Andreescu da impazzire, Indian Wells è suo

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Andreescu da impazzire, Indian Wells è suo

Incredibile Bianca, campionessa da wild-card. Angie Kerber travolta in un finale al cardiopalmo

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IL PODCAST DEI NOSTRI INVIATI

[WC]B.Andreescu b. [8]A.Kerber 6-4 3-6 6-4

 

da Indian Wells, il nostro inviato

In modi molto diversi, la finale del Premier Mandatory di Indian Wells che va in scena nel caldo primo pomeriggio californiano è una partita delle potenziali prime volte per entrambe le giocatrici. Ovviamente per la sorpresa del momento Bianca Andreescu, appena diciottenne, che non era mai nemmeno arrivata vicina a un traguardo del genere (è la prima volta, nella storia di questo torneo, che una “wild card” arriva in finale, tra l’altro). Ma anche la sua esperta avversaria, Angelique Kerber, a dispetto dei tre titoli Slam in bacheca, non ha mai vinto un titolo in eventi di questa categoria, ovvero l’equivalente dei Masters 1000 obbligatori dell’ATP. Come abbiamo avuto modo di ammirare tutti nelle ultime due settimane, Bianca gioca davvero bene, e soprattutto è una tra quelle che variano di più le traiettorie, le velocità e le rotazioni dei colpi. Pallonetti liftati anche non in difesa ma per rompere il ritmo, palle corte a ripetizione, accelerazioni piatte da fondo, un repertorio completo e spesso spiazzante per le avversarie, poco abituate a tanta imprevedibilità.

Spiazzare una vecchia volpe come Angie, però, è difficile, eppure all’inizio della partita Bianca ci riesce molto bene, strappandole il servizio nel primo game, mantenendo il controllo degli scambi anche accettando di commettere diversi errori, e conservando il vantaggio fino al 5-4. Ottimo il piano tattico di Andreescu, probabilmente studiato a tavolino: evitare di spingere con troppa continuità (se fai a pallate, un’incontrista naturale come Kerber la esalti e la metti in ritmo), ma aumentare anche più del consueto le variazioni morbide, gli slice e i drop-shot, come a dire “spingi tu, se ne hai voglia, ai miei colpi non ti ci faccio appoggiare più di tanto“. Al momento di servire per chiudere il primo set, Bianca non fa una piega, tiene a 30 ed è 6-4 per lei, che brava, come una veterana. Non si possono nemmeno imputare grandi colpe ad Angie, ma ora dovrà salire di livello se vuole cambiare l’inerzia della partita.

La svolta in favore di Kerber arriva fra il terzo e il quarto game del secondo set: prima la tedesca è brava a salvarsi da due palle break, poi è lei a piazzare la zampata alla prima occasione in assoluto, strappando il servizio a Bianca e poi allungando fino al 4-1. Decisive, nella circostanza, un paio di ingenuità di Andreescu, una palla corta non ben eseguita, due chiusure fallite da metà campo. Momenti comprensibili, non dobbiamo dimenticarci che la canadese è ancora giovanissima, e sta affrontando una pluricampionessa Slam, ex numero uno, esperta, astuta, che di partite così ne ha giocate a pacchi. Esperienza e solidità che Angie mette in campo tutte e con decisione, intrappolando Bianca nelle sue trame, evitando di farsi sorprendere dai suoi tagli, e chiudendo senza grossi affanni per 6-3. Ottima Kerber, d’altronde c’era da aspettarselo da lei, non è certo una tipa che si fa da parte senza fartela sudare fino alla fine. Vediamo un po’ quest’ultimo set del torneo femminile, Andreescu dovrà stare molto molto attenta, è un attimo farsi scappare via una combattente nata come Angie.

Mentre di fianco a me in tribuna si siede sua Maestà la Regina del serve&volley, Martina Navratilova, e onestamente la cosa mi emoziona quasi più della finale a cui sto assistendo, Bianca tiene il servizio per salire 2-1, c’è equilibrio, ma l’impressione è che la canadese ora sia costretta a fare molto di più che all’inizio per vincere gli scambi. Kerber ha attivato l’antivirus, insomma, e non si fa più fregare facilmente. Fisio in campo per Bianca, che chiede medical time-out, pare un indolenzimento al braccio destro, già fasciato da prima con il “tape” preventivo, e un po’ di irrigidimento muscolare alle gambe. Nel quinto game, e onestamente era nell’aria, ecco il break messo a segno dalla tedesca, 3-2 e servizio per lei. Purtroppo per Andreescu, sembra proprio che Angie le abbia preso le misure, ora ci vorrà qualcosa di speciale per recuperare nel punteggio. La cosa, con gran merito di Bianca, si verifica subito dopo: grandissima combinazione palla corta – pallonetto, poi attacco e smash, poi vincente stretto esterno di dritto, splendida, e siamo 3-3. Ancora super-dritto Andreescu, sono 4 vincenti consecutivi ora, poi errore Angie, poi bene col servizio la canadese, 4-3 per lei, un’accelerata spaventosa, e inaspettata per tutti a partire da Kerber. Wow. Sempre più in difficoltà a causa anche di un inizio di crampi, Bianca però non si ferma più: una sequenza di almeno una quindicina di vincenti netti, altro break, 5-3, poi tre match point falliti (due errori, e un buon recupero di Angie), controbreak Kerber. Andreescu non si muove quasi più, e fa l’unica cosa possibile: spara tutto rifiutando lo scambio, si conquista il quarto match point, e l’errore di Kerber, senza gran demeriti anche in questa fase, le consegna il titolo del torneo più importante dopo gli Slam, e la classifica di numero 24 WTA. Tutti in piedi, perchè per quello che abbiamo visto, è probabile che dopo Naomi Osaka l’anno scorso, Indian Wells ci abbia consegnato una nuova stella del tennis.

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ATP

ATP San Pietroburgo: Caruso vince il derby contro Fabbiano e va agli ottavi

Thomas vince il primo e sembra in controllo, ma la tensione lo affonda alla distanza. Sousa e Fucsovics facili su Kovalik e Vatutin. Kukushkin già al terzo turno

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Ha passato mesi complicati alquanto, Salvo Caruso, dopo l’entusiasmante Roland Garros disputato la scorsa primavera e nonostante la semifinale, prima in carriera in un evento maggiore, giocata a Umago d’estate. Era stata anzi l’esperienza in Istria a complicare i piani del ventiseienne da Avola, che dal penultimo atto ceduto a Dusan Lajovic era uscito infortunato a una coscia, causa peraltro della soffertissima rinuncia al tabellone principale del 500 di Amburgo, rabberciato fin che si vuole ma pur sempre un 500, anche in quel caso il primo in vita sua.

Cautamente ripartito dal circuito Challenger, Caruso ha riaperto la caccia all’obiettivo grosso, ossia la chiusura tra i primi cento al mondo quando l’anno di buona grazia 2019 chiuderà i battenti. Il rientro ai piani alti non è stato dei più simpatici, visto che il sorteggio a San Pietroburgo gli ha messo di fronte il collega connazionale Thomas Fabbiano, reduce da una stagione imprevedibile da par suo. Le condizioni dei campi indoor, tendenti al veloce, favorivano inoltre il ribattitore di Grottaglie, in effetti scattato molto meglio dai blocchi e capace di vincere il primo set per sei a due banchettando sulla tremebonda seconda di servizio di Salvo (appena il 33% di punti vinti in assenza della prima palla).

Salvo che si è però ridestato in tempo, grazie al decisivo aiuto di un Fabbiano via via più impreciso: nonostante qualche scialacquo di troppo – break di vantaggio restituito tanto all’inizio del secondo quanto al principio del terzo set – il tennista siciliano è riuscito a piazzare due parziali di tre giochi a zero in coda alle due partite conclusive, per guadagnarsi il secondo turno contro il vincente dell’interessante match verde tra Ruud e Bublik dopo quasi due ore di lotta. Fabbiano, aggrovigliato in un periodo non semplice dopo i fasti di Wimbledon, ha dato più volte segni di umore poco sereno, resi plastici dalle urla amplificate dai muri di una palestra vuota anche dopo gli errori commessi dal rivale. Abbiamo imparato a conoscerlo bene, tuttavia: si rasserenerà.

Caruso tornerà in campo già domani, giovedì, non prima delle 14 italiane sul Court 1; circa alla stessa ora, sul centrale, esordirà Matteo Berrettini contro Carballes Baena.

 

Risultati, primo turno:

J. Sousa b. [PR] J. Kovalik 6-2 6-3
M. Fucsovics b. [Q] A. Vatutin 7-5 6-1
S. Caruso b. T. Fabbiano 2-6 6-3 6-3
[8] C. Ruud vs A. Bublik

Secondo turno:

[6] M. Kukushkin b. [LL] D. Dzumhur 7-6(2) 6-2
[7] A. Mannarino vs [Q] E. Gerasimov

Il tabellone completo di San Pietroburgo

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ATP

Sonego parte bene a Metz, ora Pouille. Fuori Viola a San Pietroburgo

Il torinese ha vinto all’esordio contro il tedesco Otte, mentre l’avventura del 32enne veneto è durata poco più di un’ora

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Esordio facile per Lorenzo Sonego a Metz. Reduce dalla difesa del titolo a Genova, il torinese non ha pagato il cambio di superficie, superando rapidamente il qualificato tedesco Oscar Otte, N. 157 delle classifiche mondiali, con il punteggio di 6-2 7-6 (2) in un’ora e mezza.

IL MATCH DI LORENZO – Messo su un campo da Under 12, canestri da mini-basket da un lato, inspiegabili piante stile palme di Starbucks dall’altro, e parapetti probabilmente pensati per genitori urlanti (un livello appena sopra al farsi da raccattapalle da soli), Sonego ha subito salvato una palla break con una buona seconda in kick, l’unica del match, e ha mostrato una buona gamba con un punto pazzesco ad aprire il terzo game, correndo vasche plurime da fondo a rete con tanto di veronica e chiusura di contro-smorzata. Ha poi breakkato nel game successivo insistendo sul rovescio impacciato di Otte, limitato negli spostamenti dal suo metro e 96 a tanti colpi strappati, mentre l’azzurro ha impattato con disinvoltura il dritto in corsa, almeno inizialmente.  

Continuo con la prima e rapido a girare attorno alla palla per lo sventaglio, Sonego si è procurato 2 set point nell’ottavo game sempre insistendo verso sinistra, e ha conquistato il parziale dopo un altro non forzato del tedesco, autore di 5 ace ma incerto sulla seconda – 43% di punti fatti con il fondamentale nel set.

 

Nel secondo Sonego set è ulteriormente cresciuto al servizio, e si è procurato una palla break nel terzo gioco con una risposta profonda di dritto, ma Otte è stato bravo a salvarla con una stop-volley. Un bel rovescio lungolinea gliene ha data una seconda, neutralizzata da una combinazione fra kick e rovescio verticale, e una terza è stata vanificata da uno dei pochi scambi solidi del teutonico. Da lì il set è proseguito su rette parallele, senza grosse chance per ambo i giocatori, complice una maggior solidità del tedesco con la seconda e un rovescio meno limitato a back difensivi. Neanche aver fatto di Otte a rete un groviera (2 lob e un passante nell’ottavo game) è bastato ad andare oltre un semplice deuce, almeno fino al dodicesimo gioco, quando altre 2 incertezze a rete di Otte, punito da una gran corsa e da un passante di dritto, hanno dato un match point all’azzurro, salvato con una prima vincente.

Il tie-break, come da costume, ha però riportato a galla le incertezze del più fragile: 4 rovesci sbagliati hanno sancito il 5-1 Sonego (e l’unione fra la racchetta di Otte e il cemento francese), e una volée larga ha fruttato 5 match point. Il secondo è stato quello buono, un raro serve-and-volley a suggellare la ventesima vittoria stagionale del n.3 d’Italia in un main draw ATP.  

Il prossimo avversario (giovedì) sarà Lucas Pouille, che ha campato di rendimento sulla semifinale agli Australian Open (e ne ha ben donde) a cui ha fatto seguito una stagione disastrosa, se si eccettuano i recenti quarti di finale a Cincinnati. Sarebbe bello se la partita avesse luogo su un campo da tennis.

Lucas Pouille – Madrid 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

LA SCONFITTA DI MATTEO – In precedenza, l’esordio stagionale in un tabellone ATP per Matteo Viola si era conclusa con una rapida sconfitta per 6-2 6-1 in 65 minuti con Evgeny Donskoy, wildcard casalinga.

Assurto alle cronache 3 settimane fa per una clamorosa vittoria su Andy Murray al Rafa Nadal Open, Viola era stato ripescato nella ex-capitale zarista per il ritiro di Berdych, e il sorteggio gli aveva tutto sommato arriso: Donskoy ha finora vissuto una stagione negativa che l’ha visto scendere fino alla centocinquantesima piazza (ora è 118), ed è anche lui noto principalmente per un upset da film – vittoria con Federer a Dubai 2017 con tanto di match point contro.

Entrambi avevano mostrato una buona forma nei Challenger delle ultime settimane, Viola con la finale nel sopracitato torneo di Maiorca con Ruusuvuori (altro novello regicida) e Donskoy con la vittoria a Nur-Sultan in Kazakistan. Troppo leggero però Viola, incapace di smistare con intento e subito messo sulla difensiva dai colpi piatti del russo, che ha breakkato nel primo game grazie a un doppio fallo. La palla dell’azzurro non ha mai scalfito le certezze di Donskoy, che ha manovrato a piacimento dal centro e ha spesso potuto colpire in anticipo sulle traiettorie anodine del nostro, portandosi 3-0 e servizio dopo un game di quasi 7 minuti.

Un dritto steccato dall’avversario ha inizialmente salvato Viola dal 5-0 pesante, ma una smorzata del russo seguita da 2 non forzati l’hanno condannato. Un attimo di distrazione di Donskoy gli ha consentito di recuperare uno dei 3 break, e addirittura di avere una chance per accorciare ulteriormente il deficit, ma 3 vincenti consecutivi del moscovita hanno sancito il 6-2 in 39 minuti.

Il secondo parziale ha seguito il medesimo copione. Donskoy ha spinto da subito, salendo a palla break con un rovescio lungolinea chiuso con un dritto a uscire, e prendendo il comando in seguito a una brutta smorzata giocata da Viola per uscire dallo scambio. Il match non ha più avuto molto da dire, e si è chiuso mestamente con 2 doppi falli nel game conclusivo. Derby in vista per Donskoy con l’uomo del momento Daniil Medvedev, mentre per l’Italia restano in corsa Thomas Fabbiano e Salvatore Caruso, che si affronteranno domani attorno alle 15:30, oltre ovviamente a Matteo Berrettini, terzo favorito del torneo e ammesso direttamente al secondo turno, dove affronterà Roberto Carballes Baena nella giornata di giovedì.

Tommaso Villa

Il tabellone completo di San Pietroburgo
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WTA

La mattinata WTA: altro KO per Muguruza a Osaka

L’ex numero 1 del mondo incassa la quarta sconfitta consecutiva al primo turno. Avanza Keys, a Vekic l’ennesimo episodio della saga con Garcia. Muchova bene a Seoul

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Chiusi i primi turni tanto a Osaka, quanto a Seoul. Ricco il piatto in Giappone, unico Premier di settimana, considerato il periodo solitamente disertato dalle grandi stelle. Grandi stelle, ma anche ex star in rovinosa caduta libera come Garbine Muguruza, incapace di ritrovare se stessa nonostante le stagioni passino insieme alle superfici e al ricordo della giocatrice che fu: battuta in rimonta dal tennis eteroclito di Su-Wei Hsieh, l’ex pluriregina Major è andata incontro alla quarta sconfitta consecutiva al primo turno dopo quelle incassate a Wimbledon (contro la chiacchierata Haddad Maia), Cincinnati (Keys) e US Open (Riske). Negli occhi dell’ex presunta e presumibile dominatrice del tennis mondiale non si scorgono segnali d’immediata riscossa.

Bene Madison Keys, a proposito, avanti in due su un’altra giocatrice tramortita da un’annata nefasta come Daria Kasatkina e brava la qualificata USA Varvara Flink ad approfittare del calo di adrenalina occorso a Nao Hibino, reduce dalla favolosa settimana trascorsa a Hiroshima. Malissimo invece Kiki Mladenovic, capace di raccogliere appena tre game e travolta da Misaki Doi, mentre è andato a Donna Vekic l’ottavo episodio della mini-serie con Caroline Garcia protagonista: il bilancio, precedentemente appannaggio della francese dopo il centro di Nottingham, è ora di quattro vittorie a testa (nella parziale indifferenza del pubblico pagante, come segnalato da un perplesso ancorché soddisfatto Torben Beltz qui sotto).

Minori spunti in quel di Seoul, come ampiamente previsto, ma altro passo avanti nell’ottima stagione di Karolina Muchova, ceca dal bel tennis anomalo e orgogliosamente esibito: per lei ottima vittoria in tre nel match di giornata con Van Uytvanck e prossimo turno non impossibile contro la rediviva Timea Babos, oggi brava a sbarazzarsi di Polona Hercog, unica testa di serie rincasata in giornata. Tabellone molto aperto, anche a causa del ritiro in extremis di Maria Sakari, e allora occhio ad Ajla Tomljanovic e alla teen prodigio Anastasija Potapova, avanti in coppia con due vittorie tutto sommato agevoli contro Voegele e Han.

Risultati

Osaka, primo turno:

[5] M. Keys b. D. Kasatkina 6-3 6-4
S-W. Hsieh b. G. Muguruza 3-6 7-6(1) 6-1
[Q] V. Flink b. [WC] N. Hibino 6-4 7-5
Y. Putintseva b. [LL] K. Kawa 6-4 7-6(4)
[7] D. Vekic b. C. Garcia 7-5 6-2
[WC] M. Doi b. K. Mladenovic 6-1 6-2

Seoul, primo turno:

[Q] A. Bogdan b. [6] P. Hercog 6-3 3-6 6-1
A. Potapova b. [WC] N. Han 7-6(4) 6-1
[Q] P. Hon b. [SE] M. Buzarnescu 6-3 6-4
P. Badosa Gibert b. J. Teichmann 6-4 6-4
[Q] T. Babos b. J. Ostapenko 6-3 6-3
[3] K. Muchova b. A. Van Uytvanck 6-4 3-6 6-2
K. Flipkens b. D. Allertova 6-2 7-5
[5] A. Tomljanovic b. S. Voegele 6-0 6-2
[Q] P.M. Tig b. [LL] D. Kovinic 6-4 3-6 7-6(3)

I tabellone aggiornati

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