Più stabili e sicuri con la scarpa Asics Court FF2, garantisce Djokovic

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Più stabili e sicuri con la scarpa Asics Court FF2, garantisce Djokovic

Recensione e test della Asics Court FF2, la scarpa di Novak Djokovic

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Vi abbiamo già presentato la grande novità Asics per il tennis, la scarpa COURT FF™2 in uso da Novak Djokovic, attuale numero 1 del ranking. Tante le novità tecnologiche introdotte, tutte con lo scopo di migliorare la stabilità senza rinunciare alla fluidità di movimento, uno dei trademark di sempre per quanto riguarda le scarpe Asics che proprio in questa linea FF trovano il maggior punto di contatto con il comparto running.

La Court FF2 si propone lo scopo di migliorare la stabilità durante le scivolate laterali, una volta prerogativa unicamente del tennis su terra battuta e oggi diventate una pratica obbligata anche sul cemento. Maestro indiscusso di questa tecnica è senza dubbio Novak Djokovic, che infatti ha contribuito alla progettazione della scarpa. Rispetto al modello precedente cambiano diverse cose. La costruzione, anche solamente alla vista, è molto più solida. Nella parte superiore della tomaia ci sono degli inserti di materiale che ne irrobustiscono la struttura allungandone allo stesso tempo la durabilità. Alcune scarpe infatti, specie quelle molto leggere, durano molto a livello di battistrada ma subiscono pesantemente l’usura nella parte alta della tomaia o del puntale se non protetto dal battistrada. La suola in gomma AHARTM è progettata specificatamente per il tennis. Rispetto alla Court FF riscontriamo un supporto mediale più largo, a garantire una flessibilità maggiore nell’area centrale della scarpa.

Test in campo

 

Più sostanziosa al piede, più solida in costruzione e molto comoda nel monosock, il calzino nel quale infiliamo il piede che però è una scarpa. La prima sensazione alla calzata di questa Court FF2 è di avere lo stesso comodo abbraccio al piede del modello precedente ma con una stretta maggiore, una sensazione di robustezza che si traduce in protezione. All’inizio del test la stretta è forte, il materiale sta prendendo la forma del piede evidentemente. Infatti, dopo qualche ora di gioco, la calzata è comoda e avvolgente senza più il fastidio iniziale. Migliorato anche il cushioning, cioè l’ammortizzazione degli urti. La Court FF2 risponde bene alle sollecitazioni: riparte prontamente nei cambi di direzione senza il minimo scivolamento interno. Il piede è infatti ben rialzato da terra (di più rispetto alla versione precedente) ma comunque ben a contatto con il terreno in tutta la sua estensione.

Quando la proviamo forzando sulle scivolate laterali abbiamo una risposta eccellente. Si tratta di una scarpa molto scattante ma che blocca bene a terra consentendo di dosare la scivolata e di proteggere il piede. Ottima la resistenza all’abrasione del battistrada, che proprio nella parte interna è rialzato. Questo rafforzamento in termini di materiale sulla tomaia si traduce anche in una durata maggiore. Dipende ovviamente sempre dalla frequenza di gioco, ma è impensabile che questa Court FF2 duri meno di un anno anche facendo agonismo. Da notare anche la particolarità dei lacci, che sono più fini ad inizio allacciatura per diventare più spessi nella zona finale, quella del nodo. Le stringhe così si muovono meglio nei buchi e consentono di fissare bene anche la parte bassa della tomaia. Molte scarpe infatti non riescono a gestire bene l’allacciatura dei primi buchi, Asics ha risolto anche questo problema.

Non ci sono controindicazioni di carattere generale, vanno verificate rispetto alle singole caratteristiche del giocatore. La sensazione finale è quella di avere una scarpa di ottimo livello, che coniuga un grande comfort di gioco, stabilità, durabilità e pronta risposta alle sollecitazioni. La solita garanzia Asics insomma.

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Donnay aggiorna tutta la gamma racchette con la tecnologia Unibody

Donnay aggiorna con la tecnologia Unibody le racchette Allwood, Formula e Pro One 97 16×19: il feeling di gioco promette di essere ancora migliore

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Donnay ha aggiornato tutta la gamma di telati con una nuova tecnologia che promette di migliorare ancora di più le novità apportate nel 2019. Questa nuova tecnologia si chiama Unibody, e consiste nella realizzazione della racchetta in un unico fusto, senza l’aggiunta di pallets, con il telaio interamente in Graphite, dalla punta al manico, senza interruzioni.

Questo si traduce in telai che dal punto di vista delle caratteristiche rimangono invariati ma che, ne consegue, hanno sensazione diverse in termini di potenza generata, controllo di palla e soprattutto feeling di gioco.

La gamma Donny Unibody è composta da 3 telai: AllwoodFormula Pro One 97 16×19 (che abbiamo testato in versione 2019. Donnay rivoluziona con questa tecnologia il concetto di 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, adottando una nuova tecnologia che punta alla purezza dell’impatto con la pallina. Il brand ha proprio nel feeling di gioco uno dei suoi obiettivi principali.

 
Le tre nuove racchette Donnay 2020 (foto FB DonnayItalia)

Le caratteristiche dei telai:

  • La Donnay Pro One Hexa è l’evoluzione della storica Pro One ed è il telaio top di gamma, semplicemente unico per la prestazione
  • La Donnay Allwood 102 è la racchetta più flessibile nella gamma, un telaio capace di fondere il feeling assoluto di una racchetta classica e le rotazioni di una racchetta moderna
  • La Donnay Formula Hexa è la racchetta profilata di Donnay. Morbida, connessa alla palla e capace di dare prestazione completa al giocatore moderno, che cerca rotazioni e potenza, ma con sensibilità e controllo

Tutti i telai in versione 2020 adotteranno quindi la tecnologia 𝐔𝐧𝐢𝐛𝐨𝐝𝐲, che permette la migliore trasmissione possibile del feeling all’impatto con la pallina, restituendo un feedback sensibile al braccio del tennista.
Crediamo che il 𝐟𝐞𝐞𝐥𝐢𝐧𝐠 sia la prima cosa da ricercare in una racchetta ed è per questo che Unibody offre la massima connessione possibile con la racchetta, perché il manico è parte della racchetta stessa“, dice Donnay nella scheda di presentazione dei prodotti.

Esteticamente, le racchette tornano a una colorazione nero opaco, una vernice più sobria e più resistente nel tempo rispetto al nero lucido adottato sulla linea Xenecore 2019.

Presto su Ubitennis le recensioni dei telai.

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Asics Gel Resolution 8, leggeri e veloci in campo come Monfils

Recensione e test della Gel Resolution 8 di Asics, un modello storico che non finisce mai di migliorarsi.

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Se ci ha messo mani lui, nel senso di aiuto nella progettazione, allora c’è da stare tranquilli. La nuova Asics Gel-Resolution, giunta alla versione 8, è il frutto di una collaborazione fra Gael Monfils, uno dei meglio dotati fisicamente nel circuito ATP, e il team di ingegneri del colosso giapponese. Quello che ne è venuto fuori è una scarpa che ingloba due nuove tecnologie, DYNAWALL ™ e DYNAWRAP ™, che altro non fanno che aumentarne la flessibilità migliorando di molto la stabilità, due fattori che sono decisivi nella scelta del modello per tutti ma ancora di più per chi staziona a fondo campo durante le sue partite.

DYNAWALL è la tecnologia che garantisce un equilibrio maggiore fra stabilità e flessibilità mentre DYNAWRAP consiste in un sistema di inserti che culla il piede e utilizza lo slancio del giocatore per mantenere un ottima calzata della suola, che massimizza l’area di contatto in zone cruciali per la frenata, riducendone l’attrito. In cosa si traduce questo? Che la Gel Resolution 8 ha una capacità frenante maggiore del 7,2% rispetto alla versione 7.

Il centro di ricerca Asics ha lavorato molto pensando al prodotto migliore per i tennisti che pretendono il massimo dalle scarpe. Gente proprio come Gael Monfils, che costringe le scarpe a sollecitazioni estreme e lunghe, derivanti proprio da un tipo di gioco che si sviluppa prevalentemente da fondocampo, con continui cambi di direzione, frenate e scatti, movimenti che richiedono stabilità e flessibilità al top.

 

Test In campo

Sono diverse le novità di Asics nella Resolution mettendo a paragone la versione 7 con la 8. Si tratta di un modello storico e quindi il livello di attenzione verso queste novità è molto alto. Fin dalla calzata, la tecnologia Dynawrap inserita nell’allacciatura mette rapidamente in sicurezza il piede. È come se allacciaste la cintura di sicurezza che mette veramente al riparo il piede, comodo e funzionale sia per chi ha la pianta del piede larga o stretta. Anche la punta della scarpa, nella parte superiore, è stata revisionata. Non c’è più lo schema a lisca di pesce, ma una specie di ragnatela fatta di un materiale che rende la torsione sull’avampiede più flessibile. Tenendole in mano e provando a torcerle in quella zona, la flessione è molto più agevolata con la Gel Resolution 8. E anche in campo ne abbiamo la sensazione, perché gli scatti sono “agevolati” anche da questa innovazione.

Leggera e stabile allo stesso tempo, la Gel Resolution 8 abbisogna di un paio d’ore di gioco per trovare la giusta forma intorno al piede e consentire di farsi apprezzare al meglio. Proprio nelle sollecitazioni estreme e continue, la Resolution 8 dà il meglio. La suola in Ahar è stata divisa in due parti, ha un numero di punti di contatto col terreno maggiore, ne conseguono zone pivotali maggiori per cambi di direzione con ritardo zero. Anche perché, come già specificato sopra, proprio a paragone con la Resoluzion 7 il tempo di frenata è ridotto.  

A livello di comfort il sistema Gel è la solita garanzia. L’inserto in FlyFloam nell’intersuola è un materiale leggero e aiuta a migliorare la stabilità insieme alla tecnologia Dynawall, visibile esternamente (specie nel modello chiaro della scarpa) e che riveste la scarpa dalla punta al tacco. Uno dei fattori sui quali Asics ha lavorato molto dopo i feedback sulla verisone 7 di questo modello è proprio la stabilità: con la Resolution 8 il problema è stato decisamente risolto. La scarpa forma una sorta di unicum con il piede, comodità, sicurezza e stabilità sono ai massimi livelli.  

Conclusione

Siamo rimasti veramente impressionati dalla qualità di questa versione della Resolution. È senza dubbio una delle top choice del 2020, anche dal punto di vista estetico.

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TenX Pro XCALIBRE, qualità e comfort al servizio del braccio

Recensione e test della XCALIBRE di TenX, una racchetta di qualità pro con il comfort di gioco per tutti

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Nel corso degli ultimi anni ci sono sempre più racchette sul mercato che offrono la possibilità di scegliere livelli di rigidità più bassi. I produttori hanno riposto molta attenzione nel coniugare la qualità e le prestazioni dei telai più rigidi, quelli di solito riservati agli agonisti, con il comfort e il controllo di palla propri delle racchette più morbide. Non far male al braccio sembra essere diventato il mantra di ogni prodotto, corda o telaio che sia, ed ecco quindi che oggi è difficile che sia il giocatore intermedio che l’agonista scelgano un modello altamente rigido.

Gli australiani di TenX Pro hanno provato con questa XCALIBRE ad aggiungere un altro tassello al mosaico, e cioè quello di usare grafite di qualità pro-stock, per offrire quindi la massima qualità possibile, alle prestazioni di cui sopra. A livello tecnologico, per assicurare una flessione del telaio morbida ma performante, TenX ha implementato una tecnologia di nome Uniflex. Si tratta di una flessione della racchetta dal primo all’ultimo centimetro della stessa, e non per una parte del telaio come avviene altrimenti. Ne consegue, oltre all’incremento del comfort di gioco, anche un aumento della stabilità del telaio e quindi del controllo di palla. Il peso di questa XCALIBRE è distribuito in maniera tale da rendere molto solida la struttura.

Lo spessore molto fino consente quindi swing molto flessibili, un taglio dell’aria molto buono e quindi un’inerzia ridotta, e poi una resa estetica davvero eccezionale. Colorata di nero opaco in tutta la sua lunghezza, la XCALIBRE presenta solo una serigrafia in bianco del brand e il nome del modello ricalcato sull’altro lato del telaio. Anche il buttcapp, con la X bene in evidenza, è un ulteriore tocco di classe. Eleganza infatti è la parola chiave per descrivere questo modello, esteticamente bellissimo. Come sappiamo, la racchetta deve anche piacere, soprattutto al giocatore intermedio. La vasta gamma di pesi disponibile consente poi customizzazioni per trovare la perfezione in questo telaio di qualità pro-stock.

 

Modelli XCALIBRE

XCALIBRE 285 grammi (98 pollici, schema d’incordatura 16×19)
XCALIBRE 290 (98, 16×19)
XCALIBRE 303 (98, 16×19)
XCALIBRE 315 (98, 16×19)

In campo

Abbiamo testato le versioni da 303 grammi e 315 grammi. I due modelli, chiaramente, si assomigliano molto anche nella resa. Dodici grammi di differenza si sentono soprattutto in termini di maneggevolezza, ma possono soddisfare quei giocatori che non amano sentire un telaio troppo leggero e che non hanno problemi nel generare velocità di palla e che hanno bisogno di un peso maggiore. Impressiona da subito la morbidezza degli impatti, il telaio flette molto bene, si percepisce proprio dopo ogni impatto la flessione del corpo racchetta che si traduce in un tempo prolungato di contatto con la palla.

A dispetto dei 66 punti di rigidità dichiarati, tutte e due le versioni della XCALIBRE sembrano molto più flessibili. Dev’essere probabilmente merito della tecnologia Uniflex, che riesce quindi a farci apprezzare il comfort e i vantaggi di una flessione più morbida del telaio senza penalizzarne però le prestazioni. C’è potenza, la palla esce veloce e se il movimento è deciso la XCALIBRE asseconderà con eccezionale fermezza, merito della struttura del telaio, molto ben equilibrato. Il 16×19 del piatto corde è oramai una garanzia in termini di generazione di spin. Anche questi due modelli non ne sono esenti: dopo diverse ore di gioco la sensazione è quella di avere fra le mani un telaio che più di altri con il medesimo schema 16×19 riesce a produrre spin. Il top spin esce molto bene, profondo, merito anche del bilanciamento un po’ pronunciato verso la testa della racchetta per consentire chiusure di swing molto efficaci. Anche nei colpi di volo, a rete o sopra la testa, le soluzioni piatte sono quelle che risultano più efficaci. Al servizio serve tempo per prendere dimestichezza con il kick e lo slice, ma al termine di un inevitabile periodo di rodaggio le sensazioni saranno le stesse del gioco da fondocampo, settore nel quale la XCALIBRE eccelle.

C’è poi la lunghezza del telaio, 1,25 centimetri in più rispetto ai tradizionali 68,5 delle racchette comuni. Esteticamente, non si nota neanche: la forma della racchetta è simile a quella di una Head Prestige, il centimetro o poco più extra è distribuito molto bene e non si ha la sensazione di un piatto corde molto più grande. In campo, si apprezza soprattutto in fase di difesa: sembra niente ma poco più di un centimetro può significare un recupero di palla che può tramutarsi in un punto vinto. Un punto, nel tennis, può decidere la partita.

Conclusioni

La XCALIBRE è una racchetta che si presta in maniera eccezionale per i giocatori di attacco da fondocampo. Comfort di gioco ai massimi livelli e risposta ottimale sia in termini di potenza che di controllo di palla, una piacevole novità nel panorama delle racchette che si rivolgono sia al giocatore intermedio che all’agonista puro.

Le racchette si possono acquistare direttamente sul sito Tenx Pro.

Corde usate per la recensione:
TenX Strike Fury 1,23 mm
String Project Armour Soft 1,24 mm (22×23)

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