mia carriera e punto a giocare sempre più Challenger per migliorare la mia classifica ATP”. Per farlo, dovrà migliorare il suo rendimento sulle superfici veloci dopo aver giocato quasi esclusivamente sulla terra.

In realtà credo che il mio tennis sia più adatto al cemento, mi piace giocare aggressivo, vicino alla linea. Il fatto è che in Spagna è difficile trovare campi in cemento: ci sono tanti circoli grandi e accoglienti, ma quasi tutti con campi in terra battuta – spiega Brancaccio – per fortuna, in accademia ci sono due campi in cemento. Lo scorso inverno abbiamo deciso di effettuare la preparazione interamente sul cemento, perché se vuoi diventare un giocatore di buon livello devi essere competitivo su tutte le superfici. Alcuni pensano che io giochi meglio sulla terra perché è dove sono cresciuto, ma non sta andando male. Ho colto buoni risultati, e sono soddisfatto”. Insomma, Brancaccio sta costruendo la base per dare vita ai sogni di qualche anno fa, quando guardava tantissimo sport in TV e sognava di diventare come Novak Djokovic (“Che è milanista come me, anche se io tifo anche per la Turris, la squadra della mia città”). “Poi però ho conosciuto Ferrer e mi è capitato di soffrire osservando i suoi match. Lui ha vissuto certe situazioni e mi ha dato tanti buoni consigli per crederci”.

SINNER SORPRENDE CARUSO, OK VANNI E GIUSTINOUn altro grande protagonista di giornata è stato l’altoatesino Jannik Sinner. Classe 2001, da molti è considerato l’erede di Andreas Seppi e in effetti lo ricorda un po’ nel rovescio, molto nell’atteggiamento. Sinner si allena a Bordighera da qualche anno, e a Bergamo ha trovato un feeling eccezionale: contro un avversario esperto come Salvatore Caruso, è venuto fuori alla distanza. È finita 6-2 2-6 6-2: pochi credevano in lui dopo avergli visto perdere (male) il secondo set. La sua palla viaggiava molto, costringendo spesso il siciliano sulla difensiva. Ha fatto tutto Sinner, nel bene e nel male: spingeva a volontà, tirando tanti colpi vincenti e commettendo un numero accettabile di errori. 

Yannik Sinner – ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La palla di Caruso non faceva troppo male, raramente metteva in difficoltà un Sinner scatenato. Dopo essere calato nel secondo, l’altoatesino ha “sprintato” in avvio di terzo e ha impressionato per solidità mentale e coraggio, centrando un meritato terzo turno “Mi ha impressionato la sua capacità di non tremare nei momenti importanti, è una qualità molto rara in un 17enne” ha ammesso Paolo Cannova, coach di Caruso. È stata comunque un giornata positiva per i colori italiani, visto che sono approdati agli ottavi due dei protagonisti più attesi: Luca Vanni e Lorenzo Giustino. In particolare, ha impressionato il napoletano: con un servizio decisamente migliorato, ha lasciato appena tre giochi a Zdenek Kolar, giocatore di talento. Ha fatto il suo dovere Vanni, che si è scrollato di dosso lo spagnolo Carlos Taberner dopo un primo set molto combattuto. I due si affronteranno negli ottavi, dunque c’è già la certezza di un azzurro nei quarti. 

Peccato per il forfait in extremis di Stefano Travaglia, costretto a rinunciare prima di scendere in campo a causa di un fastidio all’adduttore destro. Nel tardo pomeriggio è arrivata la sconfitta di Dustin Brown: il tedesco di origine giamaicana, molto atteso dal pubblico, si è arreso al qualificato Baptiste Crepatte col punteggio di 7-6 6-7 6-3. Match con un piccolo giallo: nel tie-break del secondo set, dopo un errore, il francese ha dato un calcio alla sua panchina. La sedia ha colpito una bottiglietta d’acqua, volata in tribuna e che ha colpito uno spettatore. Una situazione quasi da default: il francese è stato graziato e ha potuto completare il match.

Ufficio Stampa Trofeo Faip-Perrel

Risultati:

Primo turno

Cem Ilkel (TUR) b. Javier Barranco Cosano (SPA) 3-6 6-2 7-5
Raul Brancaccio (ITA) b. Nino Serdarusic (CRO) 6-3 4-6 6-4
Riccardo Bonadio (ITA) b. Tomislav Brkic (BIH) 6-4 6-4
Baptiste Crepatte (FRA) b. Dustin Brown (GER) 7-6(4) 6-7(2) 6-3

Secondo turno

Luca Vanni (ITA) b. Carlos Taberner (SPA) 7-6(5) 6-2
Lorenzo Giustino (ITA) b. Zdenek Kolar (CZE) 6-2 6-1
Jannik Sinner (ITA) b. Salvatore Caruso (ITA) 6-2 2-6 6-2
Elliot Benchetrit (FRA) b. Tallon Griekspoor (NED) 6-3 6-4
Viktor Galovic (CRO) b. Daniel Brands (GER) 7-5 7-6(3)
Jay Clarke (GBR) b. Uladzimir Ignatik (BLR) 6-3 6-4
Jan Choinski (GBR) b. Federico Arnaboldi (ITA) 6-3 6-1
Gianluigi Quinzi (ITA) b. Roman Safiullin (RUS) 6-3 4-6 7-6(4)

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Wimbledon, Sinner: “Con Alcaraz una partita speciale. Il momento chiave? Quello 0-40 nel quarto set…”

Le parole dell’azzurro in conferenza stampa: “Fisicamente sto bene. Il Centre Court? Che emozione vedere tutti quei campioni dove poco dopo avrei giocato io”

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

Quella contro Carlos Alcaraz a Wimbledon può essere definita la vittoria più bella della carriera di Jannik Sinner fin qui. Anche il giocatore altoatesino è sembrato particolarmente felice, e forse per questo più loquace di molte altre volte in conferenza stampa. Di seguito le parole di Jannik nel confronto con la stampa italiana dopo il successo che gli è valso il pass per i quarti di finale.

Ubaldo Scanagatta: “Complimenti Jannik, sicuramente ha fatto la differenza il servizio. Non hai mai ceduto la battuta né oggi né contro Isner…”

Sinner: “C’è tanto lavoro dietro. Credo che oggi è stata una partita difficile. Tutti e due siamo giovani e il livello era alto. Posso essere contento della mia prestazione che è la cosa più importante. La partita con Isner mi ha dato fiducia. Vedremo nel prossimo turno come andrà, sicuramente si tratterà di un altro avversario”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Hai giocato molte partite ma negli Slam qualche volta sei venuto meno, oggi invece hai fatto una partita straordinaria. Sentivi di aver bisogno di una partita così per dire: sto arrivando?

Sinner: “Per me la cosa più importante è migliorarmi. Perché se non ti migliori non puoi giocare a questi livelli per tre-quattro ore. Oggi ho fatto vedere che sono in grado di farlo e ora devo continuare così. Ci ho messo molte ore di lavoro, anche in palestra, con Simone. Oggi sono stato in grado di fare bene, vediamo il prossimo turno come andrà. Credo che per ora posso essere contento di questa giornata. Domani ho un giorno di allenamento e lo devo usare nel migliore dei modi”.

Nel quarto set quando hai brekkato ti sei ritrovato sotto 0-40. Recuperare quel gioco è stato fondamentale…

Sinner: “Sì, sapevo quanto era importante quel momento. Nel game precedente ho provato a essere aggressivo in risposta perché sapevo che dopo avrei servito con palle nuove. La palla andava un po’ meno e sono riuscito a rispondere. Poi però non ho iniziato benissimo, avevo un dritto da spingere e non l’ho spinto. Ma nei punti importanti ho servito bene. Su erba è un po’ più semplice perché il campo ti aiuta. Ma sicuramente nel quarto set è stato quello il momento chiave”.

Sei più contento di come hai servito o di come hai risposto?

Sinner: “Sicuramente quando servi meglio nei game di risposta sei più tranquillo. Ma d’altra parte anche nel primo set ho servito bene fin da subito. Lui ha iniziato forte e mi sono tirato fuori dai guai col servizio. Però anche con la risposta ho fatto sempre bene mettendogli sempre pressione”.

Come stai fisicamente? Oggi tre ore e mezza le hai rette perfettamente e la prossima c’è Djokovic.

Sinner: “Sto bene, non ci sono problemi, ora incrocio le dita. Stiamo lavorando bene e nel modo giusto. Poi vediamo nei prossimi sei mesi come il corpo reagisce”.

Hai parlato di una giornata speciale. Cosa ti ha colpito di più entrando nel Centre Court?

Sinner: “All’una, mentre mangiavo, sono andato negli spogliatoi a vedere lo show. Vedere tutti quei campioni è stato speciale e ancor di più il fatto di sapere che dopo avrei giocato lì. Non sapevo nemmeno la via per entrare nel campo, perché non lo avevo mai fatto. Un momento che è stato speciale per me. Alcuni di quei campioni hanno visto la partita ed è stato bello giocare davanti a loro”.

Hai letto la frase di Kipling sul come affrontare la vittoria e la sconfitta?

Sinner: “Ho tirato dritto… No, a parte tutto, conosco quella frase e la rispetto”.

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Wimbledon: spettacolo Sinner, elimina Alcaraz in quattro set. Primi quarti ai Championships

Vittoria indimenticabile per l’azzurro: primi due set perfetti, spreca due match point nel tie-break del terzo ma regge l’urto e vince al quarto. Ora Djokovic o Van Rijthoven

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

La nostra inviata a Londra

[10] J. Sinner b. [5] C. Alcaraz 6-1 6-4 6-7 6-3

Prestazione straordinaria da parte di Jannik Sinner che domina un Carlos Alcaraz complessivamente molto falloso, teso e impaziente. L’azzurro dà spettacolo con il rovescio anche se è ottimo in tutti i fondamentali, a partire dal servizio (non ha mai perso la battuta in tutto il match) per finire con la smorzata.

 

Ma, soprattutto, l’arma vincente del match di oggi è la risposta al servizio. Veloce e pronto nel ribattere, ha saputo arginare sempre le battute dell’avversario con colpi profondi e pesanti che finivano tra i piedi dello spagnolo. Questi rientra nel match nel terzo set, vincendolo da vero gladiatore, ma il grande protagonista dell’incontro oggi rimane l’azzurro che, con calma serafica, continua a produrre per più di tre ore un tennis ad altissimi livelli. Chiude 6-1 6-4 6-7(8) 6-3 al sesto matchpoint, score che gli vale il primo quarto di finale in carriera ai Championships. Diventa inoltre il sesto italiano nella storia a disputare i quarti, dopo De Morpurgo (1928), Pietrangeli (1960), Panatta (1979), Sanguinetti (1998) e Berrettini (2021).

Oltre alle grandi qualità tecniche messe in campo, l’italiano dà prova ancora una volta di grandissima maturità, nella gestione della pressione e nella reazione dopo la sconfitta del terzo set.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

LA PARTITA – Nel primo game Jannik è in svantaggio 0-30 ma recupera rapidamente. È attento anche Alcaraz che tiene con autorevolezza il proprio turno di servizio. Lo spagnolo mette pressione a Jannik, bombardandolo da fondo. Fin dall’inizio, l’azzurro è serafico e contiene molto agevolmente i colpi furiosi dell’avversario.
Sul 2-1, Sinner ha la prima palla break dell’incontro. Questa volta la smorzata dello spagnolo muore sulla rete e c’è il break tutto azzurro, 3-1. Jannik continua a martellare con rovesci pesanti e profondi e allunga ancora il passo sul 4-1. Alcaraz comincia ad sprecare sempre più, disunito e fuori misura. Al contrario, Jannik ha un timing perfetto in risposta ed è rapido negli spostamenti e ciò gli consente di intascare rapidamente il primo set per 6-1 (in 31 minuti).

Dall’1-1 nel primo set, l’altoatesino inanella ben sette giochi, fino al 2-0 del secondo, dominando del tutto l’avversario. Carlos è totalmente in confusione, si accanisce a spingere sbagliando ancora e ancora.
Jannik dimostra grande abilità anche con il dropshot, oltre a dare spettacolo sulla diagonale di rovescio. Lo spagnolo interrompe la striscia di sette giochi e fa un passo sull’1-2. Prosegue il festival degli errori per lui e Sinner sale 4-2, continuando in modalità rullo compressore da fondo campo. Niente da fare per Carlos, è suo anche il secondo set per 6-4.

Nel terzo, lo spagnolo tenta di stare a galla e, per la prima volta, è in vantaggio nello score, 2-1 e poi 4-3, incorrendo tuttavia in tanti errori gratuiti, come una palla a metà campo da calcio di rigore scaraventata sui teloni. Ma la sportività di Carlos non viene meno nenache nella difficoltà e va a sincerarsi che Jannik stia bene dopo che l’azzurro è scivolato su una smorzata accanto alla rete. Sinner apprezza e i due si danno il pugnetto. Detto en passant, Kyrgios e Tsitsipas dovrebbero imparare da loro… Ora c’è maggiore equilibrio rispetto ai primi due set, poiché Alcaraz è più concreto nei propri turni di battuta.

C’è il tie-break. Il primo punto è spagnolo. Ma Jannik è impeccabile con un passante calibratissimo di rovescio. Il diciannovenne di Murcia ora mette il turbo e, sempre più rabbioso, scaraventa i fendenti a più non posso e sale 3-2. Abilissimo con la morzata oggi l’azzurro, che si cimenta molto spesso anche con le variazioni. Ma Carlos avanza ancora e, dopo una palla di Jannik finita a rete, ha tre setpoint sul 6-3. L’altoatesino annulla i primi due e poi il terzo con un supersonico cross di dritto in corsa che annichilisce Carlos, 6-6. C’è un matchpoint tutto azzurro, annullato da Alcaraz.

Grazie a un servizio vincente ce n’è un secondo, che Jannik tuttavia fallisce ancora cacciando il dritto a rete. Grazie ad una magica stop volley, questa volta è Alcaraz a procurarsi un secondo setpoint. È quello giusto. La palla di Sinner esce di pochissimo e lo spagnolo resta ancora in partita, vincendo la terza frazione per 10 punti a 8.

Continua la dura lotta nel quarto set. I due “se le danno” di santa ragione spingendo e aggredendo. Jannik sale 2-1 e ha due palle break a disposizione. La seconda va a segno, procurandogli un prezioso vantaggio. Nel quinto gioco, concede però tre palle per il controbreak, ma le salva magnificamente dando spettacolo sul Centre Court e dimostrando ancora una volta grande forza mentale e freddezza; prende il largo nello score e sale 4-1.
Alla fine, ha la meglio la calma dell’azzurro che chiude 6-1 6-4 6-7(8) 6-3 al sesto matchpint. È un punto che vale tantissimo, nientemeno che una pagina di storia dello sport italiano.
Ora attende il vincente tra Djokovic e Rijthoven.

Oggi è stata una partita difficile” ha ammesso Jannik dopo il match, “siamo giovani ma il livello era altissimo. La vittoria con Isner mi ha dato tanta fiducia . Ma per me la cosa più importante è migliorarmi sempre. C’è tantissimo lavoro dietro il successo di oggi. Sì, è vero, oggi ho servito bene e quando si serve meglio, poi nei game di risposta si è più tranquilli. Con la risposta gli ho messo tanta pressione”.

E poi l’emozione di calcare per la prima volta il Centre Court: “È stato un giorno speciale per me. Ho visto tutti quei campioni arrivare sul campo oggi per la cerimonia e quindi è stato ancora più speciale. Non conoscevo nemmeno il percorso per arrivarci perché non ci avevo mai giocato“.

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Wimbledon: Djokovic cede un set, ma sarà lui l’avversario di Sinner nei quarti

Novak Djokovic perde li secondo set contro Tim Van Rijthoven ma rimane sempre in controllo del match. Per lui un quarto di finale contro Jannik Sinner

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Novak Djokovic - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)

[1] N. Djokovic b. [WC] T. van Rijthoven 6-2 4-6 6-1 6-2 (dal nostro inviato a Londra)

Per un tennista che fino a un mese fa non aveva mai vinto un match a livello ATP, entrare sul Campo Centrale di Wimbledon ad affrontare in un ottavo di finale il numero 1 del mondo poche ore dopo che sullo stesso campo erano passati decine di ex campioni del torneo è un buon modo per passare una domenica “qualsiasi”. E Tim Van Rijthoven si è pure tolto lo sfizio di portare via un set all’illustre avversario, giocando una mezz’ora davvero da favola, prima di inspiegabilmente tornare a fare a pallate da fondo con Djokovic, con conseguenze facilmente immaginabili.

Il pubblico londinese (e forse non solo) ha trovato un giocatore che per fortuna è uscito dalle paludi dei circuiti minori e forse riuscirà a regalare ancora qualche gioia a se stesso e agli appassionati per le prossime stagioni sull’erba, in attesa che trovi l’adeguata continuità, soprattutto nel palleggio, per poter essere competitivo anche sulle altre superfici.

 

IL MATCH – Van Rijthoven almeno all’apparenza non è sembrato troppo emozionato per il suo debutto sul campo da tennis più famoso del mondo. Dopo il match centrale del pomeriggio tra Sinner e Alcaraz una buona fetta dei posti occupati dai “dignitari” ovvero quelli dietro al Royal Box, si era svuotata, ma il resto delle tribune era gremito come sempre. L’olandese ha giocato punto a punto nei primi tre giochi (che hanno richiesto in tutto ben 29 punti), ma al rientro in campo di quelli che erano andati a rifocillarsi al bar il tabellone luminoso segnava 3-0 per Djokovic. Il primo set si è praticamente deciso lì: Djokovic è stato praticamente sempre in controllo dei suoi turni di battuta annullando una palla del controbreak sul 2-4, ma chiudendo poi il set 6-2 in 41 minuti.

Chi pensava alla solita passeggiata del fuoriclasse serbo però non aveva fatto i conti con lo splendido tennis classico di Tim van Rijthoven, che fin dalla parola “via” ha conquistato il cuore di buona parte degli spettatori, parecchi dei quali probabilmente entrati con un biglietto “di rivendita” (per 5 sterline si può ricomprare il posto di coloro che se ne sono andati) e desiderosi di vedere quanto più tennis possibile. Sul 3-3 con un game meraviglioso, fatto di rovesci in slice rallentati e accelerazioni di diritto, l’olandese ha strappato la battuta a Djokovic e, servendo per il set sul 5-4, ha annullato quattro chance del controbreak, finendo il parziale con due ace consecutivi uno a 126 (per giunta di seconda) e uno a 133 miglia orarie (rispettivamente 203 e 214 chilometri orari). Dopo 1 ora e 31 minuti di gioco, alle 21.32 locali, il match era un set pari.

Nonostante la scarsa aderenza al terreno e le conseguenti ripetute scivolate, Djokovic continuava nella sua impressionante prestazione alla risposta ottenendo un break subito al secondo game grazie anche un passante di rovescio incrociato stretto che ha lasciato di stucco Van Rijthoven. L’olandese, forse galvanizzato dalla fine spumeggiante del set precedente continuava a giocare “avanti tutta” anche da fondocampo, dimenticandosi i suoi slice più lenti per tenere sotto controllo il ritmo e non favorire il n. 1 del mondo. Djokovic, implacabile, otteneva anche un secondo break e volava sul 5-0 per poi chiudere facilmente sul 6-1.

Anche nel quarto set era Djokovic a togliere il servizio all’avversario alla prima occasione, facendo svuotare le tribune di almeno un terzo: il coprifuoco delle 23 iniziava ad avvicinarsi e dopo tutto era una “school night” come si dice da queste parti, una serata prima di un giorno lavorativo. Aggrappandosi al servizio Van Rijthoven è riuscito a mantenere il punteggio su valori numerici onorevoli, ma il nome del vincitore era già scritto.

Sarà dunque Novak Djokovic l’avversario di Jannik Sinner nei quarti di finale di Wimbledon 2022. Tra i due un solo incontro ufficiale, quello del 2021 sulla terra battuta di Montecarlo vinto da Djokovic 6-4, 6-2, in un torneo nel quale il serbo poi perse abbastanza malamente da Daniel Evans.

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