Indian Wells, doppio: la folle corsa delle coppie che nessuno aspettava

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Indian Wells, doppio: la folle corsa delle coppie che nessuno aspettava

Al secondo torneo insieme in assoluto, Nikola e Horacio sopravvivono a un tabellone impossibile e alzano il trofeo battendo in finale Melo e Kubot. Sabalenka e Mertens a sorpresa nel doppio femminile

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Oh mio, abbiamo vinto Indian Wells“, ha esclamato con lo sguardo tra lo smarrito e l’incredulo Nikola Mektic quando l’intervistatore a bordo campo, forse un po’ precipitosamente, gli ha messo il microfono sotto il naso per raccogliere le sensazioni “a caldo” dopo il trionfo in doppio nel primo Masters 1000 della stagione. Campione, insieme a Horacio Zeballos; una coppia di nuovo conio al secondo torneo in assoluto, dopo il trascurabile esordio dello scorso febbraio a Rio de Janeiro.

Un successo che cambia carriera e conto in banca, con la sua dote di mille punti e oltre 420.000 dollari da spartire. “Devo dire che si tratta di una cosa leggermente fuori dalla realtà, non può essere successo veramente“, ha rimarcato l’argentino nella conferenza andata in scena nella sala grande, quella dei campioni e delle giornate di gala. “Non ero mai stato qui, è incredibile“; e invece è vero, anche se si stenta a crederlo: Marcelo Melo e Lukas Kubot, personaggi dal pedigree più nobile e carnefici del binomio Fognini/Djokovic in semifinale, sono stati solo gli ultimi avversari di livello battuti in un percorso accidentatissimo: prima della finale sottratta alla sesta coppia del seeding, Mektic e Zeballos avevano fatto fuori la prima (i campioni dell’Australian Open Herbert e Mahut, peraltro annullando due match point), la quinta (Farah/Cabal) e la terza (Pavic/Marach).

Tutto sommato si può parlare di titolo meritato, e infatti Marcelo Melo, uno che in carriera è stato numero uno al mondo e vinto oltre trenta titoli di specialità, rende ai vincitori l’onore delle armi: “Hanno avuto il peggior tabellone possibile e battuto tutte le migliori coppie in circolazione, complimenti a loro“.

 

Se il torneo maschile ha riservato una discreta sorpresa, quello femminile non è stato da meno: a sollevare il trofeo sono state Elise Mertens e Aryna Sabalenka, due singolariste da tempo prossime ai piani altissimi della classifica ma non necessariamente le favorite della vigilia per la vittoria in doppio di un Premier Mandatory, soprattutto al secondo torneo in assoluto giocato insieme. La coppia ha aperto e chiuso eliminando le due squadre più pregiate: Babos e Mladenovic, seconde nel seeding, sono state falciate all’esordio, mentre in finale la medesima sorte è toccata a Katerina Siniakova e Barbora Krejcikova, rispettivamente numero uno e due nella graduatoria di specialità, campionesse in carica al Roland Garros e Wimbledon e, com’è naturale, prime favorite ai nastri di partenza.

All’Open d’Australia forse dovevamo ancora conoscerci bene, ma nonostante tutto abbiamo perso contro la coppia più forte del mondo lottando per tre set, ha dichiarato un’entusiasta Elise. Sono bastati due mesi, e adesso la coppia più forte al mondo è la sua.

I risultati delle finali:
H. Zeballos/N. Mektic b. [6] M. Melo/L. Kubot 4-6 6-4 10-3
E. Mertens/A. Sabalenka b. [1] B. Krejcikova/K. Siniakova 6-3 6-2

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WTA Lussemburgo: Bencic vince in un lampo, Ostapenko avanti in tre set

Esordio sul velluto per la numero 1 del torneo contro Diyas. Jelena è costretta al terzo contro la numero 300 del mondo, ma la spunta

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La numero 1 del seeding Belinda Bencic non poteva iniziare meglio il suo percorso nel WTA 250 di Lussemburgo. Per dimenticare la sconfitta in due set contro la futura campionessa dell’US Open Raducanu, la svizzera ha spazzato via dal campo Zarina Diyas in un’ora di gioco, vincendo 6-1 6-3. Poco da fare per la numero 105 del mondo, che ha perso molto rapidamente il primo set e non ha consolidato il break di vantaggio conquistato nel terzo game del secondo. Bencic ha vinto 5 dei successivi 6 game, raggiungendo i quarti di finale nel torneo in cui arrivò in finale nel 2018. C’è da evidenziare l’ottima prova al servizio di Belinda, che messo a segno uno straordinario 22 su 25 con la prima di servizio in campo.

Avrà l’opportunità di vendicare la sconfitta nella finale del WTA 500 di Berlino contro Liudmilla Samsonova. Tra altri risultati della giornata, ha vinto con un punteggio speculare a quello di Bencic-Diyas, la ceca Marie Bouzkova. Ha eliminato Greta Minnen, reduce da un match durissimo vinto contro Parrizas-Diaz 7-6 al terzo set (3 ore e 15 minuti). Abbastanza rapida anche la partita di Jelena Ostapenko, la prima in programma a Lussemburgo. Tre set, un’ora e tre quarti. Dopo aver chiuso 6-2 il primo parziale la campionessa del Roland Garros ’18, terza testa di serie, ha avuto qualche difficoltà di troppo sul finire del secondo set (perso 6-4), rischiando di subire il break anche a inizio terzo set. Salvata una palla break, la lettone non si è più guardata indietro, impartendo un sonoro 6-1 alla qualificata Hartono (numero 300 del ranking WTA)

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WTA Portorose: Paolini ai quarti di finale

L’azzurra supera Kalinskaya in due set nonostante la lunga pausa per pioggia tra primo e secondo set. Troverà Cirstea

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A Portorose la protagonista di giornata è stata la pioggia, che ha costretto gli organizzatori a rimandare di un giorno Kalinina-Zidansek e anche la conclusione di Krunic-Juvan (7-6 0-1 per Juvan). Una bella notizia arriva da Jasmine Paolini che elimina in due set Anna Kalinskaya e accede per la quarta volta in carriera ai quarti di finale di un torneo WTA. L’azzurra è stata brava a recuperare subito la concentrazione nonostante la lunga pausa tra un set e l’altro dovuta alla pioggia, anche se poi nel secondo parziale i problemi fisici dell’avversaria le hanno certamente agevolato il compito. Il primo set si è deciso nei lunghissimi secondo e terzo game: prima Paolini riesce a strappare la battuta all’avversaria dopo sedici punti e tre palle break, poi consolida il vantaggio dopo diciotto punto e due palle break salvate. Dopo queste difficoltà iniziali Jasmine non soffre più e anzi si procura un set point in risposta sul 5-2, ma deve limitarsi a chiudere nel game successivo.

La pioggia ritarda l’inizio del secondo parziale di quasi tre ore e al rientro in campo è Kalinskaya a partire meglio, portandosi sul 2-0. Paolini recupera immediatamente lo svantaggio e addirittura sorpassa sul 3-2. A questo punto, Kalinskaya chiede l’intervento della fisioterapista per qualche problema alla schiena. L’MTO però non le porta grande giovamento e non turba neanche la solidità di Paolini che vince tutti i restanti game, completando il bagel virtuale che chiude il match. Ai quarti di finali sfiderà Sorana Cirstea, che ha superato in due set Tereza Martincova a cui ha annullato un set point nel primo parziale, capovolgendo uno svantaggio di 5-3 e dilagando poi nel secondo.

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Le scarpe a marchio ‘On’ di Roger Federer volano in borsa: valgono 11 miliardi di dollari

Lo svizzero è tra gli azionisti della società On Running che secondo il Sole 24 Ore ha aumentato dell’85% le vendite nel 2021

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Non si sente parlare tanto di Roger Federer ultimamente. Forse lo rivedremo nel 2022, se una nuova operazione chirurgica risolverà il problema al ginocchio che da oltre un anno e mezzo tiene la sua carriera appesa a un filo. Intanto però le attività extra-campo del campione svizzero procedono piuttosto bene. Lo scorso luglio ha messo all’asta oltre 300 cimeli della sua carriera e il ricavato è andato alla Roger Federer Foundation. Ora conosciamo anche il valore in borsa del marchio On, che fornisce a Roger le scarpe dopo la separazione con Nike.

Federer, secondo la stampa svizzera, ha investito circa 50 milioni di franchi nell’azienda al momento del suo ingresso tra gli azionisti nel 2019 e contribuisce alla realizzazione dei modelli che usa nei tornei del circuito ATP. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, la società (con il prezzo dell’Ipo a 24 dollari nel primo giorno di quotazione) al debutto in borsa ha un valore di 11,3 miliardi di dollari a Wall Street. Nel corso del 2020 On Running ha registrato un fatturato da record di 425 milioni di franchi svizzeri, ma punta a migliorare nel 2021, dopo la pandemia e l’assenza quasi totale di Federer nel circuito una stagione fa. I numeri iniziali fanno ben sperare: nei primi sei mesi di quest’anno le vendite sono aumentate dell’85%, realizzando un utile di quasi 4 milioni di franchi (lo scorso anno finì in rosso di quasi 34).

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